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Blog di bezzifer

L’unica cosa che apprezzo e’ “No a una legge elettorale per fermare Beppe per il resto professore, lei e’ stanco e ha perso lo spirito combattivo necessario in politica.

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Prodi “No a una legge elettorale per fermare Beppe Grillo: il rischio è di fargli un favore”

“Guai a muoversi in questa logica. Le leggi elettorali debbono essere per sempre, comunque per un lungo periodo. La mia esperienza mi dice che approvarne una dettata da un interesse a breve termine di solito finisce per ritorcersi contro chi la fa”. Poi sempre sulla legge elettorale, Prodi si dice “favorevole a una rivisitazione del cosiddetto Mattarellum. Credo sia l’unica maniera per ricreare un minimo di rapporto tra elettori e eletti”.

Il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre “credo – dice Prodi – che si discosti poco da quanto ho detto finora. È parte di una progressiva estraneità del popolo rispetto alle riforme. È successo in Italia un fenomeno simile a quello che si registrò con la bocciatura della Costituzione europea in Francia nel 2005. Il popolo non votò pro o contro il Trattato, ma contro il presidente di allora, Jacques Chirac”.

Anche Prodi abilmente o meno rigira la frittata. Il No ha rappresentetato la frittata e dopo tutto il ragionamento di Prodi dimostra che l’Italicum è la migliore legge elettorale. Chi vince governa compreso il m5s. Ora tutti vogliono il proporzionale che come in passato manterrebbe in parlamento i soliti noti ed il voto degli Italiani non conterebbe nulla. Piccole variazioni percentuali assicura gli attuali politici di rimanere in sella vita natural durante. La maggioranza ha votato No al referendum? Ben ci sta!

E’ evidente e forse quasi certo che vincerà le prossime elezioni il m5s. Ma con qualsiasi legge andremo a votare non avrà la maggioranza in parlamento per formare un governo. Ne esisteva solo una col quale l’avrebbe avuta, l’Italicum, ma presto sarà smantellata dalla consulta.Ora: Sento fetore di olio di ricino 5s. Comunque la partita coi 5s va giocata sul piano del fatto che si tratta di un movimento eversivo e se non si da delle regole che corrispondano al dettato costituzionale sara tenuto semplicemente lontano dal governare l’italia.Perché quanto mi riguarda io ritengo il popolo italiano, per un motivo o per l’altro, abbastanza prudente. Le elezioni politiche lo hanno sempre dimostrato. Nessuna fuga in avanti, nessun salto nel buio. Con una legge elettorale proporzionale e con collegi non troppo grandi, un premio leggero e la possibilità di scegliere il candidato, il M5s non va da nessuna parte se non si allea con qualcuno. E questo sarebbe un primo passo per “normalizzare” un movimento che sarebbe anche ora scendesse dal suo “olimpo” e prendesse coscienza che non è “unto da nessuna divinità”!

No, non va tenuto lontano dalle urne; ma va battuto alle urne, magari – per il momento – con un’alleanza innaturale tra destra moderata e sinistra, che probabilmente per il momento è l’unica strada percorribile. Ma non c’è bisogno di fare una legge contro Grillo, basta una legge a base proporzionale, perché Grillo può aspirare al massimo al 30% dei suffragi,e senza una politica di alleanza, che difficilmente può fare senza snaturarsi, il M5S non può andare al governo.E per fortuna che la Raggi lavora per noi.

Io ritengo che i partiti per presentarsi alle elezioni politiche debbano rispondere a criteri di trasparenza e democrazia, di qualità attualmente i 5s sono lontani anni luce.Non vorrei trovarmi con un pdc che ha firmato un contratto con penali con Casaleggio e Grillo se non ubbidisce agli ordini,una forza politica per presentarsi agli elettori debba avere criteri di trasparenza e democrazia interna attualmente assenti nei 5s. Ma se il padrone vuole può sempre porvi rimedio.

ANCHE se credo che gli italiani avrebbero molto da guadagnare facendo favori  Grillo. E avrebbero da guadagnare facendo un favore a se stessi. PERCIÒ: bisogna fare piuttosto una legge che escluda dal parlamento e dalla presidenza della repubblica chi è stato ed è colluso con le mafie, le massonerie, gli affaristi e i corrotti e i giudici non devono chiedere autorizzazioni al parlamento tutto deve essere trasparente !

L’unica legge elettorale che può mettere in difficoltà il m5s e’ il maggioritario a turno unico o doppio. Scendere sul loro terreno e sfidarli faccia a faccia, partito contro partito, col rischio concreto di perdere ed andare a casa. Solo così il pd può sperare di battere il m5s. Qualsiasi altra legge elettorale verrà vista dagli italiani come mero sotterfugio per salvare la poltrona. E la punizione sarà durissima. Ed in ogni caso non ci si illuda di poter incastrare m5s con una legge proporzionale più o meno rivista qualora dovesse vincere le elezioni. Perche saranno anche poco esperti ma fessi non lo sono di sicuro. A quel punto si cercheranno alleanze. gente disposta a rinunciare a qualcosa per andare al governo la si trova di certo. Anche col pd. Ovviamente non questo pd….

