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Blog di bezzifer

Post con #lavoro tag

RAGAZZI DATEVI DA FARE COME FECE VOSTRO PADRE, E VEDRETE CHE UN LAVORO SI TROVA.

4 Giugno 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

Disoccupazione, ad aprile il tasso è al 12,6%. Quella giovanile al 43,3%.

Nel primo trimestre dell'anno il tasso di disoccupazione generale ha toccato però il picco storico del 13,6% e quello relativo ai ragazzi dai 15 ai 24 anni è salito al livello record del 46%. Al Sud il numero dei senza lavoro sul totale della popolazione attiva è ben più alto: rispettivamente 21,7% per la popolazione generale e 60,9% per i giovani. La maggior disuguaglianza di genere si registra però al Nord, dove il tasso di disoccupazione per le ragazze è al 40,9% contro il 32% dei ragazzi. Poletti: "Per la cig in deroga serve un miliardo"

Per cominciare, la butto sul provocatorio: ma perché i giovani da 15 a 24 anni non stanno a studiare? Soprattutto quelli da 15 ai 19 anni dovrebbero stare a studiare, non a cercare lavoro oppure gettare la spugna anche per quello..

Prima di essere sommerso di insulti "ma tu non sai!?", so bene che studiare è maledettamente costoso in questo paese, nonostante sia un diritto costituzionalmente garantito.Già agire su questo fronte sarebbe una buona cosa: avere gente più formata e colta significa avere gente con più strumenti per crearsi lavoro da sé, non solamente poter aspettare che il lavoro -scarsamente qualificato- li trovi.In Europa (ma nel mondo occidentale tutto, e presto non solo in quello) i lavori che richiedono più braccia che cervello andranno via via scomparendo, dato che la tendenza è quella all'automatizzazione. Quello che dovremo saper fare è pensare i prodotti, pensare le macchine per costruirli ed istruire poi quelle macchine. Non avere le qualifiche minime per far concorrenza a quelle macchine.Detto ciò, il problema non è certo limitato a questo. Come non è limitato alla sola economia (o peggio, alla valuta). Il problema di questo Paese è sistemico e ha pure delle connotazioni culturali. Ed è vecchio quanto l'Italia stessa -se non di più. E non essere stati governati per gli ultimi 20 e passa anni non ha aiutato: non eravamo minimamente preparati per una crisi. Se non fossimo stati inseriti nel contesto dell'Europa (che pure ha reagito malissimo alla crisi, quando ha reagito), avremmo fatto la fine dell'Argentina.Se volete garantito tutto dallo stato perchè non avete votato il comunismo? l'italiano vuole la vita da capitalista ma vuole garantito tutto dallo stato. la moglie ubriaca e la botte piena. la pacchia è finita e i figli staranno molto peggio per colpa dei loro padri.I cinesi reinvestono tutti i guadagni nelle loro attività mentre gli italioti nei tempi delle vacche grasse si sono fatti la casa al mare in montagna e al cimitero. forse avrebbero fatto meglio a pensare al futuro dei loro figli e aprire un'attività e unirsi in società per aumentare il capitale. ma tutti hanno sperato nello stato e ora farebbero meglio a giocare al superenalotto.Leggere molti commenti è mortificante. il governo e quindi lo stato dovrebbe trovare l'occupazione per tutti, poi la sanità e l'istruzione a tutti. quindi tutti disprezzano il comunismo ma poi vogliono tutto dallo stato e dell'iniziativa privata non parlano. poi li chiamo dementi e si offendono. invece di comprarsi la casa al mare avrebbero fatto meglio a investire in una attività per il figlio.Adesso la faccio fuori dal vaso (ma anche non troppo, diciamo che almeno il bordo lo becco).Guardate che per avere gente seria, preparata e onesta al governo, servono anche elettori seri, preparati e onesti, meglio se anche svegli (non dico cittadini perché è un termine ormai inutilizzabile, ti saltano al collo).E se vuoi che gli "altri" lavorino, devi lavorare anche tu.E se vuoi che gli "altri" paghino tutte le tasse, le devi pagare anche tu.E se ti danno fastidio le cartacce per terra, non le devi buttare.Ecc. ecc. ecc....................continuiamo ? se vuoi un lavoro lo devi cercare , se vuoi la birra al bar tutti i giorni , la devi pagare , e se non hai i soldi , te li devi guadagnare , se vuoi la macchina bella te la devi comperare, e se non hai i soldi per pagare devi lavorare, e se uno straccio di lavoro non ce l'hai , devi andartelo a trovare, ma se vai al bar e giochi alle sloot i soldi non ce li avrai anche se lavorerai, avete capito cocchi ?disoccupate si ma mica fanno le badanti alle nonne . meglio chiamare la rumena perchè loro devono stare libere di andare a divertirsi e in palestra. tutti vogliono il lavoro ma non dicono quale.Circa 20 anni fa l'italia era il maggior esportatore di pomodori pelati e concentrato perchè la gente lavorava e sgobbava. ora i figli sono tutti viziati e non vanno neanche a coltivare per i loro consumi famigliari li vedi solo a frsi foto e a giocare oltre a vivere di notte di sballo.. questo oltre ai danni della politica e delle scelte agricole della ue ha creato un terremoto. infatti oggi la cina ci inonda di pomodiori pelati che sono ogm e anche peggio. bisogna tornare a sgobbare e meno incontri e dibattiti che li chiamano di cultura. ma per favoreeeeee e voi che proponete? di stare vicino al bar 10 ore o vicino al computer? il problema che non vanno a coltivarsi neanche i pomodori per il loro consumo famigliare. i giovani di adesso non vogliono sgobbare vogliono il posto in ufficio e magari pubblico.Cari i miei cocchi di mamma  in periodi di crisi ognuno si deve adattare .Ci sono famiglie che possiedono terreni e hanno figli disoccupati non sarebbe meglio che lavorassero in attesa di posti migliori? poi ci sono ragazze disoccupate ma per accudire la nonna malata chiamano la rumena. c'è molto da dire e non basterebbe lo spazio. una parte di responsabilità è delle famiglie che hanno fatto un esercito di aspiranti veline e tronisti o dipendenti pubblici. con questo esercito la guerra si perde soltanto.Come disse bill gates nella sua ultima visita in italia che solo l'agricoltura potrebbe far uscire dalla crisi ma lavorare stanca e si suda e ora tutti vogliono essere profumati e privi di rughe.magari stanno ore su facebook o di fronte alla tv.  

