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Blog di bezzifer

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Giuliano Ibrahim Delnevo:Come proteggere questi ragazzi e far loro capire che non devono uccidere o farsi uccidere per guadagnarsi la felicita'? E' quello che ciascuno di noi dovrebbe chiedersi.

18 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

Nel passato, io ho visto dei miei conoscenti -- bravi ragazzi, molto idealisti -- sacrificarsi e morire per le Brigate Rosse. 
Dove sono Renato Curcio o Franco Piperno ora? Gli altri sono sottoterra, a marcire. Il "lavaggio del cervello" e la "radicalizzazione" esistono e vengono fatti, sia che ci crediamo o meno. Come proteggere questi ragazzi e far loro capire che non devono uccidere o farsi uccidere per guadagnarsi la felicita'? E' quello che ciascuno di noi dovrebbe chiedersi.

Non sono uno psicologo e non mi addentro nella mente di un ragazzo di 24 anni che ha fatto una scelta di vita ed è morto per questa scelta. Non voglio e non posso giudicarlo perché non lo conosco, non conosco i suoi pensieri e quale è stata la scintilla che lo ha portato alla decisione di abbracciare una vita molto diversa da quella che avrebbe potuto avere.
Ma rispetto questa sua decisione e spero che alcuni commenti che ho letto siano solo frutto di protagonismo e non di cinica indifferenza.Non credo sia etico fare ironie sulla morte di questo ragazzo. Potrebbe essere più giusto chiedersi cosa l'abbia spinto verso questa scelta estrema. Non dovremmo dimenticare che tanti, tantissimi giovani negli anni di piombo della nostra Italia erano pronti "alla guerra", uccisero o furono uccisi. Evidentemente cambia solo la tipologia ideologica. Ieri come oggi mi chiedo perché un giovane decida di uccidere e accetti di morire per delle ideologie dove la morte é l'unica attrazione.Ora Davanti a un fatto di questa gravità, almeno i pm della Procura di Genova dovrebbero astenersi dal rilasciare dichiarazioni che dovrebbero essere "rassicuranti" per l'opinione pubblica, mentre lasciano solo capire che: 1) In realtà gli inquirenti non stavano facendo nulla, se non "attenzionare" e "seguire con attenzione"; 2) Anche se avessero fatto qualcosa , le loro dichiarazioni fanno pensare che comunque non hanno capito un accidente di quello che sta succedendo, e il loro lavoro non ha portato a nessun risultato.Per ciò Serve distinguere l'umana pieta', che deve essere sempre presente, da valutazioni politiche, che si' non possono essere che di condanna.Bisogna anche capire perche' ci sono tanti giovani occidentali, che non hanno nessun attaccamento familiare con l'Islam, che invece di battersi per tante cause sacrosante e giuste, invece di aiutare l'ambiente che stiamo distruggendo o i poveri del mondo che stiamo affamando, imbraccia un fucile per uccidere in nome di una interpretazione di una religione che a ogni essere razionale sembra ancora piu' assurda delle altre.Non mi fraintendete, ma capirei molto di piu' se fosse diventato terrorista rosso o nero, almeno in quel caso si vedrebbe uno scopo, una idea.E' irresponsabile --per la sicurezza degli Italiani -- che un'autorita' Italiana rassicuri la popolazione che non e' in atto un reclutamento locale di giovani da usare per vari scopi, cosi' da avanzare la causa islamica anche in Italia.Una prova?

http://www.gazzettino.it/nordest/pordenone/blitz_antiterrorismo_giovane_perquisito_sarebbe_affiliato_alla_sharia4_video/notizie/291250.shtml
L'Italia, con o senza Papa Francesco, e' terra di conquista....questa e' la realta'...c'e' sempre un Giuliano/a pronto a morire per la sicurezza della felicita' eterna...(con o senza vergini morte).
A livello amministrativo, non dobbiamo inoltre dimenticare che a Padova, ca un anno fa e grazie a Zanonato (e forse con il placet del cugino Vescovo), ci fu la prima scuola d'Imam d'Italia -- tutto finanziato da una Fondazione che aveva scritto sul suo sito di rete, come scopo principale, "la panislamizzazione della ricerca" e della societa'.
Mia previsione: tra ca 10 anni, l'Italia sara' come l'Egitto. Sono davvero addolorato per questo ragazzo e per la sua famiglia. Tuttavia devo notare, con parecchio disappunto, che anche in questa rivoluzione, come in diverse altre della cosiddetta primavera araba, l'ideale di liberta' viaggia sempre a pari passo con la religione. Sono proprio incapaci di immaginarsi un paese libero e civile ma laico. In queso senso tutte le rivoluzioni islamiche hanno l'unico e irreversibile destino di tradursi in retrocessioni anziche' in avanzamenti.

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L'impossibilità di Silvio a fare bella figura nel mondo

18 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

COME DAL SOLITO COPIONE Il Cavaliere si difende dopo avere sollecitato l'esecutivo ad andare a Bruxelles per comunicare che l'Italia non avrebbe rispettato il limite del 3% all’anno del rapporto deficit/Pil. Il portavoce di Olli Rehn: "Fiducia nell'Italia. Le regole del patto di stabilità sono chiare"

C'è tutto, nell'istantanea della giornata. Con i grandi della terra che, in maniche di camicia (bianca), in un sobrio studio irlandese discutono - con un linguaggio comune - di grandi questioni del mondo. E Silvio Berlusconi che da Pontida - luogo simbolo di una rumorosa periferia della pre-politica, quella dei riti primitivi del dio Po, dei raduni del turpiloquio leghista - trova il modo di esistere nel modo che sente proprio, creando un ennesimo caso internazionale.

