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Blog di bezzifer

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La Merkel si conferma l’unico vero leader in Europa.

29 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

G7, Merkel scarica Trump: “Impossibile ormai fidarsi degli Usa”

Angela Merkel aumenta il vantaggio nei sondaggi. Faz, ha pronto un “piano segreto” per l’Europa. In arrivo novità su investimenti, difesa e migranti. La cancelliera in Baviera: “Finito il tempo in cui contare sugli altri, Ue prenda in mano il suo destino” Angela Merkel prende il largo nei sondaggi e pensa già al nuovo mandato da cancelliera tedesca. Secondo il quotidiano Faz, è in via di definizione un piano per il rilancio dell’Europa, che passerà attraverso una nuova strategia per gli investimenti e per l’immigrazione.

La Merkel si conferma l’unico vero leader in Europa. L’incontro/scontro con Trump deve averla convinta definitivamente che la musica è cambiata. L’Europa e gli USA hanno interessi divergenti sia in campo commerciale che nei confronti della Russia e quindi se vuole continuare a esistere necessita una politica di difesa autonoma dalla NATO. Per i migranti , ci vuole qualcosa tipo l’accordo con la Turchia, ma finora stanno trattando con un governo che non controlla il suo territorio.

Il “piano segreto” della Cancelliera andrà prima svelato, ma prevede probabilmente un asse franco-tedesco in politica estera, militare ed economica ed un’apertura all’Italia sulle quote di immigrazione. Non mi è chiaro quale ruolo potranno giocare paesi come l’Italia e la Spagna. In ogni caso, la Germania tende ad assumere un ruolo predominante nella nuova costruzione europea.

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Tutto il possibile dovrà essere esercitato verso questa criminale ruberia planetaria,essendo ben consci di combattere contro dei giganti intoccabili,peggio sarebbe di mettere la testa sotto la sabbia nell’indifferenza generale.

29 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Basta offshore, basta elusione fiscale.

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240 miliardi di dollari: è il costo annuale dell’elusione fiscale delle multinazionali a danno dei Paesi in tutto il mondo secondo le stime di Oxfam International.1.000 miliardi di euro: è la perdita totale stimata per gli Stati dell’Unione Europea derivante da pratiche di evasione ed elusione fiscale da parte di singoli e multinazionali.170 miliardi di dollari: sono le entrate perse ogni anno dai Paesi poveri per colpa delle pratiche di abuso fiscale di individui e grandi corporation.

I recenti scandali, come Panama Papers e Luxleaks, hanno portato di fronte agli occhi dei cittadini europei la gravità e l’enorme dimensione dei fenomeni di evasione ed elusione fiscale che aumentano le disuguaglianze, sottraggono risorse necessarie agli Stati per investimenti e servizi pubblici e alimentano una situazione di concorrenza sleale verso le imprese oneste.Questa situazione riguarda in maniera evidente alcune grandi multinazionali dell’economia digitale. I rapporti di Ue, Ocse ed enti indipendenti dicono che tali imprese versano in Italia meno dello 0,1% di tasse: 9 milioni versati a fronte di un mercato digitale che vale più di 11 miliardi, in cui sono egemoni.Di fatto a pagare le tasse siamo noi lavoratori, partite Iva, piccoli e medi imprenditori, che non possiamo spostare la nostra sede legale o fiscale all’estero. Quando leggiamo che la pressione fiscale è al 42,3%, significa che per ogni multinazionale che paga lo 0,1% ci sono migliaia di cittadini che pagano il 45, il 48 o il 50% di tasse. Se in questi anni l’Europa e i principali partiti europei avessero mostrato la stessa severità e “austerità” che hanno riversato sul popolo greco e sullo stato sociale italiano verso le multinazionali del digitale, le corporation, le banche, i re della moda e dell’elusione, se avessero chiesto indietro le ingenti somme di tasse non versate detenute nei cosiddetti paradisi fiscali, sicuramente avremmo avuto più risorse da ridistribuire e forse non saremmo immersi in questa lunga notte.

Ma come fanno loro a pagare meno di noi?

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Il meccanismo è complicato e allo stesso tempo semplice: queste aziende utilizzano pratiche di elusione fiscale, attraverso forme di “tax ruling” (accordi preventivi con i Paesi che permettono di trasferire gli utili e pagare meno tasse) e usando società di facciata dislocate nelle cosiddette “isole del tesoro”, che a volte sono località lontane (come Panama, le isole Cayman o Bermuda), mentre spesso sono Paesi che fanno parte della nostra stessa Europa (ad esempio Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Olanda e Malta). In queste ore è partita la campagna “Think different, pay in Italy” e il 1° Giugno saremo (insieme a Sinistra Italiana, a Possibile e ai ricercatori di Oxfam) davanti all’Apple Store di Torino, perché ogni primo del mese festeggeremo “Robin Hood e i giorni della redistribuzione” davanti ai luoghi simbolo dell’ingiustizia fiscale.

Cosa chiederemo?

Che l’Ue istituisca al più presto l’obbligo per le multinazionali di rendicontare pubblicamente le tasse che pagano Paese per Paese nelle giurisdizioni in cui sono presenti, e che siano varate norme comuni per la tassazione delle imprese. I governi europei devono inoltre definire sanzioni efficaci contro i paradisi fiscali e contro le imprese che vi sono stabilite e smettere di competere tra di loro abbassando artificialmente le tasse per singoli e multinazionali, per sottrarre proventi fiscali ad altri Paesi.In questo senso l’Italia ha offerto recentemente un esempio molto negativo: la vergognosa “Flat tax” introdotta dal governo italiano per i residenti stranieri ad alto reddito è una misura profondamente sbagliata, dannosa per i normali contribuenti e sleale verso gli altri Paesi e i partner europei.

E infine chiediamo che i redditi di impresa delle multinazionali del digitale siano tassati nei Paesi in cui vengono generati, non attraverso la “web tax” proposta da alcuni e che profuma di condono, bensì attraverso una vera “digital tax” che farebbe recuperare all’Italia fra i 2 e i 3 miliardi di euro.

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Ormai è arrivato il momento per Germania & co di dare il benservito agli USA.

29 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

UNA MERKEL DELUSA AMMETTE LA SOLITUDINE DELL’EUROPA.

La delusione di Angela Merkel. Dopo Trump e la Brexit, dopo il G7, ammette la solitudine dell’Europa: “Degli altri non ci possiamo fidare”

I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo ho capito negli ultimi giorni.Noi europei dobbiamo veramente prendere in mano il nostro destino. Angela Merkel

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Volesse il destino dell’Europa un simile sviluppo!!!! Giustissimo definire l’Inghilterra un ostacolo, lo è sempre stato in qualità di vassallo USA.