PS:Picciola riflessione sul perché leggere i post sul fatto (ma un po' ovunque) mette una gran tristezza.

I commenti si dividono in cinque categorie;
I forcaioli; sono tutti ladri! impicchiamoli: Parbleu 
Gli spiritosi, battutari che imitano Grillo nelle sua declinazione più sciatta.
Gli innocenti, una versione dei forcaioli ma meno violenta, un continuo di: è tutta colpa di quello li e di quell'altro! Io sono una vittima!! E basta.
I complottisti: dietrologi che vedono la spectre anche nelle confezioni del latte di soia. 
Gli apocalittici: la fine è arrivata rassegniamoci.
Insomma non ci sono riflessioni o analisi che non siano superficiali e mai una idee costruttiva. Solo slogan livorosi. 
Questa è una delle prove più evidenti della nostra decadenza. Triste.

CARI RAGAZZI SERVE USCIRE DALLA BAMBAGGIA ,CERCANDOSI UN LAVORO ADATTANDOSI A CIO CHE SI TROVA COME SI E SEMPRE FATTO FINO HA 20 ANNI FA SERVE FERSI RESPONSABILI DELLA PROPIA VITA PIEGANDO LA SCHIENA E SPORCARSI LE MANI, NON E UN DISONORE.UN DISONORE E NON VOLER LAVORARE PERCHE E FATICOSO E SPORCO.

LAVORI CE NE SONO E BEN REMUNERATI.UN ESEMPIO E SPIEGATEMI IL PERCHE?

IN CAROZZERIA CI SONO SOLO:  SOLO POLACCHI.IN IDRAULICA POLACCHI-CECENI-RUMENI

RISTORAZIONE  CI SONO SOLO: CAMERIERE RUMENE-MAROCCHINE IN CUCINA RUMENI-ALBANESI

AGRICOLTURA: INDIANI PACHISTANI.E POTREI ANDARE AVANTI,MI SPIEGATE PERCHE L'ITALIANO NON LO PUO FARE? NO PREFERISCE ANDARE AL ESTERO A FERE LO STESSO LAVORO SOVRA CITATO PERCHE ? IN ITALIA E UMILIANTE,POVERI COCCHI CIAO.


 

 

 

 

 

 

 

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Meno male.C’è ancora qualcuno che “si rimbocca le maniche”, e si sporca lemani.

2 Maggio 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

Da qualche tempo, quella di molte migliaia di giovani italiani che programmano di dedicarsi all’agricoltura già nelle scuole superiori e hanno incrementato l’affluenza alle facoltà universitarie di Agraria del ben 45 per cento in cinque anni. Ma aldilà del dato quantitativo, colpisce l’entusiasmo emotivo per un mestiere che genitori e nonni avevano vissuto come una condanna, la perdita di appeal del titolo di studio visto come promozione sociale, la concretezza dei propositi. Non sembra soltanto l’inversione di un ciclo dettato dalla crisi, ma il tentativo di cambiare radicalmente il senso profondo della vita, qui, oggi, in un Paese che non ha saputo mantenere altre promesse.

Meno male.C’è ancora qualcuno, in Italia, la cui massima aspirazione non sia diventare impiegato pubblico o bancario.
C’è ancora qualcuno che “si rimbocca le maniche”, e si sporca lemani.