Quando dicevamo che l'ometto è impresentabile subito eravamo redarguiti da giornalisti (?) terzisti in S.P.E. affermanti che non si può essere antiberlusconiani a prescindere,che l'antiberlusconismo è tipico di una certa sinistra che non riesce a battere il Cavaliere politicamente e ci sciroppiamo anche la reprimenda sull'ipotetico collante che unisce sempre la sinistra cioè il rancore per Berlusconi.Adesso è lampante ( per noi lo era anche prima) che il Cavaliere è un'anomalìa non per l'Italia ,ma per l'Europa e per gli USA in quanto il suo orizzonte politico-temporale non esce da Mediaset e tutto quello che ha fatto e,purtroppo,continua a fare è sempre e solo finalizzato ai suoi interessi personali anche a costo di mandare in malora il suo Paese con dichiarazioni irresponsabili.Si attendono giustificazioni da parte dei cortigiani prezzolati pronti ad interpretare il Cavaliere-pensiero con servile profondità.Posto che solo quello che dice lui è giusto, SB nella sua infinita campagna elettorale cavalca il dissenso, se il dissenso non c'è, lui lo crea.Dissenso quindi verso l'Europa, le tasse, il governo, il PDR, Equitalia, e chi più ne ha, più ne metta. Tra poco si scaglierà contro le stagioni e la terra che gira intorno al sole.A parte la componente dovuta alla megalomania SB sa benissimo che una posizione comunque "contro" è più facilmente digeribile dal popolino e trova sempre qualcuno che sia d'accordo, il risultato è che queste posizioni rendono, a livello elettorale, molto più delle proposte costruttive (Grillo docet).Che queste posizioni siano poi incoerenti non solo rispetto a quello che ha fatto quando governava (IMU e pareggio di bilancio), ma anche rispetto a quelle assunte in precedenza (es. rapporto con Monti in campagne elettorale) è un dettaglio di scarsa importanza. In Italia elettori, politici e giornalisti hanno la memoria (troppo) corta.In realtà fa bella figura presso gran parte degli Italiani ancora,nonostante tutto,perché sa che tanti Italiani,troppi,la pensano proprio come lui,si gloriano di essere furbi,di evadere le tasse e ammirano chi lo fa,perché lo stato è ladro,dicono,e odiano l'Europa unita e l'Euro ,pensano che l'unione dell'Europa sia negativa per loro e la moneta unica inutile e dannosa:Non sanno guardare al di là dei propri interessi e sono ancora come la folla che acclamava le fanfaronate di Mussolini a piazza Venezia."Sarà l'indole, sarà un irrefrenabile moto dell'animo, sarà una drammatica miopia politica" niente di tutto questo: è un lucida e calcolata strategia, ad uso interno, per le prossime elezioni se dovesse far cascare il governo a causa dei procedimenti penali.Lui conosce l'indole italica meglio di chiunque altro.Non è questione di bella figura. Berlusconi può fare bella figura solo presso un popolo di sciocchi. La questione è che in un mondo che vive a credito, la fortuna di un sistema politico, di un paese, dipende dalla sua capacità di assumere responsabilità, di essere coerente con gli impegni presi. Berlusconi vive di sondaggi e oggi anche del terrore ben giustificato della magistratura. Esce quindi allo scoperto con un tanto peggio tanto meglio adatto a carezzare i ceti sociali più vicini al precipizio, come lui. Dimentica i sacrifici che ha fatto fare con le sue firme e per interposto Monti agli italiani, sacrifici che adesso vanifica. Vorrei che si facesse una class action contro un simile speculatore al ribasso, contro questo campione del dumping politico e culturale.

Che poi basterebbe ricordargli che l'Imu l'ha introdotta il suo governo, così come il pareggio di bilancio anticipato e che lui, assieme a tutto il pdl, ha votato per l'innalzamento dell'iva.

Ma ci vorrebbero degli uomini politici o dei giornalisti seri.

CONCLUDENDO:sarà lo zimbello del mondo intero ma quello che mi "ruga"di più sono i tanti, i troppi ignoranti (in senso letterale) di italiani che, al voto, gli confermano la fiducia. Alla grassa ignoranza si accompagna talvolta il malcostume, l'egoismo, l'opportunismo e una certa disinibizione verso la norma. Metti tutto assieme, agita un poco e ti salta fuori il "berlusconiano" tipico. Non dovremmo sperare di liberarcene ricorrendo alla magistratura che farà il suo corso autonomamente, ma sperare nella capacità di vedere le cose di quella parte di italiani che ancora, col loro atteggianeto, offendono la loro intelligenza.

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Christine Lagarde a Nicolas Sarkozy: "Usami come vuoi":Non riusciamo più' neppure ad essere i primi in servilismo, povera Italia.

18 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

"Usami per il tempo che ti serve". Ha fatto scalpore in Francia la lettera trovata dagli investigatori il 20 marzo scorso, scritta da Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, all'ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Il Corriere della Sera definisce lo stile del manoscritto, trovato nell'abitazione parigina della Lagarde durante una perquisizione per lo scandalo Tapie-Crédit Lyonnais, "a metà strada tra Cinquanta sfumature di grigio e Fantozzi".
La lettera è senza data, ma è stata scritta con tutta probabilità quando la Lagarde era ministro delle Finanze e Sarkozy presidente della Repubblica. Le Monde ne ha pubblicato ieri il contenuto, mostrando al mondo un'immagine molto "sottomessa" della Lagarde. Il testo, infatti, recita così:

Caro Nicolas, molto brevemente e rispettosamente:

  1. Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia
  2. Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono
  3. Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un'ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole
  4. Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting
  5. Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

Con la mia immensa ammirazione, Christine L.