Grazie infinite agli USA per la liberazione, e grazie infinite ai russi, ma quel secolo è passato e davanti abbiamo un millennio nuovo. Il nostro debito è pagato con 70 anni di vassallaggio e interferenze. Gli interessi comuni dell’Europa continentale sono forti e tanti. UE ha il PIL maggiore al mondo, e i prodotti UE nel mondo vanno a mille, nonostante Trump. Personalmente farei gestire tutta la struttura pubblica italiana ai tedeschi, nulla di riduttivo, semplice pragmatismo. Chi si oppone e invoca chi sa quale nazionalismo non capisce nulla, assomiglia a Salvini. Quindi in visione di una vera Europa unita lunga vita alla Merkel. Potrebbe essere il primo presidente della UE federale. L’alternativa è fra l’Unione Europea in cui prenda l’iniziativa la Germania (non vedo altri…). ed una serie di staterelli oscillanti tra USA e Russia. La prima mossa per ovvi motivi tocca alla Germania, e nel caso che davvero si lanci in questa avventura dovrà dimostrarsi un vero leader capace di guardare agli interessi comuni dell’Europa prima che ai propri. Non so se lo farà, perchè questo implica un cambio di atteggiamento verso gli altri paesi europei che finora si è visto poco. Personalmente me lo auguro, sperando che sparisca in Italia la ridicola retorica patriottarda dell’Italietta fascista.

L’Europa a trazione franco-tedesca.Da tempo era stato da me notato che la UE si stava distaccando dagli USA.Vedasi le multe e contromulte a Apple, Deutsche Bank ecc. Ormai la vita della NATO, strumento del dominio USA sull’ Europa, è agli sgoccioli.
I tedeschi ormai parlano di “forza militare europea “.Ora, con la presidenza di due persone di destra, Merkel e Macron alleati, la UE di destra sfida gli USA, pure loro di destra.Quindi stiamo assistendo ad un contrasto intercapitalistico tra due destre al potere.Contrariamente alle sciocchezze scritte da HP, non è Trump che maltratta la UE (non ha la forza per farlo ), ma è la UE che ormai snobba gli USA.

La scelta franco-tedesca di staccare l’UE dagli USA è stata fatta da tempo., subito dopo il Brexit. Ricordate che l’ Inghilterra era la quinta colonna USA in Europa.
Ricordate che io avevo ipotizzato che Renzi voleva sostituire l’ Inghilterra coll’ Italia, come serva degli USA ,e per questo fu pesantemente aggredito (cacciato dalle loro riunioni ) da Merkel & co.Gli USA sono una nazione in pieno declino economico e politico (vedi il livello intellettuale di Trump e le intromissioni di Putin ).Esistono parecchi libri che descrivono il declino USA. Li ho indicati in un mio intervento su HP. Uno persino pubblicato da Mondadori (Berlusconi ).Non penso che la destra europea, ora egemone , sia contenta di dover ubbidire agli USA, perdendo spesso soldi ( vedasi le sanzioni alla Russia ecc. ).L’UE è un’area economica piu’ ricca degli USA.Per i ricchi europei Putin non costituisce nessun pericolo “rivoluzionario “.Ormai è arrivato il momento per Germania & co di dare il benservito agli USA.

Stiamo tentando un ragionamento storico-politico. Si parla di rapporti di forza, di realtà politiche ed economiche di rilevanza mondiale,non di “preferenze personali “.Tanto per capirci, la informo che io non “preferisco ” nulla. Ora qui cerco solo di capire. Ovviamente il mio giudizio politico, essendo io un marxista, è negativo su tutti: USA, UE, UK.Finalmente qualcuno si sveglia! Non si può delegare la nostra protezione e le nostre politiche agli altri, USA o Putin che siano! Occorre che gli Europei facciano il salto di qualità e capiscano che possono svilupparsi e mantenere il loro elevato tenore di vita solo facendo quadrato.Speriamo sia la volta buona.

PS: Per me , ormai, stiamo solo a dover scegliere (e in fretta !) da che parte stare ed agire di conseguenza. O “sovranista” o “globalista” certo la storia insegna, e non fidarsi (completamente ) è meglio, ma il domani dobbiamo decidere se ce lo costruiamo da soli o in compagnia. Poi sul “come” si vedrà avendo scelto il “cosa & perché”.

“domandinen” (tipo sturm truppen): siete voi d’accordo che 13-15 stati da soli valgono poco e che insieme, invece, da nani si trasformano in giganti capaci di “combattere” meglio le battaglie per non trasformarsi in colonie di USA(GB) – Russia – Cina ?

Siete voi daccordo a fermare i flussi migratori in Turchia e Libia, prima che approdino da noi , in Europa ?

Siete voi d’accordo che ci vuole un’autorità unica per rilanciare gli investimenti e far ripartire la crescita (andando in deroga o meglio ancora mandando in soffitta il fiscla compact) ?

Personalmente sono “globalista” con garanzie certe di reddito minimo, a garanzia di un’esistenza libera e dignitosa (possibilmente) basata sul lavoro (e se si riesce ad averlo per tutti è meglio)

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Ahhhh, ahhhh, 30 0 40 ubriachi senza sapere niente, fanno click click e le proposte dei 5stelline finiscono nel cesso.Per principio non credo a quello che dice grillo mi auguro che facciano una legge che duri e non che se uno si sveglia male la mattina poi riesce a buttare giù il governo in carica se ci riescono complimenti a settembre si vota spero .

29 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Via libera dei grillini al sistema tedesco: pronto il patto a tre Pd-M5S-Fi sul proporzionale.Grillo: “Voto il 10 settembre, no a compromessi”

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Altro che democrazia dei cittadini! A parte l’esiguo numero di votanti gtillini, 29.000 su 8.000.0000 mil. di simpatizzanti, come si può dare un consenso su una legge inesistente che deve essere ancora discussa e votata in Parlamento e che la stesura finale potrebbe contenere emendamenti che la trasformerebbero?
Una votazione più da adepti consenzienti più che una libera approvazione ponderata.Grillini…se si vota il 10 settembre i parlamentari manterranno lo stesso il vitalizio in quanto le nuove camere sanno formate DOPO IL 15 SETTEMBRE. Grillo vi prende per DEFICIENTI e mente sapendo di mentire. Persona squallida che si approfitta di chi si fida di lui, sbagliando.la legislatura finisce quando si insediano le nuove camere non quando ci sono le elezioni; quindi i i vitalizi scatterebbero comunque anche votando il 10/9 …ma per il popolo del blog conta quello che dice il capo mica come stanno realmente le cose.