PS: IL DOGMA DELLA GOVERNABILITA
In democrazia ha diritto a governare chi ha una maggioranza superiore alla metà più uno! Non è necessario che sia plebiscitaria ma nemmeno ridotta all’esiguità di un solo voto. La maggioranza qualificata interviene per la condivisione di norme costituzionali o la nomina di figure rappresentative delle istituzioni. A mio avviso, questa qualificante tutela della democrazia dovrebbe essere estesa anche al voto di fiducia del governo. Ma abbandonando l’utopia di comportamenti, troppo virtuosi, fra le forze politiche è invece diffusa l’idea che la democrazia debba essere subordinata alla governabilità e consolidata da premi di maggioranza. La governabilità non è quindi fondata sul massimo consenso ma sul minimo utile, ossia la democratica prevaricazione della democrazia, perché i governi rappresentano una minoranza che si configura come oligarchia d’interessi particolari. La situazione peggiora se il sistema maggioritario è drogato con premi di maggioranza, fino al punto che un gruppo di privilegiati del 20/25 per cento, e anche meno, governerà sul restante 75/80 per cento della popolazione! Queste percentuali sono vicine ai dati statistici che rilevano l’iniqua distribuzione della ricchezza e l’ineguaglianza che è la causa principale del degrado del Paese. Chi sostiene il fantasioso premio di maggioranza, afferma che il governo non può essere ricattato da alleati di minori che impediscono o ritardano l’azione dell’esecutivo per interessi corporativi. Pertanto il premio di maggioranza consente di governare a un solo partito con un consistente numero di parlamentari, non eletti, da assegnare al maggior partito, ancorché di minoranza. I fatti hanno smentito che il maggioritario riduca il numero dei partiti che, al contrario, sono aumentati. Il sistema elettorale proporzionale non consente di governare a un solo partito, con meccanismi compensativi, estranei alla volontà del popolo, salvo il caso che ottenga la maggioranza assoluta dei voti. Di conseguenza si dovrà formare un governo di coalizione, quanto più rappresentativo del voto degli elettori. Il sistema più affidabile è quello proporzionale con un’elevata soglia di sbarramento che potrà disincentivare la dispersione del voto, e ridurre le rappresentanze nel parlamento a tre, quattro o cinque partiti. Peraltro l’elezione proporzionale non è divisiva, qual è invece quella maggioritaria e non esclude il pragmatismo che, in momenti di grande delicatezza, rendano possibile anche la collaborazione fra le forze politiche antitetiche. Con il sistema proporzionale si può e si deve ottenere la combinazione d’idee diverse e finanche contrastanti. Non è una coercizione insopportabile. È invece l’anima della filosofia dalla quale nasce la democrazia.
La soglia di sbarramento del sistema tedesco è il 5% ma credo che può essere alzata di almeno un punto. La giurisprudenza tedesca ha ritenuto che l’uguaglianza del voto, prevista anche dalla nostra Costituzione, non può limitare l’esigenza di assicurare la migliore capacità operativa degli organi legislativi e la stabilità del governo. La soglia di sbarramento è un fattore maggioritario che non ha la spudoratezza di attribuire a un partito di maggioranza relativa un numero opinabile di parlamentari non eletti. La dispersione del voto, a favore di partiti che presumibilmente non saranno rappresentati in parlamento, può essere una scelta consapevole dell’elettore. La democrazia è una filosofia imperfetta in cui il libero arbitrio deve trovare limiti nel realismo di un sistema istituzionale e l’attenuazione dell’uguaglianza del voto è certamente più accettabile e meno arbitrario della mistificazione di consensi mai concessi che producono false maggioranze.
Il premio di maggioranza attribuisce ai voti del maggior partito di minoranza una plus valenza che sottrae ad altri candidati il diritto di essere eletti. È la vera disuguaglianza del voto valido, reso inefficace per un privilegio discrezionale che non ha legittimazione nei principi costituzionali.
Le linee guida del sistema proporzionale, per la camera dei deputati, dovrebbero concernere alcune regole. Ampliamento del numero dei collegi, per un effetto maggioritario e per inserire nella scheda i candidati, con l’auspicio che il dimezzamento del numero dei parlamentari possa semplificare il metodo. Il divieto delle candidature multiple, per assicurare il legame dell’eletto con i propri elettori, favorito anche dall’aumento dei collegi. L’assenza di capilista o di liste bloccate. La preferenza unica esprimibile con un segno su un candidato scritto sulla scheda.

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Padovan sta portando l’italia al fallimento !Lo state dicendo di tutti i ministri delle finanze degli ultimi 40 anni, per cui Padoan è nella norma.Ma un mea culpa MAI.

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Pier Carlo Padoan a testa basta contro la Vigilanza Bce: “Basta opacità”

La richiesta di 8,8 miliardi per l’aumento di capitale di Mps “non è contestabile perché la vigilanza è un’autorità indipendente” ma sarebbe stato utile “avere dalla Bce qualche informazione in più sui criteri con i quali si è arrivati a questa valutazione”. Lo afferma, in un forum al Sole 24 Ore, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “la mancanza di informazione si traduce in opacità e le cose opache inducono a interpretazioni quasi sempre sbagliate”.

Era ora! Padoan ha interpretato un pensiero ricorrente negli italiani che rimangono stupiti e sconcertati dalla situazione delle banche e dell’impunità dei responsabili .

Queste sono le conseguenze del NO. Il fondo del Qatar era pronto e mettere due miliardi, e questo lo SI può verificare personalmente nel piano di previsioni investimenti 2017 dello stesso fondo reperibile in rete. Il problema che ha dissuaso l’investimento e’ stato il NO alle referendum, che tra le sue innumerevoli negatività,ci regala anche questa, che e’ solo una delle prime.A proposito ma dove e’ D’alema che aveva dichiarato che immediatamente dopo la vittoria del NO, in sei mesi il parlamento avrebbe fatto una nuova riforma consistente in tre punti e immediatamente realizzabile a ampia maggioranza? conosco bene Zingales, meno Semineiro, ho semplecemente descritto un fatto oggettivo,il fondo del Quatar in seguito alla vottoria del NO , ha ritenuto di non dover effettuare l’investimento previsto, che faremo noi cittadini invece assumendocene l’onere.Per quanto, poi mi riguarda personalmente ritengo gravissimo che i cittadini non abbiano approvato la riforma , che rendeva questo un paese molto piu’ moderno e efficiente, e di cui si pagheranno le conseguenze perche’ il nostro rimane un sistema bloccato, burocratico e totalmente acontestuale rispetto al mondo che ci sta attorno,null’altro.

Rispetto il pensiero DEI NO, anche se mi limito a dire che con le riforme questo paese sarebbe stato migliore e piu’ efficiente e sopratutto piu’ coerente nei regolamenti di funzionalita’ delle istituzioni ( di questo si trattava, non altro)con i paesi civilizzati e con i quali competiamo.Dopo di che rispetto tutti anche se li invito a prendere atto che l’accozzaglia, termine del quale qualcuno si era offeso, dimostra di essere tale non riuscendo a proporre nulla, sia nel campo istituzionale che in quello economico per cui guarda caso, c’e’ sempre qualcuno che se ne deve far carico assumendosene la responsabilità’ per poi essere sbertucciato nelle piazze.

