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Blog di bezzifer

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Bevi Napoli e poi muori, l'inchiesta-choc degli Usa

16 Novembre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE

Bevi Napoli e poi muori, l'inchiesta-choc degli Usa

Acqua contaminata, con tracce pericolose di uranio. Gas velenosi che escono dal suolo. Il rapporto completo dei militari Usa sui rischi dei rifiuti tossici in Campania. Che concludono: “Nessuna zona è sicura, nemmeno nel centro di Napoli”


Ragazzi, svegliatevi ! In Italia ci sono 44 siti INQUINATISSIMI! Uno dei piu' INQUINATI è la LAGUNA DI VENEZIA! 

La BELLA e AVVELENATA VENEZIA! Dalla FINE dell'800 fino ad pochi anni fà ci hanno versato di tutto dallo stabilimento di PORTO MARGHERA. Ma nessun giornalista oserebbe fare un articolo NEGATIVO su Venezia. Mi fa ancora più rabbia quell'inetto del sindaco de Magistris che invece di ammettere l'evidenza. .ammettere ciò che la stragrande maggioranza sa. .ammettere il fallimento e la connivenza tra camorra e istituzioni. .che fa? Querela l'Espresso. .la cui colpa è solo quella di avere riportato i fatti. .e scoperchiaco il calderone. .perché ricordo che i cari signori avevano posto il segreto di Stato sulle dichiarazioni di schiavone. .senza far nulla per 20 anni. .in pratica dovevamo morire. .ma senza sapere.Sono sgomento, invece di rispondere ai dati sulla qualità dell'acqua con altri dati, più o meno recenti, ci impicchiamo sul campanilismo, su chi ce l'ha più lungo o più corto ...l'inquinamento. Invece di difendere una classe politica che in 50 anni ha prodotto ciò in cui viviamo perché non li malediciamo?... Strane le persone... Parlano delle sorgenti quando è chiaramente detto che esse sono sane mentre infette sono le condotte locali, vogliono difendere Napoli ma in nome di che? Se De Magistris o Caldoro hanno informazioni più recenti le tirino fuori, imparino a comunicare. Troppe bugie sono state dette sulla nostra terra... Ricordate Berlusconi ad Acerra con il dito sul pulsante a dire che era tutto a posto? Che il futuro sarebbe stato roseo? Intanto dal 1997 TUTTI i parlamentari dovevano conoscere le informazioni che Schiavone aveva fatto in Commissione sull'inquinamento delle terre. Le analisi americane si sono concluse nel 2011. Domanda: è stato fatto qualcosa da allora per impedire che nell'acqua, nell'aria e nei terreni della Campania si diffondano sostanze tossiche? Le discariche sono state bonificate? La falda acquifera messa in sicurezza? .Le 14 sorgenti che riforniscono le città campane sono di buona qualità, lo testimoniano gli esami. Ma i test hanno riscontrato che l'acqua che esce dai rubinetti non lo è. Su un punto chiave si sbaglia: lo studio riguarda nove aree nelle province di Napoli, inclusa la città, e Caserta per un'area superiore a mille chilometri quadrati.Come è scritto nel testo integrale dell'articolo, anche i test condotti dagli americani certificano che le sorgenti degli acquedotti campani sono di ottima qualità. I problemi rilevati dallo studio riguardano l'acqua che esce dai rubinetti. Se VI conforta, "l'Espresso" si sta occupando anche dell'acqua di Vercelli: da anni segnalaNo i problemi ambientali gravi di tutta Italia. Lo fanno sperando che ci siano risposte concrete per la salute dei cittadini. In Campania e a Napoli cosa è stato fatto per ridurre i rischi? Come si nota, lo studio integrale dell'Us Navy era disponibile dal molti mesi: le autorità campane e napoletane lo hanno letto? Hanno fatto qualcosa?.lo studio dell'Us Navy passa in rassegna gli esami dell'Arin. Ritiene però che i loro metodi di prelievo e di analisi non siano confrontabili con gli standard statunitensi. 

I tecnici americani si sono occupati di individuare 241 sostanze che sono - sicuramente, potenzialmente e probabilmente - legate all'insorgenza di tumori o che provochino altri rischi inaccettabili per la salute. Le loro conclusioni sono chiare. Anche per la rete idrica: Consequently, in low pressure (down gradient) situations, as may occur in Naples, any local contamination present has the potential to contaminate the public drinking water system. Il dossier dell'Us Navy non analizza il peso della criminalità, ma affronta tutte le altri questioni. Sul ciclo dei rifiuti, scrive che le autorità italiane sono incapaci di far rispettare la legge e non esiste un ciclo integrato: credo che questo sia sotto gli occhi di tutti. Sull'aria, c'è proprio un problema di metodo: se si considerano le sostanze inquinate degli Usa, Napoli non ha rischi. Ma se si considerano sei sostanze pericolose individuate a Napoli, allora i rischi vengono ritenuti 5volte superiori a quelle delle metropoli statunitensi. L'obiettivo della denuncia era proprio far sì che venissero avviati controlli sui rischi che nascono dai rifiuti tossici. E che si cominciasse a bonificare la montagna di veleni che tutta Italia ha sepolto in Campania. Noi crediamo che la salute conti più dell'immagine.

