Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
Blog di bezzifer

Post con #diritti tag

Bravissimo e umanissimo, il professor Sabatelli.E coraggioso,anche, visto che in italia, prima ancora dei politici corrotti, comanda il Vaticano.

4 Giugno 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

“Trovo assurdo e violento che il destino di una persona che sta vivendo un dramma così particolare, com’è vivere con un tubo in gola, debba essere deciso da qualcuno seduto dietro a una scrivania. È violento, illogico, irrazionale, illegittimo. Per questo noi abbiamo già praticato la sospensione del trattamento – naturalmente col consenso informato – a pazienti sottoposti alla ventilazione non invasiva. E in un caso abbiamo avviato la procedura anche con un tracheostomizzato. Io non ho paura: stiamo facendo il bene dei pazienti”. A parlare non è un medico svizzero, ma il professor Mario Sabatelli, neurologo responsabile del centro SLA del Policlinico universitario Gemelli "Assurdo che il destino di una persona debba essere deciso da chi siede dietro una scrivania. Io non ho paura, facciamo il bene dei pazienti".

Complimenti a questo medico. vorrei però che fossero accompagnati al fine vita anche i malati di questa ed altre patologie terminali. la sedazione è a mio parere obbligatoria. perchè far soffrire persone che non hanno più speranze? io lo trovo stomachevole.Grazie a Sabatelli per il suo coraggio di parlare chiaro. Sabatelli. Ha avuto il coraggio (e nella sua posizione non è semplice) di dire le cose giuste, quelle cose che tutti pensano ma molti, da perfetti ipocriti, rinnegano in pubblico.
Eppure sarebbe così semplice: della mia vita devo poter decidere solo io. Questo non significa obbligare altri a fare una scelta, ma permettere a me, legalmente di scegliere.Essere vivi implica dover morire. Quello che conta è come si vive e come si muore. E ciascuno ha il diritto di conoscere le alternative che ha davanti e il diritto di scegliere. Il vero problema da risolvere con una legge "etica" è quello di chi non può più fare o esprimere la propria scelta.La carenza di una norma chiara in Italia su questi casi è vergognosa, e nessuno ha intenzione di affrontare il problema, ecco che tutto va alla discrezionalità del singolo centro. Personalmente, sono d'accordo col professore, non praticare la tracheotomia ad un paziente che andrà incontro a paralisi dei muscoli respiratori non è eutanasia ma è una scelta libera, informata e consapevole del paziente, così come chiunque è libero di scegliere se sottoporsi o meno ad un intervento chirurgico. A ventilazione iniziata il problema è diverso, l'atto dello stubare il paziente porta inevitabilmente alla morte, ma comunque la vita è un bene indisponibile che appartiene all'individuo, se io scelgo di morire naturalmente piuttosto che "vegetare" attaccato ad una macchina, allora nessuna legge può impedirmelo. Rischiare di essere imputati per aiuto al suicidio oppure omicidio volontario per situazioni di questo genere è assurdo. E'ora di regolamentare con chiarezza e buonsenso le tematiche del fine vita.Il cardinale Carlo Maria Martini pochi mesi prima di morire affetto da tumore rifiutò cure che riteneva un inutile accanimento terapeutico visto che non ci sarebbe stato nessun prolungamento significativo della vita e solo un' inutile e straziante dilazionare il momento della morte. Come da studi effettuati talvolta l'accanimento terapeutico non è richiesto dal malato ma dai parenti restii a lasciare la persona cara. Sentimento condivisibile ma il prolungamento artificioso di un momento inevitabile in breve tempo non può essere esso stesso doloroso per il malato? Certo non si può creare una norma valida per tutti in un senso o nell'altro ma è opportuno e doveroso dare i strumenti per valutare caso per caso con il paziente la scelta migliore tipo il testamento biologico.Un sentito ringraziamento al dottor Sabatelli per il rispetto dell'autodeterminazione del paziente . Un primo significativo passo verso l'eliminazione della barbarie che va sotto il nome di indisponibilità del proprio corpo .

Mostra altro

Una grande persona che dovrebbe essere d'esempio per molti

18 Maggio 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

Vasco Rossi: “Don Gallo ha reso il mondo migliore”. Oggi il ricordo a Genova.I bambini del Pra’, il quartiere popolare e popoloso che si arrampica sulle montagne di Genova, aspettavano questa giornata: “C’è una festa” grida uno di loro. Hanno visto i cartelloni “con la faccia di quel prete, quello che cantava e puzzava sempre di sigaro” suggerisce una delle più grandi. Seduti sulle panchine del PalaCep con gli occhi attenti passano in rassegna la strana composizione degli ‘invitati’.Poi partono i contributi video di chi a Genova non è riuscito ad arrivare: Vasco RossiFiorella Mannoia ePaolo Rossi. Per il rocker modenese: “Non era solo un sacerdote, ma anche un grande uomo che ha contributo a rendere migliore questo mondo” (video). Mentre Paolo Rossi, nella sua video-testimonianza, dice: “Don Gallo mi ha assolto dai peccati passati, presenti e futuri (video). Noi artisti non andiamo molto d’accordo con i preti, ma nel suo caso era diverso”.

