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Blog di bezzifer

Molto preoccupante la situazione, c'è ancora molto da fare. Speriamo nel SI al referendum, nelle elezioni a breve e nella vittoria del PD. Questo paese ha bisogno di riforme e stabilità. Ogni altra alternativa sarebbe il tracollo definitivo del paese. Renzi si rimbocchi le maniche che è stato fatto è tanto, ma come si vede ancora non basta, serve molto di più.

30 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

Disoccupazione ferma all'11,4%, ma il lavoro c'è solo per i 50enni.Ad agosto il numero degli occupati è cresciuto solo grazie ai nuovi assunti più anziani: i giovani al lavoro sono sempre meno. La dinamica prosegue da un anno, nonostante il Jobs Act

Cosa c'è di male se il lavoro aumenta solo per i 50enni??? La politica ha portato l'età pensionabile a 70 anni, quindi a 50 anni sei giovanissimo, anzi poco più di un apprendista. Dare lavoro ai 20enni 30enni è come sfruttare il lavoro minorile. Avete voluto i vecchi a lavorare e i giovani a casa. Adesso che volete? godetevi questa discesa infelice del PIL. I foderi combattono e le spade riposano. Che società è ormai questa. Se si riportasse l'età pensionabile a massimo 60 anni il PIL tornerebbe a crescere e ci sarebbero i soldi per le pensioni. I ragazzi si sposerebbero, comprerebbero mobili, case, pannolini ecc. e l'economia tornerebbe a crescere. La cosa mi sembra così banale. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare.Le mie non sono considerazioni di comodo personale. Non posso farle qui un trattato di economia, ma si può facilmente dimostrare che abbassando l'età pensionabile il PIL aumenta. Per il momento è stato dimostrato il contrario con i fatti. Stai certo che io non prenderei mai a lavorare uno come te. Mi sembra infatti che quello buono a fare polemiche sei proprio tu. Ma in questo senso sono proprio un vecchio e non riesco ad avere a che fare con la maleducazione del Web. Non ho nulla a che vedere con Grillo.Purtroppo siamo succubi a dei politici che vogliono mantenere un 20% di intoccabili a scapito di tutto il popolo ....si può sempre tassare un dipendente a 1200 euri, gli si può aumentare bollette, tagliare la sanità, non mandarlo in pensione ...sempre tutto lecito ...ma guarda un pò che quando si parla di tagliare pensioni d'oro, stipendi di amministratori comunali, soldi alla politica, fondazioni, consociate etc ...è sempre o impossibile, o anticostituzionale, o immorale ....continuate a votarli io voto SI al referendum costituzionale per mandarli a casa.

Poi vi inviterei a fare una piccola ricerca, voi che siete così a vostro agio coi trattati di economia, per verificare se per caso anche prima della crisi del 2008 e della Fornero del 2011 l'occupazione giovanile andasse a gonfie vele in italia....chiedetevi invece se per caso i contratti scuola lavoro, o l'apprendistato e altre cosette che fanno in germania dove ai giovini sembra non faccia schifo un lavoro non intellettuale...cosette che il perfido Renzi ha cercato di imitare e introdurre con la fiera opposizione di una marea di tromboni della casta rossa e nera...per non parlare degli insegnanti di tamburello...be , se non siete uno stellare perche loro vivono nel mondo di gaia, vi auguro allora un buono studio di settore...

Comunque questa tendenza, nonostante il Jobs act, dimostra che il MERCATO ha più fiducia nei 50enni che nei giovani!!! Colpa del MERCATO o dei giovani che pretendono tutto e subito??? Probabilmente di tutti e due. Il "mercato" è di vecchio stampo e i giovani non sono così tecnicamente preparati come dovrebbero essere. Non a caso siamo tra gli ultimi in Europa e i giovani NON contribuiscono al recupero. Anzi.....!Ricordiamo anche che i giovani tra i 15 e i 24 anni che cercano lavoro sono il 10,2% del totale non perché il restante 90% è inattivo, ma perché studia, per fortuna.

Ma insomma dopo un milione di posti persi dal 2011 grazie alle non politiche e agli errori dei governi passati i quasi 600.000 recuperati sono indubbiamente un fatto positivo, come è positivo che non esistano più CO CO CO, CO.CO.PRO , CO.CO.SU E CO.CO.GIU', ve li siete dimenticati? Anche la disoccupazione giovanile è diminuita e sono aumentati quelli che hanno ricominciato a cercare e che prima avevano abbandonato ogni speranza. Certo che all'appello ne mancano ancora centinaia di migliaia e tra questi il suo compagno, pensa che in due anni si potesse fare di più? Forse si ma almeno riconosciamo il fatto. Grazie e aggiungo.Forse le vostre impressioni sono diverse dalla realtà la matematica non è un opinione e l'Istat non è al sevizio dei politici di turno;non sarà 'che le vostre opinioni politiche vi influenzano su come vedere i dati?Perchè sapete,se ogni dato che collima con le nostre opinioni è buono e ogni dato che non collima con le nostre opinioni è falsato difficilmente potremo capire qualcosa della realta'.