FUORI TEMA:Come si può continuare a fare affermazioni sui fallimenti di Renzi senza mai citare nessun dato?
Così come far finta d’ignorare che è stato l’Ulivo di D’Alema con Berlusconi a portare in 20 anni alla rovina un paese prima competitivo, come ben sa chiunque si sia preso la briga di guardare i dati sull’andamento della produttività, PIL, reddito medio pro-capite (=salari medi) , digitalizzazione… dell’Italia rispetto agli altri paesi europei dal ’95 al 2014.
Mostrano un paese senza crescita, completamente fermo dal ’95, senza nessuna variazione tra i periodi dell’Ulivo e quelli di Berlusconi, mentre gli altri paesi del G7, crescono costantemente fino ad avere il 30% in più dell’Italia in tutti parametri citati che determinano la competitività di un paese. Rispetto all’Italia anche Spagna e Portogallo son cresciuti del 20% in più.
Renzi ha raccolto attorno a se quelli che han preso atto della situazione del paese e vogliono impegnarsi positivamente per ridargli un futuro. Le alternative o rappresentano un passato di chi ha fatto spese a debito per 20 anni fino al 130% del PIL senza nessun investimento portando il paese al continuo declino e fallimento, o il nuovo dei padroni 5S che ancora propone solo di spendere e poi non saprbbe far nulla, come si sta ormai vedendo chiaramente a Roma .

Con la crisi del 2011 il vecchio Ulivo e Berlusconi, per non fallire, han poi dovuto sostenere l’austerità e la macelleria sociale di Monti, fatta solo di tagli e tasse infami sui redditi più bassi che ha fatto perdere di colpo il 25% di produzione industriale, più di 1 milione di posti di lavoro e fatto crescere le famiglie sotto soglia di povertà da 2 a 4 Milioni, fatto perdere quasi il 10% di PIL e nonostante ciò ha anche peggiorato il rapporto deficit/PIL che era al 3% quando il governo Renzi è partito.
Sono tutti dati verificabili facilmente.
Per la perdita del 30% di produttività che è l’origine di tutti i mali vedi:
http://voxeu.org/article/productivity-italy-great-unlearning
Per la perdita del 30% di reddito medio pro-capite che ne consegue. Vedi
http://ec.europa.eu/eurosta/tgm/table.do?tab=table
Per la 25esima posizione nell’Indice generale DESI (Digital Economy & Society Index), che misura le performance digitali di un paese
vedi: https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/desi
In 20 anni siamo finiti ultimi in un qualsiasi indice di competitività, compresa la giustizia che è una delle peggiori del mondo con tempi di risoluzione delle cause tra i peggiori d’Europa. Vedi:
http://ec.europa.eu/…/files/justice_scoreboard_2016_en.pdf

Tutto questo ha generato 6-7 milioni di CoCoCo senza diritti, giovani disoccupati al 46%, e una corruzione che non ha uguali, mentre la “Sinistra” e Berlusconi giravano la testa dall’altra parte. In 20 anni l’Italia, da essere competitiva è finita ad occupare le ultime posizioni in tutte le classifiche che stimano la competitività di un paese in tutti i settori e il livello generale di benessere e i servizi disponibili per i cittadini.

Con Renzi è cominciato il risanamento, si sono attuate molte riforme, tutti i parametri economici sono diventati positivi. E’ da ignoranti e faziosi dire che il governo Renzi non ha fatto niente.

Prima del Jobs Act per 6-7 milioni di CoCoCo c’era solo la prospettiva di un contratto a termine senza pensione né mutui o la disoccupazione-
Questi soni i risultati (ISTAT) prima e dopo Renzi:
Crescita PIL: da -2,3 a +1,8 %
Occupati totali: +680 mila
Occupati dipendenti permanenti: +450mila
Tasso disoccupazione giovanile (ISTAT): -10 %
Produzione industriale: +2,3%
Export: +7,4%
Bilancia commerciale: +18,3 mld
80 euro per 11 milioni di lavoratori italiani, 14ma per chi ha una pensione sotto i 650€ e altre “mancette” che hanno dimezzato le famiglie che devono fare debiti o attingere ai risparmi per arrivare a fine mese
Renzi ha anche ridotto costantemente il deficit annuo dello stato rispetto agli anni precedenti. E’ quello che conta perchè tagliando si sarebbe riprodotta la macelleria sociale fatta da Monti aggravando i problemi senza risolverli. Per i dati vedi:
http://www.tradingeconomics.com/italy/government-budget
Era del 3% nel 2014 quando Renzi è arrivato, è sceso al 2,6% nel 2015 e al 2,4% nel 2016. Doveva scendere al 2% nel 2017 ma Renzi è riuscito ad ottenere maggior flessibilità per 0,2% per poter investire. Lui voleva +0,4% ed ora la UE vuole lo 0,2% indietro che forse non avrebbe richiesto se lui fosse rimasto e il paese mostrava finalmente di voler fare le riforme.
Con le riforme e l’ammodernamento iniziato con Renzi finalmente oggi gli investimenti su nuovi macchinari sono ripartiti (+22% nel primo trimestre 2017) e l’Italia è al terzo posto in Europa cone numero di industrie che crescono di più, una cosa che non si vedeva da 20 anni.
I vecchi come Berlusconi, Lega, D’Alema e Bersani hanno già fallito e Fitch ha appena abbassato il rating Italia a “BBB” per crescita populismo 5S e rischi governo debole.

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Soprattutto, la priorità delle notizie sarà decisa sulla base dei click.questo spot grillino fatto dalla direttora(super grillina) e da uno dei tanti incompetenti faziosi prepotenti e saccenti grillini é pagato da grillo o da tutti i contribuenti?

29 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Roberto Fico a In Mezz’ora: “La vicenda Campo Dall’Orto in Rai è un fallimento di Renzi”

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Ah beh se lo dice Fico ” che la vicenda Dall’Orto in Rai è un fallimento Di Renzi” possiamo stare certi che è stata un successo.Ma dai Roberto scendi…dal fico.Altro suggerimento lo darei, Un certo Grillo. Che ne dite.Che poveretto, fa pena. almeno leggesse quello che dice carlo freccero a proposito di campo dall’orto. siete spaventosamente ignoranti e sbruffoni.Leggere richiede anche la comprensione del testo, e qui non c’è trippa per gatti,con questi perdiamo SOLO tempo.

E dunque d’ora in avanti i dirigenti e i giornalisti rai tv verranno selezionati con una inserzione sui principali giornali internazionali. Invio dei curriculim e interviste. Insomma il metodo usuale e come per i musei.