La cosa personalmente non desta alcuna meraviglia, il servilismo in politica e' un fattore di normale amministrazione, questo vale in Italia e anche all'estero .
Nella storia ci sono pochissimi casi di uomini politici che, hanno anteposto il senso del dovere alla nazione ed al suo popolo alla sete di potere !
Oggi fare politica e' un trampolino di lancio in societa', commisioni con i centri di potere finanziario, poi se ci avanza il servizio al prossimo !.Ci siamo meravigliati per lungo tempo del servilismo di nostri politici e parlamentari disposti persino a giurare sui legami di parentela di giovani pollastre e presidenti di Stato allora in carica (poi scaricati dall'ira popolare), ma è un sentimento assai più diffuso di quanto non si creda. Personaggi potenti si fanno servi di altri che lo sono di più e ci ricordano la parabola del servo iniquo:umile(zerbino) col suo padrone, orgoglioso con i suoi servi.MA Il servilismo è sempre disgustoso, anche se ormai è difficile distinguere tra servilismo e clientelismo...le due cose sono fortemente legate tra loro, il clientes deve essere servile, altrimenti che clientes è?.Ma ancora più disturbante il servilismo di una donna, che così riesce a stracciare e infangare ancora di più la propria competenza e la dignità di tante altre donne che con una fatica tripla rispetto agli uomini sono riuscite conquistare ruoli importanti. Il termine "femminismo" sembra far schifo a tutti e tutte eppure è proprio in nome del femminismo che una lettera simile fa orrore...sembra che il tempo sia passato invano e si ritorni, tutti insieme appassionatamente, alla società immobilmente patriarcale.A quelli che non si scandalizzano: ma ve lo immaginate Draghi che dice cose dello stesso significato al premier italiano ? La prima cosa che mi aspetto da persone che ricoprono questi incarichi è autorevolezza, competenza e indipendenza. Tutte qualità di cui la Lagarde sembra difettare.E noi dovremmo dar retta a delle persone come queste, presidentessa del fondo monetario internazionale che si prostituisce al politico al potere in quel momento, magari se scavano un altro pò trovano una lettera delle stesso tono per Holland. che schifo. e poi fanno la morale ai cittadini italiani, ma si vergogni e soprattutto si dimetta ma non credo che lo farà. Questa donna è a capo di una delle più potenti organizzazioni internazionali, che decidono i destini del mondo (e spesso in modo rovinoso), facente parte della troika che ha ridotto alla fame la Grecia, culla della nostra civiltà e dalla quale deriva anche la stessa parola "EUROPA"......e magari per entrare a lavorare nel FMI devi essere anche un supereccellente giovane, con un curriculum superlativo (frutto di una giovinezza di sacrifici), che parla almeno 3 lingue....che schifo!.Quante altre prostitute ci sono in giro per i palazzi? e soprattutto quanti magnaccia ci sono al governo? La sensazione è che l'ecosistema etico-morale di chi siede nelle stanze del potere è pari al più infimo lupanaio che uomo abbia mai concepito. Bisognerebbe fare pulizia e disinfestare le istituzioni da questo verminaio: nessun capo di stato escluso.

Pazzesco, tutto il mondo è paese.1° Commento. Quando in letteratura si incontrano individui orribilmente servili (penso a Uriah Heep di Dickens) diciamo che l'autore ha esagerato, ha creato un "tipo" come in natura raramente si trova. E invece il romanziere ha solo peccato per difetto quando la realtà - che, ripetiamo sempre, non si preoccupa di essere verosimile perché è vera - si "inventa" personaggi così;2° commento. Quando li incontriamo nella nostra vita - e io li ho incontrati - spesso tratteniamo il fiato, e ci diciamo: Ma non possono esistere persone così, sono personaggi "da romanzo". E invece sono banalmente reali essendo la vita il più grande romanzo vivente che si possa immaginare.

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18 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer

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A me le manifestazioni in favore del leader mi fanno sempre un po’ pena perchè prescindono a priori da quello che il leader dice, pensa, fa: forse a causa delle ultime letture fatte, mi ricordano le poesie d’amore scritte da Bucharin a Stalin prima di essere fucilato o Zinovev strisciante ai piedi del “più grande uomo che l’umanità abbia mai visto”. Da questi esempi fino agli inni “meno male che Silvio c’è”, c’è sempre una costante: colui che si sottomette a tale pratica adulatoria è intellettualmente una persona che si abbassa, per costrizione o volontariamente, ad una mediocrità allarmante.Ora.Per molto tempo, non senza ragioni, gli attivisti del M5S hanno bacchettato i giornalisti che parlavano solo di Beppe Grillo e delle sue ’sparate’: guardate la luna e non il dito, dicevano, parlate delle nostre battaglie sul territorio, dell’ambiente, delle grandi opere, del reddito minimo garantito, della lotta agli sprechi e alle ruberie della politica.Non senza ragioni, appunto: la nota pigrizia e vecchiezza della categoria – più che un complotto o un ‘disegno politico’ – portava cronisti e commentatori a concentrarsi sul turpiloqui del leader anziché guardare cosa stava succedendo a un’intera generazione e anche fuori di lì.E’ quindi ancora più curioso che, di tutte le manifestazioni possibili in queste settimane, ora il M5S abbia deciso di farne una proprio di sostegno al suo capo, messo in discussione da noiose beghe interne.Voglio dire: non mi pare che sia stato ottenuto nulla, finora, né sul precariato né sul conflitto d’interessi, né sull’ineleggibilità dei condannati né sull’eliminazione dell’ordine dei giornalisti, né sull’abolizione della legge Gasparri né sulla proibizione delle scatole cinese in Borsa, né sull’abolizione della legge Biagi né sulle piste ciclabili, né sulla liberalizzazione delle terapie del dolore né sull’abrogazione della legge Gelmini, né sul divieto dei parlamentari di esercitare altre professioni né sui tagli alle spese militari. E così via: tutte cose che stanno nel programma del M5s e verso cui chi vuole rendere questo Paese più civile ha, secondo me, un certo interesse.Eppure, ripeto, di tutte le manifestazioni possibili davanti a Montecitorio hanno scelto di fare quella per esprimere ‘lealtà al fondatore’, di fatto contro i fuoriusciti o i possibili fuoriuscenti.A me non sembra che sia stata la scelta giusta, sotto nessun punto di vista: nemmeno quello del M5S e dei valori di cui parla lo striscione esposto in questi minuti.E proprio questo intendo quando parlo di far politica veramente, di connettere l’opposizione nel Paese (maggioritaria) a quella nel Palazzo (minoritaria).Sarebbe ora, nell’interesse di tutti, no?.