Da ateo combattente mi unisco al ricordo di un grande uomo e di un grande prete.Uomo prima che prete. Missionario tra poveri ed emarginati per empatia vissuta nella compassione (nel significato originario di 'patire insieme').Non potendo più candidarlo per il nostro Paese, lo propongo come Presidente del suo Paradiso.Lo vedo, il nostro Don Gallo.Dov'è ora ha reso meravigliosamente piacevole il luogo più inospitale della nostra immaginazione: l'inferno.Ne ha abbassato la temperatura: 25° tutto l'anno, perfetta per vivere sempre all'aperto, in short, ascoltando De Andrè e bevendo ottimo barbera.Ora è festa tutto l'anno, si balla e si gioca a scopone dove sono permesse le imprecazioni. Abbondano ragazzacce e gli 'ultimi' che furono in terra si godono la loro meritata rivincita. Ma voi direte: "E i diavoli?" Li ha spediti tutti a migliorare il paradiso, con troppi finti santi ci si annoiava fino alla depressione.Victor Hugò s'ispirò a lui quando scrisse "I Miserabili". Il vescovo di Digne a cui il galeotto Jean Valjean ruba i candelabri d'argento e a chi lo accusa di furto esclama: "Ha preso ciò che gli serve"; e il suo "Uomo che ride", sono capolavori ottocenteschi che ritraggono ed anticipano le gesta di uomini grandi come don Gallo e altri, che dei loro simili meno fortunati si caricano pena dolori e si prendono cura di tutti i poveri cristi e degli ultimi.Gli manderei un pacco di sigari toscani e gli zolfanelli.Un prete con le palle, senza peli sulla lingua che dovrebbe diventare santo subito e invece accanto al "papa buono" ci hanno messo l'"attore polacco".

Mostra altro

E' ora che la chiesa esca dalla camera da letto degli italiani!.

11 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

Nozze gay, la Cei: "La decisione del tribunale di Grosseto stravolge il matrimonio tradizionale".Per il fronte cattolico è un fuoco di fila. Dopo la dichiarazione di legittimità per la fecondazione eterologa decisa dai giudici della Corte costituzionale, sentenza che ha sollevato lo sdegno dei parlamentari vicini al Vaticano, ora il tribunale di Grosseto ha ordinato la trascrizione nei registri del Comune di un matrimonio gay celebrato a New York. Un altro colpo pesantissimo al dogma cattolico, che ha spinto i vescovi della Cei a diramare un comunicato durissimo: "Una decisione che suscita gravi interrogativi e non poche riserve"."Con tale decisione", scrivono, "rischia di essere travolto uno dei pilastri fondamentali dell'istituto matrimoniale, radicato nella nostra tradizione culturale, riconosciuto e garantito nel nostro ordinamento costituzionale".

Mi chiedo se la CEI non farebbe bene ad iniziare ad occuparsi dell'infanzia "tradizionale", quella che non prevede abusi da parte di uomini di chiesa, invece di occuparsi come vogliono liberamente vivere e farsi una famiglia le persone per bene.In un Paese democratico la CEI dovrebbe avere tutto il diritto alle proprie opinioni, senza che queste debbano però pesare sui diritti delle minoranze. Quando la maggioranza impedisce alle minoranze di accedere a diritti di cui Si gode, si esce dalla struttura democratica. Non per niente la CEI è un organismo di governo dell'ultima monarchia assoluta esistente in occidente.Le due questioni, fecondazione eterologa e matrimoni gay, sono un ennesimo segnale della indifendibilità delle posizioni della Chiesa su questioni etiche e civili quali la famiglia, la procreazione, la vita, la sessualità, etc. in un'epoca in cui i cambiamenti tanto scientifici che di costume cambiano il mondo come in un caleidoscopio. La Chiesa ha ragione a mio parere quando afferma che avere un figlio non è un diritto, o che esiste un carattere sostanziale del matrimonio come eterosessuale, e di non potersi semplicemente 'adeguare' a costumi e pratiche contrarie all'insegnamento di Nostro Signore. Ma ha torto a due livelli. Il primo è puramente tattico: se in tutto il mondo certe leggi vengono approvate e se viviamo in un mondo globalizzato, bloccarle in Italia è come otturare lo scarico del WC e dei lavandini: prima o poi l'acqua te la trovi da qualche altra parte. Il secondo livello è più serio: tutta la dottrina e la stessa teologia in questi campi è di origine scolastica, con praticamente nessuna connessione col Vangelo. E' giusto inchinarsi al Vangelo, ma è necessario inchinarsi anche all'Organon, alla Physica e alla Metaphysica di Aristotele?.Mi fanno ridere i preti che fanno voto di castità e dispensano consigli agli altri su come vivere la sessualità. Mi fanno ridere i preti che scelgono il celibato e vogliono insegnare agli altri cosa deve essere il matrimonio. La CEI deve capire che ciò che per un cattolico è un peccato non deve e non può diventare un reato per tutti! La società civile non impone ai cattolici uno stile di vita, vivano rispettando i loro precetti e lascino vivere gli altri secondo le leggi di uno stato laico moderno e democratico. Se la chiesa vuol restare libera deve imparare a rispettare la libertà degli altri! Dare diritti alle coppie di fatto non toglie diritti alle coppie canoniche, e se è vero che avere un figlio non può essere un diritto è anche vero che il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione. La vergognosa legge 40 lede il diritto alla salute delle coppie in difficoltà riproduttiva che potrebbero avere figli secondo tecniche mediche sicure in Italia e invece devono andare all'estero esponendosi a rischi sanitari inutili e dannosi per tutta la società. E' ora che i preti e escano dalla camera da letto degli italiani!.Non ho mai sentito un membro delle istituzioni dello Stato criticare una decisione di un tribunale ecclesiastico. Quindi la CEI taccia sulle decisioni dei tribunali italiani e la smettano di interferire. E si rassegnino.Cosa é la chiesa cattolica apostolica romana?Fa parte dello Stato Italiano?NO!!Fa parte dell'Europa Unita?NO!!.É uno Stato straniero che dovrebbe praticare la sua politica SOLO spiritualmente e,chi crede,pur rimanendo citadino italiano,ne segue gli insegnamenti.Qualcuno mi ha scritto che,essendo "loro" la maggioranza,hanno il diritto/dovere di intervenire!!Quindi,pura e schietta politica che nulla ha a che vedere con la religione.Le guerre religiose sono le piú nefande che la storia riporti;RICOMINCIAMO??.Siamo uno Stato LAICO;stacchiamo questo cordone ombelicale che ha costretto,negli ultimi 2000 anni, moltissimi,con l'ignoranza e la povertá,ad essere schiavi del...NULLA!!