Su una scelta sbagliata i pentadenti non riescano neanche ad anticipare il passo indietro di Renzi,nulla da dire? Urla a gogo solo per Guidi,Capua,Errani ed una sfilza di
altre persone per bene indicate dai Travagliati di turno.Io propongo una figura istituzionale di alto profilo, colta, preparata, forte personalità e assolutamente superpartes: la senatrice Paola Taverna che ne dici Fico.

Dal punto di vista finanziario la Rai sta vivendo un buon momento’: grazie alle scelte di Renzi e del canone in ‘bolletta’. Se un dirigente non va, lo si cambia. Punto.Poi io mi domandooo, ma renzi è un incubo per tuttiiiiiiiiii invece di rispondere su cosa le chiedono tirano sempre in ballo renziiiiiii .Per me hanno tutti pauraaaaa e se la rai è in ottima salute grazie a Renzi.

Il Fonzi della vigilanza ammette che i conti della RAI non sono accettabili e cosa chiede? La riconferma dell’uomo nominato da Renzi che li doveva gestire!
Sembra che i telegiornali non siano di suo gusto, sarà mica perchè lui invece di viglilare si occupava di osteggiare le imprese della patata bollente? Con uomini come Fico e Di Maio nelle istituzioni l’italia non ha speranza.

Dall’Orto, ha favorito troppo la presenza di M5S, nelle trasmissioni RAI: è vergognoso, che si debbano assistere a dei mologhi dei 5 stelle, senza un minimo di contradittorio, come questa intervista e quella a Di Maio, fatte di frasi fatte ed imparate a memoria. E la direttora che fa interviste supine ai 5s ogni 3×2 no? Per la modica cifra di 40 mila euro mensili mi azzerbino pure io.Mi metto in lista?
Giusto che a ridosso delle elezioni politiche, venga scelto un direttore che ridimensioni la presenza di M5S nelle trasmissioni.

In Rai e in altre TV c’è un surplus di M5S dopo che sul blog Grillo ogni giorno i vari giornalisti venivano accusati di stare contro.Ma è una buona ragione per romperci le scatole in modo indecente ? Pago il canone e guardo poco la TV ma appena so che c’è uno di questi soggetti cambio canale. Mi danno la nausea.

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La nipotina Mauro della zia dalemiana annunziatona ha sempre degli scoop che sembrano quelli di traraglio, a forze di sparare cavolate arriva sempre quella volta che per una legge statistica ci becca

23 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Renzi pronto ad abbandonare il Rosatellum per Silvio.Domani verrà adottato in commissione ma il segretario Dem immagina un proporzionale tedesco, M5s permettendo…

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Eccola la troll operosa con il solito psico-mantra travagliato : non avevi detto che abbandonavi la politica? La propaganda grillo-travagliesce vi ha devastato la psiche.

Bastava riportare le dichiarazioni della Boschi e di Del Rio e questo articolo la signora Mauro se lo poteva risparmiare in quanto costituito da inutile gossip. Ma l’obiettivo di emettere il solito schizzetto di sterco verso il PD e il suo segretario è sempre presente ai bravi impiegati HP, se no non arriva il premio di produzione

Cinque giorni fa l’autrice Angela Mauro di questo articolo scriveva che sul Rosatellum si faceva sul serio e si andava in fondo. Ora, con rispetto, ma che senso ha ‘sta gara a chi la spara più grossa? Ne dite di ogni così, quando qualcosa per la legge dei grandi numeri si realizza, potere dire “l’avevo detto io!”?

Povero frustrata… l’abbandono di Renzi della politica è ormai l’unico argomento che può realizzare la tua voglia! Scordatelo! Un leader lo si smonta smontando la sua politica non certamente confidando sui pettegolezzi e sugli attacchi personali… 20 anni di Berlusconi lo dimostrano! Cè voluto Renzi per mettere il leader della destra in ginocchio! ma non riesco a capire perchè Renzi deve lasciare la politica. Renzi sarà votato da milioni di italiani e se a Lei non piace non lo voti. La democrazia è rispetto delle opioni degli altri.

Sarebbe interessante questa domanda se nel frattempo non avesse chiesto a 2milioni di persone cosa ne pensano e il 70% non gli avesse chiesto di continuare a rappresentarli. Meno comprensibile perchè Grillo che lo disse dopo le europee, senza alcun mandato elettorale che lo ri-ergesse a leader dei 5S invece stia ancora lì dopo che a dichiararsi fuori fu lui.

POI: Vogliamo fare una verifica di tutte le cose “promesse” da tutti i politici, inclusi i 5 stelle? Credo che alla fine della verifica non rimarrebbe in campo nessuno. Conclusione : a voi sta sul ….Renzi e se ne deve andare, a me stanno sul …. Speranza e Di Battista…. tanto per dirne due. Solo che io non sono ossessionato come voi. Grillo disse che se non vinceva le Europee mollava tutto …. l’ha rispettato? No! .. e allora non parlare “ad cazzum” giusto per essere francescani.Ma siete sicuri che togliendo dalla scena Renzi.Grillo,Casaleggio e i loro burattini ci daranno tempi migliori.?……. Io ho forti dubbi !

LEGGE ELETTORALE:Ma quale caos! Si fa una proposta, si tasta la volontà altrui e se si capisce che non passa se ne propone un’altra, fino a che non si riesce a trovare una maggioranza che l’approvi. Conosci un’altro sistema? Scrivimelo qui per favore e vediamo se tu sei il genio che conosce un’altra formula. lo sai che per approvare una legge ci vogliono i VOTI? E che il pd da solo non ha la maggioranza? Non te l’hanno insegnato a scuola?Il problema vero è che ognuno vuole una legge pro-domo sua. In questo bailamme se Renzi riesce a portare a casa una legge elettorale (qualunque sia) meriterebbe una medaglia al valore.Rosatellum, Porcellum, Consultellum per il M5S la legge elettorale perfetta potrebbe essere il Fascistellum (sponsorizzata sopratutto da Di Battista & Papà), oppure l’Ubriachellum.