“Per molto tempo, non senza ragioni, gli attivisti del M5S hanno bacchettato i giornalisti che parlavano solo di Beppe Grillo e delle sue ’sparate’: guardate la luna e non il dito, dicevano, parlate delle nostre battaglie sul territorio, dell’ambiente, delle grandi opere, del reddito minimo garantito, della lotta agli sprechi e alle ruberie della politica.”
Io mi chiedo: ma quanti giornalisti, in passato, hanno parlato delle “battaglie sul territorio” di rappresentanti e attivisti dei partiti di sinistra? Chi ha parlato dei sindaci PD emiliani che hanno lavorato bene nelle aree colpite dal terremoto, o del lavoro dei consiglieri di SEL, o delle esperienze di bilancio partecipativo promosse da Rifondazione a Modena e in provincia di Ascoli Piceno, o il fatto che le leggi sull’ambiente e gli strumenti di analisi che hanno permesso di identificare le responsabilità dell’Ilva sono state promosse dalla giunta Vendola? Proprio questa disattenzione giornalistica verso tutto ciò che di positivo è stato fatto sul territorio ha permesso il diffondersi del luogo comune “Sono tutti uguali” che è stato alla base del successo elettorale del M5s, quindi non ha molto senso che i grillini se ne lamentino…

Sì, certo, magari è anche colpa dei giornalisti, ma diciamoci la verità. Delle tante battaglie combattute del M5S in Parlamento non ne parla nemmeno Grillo sul suo blog. Deputati e senatori non fanno altro che postare video su Youtube in cui spiegano cosa fanno in Parlamento e il sito del del movimento non li rilancia mai. Per carità, sono video noiosissimi, ma visto che Grillo dice di essere “il megafono” non dovrebbe essere quello di rilanciare il loro lavoro. Invece Grillo preferisce spalare merda a destra e manca contro tutti. A rigore di non-statuto il sito è la sede nazionale del Movimento. Dunque i giornalisti quando riprendono le sue sparate non fanno altro che rilanciare quello che viene comunicato dall’unico canale autorizzato del movimento. Forse non sono loro che sbagliano.

In fondo l’accusa della Gambaro era proprio questa: ha detto a Grillo che sta facendo degli errori nel suo mestiere di “megafono”

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18 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer

Quattro giorni sono passati da quando Enzo Galletti era uscito da San Vittore.
E quattro giorni gli sono bastati per capire che non è servito a niente ammazzare Mussolini e portarlo a piazzale Loreto. Era entrato nel gruppo di Curiel perché. Come tanti ragazzi della sua età, voleva cambiare il mondo. Era perché voleva cambiare il mondo che Curiel era morto ammazzato; e come Curiel , di ragazzi che volevano cambiare il mondo, ne sono morti a migliaia.
Invece, Enzo Galletti, si accorge che Milano è piena di gente che non ha niente da dire, però non smette di blaterare alla radio, sui giornali, agli angoli delle piazze;di gente che avrebbe diritto di parlare però è messa a tacere.
Di pavoni che starnazzano per salire sul podio più alto, di gomiti che trafiggono anche i fratelli e le madri pur di guadagnarsi un applauso, una medaglia.L’immutabile squallida giostra degli ambiziosi, degli avidi, dei profittatori non ha smesso di girare.
E’ soltanto cambiata la musica.Da : L’Alba che spettavamo. Vita quotidiana a Milano nei giorni di piazzale Loreto.Edgarda Ferri.
Ora, al posto del gruppo di Curiel metteteci quello che volete; il Pd, il M5S, Sel, Rifondazione. I più ottimisti ci mettano pure il Pdl, tanto quello che conta è che tutti dovremmo diventare Enzo Galletti per renderci conto che è soltanto cambiata la musica ma non gli autori.Siamo pieni di pavoni e finchè esisterà un essere umano ci saranno sempre, chi più o chi meno.
La giostra degli ambiziosi, degli avidi, dei profittatori non ha mai smesso di girare ed ancora di più oggi gira più forte che mai.
Si chiama capitalismo finanziario parassita che uccide più delle bombe e annienta l’individuo, il proletario, la democrazia e la Costituzione.Sopravvive a tutte le guerre e prende il sopravvento su tutto.Quindi diffidate di che si limita a dare l’aspirina al capitalismo finanziario parassita, se vogliamo guarire da questa crisi infinita al capitalismo finanziario e parassita dobbiamo dargli il cianuro.O lo si condiziona pesantemente, meglio ancora se lo si annienta, o non saremo mai liberi, figuriamoci vincitori.

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Purtroppo la crisi ha gettato insieme all’acqua sporca il bambino del federalismo sano che, inutile negarselo

18 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

La crisi economica globale ha fatto in Italia e in un sol colpo piazza pulita sostanziale delle istanze secessioniste della Lega di lotta e di governo che adesso, pur avendo la preseidenza delle più popolose e ricche regioni del Nord è come la Regina d’Inghilterra: “regna ma non governa2 cioè non decide, i suoi “governatori” sono come fu Romano Prodi nel 1996 generali senza esercito.
La crisi economica ha sbattuto sul grugno di tanti che l’unione fa o dovrebbe fare la forza e che il federalismo all’italiana è roba per tempi di vacche grasse, specie nel paese delle cento città dove la pulsione al decentramento indivuduerebbe quasi subito il “federalismo del federalismo” e non per niente è da noi che è stato inventato il Palio, cioè la guerra senza esclusione di colpi tra quartieri della medesima città.

Purtroppo la crisi ha gettato insieme all’acqua sporca il bambino del federalismo sano che, inutile negarselo, è nella storia divisa e travagliata della penisola sin dalla cesura mai più risanata sino al 1861 dell’incompiuta presa del Paese da parte dei Longobardi nel VI secolo D.C. La questione meridionale nacque allora.

Ed evidentemente uno stato federale avrebbe bisogno di un governo (presidenziale o cancellierale) forte proprio per tenere insieme realtà così differenti, spesso antitetiche non tanto nella lingua (ma da noi è anche così) quanto nei modi di pensare e percepire il mondo.

Se quindi l’analisi sin qui esposta fosse corretta noi dovremmo auspicare una riscrittura della Costituzione repubblicana del 1948 in senso federalista e presidenziale consci che questa sarebbe per storia convinzione realismo e coraggio la forma più adatta per l’Italia per affrontare il terzo millennio.

