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Grillo espelle da M5s i contestatori del Circo Massimo.

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Grillo espelle da M5s i contestatori del Circo Massimo.

M5s, sul palco per chiedere trasparenza. Grillo espelle contestatori Circo Massimo

I quattro attivisti di Roma nella tre giorni di "Italia 5 stelle" erano saliti sulla scena con uno striscione "Occupy palco" e avevano chiesto chiarimenti sull'esclusione di Pizzarotti, sullo staff della Casaleggio associati e sulla gestione del voto online

Chi ha avuto la tentazione di votarli , non può che sentirsi sollevato. Incarnano il peggio del peggio senza esserne nemmeno consapevoli. Renzi non può che sperare che rimangano sulla scena politica. Sono il suo elisir di lunga vita. Io ho ascoltato cosa avevano da dire, e non è che fossero così in torto... il M5S vive di striscioni, di proteste, di provocazioni... Grillo è il primo che predica la disubbidienza... quindi perchè cacciare delle persone che stanno facendo quello che gli è stato detto? Denunciano la mancanza di trasparenza, non sono andati a lamentarsi per il prezzo dei nuovi iphone!,non ci siamo proprio. Libertà significa poter decidere liberamente di restare in un partito, anche in dissenso, oppure decidere di andare via. Questa è la libertà. Se invece vieni obbligato ad andartene e non ti viene lasciata nessun'altra opzione, questa non è più libertà ma è coercizione. Il fatto che ti sfugga totalmente questa fondamentale differenza è molto triste e la dice lunga sul M5S e sul modo di pensare di certi militanti. Poveri noi.Se questo non è un atto dittatoriale c'è da chiedersi quale lo sia. Povero Grillo, è fuori tempo e fuori moda, le dittature sono finite allo scadere del secolo scorso, trascinando con sè scorie dolorosissime che ancora punteggiano coi loro miasmi il globo.MA.A volte ritornano,purtroppo.Ricordo che nel 1945 quando ci liberammo di lui festeggiammo convinti di essercene liberati per sempre, invece è tornato. Ha cambiato il look (barba e capelli lunghi) ma l'arroganza, la prepotenza e la comica prosopopea è sempre quella,allora ci ha fatto piangere tanto ora ci fa solo ridere.Come vogliamo chiamarlo il M-5S? Fascismo? Stalinismo? Dittatura Casalgrillina? O semplicemente una pagliacciata seguita da milioni di italiani creduloni. Fate voi.Le ultime parole famose : "apriremo i palazzi come scatolette di tonno".Ahahahahahahah ! Questi non riescono neppure a "togliere un ragno dal buco".Una sola volta ti ho votato, e questo mi fa inc°°°re, ma non ci sarà la seconda.

OK ma chi se ne frega se son stati cacciati. questi fatti tra Grillo e I dissidenti non sono il vero problema del paese. Signori sbattetevi per cercavi un posto di lavoro oppure preoccupatevi di cacciare quegli amministratori e politici che voi stessi avete messo al potere I quali artefici di sole disgrazie e scrollatevi dell'orgoglio di partito che non porta da nessuna parte. certo con tutti I casini che ha l'italia questa viene messa come prima notizia vuol dire che l'italia e` MORTA SUI TUTTI PUNTI DI VISTA.Lo capite o no, voi grillioti, che l'attività parlamentare conta SOLO SE si riesce a far approvare qualcosa, e che per questo bisogna, orrore, scendere a patti con il resto dei parlamentari? Ah no, è vero: ciò che dice il M5S non ha bisogno di essere analizzato, è giusto e puro a prescindere.No dai, come no, e dove li metti Grillo e Casaleggio? Due leader di tale levatura sono ultra spendibili. A parte il piccolo dettaglio che non si sa bene con quale maggioranza governerebbero, visto che sanno solo insultare e dileggiare tutto e tutti, di sicuro si tratta di due personcine a modo che farebbero tanto bene in tandem a Palazzo Chigi. Grazie per il suggerimento, che diamine!.E' singolare che il M5S , un movimento che era sorto proprio per far fuori la casta e la mancanza di democrazia che si annidava all'interno dei vecchi partiti politici , oggi sia vittima di una gestione verticistica e di epurazioni continue. Mi chiedo come facciano i suoi militanti, così liberali e trasparenti nelle parole e nei comportamenti, a sopportare tutto questo.Tipo... farsi eleggere in parlamento e poi occuparlo e offenderlo?...o farsi eleggere al parlamento europeo, farsi pagare dall'Europa, e allearsi con qualcuno che quella stessa Europa la vuole distruggere e quel parlamento vuole annientarlo?no aspetta....come parlare con qualcuno o andare ad una riunione o a un consiglio con una telecamera ed un microfono nascosti e preparare lo sputtanamento?...no, ci sono...come far finta di andare ad un incontro per trovare un accordo e aproffitare delle telecamere per preparare uno show di insulti gratuti e ridicolizzare chi ti sta di fronte? Noooo... troppo da vigliacchi.... molto meglio fare le vittime quando si viene ripagati con la propria stessa moneta.