Mostra altro

Sangue a Kiev

19 Febbraio 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

Nelle ultime set­ti­mane c’era stata una ten­sione calma, a Kiev. I dimo­stranti hanno fre­nato i loro impulsi, tenendo d’occhio le trat­ta­tive in corso tra il pre­si­dente Vik­tor Yanu­ko­vich e le oppo­si­zioni par­la­men­tari. Le forze di sicu­rezza non hanno ron­zato nel cen­tro della capi­tale. Era fra­gile, ma era tre­gua.Ieri tutto è sal­tato. Bot­ti­glie incen­dia­rie, cari­che, pestaggi e colpi d’arma da fuoco, esplosi dall’una e dall’altra parte: è stata la gior­nata di scon­tri più feroce da quando, il 21 novem­bre, il paese ha preso la strada della crisi. L’origine dei guai è stato il no di Yanu­ko­vich agli accordi com­mer­ciali offerti dall’Ue, orien­tati a raf­for­zare la coo­pe­ra­zione con Kiev e diluire di con­se­guenza l’influenza russa.Ci sono stati diversi morti. C’è chi dice tre, chi cin­que, chi dieci. Due sareb­bero poli­ziotti. Cen­ti­naia i feriti. Il bol­let­tino potrebbe aggra­varsi. Nel momento in cui scri­viamo le forze di sicu­rezza stanno inter­ve­nendo in piazza dell’Indipendenza, la spia­nata dove finora l’opposizione aveva tenuto i suoi raduni di massa paci­fici. Il governo ne aveva inti­mato lo sgom­bero entro le sei del pome­rig­gio. È stata spa­rata acqua sui dimo­stranti. S’è udita a un certo punto una forte esplo­sione. Ci sono fiamme dap­per­tutto e colonne viscose di fumo. Tutte le sta­zioni della metro sono state chiuse. Il traf­fico bloc­cato. Le cose sono due: o è la resa dei conti o una prova di forza per dare a Yanu­ko­vich un potere nego­ziale ancora più robusto.Que­sta svolta vio­lenta arriva dopo che lunedì le auto­rità ave­vano reso effi­cace una misura d’amnistia, volta a can­cel­lare i pro­ce­di­menti a carico di più di due­cento espo­nenti di Euro­mai­dan – così si chiama il fronte anti-Yanukovich – coin­volti negli scon­tri regi­strati tra il 27 dicem­bre e il 2 feb­braio. In cam­bio, la stessa Euro­mai­dan era tenuta a schio­darsi dai palazzi del potere occu­pati a Kiev e nell’ovest del paese. Solo alcuni sono stati abban­do­nati. Una mossa per tenere alta la pres­sione su Yanu­ko­vich in vista della ses­sione par­la­men­tare di ieri, durante la quale l’opposizione pre­ten­deva una discus­sione sulla riforma della costi­tu­zione, per limare i poteri della pre­si­denza. È una delle richie­ste più incal­zanti reca­pi­tate a Yanu­ko­vich, assieme alla con­vo­ca­zione di ele­zioni pre­si­den­ziali anti­ci­pate, rispetto alla data del feb­braio 2015.Gli emen­da­menti alla legge fon­da­men­tale non sono stati messi in agenda (in ogni caso non sareb­bero pas­sati) e il campo anti-Yanukovich, come pre­an­nun­ciato, ha rilan­ciato la pro­te­sta sulle strade, diri­gen­dosi verso il par­la­mento con l’intenzione di eser­ci­tare un blocco. Dopo­di­ché è scop­piato il fini­mondo. Le frange radi­cali dei mani­fe­stati, ormai com­po­ste non più sol­tanto da mili­tanti dell’estrema destra (Pra­vyi Sek­tor la sigla più agguer­rita), hanno assal­tato un cir­colo di uffi­ciali delle forze armate e la sede del Par­tito delle regioni, di cui Yanu­ko­vich è il numero uno. Le forze di sicu­rezza, da parte loro, non sono rima­ste ferme. Ci sono state zuffe furi­bonde, sono volate pal­lot­tole. Poi gli agenti hanno spinto pro­gres­si­va­mente indie­tro i dimo­stranti, fino a piazza dell’Indipendenza.Que­sta evo­lu­zione rende dif­fi­cile la ricerca di una solu­zione nego­ziata alla crisi. Yanu­ko­vich, secondo qual­che ana­li­sta, avrebbe pilo­tato la situa­zione verso que­sto esito. Finora ha con­cesso all’opposizione solo misure pal­lia­tive (ritiro delle leggi «anti-protesta», dimis­sioni del primo mini­stro Mykola Aza­rov e amni­stia «vin­co­lata»). Ma su costi­tu­zione e voto anti­ci­pato non ne ha voluto sapere. In que­sto modo ha lasciato che il ner­vo­si­smo con­ti­nuasse a ser­peg­giare tra i rivali, lasciando buone scorte di ben­zina ai seg­menti più intran­si­genti del movi­mento. In altre parole, si sarebbe costruito l’opzione repressiva.Si mor­mora che su que­sto ci sia il con­senso del Crem­lino. Non ha stima di Yanu­ko­vich, ma sa che è l’unico che può garan­tire che la Rus­sia con­servi influenza in Ucraina, legan­dola in forma più o meno intensa all’Unione eura­sia­tica, pro­getto stra­te­gico con cui Putin vuole poten­ziare l’amalgama tra i paesi post-sovietici. L’annuncio dell’imminente liqui­da­zione di una seconda rata del pre­stito da 15 miliardi con­cesso all’Ucraina lo scorso dicem­bre, alter­na­tivo agli accordi tar­gati Ue e neces­sa­rio a schi­vare lo spet­tro ban­ca­rotta a Kiev, può essere visto come l’incoraggiamento a ripren­dere il con­trollo della situa­zione. Yanu­ko­vich, oltre che a Mosca, guarda alla Cri­mea. È l’unica regione dove i russi, in Ucraina, costi­tui­scono la mag­gio­ranza etnica.In que­ste set­ti­mane i poli­tici locali gli hanno chie­sto di usare il pugno duro, riven­di­cando al con­tempo mag­giore auto­no­mia ammi­ni­stra­tiva. Non va dimen­ti­cato che nel ‘91, quando l’Ucraina divenne indi­pen­dente, in Cri­mea ci furono ten­sioni. Né che a Seba­sto­poli, impor­tante cen­tro della regione, è anco­rata la flotta russa sul Mar Nero. Se si apre una faglia in Cri­mea la tenuta ter­ri­to­riale dell’Ucraina può essere messa a repen­ta­glio. In tutto que­sto sem­bra che Bru­xel­les, che esorta Yanu­ko­vich e l’opposizione al com­pro­messo, soste­nendo però in modo tutt’altro che indi­screto la seconda, possa virare verso le san­zioni finan­zia­rie a Yanu­ko­vich e ai suoi fede­lis­simi. Dipen­derà da come sarà andata ieri notte e da cosa suc­ce­derà nei pros­simi giorni. Ma le trat­ta­tive, se ripren­de­ranno, vedranno Yanu­ko­vich in chiaro van­tag­gio negoziale.