CI SONO DELLE ZANZARE FASTIDIOSE ….. tipo un certo GRULLO che vivono di punzecchiature e niente altro.La notte non dormono aspettando da me la verifica delle incongruenze dei politici. Ebbene, cominciamo.
Grillo dichiarò che avrebbe mollato tutto se avesse perso le Europee.
Grillo ha parlato per anni in modo sconsiderato contro i vaccini ed ha tirato i remi in barca solo quando persino la stampa internazionale lo ha bastonato.
I 5 stelle avevano annunciato il sostegno alla legge sulle Unioni Civili ma poi hanno votato contro, alla faccia dei diritti.
I 5 stelle marciano per il Reddito di Cittadinanza ma in Parlamento votano contro le misure di contrasto alla povertà (1,5 miliardi) stanziate da Gentiloni.
i 5 stelle sparavano alto zero contro l’Italicum ed ora usano l’Italicum come base della loro riforma elettorale. Può bastare?
Quanto poi ai giudizi di certe zanzare (GRULLESCHE) sul PD e sui suoi elettori, continuamente dileggiati e trattati come delinquenti organizzati gli dico : ma vi siete mai guardati allo specchio? Secondo me non lo avete mai fatto per paura di essere assaliti da un irrefrenabile istinto suicida.
A noi va anche bene che voi vi salviate, perché così possiamo continuare a godere delle vostre incommensurabili co…..ate.GRULLO, chi è costui?

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Il suo, un cammino irto di difficoltà, fece crollare il muro di indifferenza, incompetenza e complicità attorno alla mafia trasformando il magistrato in una icona della legalità

23 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Vita e morte di Giovanni Falcone, 25 anni dopo la strage di Capaci.È un pomeriggio caldo, di luce violenta. Un sabato italiano del 1992. La terra trema, sembra una scossa di terremoto. Ma è una carica di cinquecento chili d’esplosivo che ingoia Giovanni Falcone, al km 4+773 dell’autostrada che corre dall’aeroporto fino alla città. Allo svincolo di Capaci, prima della grande curva.

Capaci, 25 anni dopo: vita e morte di Falcone

Falcone voleva vivere e i suoi nemici non erano solo i mafiosi.Uno dei principali motori dell’ostilità contro il magistrato, che nella vita collezionò tante sconfitte, fu l’invidia. Contro di lui giochi di potere e strumentalizzazioni .

A venticinque anni dalla strage di Capaci un bel libro di Giovani Bianconi, cronista di razza del Corriere della Sera (“L’Assedio”, sottotitolo : “Troppi nemici per Giovanni Falcone”, Einaudi Stile Libero Extra), ci restituisce la complessità della figura del magistrato diventato l’icona della lotta alla mafia. Una complessità che dovrebbe scoraggiare chiunque dallo strumentalizzazione della sua figura e della sua opera al fine di piegarle a una contingente polemica. Falcone fu attaccato ora da destra ora da sinistra.

Fu, il suo, un cammino irto di difficoltà, perché fece crollare il muro di indifferenza, incompetenza e complicità che ha consentito a Cosa Nostra di diventare qualcosa di molto diverso da una semplice organizzazione criminale.

Quando Falcone arriva a Palermo, la sua prima inchiesta importante svela la nuova geografia del potere mafioso, con i corleonesi di Totò Riina all’assalto della vecchia aristocrazia mafiosa: traffico di droga, riciclaggio, connessioni con il sistema bancario e con il potere politico, tutto cambia di mano. I corleonesi non usano il guanto di velluto, cadono i boss della mafia perdente, ma anche  gli uomini con i quali Falcone lavora: Gaetano Costa, Rocco Chinnici, Calogero Zucchetto, Ninni Cassarà. E altri uomini delle istituzioni: Cesare Terranova, Piersanti Mattarella, Emanuele Basile, Pio la Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Da lì parte la strada che porterà al pentimento del boss Tommaso Buscetta e al maxi-processo.

Per la prima volta la mafia viene descritta come un’organizzazione unitaria, governata da una “cupola” che decide le strategie e gli omicidi politici. Per la vecchia aristocrazia mafiosa l’omicidio politico è una extrema ratio: vi si fa ricorso solo quando non si può fare altro. Per i corleonesi è invece il modo di affermare un potere assoluto che (si capirà dopo con l’omicidio di Salvo Lima) non esita a togliere di mezzo, oltre che gli uomini delle istituzioni che, spesso isolati, li combattono, anche  i vecchi amici diventati inutili. “Cosa Nostra – afferma- è autonoma rispetto alla politica. Il rapporto è alla pari, in diverse occasioni di superiorità del boss sul colletto bianco”. Non nega i rapporti tra mafia e politica, ma vede che mentre prima la mafia accettava di obbedire alla politica, ora vuole mettersi al posto di comando.

Falcone comprende questo mutamento, anche grazie agli input di magistrati come Gaetano Costa e Rocco Chinnici, ma fa un salto: modifica i metodi di indagine. Non si ferma agli esecutori materiali degli omicidi di mafia, cerca i flussi di denaro del traffico di droga che passano attraverso le banche siciliane e di qui le connessioni con pezzi della classe dirigente dell’isola. Dopo la confessione di Tommaso Buscetta comprende l’unitarietà del fenomeno mafioso e sviluppa, con l’appoggio di Antonino Caponnetto, un metodo di indagine coordinato: se la mafia ha un vertice unico che decide tutto, occorre una mente investigativa che sappia collegare i singoli eventi criminosi.  E così nasce il pool antimafia, che concentra e coordina le indagini sui delitti mafiosi.

Fino a quel momento, consiglio la lettura del libro di Peppino Di Lello (“Giudici”, Sellerio) uno dei membri del pool, ogni singolo delitto veniva letto separatamente e veniva negata l’esistenza di una centrale di comando unica.  Il che portava a una serie di assoluzioni a raffica per “insufficienza di prove”. Ciò vuol dire che Falcone costruiva teoremi giudiziari a prescindere dalle prove? Nient’affatto, perché egli cercava minuziosamente le prove: conti bancari, dichiarazioni dei pentiti attentamente verificate e giudicate utilizzabili sono in presenza di riscontri.   In questa fase, ci ricorda Bianconi, i suoi principali avversari furono all’interno del palazzo di giustizia palermitano e in quelle forze politiche di governo (Dc e Psi) che vedevano loro esponenti coinvolti nelle indagini: lo consideravano un “giudice sceriffo”, uno che non andava tanto per il sottile sulle regole. Allora fu difeso da un largo fronte antimafia che coinvolgeva il Pds, la Rete di Leoluca Orlando, primo sindaco antimafia di Palermo, i movimenti antimafia della società civile.

I suoi avversari, anzitutto dentro la magistratura, contrastano questa impostazione, alcuni perché pensano che tale metodo violi le garanzie, altri perché adagiati nell’antica logica del “contenimento” del fenomeno mafioso, tipico di un sistema che aveva imparato a convivere con la mafia. Peccato che la nuova mafia dei corleonesi non voleva convivere, ma prendere il bastone del comando. È questo che Falcone capisce. Era stato il primo a mettere per iscritto,  parlando dei  grandi delitti politico-mafiosi,  che Cosa Nostra aveva compiuto un salto di qualità e che, dopo aver decapitato negli anni ’80 i vertici delle istituzioni siciliane che le si opponevano, stava alzando il livello della sfida. Aveva deciso di regolare con il tritolo i suoi conti con la politica. Di rompere l’antico patto di convivenza.