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Alla faccia del “cambiamento”. Cosa hanno deciso davvero i vescovi su gay e altre “modernità”.

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Alla faccia del “cambiamento”. Cosa hanno deciso davvero i vescovi su gay e altre “modernità”.

Dopo giorni passati a scrivere, titolare, parlare di una Chiesa che cambia, moderna, e persino a tratti progressista («ehi, il Pd si fa scavalcare a sinistra dai vescovi», s’è detto), mi sembra utile riportare pari pari cos’ha deciso questo sinodo a cui tanto ci siamo tutti interessati, come se ci aspettassimo (invocando per paradosso l’ingerenza della Chiesa) che da lì passasse la nostra libertà, la libertà dal conservatorismo oscurantista che la stessa Chiesa ci ha per anni inflitto.

Sui gay, ad esempio, la relazione è chiara. Si fa presto a parlare di “Vescovi spaccati”, ma quello che conta, così come in un partito, è la decisione a cui tutti loro (a San Pietro sì che conta la fedeltà alla ditta), si rifaranno.

La parola omosessuale compare 6 volte. Una nell’indice, cinque in questi due brevi paragrafi.

55. Alcune famiglie vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con orientamento omosessuale. Al riguardo ci si è interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: «Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. «A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 4).

56. È del tutto inaccettabile che i Pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso.

Non mi pare ci sia bisogno di commentare. Se vogliamo considerare un progresso dire a preti e famiglie che gli omosessuali vanno accolti con rispetto e delicatezza («delicatezza», dai!), si può sempre fare, per carità…

Insomma, per una volta sono d’accordo con quello che Mario Adinolfi scriveda giorni. Per ragioni opposte alle sue, ovviamente, condivido il suo punto. Sono i giornali, le firme del “progressismo laico”, che sistematicamente montano le timide aperture di alcuni prelati, di vario grado, per dimostrare che c’è una Chiesa migliore, più “nostra”. E invece non è così. O meglio è così, la Chiesa ha delle voci del dissenso, come tutte le organizzazioni così vaste, ha delle buone menti.
Ma la Chiesa è delle Sentinelle in piedi.
La Chiesa, in quanto organizzazione religiosa, non può che conservare, negare, illudere. La Chiesa parla attraverso i suoi atti ufficiali, così come lo Stato parla attraverso le leggi e non attraverso le interviste dei parlamentari dissidenti. La Chiesa non può che spendersi per l’evangelizzazione, per convincere nuovi fedeli, per “illuminarli”, sì, anche se questo vuol dire convincere cittadini moderni a vivere un’esperienza medievale. Per farlo, hanno scoperto, bisogna almeno smettere di dire che sono malati, i gay, o almeno dirlo con “delicatezza”. Che soddisfazione.

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Paolo VI secondo Ratzinger. Perché fu “grande e credibile”

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Paolo VI secondo Ratzinger. Perché fu “grande e credibile”

Alla beatificazione di Paolo VI “L’Osservatore Romano” ha reso nota al mondo integralmente e per la prima volta l’omelia che l’allora cardinale Joseph Ratzinger, arcivescovo di Monaco e Frisinga, pronunciò il 10 agosto 1978 nella messa in morte di papa Giovanni Battista Montini.