Già. Ma perchè allora i costituenti (a differenza di quelli tedeschi, come noi sconfitti, come noi alle prese col fantasma di una dittatura feroce) scelsero invece la forma centralistica indicando nelle regioni il massimo concedibile in termini di autonomia locale? Erano tutti ciechi o non lungimiranti?
I fatti dei 67 anni successivi hanno sempre dimostrato il contrario sino ad oggi, alla recentissima attualità.
E allora perchè?
Perchè sapevano che noi siamo italiani e non tedeschi, che da noi la radicalizzazione del confronto tra posizioni diverse diventa subito ed irrimediabilmente scontro.
E perchè, a proposito del presidenzialismo, esso aveva già fatto cattiva figura quando ad incarnarlo c’era un Re con tanto di Statuto albertino assai prodigo di poteri in suo favore, non dimentichiamo che con la dichiarazione dello stato d’assedio controfirmata da Vittorio Emanuele III che rifiutò, il 28 ottobre del 1922 il fascismo non avrebbe mai preso il potere nella forma in cui lo fece.

Ecco perchè l’attuale dibattito sul cambiamento dell’architettura costituzionale in forma molto creativa da parte dei tanti LeCorbusier de noantri farebbe sorridere ed invece, sapendo quali sarebbero i rischi di questo voler andare contro la natura intima delle passioni italiane e del loro modo di volerle (o poterle) esprimere, fa spaventare.

Le riforme si possono anzi debbono fare, bicameralismo perfetto ormai superabile, ma il Colle dovrebbe essere esattamente come è oggi: la casa degli italiani e non solo di una parte di essi, inevitabilmente ostile all’altra e da quella osteggiata.

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Di tutte le manifestazioni possibili:In fondo l’accusa della Gambaro era proprio questa: ha detto a Grillo che sta facendo degli errori nel suo mestiere di “megafono”

18 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

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A me le manifestazioni in favore del leader mi fanno sempre un po’ pena perchè prescindono a priori da quello che il leader dice, pensa, fa: forse a causa delle ultime letture fatte, mi ricordano le poesie d’amore scritte da Bucharin a Stalin prima di essere fucilato o Zinovev strisciante ai piedi del “più grande uomo che l’umanità abbia mai visto”. Da questi esempi fino agli inni “meno male che Silvio c’è”, c’è sempre una costante: colui che si sottomette a tale pratica adulatoria è intellettualmente una persona che si abbassa, per costrizione o volontariamente, ad una mediocrità allarmante.Ora.Per molto tempo, non senza ragioni, gli attivisti del M5S hanno bacchettato i giornalisti che parlavano solo di Beppe Grillo e delle sue ’sparate’: guardate la luna e non il dito, dicevano, parlate delle nostre battaglie sul territorio, dell’ambiente, delle grandi opere, del reddito minimo garantito, della lotta agli sprechi e alle ruberie della politica.Non senza ragioni, appunto: la nota pigrizia e vecchiezza della categoria – più che un complotto o un ‘disegno politico’ – portava cronisti e commentatori a concentrarsi sul turpiloqui del leader anziché guardare cosa stava succedendo a un’intera generazione e anche fuori di lì.E’ quindi ancora più curioso che, di tutte le manifestazioni possibili in queste settimane, ora il M5S abbia deciso di farne una proprio di sostegno al suo capo, messo in discussione da noiose beghe interne.Voglio dire: non mi pare che sia stato ottenuto nulla, finora, né sul precariato né sul conflitto d’interessi, né sull’ineleggibilità dei condannati né sull’eliminazione dell’ordine dei giornalisti, né sull’abolizione della legge Gasparri né sulla proibizione delle scatole cinese in Borsa, né sull’abolizione della legge Biagi né sulle piste ciclabili, né sulla liberalizzazione delle terapie del dolore né sull’abrogazione della legge Gelmini, né sul divieto dei parlamentari di esercitare altre professioni né sui tagli alle spese militari. E così via: tutte cose che stanno nel programma del M5s e verso cui chi vuole rendere questo Paese più civile ha, secondo me, un certo interesse.Eppure, ripeto, di tutte le manifestazioni possibili davanti a Montecitorio hanno scelto di fare quella per esprimere ‘lealtà al fondatore’, di fatto contro i fuoriusciti o i possibili fuoriuscenti.A me non sembra che sia stata la scelta giusta, sotto nessun punto di vista: nemmeno quello del M5S e dei valori di cui parla lo striscione esposto in questi minuti.E proprio questo intendo quando parlo di far politica veramente, di connettere l’opposizione nel Paese (maggioritaria) a quella nel Palazzo (minoritaria).Sarebbe ora, nell’interesse di tutti, no?.

“Per molto tempo, non senza ragioni, gli attivisti del M5S hanno bacchettato i giornalisti che parlavano solo di Beppe Grillo e delle sue ’sparate’: guardate la luna e non il dito, dicevano, parlate delle nostre battaglie sul territorio, dell’ambiente, delle grandi opere, del reddito minimo garantito, della lotta agli sprechi e alle ruberie della politica.”
Io mi chiedo: ma quanti giornalisti, in passato, hanno parlato delle “battaglie sul territorio” di rappresentanti e attivisti dei partiti di sinistra? Chi ha parlato dei sindaci PD emiliani che hanno lavorato bene nelle aree colpite dal terremoto, o del lavoro dei consiglieri di SEL, o delle esperienze di bilancio partecipativo promosse da Rifondazione a Modena e in provincia di Ascoli Piceno, o il fatto che le leggi sull’ambiente e gli strumenti di analisi che hanno permesso di identificare le responsabilità dell’Ilva sono state promosse dalla giunta Vendola? Proprio questa disattenzione giornalistica verso tutto ciò che di positivo è stato fatto sul territorio ha permesso il diffondersi del luogo comune “Sono tutti uguali” che è stato alla base del successo elettorale del M5s, quindi non ha molto senso che i grillini se ne lamentino…

Sì, certo, magari è anche colpa dei giornalisti, ma diciamoci la verità. Delle tante battaglie combattute del M5S in Parlamento non ne parla nemmeno Grillo sul suo blog. Deputati e senatori non fanno altro che postare video su Youtube in cui spiegano cosa fanno in Parlamento e il sito del del movimento non li rilancia mai. Per carità, sono video noiosissimi, ma visto che Grillo dice di essere “il megafono” non dovrebbe essere quello di rilanciare il loro lavoro. Invece Grillo preferisce spalare merda a destra e manca contro tutti. A rigore di non-statuto il sito è la sede nazionale del Movimento. Dunque i giornalisti quando riprendono le sue sparate non fanno altro che rilanciare quello che viene comunicato dall’unico canale autorizzato del movimento. Forse non sono loro che sbagliano.