Ed ovviamente, se il governo non avesse fatto nulla (niente 80€, niente bonus cultura, mantenimento dell'IMU ec..ec) voi avrebbe gridato allo scandalo.L'eliminazione del bicameralismo va esattamente nel senso di uno snellimento del processo legislativo, come richiesto dal Paese che non ne può più del ping-pong fra Camera e Senato, di leggi che non si fanno: serve ai cittadini come al mondo del lavoro.

Quanto alla richiesta della fiducia, è un modo per non esagerare con pensamenti e ripensamenti (il ping-pong di cui sopra) su leggi che sono necessarie oggi, non fra vent'anni. Certo è che, quando si è all'opposizione, non si ha la responsabilità di far marciare un Paese (e per fortuna, aggiungo, visto come va a Roma). Però mettere anche i bastoni fra le ruote è irresponsabile, oltre che criminale.Molto preoccupante la situazione, c'è ancora molto da fare. Speriamo nel SI al referendum, nelle elezioni a breve e nella vittoria del PD. Questo paese ha bisogno di riforme e stabilità. Ogni altra alternativa sarebbe il tracollo definitivo del paese. Renzi si rimbocchi le maniche che è stato fatto è tanto, ma come si vede ancora non basta, serve molto di più.

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HABEMUS ASSESSORES.EVVIVA! Quindi si inizia a lavorare PER ROMA? Daje.

30 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

Andrea Mazzillo e Massimo Colomban, Virginia Raggi ha deciso: saranno i nuovi assessori al Bilancio e alle Partecipate.In arrivo due nuovi assessori della giunta romana guidata da Virginia Raggi. Il nuovo assessore al Bilancio del comune di Roma è Andrea Mazzillo. Mentre il nuovo assessore alle Partecipate è Massimo Colomban. Entrambe le nomine, con l'annuncio della sindaca Raggi, sono attese in giornata.Mazzillo, il nuovo assessore al Bilancio, è un professore universitario all'ateneo di Tor Vergata, esperto di finanza locale, e commercialista.Colomban, il nuovo assessore alle Partecipate, è invece un industriale che lavora nel settore dei metalli. Ha fondato l'azienda Permasteelisa, una società italiana di costruzioni quotata alla Borsa di Milano partendo da una piccola azienda chiamata Isa (Industria serramenti in alluminio).

Un barone universitario (professore e commercialista, e ora pure assessore? complimenti, triplo lavoro, due dei quali pagati da noi) e un industriale delle costruzioni quotato in borsa.
Vi prego, VI PREGO, continuate a raccontarmi di come le cose stanno cambiando! Scusatemi,ma ho semplicemente ripetuto quello che fino a circa 10 minuti fa veniva scandito come un mantra.
Per farvi capire, riguardatevi i comizi di Grillo in cui tuona contro gli accademici con doppi lavori, o le ultime uscite degli esponenti di spicco 5s contro i poteri forti delle costruzioni (e in quei discorsi non mi pare si facesse eccezione alcuna). Mi dite che non è vero, se avete la faccia tostadi farlo.

Se poi voi siete disposti a svendere la vostra coerenza per poter aver comunque ragione su un blog con una persona che non conosce... problemi vostri, mi fate tristezza. Daje, almeno state zitti... anzi no, continuate che si ride come poche altre volte. Qui cambia versione ogni 5 minuti, a seconda della convenienza.Ma, un'altra domanda... ma se erano la scelta migliore, perchè non sono stati fatti assessori subito?Aspettiamo con ansia la giravolta. Ex PD, collegato con la Casaleggio associati, etc etc. Allora, questi vanno bene o no? Sono i migliori onesti che l'italia può produrre? Datecci sta risposta, facce ride.Quelli contro la casta scelgono un barone universitario con doppio lavoro (cioè quelli contro cui si scagliavano fino a ieri) e un costruttore quotato in borsa (com'era la storia dei palazzi bari?)
Dura la realtà eh!

I bookmakers non accettano scommesse sulla durata dei due oltre la settimana. La permanenza ad un mese è quotata poco sopra la parità, per i due mesi la quota sale a 20. Per Natale si arriva a 50.Le dimissioni, già firmate, sono sul tavolo della Raggi e pronte all'uso in qualunque momento.

