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Blog di bezzifer

Post con #culture tag

"Il primo è legato all'albero, l'ultimo se lo stanno mangiando le formiche" Hasta siempre, Gabo

18 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE

Il premio Nobel per la Letteratura, il colombiano Gabriel Garcia Marquez è morto. Lo riferisce la stampa messicana e spagnola. Marquez era stato ricoverato in ospedale il 3 aprile scorso a Città del Messico. L'autore di "Cent'anni di solitudine", romanzo chiave del realismo magico ibero-americano, aveva 87 anni.

Il Chopin della letteratura contemporanea. Perdita immensa della quale tanti ma sempre troppo pochi pochi purtroppo si accorgeranno.Mi ricordo che, quando ero pronto a partire, ho portato i miei libri in biblioteca perché non potevo portarli tutti con me, allora la bibliotecaria quando ha visto "Cent'anni di solitudine" mi chiesi se ero sicuro di voler donarlo perché era bellissimo ed io rispose:" lo so, ma vado via all'estero e non posso proprio portarli tutti. Vaya con Dios querido!.Grazie: hai riempito la nostra immaginazione con il tuo magico mondo di Macondo e con personaggi come Aureliano Buendia. Confesso anche di aver invano cercato di capire il segreto della tua capacità narrativa. Inutile: grandi scrittori si nasce (mentre con tanta applicazione si può diventare mediocri narratori).Ho avuto il piacere di vederlo in Venezuela e ricordo che amava tanto l'Italia (e non l'argentina) ricordata spesso in articoli e nei suoi libri autobiografici. Ricordava sempre Zavattini come un amico e maestro. Aveva una passione per i "Promessi Sposi" che aveva deciso di riambientarlo in Sud America. Riposa in pace gabo andrai a trovare tua mamma e le tue zie.Find da ragazzo mi ha guidato (assieme ad altri) ad amare la parola scritta, i librii, le storie ...e la verità dei fatti che non è mai una. ciao gabo marquez. stanotte ti cerco e ti rileggo un po'.

PS:Se mi rapissero gli alieni, porterei con me due libri. Lacerandomi il cuore per tutti quelli che dovrei lasciare, ma alla fine i miei compagni di viaggio sarebbero due:Il Piccolo Principe (guai a leggerlo da piccoli!) e L'amore ai tempi del colera. La storia di Fermina Daza e Florentino Ariza è uno dei più bei giri in giostra che mi riesca di immaginare. Una meraviglia di caleidoscopio che ti entra dentro e rimane con te. Certo, Cent'anni di solitudine è bello almeno altrettanto, divertente, funambolico, non so nemmeno io come definirlo, tanto mi piace. E poi c'è il resto, i libri, la vita, il modo di intenderla. Gli devo molto anche io, riposa in pace, Gabo.

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FINALMENTE STIAMO USCENDO DAL MEDIOEVO.

10 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE


Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40 del 2004 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. Sulla questione tre tribunali - Milano, Catania e Firenze - avevano sollevato dubbio di costituzionalità (come funziona e la legislazione in Europa).