Eccone qui di seguito il passaggio nel quale Ratzinger fa un toccante riferimento ai momenti in cui Paolo VI “lottò intensamente col suo desiderio di ritirarsi”. Era ignaro, allora, il futuro Benedetto XVI, che quella “lotta” sarebbe stata anche la sua. Ma a rileggerle oggi, queste sue parole acquistano un significato profetico e aiutano a capire il senso delle sue dimissioni.

Inoltre, Ratzinger elogia, di Paolo VI, l’inflessibile fermezza nel resistere “alla telecrazia e alla demoscopia, le due potenze dittatoriali del presente”, e nel prendere decisioni anche dure “quando la posta in gioco è la tradizione essenziale della Chiesa”: il tutto solo e sempre “per la profondità della sua fede”.

PAOLO VI, UN PONTEFICE “INCHIODATO ALLA CROCE”

di Joseph Ratzinger

Le ultime parole del Signore risorto a Pietro, dopo averlo costituito pastore del suo gregge, sono state: “Quando sarai vecchio tenderai le tue mani e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi” (Giovanni, 21, 18). Era un accenno alla croce che attendeva Pietro alla fine del suo cammino. Era, in generale, un accenno alla natura di questo servizio. Paolo VI si è lasciato portare sempre più dove umanamente, da solo, non voleva andare. Sempre più il pontificato ha significato per lui farsi cingere la veste da un altro ed essere inchiodato alla croce.

Sappiamo che prima del suo settantacinquesimo compleanno, e anche prima dell’ottantesimo, ha lottato intensamente con l’idea di ritirarsi. E possiamo immaginare quanto debba essere pesante il pensiero di non poter più appartenere a se stessi. Di non avere più un momento privato. Di essere incatenati fino all’ultimo, con il proprio corpo che cede, a un compito che esige, giorno dopo giorno, il pieno e vivo impiego di tutte le forze di un uomo. “Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore” (Romani, 14, 7-8). Queste parole della lettura di oggi hanno letteralmente segnato la sua vita. Egli ha dato nuovo valore all’autorità come servizio, portandola come una sofferenza. Non provava alcun piacere nel potere, nella posizione, nella carriera riuscita; e proprio per questo, essendo l’autorità un incarico sopportato – “ti porterà dove tu non vuoi” – essa è diventata grande e credibile.

Paolo VI ha svolto il suo servizio per fede. Da questo derivavano sia la sua fermezza sia la sua disponibilità al compromesso. Per entrambe ha dovuto accettare critiche, e anche in alcuni commenti dopo la sua morte non è mancato il cattivo gusto. Ma un papa che oggi non subisse critiche fallirebbe il suo compito dinanzi a questo tempo. Paolo VI ha resistito alla telecrazia e alla demoscopia, le due potenze dittatoriali del presente. Ha potuto farlo perché non prendeva come parametro il successo e l’approvazione, bensì la coscienza, che si misura sulla verità, sulla fede.

È per questo che in molte occasioni ha cercato il compromesso: la fede lascia molto di aperto, offre un ampio spettro di decisioni, impone come parametro l’amore, che si sente in obbligo verso il tutto e quindi impone molto rispetto.

Per questo ha potuto essere inflessibile e deciso quando la posta in gioco era la tradizione essenziale della Chiesa. In lui questa durezza non derivava dall’insensibilità di colui il cui cammino viene dettato dal piacere del potere e dal disprezzo delle persone, ma dalla profondità della fede, che lo ha reso capace di sopportare le opposizioni.

NOTA BENE !