“Il giudice sceriffo”, “Il giudice protagonista”, “Ficcando il naso nelle banche  si uccide l’economia siciliana”. È questo il tono delle accuse rivolte a Giovanni Falcone nei primi anni ottanta. Vengono soprattutto dall’interno della magistratura palermitana, dove in troppi si sono adagiati  sul quieto vivere con la mafia – ignari che la nuova mafia dei corleonesi non intende convivere, ma comandare –  o complici.

È in questo momento, siamo nella seconda metà degli anni ottanta,  che viene l’attacco ai suoi metodi d’indagine, che viene bocciato in diverse occasioni dal Csm per ricoprire funzioni dirigenziali a Palermo e al suo posto vengono nominati magistrati che smantellano il pool, suddividendo e spezzettando le indagini, assegnandole a magistrati che non hanno alcuna esperienza di mafia.

In questa fase, ad attaccarlo sono, insieme a un pezzo del palazzo di giustizia palermitano, i partiti di governo, le cui classi dirigenti siciliane sono inquinate dalla complicità con la mafia.

Anche se gli mettono sopra capi che distruggono il metodo del lavoro del pool, Falcone accetta di restare e cerca un compromesso, nella convinzione che le cose possano essere cambiate solo dall’interno.   Nel frattempo, mentre il maxiprocesso da lui istruito ha decretato condanne per tutti i capi della cupola mafiosa, subisce un attentato nella sua villa al mare il cui fallimento, invece che far comprendere il livello cui era ormai giunto lo scontro, viene utilizzato dai suoi avversari per insinuare che si tratta di un “finto” attentato, costruito per puntellare la posizione del giudice ormai isolato nel palazzo di giustizia palermitano.

Ed è in questa fase che la sua scelta di restare, malgrado le difficoltà, rovescia il quadro degli schieramenti. Incrimina il pentito Pellegritti che accusa Salvo Lima (il proconsole di Andreotti in Sicilia) di essere il mandante dell’omicidio Mattarella, perché non trova riscontri alle sue accuse. E viene accusato da Leoluca Orlando di “tenere nei cassetti le prove” delle complicità politico-istituzionali con la mafia.

Falcone pensava che non bastasse una ricostruzione storica, per quanto suggestiva, a mettere sotto accusa questo o quel politico. Sapeva, dunque, di dover inoltrarsi su quel terreno minato, ma non si spingeva oltre quanto gli consentissero gli strumenti dell’azione penale, perché sapeva che un’accusa non sorretta dalle prove avrebbe santificato l’accusato.

Poi, dopo il fallimento della sua candidatura al Csm, accetta la proposta del ministro di Grazia e Giustizia, il socialista Claudio Martelli, di diventare il direttore dell’ufficio affari penali del ministero. Pensa che da lì possa fare quel che non gli è più consentito di fare con le indagini e immagina di trasferire, a livello di politica penale, le sue competenze nella lotta alla mafia. Elabora quindi l’idea della Superprocura antimafia, che viene però contrastata, soprattutto dai suoi vecchi sostenitori di sinistra, i quali temono che, attraverso di essa, possa passare la logica del controllo da parte del governo dell’attività della magistratura.

Non è questa la sua intenzione, ma nel fuoco dello scontro politico diventa il bersaglio di una lotta che lo travalica. Le parti si rovesciano: chi lo considerava prima “uno sceriffo”, ora lo considera un eroe e chi prima vedeva in lui l’integerrimo paladino antimafia ora lo vede come un uomo del governo nemico dell’indipendenza della magistratura (era il governo Andreotti).

Lui va avanti per la sua strada, perché sa che Cosa Nostra ha lanciato una sfida che richiede una diversa organizzazione della lotta antimafia e pensa che l’incrinatura del rapporto tra la mafia e i suoi vecchi referenti può aprire spazi nei quali inserirsi per sconfiggere l’offensiva mafiosa.

La posta in gioco è la conferma in cassazione delle condanne del maxi-processo. L’Assassinio di Antonino Scopelliti, che avrebbe dovuto sostenere l’accusa, dimostra quanto Cosa Nostra tenga a quel processo. Siamo nel 1991. Quando le condanne vengono confermate, Totò Riina decide che è ora di “rompere le corna allo stato”. Progetta di assassinare Falcone a Roma, ma è complicato. Nel marzo dell’anno successivo, il 1992, viene assassinato Salvo Lima, che non aveva mantenuto le promesse di aggiustamento del maxi-processo. Falcone capisce che il messaggio è devastante: tolti di mezzo i mediatori, poi toccherà ai nemici di Cosa Nostra. E lui è il primo della lista.

Cominciano alcuni mesi di attività febbrile, che Giovanni Bianconi ricostruisce nel suo libro “L’Assedio” (Einaudi Stile Libero Extra) restituendoci tutta la drammaticità di quei momenti. Istituita tra le polemiche la Superprocura antimafia, Falcone non si fa illusioni sul fatto che la sua candidatura possa passare, come  confida a un cronista di Repubblica, Giovanni Marino: “Inutile farsi illusioni, non credo che sarò io il superprocuratore. Ma non mi importa granchè. Quello a cui tengo veramente è che la Direzione nazionale antimafia entri al più presto in funzione…Cosa Nostra delinque senza soste, mentre noi litighiamo senza soste”.

È una specie di corsa contro il tempo. Ma tempo non c’è n’è più. E così il 23 maggio, a Capaci, la sentenza viene eseguita.

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Maledetti! e la reazione dell'occidente sarà come al solito adeguata e senza pietà : gessetti colorati, candeline profumate e sfilate per la pace nel mondo.

23 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Manchester, attacco terroristico al concerto per teenager:22 MORTI, 59 FERITI - Un kamikaze si fa esplodere al concerto per teenager di Ariana Grande. Bbc: "Bambini tra le vittime". Theresa May: atto orrendo. Attentato più grande da quello a metro di Londra nel 2005. Nella notte mobilitazione umanitaria della città. Sospesa campagna elettorale.

Risultati immagini per Manchester, attacco terroristico a concerto per teenager: 22 morti

Centinaia di migliaia di messaggi di cordoglio, non un singolo messaggio di condanna dai milioni di moderati islamici. Ecco che, in barba alla ciance di Jorge Bergoglio, i maomettani continuano la loro mattanza in nome di Allah.Questi pazzi godono uccidere, per avere 16 vergini ed incenso:si accontentino subito! Si usi la pena di morte, perché piaccia o no, il buonismo è fallito.