Lo spread non è alle stelle perché la BCE compra i BTP a manetta.

Durante i campionati mondiali di calcio, in Italia, tutti commissari tecnici, problemi con le banche e la finanza, tutti economisti, per il referendum…tutti costituzionalisti, in occasione della Cirinna’ tutti gay…ma che palle.

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Questi ancora pensano alle lotte di potere , mentre l'italia è allo sfascio ... robe da pazzi !!!

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Pier Luigi Bersani: "Superiamo il renzismo, tre campi d'azione per cambiare il Pd".

Per il Pd è arrivato il momento di cambiare, o si andrà dritti contro un muro. “Blairismo rimasticato”, “rottamazione” e “giovanilismo” hanno fallito, è tempo di cambiare rotta. È un duro attacco ai principi cardine del renzismo il lungo articolo a firma di Pier Luigi Bersani apparso oggi su Il Campo delle Idee, giornale online dell’Associazione Nuova Economia Nuova Società, centro studi fondato dallo stesso Bersani insieme a Vincenzo Visco.

"Una fase si è chiusa”, scrive l’ex segretario. “L'esigenza urgente e drammatica è di non arroccarsi e di aprire una discussione vera. Perché sarebbe sbagliato pensare solo ad aggiustamenti millimetrici, o che basti mettere una scorza di sinistra nel cocktail degli ultimi tre anni. Non basta. Né il Pd potrà riproporre idee come la rottamazione, o quella forma di giovanilismo un po’ futurista che ha contraddistinto l'ultima fase. Per il centrosinistra si impone una nuova piattaforma politica: guardiamo avanti".

QUESTO crede di avere vinto ...bah...CON IL NO

Quindi.... fatemi capire...Uno che fa politica da decenni, e che è contrario al rinnovamento della classe politica dice che bisogna guardare avanti.
Uno che ha iniziato a fare politica nei gloriosi anni '70 dice che "rottamazione" e "giovanilismo" sono parole pericolose (per chi?).
Uno che propone la ricetta degli anni '50 (stabilità salariale, forte presenza statale, forte intervento per ridurre la forbice sociale) sostiene che bisogna essere innovativi (tornando indietro)...C'è qualcosa che non mi torna!

Sei già riuscito a perdere perfino contro un Berlusconi decotto, presentandoti con un programma del genere. Vai, vai, insisti pure, se ci tieni che il PD ambisca al 20-25%. Il mio voto, per quanto insignificante, te lo scordi.Bersani sei veramente rincitrullito.

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Chi deve uscire dall’euro? La Germania o l’Italia?

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Sarebbe da ingenui sottovalutare il senso e la portata delle parole dell’autorevole economista tedesco, Clemens Fuestnell’intervista a Federico Fubini che in Germania “le preoccupazioni per la stabilità dell’euro sono molto presenti” e che “sembra preferibile che l’Italia lasci l’euro.” Esse rappresentano l’opinione di vasti e crescenti settori della classe dirigente tedesca. La risposta politica deve essere netta: è semmai la Germania che deve lasciare l’euro, se non è disposta a modificarlo in modo che possa funzionare non solo nel loro interesse, ma nell’interesse di tutti i paesi che ne fanno parte.

In realtà, si comincia ormai a capire che per l’Europa la moneta unica, così come è stata fatta, è un errore. Fino a pochi anni fa difendere l’euro era un dogma. Chiunque ne enumerava i punti di debolezza era additato come un traditore della fede europeista. Solo dopo anni di depressione comincia a emergere che, mentre i sognatori avevano considerato la moneta unica come un passo verso la la casa comune europea immaginata dai padri fondatori, il modo in cui essa è stata definita non ha nulla a che fare con quel disegno politico.

In effetti, le regole adottate sotto l’influenza dominante della Germania hanno fatto della moneta unica un puro e semplice accordo di cambi fissi che impone solo ai paesi in deficit l’onere dell’aggiustamento e non chiede alcun impegno di solidarietà ai paesi in surplus.

La Germania da questo assetto ha tratto un duplice enorme vantaggio. Da un lato la nostra presenza ha evitato la rivalutazione della moneta tedesca e ne ha tutelato la competitività, dall’altro il cambio fisso ha distrutto la nostra competitività che invece fra il 1970 e il 1995 aveva consentito la crescita di quelle medie imprese di successo che ancora ci permettono di sopravvivere. L’Italia ha pagato un prezzo enorme alla moneta unica. Ha sacrificato il 10 % del prodotto pro capite fra il 2008 ed oggi; nel 1999, alla partenza della moneta unica, il nostro reddito pro capite era del 20% superiore alla media dell’area dell’euro; oggi è del 20% sotto la media; la disoccupazione è al 12 %, in Germania al 4%.

La risposta non può essere lo stanco ritornello di completare l’Unione monetaria per correggere questa asimmetria. La Germania non ha interesse a farlo e non lo farà. Prendendo spunto proprio dalle cose dette da Fuest e da altri economisti tedeschi, il governo italiano dovrebbe sollecitare, con tutta la riservatezza del caso, un chiarimento alla Germania e chiederle di prendere lei l’iniziativa di un ripensamento della moneta unica.

Il ripensamento può prendere due strade. La prima è che la Germania lasci l’euro, ricostituendo il marco, lasciandolo liberamente fluttuare verso l’alto. Così non avrà più la preoccupazione di doversi occupare un giorno dei debiti dell’Italia o della Grecia. Ma noi avremo la possibilità di ricostruire la nostra base industriale.

L’altra via è di sostituire l’attuale meccanismo della moneta unica con un meccanismo di tassi di cambio fissi ma aggiustabili con una Banca centrale europea e la Banca europea degli investimenti ridimensionate rispetto ai loro attuali compiti per assumere le caratteristiche che hanno i due istituti di Bretton Woods, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale; con l’euro che funga da moneta di riferimento delle monete nazionali (come sarebbero dovuti essere i diritti speciali di prelievo), e la Bei che agisca per favorire la convergenza fra i paesi europei.