Sono contento che si smantelli una legge voluta dai cattolici bigotti che se ne fregano del diritto delle famiglie a concepire coi mezzi messi a disposizione dalla scienza. Salvo foraggiare gli orfanotrofi in cui i bimbi soffrono ma le adozioni sono difficilissime e adottare costa migliaia di euro se nn decine di migliaia. Cattolici vergogna.Il commento di Famiglia Cristiana, "Solita follia italiana", è veramente impagabile. Non è stata follia pura l'intera legge 40/2004, no, ma sono follia le 30 diverse sentenze che l'hanno svelata come frutto di pazzia legislativa. Sento esprimere dai cattolici scandalo per la sentenza della Consulta e protesta per la imminente rovina della famiglia. Che buffo sentire queste parole da chi ha costruito una società di sepolcri imbiancati che hanno esibito virtù mentre esercitavano la turpitudine. Non si potrà sapere chi è stato il padre!" si grida. Ma lo si grida da parte di borghesi che hanno esercitato lo sport dello scambio di mogli e di mariti per cui i figli mai hanno saputo chi erano i loro veri padri. Dov'è il problema per i Cattolici? Evitino di ricorrere alla fecondazione eterologa: nessuno ve li obbliga. E se ne stiano buoni.Io trovo indegno e inumano che alle coppie naturalmente impossibilitate a procreare venga sottratta per legge (una legge rivelatasi tra le altre cose incostituzionale), la meravigliosa esperienza di essere genitori. Politica ed etica fanno a pugni quando la prima è attraversata da un moralismo ecclesiale e punitivo (ricordate le posizioni della Binetti e del teo-con ex radicale Rutelli?). Alla Chiesa infine rimprovero una posizione assurda e contraddittoria. Il Vecchio e il Nuovo Testamento presentano casi di gravidanze che non possono essere che definite "eterologhe"; è il caso di Elisabetta, che in tarda età partorisce Giovanni, e il più celebre di tutti: Maria, incinta dallo "spirito santo" che dà alla luce la figura più importante del cristianesimo: Gesù. Ma forse queste sono opportunità celesti, mentre alle donne comuni dev'essere vietato, attraverso appunto l'ennesima legge incostituzionale.E.Sarebbe ora che si trovasse anche un rimedio alla intollerabile prepotenza e arrogante impunità dei cosiddetti "obiettori di coscienza" cattolici (la coscienza dei quali, in genere, non ha mai da sollevare obiezioni contro fatti davvero vergognosi e abietti) che, infiltrati da anni e piazzati strategicamente nei posti che contano, impediscono alle donne italiane di godere dei diritti che lo stato italiano garantisce loro riguardo all'interruzione di gravidanza, esercitando in tal modo una inaccettabile violenza.

PS:La famiglia "tradizionale" non esiste più, sarà meglio prenderne atto prima o poi.Ognuno è libero di farsi la famiglia che gli pare: senza dover chiedere il permesso a nessuno, Chiesa e Stato compresi.In un paese che si sta letteralmente estinguendo, data la fecondità media di 1,3 figli per donna (che in soldoni significa che di volta in volta ogni generazione è del 40% meno numerosa di quella precedente), impedire ai genitori (quelli poveri ovviamente, gli altri vanno in qualsiasi altro paese civile d'Europa) di avere figli è criminale. Il Vaticano si preoccupi dei preti pedofili e lasci in pace gli italiani.

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Fecondazione, rivoluzione della Consulta "Vietare l'eterologa è incostituzionale"

10 Aprile 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE

Fecondazione assistita, Consulta: “Divieto di eterologa è incostituzionale”

Fecondazione eterologa, Stefano Rodotà: "Mi scandalizzerei se il Pd discutesse in Parlamento della procreazione assistita"

Un costituzionalista non fa sentenza...E... per portare il ragionamento all'estremo... Se ci fosse stato padre pio le coppie sarebbero tutte rimaste incinta.Premetto che sono d'accordo con la sentenza della Corte Costituzionale, tutta la politica vaticana su questo tema (come di altri temi che concernono la realtà di un mondo che scienza e tecnologia stanno mutando rapidamente) è stata solo la politica di uno struzzo che, come aggravante, pretende anche di mettersi di traverso nonostante abbia nascosto la testa nella sabbia. Per giunta avanzando tesi che nulla hanno a che fare col Vangelo, ma solo prodotte da una teologia e una dottrina medievale.Tuttavia, no, Rodotà ha torto: sarebbe uno scandalo se la questione non venisse discussa in parlamento. Credo sarebbe la prima volta che il parlamento non si pone almeno il problema degli eventuali vuoti che si siano aperti per la dichiarazione di incostituzionalità di una parte di una legge.Sarebbe grave anche per un'altra ragione. Alla passata cecità della Chiesa (che spero possa essere stata intaccata dal nuovo Pontificato), si sovrapporrebbe la perdurante stupidità di un certo laicismo che non capisce altro che la guerra di religione, il gusto dello scontro fine a se stesso. Un stupido laicismo di cui Rodotà è il campione.Rodotà ha una sua Costituzione e tutte le leggi, anche quelle della Costituzione Italiana, devono rispettare la Costituzione di Rodotà. E' così, non c'è niente da fare. E come tutti sanno Rodotà non è riformabile.Nel partito democratico ci sono voci favorevoli a ridiscuterne in parlamento.A questa imbeccata,Rodotà si dichiara subito scandalizzato.Su questo sui giornali compare altri articoli in cui si dice che il PD plaude alla decisione della consulta e gli intervistati parlano di un'Italia finalmente uscita dal medio evo. In questi articoli ci sono nomi e cognomi di esponenti del PD che hanno applaudito all'abolizione della legge 40 mentre nell'intervista a Rodotà si parla di voci favorevoli senza dire a chi appartengono.Di conseguenza buona parte dell'intervista diventa un attacco preventivo al PD. Rodotà poteva chiedere all'intervistatore di fare i nomi degli esponenti del PD favorevoli a riaprire la questione in parlamento e dopo rispondere,Non solo non l'ha fatto ma ha messo subito su un processo alle intenzioni. Giudicate voi.