Come dice un buon proverbio, “il lavoro che si perde non tornerà più, bisogna reinventarlo, il lavoro”. E poichè in realtà non si “inventa” niente, nel senso della geniale creazione dal nulla, e “invenire”, diceva un mio vecchio professore, significa “trovare”, perchè mai non ri-trovare i mestieri del passato, se possono funzionare nel presente? Ci sono inoltre, nel caso, una serie d’effetti collaterali e benefici come quelli ,Del sul senso della vita.
Certo, non in molti possono essere fortunati ereditieri, gli altri dovranno rivolgersi ad altra “invenzione”, da soli ovviamenti, poichè non esiste uno Stato degno di questo nome e una classe politica degna altrettanto che sappia o voglia accompagnare la nostra società verso questi inevitabili mutamenti. “Loro” sono anzi arroccati nel loro fortino di privilegi, e i giovani che avranno la forza di emanciparsi, per un po’ dovranno sgobbare anche per quei privilegi altrui mantenere. Solo per un po’, la pacchia è finita. Pensare di fondare una nuova generazione di contadini, senza padroni ma padroni del loro futuro, cioè ben diversamente liberi rispetto a come comportava il lavoro dei campi nei secoli trascorsi. E finalizzare la propria cultura alla razionalizzazione di un qualsiasi processo produttivo è simile al ruolo di un insegnante impegnato nella scuola.Perciò voi giovani, se avete perduto il valore di una laurea resa inutile dalla indifferenza delle istituzioni per la sua sorte, ha guadagnato in creatività, in impegno nel dare un senso alla sua vita e insieme un contributo alla collettività.Ma tanti giovani diplomati e laureati – spesso con grandi sacrifici personali e familiari – non sono ereditieri né hanno il coraggio dell’avventura o la fantasia di inventarsi un lavoro: hanno soltanto creduto che con lo sbocco della loro vicenda scolastica si acquisisse un diritto al lavoro, una premessa necessaria ed indispensabile per costruire il loro futuro. Hanno creduto nell’art. 1 della Costituzione e si sentono frustrati e traditi.Negli anni cinquanta del secolo scorso un cinico De Gasperi chiedeva ai giovani di imparare le lingue, premessa necessaria per cercare lavoro all’estero invece di morire disoccupati in patria: ho il giustificato timore che Renzi o chi per lui ripropongano lo stesso invito.Cari GIOVANI VI invio i miei auguri la mia simpatia e VI presento anche un poca di invidia.Ma sopratutto la mia gratitudine visto che Vi cimentate nella Produzione , che é ciò che regge un paese mentre molte lauree , tanti “master” e quasi tutti gli “stage” in materia economica sono propedeutici al canone liberale votato alla distruzione .

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LAVORO LAVORO LAVORO MA CHI LO DA IL LAVORO?

2 Maggio 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

TUTTI HA PRETENDERE DAL GOVERNO LAVORO LAVORO IL GOVERNO NON PUO CREARE LAVORO PUO LEGIFERARE PER AGEVOLARE NUOVE ASSUNZIONI CON LEGGI DI DEFISCHILASIONE- BUROCRAZIA SNELLA- ANTI CORRUZIONE-PIANI INDUSTRIALI.