E quindi dopo aver detto per settimane "stiamo valutanto fantastiliardi di curriculum", aver tritato le scatole a Tutino, aver lasciato la capitale d'italia senza l'assessore più importante, si sono accorti che il migliore era il capo dello staff della Raggi??? Dai... Non si insulta così l'intelligenza altrui....

Un mese esatto per scegliere il capo del suo staff. Ce l'aveva nella stanza accanto per tutto questo tempo...Ennesimo paradosso romano (incredibile ma vero, non l'hanno tirato fuori prima, esponendosi a una serie di figure barbine, perché ha l'orribile, indicibile, compromettente macchia di essersi candidato in passato per il PD).

Mazzillo, prima di abbracciare i Cinque Stelle, era inserito nel centrosinistra di Ostia, e fino al 2007 circa è stato legatissimo ad Alessandro Onorato, all’epoca nel nascente Pd e oggi coordinatore del movimento di Alfio Marchini. Mazzillo ed Onorato erano quasi inseparabili: si candidarono insieme nella «Lista civica per Veltroni» nell’allora XIII Municipio (oggi diventato il X), quando uno (Onorato) venne eletto e l’altro (Mazzillo) non ce la fece per un soffio (primo dei non eletti).

Perché non tirarlo fuori prima, se era già vicinissimo al sindaco, facendo parte del suo staff? Sbaglio o essere stati candidati in altre liste è motivo di esclusione dalle liste stellate? (capisco che l'assessorato è altra cosa dalla candidatura, ma il principio è comunque chiaro).

Certo che era noto il suo passato. Quello che immagino è che, proprio a causa del suo ben noto passato, alcuni esponenti delle bande stellate che si stanno facendo guerra in Campidoglio gli abbiano messo i bastoni tra le ruote per mesi, costringendo la sindaca a tirarlo fuori solo quando erano esaurite le alternative.Tenendo conto di quanto è successo in questi mesi dentro e attorno al M5S romano, ti sembra tanto improbabile?

Il timore è che questi due nuovi personaggi, siano il frutto di un compromesso tra le correnti interne, scelti, forse, più per far dispetto all'altra che per le reali competenze. Il tempo ci dirà come stanno le cose. Intanto buon lavoro, che la città è allo sbando.

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Il problema a Roma sono questioni come il traffico dei rifiuti non io

30 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

Così l'assessore all'Ambiente di Roma Paola Muraro interpellata dall'ANSA in merito a indiscrezioni su un'indagine a suo carico per abuso d'ufficio oltre che per reati ambientali. "Ho visto quello che è successo alla giornalista di Piazza Pulita che è stata aggredita brutalmente: ha toccato quello che a Roma è il traffico dei rifiuti. Gli altri giornalisti vogliono occuparsi di me ma per me questa è la notizia: queste sono le condizioni di chi tocca i rifiuti, è un terreno minatissimo", ha aggiunto.

"Se sono tranquilla? Certo, io vado avanti. E credo nella magistratura, ho molta fiducia nel magistrato". "Dovete chiedere a giornalisti, leggo anche io quello che leggete voi. Devo dire che sto lavorando bene...se i giornali si riempiono di queste notizie qua..", ha aggiunto l'assessore.

'Muraro indagata con uomo di Mafia Capitale' - L'assessore all'Ambiente del Comune di Roma Paola Muraro indagata per abuso d'ufficio insieme al direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon, già imputato nel processo "Mafia Capitale" nell'inchiesta sulle consulenze alla municipalizzata. È quanto riportano oggi il Corriere della Sera e il Messaggero in apertura di prima pagina.

Fu Fiscon, riporta il Corriere, "a siglare i contratti di Paola Muraro con la municipalizzata. E la scelse anche come consulente giudiziario nei suoi processi. Per questo è adesso indagato con lei per il reato di abuso d'ufficio, sospettato di aver aggirato le norme pur di favorirla". La svolta arrivata con "l'ascolto delle nuove telefonate inserite nel fascicolo d'indagine sull'organizzazione guidata da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati".

Poi "le verifiche degli atti sequestrati presso l'azienda di gestione dei rifiuti". All'attenzione dei pm, riporta il Messaggero, c'è in particolare una consulenza della Muraro: "un contratto che Fiscon ha stipulato con lei per averla come consulente giudiziario nei processi contro l'azienda e lui stesso". Un "accordo che per i pm è illecito, in quanto il contratto nazionale dei dirigenti prevede che le consulenze possano essere pagate dall'azienda pubblica solo nel caso in cui si tratti di difendersi da un reato compiuto nell'esercizio delle funzioni, quindi senza il dolo".