PS:Finalmente si sarà spento quel sorriso malefico di ruini la sera di quel giugno 2004 alla notizia del mancato quorum.IL pretastro era sorridente e circondato da giornalisti,come fosse un leader politico, quelle immagini e quel ghigno mi son rimasti sul gozzo, da allora è cresciuto violentemente il mio anticlericalismo,fino ad allora sopito.Certo che gli italiani pigri qualunquisti e imbecilli, ci hanno messo del loro la sera di quel giugno 2004.Viva Zapata. Zapatero lo spagnolo che ha legalizzato tutto e di piu'. La scienza non la ferma nessuno. La pecora Dolly insegna. Chi si oppone muore medioevale. Questo ci dice che nulla vale di fronte alla scienza. I referendum ed il Parlamento ne escono sconfitti. L'etica e la morale cambiano piu' in fretra delle ideologie. Pensate alla rivoluzione quando la scienza dara' agli omosessuali la possibilita' di avere un figlio in proprio. Ma non basta, ne vedremo delle belle ancora piu' belle. Per ora l'insegnamento a questo paese e' che piu' si chiude a riccio i piu' si declassa in serie B. Se torneremo all'eta' della pietra non saremo noi a volerlo ma sempre la scienza con i suoi miracoli ed i suoi errori. Vivere per credere. Per ora ci bastano i cellulari, amori inseparabili della nostra solitudine.

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In Italia il problema non è politico, non è economico e non è sociale, ma esclusivamente culturale