CONCLUDENDO:Io ritengo che non sia giusto censurare i mezzi di comunicazione che svolgono il loro dovere evidenziando una problematica che di fatto esiste. Ed anzi attirare l'attenzione può servire a sollecitare un intervento. Tuttavia è legittimo criticare il MODO in cui si fa informazione. E quello dell'Espresso non mi sembra un modo corretto di fare giornalismo, in quanto si fonda sul sensazionalismo, sull'allarmismo, sulle copertine urlate al fine di vendere un numero maggiore di copie. Ma questo non è corretto. Non è corretto rispolverare un vecchio studio senza mettere a confronto dati, opinioni scientifiche, pareri. Senza confrontare queste statistiche con quelle di altre metropoli eventualmente sottoposte ad uno studio così capillare. Perchè anche questo occorrerebbe capire. Nessun dato ha valore "in assoluto" e in assenza di confronti. E' la base di ogni studio scientifico.

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La chiusura degli impianti di Taranto mi pare l’ inevitabile conclusione di questa confusa vicenda.

27 Novembre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE

 


L'annuncio dell'azienda dopo gli arresti dei Riva e di altri dirigenti. Nelle carte spunta anche il nome di Vendola. I sindacati chiedono ai lavoratori di recarsi comunque negli stabilimenti. L'accusa a proprietà e management: associazione a delinquere per perpetrare l'inquinamento. Il ministro Clini lascia intendere la possibilità di un intervento del governo


Ad oggi, infatti, stante la reale situazione sul campo, lì la produzione dell’ acciaio e la salute pubblica sono oggettivamente conflinggenti: adeguare quella tipologia d’ impianti vecchi, obsoleti ed inquinanti, alle “migliori pratiche” dell’ industria odierna richiederebbe ingenti investimenti e comunque tempi lunghissimi.Questa montagna di soldi sembra proprio che la proprietà dell’ Ilva non li voglia spendere, mentre la Magistratura non vuole concedere ulteriore tempo x migliorare la situazione ambientale.Si potrebbe discutere a lungo delle evidenti responsabilità della proprietà nel non volere adeguare gli impianti, pur di lucrare fino al’ ultimo centesimo; anche il “ricatto occupazionale” è stato usato in modo spegiudicato dai Riva.
D’ altro lato, però, anche il GIP Todisco sembra aver scelto una posizione molto rigida, quasi “talebana”, nella sua ottusa condotta.Siamo insomma ad un evidente impasse, quindi cosa viene prima:1) La salute pubblica?.2) L’ occupazione?
Occorre scegliere: tutti a casa o, magari, si potrebbe “promuovere” quel GIP ad altro incarico (“promoveatur ut amoveatur”)?.

 

L'ilva non è altro che la metafora del sistema Italia. Un sistema con una classe dirigente di decerebrati totali e/o di sordidi corrotti, che per decenni, ognuno per la propria parte (politica, sindacale, imprenditoriale, burocratica, ecc...), ha pensato solo a lucrare interessi criminali sulla pelle dei cittadini ignari. E la cosa più vergognosa è che, ancora oggi, dinanzi a una magistratura, che non fa altro che il proprio dovere, c'è chi se la prende con quest'ultima, avallando la logica dell'illegalità più sfrenata, e, senza pretendere che tutti coloro che nei decenni scorsi hanno ucciso (perché di veri e propri omicidi si tratta) paghino il prezzo (anche economico) dei propri cinici e scandalosi arricchimenti, si piega all'infame ricatto occupazionale legittimando la barbarie con l'alibi della sopravvivenza. Ma vorrei chiedere a codesti...fulgidi esempi del genio italico: che senso ha dover lavorare, non per vivere (come sarebbe naturale), ma per condannare a morte sé e i propri figli?
P.S.: l'attuale ministro clini, nei decenni scorsi, non era direttore generale del ministero dell'ambiente? E come può ritenersi a posto con la propria coscienza chi per tanti anni, stra-pagato dai cittadini, si è limitato (almeno spero) a comportarsi come le tre famose scimmiette del non vedo, non sento e non parlo? . 
Un paese serio, cioè un qualunque altro paese europeo farebbe nell'ordine:
- mettere in galera i Riva e i loro amici
- confiscare tutti i beni della famiglia di cui sopra
- nazionalizzare il gruppo ILVA, salvaguardando la parte sana del management
- ricondizionare le aree con i soldi di cui al punto 2 e riprendere la produzione
In Italia succederà che
- i Riva scapperanno in Argentina e i loro amici si pareranno con avvocati di grido
- i beni resteranno alla famiglia
- ILVA sarà salvata con i soldi statali da una cordata di imprenditori coraggiosi, tra cui lo stesso Riva
- trasferiranno il PM in una vallata sperduta a gestire i furti di capre
- Monti taglierà il nastro della Nuova ILVA, che ovviamente inquinerà più della vecchia...e anche la Camusso piangerà di gioia con la Fornero.
- dopo due anni chiuderanno tutto, lo stato penserà a ripianare le perdite e nessuno penserà a ripulire .
 Ci sono in ballo migliaia e migliaia di famiglie sono molto NERVOSO per quello che sta succedendo.....
1) basta con imprenditori che sanno solo rubare (le leggi per la salvaguardia dell'ambiente sono vecchie di 10 anni) come dice un vostro conterraneo in una canzone, "il protocollo di Kyoto non è un film erotico giapponese....."
2) basta con chi non ha fatto i controlli quando si poteva intervenire (magistratura e guardia di finanza);
3) i lavoratori non dovevano permettere che tutto ciò accadesse, quello ceh stanno facendo ora dovevano farlo gia da quando è scoppiata la bomba (se non da prima);
sono d'accordo sul fatto che intervenga lo stato, ma se ciò dovesse acccadere, almeno che l'ilva torni ad essere statale .
Chi ha la mia età ed è passato da certi momenti sa che la soluzione non si trova mai.Le colpe?.
Mi si darà del qualunquista ma purtroppo sono se non di tutti in misura uguale sicuramente di tutti rimane.
Porto un banale esempio: quando fu dell'amianto siccome c'erano i soldi e i pescecani della prima repubblica, si disse tutti licenziati, con la partecipazione del sindacato. La salute avanti a tutto.
C'era la mucca da mungere e sull'amianto si continua ancora a mungere con una legge scritta da ladri e malfattori.
Adesso mancano i soldi e possono arrivare freddi tecnici che scuoteranno la testa e diranno che sono lì per rimediare. Attenti ai politici che stanno già studiando come potranno rubare sulle bonifiche.
Non escludo neppure che arrivi Grillo a nuoto. Dipendenti Ilva siete il palcoscenico più appetito adesso.
fate scendere dal palco i ladri di ieri e quelli di domani.
Di tutto cuore vi auguro di uscirne bene.
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Chiude l'Ilva di Taranto, 5mila a casa.