In fondo l’accusa della Gambaro era proprio questa: ha detto a Grillo che sta facendo degli errori nel suo mestiere di “megafono”

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Si chiama capitalismo finanziario parassita che uccide più delle bombe e annienta :O lo si condiziona pesantemente, meglio ancora se lo si annienta, o non saremo mai liberi, figuriamoci vincitori.

18 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

Quattro giorni sono passati da quando Enzo Galletti era uscito da San Vittore.
E quattro giorni gli sono bastati per capire che non è servito a niente ammazzare Mussolini e portarlo a piazzale Loreto. Era entrato nel gruppo di Curiel perché. Come tanti ragazzi della sua età, voleva cambiare il mondo. Era perché voleva cambiare il mondo che Curiel era morto ammazzato; e come Curiel , di ragazzi che volevano cambiare il mondo, ne sono morti a migliaia.
Invece, Enzo Galletti, si accorge che Milano è piena di gente che non ha niente da dire, però non smette di blaterare alla radio, sui giornali, agli angoli delle piazze;di gente che avrebbe diritto di parlare però è messa a tacere.
Di pavoni che starnazzano per salire sul podio più alto, di gomiti che trafiggono anche i fratelli e le madri pur di guadagnarsi un applauso, una medaglia.L’immutabile squallida giostra degli ambiziosi, degli avidi, dei profittatori non ha smesso di girare.
E’ soltanto cambiata la musica.Da : L’Alba che spettavamo. Vita quotidiana a Milano nei giorni di piazzale Loreto.Edgarda Ferri.
Ora, al posto del gruppo di Curiel metteteci quello che volete; il Pd, il M5S, Sel, Rifondazione. I più ottimisti ci mettano pure il Pdl, tanto quello che conta è che tutti dovremmo diventare Enzo Galletti per renderci conto che è soltanto cambiata la musica ma non gli autori.Siamo pieni di pavoni e finchè esisterà un essere umano ci saranno sempre, chi più o chi meno.
La giostra degli ambiziosi, degli avidi, dei profittatori non ha mai smesso di girare ed ancora di più oggi gira più forte che mai.
Si chiama capitalismo finanziario parassita che uccide più delle bombe e annienta l’individuo, il proletario, la democrazia e la Costituzione.Sopravvive a tutte le guerre e prende il sopravvento su tutto.Quindi diffidate di che si limita a dare l’aspirina al capitalismo finanziario parassita, se vogliamo guarire da questa crisi infinita al capitalismo finanziario e parassita dobbiamo dargli il cianuro.O lo si condiziona pesantemente, meglio ancora se lo si annienta, o non saremo mai liberi, figuriamoci vincitori.

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Irlandesi, comunisti !!!.Dai avanti cosí Berlusconi,metticela tutta che ormai hai raggiunto il Guinnes del evasore piú grande del Mondo.

17 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

Un'altra grana per Silvio Berlusconi. Proprio quando in Irlanda del Nord si sta tenendo il G8, è uscita la notizia che il Il Cavaliere sarebbe al centro di un'indagine di un'unità investigativa speciale irlandese sull'evasione fiscale e il riciclaggio. È quanto scrive l'Irish Sun, che apre l'edizione odierna con questa rivelazione.

Le indagini del 'Garda Bureau of Fraud Investigation's' sarebbero partite da una segnalazione della polizia italiana, scrive l'Irish Sun, che avrebbe chiesto agli irlandesi di investigare sulle operazioni di Berlusconi con l'International Financial Services Centre di Dublino, con particolare riferimento al periodo 2005-2007 e per un ammontare di circa 500 milioni di euro. Il sospetto delle autorità italiane, scrive ancora l'Irish Sun, è che l'operazione sia servita a trasferire il denaro su conti offshore.

Bene ,un'altra notizia non notizia sulla evasione fiscale di Silvio Berlusconi. E dove sta la novità?
E cosa cambia per noi? Adesso tutti i media del caimano faranno a gara a dipingere l'Irlanda come il paese delle patate e dell'IRA ,che esporta terroristi in Irlanda del Nord per colpire la povera popolazione anglofila. Guardate cosa stanno trasmettendo in questi giorni, la storia riveduta e corretta del caso Ruby dove sicuramente ci saranno da dare fazzoletti a vagonate per asciugare le lacrime delle povere casalinghe e delle molte dame della borghesia più becera e faziosa che ci sia al mondo.Per noi non cambierà nulla , solo aggiungeremo un'altra crocetta al fegato pensando a quelo che poteva essere e non è stato.Troppo facile ora fare battute di spirito sui giudici irlandesi comunisti, sul complotto che è diventato mondiale eccetera.Mi sembra più utile invece fare una considerazione generale: dovunque abbia fatto affari, Silvio Berlusconi ha sempre tenuto comportamenti ai margini della legge, ed in molti casi anche contrari alla legge. Si tratta di una forma mentale, di un comportamento ormai talmente radicato in lui che probabilmente è in buona fede quando dice di non aver mai fatto niente di male: ormai è convinto di essere al di sopra di qualsiasi legge.Solo a me questo suo modo di pensare ed anche di essere fa paura, specialmente se riferito ad un politico, anzi al capo di una coalizione?.Ci sarà un giorno che LA VERA VERITA' su questo personaggio sarà chiara e tale per tutti. Forse la conosceranno i nostri figli ma, probabilmente, più i nostri nipoti (visto l'andazzo!!).Sta di fatto che molti italiani un'idea precisa se la sono fatta da tempo. Giornali, media, comizi, poltrone o quel che vi pare influiscono davvero poco !! Però quanto onestamente mi lascia completamente STORDITO ed INCREDULO è il numero di persone che, ancora oggi, lo vota. Conosco il .... "target" e per gran parte di loro, i non ladri, sono ancor più BASITO !!!!!!!!.E di che bisogna sorprendersi? Attività normalissima per sottrarre i propri guadagni al fisco. E' arcinoto che lui come tutti i grandi imprenditori italiani dirottino la maggior parte dei loro guadagni all'estero. Nel caso specifico poi figurarsi se verrà mai fuori qualcosa di concreto. Con gli avvocati che si ritrova il caro Silvio, ne uscirà pulito anche adesso tranquilli...Sara mica colpa dei magistrati italiani che hanno influenzato la magistratura irlandese (noti comunisti mangia bambini)? scommettiamo che lo dice?.Un altro amaro boccone da inghiottire per gli elettori piddini: presto arriveranno le solite e stanche dichiarazioni di prammatica di qualche pezzo da novanta - chili o gradi - del P(oltronificio) D(emocratico), ma la realtà delle cose non cambierà: il vero capo occulto del governo - il grand'uomo - continuerà imperterrito a dettare la linea, i piddini a subirla passivamente e soprattutto a preoccuparsi di un'unica cosa, i conti della premiata (???) ditta...Cari elettori piddini.... chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scordatevi il passato voto!.E metti che vada a processo in irlanda...magari finisce che lo condannano prima là che qua!,ci sono giudici comunisti anche in irlanda del nord .... incredibile ...