Onestà Onestà Onestà e adesso? continuiamo a difendere ancora la Muraro?" .... Muraro, problema della città traffico dei rifiuti, non io ..."Ma in 12 anni di sue consulenze come mai non sono riusciti a risolvere il problema ??Indipendentemente da avvisi di garanzia o meno, solo questo fatto bastava a rendere impresentabile la sua candidatura ad Assessore.

Ma poi mi chiedo... vabbe' l'ennesima brutta figura ma ormai la Sindaca avrà fatto l'abitudine... ma non si poteva trovare qualcuno meno coinvolto con la vecchia gestione? Si documentiamoci. Leggiamoci il farneticante blog di Grillo così scopriremo i misteri dell'Universo.Illuminami, su questo complotto interplanetario e attento che state pericolosamente ricalcando le orme di un famosissimo urlatore dei complotti giudiziari.Più che notizie di merda mi sembra che di merda sia il lavoro fatto fino ad oggi dalla Amministrazione capitolina. Al di la' di tutto non ci si può presentare in questo modo per governare una città. Senza una squadra. Senza un progetto che non siano slogan privi contenuto. Forse gridando onestà si pensa di poter dimenticare la serietà.

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Per carità: è soltanto un esercizio teorico, ossia il modo politically correct sperimentato ai giorni nostri per parlare a suocera affinché nuora intenda. Però fa riflettere la casuale circostanza che la Commissione Ue abbia rilasciato alcune settimana un paper molto eloquente (“Public Investment Stimulus in Surplus Countries and their Euro Area Spillovers”) dove si mettono in evidenza i grandi vantaggi di cui l’eurozona potrebbe giovarsi qualora i paesi in surplus dell’area, segnatamente Germania e Olanda, profittassero dei tassi bassi di interesse per emmetere nuovo debito con il quale fare ripartire gli investimenti produttivi.

30 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

La premessa è che “gli investimenti pubblici in Germania e Olanda sono in declino dal 2009”. Addirittura, in Germania la quota di investimenti pubblici sul Pil è stata al di sotto della media dell’eurozona sin dal 1995 ed è arrivata, nel 2015, al 2,1% del Pil a fronte del 2,4% nel 2009. L’Olanda è stata più generosa. La sua quota di investimenti pubblici sul Pil è maggiore della media dell’eurozona, ma comunque è diminuita dal 4,3 al 3,9% dal 2009 al 2015. Entrambe, peraltro, hanno livelli di debito pubblico inferiori alla media dell’area “e possono beneficiare dei tassi bassi a livello record” per rilanciare i loro investimenti. In più, sono paesi con rilevanti attivi di conto corrente (vedi grafico). In sostanza, si possono permettere di spendere assai più degli altri.

Sulla base di queste premesse la Commissione ha svolto una simulazione ipotizzando un aumento della spesa per investimenti pari all’1% di Pil per entrambi i paesi. Gli effetti, spiega lo studio, possono essere significativi, non soltanto per i paesi che mettono in campo gli stimoli, ma anche per gli altri paesi dell’area. Ciò sempre a condizione che le autorità monetarie non reagiscano all’aumento della spesa innalzando i tassi, pratica standard nell’epoca ante-crisi, ma ormai decisamente superata dai fatti.

Perciò è interessante osservare quali potrebbero essere i risultati, nell’ipotesi di politica monetaria accomodante, sia in termine di crescita che di saldi nel bilancio pubblico e nel conto corrente dei paesi che li mettono in campo. L’ipotesi monetaria assunta è che i tassi rimangano fermi nei primi due anni di stimolo fiscale, per poi muoversi lentamente verso il livello fissato dalla Taylor rule.

Sulla base di tali premesse, i dati mostrano che un aumento della spesa pubblica per investimenti produttivi aumenterebbe il Pil dello 0,85% in Germania e dello 0,7% in Olanda. Gli effetti positivi, poi, migliorando la produttività, si cumulerebbero conducendo il Pil a una maggiore crescita dell’1,3% nell’arco di dieci anni. Sul versante del deficit, ci sarebbe un aumento iniziale di 0,5 punti che poi sarebbe parzialmente compensato dagli stabilizzatori automatici, mentre il debito aumenterebbe del 5% nell’arco di un decennio. Sul versante del conto corrente, il modello stima che i due paesi perderebbero circa 0,25 punti di attivo. Il resto dell’area godrebbe di un contagio positivo. Francia, Italia e Spagna e il resto dell’EZ si stima che avrebbero una crescita del Pil di 0,3 punti, mentre i loro saldi di conto corrente aumenterebbero solo marginalmente di circa 0,05 punti.