27 Novembre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE

 


La Guardia di finanza sta eseguendo alcune ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e quattro ai domiciliari, nei confronti di dirigenti ed ex dirigenti dello stabilimento pugliese. In corso anche perquisizioni

 Che l'Ilva di Taranto sia da sempre un'azienda che commette danni ambientali perseguibili penalmente, non è una grossa novità. Ci sarebbe da chiedersi invece, perchè si è aspettato così tanto per metterlo in risalto. La giustizia si sa, quando ci sono di mezzo i grandi capitalisti funziona poco. Ecco allora spiegato il lungo silenzio fino ad oggi per i reati di disastro ambientale causati dal' Ilva. La salute e la tutela ambientale devono prevalere sugli interessi corporativi. Lo stato dovrebbe ricollocare le persone che perdono il posto di lavoro in quest'azienda, e credo che possa farlo senza troppi problemi. Così del' llva può chiudere definitivamente quei settori che inquinano e che hanno fatto diventare Taranto la città più inquinata d'Europa.

Qualcuno lassù ha deciso che l' ILVA deve cessare di esistere. Se chiude l' Ilva di Taranto a breve chiuderebbe anche lo stabilimento di Genova. Le acciaierie di mezzo mondo ringrazieranno sentitamente la giustizia italiana. Si dirà che i giudici erano costretti a fermare, ad inquisire, a bloccare, perchè la legge lo impone. Forse, ma a me sembrano eccessivi i tempi imposti improvvisamente ad uno stabilimento che necessariamente ha invece tempi molto lunghi. Basti pensare che per spegnere un altoforno occorrono mesi e per riaccenderlo più di un anno. Anzi alcuni sostengono che un altoforno spento non può più esser rimesso in funzione. Insomma, il solito enorme pasticcio all'italiana in cui nessuno è incolpevole. Ne l'Ilva ne lo stato ne i giudici. Gli unici non colpevoli sono i dipendenti che perderanno il posto di lavoro e a cui noi tutti dovremo pagare la cassa integrazione per un notevole numero di mesi.E tragico vedere come 12000 uomini forti abituati a lavori pesanti rimangano immobili mentre un pugno di persone gli porta via il futuro. Siano chiari i seguenti fatti: 1. Produrre l'acciaio è stato ed è inquinante in tutto il mondo, solo oggi esistono le tecnologie per ridurre ma non eliminare tali inquinamenti. 2. L'Italia comprerà acciaio realizzato in Cina, in impianti altamente inquinanti. 3. Chi blocca questa produzione vagheggia di migliaia di posti di lavoro e di miliardi di investimenti, non per rendere non inquinanti gli impianti, ma per una "bonifica" praticamente impossibile, e legalmente non certificabile con le leggi esistenti. 4.Vi sono quindi professionisti e affaristi, locali e non, che grazie al fallimento Ilva diventeranno ricchi. 5. La sociologia ha leggi precise come la fisica, una di queste dice che la popolazione si rivolta solo quando é alla fame, quindi la reazione ci sarà ma tra 4 o 5 anni, ma la nazione a quel punto sarà senza risorse, industria e capitali. Felicissimi gli industriali delle fonderie extra italiane. L'ilva,finalmente, è morta. Deindustrializzazione in grande spolvero.
L'acciaio in Italia è finito fatevene una ragione, oppure pensate che l'Ilva possa competere con gruppi come Arcelor Mittal o Thyssen Krupp? Come ho già detto in confronto a questi ultimi è come la ferramenta sotto casa. Non si tratta di deindustrializzazione, si tratta solo di capire ciò che ormai non è più competitivo, per colpa di una politica che vale veramente poche, pochissime monete.
Taranto non ha bisogno dell'Ilva per mantenere i posti di lavoro: se l'Ilva rimanesse potremmo continuare ad avere posti di lavoro per i prossimi 10 massimo 20 anni (a seconda del futuro sul mercato dell'acciaio); se l'Ilva chiudesse il lavoro per bonificare le aree devastate dall'industria potrebbero durare non meno di 60-70 anni (è più probabile per 80 anni). Quest'ultma ipotesi garantirebbe sicuramente agli attuali operai dell'Ilva di arrivare alla pensione continuando a lavorare, sempre nella stessa area, bonificando la propria città. I costi dell'operazione dovranno essere reperiti tra sequestri dell'area, dei beni (finanziari e immobiliari) dell'attuale proprietà e dello Stato (ex proprietario dell'Italsider). Il futuro dell'area: la più grande centrale eolica e solare d'Europa molto meglio del più grande sta bilimento siderurgico (inquinante) d'Europa. 