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Ci sono milioni di persone di tutte le età che hanno il mito di Che Guevara, ma non basta mettere la maglietta o la foto su Facebook , bisogna ripeterne il cammino.

17 Giugno 2013 , Scritto da bezzifer

 

40 anni nel mondo dell’auto ad un certo livello, siamo arrivato a fatturare 18 miliardi in un anno di vernici.
Ero solo un capo tecnico ma nella mia carriera ne ho viste tante.
Ho conosciuto meccanici e carrozzieri che avevano difficoltà a firmare una ricevuta ma con una manualità nell’aprire il cassetto o ad infilare i soldi nel portafogli degni di un prestigiatore.
Qualcuno era restio a diventare officina autorizzata perchè per questioni burocratiche legate alla garanzia si doveva per forza rilasciare la ricevuta.
Noi registravamo tutto, fattura o scontrino era tutto registrato perchè casa madre fatturava anche lo spillo.
Ovviamente c’era anche un mercato parallelo, comprare da colleghi, ma nelle aziende dove ho lavorato io non l’abbiamo mai fatto.
Ho visto immigrati arrivare in lombardia che sono stati assunti in qualche officina e qualche anno dopo ne hanno aperta una in proprio.
Li ho visti crescere e prosperare, da una stanza in affitto a comprarsi il capannone e qualche appartamento, anche per i figli, oltre che a farsi la casa al paese d’origine per mostrare a tutti i paesani che avevano fatto fortuna.
I loro figli, per la maggior parte, hanno studiato e sono andati all’università e molti non ci hanno pensato nemmeno lontanamente di fare lo stesso lavoro del padre.
Ho visto mogli che aiutavano i mariti con la contabilità, negli anni hanno imparato ad usare la calcolatrice ed a rispondere al telefono, i più evoluti hanno imparato ad usare il pc.
C’era la contabilità emersa e quella sommersa ed anche senza aver fatto il liceo o ragioneria hanno imparato subito come muoversi.
Qualcuno andava a spanne, altri erano meticolosi e compravano i 10 litri di vernice, venduti in nero senza scontrino, in contanti per tenere l’inventario in ordine.
Ho visto comprare quintali in prodotti per carozzeria in contanti e questo significava che avrebbero incassato in nero, esentasse.
Ai clienti raccontavano che avrebebro fatto lo sconto, non ti metto l’Iva era la frase più ricorrente e per un cliente che risparmiava 20.000 lire loro ne facevano sparire 100 mila.
Avete idea di cosa costa sostituire e verniciare un parafango?
Alla fine erano miliardi che sparivano al fisco in tutto il Paese ovviamente.
Per noi non era per niente conveniente perchè casa madre dava i premi solo sul fatturato e non sui corrispettivi.
Il ragionamento era logico perchè il fatturato era soggetto a sconti e quindi andava incentivato mentre lo scontrino avrebeb dovuto essere riferito al privato che, ovviamente, non aveva la tabella sconti delle officine.
Insomma casa madre ragionava, giustamente, così: una lampadina venduta ad un elettrauto aveva lo sconto 30% o 40%, tanto è la logica che conta e non la % esatta, mentre al privato veniva venduta a listino e quindi non andava incentivata.
Per combattere questa evasione inarrestabile la legge si era affidata a noi, insomma dovevamo essere noi ad imporre la fattura se uno era conosciuto come autoriparatore o aveva la tuta.
Una delle tante leggi dementi che la politica italiana ha emesso per agevolare gli evasori.
Io non ho mai fatto il finanziere ma nel mio piccolo ho fatto più io contro l’evasione fiscale che tutta la Guardia di Finanza della mia zona.
Preciso intanto che per scovare l’evasore bastava che la finanza avesse guardato il capannone, i dipendenti, gli immobili intestati alla famiglia e la denuncia dei redditi, non ci vuole uno scienziato.
Dicevo che ho fatto più io contro l’evasione che la finanza con un metodo molto semplice, elementare quanto efficiente.
Noi, tecnici dipendenti, eravamo considerati degli amici, dei “complici” da parte degli autoriparatori, il tono con cui ti dicevano questo me lo metti in fattura e di questo mi fai lo scontrino era confidenziale come se anche noi avessimo avuto un tornaconto.
Devi lavorare e devi stare alle direttive aziendali anche se i tuoi ideali, il fatto che tu pagassi le tasse sino all’ultimo centesimo mentre chi avevi di fronte si comprava gli appartamenti ti faceva incazzare ed allora cercavi di mettere i bastoni tra le ruote.
Spesso mettevo in giro la voce che stava girando la Finanza, non era vero ma questo bastava per spaventarli e per 15/20 giorni fatturavano tutto ed erano costretti ad emettere ricevuta.
Non era molto ma era più di quello che facevano le autorità.F
acevo parte della commissione genitori che stabilivano la retta della mensa scolastica in base al reddito dele famiglie.
I dipendenti pagavano la retta minima chi faceva il 740 pagava la retta massima, ovviamente quello che scrivo non è esatto al centesimo perchè c’erano fasce intermedie ma è solo per dare un’idea del funzionamento.
Un anno si è presentato per contestare il fatto che noi gli avevamo affibbiato la fascia massima per la mensa di suo figlio un signore che aveva una macelleria con 8, ripeto 8, dipendenti ed in più la cassiera.
Bene questo tizio, a guardargli la denuncia dei redditi, non avrebbe dovuto pagare la fascia massima, ma che dico di più avrebbe dovuto pagargliela il Comune cioè noi dipendenti con le nostre tasse che paghiamo.