Ma gli industriali non innovano non investono in nuovi impianti e formazione.....in alcuni casi, non potrebbero nemmeno delocalizzare, perchè gli impianti che hanno, fuori dall'azienda, sono rottame.....Ma nel passato hanno incassato fior fior di soldoni senza mai riinvertirli nel azzienda questa è la politica industriale dell' Italia e ora cercano sussidi governativi.ORA.Il lavoro serve per produrre beni/servizi per qualcuno che compra.In Italia la domanda interna è a zero,gli inprenditori hanno delocalizzato in europa dove le tasse sono ad un terzo e la burocrazia funziona e aiuta le imprese.Non si hanno statistiche su questo fenomeno perchè il regime industriale si guarda bene dal darle.Non solo aziende ma anche privati,professionisti,tecnici specializzati delocalizzano.Finchè questo paese non avrà una fiscalità compatibile a livello europeo e una burocrazia almeno dignitosa qualunque cervellotica riforma del lavoro sarà inutile.Come si puo creare lavoro se nessuno compra o investe?.Qualche semplice considerazione.La disoccupazione VERA in Italia ammonta a 9 milioni,oltre ai disoccupati "ufficiali" dobbiamo aggiungere i cassintegrati (disoccupati "galleggianti") e gli "sfiduciati",quelli che nemmeno cercano lavoro.Tra gli occupati dovremmo scremare i part.time forzati,i precari e coloro che guadagnano uno stipendio insufficiente per vivere dignitosamente e investire per i propri figli.Insomma,un vero DISASTRO di cui molti non si rendono bene conto.Questa desertificazione lavorativa comporta un crollo di domanda in TUTTI i settori,ad esempio quello trainante dell'edilizia,del settore immobiliare,chi può comprare una casa,ristrutturarla,comprare nuovi arredi?Ma se tutti i settori a parte pochissimi votati all'export che hanno in gran parte delocalizzato qualcuno mi può spiegare questa discussione infinita sui contratti di lavoro?Nel passato il contratto a tempo indeterminato era la REGOLA,oggi una sparuta eccezione.Noi andiamo ad un'ulteriore diminuzione dei lavoratori stabili,gli unici che possono far ripartire l'economia e i ragazzi disoccupati hanno eroso i risparmi e le pensioni dei vecchi.Oggi un giovane che vuole intraprendere lo fa in Italia?Dove la burocrazia lo mette in croce e l'unica certezza sono le stangate dell'inps dopo pochi mesi senza nemmeno sapere se la nuova attività ha attecchito oppure no?,potrebbe andar bene la flessibilità sul modello del nord europa , ma a questi nostri politici disaggregati dalla realtà bisognerebbe ricordare : a - in italia se uno perde il lavoro , di qualunque tipo , a tempo indeterminato o no , è fuori dal mercato , lo stato non fa corsi per l'eventuale riqualificazione ;b- la mobilità territoriale stante il mercato italiano degli alloggi , è pura utopia ;certo , si potrebbe copiare modelli che funzionano , come quello tedesco , magari in tutto , anche nella serietà dei politici e dei sindacati. Ammettiamo una buona volta che queste leggi le hanno scritte per "NOI"... e ci piacciono pure anche se le contestiamo con qualche manifestazione. Non ci si può adagiare o rincuorare perché in Italia esiste il M5S o movimenti affini, che comunque restano una minoranza ed è una minoranza che non ha peso e che ha scelto di cambiare le cose lentamente e democraticamente. Domani, 3 maggio, tutto tornerà come era il 30 aprile. Perciò se stai cercando lavoro con le tue forze, o pagando un mutuo, o accudendo il genitore anziano, o aspettando la telefonata di tuo figlio che è emigrato perché qui non trovava niente, domani nessuno ti verrà a dare una mano, né lo stato, né M5S né il vicino di casa...Certo è che se si scrivesse con meno fanatismo e con più cognizione di causa, anche da parte dei giornali, la discussione potrebbe essere più serena e proficua. In Italia invece di dare un sussidio di disoccupazione, piccolo e uguale per tutti, come negli altri Paesi, si è scelto di organizzare la Cassa Integrazione Guadagni, che garantisce uno stipendio ridotto, ma proporzionale a quello normalmente ricevuto, nei periodi di scarso lavoro. Questo anche perché esisteva in pratica solo il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il sistema ha funzionato egregiamente, direi molto meglio che negli altri Paesi e questo va riconosciuto,senza al solito cominciare a dire che facciamo schifo in tutto. Ora però la situazione è cambiata, dato che non si assume quasi più a tempo indeterminato e quindi si dovrebbe passare al vero e proprio sussidio di disoccupazione, uguale per tutti. C'è però il piccolo problema di convincere quelli attualmente in cassa integrazione a farsi, in media, dimezzare il sussidio. Ma di questo nessuno parla, giornalisti in testa.

PS:ORA I GRULLI URLANO SERVE IL REDDITO DI CITADINANZA:Il reddito di cittadinanza sono gli italiani a non volerlo ed a riderci sopra ecco alcuni dei loro commenti a riguardo:

1. Se Grillo regala a tutti 1000 euro vado su un isola a fare nulla tutto il giorno
2. Tranquilli voi in crisi che avete perso il lavoro ora arriva Grillo che vi regala 1000 euro
Per dovere di cronaca segnalo che tutti i Paesi UE tranne Italia e Grecia "regalano" mille euro al mese a chi cerca o ha perso lavoro a certe severe e rigide condizioni e che solo in Italia ci sono persone come i cassa integrati e le persone in mobilità a cui si regala (e lo metto senza virgolette) 1000 euro al mese per anni ed anni a condizioni zero. L'Italia e' vittima dell'ignoranza del suo popolo.Il mondo è globalizzato. Il lavoro deve tendere alla globalizzazione.I fannulloni, moltissimi giovani, vogliono il reddito di cittadinanza ( costo 20-30 mld ) cosi possono continuare ad impigrirsi, a non spostarsi , a non imparare.