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I vari governanti che si succedono prediligono SCEGLIERE le cose che " dice l'Europa" a loro uso e consumo...lo ha detto l'Europa !!!!!!

9 Ottobre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE

 

"Peggior risultato di sempre" tra novembre 2011 e maggio 2012 per il Paese che finisce in fondo alla classifica stilata dalla Commissione nel rapporto sul mercato interno. Record negativo anche sul fronte delle infrazioni con 69 procedure aperte, contro le 68 della Grecia e le 64 del Belgio



Se non erro, l'unica volta che hanno detto "e' l'Europa che ce lo chiede" era un FALSO...!
Come dire...se non sono dei criminali questi...Nel mentre, si recepiscono AL VOLO le cose che tornano comode ai nostri politici ma non si recepisce NIENTE che torni loro CONTRO.
E cosi', primato al negativo che sicuramente  NON E' COLPA LORO...ma nostra..perche' siamo italiani.
L'Europa ci ha chiesto molte cose e ora ci ammazzera' di penali e multe che OVVIAMENTE non pagheranno i nostri criminali certificati DOC ma noi...e in fin dei conti, visto che non solo li abbiamo messi li noi ma abbiamo pure INSISITO NEGLI ANNI A RIMETTERCELI, ce lo meritiamo.Non tutti eh...quelli che ostinatamente votavano CONTRO sto marciume sono gli unici a subire...colpevoli per NON aver commesso il fatto.Che paese di..M.
Le direttive per trasformarle in legge prima le leggono, poi studiano come aggirarle e se chiaramente non possono aggirarle le posticipano ...cosa hanno fatto con le emissioni delle acciaierie ? ILVA docet !.
Certo se Monti lo bocciano anche a Bruxelles che cosa resta ? Nella sua carriera ha sempre fatto poco. Ora al Governo segue due o tre cose poi è sempre a giro e il resto dell'attività non lo fa nè lui nè i suoi ministri che sono dedicati alla Comunicazione e alle TV. L'Italia crolla ? il Governo si occupa di altro , 150 vertenze ? e chi se ne frega, noi ne seguiamo 5/6 e il resto si arrangiano. Hanno ridotto i tempi della politica, come i Partiti ora si fa prima, si evita e il tempo risolverà qualcosa. D'altra parte è un Governo di anziani, non abituato a lavorare moltissimo come si fa a pretendere che lo faccino in tarda età ?.Sapete quanto paghiamo di multe all'Europa ogni anno?? Cifre spaventose che darebbero un aiuto concreto al pareggio del bilancio...anche se è un controsenso, perchè per attuare certe "riforme" servono investimenti, ma siamo nel periodo dei tagli e non si può investire...ma se non investiamo non possiamo migliorare...è un cane che si morde la coda...
Se avessimo "speso" in modo corretto e non lasciato la possibilità alla casta di mangiare per anni sui nostri soldi adesso non saremmo a questo punto..."chi più spende, meno spende" è un detto veritiero: chi più spende facendo investimenti specialmente su ricerca e istruzione (e questo vale in quasi tutti i settori) risparimerà perchè sarà sempre aggiornato, avrà sempre i vantaggi delle nuove tecnologie. Questo discorso vale anche per la manutenzione...Questo non vuol dire che i pc debbano essere cambiati ogni mese, ma diciamo che se si spendesse regolarmente per tener aggiornato e mantenuto in perfetto stato le cose si spenderebbe di meno con grandi vantaggi intermini di prestazioni, servizio e qualità offerti.
E la UE ancora non sa cosa c'è nel decreto sviluppo bis dove per dare licenza di inquinare all'ilva, daranno questa licenza a tutte le aziende. A esempio, le aziende che inquinano le falde acquifere devono bonificare per quanto è "economicamente" compatibile per le stesse aziende.
PICCO CENNO DI COSA SUCCEDE A BRESCIA.
Anche gli abitanti sono più «avvelenati». Ma per Taranto il governo ha stanziato 340 milioni, Brescia attende da anni 6 milioni, cifra assolutamente insufficiente Ci sono mille Ilva di Taranto nel cuore di Brescia. È la conclusione choc dello studio comparato redatto dallo storico ambientalista Marino Ruzzenenti, che ha confrontato i dati Arpa sulle concentrazioni di diossine e pcb presenti nell'area della più grande acciaieria d'Italia a quelle rintracciate all'interno dell'azienda Caffaro di Brescia, che tra il 1929 e il 1984 ha prodotto 150mila tonnellate di policlorobifenili. RISULTATI INQUIETANTI - I risultati sono a dir poco inquietanti. L'eredità del passato industriale della Leonessa è per certi versi più pesante dell ILVA.
MA NON SI FA NIENTE PER l'enorme carico inquinante nella terra, nelle acque irrigue e nell'aria a Brescia , mentre i giornali locali parlano di tutt'altro, servili al potentato del momento. Brescia è una delle città più inquinate di italia e d'europa, ma si preferisce parlare del nuovo parcheggio da fare sotto il castello, parcheggio che si dovrebbe ammortizzare in 25 anni . A proposito, sindaco Paroli, ci metterebbe sul sito del comune i calcoli di analitica finanziaria di bresciamobilità secondo i quali si arriva a questo mirabolante risultato ? A molti bresciani interesserebbe.
 L'eterno ritornello de "è l'Europa che ce lo chiede" vale solo quando si tratta di tartassare i cittadini, per il resto, giustizia, evasione, recepimento delle leggi sulla tortura, stop alle agevolazioni alla chiesa fan finta di niente.No, l'Unione Europea in realtà sono 20 anni che chiede la riforma del welfare italiano con l'introduzione del REDDITO MINIMO, dell' INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE UNIVERSALE PER TUTTI e di misure di politica sociale sul modello di quelle del resto d'Europa. Il problema è che i governi italiani se ne fregano di queste sollecitazioni.Non sono gli italiani popolo ha essere colpevole, ma è la sua stramaledetta classe politica di incapaci, ciarlatani, che non gli può frega de meno, delle figure barbine con seguito di multe salate, a loro i politicanti cialtroni cala poco perché a pagare sono i cittadini .Non dite che rappresentano gli italiani questa gente infame in Parlamento, a loro va solo di fare la bella vita vivendo sulle spalle di tutti noi e quindi? Sta a noi farci rispettare e prenderli tutti a pedate nel sedere quando andremo a votare, non ci sono dubbi questo è l'unico modo per cacciarli .Senza coraggio non si va da nessuna parte ! Votati o non votati sono marci in ogni caso perchè è la mancanza di valori che manca, senza ONESTA E COMPETENZA , non si va da nessuna parte, la politica ha bisogno di essere al servizio dei cittadini non al contrario come oggi.A scuola non ero una cima,ogni volta che venivo ripreso mi vergognavo.Per dignità ho smesso di scaldare il banco e sono andato a lavorare con discreti risultati. Perchè questi incompetenti boriosi presuntosi ecc ecc. non seguono l'esempio di questo ex scolaretto?.
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Caffaro ,diossine mille volte più alte dell'Ilva