Gli ultimi tre servizi di “www.chiesa”:

17.10.2014
> La vera storia di questo sinodo. Regista, esecutori, aiuti
Nuovi paradigmi su divorzio e omosessualità sono ormai di casa ai vertici della Chiesa. Niente è stato deciso, ma papa Francesco è paziente. Un storico americano confuta le tesi de “La Civiltà Cattolica”

13.10.2014
> Il vero dilemma: indissolubilità o divorzio
Questo sinodo non è chiamato a decidere. Ma ormai l’ipotesi delle seconde nozze ha piena cittadinanza ai vertici della Chiesa. Il commento del cardinale Camillo Ruini

9.10.2014
> Quella coppia di sposi che bussa alle porte del sinodo
Ludmila e Stanislaw Grygiel insegnano nell’istituto pontificio di studi sulla famiglia creato da papa Karol Wojtyla, loro amico di una vita. Non sono stati invitati. Ma avevano molto da dire ai padri sinodali. E l’hanno detto. Con chiarezza e coraggio

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Quinta vergogna

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Quinta vergogna

Vorrei lanciare una proposta in bilico tra la critica televisiva e il buonsenso collettivo:suggerirei ai dirigenti di Retequattro di modificare al più presto il titolo di “Quinta colonna” nel più adeguato “Quinta vergogna”.Così, almeno, ci sarebbero meno feste in giro per quel 6,41 per cento di share conquistato settimana scorsa dal talk show di Paolo Del Debbio.Ma mi domando:cosa ci sarà da celebrare con tanti sorrisi e brindisi?.Non sarebbe più opportuno arrossire, sprofondare nel pozzo dell’imbarazzo e correre poi a confessare -a un prete di passaggio- il buio dei propri peccati?.La risposta non può che essere sì.

Perché “Quinta colonna”, settimana dopo settimana, esprime il cinismo di chi specula sui sofferenti.Altro che raccontare i disagi dell’Italia 2014.Qui si scava con la pala dentro al dolore popolare, lo si espone alle telecamere per la più scaltra delle televendite, e lo si cuoce poi regolarmente con contorno di luoghi comuni.Qualcosa di indeglutibile.L’altra sera ad esempio ed è stata la puntata del superboom di share, i principali temi trattati erano i seguenti: signora ex benestante costretta a vivere in camper / coppia disoccupata che abita su una panchina / Renzi e gli ottanta euro che sono una semplice mossa elettorale / madame Meloni che partecipa a un pellegrinaggio contro una mancata promessa del premier / lo scandalo degli stipendi d’oro alla Camera / le maledette tasse sulle nostre case.E avanti così:con lo stendardo della retorica sempre e soltanto in vista.Fino ad arrivare alle disavventure della signora disoccupata Marcella (presente in studio), alla quale del Debbio si è impegnato a trovare un lavoro.Ma basta, per cortesia.Basta affogare questa nazione stanca, e costretta a camminare in ginocchio, nella demagogia più vischiosa.

La buona fede delle trasmissioni non si misura dal piglio rassicurante, tutto giacca e cravatta, dei conduttori in scena:bisogna invece osservare come si comportano quando interviene al programma un ospite potente (magari amico, a sua volta, di un altro superpotente).E l’altra sera, in diretta, le coccole riservate a Giovanni Toti meritavano una multa per eccesso di scrupolo.“Quinta vergogna”, ribadisco, è l’unico titolo esatto.

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Nella Costituzione hanno messo che: "La Legge è uguale per tutti, ma si sono "dimenticati" di precisare che: "Tutti non sono uguali di fronte alla Legge".

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Nella Costituzione hanno messo che: "La Legge è uguale per tutti, ma si sono "dimenticati" di precisare che: "Tutti non sono uguali di fronte alla Legge".

Scrivo per la terza volta un commento,ci sarà ancora l'errore tecnico? Per tornare alla giustizia italiana che come abbiamo visto con questa sentenza da azzeccagarbugli ORMAI HA RAGGIUNTO E SUPERATO ABBONDANTEMENTE OGNI LIMITE. Le Caste ,sono varie e potenti, fanno sempre ciò che vogliono e guai a ci gli capita sotto o....sopra. Altro che riforma della giustizia , bisogna rottamarla,questa si, e ripensarla su basi nuove alpasso con i tempi. Non sono più tollerabili questi gesti da monarchie medievale,anche se Vittorio Emanuele è stato anche lui graziato per quello che ha fatto,e non è la prima e nemmeno la seconda volta! Berlusconi è il campione di queste cose. Genovese , che il Parlamento aveva mandato in carcere è stato autorizzato a spassarsela nella sua villa a mare sullo Stretto di Messina, pure dissequestrata! Continuare è lungo e speriamo che dio ce la mandi buona.Il Marchese del Grillo avrebbe fatto suonare tutte le campane di Roma, perché con questa scandalosa sentenza è morta la giustizia. Bene ha fatto il giudice Tranfa a dimettersi: la dignità non ha prezzo!