Altrimenti, se la Germania rifiuta ambedue le strade, la sola strada possibile è che i paesi membri scelgano di condurre politiche monetarie e fiscali del tutto autonome e aspettino gli eventi.

In altre parole, gli interrogativi di Fuest debbono essere rivolti al governo tedesco, non certo all’Italia che ha sacrificato assai più di quanto altri paesi europei avrebbero accettato di sacrificare a una costruzione sbagliata e ingiusta.

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Jobs Act e voucher, ecco i numeri veri

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Ieri è uscito il primo rapporto congiunto ministero del lavoro/Istat/Inail/Inps. Così non sono più differenze tra i dati del mercato del lavoro. Dice che il Jobs Act funziona (+489.000 contratti a tempo indeterminato in più rispetto allo stesso trimestre del 2015). Su 20 pagine di rapporto solo 7 righe sono dedicate ai voucher (che sono precedenti e non c’entrano nulla con il Jobs Act che è una riforma per rendere prevalente il contratto a tempo indeterminato anche a costo di una riduzione delle tutele contro il licenziamento). Queste righe dicono:

Nei primi 9 mesi del 2016 i voucher venduti sono stati 109,5 milioni, il 34,6% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. I voucher riscossi per attività svolte nel 2015 (quasi 88 milioni) corrispondono a circa 47 mila lavoratori annui full-time e rappresentano solo lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia. Il numero mediano di voucher riscossi dal singolo lavoratore che ne ha usufruito è 29 nell’anno 2015: ciò significa che il 50% dei prestatori di lavoro accessorio ha riscosso voucher per (al massimo) 217,50 euro netti“.

Traduzione: il quadro dei dati amministrativi dei voucher effettivamente pagati ci dice che in verità sono 1,4 milioni di persone (in maggioranza pensionati studenti o disoccupati) che fanno lavoretti per meno di 300 euro annui lordi (il 95% dei voucheristi prende meno di 3000 euro di voucher all’anno). I voucher non sostituiscono il lavoro regolare ma nella stragrande maggioranza dei casi lo integrano. E non determinano certo l’aumento dell’occupazione di questi anni: 47.000 persone sono lo 0.2% dei 22 e passa milioni di occupati.

Aggiungo io: certo ci sono degli abusi nell’uso dei voucher. Per esempio circa 80.000 persone che hanno un contratto normale (spesso part time) e insieme voucher da una stessa azienda nello stesso anno, questi casi fanno pensare ad un utilizzo improprio. Dopo aver introdotto la tracciabilità dei voucher, io punterei a intervenire su questi casi invece di cancellare un istituto che è utile per far emergere il nero. E soprattutto non mischiate i voucher con il Jobs Act che è una riforma del contratto a tempo indeterminato.

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E certo, i tedeschi pensano proprio agli interessi dei contribuenti italiani, eh!

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Germania contro il salvataggio Mps: “Bce e Ue assicurino che Italia rispetti regole Ue”. Anche la stampa tedesca attacca.

La Bce e la Commissione europea devono assicurare che le autorità italiane rispettino le regole dell’Ue. Così il ministero delle Finanze tedesco commenta il piano salva-risparmio italiano, spiegando che la ricapitalizzazione precauzionale delle banche tramite il governo può concorrere alla soluzione dei problemi “soltanto in circostanze eccezionali” e “nel quadro di regole stringenti”.

Le critiche al salvataggio di Mps e alle altre soluzioni individuate per gli istituti di credito più a rischio sono criticate anche da alcuni esponenti politici del partito di Angela Merkel. “Mi aspetto che il governo tedesco dica che così non può andare. E che la Bce non accetti le misure di salvataggio”, è quanto ha detto alla Bild Michael Fuchs, vice capogruppo dell’Unione (Cdu-Csu) al Bundestag. Il tabloid ha anche raccolto l’opinione del presidente dell’Unione delle medie e piccole imprese della Cdu, Carsten Linnemann, secondo cui chi compie errori deve risponderne: “Vale per le imprese come per le banche”, ha detto.

Che Mps sia sotto attacco è sotto gli occhi di tutti è evidente che cercano con tutti i mezzi di buttarla giù è la banca più vecchia al MONDO ha 50 miliardi di crediti e in qualche modo fà gola paragonarla alle banche della grecia dovrebbe mettere in allarme che c’è un disegno per comprare tutto a poco prezzo i tedeschi non sono i padroni dell’europa e noi le rispettiamo le leggi però si fà come ci pare (cosa hanno dovuto sborzare di multa quelli della wolkswagen perchè dichiarato il falso e quello che hanno speso per sistemare le sue banche e poi hanno fatto la legge) lo ripeto noi si fà come ci pare.Faccia di bronzo questi tedeschi, intanto hanno ottenuto dalla BCE condizioni più favorevoli per la compilazione dei bilanci in vista degli stress test: non pensano alle centinaia di miliardi di swaps che ha in pancia la deutch bank?Difatti abbiamo visto visto Deutsch Bank, dopo l’a spaventosa iniezione di miliardi fatta con I danari dei contribuenti tedeschi, é caduta in tentazione costruendo la sua bella montagna di m. Noi stiamo prestando a MPS un cifra modesta in confronto. Molto modesta. I tedeschi farebbero meglio ad assumere un profilo un po’ più disteso per il bene dell’Europa.Le stesse regole che loro hanno adottato per il salvataggio della DEUTSCHE BANK ma delle quali nessuno vuol sapere niente. Insomma i tedeschi fanno come gli pare ma gli altri devono osservare le regole dettate dal Ministro in carrozzella.