8 Ottobre 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE

 



 bisogna sempre leggere altri giornali nazionali per sapere e ricordare l'enorme carico inquinante nella terra, nelle acque irrigue e nell'aria a Brescia , mentre i giornali locali parlano di tutt'altro, servili al potentato del momento. Brescia è una delle città più inquinate di italia e d'europa, ma si preferisce parlare del nuovo parcheggio da fare sotto il castello, parcheggio che si dovrebbe ammortizzare in 25 anni . A proposito, sindaco paroli, ci metterebbe sul sito del comune i calcoli di analitica finanziaria di bresciamobilità secondo i quali si arriva a questo mirbolante risultato ? A molti bresciani interesserebbe. 


Anche gli abitanti sono più «avvelenati». Ma per Taranto il governo ha stanziato 340 milioni, Brescia attende da anni 6 milioni, cifra assolutamente insufficiente


Ci sono mille Ilva di Taranto nel cuore di Brescia. È la conclusione choc dello studio comparato redatto dallo storico ambientalista Marino Ruzzenenti, che ha confrontato i dati Arpa sulle concentrazioni di diossine e pcb presenti nell'area della più grande acciaieria d'Italia a quelle rintracciate all'interno dell'azienda Caffaro di Brescia, che tra il 1929 e il 1984 ha prodotto 150mila tonnellate di policlorobifenili.
ISULTATI INQUIETANTI - I risultati sono a dir poco inquietanti. L'eredità del passato industriale della Leonessa è per certi versi più pesante del presente produttivo di Taranto. Se il picco massimo di diossine all'interno dell'Ilva arriva a 351 nanogrammi per ogni chilo di terra, sotto la Caffaro le diossine arrivano a 325 mila nanogrammi. La musica cambia solo qualche nota se si prende in considerazione il territorio circostante le due aziende. A Taranto (quartiere di Statte) le diossine arrivano a poco più di 10 nanogrammi; nell'area inquinata del sito Caffaro (200 ettari a sud ovest di via Milano) le concentrazioni di diossine sono trecento volte superiori. Gli inquinanti sono finiti nel sangue e nel latte materno degli abitanti. Anche qui il raffronto è impietoso, visto che i cittadini che vivono dentro il sito Caffaro - secondo uno studio Asl del 2008 - hanno in corpo concentrazioni di diossine quasi dieci volte superiori a quelli che vivono nei pressi dell'Ilva. E a Brescia come a Taranto, ci sono divieti.
VIETATO GIOCARE NEI PARCHI - Se i media nazionali hanno focalizzato l'attenzione sui bimbi del quartiere Tamburi di Taranto, che non possono giocare nei parchi inquinati da pcb, a Brescia è da 10 anni che 25 mila persone non possono coltivare orti o portare i bimbi al parco. Ma purtroppo non c'è solo la Caffaro. Nel dicembre 2007 otto stalle (che si trovavano fuori dal sito Caffaro) sono state chiuse perchè nel latte munto dalle mucche le diossine erano troppo alte. «Le altre fonti di diossine e pcb sono l'inceneritore e le acciaierie» spiega Ruzzenenti. Le loro emissioni sono molto inferiori rispetto all'inquinamento dell'Ilva (e negli ultimi 2 anni sono stati fatti passi da gigante per l'abbattimento degli inquinanti). Ma a Brescia non c'è vento e quindi gli inquinanti restano molto di più nell'aria. Le diossine trovate nell'aria di Brescia nell'agosto 2007 dall'Istituto Superiore della Sanità (quindi con le acciaierie chiuse ma con l'inceneritore in funzione) erano doppie rispetto a quelle trovate a Taranto. Quelle trovate da Arpa sul terreno di San Polo nell'ultimo anno sono di poco inferiori a quelle rilevate nel quartiere Tamburi nella città ionica. E sono simili le quantità del cancerogeno benzo(a)pirene. E Brescia batte Taranto anche per le pm10: ben 104 a Brescia (Broletto) contro i 41 del quartiere Archimede di Taranto.
FONDI INSUFFICIENTI - Eppure per Taranto il governo ha stanziato 340 milioni per la bonifica, mentre Brescia attende da anni 6,7 milioni promessi ma mai arrivati. Soldi del tutto insufficienti alla bonifica. «Non si può continuare a convivere con questa emergenza - commenta Ruzzenenti, che ha anche fatto un esposto alla Procura - e le istituzioni devono assolutamente fare un pressing su governo e sull'Unione Europea per chiedere fondi».
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Ilva Protesta a Taranto: blocchi e presidi