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NAPOLITANO AI SINDACATI PER IL LAVORO CAMBIA VERSO

1 Maggio 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

Quella del Presidente è una semplice verità... i sindacati devono rinnovarsi altrimenti non servo a nulla... è come voler ostinatamente usare un televisore analogico oggi che invece le trasmissioni sono in digitale! O l'aggiorni metteno un decoder oppure quella TV non serve a nulla!.Il sindacato per come attualmente è strutturato non ha alcun senso di esistere, è una struttura altamente politicizzata e prona al potere politico, non a caso a termine mandato la maggioranza dei segretari ha uno scranno parlamentare ! Se il paese si trova in queste condizioni, lo si deve anche al sindacato che è sempre andato a braccetto con la politica ed il governo, dato che ricevono dallo stato sostanziosi aiuti economici : ben 1 miliardo di euro all'anno che, se avessero coraggio data la crisi, restituirebbero per altri fini più nobili . Quindi di cosa vogliamo ancora parlare di queste organizzazioni vetuste , amministrate da gente che pensa ai propri interessi è, non a quelli dei lavoratori che ancora ci credono .Senza contare che i sindacati rappresentato (anche storicamente) interessi di determinate categorie - si veda, senza strumentalizzazioni e senza voler generalizzare, cosa recentemente un sindacato di polizia ha fatto per difendere i supposti diritti dei propri affiliati. Mi verrebbe da dire che è l'ora di finirla con gli interessi di categoria che siamo (o dovremmo?) essere tutti nella stessa categoria (rispetto a diritti e doveri).L'ha capito anche Napolitano (che non è proprio l'emblema del rinnovamento) che i sindacati devono cambiare!!! solo la sinistra più radicale continua a difenderli ma sono anni che si ostinano a rimanere arroccati sulle loro posizioni idiote (vedi difesa ad oltranza dell'art. 18, applicabile solo per una percentuale ridicola di aziende, mentre per la stragrande maggioranza delle aziende non lo è). Intentiamoci: in linea teorica quello che fanno va difeso e va proseguito, ma all'atto pratico anche i sindacati sono una casta che difende i privilegi acquisiti (vogliamo parlare dei bilanci farlocchi dei sindacati?? una vergogna!!!) - Tra l'altro, ieri a "La Gabbia" su La7 ho visto come anche all'interno della CISL di Bonanni ci siano da ben 8 mesi dei dipendenti che non vengono pagati!!! e quando hanno provato ad intervistarlo addirittura ha minacciato querele!! VERGOGNAAAAA!!!.IL SINDACATO E' RIMASTO VECCHIO. Ragioniamo seriamente.E' una organizzazione democratica di rappresentanza di tutti i lavoratori a cui dobbiamo il massimo rispetto. Ma, a partire dai dirigenti si deve rinnovare e deve capire che i tempi sono cambiati. Chi produce LAVORO dev'essere difeso per consentirgli di mantenere gli stessi posti e, preferibilmente di aumentarli. Non ci si può mettere di traverso su ogni cambiamento. Dopo tutto, il Sindacato ha anche un costo non indifferente. Una parte è coperta dagli stessi lavoratori, ma il resto lo paghiamo tutti noi. Sarebbe interessante conoscerne l'entità.

PS:Le facce dei 3 "rottamandi" sono tutto un programma!.Hanno portato i Sindacati ad essere una "istituzione", anzi un "ente inutile", ancorato a dinamiche sociali di un secolo fa. Magari con Twiter e Facebook, ma ancora fermi agli scioperi nei servizi pubblici (in pratica una lotta contro i cittadini!), alla difesa dei "diritti acquisiti" di lavoratori ultragarantiti e babypensionati......Oggi un sindacato dovrebbe lavorare in difesa dei "cittadini" lavoratori, precari, disoccupati, non occupati, donne, ecc. Con forme di lotta e obbiettivi diversi dal passato. Sulle critiche a Renzi, poi, siamo al livello del grullo genovese: come sempre una misura prima la si annuncia, poi la si discute, poi la si mette sotto forma di legge. Il Governo Renzi sta facendo (nonostante le opposizioni durissime che incontra all'esterno e all'interno) quello che ha annunciato. Senza inutili fronzoli di pseudoconsultazioni tanto care alla nomenklatura. Ma con risultati. Se poi preferivano il pregiudicato di Arcore o il nipote di Letta........ possono prepararsi un futuro da adepti di G & C: la setta accetta tutti!

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Flessibilità è solo il termine più digeribile con il quale si vuole mascherare il suo unico e reale volto: precarietà.

29 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

Flessibilità è solo il termine più digeribile con il quale si vuole mascherare il suo unico e reale volto: precarietà.
Con sfumature sparse di disoccupazione tra una ‘flessione’ e l’altra, e non dei ventenni che iniziano a lavorare ma qualcosa di ben esteso agli ‘anta’. Finiremo tutti in dialisi. Kenny hai avuto un’idea geniale, sottoscrivo in pieno!.Una volta si chiamava “libera volpe in libero pollaio”.Più il pollaio è affollato di galline impossibilitate ormai a muoversi e sfiancate dalla fame e più per le volpi è facile prosperare. Purtroppo questo non lo prende in considerazione ormai nessuno, grazie alla propaganda che , ovviamente, cerca con ogni mezzo di affollare il pollaio più che mai per consentire alle volpi sempre più ampia ed agevole possibilità di scelta.Se le galline fossero poche sarebbero forti e ben pasciute, grazie alla più ampia possibilità di accesso ad un becchime che non sarebbe più così scarso, potrebbero correre liberamente qua e là e le volpi avrebbero il loro da fare a prenderle.Ma noi non facciamo altro che prodigarci per affollare il pollaio globale, quindi … Chi è (indirettamente) causa del suo mal… Non diamo sempre solo ad “altri” la colpa di uno stato di cose che abbiamo contribuito fattivamente a creare.Vogliamo dircelo, piano piano però, a che cosa serve la flessibilità? A realizzare questo simpatico programma qui: http://keynesblog.com/2013/04/04/la-regola-di-piombo-sui-salari-di-mario-draghi/ Ovvero a tagliare i salari. E finché sulla manopola dello spread c’è la mano di quel serissimo signore lì, non è che sia molto altro da fare.