E’ chiaro che per VOI SETTA 5S il pensiero è una cosa sconosciuta. Ma Renzi non era sotto il giogo tetesco? non capisco il VOSTRO piacere, voi gradireste che il MPS fallisse innescando la valanga che ci porterebbe immediatamente nelle mani della Troika, avete idea di quandi dipendenti perderebbero il lavoro, quante aziende con fidi in corso sarebbero costrette a chiudere, anche Grillo ha chiesto di salvarlo, è a conoscenza che è il terzo gruppo bancario italiano in ordine di dimensione, facendo il tifo più becero avete perso di vista la realtà del paese ammesso che l’ abbiate mai capita. Renzie per il MPS nn ha fatto nulla, appena ci ha provato qualcuno, zac, bacchettate sulle mani….. Vivete in un paese di inutili…..ok non prendiamocela, sono gli stessi che andrebbero a “Dalla altra parte” se MPS azzerasse il valore delle azioni. Vivono uno sdoppiamento della personalità.Ne avessi sentito uno dire che quello che era successo a Banca Etruria era normale, perché se uno investe i soldi in borsa c’è il rischio che li perda…Invece no, ma adesso è giusto che li perdano anche i correntisti.Mah… La Logica sta vivendo brutti momenti.

OK:penso che non abbiate capito, se fallisse il terzo polo bancario sarebbero dolori per tutto il sistema tipo Lehman brother, evidentemente non conoscete il sistema bancario e le sue problematiche, il giorno dopo i correntisti e azionisti delle altre banche italiane farebbero la corsa agli sportelli, lasciate perdere, commenti altre vicende, auguratevi che non succeda mai, davvero voi pensate che il governo si preoccupa di piccole poste o di favorire qualche piccolo risparmiatore che avventatamente ha investito nelle azioni di una banca, giusto per ricordarlo diversi anni fa il Banco di Napoli azzerò il capitale sociale e tutti gli azionisti indipendentemente dalla loro realtà persero totalmente il capitale, il sistema bancario era forte e non successe nulla, poi il Banco venne fuso con Banca Intesa , San Paolo, Comit etc. Oggi sarebbe devastante.

I Tedeschi per le loro banche hanno dato 217 miliardi di euro, poi hanno cambiato le regole europee perchè nessuno possa fare quello che han fatto loro. Ma che provino un minimo di vergogna e stiano zitti, che no? È meglio che i tedeschi pensino alla Deutsche Bank o banche come la HSH Nordbank di Amburgo specializzata nel credito navale che ha avuto garanzie pubbliche per 3 miliardi e aveva azionisti pubblici. Un bel tacer non fu mai scritto soprattutto per i tedeschi.Ma si stiamo tranquilli che quando saltera’ deutsche bank, e pare non ci voglia ancora molto, le regole europee cambieranno nel giro di una nottata.

Abbiamo il dovere di resistere all’accozzaglia che vuole impossessarsi dell’Italia. Strano che non sia intervenuto Fassina a chiedere di intervenire a favore di Mediaset e non su MPS . Forse ci penserà Salvini domani o la meloni a capodanno . Dimenticavo che Romano non può parlare perché ex manager di Mediaset ma potrà intervenire contro l’intervento a favore di MPS. Forse è data per domani una conferenza stampa di vendola congiuntamente con Bersani per dichiarare illegittimo il jobs act , mentre ribadiscono insieme alla camusso che la legge Fornero era giusta . Accozzaglia è dire poco .

PS:Mamma mia dove siamo arrivati! Alternative una più obbrobiosa dell’altra.
O i cittadini danno soldi a banche decotte, sottraendoli a servizi e welfare già tra i più poveri e purtoppo inefficenti dei paesi occidentali perpetuando una sorta di Robin Hood al contrario dove i poveri danno ai ricchi, oppure accettano il rischio di innescare una nuova crisi bancaria che affossi per sempre le residue e minime speranze di uscire da una crisi economica tra le più dure che la storia ricordi.
A questo si aggiunge il fastidio di sentirsi dare lezioni da certi crumiri che con le loro teorie economiche la crisi l’anno accresciuta e in essa ci hanno prosperato diventando più ricchi di quanto erano già.
Sarei propenso a non dar soldi checchè ne dicano gli “esperti” in economia che ormai hanno perso qualsiasi credibiltà non azzeccando mai una previsione e sparando bufale una dietro l’altra (referendum, Brexit, ecc.) c’è il fondato sospetto che anche questi mangino a sbafo come le banche lasciando il conto ai poveri cristi.

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Con tutti i casini di Roma con i grillini la notizia più importante per questo giornale è la Boschi con meno poteri.BRAVIììììììììì

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Finita la rumba dei sottosegretari: meno poteri alla Boschi, i servizi restano a Gentiloni.

LA MAURO HA AVUTO UN ORGASMO QUANDO HA SAPUTO CHE ALLA BOSCHI SONO STATI DATI MENO POTERI!!!MA NON E VERO DEI meno poteri alla Boschi

Nella realtà il ruolo del Sottosegretario a Palazzo Chigi non è certo solo quello formale della verbalizzazione.Predispone e presiede il “Preconsiglio”, alla presenza dei Capi di Gabinetto e dei capi delle amministrazioni. È la cerniera tra Governo e macchina amministrativa.
Di solito è un ruolo destinato a politici potenti, ma avvezzi a lavorare nell’ombra. Una figura come Gianni Letta ne può essere considerata il paradigma.
È un ruolo quindi che in teoria mal si attaglia al protagonismo della nostra. Ma lei certamente nell’acronimo “Ss” sarà portata a leggere non “Sottosegretario “, ma bensì “Superstar”.
Però a fianco di De Sica effettivamente sarebbe perfetta. La vedrei bene in una commedia degli equivoci, dove una mediocre attrice di seconda fila viene inopinatamente scambiata per un leader carismatico.Ma Con quel kharisma può dire ciò che vuole.Immaginiamola, in conferenza stampa a Palazzo Chigi accanto al grigio e dimesso Gentiloni.Tutti gli sguardi e tutti i flash solo per lei, la Superstar.Rassegnatevi, è nata una stella.I contenuti? Una domanda per volta, per favore.

I perfidi ed irresponsabili del no a prescindere se ne facciano una ragione: colpita ma non affondata, perchè? Perchè forte, preparata, impegnata, un po’ secchiona ed intelligente. Con l’aggravante di essere pure bella.

Adesso, una buona legge elettorale:una legge elettorale, che tolga, ai veri delinquenti, anche le più residue speranze di arrivare al governo, della nostra amata Patria.Spetta allo schieramento del No, proporla. Ma state certi non prima del 15 Settembre!