19 Marzo 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE

Ognuno di noi dovrebbe sentirsi moralmente responsabile perché', per troppi anni, abbiamo dimostrato di saper solo ignorare i nostri diritti costituzionali. La nostra superficialità' e disattenzione e' servita a chi ha capito che poteva tranquillamente approfittarne. Le conseguenze negative ormai spaziano in ogni campo della nostra vita quotidiana.C'è un profondo degrado che si fa finta di non vedere. Lo pagano, per primi, i giovani, che vogliono "vivere", avere soldi, essere potenti e prepotenti. La famiglia, la scuola non sono più nulla.Rimane solo la strada dove si incontra di tutto.E credo che il problema sia essenzialmente politico, squisitamente politico, e da questo poi discendono a cascata tutte le aberrazioni e distorsioni del patto di convivenza civile di questo Paese. Come nel campo della medicina e chirurgia, la politica è il tumore nativo, non asportato per tempo, da cui poi si diramano le metastasi verso altri organi vitali e non. Se le metastasi si sono diffuse nell'organismo, nessun chirurgo di questo pianeta si illuderebbe di guarire il paziente estirpandone qualcuna. Lo dichiarerebbe inoperabile e gli prescriverebbe semplicemente una terapia antalgica che lo accompagni con dignità al suo fine vita.In questo Paese il problema non sono i criminali parlamentarizzati (tumori e metastasi) che hanno arpionato il potere con la complicità del network mediatico, ma quella fetta di elettori (tifosi) che li votano per fede, ignoranza, interesse o tutte queste cose assieme. E' questa la linfa vitale che alimenta la politica (appunto il corpo malato, e con se il tumore e le metastasi). Se ancora in queste ore ci sono italiani che si ostinano per imporre la candidatura politica un pregiudicato certificato, che tutti i politici del mondo civile, schifati, diplomaticamente rifiutano di intrattenere con questo "leader" qualsiasi relazione personale, politica e istituzionale, di cosa parliamo? Un pregiudicato artatamente elevato a padre della Patria che scrive le sue regole per sottomettere la Nazione ai suoi voleri? Di cosa parliamo?.Di una massa di parlamentari al guinzaglio, ignoranti e incompetenti che non conoscono nulla ma decidono per tutti votando provvedimenti che hanno forza di legge dello Stato?.Da almeno 20 anni in questo Paese poco alla volta hanno (abbiamo) abbassato l'asticella dell'etica pubblica e privata, della tolleranza, del rigore, e ora è questo il risultato dell'ignavia e codardia nazionale. Hanno anestetizzato le coscienze e la ragione di un intero popolo per costruire il consenso con cui ora stanno dominando questo Paese abitato da accattoni. E' inutile fingersi addolorati, turbati, o scandalizzati. E' questo il Paese che dolosamente tutti noi abbiamo costruito e che lasceremo alle prossime generazioni. Che ci piaccia o no. In Italia il problema non è politico, non è economico e non è sociale, ma esclusivamente culturale. È lo sfascio della morale, del senso dello stato e della cittadinanza che ha prodotto ogni alto problema, mafia compresa. C'è bisogno di una riscossa etica e culturale che non ha precedenti nella storia del nostro paese, e non possiamo aspettarci che la risposta venga dalla politica. Ognuno di noi deve guardarsi dentro e accettare le sue responsabilità di cittadino.Il problema principale in Italia è la malavita organizzata, mafia, ndrangheta, camorra ecc..come ben si sa condiziona tutta la vita italiana tutta dove c'è da guadagnare soldi in maniera illecita e ora anche lecita inquinando l'economia inesta. La volontà politica di combattere le mafie è sempre minore e sempre maggiore è invece, non è un caso, il connubio fra politica e mafie. Fino a quando il fenomeno mafie non verra messo sotto controllo l'Italia non sarà mai libera ne tanto meno democratica.Siamo un paese oramai privo di valori,di senso civico,di comunità,e di comportamenti onesti e altruisti,dove 7 milioni di Italiani votano per una forza politica che rappresenta il malaffare e la malapolitica ben consapevoli di farlo,e dove altri 7/8 milioni di Italiani votano un movimento di comici grulli.In un paese dove ognuno guarda solo a se stesso senza curarsi minimamente delle fondamentali esigenze di chi soffre,dove il rispetto per la persona e la proprietà non esiste proprio,è logica conseguenza che avvengano efferatezze e crudeltà,e mi spiace dirlo ma credo che sia solo l'inizio.In Italia il problema non è politico, non è economico e non è sociale, ma esclusivamente culturale.L'essere umano, privato di un minimo di cultura ... ed anzi, allevato in un brodo di pseudo cultura, molto "ipocrita" ... dal cattolicesimo a forme spinte di "capitalismo" (scientifici i collegamenti fra religioni e sperequazione) ... è meglio una bestia e contemplare i suoi istinti ... fa più tenerezza ... anche la predazione.

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Vorrei chiederle una cosa, ma è proprio necessario che i politici di oggi debbano essere mandati in onda per dire sempre e solo le stesse cose imparate a memoria o lette su un gobbo?