Mostra altro

Schiaffi e spintoni nella Cgil

15 Febbraio 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

Momenti di tensione a Milano all'attivo regionale della Cgil, dove è presente il segretario Susanna Camusso. Una decina di sindacalisti, guidati da Giorgio Cremaschi, ha fatto irruzione nella sala. Tra scontri verbali sono volati schiaffi e spintoni, una persona è finita in ospedale con un trauma alla caviglia. Cremaschi, esponente storico della Fiom, ora Spi Cgil, ha detto: "Presenteremo una denuncia". La Fiom ha precisato: "Noi non c'eravamo. Non eravamo stati invitati. Nessun blitz, quindi, nessuna irruzione. La Fiom dissente, rivendica, non provoca".

 

Un attivo "dimezzato", invitati solo quanti avevano approvato il famigerato "testo unico sulla rappresentanza sindacale": per questo la FIOM non era stata invitata. Prova generale di scissione o di repressione del dissenso da parte della già craxiana Camusso? Va notato, e voi farisei non lo fate, che un membro del direttivo Nazionale della CGIL ha diritto di parlare (lui o chi per lui) in qualsiasi assemblea della sua organizzazione. Il vostro cerchiobottismo, la vostra algida prosa, il non prendere posizione nei confronti di un attacco alla democrazia (tout court) può solo suscitare pena (per voi) e sdegno.La CGIL si è giustificata dicendo che un rappresentante del gruppo dissidente voleva parlare subito e non aspettare. Sui media qualche confusione sui dettagli riesce facile farla, un po' più difficile confondere le carte se i protagonisti dell' episodio andranno a fondo alla vicenda e sembra che lo faranno chiedendo le dimissioni della Camusso. Su qualche giornale era scritto anche che il gruppo si era presentato come appartenente alla Fiom, la cosa mi sembra assai improbabile. La foto di Cremaschi a sedere sugli scalini con un attivista CGIL che lo tira e cerca di farlo rialzare e uscire è su molti quotidiani e vale più di molti commenti.Ci sono dei video eloquenti anche se mostrano solo alcuni momenti della "accesa" discussione, In uno di questi ci sono anche le parole di Cofferati che, mentre scorrono le immagini di Cremaschi spinto, ma guardate e giudicate voi, da un attivista CGIL verso l' uscita dice che il dissenso non deve trasformarsi in violenza. Paolo Ferrero segretario di Rifondazione ha espresso la sua solidarietà a Cremaschi. A quanto ho capito, il gruppo della minoranza CGIL al congresso aveva chiesto non che potesse intervenire Cremaschi ma un delegato lombardo della Funzione Pubblica. Avevano anche un volantino che ricordava l' accordo sindacale con Craxi del 14 febbraio 1984 che tagliava la scala mobile. La CGIL qualche tempo dopo portò a Roma un milione di persone.

Mostra altro

Sovraffollamento carceri: Strasburgo condanna l'Italia, violati i diritti umani dei detenuti

9 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

 

Carceri, la Corte di Strasburgo condanna l’Italia per trattamento inumano

Il ministro della Giustizia Severino: "Profondamente avvilita, ma non mi stupisce". Ai sette carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza dovrà essere pagato un risarcimento di 100 mila euro per danni morali. Nella sentenza la Corte invita l'Italia a porre rimedio immediatamente al sovraffollamento carcerario