Pensate alle grigie che sta facendo la Raggi, che non ha neppure capito che il suo potere deve sottostare anche ad altre leggi e ad altri poteri. Ogni volta che vede situazioni difficili, la grande statista cancella ed elimina. Poi arriva ad esempio il TAR e cancella i suoi divieti. L’unica cosa che sa fare la sindaca è girare per Roma con la fascia tricolore come fosse miss Roma. Quanto ad amministrare, crede che Roma sia come un condominio. Ma lei non ha esperienze neppure con i condominii. Tanto per completare il curriculum.

GRULLO:La Boschi ne aveva imbarcato alcuni, di delinquenti. Uno, quello al quale teneva di più e non aveva voluto cacciare su suggerimento di Grillo, ha passato il Natale in galera. Meglio che state zitti o quando parlate guarda anche dalla vostra parte.

La Boschi ha perso e avrebbe dovuto dimettersi. Ma secondo il non-statuto grillesco, severissimo ed etico, la Raggi imbarca assessori delinquenti (Marra) e fa figure di m. per la sua totale incapacità. Però non si dimette. Aveva gente indagata e se l’è tenuta stretta fino a quando la giustizia gliel’ha sfilata dal Comune. Finora pare che abbiua assunto oltre trenta persone pur sapendo che non ha un euro in cassa. Che andate cianciando allora, parlate solo per dar fiato alla bocca? Dov’è finita la diversità etica e di potere del M5S? Gli amministratori a 5 stelle fanno casini epici, molti sono indagati, ad alcuni sindaci Grillo ha tolto il simbolo per indegnità e i dirigenti tutti zitti scappano dalle interviste in tv e Grillo preferisce farsi i suoi affari in Costarica. Fattevi due conti su cosa esce dal cri cri dei vostri grilli.

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I voucher sono uno strumento per ridurre l’evasione fiscale e contributiva. Chi vuole toglierli vuole fare solo un favore ai soliti evasori che anch’essi votano. Il lavoro fisso non esiste più, a meno che non si voglia caricare i produttori di ricchezza con costi che devono invece insistere sulla comunità.

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Voucher: tutti li usano, nessuno li vuole. Aumento del 34,6% nei primi nove mesi del 2016

Se 60 aziende hanno bisogno di 2h di lavoro al giorno per un mese, fanno in totale 3.600 ore di lavoro che corrisponde grosso modo alle ore lavorate, in 1 anno, da 2 lavoratori a tempo pieno. Se togliamo i vaucher però non avremo un incremento di 2 posti di lavoro a tempo pieno, ma avremo che 60 lavoratori, impiegati 2 ore al giorno, anziché essere pagati con i vaucher (con i quali si pagano le tasse) saranno pagati nero e quindi senza pagare un € di tasse. Tutto il resto sono frottole.

Certo:Non si può vivere con 2 ore al giorno, ma queste 2 ore non diventeranno 8 togliendo i vaucher, rimarranno 2 ore, ma in nero. Come si fa a non capire una cosa tanto banale? Per dare 8 ore di lavoro le aziende dovrebbero poter vendere molto di più o magari pagare meno tasse, che però servono a tutti noi per avere ospedali, pensioni, welfware ecc. Tutto il resto è pura propaganda che farà aumentare neppure di uno le persone con lavoro fisso. Ora paghiamo circa il 60% in tasse. Basta arrivare al 90-95% e, forse, ci saranno i soldi per dare a tutti il famoso reddito di cittadinanza.

Il voucher era stato INTRODOTTO venduto agli italiani e non solo come lo strumento per fare emergere il lavoro nero. Questi sono i fatti…se lo ricordano tutti. Sapendo che nessuno nella minoranza PD lo vuole più (e anche questo è un fatto), sapendo che il motivo è legato all’uso “improprio” che se ne fà (e anche questo è un fatto certo), dando per assodato che il “lavoro fisso” non esiste più (vediamo chi dice il contrario), non sarebbe forse il caso che TUTTI i lavoratori fossero legati ad un unico sistema contributivo e fiscale ?Poi secondo me quello che c’e’ da correggere non e’ necessariamente limitarne l’utilizzo. In linea di principio si puo’ lavorare anche in maniera irregolare o saltuaria, ma quello che guadagni quando lavori deve coprirti adeguatamente i “buchi” in cui resti disoccupato. Quindi un Voucher dovrebbe essere molto piu’ costoso del contratto di categoria equivalente, secondo me le ore di lavoro di un Voucher andrebbero compensate dal 50% in piu’ al doppio di un contratto di categoria corrispondente. Questo ne limiterebbe automaticamente l’utilizzo: molte aziende preferirebbero avere agli stessi costi il lavoratore il doppio del tempo con un contratto a tempo indeterminato.

Ma la SETTA PARTE IN QUARTA:Gli ipocriti all’assalto dei voucher, per impedire un altro plebiscito contro chi li ha inventati…Li ha inventati Biagi, e li hanno liberalizzati prima Monti e poi Letta; non certo Renzi.I vaucher sono in vigore dal 2002. O sbaglio?comunque nessun assalto. Solo una revisione contro i nostalgici del Lavoro Nero.Quelli che la pensano come voi ridurranno l’Italia peggio di Cuba o della Corea del Nord.

E con i voucher Renzi non centra niente.Renzi ha ereditato un debito pubblico allucinante , ma al contrairo della Raggi non si è mai lamentato e non ha mai addossato colpe . Prima che voi parliate vi rispondo che con Belrusconi il debito pubblico è aumentato del 16%, con Monti del 6% , con Letta del 5% e con Renzi del 3% e nel mese di settembre è sceso per la prima volta, dopo 20 anni, di 14 miliardi,e da febbraio 2014 a dicembre 2016 , periodo in cui ha governato renzi ci sono stati 600 mila occupati in più, di cui il,75% a tempo indeterminato. E i voucher non li introdotti Renzi , il quale non li ha nemmeo liberalizzati. Informatevi meglio.