27 Luglio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE


 


L'intera area a caldo dell'Ilva di Taranto è stata messa sotto sequestro preventivo. Otto persone, tra dirigenti ed ex dirigenti del Gruppo Riva e dello stabilimento tarantino, agli arresti domiciliari. Sono le misure disposte dal gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento ambientale prodotto dall'azienda siderurgica più grande d'Europa. Immediata la protesta dei circa 12mila lavoratori metalmeccanici, che hanno invaso a migliaia la città. I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero ad oltranza. Misura confermata questa mattina dai lavoratori in assemblea nello stabilimento Ilva.  


Non credo che inquini solo da oggi ...Ci sono leggi precise , controlli , insomma personaggi pagati per verificare e fare analisi , se appena risultava si pretendeva la messa a norma oggi non eravamo con l'area a caldo sotto sequestro . La lentezza e la rapidità 
del fermo fanno pensare che prima qualcuno non faceva il suo lavoro niente controlli o falsati ?peccato solo che sia avvenuto in un momento di crisi internazionale.
Insomma un modo come dire di investire altrove. "Chi gestiva e gestisce l'Ilva ha continuato nell attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza". Così scrive nel provvedimento di 300 pagine il GIP di Taranto. L'Ilva è un mostro che occupa una superficie equivalente a 1.600 campi di calcio, ed ha sempre fatto la politica del ricatto occupazionale. Il Gruppo Riva ha un fatturato di 10 miliardi di euro l'anno ma, malgrado ciò, per risanare l'ambiente, ieri si è impegnata a sborsare ... 7milioni e mezzo, da aggiungere ai 300 milioni messi dallo Stato. A prescindere che, per bonificare Marghera furono spesi 5 miliardi di euro, perchè per Taranto solo quella cifra? E dove sta il principo che " chi inquina deve bonificare ? " La soluzione è dunque questa: si obblighi il Gruppo Riva a mettere sul banco qualche miliardo dei suoi guadagni e si provveda a bonificare fabbrica e territorio. Pensate che, al rione Tamburi, una ordinanza del Sindaco vieta ai bambini di giocare sull'erba, perchè èinquinata!!! Ed è tutto dire!. Sentendo qua e là i commenti delle varie parti sociali interessate, viene fuori, ancora una volta, la tipica logica all'italiana.Avere un altoforno praticamente in centro città, è una cosa che non ha uguali al mondo perciò, mettere in assoluta sicurezza ambientale uno stabilimento del genere rasenta quasi la follia.Logica era che la gestione della nocività dello stabilimento, doveva rimanere assoluto e totale retaggio del datore di lavoro e delle OO.SS, a prescindere dalle leggi vigenti.Questo è anche il motivo della rivolta di tutte le parti sociali contro i giudici: i giudici non dovevano osare intervenire, si riteneva non fossero affari loro!Lo dimostra il fatto che adesso i sindacati, lungi dall'entrare nel merito della validità o meno della sentenza, manifestano solidarietà alla proprietà e richiedono l'intervento politico centrale, cioè dire la solita pantomima all'italiana!La cosa però non è affatto semplice da gestire, perché teoricamente la magistratura è indipendente dal potere politico, perciò difficilmente il Governo potrà prendere iniziative che non siano quelle di contributi Inps e/o indennità varie.
Questo mi fa venire in mente la tragedia avvenuta alla ThyssenKrupp di Torino: fino a che non c'è stata quella strage, tutto avveniva nel silenzio più totale tra le parti, compreso il fatto che nei pressi dell'alto forno gli estintori fossero vuoti!.Allora va detto con chiarezza che la sicurezza sul posto di lavoro non la si può far gestire da accordi sindacali

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Nucleare, cento scienziati dicono "Monti ci ripensi"

2 Aprile 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE


 


Lettera spedita a Mario Monti: "Serve una strategia energetica a lungo termine, che comprenda anche le centrali". Secondo gli esperti le valutazioni devono essere imparziali e senza connotazioni emotive: "Fukushima non ha provocato vittime" 