 Non dovrebbe condannare l'Italia.Dovrebbe condannare chi si è reso complice di questo atto delinquenziale, a tutti i livelli.La responsabilità penale è personale.Non è una scusante che il superiore abbia ordinato, disposto, confermato, mandato.Questa fu la linea di difesa nel processo di Norimberga e fu respinta una volta per tutte.Aspetto che la Giustizia, implacabile e dura come nei confronti di quei poveri disgraziati, compia i suoi passi a cominciare dai vertici della catena.Altro che desolazione della Severino.
Cercasi partito, movimento, esponente politico (oltre al mitico Pannella) che abbia dimostrato la minima preoccupazione e volonta' di risolvere questa barbarie. L'assenza di un dibattito serio su diritti e doveri civili (sottolineo i doveri per i demagoghi di destra e sinistra) e' una prova del modesto livello di civilta' di questo Paese.
Pene alternative al carcere? No grazie che con indulti e sconti vari abbiamo anche troppi delinquenti abituali a piede libero. I famosi "già conosciuti alle forze dell'ordine".
D'altra parte se le carceri sono strapiene, e tenendo conto di quanto difficile è per chi delinque andare in prigione in Italia, vuol dire che in giro ci sono un sacco di persone quantomeno disoneste che non saranno mica tutti errori giudiziari no?.Non si potrebbe semplicemente mandare gli stranieri a scontare la pena a casa propria? Quasi metà posti sarebbero liberati senza rimettere in libertà criminali che già in galera ci stanno poco. E poi visto che delinquono che non rimettano più piede in Italia ma vadano da qualche altra parte.Utopia eh?.
Facciamo due conti: 66700 detenuti totali (compresi quelli in semilibertà) a fronte di 45700 posti, abbiamo quindi un esubero del 45%. I detenuti non italiani sono circa 1/3, vale a dire 22200 persone, che tolte dai 66700 si otterrebbero 1200 posti liberi. 
Credo che spendere qualcosa per portare queste persone a casa loro, ci farebbe risparmiare! D'altra parte se qualcuno venisse in casa mia e si comportasse male, da me non metterebbe più piede!
Dei 44500 detenuti rimasti, molti, per i casi detti "minori", potrebbero essere rieducati in centri appositi che già abbiamo...
Ora, chi deve legiferare in merito al rimpatrio obbligatorio in caso di reato penale? L'Italia? La Corte Europea? Si violerebbero, in questo modo, i diritti delle persone?.

E' inconcepibile che si abbiano carceri a questo livello indignitoso nel 2013, non è questo un sistema penale degno di un Paese civile. La pena ha lo scopo di proteggere la società dai criminali e di recuperare il condannato, nessun altro: trattare i carcerati come bestie rende lo Stato similmente criminale, bestializza ancora di più i condannati invece di recuperarli e stimola in chi sta fuori quell'inutile orgoglio di superiorità morale che sfocia in un gusto disumano di vedere qualcun altro soffrire "perché se lo merita", il che inevitabilmente rende la società più violenta.
Nessuno dice che le carceri debbano essere hotel di lusso, ma i diritti umani devono essere garantiti da uno Stato civile, non sono ammesse deroghe altrimenti non sarebbero diritti e si arriverebbe a giustificare Guantanamo, il waterboarding e diversi crimini di guerra.
Sono assolutamente contrario all'amnistia, perché è la certezza della pena il miglior deterrente, l'unico civile. Ma a poco vale lamentarsi di Pannella quando c'è un'amnistia sostanziale arbitraria fatta di molte migliaia di prescrizioni (siamo l'unico Paese dove si continua a conteggiare la prescrizione a processo cominciato).
Si devono assolutamente costruire nuove carceri. A tal proposito ci sono molte caserme abbandonate da anni, in molti casi sarebbe facile rinconventirle i luoghi detentivi.
Lo Stato non dovrebbe mettersi allo stesso livello di chi delinque! Il nostro Stato sta dimostrando all'interno delle galere di essere molto più delinquente di chi pretende di condannare! E le 200 mila prescrizioni automatiche all'anno? Perchè non creano tanto scandalo? Eccola la vera amnistia mascherata che cancella indiscriminatamente anche i reati più gravi, soprattutto quelli commessi da chi si può permettere di pagare un bravo legale per qualche anno! E le vittime di questi 200 mila possibili delinquenti non avranno mai neanche una speranza di giustizia ! Però si grida allo scandalo se il Pannella di turno invoca un'amnistia controllata, che possa decongestionare le carceri e snellire i tribunali in modo da non lasciare che le prescrizioni automatiche  facciano la loro bella schiera di impuniti eccellenti e non.
Mostra altro

Non c’è più l’ira dei poveri

28 Novembre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

 



Se analizziamo un tratto distintivo di questo Governo dei “tecnici”, par di osservare che, come titolava l’Espresso, sia stato “forte coi deboli e debole coi forti”.
Ad esser clementi, molto, c’è da rilevare che, probabilmente, ha semplicemente fatto quanto, e con quanto ha potuto… agendo su chi è visibile e “subisce in silenzio”. La cosa incredibile davvero par proprio questa.
Un tempo, secoli fa, si temeva “l’ira dei poveri”, in quanto l’aristocrazia al potere aveva provato sulla sua pelle, con la Rivoluzione Francese, cosa potesse comportare.
Oggi invece la popolazione pare “assuefatta” ad ogni cosa. Essa subisce ogni angheria, dai continui “furti di Stato” nei riguardi dei “soliti noti”, che sono poi i pensionati e gli onesti lavoratori, ai manganelli
dell’omonimo Capo della Polizia, dati in qua e in là, sulle teste dei nostri ragazzi i quali, scippati del proprio futuro, scendono in piazza ad urlare il loro disagio…
Eppure niente. Non si muove nulla. Siamo tutti assuefatti all’ombrello del mitico Altan, rigorosamente “posizionato”.
Possibile? Possibile che addirittura il mondo intiero si sia “capovolto”?
Possibile che ogni italiano sappia pensare solo ed esclusivamente al “proprio orticello”, bello o brutto che sia, con effetti deleteri?
Già, perché oggi accade esattamente il contrario di quanto accadde, ad esempio, almeno per un certo tempo, ai seguaci di Robespierre.
Ora è la Casta che, per difendere se stessa evidentemente, si oppone con tutta la forza (finanziaria e relazionale) che possiede, ad ogni forma di protesta.
Non solo, la stessa oligarchia di ricchi e potenti (in rigoroso ordine di priorità) si oppone e affossa provvedimenti sacrosanti, orientati almeno a un po’ di equità.
Temo che a breve, calando vertiginosamente i consumi, questi assumeranno schiere di ragazzini per costringerci ad andare al supermercato, a spendere quel poco rimasto… oppure manderanno truppe di imbonitori a convincere gli anziani, ad esempio, che la loro presenza rappresenta un “problema” che solo
“con le proprie mani” possono effettivamente risolvere… con un ultimo, “sereno viaggio” agendo sui sensi di colpa transgenerazionali esistenti, sebbene oculatamente artefatti.
Diceva un vecchio zio a fronte di fatti ritenuti assurdi, incomprensibili e inaccettabili:
- “Allora il mondo si e capovolto”!
Siamo a questo punto ? Siamo ad una sorta di “controrivoluzione permanente”, seppur senza “panem” e con molto poco “circenses”?
Quali “soluzioni” possiamo mettere in campo per provare a riportare almeno un poco di unità in questo Paese?
Può bastare davvero il ritorno (?) della “buona politica” (sempre che accada), oppure servirebbe qualcosa di più… di più popolare, di più “vero”?
Mostra altro