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Piombino, operai Lucchini: "Assegnate a noi smantellamento Concordia"

23 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

Quando sento che il governo deve salvare uno stabilimento mi vengono i sudori freddi.Piuttosto paghiamo gli operai che se ne stiano a casa ma non buttiamo via i soldi in progetti e impianti che sappiamo tutti non avere futuro.In questo e negli altri articoli su Piombino sento tanta "puzza di Italsider": vorrei ricordare che per "salvare" lo stabilimento di Bagnoli e i suoi 1.500 operai, lo Stato perdeva 1.500 miliardi l'anno...... A dargliene uno a testa vivevano bene tutta la vita e smettevamo di pagare!.Purtroppo qui sento solo di spese su spese da parte della "mano pubblica" senza un progetto complessivo credibile. La Costa dovrebbe far demolire la nave a Piombino pagando 3 o 4 volte quanto in Turchia? E' quindi amministrata da cretini?.Non è bello che un'attività chiuda, se c'è la possibilità di riconvertirla. Ma tutti i finanziamenti pubblici sono per le "stut-up innovative" (chissà mai che vuol dire), le banche non aiutano di certo le piccole aziende.....e lo stato dovrebbe finanziare un'attività francamente "inutile" (se è così in perdita, un motivo ci sarà!).A Enrico Rossi dico che la "centralità del Lavoro" è scritta nella Costituzione, ma anche che l'intelligenza vuole che sia un lavoro utile. Altrimenti possiamo tutti girare una ruota.Spero sinceramente che Renzi si dimostri una volta di più immune da certi appelli dai toni sacrali della peggiore sinistra, che in nome dei "lavoratori del presente" condanna i futuri lavoratori creando un mercato drogato e manipolato. Basta politici che senza la minima competenza economica pensano di poter indicare la "Vocazione economica" di un paese o di una piccola regione. E soprattutto, basta con queste campagne elettorali fondate sui salvataggi fatti con i nostri soldi.

ORA ARRIVA Grillo veramente darà una mano, a Piombino. Meno male che ha fatto il sacrificio di rimaneggiare il proprio calendario elettorale. Saremo grati per le fattive proposte che saprà mettere in campo, lui che ha veramente sudato i propri soldi.Arriva Grillo? Che fa, porta commesse per miliardi di dollari?.Oppure li chiede alla rete? Capisco, comprendo la rabbia e l'angoscia delle maestranze, ma Grullo non è la soluzione.

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SERVE LAVORO E Questi continuano a fingere e tergiversare!!!

22 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

E' la prima parte del Jobs Act, quella su contratti a termine e apprendistato. Il governo vuole evitare ulteriori modifiche rispetto a quelle varate dalla commissione competente. Poletti: "Serve risposta urgente per rilanciare l'occupazione". Ma Nuovo Centrodestra e Scelta Civica sono per ripristinare la versione originaria. Santanchè (Fi): "Litigano sul dramma del Paese"

 

Ma insomma, l'evidenza della rovinosa funzione di questo stato di cose non vale niente ? Zero meno che zero ? IL + basso tasso d'occupazione in genere, il + basso tasso d'occupazione femminile in particolare, la miseria di opportunità per gli outsiders, per i giovani, il più basso tasso di scolarizzazione d'Europa, salari fra i più bassi in area OCSE, tutta colpa di fonzie ? E se si fosse + simili all'Inghilterra o alle Germania, sarebbe questo disastro, questa involuzione totale e distruttiva ? Ma io mi chiedo, gli italiani un cervello ce l'hanno, riescono a pensare fuori dagli stereotipi, dai pregiudizi, insomma con la loro testa? Temo di no . Siamo conosciuti come uno dei paese ultraconservatori di questa terra, dominato da caste sacerdotali fin dalla fondazione di Roma .. Ma ci sono paesi conservatori intelligenti, e paesi conservatori becchi. Temo che sia il secondo il caso dell'Italia.Non volete prendere in seria considerazione che la desertificazione industriale è drammatica.I disoccupati sono strutturali al sistema industriale Italiano in fase di estinzione. Non vi sono normative che tengono se non c'è industria. Siamo stanchi di assistere al gioco delle parti in prossimità delle elezioni. La situazione Italiana è grave: siamo passati dalla povertà alla fame.Tutta la partitocrazia recita la sua parte per raccattare voti e per mantenere i privilegi ed il potere mentre il popolo sta morendo di fame.Siete per la maggioranza degli infami seduti in Parlamento annoiati intorno ai provvedimenti di cui non ve ne frega nulla.