19 Marzo 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE

E’ una mia crociata personale (e già da tempo perduta), quella contro l’informazione che fino a oggi ho definito “cattiva”, quando in realtà, come giustamente SI dice, è proprio “pigra”.C’è poco da aggiungere ai esempi, se non la sottolineatura di quello che, personalmente, mi fa infuriare di più: i servizi dei telegiornali sulle condizioni meteo.D’inverno, la morsa del gelo, d’estate quella dell’afa. A quando la “morsa del tiepido”? A marzo sbocciano i fiori, a ottobre cadono le foglie, mentre a luglio pare che non piova praticamente mai, e si chiama siccità: arrabbiati i contadini, molto contenti quelli che vanno a esporre le chiappe sulle spiagge.Tutti argomenti degni di lunghi servizi giornalistici.Ai quali si aggiunge il lessico “ad canis mentulam”.Il “violento” nubifragio, come se mai potesse esistere quello delicato (anche il “vero e proprio” nubifragio va per la maggiore; evidentemente ne esistono di taroccati, fatti in cina pure quelli).Il cielo “plumbeo”, per indicare il cielo terso dell’estate (sentita su mediaset).La pioggia sempre “battente” (bandiera liberiana, direbbe qualcuno), pure senza un alito di vento.Una “coltre” (etimologico: coperta) di 4 centimentri di neve, come dire un’alluvione di mezzo palmo d’acqua.Tutti i fiumi “rompono gli argini”, anche quando scorrono beati per la campagna, senza l’ombra di alcun argine. E poi, ai miei tempi, i fiumi erano ignoranti e straripavano, oggi invece hanno studiato e “esondano”.Il caldo è sempre “torrido”, anche quando l’umidità di fa sudare perfino le dita dei piedi.E poi l’odiosa e detestabile “Media stagionale”. Oggi siamo 5 gradi sopra, domani 5 sotto e così via: e grazie al …! Ma la chiamano “media” per quello, perchè è il prodotto di molte variazioni!.Per me il bilancio professionale di una generazione di giornalisti è davvero tragico non tanto perchè vi è un abuso di sapide metafore come “la morsa del gelo” o, appunto, “il tragico bilancio”, ma perchè moltissimi giornalisti hanno rinunciato a fare “la seconda domanda” (cioè “la domanda scomoda”) ai politici che intervistano.Vorrei chiederle una cosa, ma è proprio necessario che i politici di oggi debbano essere mandati in onda per dire sempre e solo le stesse cose imparate a memoria o lette su un gobbo? Siccome io credo non sia giusto per motivi di presenza, nelle ultime settimane ho visto una preponderante presenza di brunetta e gasparri! Perchè? Se devono essere mandati in onda, lo si dovrebbe fare con tutti anche il senatore razzi, mi piacerebbe vedere, e non sempre le solite facce. Non si può farli vedere tutti? Allora non facciamo vedere nessuno che è meglio.Abbiamo una accozzaglia di gente in politica che ruba e/o fa solo danni, gente talmente inutile che sono una perdita per il Paese già in partenza. L’unico sistema per poterne ricavare qualcosa sarebbe quello di macinarli e introdurli in un compostatore sì da ricavarne concime! Ma va a finire che neanche quello riuscirebbe bene.Oggi ti fanno pagare caro anche il concime.Ma sicuramente è molto meglio il letame di cavallo composto che adopero io, per il mio orticello,che non il “politico tritato “.Quelli inquinano e nulla più. Sia da vivi che da morti, perchè sono solo parassiti. E come sa bene chiunque coltivi anche un pezzettino di terra,i parassiti rovinano tutto il raccolto. Si mangiano infatti tutta la fatica e il sudore del contadino, o semplice ortista come me.MA AVETE VISTO LA CARFAGNA IERI HA BALLARO?

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Boschi: "Non mortifico la mia femminilità per sembrare più credibile e più seria"

19 Marzo 2014 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE

"Non credo bisogna mortificare la propria femminilità per essere più credibili e per sembrare più serie". Sono le parole della ministra alle Riforme e ai Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, ospite di Porta a porta. Boschi fa parte di un governo in cui la componente femminile è largamente rappresentata. "Cerco di fare del mio meglio, impegnandomi di giorno in giorno. In questo governo c'è stato un investimento sulle donne e sulle donne giovani che sono in grado di dimostrare competenza e professionalità".

Brava boschi finalmente una donna con la D maiuscola, il non mortificare la propria femminilità per apparire seriosa e' segnale di intelligenza alla faccia dei grillonzoli sputasentenze.Non mortifico la mia femminilità.......giustissimo,Maria Elena.E perchè dovrebbe farlo ?? è forse una colpa essere belle ??chi glie lo chiede o glie lo rinfaccia,Maria Elena,mi creda, E' UN GRULLO,in malafede,aggiungo.La competenza e il merito, e solo questo, debbono interessare per valutare l'azione di un politico nella funzione di rappresentante di noi cittadini e, da questo punto di vista e per quanto ne so , mi sembra proprio che la ministro Boschi abbia fatto e stia svolgendo bene la propria funzione. Credo che solo se riusciremo ad essere obiettivi in questo senso potremo considerare i nostri delegati per quanto valgono, a prescindere dalle considerazioni di genere o la necessità di quote di rappresentanza per sesso.Il fatto è che sentiamo un sacco di discorsi sulle quote rosa, ma dovremmo specificare anche che queste quote rosa dovrebbero essere anche brutte. Perchè la bellezza femminile nella società è senza dubbio una fortuna (e forse anche un vantaggio), ma in ambiente politico, agli occhi del popolino, la bellezza è un incentivo al dubbio. Le interviste alla Boschi iniziano sempre col chiarire quanto sia bella, quanto questo possa aver influito, cosa ne pensano gli altri di un Ministro così bello. Alla Moretti viene detto che sta in parlamento perchè è una pomp...ra. Non importa se sono entrambe laureate in giurisprudenza, l'uomo italico non riesce a concepire che bellezza e intelligenza non sono legate tra di loro: una esclude l'altra. L'uomo italico vuole le quote rosa, sì, ma che sia un rosa un po' bruttino.Robe da non credere; in Italia per ".. essere più credibili e per sembrare più serie" bisogna assomigliare alla Bindi, alla Turco o peggio alla Kyenge?????.Sessismo nella pubblicità e nei media e la donna lasciata purtroppo sola ad abortire nei bagni di un ospedale sono due facce della stessa medaglia.