Monti non deve ripensare proprio a niente. Il popolo Italiano si e' gia' espresso 2 volte ed in modo molto chiaro. Il nucleare NO. Come ve lo dobbiamo dire ?????.
"Fukushima non ha fatto vittime" ma è fuori di melone? Un oncologo sa benissimo che i "benefici effetti" delle radiazioni insorgono anche dopo anni;  Chernobyl, a distanza di decenni, sta ancora emettendo radiazioni  (è l'asino lo sa) da dopo l'esplosione, sono aumentati di gran carriera i melanomi tiroidei o le disfunzioni della stessa (ed io sono tra questi...) Ma chi lo paga per dire anzi CONTINUARE A DIRE che il nucleare "fa bene..." Quanti milioni hai preso dai falliti costruttori di centrali tu ed altri 99 asini' Il popolo sovrano si è espresso per ben 2 VOLTE PER IL NO! L'Enel si dia una mossa sulle fonti alternative; L'ultimo piano sull'energia, risale al 1981...ed intanto percepisce soldi per "le innovazioni" ed aumenta il costo del 10%.della bolletta.  Veronesi..tu ed i tuoi amici, ....ritornate in corsia che il gerontologo vi aspetta!.E' proprio triste assistere al degrado senile di chicchessia, anche di Veronesi.Quand'anche la decisione già presa due volte a distanza di vent'anni circa a maggioranza SCHIACCIANTE...e con la pausa di meditazione di un ventennio abbondante...non è che si può dire che ci sono dei dubbi...Quand'anche comunque si decidesse si gettare nell'immondizia qual barlume di democrazia rimasta in italia, passare alla dittatura semi conclamata e imporre ad una popolazione ASSOLUTAMENTE E CATEGORICAMENTE CONTRARIA delle centrali nucleari......come diamine intenderebbero costruirle?La resistenza della VAL di SUSA a confronto sembrerebbe un tranquillo pic-nic parocchiale.La gente terrorizzata dalla prospettiva di dover essere messa davanti alla possibilità di PERDERE TUTTO E DOVER SCAPPARE DI CASA IN MEZZORA CON QUELLO CHE HA ADDOSSO, SENZA POTERCI TORNARE MAI PIU'...perdere la casa,il lavoro,gli amici,le proprie consuetudini,la vita di quartiere,i vicini,gli animali domestici e da cortile e tutti i propri averi materiali......inizierebbe una guerriglia di stampo militare, con tanto di azioni da guerriglia, esplosivi ed armi da fuoco.La corda è tanto tesa che una cosa del genere innescherebbe una vera guerra civile precipitando il paese nel caos.Se vi pare il caso, per risparmiare qualche pidocchioso euro in bolletta, fate pure."

A volte è meglio rimanere in silenzio e sembrare stupidi, piuttosto che aprire la bocca e togliere ogni dubbio"...ecco, questi pseudo-scienziati hanno tolto ogni dubbio circa la loro stupidità...ma dove l'hanno presa la laurea, al Cotolengo? La triste realtà e che i veri scienziati e cervelli italiani sono tutti emigrati e nel nostro paese sono rimasti solo dei c...o...glio...ni, basta sentire le loro dichiarazioni per eliminare ogni dubbio!
"Il boom nella produzione di energia rinnovabile, arrivata ormai a coprire oltre un quarto del fabbisogno nazionale di elettricità, unito ai consumi da molti anni ormai stabili o in calo, rende sempre più marginale la necessità di produrre energia dalle centrali tradizionali, costringendole a lavorare a scartamento ridotto, con pesanti ripercussioni sulla loro redditività." Dichiarazione di  Andrea Colombo, Presidente  ENEL.
Significa che la potenza elettrica installata in Italia è eccessiva oggi ed anche per il futuro (Vedere i dati di TERNA, proprietario della Rete di Trasmissione Nazionale de energia elettrica).
Se le centrali tradizionali sono sotto utilizzate, ne consegue che nuove centrali nucleari sono superflue, quindi un lusso che oggi il Paese non può permettersi.
Saranno costruito forse nel prossimo millennio, se  ce ne sarà la necessità.
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Solare, arriva il super pannello

29 Marzo 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE


 