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LAVORO:Chi vuol produrre stabilità finanziaria con l'instabilità e la ricattabilitá dei lavoratori è un parassita. E i parassiti fanno solo danni alle comunità operose...

16 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

 

Quanto spendono in Svizzera gli imprenditori per pagare ad un dipendente medio il 250% di uno stipendio medio italico? il 15% in più. Quanti posti di lavoro in più ci vengono?.Ma no, il problema è l'ultima riforma. Meglio ancora se targata Renzie, ché dire che è un ebete è come elogiare con poca eleganza organi sessuali femminili alla festa della Lega. Come se oggi i precari fossero una minuscola minoranza dei nuovi lavoratori e chissà domani che può capitare con questa ultima legge cattiva... Come se si potesse reintrodurre per legge il posto di lavoro fisso a vita, con ereditarietà in linea maschile, due feudi e il diritto al potere temporale...Parole disperse al vento, con i diritti dei lavoratori che le seguono.Mi fanno ridere quelli che paragonano la "mancanza" di flessibilità del lavoro in Italia rispetto alla "flessibilità" presente in altri paesi...In Svizzera si poteva (non conosco la situazione di oggi...) essere licenziati senza preavviso ma si percepiva PER 2 ANNI, l'80% dell'ultimo salario con la sicurezza assoluta di poter rientrare in ogni momento sapendo (tanta "domanda"...) e anche di dover rientrare magari con mansioni diverse da quelle precedenti. Nel periodo di "pausa" lo Stato organizza corsi di aggiornamento e formazione. Vogliono introdurre questo tipo di "flessibilità"? Assolutamente disponibile ma alle condizioni svizzere altrimenti parliamo del nulla.L' idea che attraverso ulteriori dosi di precarizzazione del lavoro si dovrebbe generare crescita dei redditi e dell’occupazione non trova conferme nei dati: le evidenze empiriche, dell’Ocse, come del FMI, ci dicono che la flessibilità del lavoro non è correlata all’aumento dell’occupazione. I contratti precari incentivano forse i datori di lavoro ad assumere, ma favoriscono anche la distruzione di posti di lavoro nelle fasi di crisi. L’effetto netto è prossimo allo zero.L’unico effetto prevedibile della precarietà è un ulteriore indebolimento contrattuale dei lavoratori, che può indurre un calo dei salari relativi. Per la BCE e per la Commissione UE è in fondo questo il motivo per cui le riforme del lavoro sono auspicabili: esse dovrebbero consentire all’Italia e agli altri paesi periferici di ridurre lo scarto di competitività rispetto alla Germania e agli altri paesi centrali dell’eurozona. Il problema è che quel divario è enorme. Il differenziale di crescita tra i costi unitari del lavoro italiani e tedeschi dalla nascita dell’euro ad oggi ammonta a circa 25 punti percentuali. Pensare di colmarlo a colpi di flessibilità dei contratti e conseguente schiacciamento dei salari è un’illusione pericolosa, che in realtà alimenta una gara al ribasso in grado di deprimere ulteriormente i redditi e l’occupazione.Purtroppo la flessibilità del mercato del lavoro, che fatta in maniera decente sarebbe anche funzionale, in Italia si trasforma in precariato utilizzato esclusivamente per far sì che i lavoratori subordinati abbiamo sempre meno pretese e accettino sempre peggiori condizioni.Ma tutto converge...Provate a pensare alla barzelletta di B. che dopo aver frodato il fisco per centinaia di milioni (quelli scoperti) va a scontare una pena di 4 ore alla settimana per 10 mesi.Credete che eventuali investitori SERI non si tengano alla larga da un Paese che punisce in questo modo i delinquenti più efferati?.Però gli investitori NON SERI, quelli che fanno fallimenti pilotati, verranno a frotte.Quindi questo modo di trattare i lavoratori è adeguato al sistema.Un sistema corrotto che premia mafiosi e delinquenti non può che massacrare i lavoratori.

La via maestra sarebbe quella che porterebbe i liberisti fuori dai ... Chi vuol produrre stabilità finanziaria con l'instabilità e la ricattabilitá dei lavoratori è un parassita. E i parassiti fanno solo danni alle comunità operose...

 

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Una giusta epigrafe per tutti i prossimi articoli, dipinti con faciloneria come se l'estero fosse l'arcadia, il paradiso, la terra promessa.

14 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

Chef in Australia. “In Italia ristoranti di alto livello non volevano pagarmi”.Michele Mevio, 28 anni di Pavia, ha lasciato l'università per il mondo del food. Si è trasferito a Dublino e a Liverpool per fare il cameriere e oggi lavora a Sidney. "Qui vedo troppi italiani che si improvvisano: arrivano con un inglese scolastico e chiaramente si trovano male"

Una giusta epigrafe per tutti i prossimi articoli, dipinti con faciloneria come se l'estero fosse l'arcadia, il paradiso, la terra promessa. Tutto il mondo è paese, nessuna regala niente, e tutto si fonda su un dare e avere, ovvero esperienze, competenze, attitudini, volontà in cambio di lavoro, buona retribuzione, prospettiva di stabilizzazione.