Ovviamente questi risultati sono pesantemente condizionati dalle ipotesi del modello, specie nel lungo periodo, in particolare dal livello di elasticità del prodotto che si assegna al capitale pubblico, che serve a misurare la produttività marginale del capitale pubblico e quindi osservare come quest’ultimo aumento la produttività. Nella simulazione svolta si ipotizza che tale indicatore sia pari a quello del capitale privato, ma diversi autori hanno ipotizzato che nel caso di investimenti in infrastrutture core, questa variabile può amplificare notevolmente i guadagni di produttività, fino a sostanzialmente raddoppiare i benefici degli investimenti.

Comunque la si veda, tuttavia, l’indicazione “politica” è chiara. I paesi in surplus devono investire, pure a costo di indebitarsi, per stimolare la domanda interna. Devono trasformarsi in locomotive: primo perché se lo possono permettere, poi perché le condizioni finanziarie sono molto favorevoli, infine perché conviene a loro e al resto dei partner. Questa politica non servirà ad abbattere i significativi surplus di Germania e Olanda, che ormai tutti giudicano importante fonte di squilibri, ma almeno gioverà a mitigarli. Sempre che la Bce continui a tenere bassi i tassi. Ma di questo in pochi dubitano.

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Che cosa si dice in Germania dei subbugli di Deutsche Bank, delle preoccupazioni per Commerzbank, dei tagli in Siemens, della concorrenza cinese per Thyssen, dei conti di Air Berlin, degli esuberi di Man...

30 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

L’economia tedesca va a gonfie vele, questo confermano anche i dati statistici. Eppure, non passa giorno senza che i media tedeschi riportino notizie su possibili massicci tagli di posti di lavoro. Notizie che allarmano una opinione pubblica da tempo già preoccupata per il rischio di attentati terroristici, per il problema dei profughi e la loro integrazione, per un mercato immobiliare che continua a salire nei prezzi. Tant’è che cresce l’elettorato disposto ad affidarsi, se necessario, anche a qualche pifferaio magico, che promette misure drastiche e facili soluzioni (per esempio i politici di Alternative für Deutschland, Afd).

I TRAVAGLI DELLA DEUTSCHE BANK

Tra queste notizie le più inquietanti restano quelle relative alla Deutsche Bank. Due giorni fa il settimanale Die Zeitriferiva a proposito di questo colosso creditizio che Berlino, Bruxelles e Francoforte stavano mettendo a punto un piano di salvataggio nel caso la banca avesse avuto urgente bisogno di ricapitalizzarsi. Sull’istituto tedesco pende infatti la spada di Damocle di un’ammenda miliardaria, per l’esattezza si tratta di 14 miliardi di dollari, che gli Usa potrebbero infliggergli per gli affari tutt’altro che trasparenti con i subprime. Affari che hanno spogliato di casa e averi centinaia di migliaia di americani. La smentita di Berlino è stata immediata. Steffen Seibert, portavoce del governo, ha fatto sapere che “non vi è nulla che giustifichi questo genere di speculazioni”. Mentre John Cryan, nuovo boss della Deutsche Bank, ha spiegato che, come è noto, le ammende finali in questi casi sono sempre significativamente più basse. Può darsi che la notizia della Zeit “molto circostanziata però” faceva notare Handelsblatt, non trovi conferma. Se invece così fosse, Berlino e Bruxelles dovrebbero spiegarne le ragioni in modo particolarmente dettagliato all’Italia.

LE PREOCCUPAZIONI DELLE CASE

Non è però solo sulla Deutsche Bank che grava l’ombra di una multa miliardaria da parte degli americani. Stessa sorte potrebbe toccare alla Volkswagen rea di aver manipolato le emissioni dei suoi modelli diesel. Deutsche Bank e VW sembrano essere però solo le due punte più pericolose di un paesaggio economico dove accanto ai successi affiorano vieppiù anche punte di numerosi iceberg più o meno pericolosi per la crescita complessiva del paese.

I SUBBUGLI IN COMMERZBANK

Sempre nel settore bancario è di ieri la notizia ufficiale che la Commerzbank intende tagliare 9600 posti entro il 2020. Per quella data la banca dovrà essersi infatti completamente ristrutturata e attrezzata per modello di business quasi esclusivamente digitale, soprattutto nel back office. Giusto per rinfrescare la memoria: la Commerzbank è per grandezza il secondo istituto di credito privato tedesco. Nel 2008, in seguito alla crisi finanziaria, la banca ricevette complessivi 18,2 miliardi euro dal fondo pubblico di salvataggio Soffin. Secondo quanto scrive ora il portale online di notizie economiche Deutsche Wirtschafts Nachrichten, questo drastico taglio di posti di lavoro (che però dovrebbe avvenire senza licenziamenti forzati piuttosto attraverso incentivi e generosi scivoli) serve per finanziare la rivoluzione “Commerzbank 4.0” che si calcola costerà 2 miliardi di euro. Spiegel online si chiede al proposito, da dove la banca pensa di recuperare la somma, visto l’andamento assai debole del titolo e tenendo conto che dal 2008 a oggi, solo l’anno scorso l’istituto è tornato a erogare un dividendo di 20 centesimi per azione.