Mi ricordo di essermi opposto insieme ad altri, in quartiere lo conoscevamo tutti e tutti eravamo al corrente 
che al suo negozio c’era sempre la coda nonostante gli 8 dipendenti e la cassiera.
Erano i tempi del grasso che cola, grazie al capitalismo si stava bene tutti, o quasi.
I dipendenti ed i pensionati pagavano le tasse e c’era lavoro per tutti, bottegai, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori e multinazionali evadevano come sempre e si compravano appartamenti o palazzi.
Alcuni proletari non politicizzati non si rendevano nemmeno conto del furto legalizzato verso la massa che il capitalismo italiano e mondiale  aveva eletto a sistema: la massa dei meno abbienti paga e noi ci facciamo i soldi a quei tempi solo i più potenti e smaliziati portavano soldi in Svizzera o almeno non ne eravamo a conoscenza.
Preciso che il capitalismo nel resto del mondo va meglio che da noi perchè hanno meno ladri, i protestanti hanno un’etica feroce contro l’evasore mentre il cattolico, previa confessione dei peccati, perdona tutto. Anche l’omicidio, in particolare se è diretto alle donne.
Ebbene adesso a distanza di decenni possiamo riflettere un momento sul capitalismo.
Io ero, sono, comunista ed è grazie al capitalismo che ci ha difeso dal comunismo odioso ed invidioso dei ricchi che ho potuto godere del benessere e della democrazia imposta dal bravo capitalismo occidentale che poi si è evoluto in capitalismo finanziario e parassita.
Se fossi un credente dovrei accendere un cero di ringraziamento al capitalismo, alla Democrazia Cristiana, ai socialdemcratici e, soprattutto, ai socialisti di Craxi, se stiamo così bene lo dobbiamo a loro senza dimenticare gli americani e le multinazionali.
E’ grazie a loro se noi abbiamo una schiera di bravi imprenditori come Berlusconi e non solo lui, ne abbiamo a migliaia..
Oggi, travolti dal benessere del capitalismo globale, so di commercianti che in 10 ore di attività varie incassano quando va bene 200 euro al giorno che non sono nemmeno sufficienti per pagare luce, gas ed affitto. Potrei fare nomi e cognomi e l’elenco delle attività che svolgono: bar, piccole rivendite di pane, negozi per animali, negozietti di vestiti,piccoli artigiani e così via.
Supermercati e multinazionali li hanno massacrati oltre alla crisi globale che, ovviamente, non ha genitori, colpevoli o mandanti. La crisi è orfana e nessuno ne rivendica la paternità o la adotta.
Quella che io ritenevo la classe nemica del proletariato è diventata come noi e se non muore di fame si sta mangiando fuori quello che aveva messo da parte. Ovviamente chi ha fatto in tempo perchè chi ha aperto nell’ultimo decennio non ha fatto in tempo a farsi il conto in banca, dalle banche riceve solo telefonate quotidiane con l’invito a rientrare, a coprire, oltre naturalmente all’avviso che il conto è bloccato.
C’è chi non riesce nemmeno a fare acquisti di merce per il negozio perchè non ha contante e la macchietta del bancomat accredita i pochi incassi direttamente in banca e va a coprire il rosso esistente.
E’ come se ti sequestrassero l’incasso appena effettuato, nemmeno la mafia arriva a tanto.
Oggi tutti pagano con la carta di credito e quindi il commerciante non ha contanti, diventa un circolo vizioso che ti soffoca, ti uccide perchè quello che incassi viene sequestrato immediatamente dalla banca per coprire il conto in rosso.
Ma ancora non ce ne rendiamo conto, tutti presi a criticare la politica, giustamente e con 10000 ragioni, dimentichiamo che il vero nemico è il sistema, in poche parole il capitalismo finanziario parassita che non investe in produzione, commercio ma solo in speculazione.
Non so se sono stato chiaro, sono concetti che ripeto senza risultato da decenni ed ho ottenuto solo delle grandi prese per il culo da parte di chi è proletario come me.
I banchieri, i manager, le multinazionali ovviamente se ne fregano di quello che penso io ma se lo pensassero in milioni tutti quelli che sono nelle mie stesse condizioni economiche e mentali anche loro avrebbero finito di ridere perchè  avremmo già messo le ghigliottine nelle piazze sull’esempio della rivoluzione francese ma adeguata ai tempi.
Loro hanno fatto fuori la nobiltà parassita noi dovremmo fare fuori la borghesia finanziaria e politica.
Libertè, egalitè, fraternitè in una parola il socialismo.
Ieri l’ultima prea per il culo dei politici asserviti al capitalismo ripresa con enfasi da tutti, dico tutti, i giornali:
In tre anni verrà abolito il finanziamento ai partiti.
Non sono politici sono dei paraculi sfacciati perchè noi siamo stupidi, lo permettiamo.
Non sono i patiti i problema il problema è il sistema ed i cattivi politici che in esso, con esso, si alimentano. Anzi sono lì apposta per difendere il sistema.
E’ la politica che dobbiamo cambiare, la filosofia, gli ideali perchè se facciamo fuori i partiti, in quanto tali, senza cambiare la politica e gli ideali ci troveremo a sguazzare come movimenti o associazioni di consumatori sempre nello stesso stagno marcio e puzzolente che è il capitalismo.
Quante volte ho ripetuto in sezione ai compagni commenrcianti, perchè c’erano, voi siete nella nostra stessa barca se noi non compriamo voi siete alla fame. Come noi.
Ci sono milioni di persone di tutte le età che hanno il mito di Che Guevara, ma non basta mettere la maglietta o la foto su Facebook , bisogna ripeterne il cammino.

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