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Rispetto: è la chiave fondamentale PER rendere migliori i rapporti fra le persone. Rispetto PER la vita PER le persone,PER le differenze,e pure PER le regole umanamente condivise.

22 Ottobre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE

 


Il rinnovamento e la crescita culturale non passano per la parola "femminicidio".Basta con questa parola che non significa nulla, non esiste la violenza di genere, esiste la violenza e basta.Ed è lì che bisogna intervenire.
Mi piace che finalmente non si cade nella guerra fra i poveri (donna verso uomini), ma qui si parla di una cosa essenziale: il sistema italia non funziona! La giustizia premia la donna in questione di affidamento, ma in realta dovrebbe creare 'uguaglianza ed equilibrio'. La TV dovrebbe creare modelli di esempio, la scuola dovrebbe togliere il crocefisso dal  muro ed invece di insegnare religione (cattolica), dovrebbe isnegnare che l'uomo e uguale alla donna, sempre, ovunque, in qualsiasi momento......Non e una guerra fra uomini e donne, come tanti vogliono farci credere, e una societa, una classe politca, che aproffita di questa situazione.
La gestione del rifiuto - e non solo nelle relazioni umane - è un tema centrale, non c'è dubbio. E proprio perché è centrale credo sarebbe interessante avere il punto di vista di qualche donna o uomo genitori circa le enormi responsabilità della famiglia nell'allevare generazioni di smidollati, cresciuti in atmosfere iper protette, cui non si nega mai nulla e si garantisce difesa sempre e comunque, anche oltre ogni palese evidenza. Dall'insultare un professore per un brutto voto certi di essere spalleggiati dalla famiglia, al dare della mi....ta a una compagna di classe che non degna di attenzioni (episodio cui ho assistito personalmente, e che non mi ha portato allo scontro fisico con il genitore del pargolo in questione solo perché la natura mi ha generosamente fornito di statura e muscoli, e il suddetto, guarda caso, era il classico prepotente a parole quanto codardo nelle azioni), o del ricch...e al ragazzino timido, fino ad arrivare al peggio della violenza fisica il passo a volte può essere molto breve. Però mi sembrano cose che col maschilismo propriamente detto c'entrano poco. Anche perché, su piani diversi (e non sempre così diversi), la stessa incapacità di relazionarsi su binari sani la vedo anche nelle ragazze.L'educazione e l'ambiente famigliare possono fare molto, ma anche molto poco su determinate menti, di cui spesse volte le vittime sono pure i genitori stessi, e' inutile che cerchiamo di girarci in torno, la natura umana e' quella che e', l'unica prevenzione possibile e' convincere queste persone ad andare da uno specialità, ma e' una cosa difficile, perché parte della sofferenza psicologica di queste persone e' dovuta al loro sentirsi sbagliati e rifiutati da cui consegue il rifiuto di accettare che in loro c'e' un qualcosa che non va, e la reazione violenta che attribuisce agli altri le proprie mancanze e sofferenze nei casi più gravi può sfociare nell'omicidio o suicidio nei confronti di chi viene ritenuto responsabile, e questo e' molto facile che avvenga per una relazione amorosa, che crea disagio pure alle persone normali, figurarsi come la vivono queste persone, che dall'abbandono vedono confermati tutti i loro timori e dubbi su se stessi.Aldilà di tutto la luce in fondo al tunnel non appare. Potremmo stare qui anni e anni a discernere distinguere discutere: ma la soluzione, per quanto ci potrebbe sembrare a portata di mano, sarebbe sempre lontana. Una conversione di questa barbara tendenza sarà possibile se lavoreremo in prima battuta a cambiare noi stessi, i nostri pensieri, il nostro agire, e a poco a poco estenderlo ai cari, alla società. Solo così sarà possibile, per usare una parabola, trasformare l'acqua in vino. Perché se l'acqua da tramutare in vino non sarà acqua pura, come possiamo pretendere che appaia vino prezioso?.