LE TURBOLENZE DI AIR BERLIN

Un altro “malato” sotto stretta sorveglianza è Air Berlin, che da settimane ha un posto fisso tra le notizie economiche. La compagnia low cost (partecipata per il 29,2 per cento da Ethiad) è sempre più in difficoltà: l’anno scorso ha totalizzato perdite nette per 450 milioni di euro. E quest’anno non è andata meglio. Non resta dunque altro che iniziare una profonda ristrutturazione. E il primo passo è quello di “alleggerirsi”. A iniziare dai dipendenti, è previsto un taglio di mille posti, per proseguire con il parco aeromobili: la metà, cioè 40, verranno dati in prestito (stabile) a Eurowings, il vettore low cost di Lufthansa. E insieme agli aerei sarà “prestato” anche il personale di bordo. Infine sono in corso trattative per la cessione/fusione della consociata austriaca FlyNiki con TUI Fly.

COSA SUCCEDE IN SIEMENS

Anche il colosso Siemens non sta attraversando un momento semplice. In seguito al calo dei prezzi del greggio e del gas, anche le commesse per macchinari impiegati nel settore dell’estrazione e della lavorazione delle materie prime, sono drasticamente calate. Motivo per cui deve essere ridotto anche il personale. Si parla di 1700 posti in tutto in cinque sedi produttive situate in Germania. Il management vuole però impegnarsi ad offrire corsi di riqualificazione e poi impieghi alternativi sempre all’interno del gruppo.

I TIMORI DI MAN

Di ristrutturazione e riduzione di personale si parla anche alla MAN Diesel & Turbo, che stando a quanto comunicato dai vertici stessi calcola in 1400 gli esuberi tra tutti i suoi siti produttivi nel mondo. Di questi 250 però riguarderebbero quello di Oberhausen (nella regione del Nordrhein-Westfalen), che è stato fino a ora il numero uno per la produzione di turbomacchinari. Il pacchetto consolidamento di questa consociata della Volkswagen dovrebbe permette di risparmiare 350 milioni di euro. Anche in questo caso, all’origine delle difficoltà ci sono sempre meno commesse per la costruzione di raffinerie, piattaforme petrolifere, centrali a metano e a carbon fossile.

LE OMBRE CINESI SU TYSSEN

Infine c’è Thyssen Krupp. La concorrenza dell’acciaio cinese è da anni una spina nel fianco per tutta l’industria siderurgica europea. E così, scrive il quotidiano regionale Der Westen, anche i lavoratori della Thyssen Krupp delle acciaierie di Bochum e Duisburg vivono nel timore di imminenti tagli. Le preoccupazioni maggiori ci sono a Bochum dove nel passato recente sono stati chiusi tra l’altro lo stabilimento Nokia e quello di Opel e sono andati persi complessivamente 20 mila posti nell’industria. Last but not least sono in forse anche 8000 mila impieghi nella storica catena di supermercati Kaiser’s Tengelmann.

IL QUADRO E LE CONCLUSIONI

Tornando ora al quadro economico generale della Germania. E’ vero che la maggioranza degli istituti statistici concordano nel tasso di crescita per quest’anno all’1,7 per cento e all’1,5 per cento per l’anno prossimo (come mostra la tabella pubblicata sul sito di tagesschau). Ed è anche vero che il tasso di disoccupazione continua a scendere e ha toccato ora il 5,9 per cento. Come riassume però il mensile di attualità Cicero sul suo sito: “La Deutsche Bank deve smentire voci di aiuti statali, la Commerzbank procede a drastici tagli di personale e la politica continua a non voler guardare in faccia alla realtà. La crisi finanziaria ha fatto solo una breve pausa. E ora è tornata”.

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Il faticoso dibattito attorno all’Italicum

30 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

Checché ne dica Travaglio, alla Costituzione vogliamo bene tutti: quelli che vogliono modificarla e quelli che vogliono tenerla com’è (benché in quest’ultimo schieramento ci siano molti che l’hanno sempre apertamente detestata). Quello di cui si tratta in questo momento è se i meccanismi di funzionamento del nostro sistema istituzionale – il motore di una macchina la cui carrozzeria, i cui interni e la cui centralina di controllo nessuno ha intenzione di cambiare – debbano essere resi più semplici e funzionali, come tutti chiedono da almeno quaranta anni, o se invece tutto debba restare esattamente e disperatamente com’è, dato che a un’altra riforma in tempi brevi non ci crede davvero nessuno (diciamolo: nemmeno D’Alema, che di riforme tentate e fallite ne sa qualcosa).