Il bullismo e l' omofobia è prima di tutto ineducazione, e questa nasce soprattutto da un'assenza della famiglia .E i suicidi tra gli adolescenti stanno dilagando in una maniera incredibile.

23 Novembre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

 


Omofobia
Sembra che nessuno abbia capito il senso dell'articolo di Winkler, tutti a dire "non si sa se era gay!". Ed io rispondo: ma perchè se fosse stato realmente omosessuale, sarebbe stato il gesto dei compagni "giustificabile"??? Ma da dove uscite fuori? Winkler ha preso spunto dal suicidio del ragazzo per mandare un messaggio. Tale messaggio è: non importa in che modo gli altri ti giudicano, cosa dice la maestrina sul tuo smalto, cosa pensano i tuoi genitori: tu sei una persona e come tale devi essere rispettata, da tutti! Da lì poi si è collegato ad un discorso più specifico (se leggete bene: "per quanto mi riguarda...") sugli omosessuali e in particolare sull'atteggiamento della politica rispetto agli argomenti che trattano gay-lesbiche-trans. Sono in realtà due discorsi diversi, e allo stesso tempo totalmente identici: se il politico a cui io, giovane studente, faccio riferimento, in cui mi identifico, parla della omosessualità come fosse una malattia; se lo stesso studente sente altri - magari più grandi o più "famosi" - dire la parola "frocio" e tutti ridere; se (alcuni de) i genitori stessi si vergognano dei figli, perchè sono effemminati, perchè indossano capi di abbigliamento stravaganti, perchè non corrispondono alla figura del "macho latino inseminatore naturale e sessista"; se tutto ciò accade, come potremmo mai avere rispetto per queste PERSONE. Lo stesso discorso si può fare sugli immigrati, che spesso trattiamo come esseri inferiori, magari perchè non sanno esprimersi bene in italiano o perchè non si fanno una doccia da giorni (lo credo, sui gommoni non vi è acqua calda corrente!). E' una questione di rispetto, e Winckler l'ha richiamata bene. Dove le vedete ste contraddizioni io non capisco! .
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Non credo serva una legge contro omofobia, Il divieto di discriminare per via dell'orientamento sessuale è gia sancito nella costituzione e quindi offre una protezione assoluta! Credo serva legiferare per consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l'adozione anche, perchè trovo francamente immorale che tanti bambini sparsi per il mondo non possano essere adottati dalle coppie omosessuali e si preferisca invece lasciare tutti quei bambini innocenti a soffrire le deprivazione più insopportabili.MA una legge che in qualche modo induca a riflettere i violenti ***(la rima non e' voluta...e' proprio la realta' che gioca loro dei brutti scherzi)penso proprio che ci vorrebbe.Anche se a pensarci bene queste persone non e' che siano tanto portate alla riflessione(la rima non e' voluta...e' proprio la realta' che gioca loro dei brutti scherzi).in realtà basterebbe aggiungere all'art del codice penale sull'odio razziale, le parole " e per motivi di orientamento sessuale"!  non è una gran cosa! non so perche non lo facciano."In nome del Popolo italiano la quarta sezione del Tribunale di Roma, visto l'articolo 580 del Codice Penale condanna gli imputati Chiara Santi, Federico Nalli, Vittorio Padovano, Valentina Galeone, Livia Brocco, Alice Ai Hawaii e Gian Luigi Singh(erano gli amministratori della infame pagina facebook e attivi complici della denigrazione di Andrea Spezzacatena, il ragazzo morto) alla pena di 12 anni di reclusione" .I loro nomi sono noti, i colpevoli sono chiaramente identificabili sta a noi scegliere se lasciarli nel dimenticatoio o meno. Non servono belle parole per cambiare le cose; l'omofobia deve essere punita con il CARCERE e basta.La notizia tragica è che un ragazzo di 15 anni si è suicidato. Che poi fosse o meno omosessuale poco importa.Forse non ha saputo affrontare da solo la fatica di crescere.Quello che mi rattrista e mi sciocca profondamente è l'impressione che l'ambiente, l'entourage, la scuola,...nessuno