“Una superficie fotovoltaica di un metro quadro, sottilissima. Che, da sola, basta per tutti i consumi elettrici di una famiglia. Non è un’utopia ma un progetto a cui si sta lavorando in tempi stretti. Ecco come funzionerà(02 maggio 2011)Sole, acqua, silicio e un paio di metalli (nickel e cobalto). Per Daniel Nocera, chimico del Massachusetts Institute of Technology (Mit), la soluzione al problema energetico mondiale sta tutta qui. In una manciata di ingredienti che, combinati nel modo giusto, copiano quello che le foglie delle piante fanno da centinaia di milioni di anni: trasformare l’energia solare in combustibile. Nocera ha presentato il suo modello di “foglia artificiale” poche settimane fa al congresso annuale dell’American Chemical Society: un dispositivo delle dimensioni di una carta da gioco che, sfruttando l’energia solare, divide l’acqua in ossigeno e idrogeno. Secondo Nocera, un metro quadrato di un pannello solare di questo tipo basta per rifornire una casa in un Paese in via di sviluppo di elettricità sufficiente ai consumi di un giorno e una notte. E lui ci crede al punto che ha già fondato una company, la Sun Catalytix, per sviluppare e vendere le sue foglie.Copiare la foglia, dunque, o meglio la fotosintesi, il processo biochimico che permette alla pianta di ottenere il suo combustibile, il glucosio, soltanto con acqua, anidride carbonica e luce solare. Non è una prospettiva da poco. Lo scrittore Ian McEwan l’ha messa al centro del suo ultimo bestseller, “Solar”, che si dipana proprio attorno allo squallido furto di un progetto di fotosintesi artificiale. Il lavoro di Nocera, però, ci dice che siamo già ben oltre la letteratura e la fantascienza. Gli investimenti nel settore, sempre più consistenti, confermano.Anche in Italia. Il Politecnico di Torino ha inaugurato nella sua sede di Alessandria il Biosolar Lab, laboratorio dedicato alla ricerca sulla foglia artificiale, con la direzione scientifica di uno dei pionieri del settore, il biochimico James Barber dell’Imperial College di Londra. Sul versante privato, l’Eni ha appena stanziato 106,5 milioni di euro nella ricerca sul solare, fotosintesi artificiale compresa, promuovendo anche una collaborazione con il Mit di Boston. Petra Scudo, fisica del Centro ricerche sulle energie non convenzionali dell’Istituto Eni Donegani di Novara, riassume così la questione: “In natura, la fotosintesi si divide grosso modo in tre fasi. Primo: la foglia assorbe energia solare e la trasferisce a uno speciale complesso di molecole. Secondo: questo complesso rompe l’acqua in ossigeno e idrogeno. Terzo: l’idrogeno si combina con anidride carbonica formando glucosio. Stiamo tentando di riprodurre con sistemi artificiali in particolare le prime due”.La prima fase, quella per cui la foglia assorbe energia solare e la trasferisce a uno speciale complesso di molecole, è la più nota: le celle solari fotovoltaiche classiche non sono altro che dispositivi per assorbire la luce del Sole e convertirla in energia elettrica. Tipicamente sono fatte di silicio, materiale abbastanza efficiente ma costoso. Ora si tratta di sviluppare nuovi materiali, altrettanto (o più) efficienti, ma soprattutto più economici. “A Novara abbiamo un progetto su celle organiche, in cui il silicio è sostituito da materiali plastici colorati, molto meno costosi”, racconta la ricercatrice: “Queste celle hanno due grossi punti a favore: assorbono molto bene l’energia solare e sono facili da lavorare: pensiamo che in futuro si potranno letteralmente stampare a fogli, come oggi si stampa un giornale”.Per ottimizzare ancora di più i processi di fotosintesi artificiale, Eni e Mit hanno avviato un progetto di ricerca che chiama in causa la fisica quantistica, quella fisica ostica e controintuitiva che descrive il comportamento di atomi e particelle subatomiche. Alcuni anni fa, infatti, si è scoperto che l’assorbimento e il trasferimento di energia solare nelle foglie non avvengono secondo le leggi della fisica classica, ma appunto secondo fenomeni quantistici. La faccenda è complicata, ma ci basti sapere, spiegano i ricercatori, che i processi quantistici aumentano l’efficienza del sistema. E quindi, capire
meglio come funziona la natura può permettere di sviluppare dispositivi artificiali più efficienti.”
Ci avviciniamo alla rivoluzione dell’energia solare?

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I nemici della democrazia energetica

29 Marzo 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE


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Il rapporto di Legambiente sui Comuni rinnovabili presentato oggi nella sede del Gse, di cui l’articolo di Valerio Gualerzi dà ampio conto, ci aiuta a capire qual è la posta in gioco e perché le resistenze alla crescita delle rinnovabili si stanno rafforzando. Partiamo da alcuni dati.
Primo: le rinnovabili soddisfano ormai il 26,6% dei consumi elettrici complessivi italiani e il 14% dei consumi energetici finali.
Secondo: si riduce la produzione dagli impianti più inquinanti (tra il 2007 e il 2011 sono 45 TWh in meno).
Terzo: diminuiscono le importazioni dall’estero di fonti fossili, in particolare di petrolio e gas (paghiamo 35 miliardi di euro solo per il greggio).
Quarto: si riducono le emissioni di CO2, con vantaggi per il clima, ma anche economici (590 milioni in meno di debiti per le emissioni serra).
Sesto: si abbassa il costo dell’energia elettrica perché la produzione di fotovoltaico compensa le richieste del picco diurno.
Settimo: crescono gli occupati: si sono creati oltre 100 mila nuovi posti di lavoro e nel 2020 si potrebbe arrivare, secondo uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri, a 250 mila occupati nelle energie pulite e a 600 mila nel comparto dell’efficienza e riqualificazione in edilizia.
Tutto ciò naturalmente non è gratis. Paghiamo circa 6 miliardi in bolletta per le rinnovabili e il costo tende a salire. Ma, visto che i vantaggi ci sono anche dal punto di vista delle entrate fiscali e del Pil, sarebbe meglio, invece di usare la scure come sembra orientato a fare il governo, pilotare la decrescita degli incentivi in modo da tutelare l’industria nazionale e spostare eventualmente il peso del sostegno economico dalla bolletta a una sorta di carbon tax.
O il problema è proprio il successo delle rinnovabili? Forse a qualcuno dà fastidio una vera liberalizzazione del settore con centinaia di migliaia di famiglie e artigiani che già producono in proprio l’energia?

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