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Autunno

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Autunno

Non ci sono piu’ le mezze stagioni…Forse perchè anche tutti noi, come suggeriva Ungaretti, “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”questo luogo comune ormai assurto a simbolo della non comunicazione forse avrà qualche fondamento di verità, ma anche gli amministratori delle nostre città dovrebbero sapere che invece con l’autunno, oltre che alle castagne e al novello, alla riapertura delle scuole e all’ultimo libro di Bruno Vespa, arriva anche un fenomeno che da sempre si manifesta in natura: la caduta delle foglie.I marciapiedi e le piste ciclabili urbane fiancheggiate da alberi sono ricoperti da uno strato limaccioso di foglie bagnate che ostacola la deambulazione, il vento completa l’ opera otturando i tombini con le foglie non raccolte, così alla prossima pioggia sembrerà di vivere nella regione dei grandi laghi.Perchè in Italia non si pensa mai alla manutenzione ordinaria ma si agisce solo in piena emergenza?.Perchè in Italia non si pensa mai alla manutenzione ordinaria ma si agisce solo in piena emergenza?.Forse perché i Comuni non hanno piu’ neanche i soldi per piangere?.

E’ un autunno ancora caldo, dopo una estate molto piovosa. Le foglie sono ancora molto verdi e se ne stanno sugli alberi. Non come negli autunni precedenti che si vedevano le foglie a terra già a fine agosto. Mentre non è così “verde” e speranzosa la nostra attesa. Noi stiamo in balia di Renzi, appesi al pero. Noi siamo gialli di zolfo luciferino. Per noi le foglie che ci cadono addosso sono gli 80 euro. Ottanta euro di qua e poi ancora 80 euro di là per le neo mamme. Ci coprono di una coltre pesante di parole parole e parole.
Tutto a perdere…Mentre i nostri conti pubblici peggiorano, il lavoro non esiste, gli scandali continuano, la pubblica amministrazione rimane uguale a sè stessa, elefantiaca, i politici uguali, uguali.Soldi sparsi al vento e non concentrati su un progetto vero che potrebbe portare progresso.. La gelata sarà davvero tragica?

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Cosa c’è avanti a destra

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Cosa c’è avanti a destra

A chi prenderà quindi i voti, il partito di destra prossimo venturo che si sta delineando in Italia, il fronte nazionale nostrano che va da Salvini a Casa Pound? E quanto può valere, quanto varrà, che effetti avrà?

Come sempre, la risposta non può essere determinsitica.

Prima di tutto dipende dalla situazione economica: se l’azzardo di Renzi andrà in vacca, il suo potenziale esplosivo è notevole: come e più che in Francia, dato che da noi l’elettorato è ancora più liquido e quello di Berlusconi sarà sempre di più in libera uscita. Che quest’ultimo si indirizzi verso il premier attuale o verso l’estrema destra, quindi, è un esito variabile a seconda del grado di malcontento sociale.

Poi, ovviamente, il successo di questa nuova estrema destra dipende dai suoi attori. Ad esempio, la Lega risente ancora di un’origine nordista: sicché non sarà un’operazione facile sfondare nel sottoproletariato da Roma in giù. E la collaborazione con gli altri galli nel pollaio – Fratelli d’Italia etc – è tutt’altro che scontata.

Ma, soprattutto, dipende dal resto. E il resto è una cosa molto più grossa.