 
MA La mia modesta opinione è che stiamo tutti girando a vuoto,cercando implicazioni di ogni tipo pur di non dover ammettere,che l'uomo inteso come razza è violento per la sua stessa natura.
Il maschio lo è per morfologia,la donna nei secoli compreso che non riesce a competere con la forza bruta maschile,ha affinato doti di violenza piu celebrali,emotive.La storia è piena di episodi sanguinosi e violenti fin dalle prime storie umane.
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La violenza sulle giovani.Lo stupro è un gesto di annullamento totale della vittima, non ha nulla a che fare con la sessualità.

19 Ottobre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE

 



 Lo stupro è un gesto di annullamento totale della vittima, non ha nulla a che fare con la sessualità.
Mi dispiace molto, ma non sono mostri, è troppo facile così, si identifica una "categoria" limite e si rinchiude il problema in un contesto, in una specie di recinto rassicurante per le nostre coscienze, "loro" sono i mostri "noi" quelli normali.
Invece sono proprio ragazzi normalissimi, a cui però mancano dei tasselli, che riguardane le svariate sfere, quella emotiva, quella educativa o comportamentale, e che alle volte questa mancanza impedisce loro di "frenare" un gesto terribile qual'è quello della violenza sessuale, e se non la smettiamo di nasconderci dietro al "sono mostri" ed affrontiamo invece la dura realtà, che sono i "normalissimi" compagni di viaggio della nostra vita, tutto questo a mio avviso non cambierà mai
Distinguere i mostri da noi stessi è un errore, ed è un errore molto frequente nelle famiglie italiane.
Qui vorrei introdurre la consuetudine, molto italiana, di difendere a spada tratta la cerchia del proprio clan familiare.Ho visto troppo mamme difendere figli indifendibile sulla base "che siccome è figlio mio è un santo". E farlo da cose innocenti, come un brutto voto fino a sostenere l'innocenza in fatti ben più gravi. Questa mancanza di obiettività è insopportabile e nociva, perchè crea confusione. Siccome è figlio nostro non può essere lo stesso mostro che critichiamo alla tv. Certo, certo che può esserlo.
dobbiamo avere il coraggio di dirlo..anche a lui. Le parole hanno un senso e anche le regole.
Se ci sono e stabiliamo di applicarle, lo dobbiamo fare anche nei confronti di noi stessi.Se stabiliamo che è mostro, quello di Firenze, lo sarà anche se scopriamo essere nostro figlio. 
Non possiamo usare le parole solo quando fa comodo a noi.
Invece sono d'accordo nel parlarne a scuola..magari con la presenza di qualche genitore.
Non sopporto le catalogazioni perché spostano il centro del problema sempre altrove, certo magari differenziare un Serial Killer, da colui che si ritrova a stuprare una persona perché coinvolto in uno stupro di gruppo, per cui sottoposto ad una pressione psicologica  (quella del branco per esempio) particolare, e che non reitererà mai più il fatto, è doveroso, ci mancherebbe, ma è importante che i ragazzini e le ragazzine si rendano conto che non sono mostri, che non sono cosi lontani da loro, le persone che potrebbero far loro del male, che non sono figure "strane, offuscate da misteriosi istinti animaleschi (mostri appunti)" ma persone come loro, solo con mancanze più o meno gravi, alle volte davvero impercettibili.

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Francia, vietata manifestazione contro film blasfemo. A ruba Charlie Hebdo

19 Settembre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE


La quarta di copertina del settimanale satirico francese, Charlie Hebdo, in edicola domani, con nuove caricature del profeta Maometto (Ansa) 

Il premier Jean-Marc Ayrault ha dichiarato che il presidio contro "L'innocenza di Maometto" non sarà autorizzato: "Chiunque si senta offeso dalle nuove vignette può rivolgersi ai tribunali".