abbia ipotizzato o visto le avvisaglie del dramma.Non posso credere che il gesto insano sia nato così, senza nessun segnale  senza nessun campanello d'allarme.Credo che il malessere e il disagio dovevano essere visibili, palpabili , evidenti ma nessuno si è preoccupato di osservare, parlare, capire, intervenire e aiutare?.A volte sento parlare ragazzi ,che sin da piccoli hanno avuto per casa amici gay dei loro genitori trattati con rispetto e considerazione come tutti gli altri. Questi ragazzi sono obbiettivi, liberi e privi di giudizi e  malafede ,imparano a non giudicare  e gli accettano spontaneamente e con naturalezza. (anzi sono meravigliati quando crescono) nel sentire come Chiesa società e amichetti  di classe affrontano questo argomento). Questi ragazzi si sarebbero seduti tranquillamente vicino a Davide senza vedere la maglietta rosa o lo smalto alle unghie, e magari in difesa sua,  lo avrebbero visto senza diversità e uguale agli altri , e Davide avrebbe compreso di essere accettato così com'era da alcuni e meno da altri, senza provare quell'isolamento  estremo da preferire la morte."Il mio è solo un parlare addolorato",nemmeno sappiamo se veniva accettato dalla sua famiglia. Però ci è chiaro a tutti che siamo noi  genitori, i propulsori di questa società.
ORA I suoi compagni di classe hanno rilasciato un comunicato. Si prega di accendere il cervello e attendere di conoscere bene le notizie prima di straparlare di cose che non si conoscono:
Ai direttori dei giornali.
Scriviamo questa lettera di formale protesta per smentire ciò che è stato pubblicato nell’edizione dei quotidiani nel giorno 22/11/2012 riguardo al suicidio di un nostro compagno di classe.Noi,gli amici,abbiamo sempre rispettato e stimato la personalità e l’originalità che erano il suo punto di forza. Non era omosessuale ,tanto meno dichiarato,innamorato di una ragazza dall’inizio del liceo.Lo smalto e i vestiti rosa, di cui andava fiero, erano il suo modo di esprimersi.
La pagina facebook ,dove erano pubblicate citazioni di A.,era stata creata per incorniciare momenti felici perché A. era così:portava il sorriso ovunque andasse;peraltro”la pagina aperta contro di lui da chi lo aveva preso di mira”(citazione dal messaggero) è un’accusa non fondata.I professori hanno sempre rispettato il proprio ruolo e non hanno mai espresso giudizi sulla sua persona.Il Cavour non è mai stato un liceo omofobo in quanto fino a quando i fondi sono stati sufficienti,alcune classi hanno preso parte ad un progetto sulla sessualità organizzato dalla ASL e approvato dal collegio docenti.Inoltre non si sono verificati episodi manifesti di bullismo nel’istituto negli ultimi anni.Esprimiamo rammarico per la diffusione di notizie false e desideriamo che non si speculi sul nostro dolore.
Questa lettera sembra sincera.MA Si tratta di quella parte della scuola con la quale il ragazzo ha stretto amicizia.
E' normale che non possano scrivere che ci fossero 3/4/10 ragazzi che lo importunavano.
Tutto qua,anche io son sicuro che la maggior parte era dalla sua parte.
Probabilmente nascondeva dietro un’immagine allegra e scanzonata una sofferenza complicata e un profondo e non banale “male di vivere”.Per questo crediamo che il modo migliore e più rispettoso per ricordarlo e continuare a volergli bene sia quello di lasciare la sua morte al silenzio, alla riflessione di chi gli è stato vicino E NON HA CAPITO LA SUA SOFFERENZA COMPLICATA.
Il bullismo va condannato e combattuto. L'omofobia idem. Chi sa di fare poco o nulla, si faccia un esame di coscienza e si dia da fare.Ma anche gli omosessuali o comunque le vittime del bullismo e dell'omofobia, SIANO I PRIMI A NON ARRENDERSI E A TIRARE FUORI LA RABBIA E L'ORGOGLIO!!...DIFENDETELO, IL VOSTRO STILE DI VITA CONTRO COLORO CHE LO INFANGANO...Non siete i soli a dover combattere per trovare la vostra dignità...è pieno di gente che ogni giorno lo fa...
ONORE A CHI CADE NELLA BATTAGLIA, ma non è con i pianti e lo strapparsi i capelli che si vince la guerra.
Mostra altro