I paesi Islamici, sono loro che devono fare piazza pulita di questi terroristi " Radicali Liberi ". Ebbene, si applica la pena di morte non mantenerli a vita a spese dei Cittadini nei vari Carceri, oltre a rischiare la pelle nel dargli la caccia, ci si mettono pure alcuni magistrati che in Italia non rischiano nulla, arrestatano Agenti 007: indipendenza sì, o imbecillità, ancor meglio, la Legge non è uguale per tutti. Ovvio, Pena di morte è necessaria per Mafie, Terrorismo, Trafficanti di Esseri Umani e Serial Killer: o meglio scotto e bidonati e agli anniversari mentre il Gen. Dalla Chiesa deluso e Falcone trombato alla DIA peggio di Grasso?

Questo e' l'Islam,una religione intollerante ,ubriacata dalla fede pronta al martirio per sottomettere gli infedeli.Si sentono superiori alle altre religioni,non le tollerano e continuano a combattere per il profeta.Leggete il CORANO anche pochi Sure (capitoli) per capire.Si trova facilmente in internet .Es. Sure:3-8-9-33.Bastano solo queste per capire.

Se consideriamo gli Stati che si autodefiniscono «Repubblica islamica», quali il Pakistan, l’Iran, Mauritania e Afghanistan, in aggiunta all’Arabia Saudita che ha adottato il Corano come Costituzione, ebbene nessuno di loro è democratico. Ma più in generale dei 56 Paesi membri dell’Organizzazione per la Conferenza islamica e che hanno una popolazione a maggioranza musulmana, nessuno rispetta pienamente i parametri della democrazia sostanziale così come è concepita e praticata in Occidente.
Nella gran parte dei casi la democrazia è trattata alla stregua di un rito formale, che si 
esaurisce nella messinscena delle regole del processo elettorale per legittimare il perpetuamento dei regimi autoritari al potere e violando comunque i diritti fondamentali della persona che sono l’essenza della democrazia sostanziale...Perfino i musulmani praticanti che beneficiano della democrazia in Occidente, compresi gli autoctoni convertiti all'islam, considerano la democrazia come uno strumento utile al radicamento del loro potere con il fine dichiarato o tacito di sostituirla appena possibile con la «shura», cioè un organismo consultivo, dove ai partecipanti è concesso soltanto definire le modalità attuative della sharia, la legge islamica.

La radice del problema è la mancata separazione tra sfera religiosa e statale, cioè tra diritti civili e religiosi.

Ma no, è un attentato dell'asse del Bene... non esageriamo! I cattivi sono Russi e Iraniani secondo i nostri padroni, ricordatevelo... non a caso Trump  continua ad armare i Sauditi, modello di tolleranza e per nulla estremisti religiosi... purtroppo questo è il prezzo da pagare (tanto lo paga le gente comune).

 

 

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La totale solidarietà a Feltri.Completamente d’accordo con Feltri. il fatto non fa giornalismo ma lotta politica, a volergli dare una patina di nobiltà, assomiglia molto ad una fogna.

19 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Marco Travaglio contro Mattia Feltri: “Non farci la lezioncina” Il giornalista de La Stampa: “Sei un disonesto, miserabile”

Sentite questa sentite che bella lezioncina ci impartisce Mattia Feltri su La Stampa. Prima lacrima come una vite tagliata perché pubblichiamo un colloquio del 2 marzo, “nel giro di due mesi e mezzo”; poi piega che si tratta di “una fuga di non notizie”, un “verbale di scarto”, robaccia. Quanto alla “non notizia”: come mai tutti i giornali, compreso il suo, ne parlano da tre giorni? Quanto all’intercettazione uscita “nel giro di due mesi e mezzo”, la pagina 2 de La Stampa è dedicata a un’intercettazione del capitano Scafarto, spacciata per un’accusa a Woodcock con un titolo che non corrisponde a testo e neppure all’articolo. Sapete di quando è? Del 10 aprile 2017. Quindi: se il Fatto pubblica una telefonata “nel giro di due mesi e mezzo” è una vergogna, se invece La Stampa ne pubblica una nel giro di cinque settimane è cosa buona e giusta. Non si fa prima a dire subito che le intercettazioni sgradite a Renzi sono brutte e quelle gradite a Renzi sono belle? Almeno si evitano certe figure di Stampa.

La replica di Feltri.Stavolta mi sembra davvero troppo. Arrivo al punto”, scrive Feltri.Bisogna mettere giù un paio di punti. 1) C’è una differenza fra l’intercettazione a Scafarto sulla Stampa e quelle del Fatto. Quella a Scafarto è depositata in un fascicolo e ha rilievo penale, quella fra padre e figlio Renzi non ha rilievo penale, non è stata nemmeno trascritta ma incredibilmente finisce lo stesso in redazione e in pagina. Lo stesso, ed è anche peggio, succede all’intercettazione fra Tiziano Renzi e il suo avvocato. Una folle violazione dei diritti della difesa, ma ormai è tutto buono. 2) A me non piace nemmeno la pubblicazione dell’intercettazione a Scafarto, nonostante sia una pubblicazione legittima. Lo scrivo dai tempi del Foglio (anni Novanta) e grazie al cielo continuo a scriverlo sulla Stampa perché è un giornale che consente opinioni diverse. Ma questo Marco Travaglio non lo capisce o lo trascura. Ne riparleremo quando qualcuno scriverà sul Fatto che l’uso politico delle inchieste è criticabile. Succederà mai?

Travaglio e la sua banda di sicuro.
Se mettono uno stop alla pubblicazione selvaggia possono chiudere finalmente bottega.Aggiungo e falso: giornali come la Stampa, Repubblica, Corriere della Sera non ricevono contributi pubblici da anni.Continuate pure a mentire: la menzogna è la vostra vera essenza.

Completamente d’accordo con Feltri. Il fatto non fa giornalismo ma lotta politica, a volergli dare una patina di nobiltà, assomiglia molto ad una fogna. Io mi chiedo e vi chiedo: quale verità? perchè finora non ne è venuto nient’altro che chiacchiere, intercettazioni per niente rilevanti tra privati cittadini, un’inchiesta viziata da manomissioni da parte degli inquirenti, quale verità? non è che invece te grullomane e quelli come te, visto che te giudichi noi ed io ho criticato un giornalista come in tutti i paesi normali, legittimo, hanno sempre voglia di avere un obiettivo a cui dare sempre e comunque le colpe?Ma raccontaci a quanto ammonta la multa se dissenti dal tuo ducetto di genova. Poi parlate di democrazia, ipocriti.