Comprende, ad esempio, il Movimento 5 stelle. La cui crisi d’identità, di leadership e di prospettive (più ancora che di consensi, ancora abbastanza stabili) fanno certamente felici gli ultras di Renzi, ma non chi ha a cuore una virtuosa democrazia dell’alternanza, di quelle con una maggioranza provvisoriamente al governo e un’opposizione che al prossimo giro può prenderne il posto.

Il M5S fino a un anno fa era in grado di intercettare al meglio il dissenso di sistema: oggi sembra che stia perdendo, almeno in parte, questo ruolo. Il che è avvenuto senza averne peraltro assunto un altro. Non è (ancora?) un “partito” percepito come reale alternativa di governo e non è più un movimento nel quale si declinano tutte le proteste e i disagi dal basso.

Personalmente, voglio pensare e sperare che si tratti di una crisi di crescita, di passaggio. Ma mentirei se dicessi che ne sono sicuro. Mentirei perché non vedo al momento, né nel duo di comando né nei parlamentari grillini più in vista una cultura politica che consenta al Movimento di rappresentare nei prossimi anni un’alternativa al renzusconismo capace tanto di incanalare i disagi sociali quanto di tradurli in proposta di governo.

Naturalmente spero di sbagliarmi. Non per amore del M5S, ma per amore di questo Paese. Se infatti lo scenario fosse quello di un Movimento in dissoluzione o comunque in stallo, rischierebbero di avere ragione quelli che prevedono un nuovo (e per me agghiacciante) bipolarismo: da un lato il marmellatone centrista Renzi-Alfano-Barbara D’Urso, dall’altro l’opposizione fasciorazzista Salvini-Meloni-Casa Pound.

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Chi ha deciso per l'intervento italiano!? Gli USA.

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Chi ha deciso per l'intervento italiano!? Gli USA.

L'Italia ritorna a Nassiriya per combattere l'Is

Il nostro Paese è pronto a mandare truppe per addestrare l'esercito iracheno a combattere lo Stato Islamico. Una missione congiunta con la Spagna. Che creerà un caposaldo europeo nel cuore del Paese

Incredibile non abbiamo soldi per il nastro paese che è alla deriva,si permettono il lusso di spendere nostri quattrini per paese che non centrano nulla con noi.
Ma chi avrà ordinato questa missione ?.................... E i lacchè rispondono signorsi,tanto non vanno loro a farsi ammazzare............ma la Binotti non li accompagna sul campo di guerra ? peccato.

Incredibile!, non si è neppure completato il ritiro dall'Afganistan, che a occhio e croce ci costerà un miliardo di €, per riportare indietro mezzi e uomini,(dove passeranno le centinaia di jeep e camion è ancora un mistero fitto), ed ecco un'altra succulenta operazione con relativo sperpero di denaro pubblico, mentre in Italia, polizia a carabinieri, non hanno soldi per i mezzi e sempre meno uomini sulle strade...

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Da Roma in giu' l'Italia non c'é piu'........una palla al piede che si e trascinata tutto a fondo

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Da Roma in giu' l'Italia non c'é piu'........una palla al piede che si e trascinata tutto a fondo

Stabilità, regalo di ai forestali calabresi
Per loro arrivano 140 milioni di euro

Un finanziamento su misura per le tute verdi. Un esercito di oltre 10 mila lavoratori che ricevono puntualmente ogni anno l’aiuto di Stato. Divorando centinaia di milioni dal lontano 1984

Sono certo che i chiamparino, i zingaretti, maroni, tosi, e tutti gli altri presidenti di regioni, che da giorni stanno rendendo la vita politica e presidenziale a RENZI, con il loro mantra, la loro voce che accusa il governo di essere una volta ancora contro i cittadini,gli ammalati ecc ecc, NON LEGGERANNO ne vorranno DOCUMENTARSI SU QUESTO ASSURDO VERGOGNOSO SPRECO, questo è solo la punta del malefici ice.berg del malaffare degli sprechi cha dalla SICILIA FINO AL FRIULI V.G, ogni giorno bruciano migliaia di centinaia di EURO. NON HANNO TEMPO PER LEGGERE I GIORNALI DI VERA INFORMAZIONE, NON SEGUONO CERTAMENTE REPORT, NON VOGLIONO SAPERE, PREFERISCONO FARE COME GLI STUPIDI STRUZZI, che tengano la testa sottoterra per NON ESSERE VISTI. spero che SI continui a pubblicare settimanalmente queste vergognose manfrine di regioni, province, comuni. NON SONO UN ESTIMATORE RENZIANO