Libertà religiosa e libertà di espressione sono frontiere che solo alcuni Paesi hanno valicato, ma che rappresentano, una volta superate, il baluardo della democrazia. Sebbene il rispetto sia, a mio avviso, al primo posto tra i valori imprescindibili, non posso mettere che all'ultimo posto delle cose da tollerare l'omicidio e men che meno quando questo sia fomentato da odio religioso. Probabilmente sia il film americano che le vignette francesi potevano essere evitate, ma l'Islam estremo, quello dei fondamentalisti e della Shaaria, quello che "uccidere un infedele apre le porte del paradiso", personalmente NON riesco a giustificarlo in alcun modo. In Occidente costruiamo moschee, adeguiamo orari di lavoro in funzione delle esigenze religiose di altre culture, consentiamo tradizioni fuori dalla logica occidentale come la macellazione dei bovini secondo il rito islamico, assistiamo inermi all'assasinio dei Cristiani in altre parti del mondo e tuoniamo contro due vignette ironiche...  Chiediamoci se la libertà di pensiero, di stampa, di espressione debba essere vincolata da un potere religioso! Nei paesi arabi non vi è molta democrazia. Anche il Cristianesimo ha avuto nel passato "vignette satiriche" molto pesanti ed ha reagito anche con violenza, ma non a questo livello! Dobbiamo chiederci se chi manifesta nei paesi arabi abbia realmente visto queste "vignette" o sia semplicemente manovrato. L'ingiustizia sociale nel mondo arabo è estrema, la massa cerca nella religione il suo oppio ed è facile strumento in mano ai religiosi che vogliono arrivare al potere. La convivenza tra i popoli si basa sul reciproco rispetto, ma se io vado a lavorare in un paese arabo so che mi devo adattare alle loro regole, i lavoratori arabi che vengono a vivere in occidente vogliono invece imporre le loro leggi! Purtroppo è  impossibile la convivenza fino a quando il mondo arabo non metterà una vera separazione tra il potere religioso e quello politico!. MI PIACEREBBE MOLTO SAPERE con certezza chi c'è dietro questa offensiva anti-islamica che ha tutta l'aria di voler incendiare l'Europa e il Vicino Oriente (a dir poco). Certamente si tratta di una volontà omicida, ne fanno fede gli innocenti che muoiono come mosche (è solo un modo di dire!). Non può essere solo una serie di atti idioti giocata sulla pelle di innocenti...! A CHI GIOVERA' LO SCONVOLGIMENTO MONDIALE INDOTTO? Forse non è difficile immaginarlo.  Personalmente ritengo che la storia dell'economia in perenne crescita sia evidentemente alle corde. Se correttamente studiata a mio avviso la funzione della crescita economica è una funzione che ammette un massimo poi va bene se rimane piatta. La crescita poi è massima nei periodi post bellici. Da qui penso sia chiaro il mio pensiero: c'è gente che è in grado di condizionare anche la politica internazionale ed i suoi organismi, che naviga nell'oro e vuole navigare ancora più in grande, poco importa se con la pelle di uomini , donne, vecchi e bambini travolti dai loro interessi. 

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Cristo, Marx e la meritocrazia.

27 Giugno 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #CULTURE

 
Tre idee che possono lavorare insieme. Cristo dice che chi tende troppo alla ricchezza, non entrera' nel regno dei cieli. Marx giovane dice che chi e' dotato di talento" non da tutti atto ad esser posseduto" e lo mette a disposizione anche della societa' deve essere premiato anche economicamente. Chi vuole una societa' meritocratica non dovrebbe accumulare troppo per i suoi figli, che altrimenti sarebbero troppo avvantaggiati nella corsa della vita. Dunque, un compromesso culturale non dovrebbe essere troppo difficile fra uomini di buona volonta'.Cristo, i cristiani e i cattolici. I problemi cominciano qui'. Cristo dice: ama il prossimo tuo come te stesso. I cattolici aggiungono: al punto da imporgli, per il suo bene, quello che vorresti fosse fatto a te. E' la versione cattolica della regola d'oro della reciprocita'. La versione più antica, quella confuciana, si limita invece a dire: non fare agli altri, quello che non vorresti fosse imposto a te. Sembrano la stessa cosa ma non lo sono affatto.Se i cattolici rispettassero questo principio antico e non pretendessero di imporre a tutti la loro versione, andremmo tutti di' amore e di' accordo. Per loro vale l' insegnamento del Papa, per gli altri valgono le convinzioni personali. Qui entrano in campo i " valori non negoziabili" delineati dal Papa di turno, oggi Benedetto sedicesimo. Nascita, vita, morte. Non risulta che Cristo abbia mai parlato di embrioni. Ma questo e' uno dei temi non negoziabili, inventato dai cattolici. Sono interessato a confrontarmi con loro, se loro sono interessati al confronto, ovviamente, e non certo per tentare di convincerli ma per reclamare la mia liberta' e diritto di non pensarla come loro. E' possibile?

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