Satta  & soci infestanti, oltre che italiani aggiungerei anche un altro aggettivo. Hanno voluto buttare alle ortiche, pensando di togliere di mezzo Renzi (obiettivo fallito comunque), una riforma che toglieva di mezzo 315 stipendi da parlamentare, equiparava stipendi dei consiglieri comunali a quello del sindaco del capoluogo (mediamente meno della metà), rendeva definitiva l’abolizione delle province, riduceva gli arbitri e le n-plicazioni delle regioni (poi venite ancora a blaterare che la siringa di Reggio Calabria costa 5 volte quella di Milano), cancellava il CNEL, per il 90% delle leggi prevedeva un solo passaggio parlamentare, introduceva il referendum propositivo per leggi che il parlamento avrebbe avuto l’obbligo di considerare, riduceva il quorum del referendum abrogativo. Insomma, come quello che se lo tagliò per far dispetto alla moglie era più furbo….

Aggiungo cara SETTA. 1) la spesa delle province non è aumnetata. Le materie di competenza delle province sono state assorbite gradualmente dalle regioni, e vi comunico che con la vittoria del No , tornano le province,, in quanto sono previste in un articolo della Costituzione che riforma Boschi voleva abolire
2) la riforma della pa, che prevedeva la licenziabilità dei dirgenti,la riduzione delle partecipate da 8 mila a mille ecc, è stata bocciata perchè lo stato non ha ottenuto l’intesa con ogni singola regione; ha ottenuto solo un parere della Conferenza Stato regioni. Prima di allora la Corte ha sempre detto che nel caso di materia concorrente tra stato e regioni, qual era la riforma della pa, bastava un semplice parere della Conferenza Stato regioni. Stranamente la Corte ha dato un’interpretazioen diversa, smentendo se stessa.
3)La riforma delle banche non è stata bocciata, ma è stata impugnata dal Consiglio di Stato innanzi la Corte Costitzuonale, che si pronuncerà in merito. Il Consiglio di Stato chiede che venga dichiarata l’incostituzionalità perchè la riforma andava fatto non un decreto legge , ma con una legge ordinaria,.Non c’erano secondo il Consiglio di stato i requisti dell’urgenza e delle necessitàTi ricordo che il Consiglio di Stato è formato dai boiardi di stato ( i dirigenti pubbòlici) che il governo renzi voleva rendere licenziabili
4) il pil è passato da negativo a positivo ed il debito pubblico è aumentato in maniera ridotta rispetto agli ultimi 20 anni ( con belrusconi era aumnetato del 16% c, con renzi del 3%) e a settembre è sceso di 14 miliardi. Mi sa che alla Casaleggio siete poco informati

TORNANDO HAI VOUCHER:Ma di cosa stiamo parlando?!? Ma lo sapete qual è il limite per un imprenditore? 2.020 euro all’anno!! E secondo voi con questa cifra si paga un dipendente full-time, al posto di assumerlo?!? Non scherziamo, per favore. Se mi dite che prima della tracciabilità i voucher venivano utilizzati per coprire il nero, sono con voi, ma adesso sono un modo di EVITARLO. Perché 2mila euro annui rappresentano un’ora di lavoro al giorno a esagerare: e secondo voi si dovrebbe fare un’assunzione per un’ora al giorno? Aboliteli, se vi fa piacere e quei 2mila euro torneranno ad essere in nero, fine del discorso.

Non ci si rende conto che l’abuso di vouchers segnala a tutto tondo l’inadeguatezza del mondo datoriale ove non indichi l’atteggiamento opportunistico degli imprenditori che ne fanno abuso. Non è con questi sedicenti imprenditori che hanno sostituito la furbizia alla vera imprenditorialità che si possa andare lontano, ne fa fede l’inutilità degli sgravi fiscali che al massimo concedono un pò di “respiro” sui costi ma non promuovono investimenti. I veri imprenditori e fortunatamente ne abbiamo molti in questo paese, non sono quelli dei voucher. Costoro probabilmente si stanno già aiutando partecipando gioiosamente alla scalata del monte EVASIONE.

Ma piantiamola di lamentarci, soprattutto al Sud, "intelligentemente" al referendum, i giovani hanno votato NO perché nulla cambi. Contenti loro...contenti tutti ! Francamente dopo questo risultato della loro condizione possiamo pure abbastanza fregarcene. Fossero stati veramente male vrabbero votato per un 'Italia che cambiasse e piu' in linea con gli altri Paesi europei. O allora sono veramente 4 punti sotto l'asino !

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524 votanti, sondaggio deciso un giorno per l’altro quando la gente e’ in ferie …ci sara’ qualche simpatizzante dei 5s che si pone qualche domanda o no?

29 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Grillo lancia ‘Comunarie’ a sorpresa. Tra i più votati c’è Forello di AddioPizzo, contro cui Nuti ha presentato un esposto.

Ha approfittato della pausa natalizia per organizzare ‘Comunarie’ veloci. Una consultazione che potesse provocare il minor numero di polemiche e attirarsi addosso una bassa quantità di riflettori. Beppe Grillo ha indetto a sorpresa, sul suo blog, la votazione per scegliere i candidati del Movimento 5 Stelle alle amministrative di Palermo. Cioè nella città che più di ogni altra, al netto di Roma, è stata in questi mesi nell’occhio del ciclone mediatico e giudiziario per quanto riguarda i 5Stelle. La batosta relativa al caso delle presunte firme false, presentate alle amministrative del 2012, si è fatta sentire. Alla votazione hanno partecipato solo 524 iscritti.Per tutte queste ragione e a causa di un clima rovente quelle che si sono concluse sono state delle primarie quasi sottotraccia. La lista dei candidati era visibile solo agli iscritti M5S residenti a Palermo, le comunicazioni di inizio voto – scriveva questa mattina La Repubblica Palermo – sono tardate ad arrivare e gli attivisti pensavano che le ‘Comunarie’ iniziassero la prossima settimana. Insomma, un voto a sorpresa tra Natale e Capodanno.

Ma ti pare? Vuoi mttere in dubbio le decjsioni di un NON eletto che comanda quasi il 30% degli italiani, in collaborazione con un altro NON eletto che ha ereditato il marchio M5S?