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TRAVAGLIO-SANTORO, LA LITE CONTINUA

20 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

TRAVAGLIO-SANTORO, LA LITE CONTINUA

Si sta assistendo al delirio dell'onnipotenza, va bene attaccare Burlando e magari ce ne sarebbero state mille di motivazioni ma prima documentazioni serie e comprovate ma è abituato che qualsiasi cosa dice c'è chi applaude a prescindere. Poi prendersela con quel giovane che magari ha anche partecipato a spalare il fango è veramente troppo. E' diventato qualcuno con il giornalismo strillato dei talk show ora sputa nel piatto dove si è sostenuto e cresciuto.Era comunque nell'aria poca lucidità evidenziata anche con l'incontro con Berlusconi.

Essere buon giornalista vuol dire sì contestare le menzogne dei politici, ma il ricorso all'insulto e all'interruzione di chi, pesantemente criticato, esercita il diritto di replica, non sono comportamenti da buon giornalista. Travaglio avrebbe dovuto attendere civilmente che l'interlocutore terminasse la propria replica per controreplicare. Del resto nessuno (tanto meno Burlando) aveva interrotto il suo "editoriale". Comunque continuo a pensare che tutta la polemica sia stata montata ad arte, e che Santoro abbia creato l'incidente per ragioni di share, facendo leva sull'ego smisurato e sulla permalosità altrettanto smisurata di Travaglio.

Piccolo esempio:Che grillo non sia un presidente di regione cambia poco. E' il leader indiscusso (ma molto discutibile) di una delle maggiori forze parlamentari. La sua influenza e il suo seguito è ben superiore a quelli di qualsiasi presidente di regione, e un minimo senso di responsabilità nelle dichiarazioni che rilascia la dovrebbe avere. Quanto ai giornalisti come categoria anch'io sono critico, ma sono sufficientemente accorto da non credere che i giornalisti buoni sono solo quelli che la pensano come me. In merito al fatto che alcuni parlamentari 5stelle siano andati a Genova a spalare fango, tanto per far vedere che sono dalla parte del popolo sofferente, la trovo una mossa propagandistica di bassa lega. I parlamentari sono pagati per fare altro e io li giudico da come fanno i parlamentari e non dal fatto che spalano il fango o meno. Questo è quel genere di populismo che trovo insopportabile. Mi ricorda Mussolini vestito da trebbiatore o da operaio! Inoltre tutti i telegiornali e giornali hanno quanto meno dato indirettamente la notizia registrando le parole di grillo che, nel corso della sua passerella contestata, diffondeva ai 4 venti l' "eroica" impresa dei suoi "ragazzi meravigliosi".E sempre propaganda politica di bassa lega come quella di travaglio.

Travaglio oggi è il rappresentante dell'antigiornalismo e quindi della politica più retrograda.Servire un capo politico grillo significa essere giornalista come lo sono i giornalisti di berlusconi,cioè al servizio del capo e non dell'opinione pubblica.Niente a che vedere col giornalismo.E cercare di mettere a tacere l'avversario è proprio il contrario del giornalismo libero.TRAVAGLIO e SCANZI sembrano due fratelli siamesi in quanto a TESTE di.. io mi meraviglio solo del fatto che nessuno gli dia due calci nei ...Da SANTORO aveva contro i ragazzini la signora ospite ESPERTA SANTORO e tutti gli italiani che non ne possono più di questi imbecilli narciso .

Ora c'è qualcuno che sarebbe molto contento se si realizzasse una rottura dei rapporti fra Travaglio e Santoro, ma, purtroppo per noi, non avverrà, per un semplice motivo: sono due persone perbene ed oneste che hanno un comune obiettivo: IL DIO DENARO.NON LA VERITA.

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