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Blog di bezzifer

Pienone a Montecitorio

Ecco là, prendili per soldi e capiscono, non c’è altro sistema per certi individui. Comunque, queste riforme sono buffetti per me (3.000? io li lascerei a 1.000), io darei schiaffoni di quelli sonori e pesanti, da gonfiare la faccia. Non si può più aspettare la befana e ora di agire e sul serio, se vogliamo cambiare questo paese e questa politica vergognosa e cialtrona.Troppo poco. Se il nuovo (?) governo pensa di bilanciare con questi piccoli accorgimenti a danno della casta la manovra che affama ulteriormente i cittadini con l’aumento indiscriminato dell’IVA, tra l’altro già effettuato da papi bunga bunga, e la stretta senza scrupoli sui pensionati, nel mentre la corruzione in parlamento e nei governi locali continua ad impazzare, sta facendo un grande errore. Gli italiani hanno aperto gli occhi e la rabbia montante potrà produrre effetti che la miopia di questa politica classista non riesce ancora a vedere.Si tratta solo di piccolissimi passi a favore dell’equità di trattamento dei politici, andando a fondo tra gli sprechi della casta c’è un ampio margine dove recuperare molto denaro , ricordiamoci che questi sono sprechi che incidono annualmente sul bilancio statale, e quindi equivalgono a tante manovre che puntano talvolta su misure “una tantum” .Io direi che se vogliamo rimanere in Europa dobbiamo prenderci cose positive e negative, quindi se un politico francese o tedesco o spagnolo costa un X allo stato con indennita uguali(in proprorzione al numero di cittadini che rappresenta) questo deve essere equo in tutta europa.Vediamo quanto recuperiamo con un provvedimento simile.Seppur la riduzione a 3000 euro in caso di 80% di assenze e’ un passo nella giusta direzione, trovo ancora sconcertante pensare che si possa percepire cosi’ tanto presentandosi solo il 20% del tempo (quanti impiegati percepiscono la meta’ o meno pur lavorando full time, i.e. 8 ore al giorno per 5-6 giorni alla settimana, per 4 settimane al mese???). Se si considerano in media 30 giorni mensili (incluso sabati e domeniche) questa percentuale del 20% corrisponde ad un max di 6 giornate… Io per lavoro sono spesso in viaggio e percepisco una diaria dalla mia azienda, il rimborso totale viene calcolato moltiplicando la diaria (rimborso spese giornaliere) per il numero di giorni di missione… facciamo due conti allora: 3500 euro per 30 giorni, significa una diaria di circa 117 euro… 6 giorni (i.e. 80% di assenze) dovrebbero comportare un rimborso totale di 700 euro. La differenza tra la diaria di 3000 euro e quella + equa di 700 e’ di ben 2300 euro mensili per parlamentare, non male… sarebbe auspicabile che il governo s’impegnasse a recuparare questi soldi facendo letteralmente i conti con la calcolatrice cosi’ come vien fatto per il resto degli italiani … Tra l’altro, cosi’ com’e’ sembra + conveniente per un professionista presentarsi in parlamento solo il 20% delle volte ed utilizzare il restante 80% del tempo lavorando nei propri studi ed uffici. Una riduzione minima come questa non solo non e’ equa ma alla lunga neppure aiuta a minimizzare il problema dell’assenteismo! Ultimo punto, sembra ci sia questa visione del parlamentare come di quello che puo’ arrichirsi facendo ben poco… il parlamentare dovrebbe essere invece una figura di alto profilo che si occupa della repubblica (nel senso latino della parola, ovvero della cosa pubblica)… mi chiedo allora in quanti farebbero effettivamente la scelta di entrare in politica se molti di questi privilegi venissero definitivamente eliminati… sono convinto che tanti scalda-sedie resterebbero a casa…Saranno pure segnali importanti sul piano dell’immaginario, ma assai poco rilevanti sul piano pratico. Il parlamentare assente nell’80% delle convocazioni in commissione vede ridursi gli emolumenti in misura non proporzionale alle assenze (da € 3500 a € 700), ma solo di poco più del 15% (da € 3500 a € 3000). Difficile pensare che quella riduzione possa davvero impensierire i parlamentari, nell’occasione presenti in massa più per ragioni elettorali che per senso di responsabilità. E basterebbe vedere l’aula della Camera deserta in occasione dell’odierno question time per dimostrarlo. Restano in piedi i veri problemi: il numero abnorme dei parlamentari, la loro remunerazione molto al di sopra della media europea, il malinteso spirito di servizio alla comunità ridotto ad intangibile trampolino per carriera ed affari. Non si pretende che siano martiri ed eroi, ma che siano pochi cittadini scelti fra i migliori della comunità, quale che risulti il loro orientamento politico, credo che sia lecito sperarlo.

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