È di questo che dovremmo parlare, senza cedere alla tentazione dell’uso armi di distrazione di massa. Senza argomenti apodittici e senza allarmismi che, oltre che falsi, sono pure intellettualmente disonesti. Uscendo dal politichese del 2016 e cominciando a porci il problema di come sarà l’Italia nel 2046, se oggi approveremo questa riforma o se la respingeremo. Se sarà meglio per noi nel lungo periodo, giusto per fare qualche esempio: introdurre i referendum propositivi; limitare il ricorso alla decretazione d’urgenza; fare in modo che di commercio estero, infrastrutture, energia e turismo si occupi lo Stato e non venti regioni in venti modalità differenti e sconnesse; pagare 630 parlamentari invece di quasi mille e ridurre gli stipendi dei consiglieri regionali al livello di quello del sindaco della città capoluogo, e fare le leggi con il voto di una camera sola invece dell’inutile rimpiattino tra due assemblee composte dai rappresentanti degli stessi partiti, ma inspiegabilmente viventi vite autonome e indipendenti.

Ci si aspetterebbe un contributo in questa direzione in primo luogo dai saggi, dagli anziani della nostra tribù, quelli destinati a portare il contributo di saggezza dato loro dalle molte stagioni vissute e dalle lunghe esperienza accumulate. E invece, quello che un po’ stupisce e addolora è che anche taluni potenziali padri della Patria si agitino sgraziatamente portando nella discussione argomenti che coprono il rischio di rovinare, alla fine, reputazioni che sono talmente gloriose da essere diventate patrimonio della collettività prima ancora che dei rispettivi titolari. Bisognerebbe astenersi da dire sciocchezze dal Pantheon non solo per rispetto di se stessi, ma anche del Pantheon.

Un esempio preclaro di quello che intendo si riviene nelle pagine del libro di un uomo per il quale nutro, come tanti, deferenza e rispetto. Lo ha scritto, appunto, Gustavo Zagrebelsky (insieme con Francesco Pallante) e si intitola Loro diranno, noi diciamo(sottotitolo: Vademecum sulle riforme istituzionali). Ci si può lì imbattere in un brano che, pretendendo di illustrare presunti vuoti legislativi e assurdità dell’Italicum, afferma quanto segue:

«1) cosa succede se due liste raggiungono almeno il 40% dei voti (come accadde alle elezioni del 2006)? Secondo la lettera della legge, entrambe avrebbero diritto a 340 seggi, dunque dovremmo avere – contro il dettato costituzionale – una Camera composta da 680 deputati più gli eletti all’estero (tutte le altre soluzioni ipotizzabili contrastano con la legge: così è per la non attribuzione del premio, per l’attribuzione del premio alla lista che ha più voti, per il ricorso comunque al ballottaggio);

2) cosa succede se una lista conquista la maggioranza (316 o più seggi) al primo turno senza aver raggiunto il 40% dei voti validi (ipotesi che può verificarsi, dal punto di vista matematico, se le liste che non superano la soglia di sbarramento del 3% sono molte e raccolgono nel loro complesso almeno il 27,5% dei voti)? In tal caso, poiché nessuna lista ha raggiunto il 40% deve comunque tenersi il ballottaggio, in esito al quale la lista vincente otterrà 340 seggi (e se risulterà vincente la lista che al primo turno non aveva raggiunto la maggioranza assoluta, tale lista otterrà i 340 seggi sottraendo seggi alla lista “che già aveva conseguito la maggioranza assoluta…).”

Alla fine di questo passaggio, si potesse per il bene dell’intelligenza collettiva del nostro Paese premere il tasto del replay, varrebbe la pena di prosciugare istantaneamente l’inchiostro sulla carta e farlo risalire velocemente nella cartuccia della penna del Professor Zagrebelsky nell’atto di scrivere.

Nel lungo articolo 2 dell’Italicum, c’è infatti scritto (art. 83, commi 2 e 5) che l’Ufficio centrale nazionale individua la lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale; e verifica se la cifra elettorale nazionale della lista con la maggiore cifra elettorale nazionale, individuata ai sensi del numero 2), corrisponda ad almeno il 40 per cento del totale dei voti validi espressi. Non “le liste”, ma “la lista” che ha ottenuto più voti ottiene il premio di maggioranza se ha superato il 40% e solo se non abbia ottenuto più di 340 seggi. Fine della prima obiezione.