Ma anche se ci fosse qualcuno del pentastellati con un pizzico di democrazia servirebbe? Il capo politico autonominatosi a vita lo ascolterebbe? Sembrano passati secoli dalla democrazia dal basso, la democrazia liquida, l’uno vale uno. Tiene tutto in mano lui, anche i contratti capestro che obbliga a firmare ai candidati, ricoda tanto quei padroncini dei supermercati che obbligavano le neo assunte a firmare in bianco le dimissioni. Una pratica vergognosa, da turisti della democrazia.Ok ditelo:Semplicemente non c’è mai stata la democrazia liquida. Era tutto uno specchio per le allodole. Con buona pace di chi ci ha messo il cuore.524 votanti? Proprio come il PD con oltre 3 milioni di votanti…..Fate ridere

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Siete voi che agite contro i lavoratori. Il lavoro non si crea per decreto e con situazioni bloccate. Chi produceva pallottolieri o è fallito oppure è passato alle calcolatrici. Ma se il lavoratore era affezionato alla lavorazione delle palline che se ne faceva l’azienda?L’abolizione dell’art. 18 andrebbe estesa anche alla PA.

28 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Consulta, verso il no al referendum sull’articolo 18. “Potrebbe essere un duro colpo per la Cgil”

“Sono solo voci, indiscrezioni, ipotesi; ma a quanto riferiscono fonti informate, sembra farsi strada la tesi dell’inammissibilità del quesito sui licenziamenti. Il complicato «taglia e cuci» degli articolati di legge andrebbe oltre l’abrogazione della norma della riforma Renzi-Poletti che ha reso possibile ai datori di lavoro licenziare liberamente, pagando una indennità economica (anziché obbligare a reintegrarlo nel posto di lavoro), un lavoratore impiegato in un’azienda con oltre 15 dipendenti. Il referendum sarebbe «propositivo», e dunque inammissibile dalla Consulta, poiché estende il diritto di recuperare il proprio posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo a tutti i dipendenti di aziende con almeno 5 impiegati”

lo sto scrivendo da 2 mesi che la richiesta è stata scritta male e con pretese assurde, perchè oltre alla cancellazione della norma sull’articolo 18, hanno inserito la possibilità di estendere l’articolo 18 anche alle aziende con meno di 15 dipendenti come prevedeva la vecchia norma, una forzatura, il referendum può essere solo abrogativo, non può assolutamente essere propositivo di nuove applicazioni, fra l’altro lo stesso referendum sulla estensione è già stato proposto e bocciato nel 2003. Il fatto che alla fine solo il 21% degli italiani votò per la applicazione loro il sindacato lo giudica in maniera positiva, io personalmente a quel referendum non sono andato a votare come me il 75% degli italiani va da se che è una bocciatura, come abbiamo visto con il referendum costituzionale gli italiani quando lo ritengono utile si recano alle urne. Anche le estensioni in quanto tali sono propositive e non possono rientrare in un referendum abrogativo, è la mia modesta opinione, staremo a vedere cosa deciderà la consulta, in quanto al disfacimento della CGIL che è diventato un sindacato rappresentante dei pensionati voi evitate di farne cenno, io invece lo ritengo un elemento importante per capire che le vecchie politiche sindacali di fede comunista si stanno avviando nella stessa scia della sua ideologia.

Giusto per informarvi, quando lavoravo , sono stato segretario sindacale della sezione della CGIL, ciò non toglie che io possa avere una visione critica sulla deriva del movimento sindacale che è rimasto arroccato su temi sorpassati, i giovani che vanno appresso a Grillo non sono ne di destra ne di sinistra, sono solo arrabbiati per l’eredità che hanno trovato, anche per merito dei sindacati, del comunismo ormai celebriamo la ricorrenza dei morti, almeno il sindacato dovrebbe aggiornarsi e sopravvivere mettendo da parte le ideologie. 

Troppo difficile da comprendere per un sindacato che oggi ha come iscritti più pensionati che lavoratori.Ma per loro era:Giusto e bisognava garantire assolutamente che tutti fannulloni, incapaci, assenteisti, furbetti del cartellino, si riuniscano, come è stato fatto col loro “intelligente” NO al referendum, e appoggino il M5S. Con la reintroduzione dell’art 18 senz’altro un sacco di investimenti spariranno o andranno in altri lidi, cosi’ potrete frignare gioiosamente !

E per gli  illusi casomai il referendum fosse ammesso non ci sara’ l’armata brancaleone del tutti contro Renzi, Lega e FI che al Nord rappresentano molti piccoli imprenditori/artigiani come minimo faranno finta di niente.E anche gli stellini dubito prenderanno posizioni ben definite.
Sapete alienarsi la simpatia di certe categorie in vicinanza delle politiche non e’ mai molto proficuo.
quindi secondo me il quorum se lo sogna,ed e ironia della sorte la riforma costituzionale appena respinta abrogava il quorum e permetteva referendum propositivi.Cari bocaloni.Chi non vota ai referendum lo fa perchè contrario. D’altronde la riforma appena bocciata avrebbe potuto disinnescare questo infernale meccanismi, ma ai difensori accecati ciò deve essere sfuggito.In realtà fosse l’unica cosa che gli è sfuggita.Pare proprio di si gli ultimi sondaggi suggerivano i 5 stelle vincenti anche al senato, basta consultare il sito di second life, Grillo ha davvero buttato all’ortiche la possibilità di governare con la scelta di votare no al referendum, forse ha scoperto che rende di più rimanere all’opposizione, dopo il disastro di Roma ne ha avuta la conferma.

PS:Il mondo del lavoro sta, come mai prima d’ora, subendo un cambiamento così radicale che l’atomica di Hiroshima è un petardo a confronto. In Cina, dove la manodopera costa 1/10 della nostra, hanno già iniziato rimandare a casa i contadini che si erano avvicinati alle grandi città industriali, rimpiazzandoli con robot. Già in 10-15 anni, non ci sarà articolo che tenga per l’industrializzazione ed il lavoro in generale STA SCOMPARENDO. Noi italiani però, dobbiamo perdere tempo a trattare cose che, con la nostra velocità, potrebbero cambiare quando il resto della civiltà si è già trasferita su marte. Il sindacato dovrebbe pensare ad una legge che risolve il lavoro che sta SCOMPARENDO, non cercare di mantenere quello che è già scontato che scomparirà.

 

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