A.non si è suicidato,è morto di omofobia.Probabilmente i compagni di scuola che lo piangono sono gli stessi che lo deridevano? a pensar male si fa peccato ma il problema e`che indietro non si torn

23 Novembre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

 

Roma, quindicenne suicida in casa Gay Center: deriso a scuola. Aperta un'inchiesta

Il ragazzino deriso su Facebook e additato come omosessuale. L'associazione: "Si è ucciso per questo". Ma la Concia dopo un sopralluogo al suo liceo: "Mi sembra che questa sua diversità fosse ben inserita nel contesto della classe".

Il ragazzo, che frequentava il liceo romano, era solito laccarsi le unghie. Creato un profilo sul social network in cui veniva preso in giro. Ipotesi di istigazione al suicidio. 



 Già chiamarla omofobia mi fa schifo. Ma forse va bene così.
Sia chiaro, gli omosessuali in italia (soprattutto in certe località) sono perseguitati ingiustamente. Altri omosessuali con coraggio rivendicano il proprio modo di essere e fanno una battaglia di civiltà. Altri ancora si nascondono per vari motivi, ma soprattutto per comodo o paura.
In Italia siamo ancora a chiederci se dobbiamo concedere alle coppie omosessuali la possibilità di sposarsi. Chiedetelo al PDL o a Casini. Lì si possono fare nomi e cognomi. Chiedetelo alla Bindi. 
E una situazione molto più grande, e molto difficile da risolvere.
Ma se si suicida un ragazzo di 15 anni e si chiude la faccenda con l'omofobia... beh... che tristezza.
E l'educazione? la presenza dei genitori? L'uso consapevole di internet?
Non lo so... è che tutte le volte che leggo sti taffi mi fanno venire ancora più rabbia per quello che non è stato detto. Strumentalizzazione del suicidio di un ragazzo. Scusatemi signori. Sono a prescindere vicino ai genitori.Ma un ragazzo di 15 anni si uccide. storia molto triste. quale sofferenze, dubbi, forse disagio mentale, ti portano ad un gesto simile: omofobia. pur non conoscendo questo ragazzo di persona. Un ragazzino si uccide e la lobby pro gay ne fa un martire senza sapere nulla.  e colpa del mondo cattivo, e colpa mia. Mi spezza il cuore vedere come i morti e le sofferenza personali diventano in momento spendibili per quello o quell'altra causa.  con la verita sempre in tasca. . quando ero alle medie (a 15 anni ne sei appena fuori..) c'era il puzzone; lo scoreggione; il dentone, lo straccione...per anni i tuoi simpatici "compagni" ti ricordavano quasi quotidianamente i tuoi difettucci. e i ripetenti di 16 anni (che avevano gia i baffi..) smettevano di picchiarti solo quando iniziavi a darglele indietro.  Nessuno a mai lanciato una campagna civica per la difesa del "puzzone" o dello "straccione" a quanto mi risulta. E forse adesso sono persone felici mentre gli ex bulli magari si rovinano ai videopoker (o almeno lo spero). quello che vorrei dire e che identificare la morte di questo ragazzo con "l'omofobia" e probabilmente azzardato. avra avuto le sue ragioni, profonde e conosciute solo a lui. ed usare questo eposidio per fare un po' di lobby, provare a fare un po' di opinione; e come mancargli di rispetto. Ragazzo, riposa in pace e che la terra ti sia finalmente leggera.
In Italia siamo tutti emarginati.C'è chi è vaccinato e scafato e passa oltre. C'è chi è tenero della vita è si arrende. Abbiamo perso il senso di solidarietà tra di noi. Abbiamo paura l'uno dell'altro. E' questo il vero baratro in cui stiamo scivolando o siamo già scivolati. Dobbiamo vincere la paura dell'altro. "The others "  siamo noi.
Non è che questi problemi si risolvono rendendo più sicuri i teenager, quanto spuntando le armi che essi hanno a disposizione. E continuo a ripetere : finchè l'omosessualità continuerà a portare lo stigma dell'immoralità, fino a quando chi è omosessuale si sentirà in qualche modo sbagliato, escluso indifeso.. sino a quando chi parla di gusti sessuali potrà farlo a partire dal discrimine che si segna tra ciò che è buono e cattivo, da ciò che è secondo o contro natura... le armi saranno ben affilate. E nessuno potrà evitare che un adolescente si tolga la vita per questi motivi.

Mostra altro

A Voi d’Israele vi piace vincere facile

20 Novembre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #DIRITTI

 


Gaza, un bimbo davanti alle macerie
Centodieci a tre. Centodieci morti palestinesi in questi giorni, contro i tre morti israeliani iniziali dovuti ai razzi di Hamas. Credo che Israele possa essere contento, ha recuperato alla grande e mi pare stia vincendo questa guerra. Uno degli Stati più militarizzati e organizzati del mondo, contro una Striscia di Palestinesi, piena di civili.
Se poi contiamo che fra i morti palestinesi ci sono circa una decina di bambini, possiamo addirittura fare questo calcolo per vedere che il risultato di Israele migliora. La speranza di vita attesa da un bambino di cinque anni, gli anni che doveva vivere e non vivrà mai, perché morto sotto le bombe, sono circa settanta, diciamo il doppio di un uomo medio.
Allora, il bilancio sale, a favore di Israele: i bambini valgono doppio, e quindi Israele sta vincendo sessanta a tre. Molto bene.Dimenticavo, fra i morti palestinesi anche una donna incinta: vale doppio, anzi triplo. Quindi siamo sessantadue a tre. Ottimo risultato.Se andiamo sui feriti, poi, cresce la contentezza israeliana: i feriti palestinesi, tutti civili, moltissimi bambini e ragazzi, sono centinaia, oltre 350: gli ospedali sono allo stremo, è davvero un grande risultato.
Se poi contiamo i danni materiali, le case bombardate e distrutte, le infrastrutture, davvero qui siamo ad un vero trionfo. Fra poco, al ritmo di mille attacchi aerei in tre giorni, ovvero uno ogni cinque minuti, l’intera Striscia di Gaza sarà ridotta ad un cumulo di macerie. Una grande vittoria.
Dopo di ciò, l’esercito israeliano si è detto pronto ad un’invasione. Trentamila soldati armati di tutto punto sono schierati ai confini: chissà se riusciranno a vincere contro le imponenti forze palestinesi? Forse mandarne altri trentamila in supporto potrebbe essere più prudente, quegli impudenti di Hamas hanno detto che tenteranno di respingere l’invasione, incredibile la loro tracotanza.
Il ministro della Salute Palestinese Mufeed Mkhallalati ha detto che Israele sta usando armi disumane e vietate dalle convezioni internazionali contro la popolazione di Gaza: le prove a suffragare l’uso di armi proibite è subito visibile nei corpi delle vittime del massacro in corso. Il ministro ha anche detto che il principale ospedale di Gaza si trova ad affrontare una grave carenza di medicinali e dispositivi medici. Quelle delle armi proibite usate da Israele contro Gaza non è una novità, io stesso lo denunciai già ai tempi dell’operazione Piombo Fuso del dicembre 2008: le terribili bombe DIME, ad esempio.
Ma io credo che non sia il caso di insistere sull’uso di armi inumane da parte di Israele. Credo che sia sufficiente l’uso di normali bombe “permesse” per raggiungere risultati inumani, non c’è bisogno di sforzarsi tanto.
Complimenti ad Israele, complimenti al signor Barack Obama che ha affermato il diritto di Israele a “difendersi”, complimenti alle televisioni ed ai giornali servi che mostrano le scene di panico nelle spiagge israeliane e fugaci immagini sfocate dalla Striscia d Gaza. Un bellissimo, corale, risultato collettivo: atrocità pura da parte di chi la commette e da parte di chi la giustifica: ai miei occhi, ugualmente colpevoli.
Famiglia di pericolosi terroristi palestinesi a Gaza
Mostra altro
1 2 3 > >>