C´é sempre una cosa in tutti questi articoli che a mio parere non viene sottolineata: Sono tutti casi di gente andata qua e lá con un senso, ottima conoscenza di inglese e una laurea/esperienza da giocarsi. Quello che viene detto da tutti gli expat, ma che a mio parere viene sempre poco sottolineato in questi articoli é: evitate di partire se non avete niente di tutto ció : se non hai ne' arte ne' parte, pretendi pure i ponti d'oro? Un minimo è necessario, e quando varchi la frontiera lo fai per entrare in paesi dove meritocrazia e competitività la fanno da padroni. Certo che se poi vai in Cina per lavorare come il più disgraziato dei loro operai magari ti assumono, ma non lo chiamerei un destino dignitoso.Una giusta epigrafe per tutti i prossimi articoli, dipinti con faciloneria come se l'estero fosse l'arcadia, il paradiso, la terra promessa. Tutto il mondo è paese, nessuna regala niente, e tutto si fonda su un dare e avere, ovvero esperienze, competenze, attitudini, volontà in cambio di lavoro, buona retribuzione, prospettiva di stabilizzazione.Aggiungo.Da questi articoli, sembra sempre che andare all'estero per lavorare sia una sconfitta del Paese. Invece è una vittoria, perché finalmente ci si sta rendendo conto che andare all'estero è sicuramente formativo e ti apre orizzonti mentali.  Consigliere anche a tanti giornalai, di fare la stessa cosa, magari si accorgono di quanta ristretta sia la loro mentalità.Ma é la mancanza di normalità ci porta ad andare via. In passato era piu un esperienza. Vai all'estero , qualche anno , ti arricchisce professionalmente ed economicamente. Adesso è la base per sopravvivere. Certo non espeortiamo solo "Cervelli" se intendiamo laureati in Fisica che lavorano al CERN ... ma genete di capacità, di voglia di fare in tutti i settori , da quello tecnologico a quello della carpenteria. Ci apprezzano perchè per quanto se ne dica gli Italiani sono gran lavoratori con tanta fantasia.

In Italia, e' vero, e' difficile per un lavoratore essere pagato e trattato con dignita',c'e' solo sfruttamento.Io pero' non me la prendo con gli imprenditori, che pure andrebbero per questo puniti, io credo che tale fenomeno sia in gran parte dovuto all'immensa pressione che la burocrazia,le banche e la fiscalita' esercitano sulle imprese le quali, pressate mortalmente da tutto cio', riescono a trovare "ossigeno"riversando tutto cio' sui sull'altro anello debole della catena,i lavoratori, a cui non sono in grado di offrire condizioni lavorative dignitose,sia in termini di salario,di orario e di ambiente di lavoro.Ma non sono daccordo chi sostiene che il cervello  ce l'ha solo il ricercatore in campo scientifico in genere un laereato.?Ha che serve aver studiato e non  avere un'idea DI COME SVILUPPARE IL SUO STUDIATO? un cervello in fuga è uno che sa fare bene qualcosa che ha studiato e aggiornato con idee innovative che non riesce a fare nel suo paese e deve andare all'estero per falo.Questo ragazzo non è un cervello in fuga, ma non per il suo mestiere. è pieno il mondo di laureati e controlaureati che un piatto di marchesi, o di bottura, o di scabin, o crippa, o beck, non lo inventerebbero manco dopo averci studiato per una vita intera.

 

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SIAMO UN POPOLO DI PIZZAIOLI.

7 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

Giardinieri, estetiste, gelatai, e magari anche pizzaioli. Sarebbero questi i lavori che vanno forte, in netta controtendenza con quello che è il mondo produttivo. In questo modo la Merkel canta vittoria. Ha tolto agli italiani le
residue velleità industriali (e il numero di imprese cessate negli ultimi anni lo dimostra) facendo loro capire che è meglio che tornino al ruolo più consono, cioè spaghetti pizza e mandolino, e magari pistole sui piatti di spaghetti.La smettano questi italiani di produrre macchine utensili, componenti per l’industria aerospaziale, si levino dalla testa di realizzare qualcosa che abbia a che fare con l’alta tecnologia. Quelle sono cose che nell’Europa governata dal quarto Reich dovranno essere di esclusiva pertinenza della Germania, e se ci sarà qualche mente brillante italiana che non abbia dimestichezza con le professioni che tirano se proprio vuole continuare a fare quel lavoro dovrà trasferirsi a nord delle Alpi, al servizio di Berlino. Non sono pochi quelli che lo hanno già fatto.Il prossimo suggerimento sarà molto semplice: cari Piigs, è ora che tutti assieme torniate a coltivare la terra, generando così quelle derrate alimentari essenziali per l’Europa del nord, impossibili da produrre in climi non mediterranei. Ma badate bene che non vi venga in mente di trasformarvi in allevatori, potreste cadere nella tentazione di produrre latte. Verboten!

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