Cari GRULLOMANI E FALSI QUOTIDIANI:Se aveste omesso l’ultima frase evitando giudizi e consigli personali forse sarebbe stato meglio, ma vi rispondo comunque 1) che Renzi chieda al padre di dire la verità dimostra solo che vuole che sia fatta luce anche se il padre ha commesso illeciti, 2) che la boschi abbia chiesto ad un banchiere di salvare la banca Etruria, non la banca del padre, magari un po’ di precisione non guasta,non è ancora stato provato, io aspetto le prove ed i fatti e non i sentito dir, dopo di che certo si fanno valutazioni politiche, ma dopo l’accertamento dei fatti; 3) per la consip c’è un’inchiesta in corso e aspetto la sentenza visto che io non sono nè un magistrato nè un inquirente per cui mi affido alla magistratura, finora quello che è uscito sono della manomissioni gravissime di un carabiniere su un verbale; certo che si devono fare valutazioni politiche e non solo giudiziare, ma ripeto, quando si accertano i fatti, sulle chiacchiere non giudico.

Come ho detto caro Travaglio, per decidere se un fatto è privato o politico, oppure reato. non dipende da ognuno di noi, e dai nostri personali pareri, ma dalla Magistratura che indaga e che poi, porta a processo i responsabili dei reati.Non dia consigli di lettura, quello che ha detto alla signora Feltri, se lo è, auto affibiato. Sa che le dico? Spero che succeda a lei che venga intercettato per un reato non commesso e che venga poi sputtanato (politicamente?) (moralmente?) (eticamente?) (tradimenti?) su un giornale. Vorrei proprio vedere cosa ne penserebbe della tutela della Privacy. Se una persona viene indagata e non ha nulla per cui esserlo, visto che il reato è stato derubricato o cancellato e il signore diventa un semplice cittadino, non può e non deve essere intercettato e le sue discussioni private, non debbono essere date in pasto alla gente. E’ questo quello che ha messo in rilievo il giornalista della Stampa. Che tu Travaglio abbia un filo conduttore con qualcuno che fa uscire queste notizie di irrilevanza politico-penale, solo per fare gossip. perchè di questo si tratta, fa anche pensare che ha avuto ragione il giornalista Santoro, (ricordiamo, che è quello che ha portato Travaglio in TV ) che, ha abbandonato il Fatto Quotidiano e che non lo sostiene più economicamente visto che era un azionista importante del giornale. Travaglio, le consiglio di leggersi l’articolo di Bonini su La Repubblica di qualche giorno fa, perchè solo così potrà capire cosa c’è che non va nel caso “incriminato” sul pm Whoodchok tanto che, della situazione, si sta occupando il CSM. per le discrepanze tra il procedere del pm di Napoli e quello di Roma. Dopo che lo avrà letto (immagino aborrisca il giornale sopra menzionato), ma se avrà la bontà di farlo, vedrà che c’è chi indaga seriamente e chi invece, fa melina oppure, getta fango addosso alle persone. Le sembra che sia così strano che la Magistratura romana si debba accorgere di errori, fatti da corpi dello Stato e da un’altra Magistratura? Capisco che anche senza volerlo si cada in errori, come ha specificato il Capitano responsabile delle intercettazioni (Scafato) e che si è addossato la responsabilità degli errori, tranne quello di inserire delle note sulle spie (anche queste false ), non le sembra, alquanto strano che, ci sia, qualche errore di troppo? Quindi, in ultima analisi, dovrebbe essere te più informato e più attento a dare giudizi su chi non conosce e che cerca, sinteticamente, di dare dei pareri personali.

OK:Ma basta non leggerti, al di la del fatto che voglio pure che paghi per leggermi le loro schifezze nel format online, io non cerco più neanche loro spunti.
Come capita più in generale con chi non fa il giornalista e commentatore che è un cosa, ma il contraltare del presunto potente o di chicchessia.
Non mi piace De Angelis e company che sul niente ricama debacle, indicibilità etc etc per una avversione a Renzi che nel giornale di Travaglio diventa la regola.
Non mi piace però neanche chi scrive articoli ridicoli come quello sui 5S trasformando un fatto, la presentazione delle mozioni di sfiducia alla camera anziché al senato, come un inciucio che è semplicemente, per tutte e due le parti, ridicolo.

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“Ok definitivo alla riforma Madia. Licenziamento per chi colleziona tre “bocciature” di fila” Camusso, Landini e compari pronti al referendum e ad una nuova “battaglia per la democrazia”

19 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Ok definitivo alla riforma Madia. Licenziamento per chi colleziona tre “bocciature” di fila. Tra le novità le assunzioni ‘extra’ per i precari e il nuovo codice dei licenziamenti.

Risultati immagini per Ok definitivo alla riforma Madia.

Accanto alle classiche false timbrature, assenze ingiustificate, false dichiarazioni per ottenere posti o promozioni e così via, le nuove regole impongono l’addio a chi viola in modo “grave e reiterato” i codici di comportamento, mostra uno “scarso rendimento” a causa di reiterate violazioni degli obblighi per le quali è già stato sanzionato, oppure va incontro a “costanti valutazioni negative”. Proprio qui arriva una delle novità dell’ultimo testo, perché la sua versione definitiva spiegherà che per determinare il licenziamento la valutazione negativa dovrà ripetersi per tutti e tre gli anni coperti da ogni contrattazione. Nella pratica, si distinguerà fra le “bocciature” ai fini economici, basate su parametri affidati alla contrattazione, e quelle ai fini disciplinari, che saranno determinate dai sistemi di valutazione. Subito in vigore anche il licenziamento per i dirigenti che con dolo o colpa grave evitano di attivare e concludere i procedimenti disciplinari. Alle procedure che si avvieranno dopo l’entrata in vigore della riforma si applicherà l’articolo 18 ritoccato dal decreto, che limita a 24 mensilità l’indennizzo se il giudice decide il reintegro.

Molto apprezzabili  gli sforzi della ministra nel voler con le regole calate dal ministero imporre un etica la dove la degenerazione ha raggiunto livelli indegni di un paese civile
servirebbe,basterebbe e si dimostrerebbe molto piu’ efficace lasciare mano libera alle regole di mercato e al merito armonizzando il piu’ possibile il lavoro del pubblico alle stesse regole cui e’ soggetto e sottoposto il privato.Anche se nel privato non tutto e’ “perfetto” . Pero’ bisogna arrivarci e non basta certo una legge che dica “da domani si fa come nel privato”, perche’ questa si’ sarebbe fumo negli occhi.E Di Maio che dice?

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