Quanto alla seconda, poi, essa è figlia della stessa illusione ottica per la quale il ballottaggio può consegnare il Paese a una “esigua minoranza”. Il ballottaggio è una nuova elezione a tutti gli effetti, e permette che venga espressa e conti anche l’opinione di coloro che al primo turno hanno scelto forze politiche marginali (che, nell’ipotesi di Zagrebelsky, sarebbero oltre un quarto degli elettori) e persino quella di coloro che al primo turno non hanno nemmeno votato.

Al ballottaggio si possono certamente ribaltare i risultati del primo turno; è un meccanismo insito nell’idea stessa di avere un secondo turno, senza il quale – per fare un esempio – il Front National non sarebbe fuori da tutti i governi regionali francesi, compresi quelli dove al primo turno aveva fatto faville. Ed è del tutto evidente che, in un’elezione che si svolge a due turni, parlare di “conquista dei seggi” prima che si sia svolto il secondo turno è come dire che si assegnano tre punti in classifica a chi vince uno a zero alla fine del primo tempo.

Certo, “Loro diranno, noi diciamo” non ha pretese di saggio accademico, e nasce – con tutto il rispetto per il blasone della Laterza – con le finalità di un instant book propagandistico. Ma sarebbe vantaggioso per tutti se i nostri accademici e i nostri cattedratici ci aiutassero con metodo scientifico a formarci un’opinione, lasciando invece certi infelici metodi della politica ai politici. Che già si fa una gran fatica, anche senza il loro contributo, a tirare su il livello del dibattito.

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Matteo (Il Magnifico) ha cominciato la sua battaglia detta "sbaraglia avversari". Sono tanti e tutti in fila. Vogliono bene all'Italia: Stefano, Arturo, Silvio, Ignazio, Salvini, Brunetta, Massimo, Pippo, Camusso, Landini, Giggino OR e quelli che" ci ricorderemo al Referendum". Tutti vogliono bene all'Italia meno che il Governo. Che cosa strana ragazzi. Io non ci credo e voto SI'. Perchè all'Italia voglio bene davvero!

30 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

Renzi: "Pronto a cambiare Italicum, referendum più importante" Premier pancia a terra nella campagna referendaria da Perugia a Firenze: "Referendum non è congresso Pd". E attacca D'Alema: "Esperto di lotte fratricide". Sbeffeggiato Di Maio: "Dovevano cambiare la storia, hanno cambiato la geografia: Cile, Venezuela..."

Mi sembra che R. abbia detto che l'Italicum per lui rimane un'ottima legge. O abbiamo letto articoli diversi? Vedremo se il Parlamento, che ne ha la facoltà e la possibilità, partorirà qualcosa di meglio.Il Parlamento è sovrano (non lo dimenticate?), questa legge al Governo piace ed infatti la ha votata e difesa ma se la maggioranza dei Parlamentari si accorda per dei ritocchi migliorativi bisogna accettarlo. Adesso avanti con le proposte che dovrebbero essere unitarie per far maggioranza, il Centro Destra con Berlusconi, Salvini e Meloni ha proposto la Repubblica presidenziale, Fassina, Bersani, D'Alema che propongono? nero su bianco però, in caso contrario potremo chiamarli cacciapalle. Sono proprio curioso di vedere cosa inciuceranno (pardon medieranno) con la Destra e il Partito Cinque Stelle.

Quanta inutile confusione fate! proprio perché si è votato con il Porcellum e non con l'Italicum, Bersani ha potuto "non vincere" le elezioni e non è stato in grado di formare un governo. E' andata così, o ho vissuto in un altro paese? Con l'Italicum chi vince vince e chi perde, perde. Mi dispiacerebbe molto se Renzi si facesse convincere a cambiarlo da chi teme solo di perdere il posto (e da quelli che li seguono senza tener conto delle conseguenze")

Ripeto il centro destra ha proposto la Repubblica presidenziale adesso voglio vedere cosa propongono D'Alema, Bersani ,Fassina, Scilipoti e il Partito 5 Stelle. Per avere una maggioranza in Parlamento dovranno trovare un accordo,. Buon lavoro e divertente inciucio. Io sono tranquillo.

Inutile continuare a piangere, i vostri amici Brunetta Scilipoti Razzi D'Alema Bersani e gli altri 200 inutili finalmente se ne andranno a casa, con un bel SI!

Una cosa risulta evidente e innegabile. Il no al referendum lascia le cose come stanno ora, cioè come le hanno lasciate i governi degli ultimi 30 anni. Un letamaio. E guarda caso sono proprio le facce che ci hanno governato in quel periodo, che ci dicono di votare no. Tranne un'unica eccezione, la ditta Grillo&Casaleggio che però non ha alcuna intenzione di governare il Paese, per il semplice fatto che non ha una classe dirigente capace di farlo e che ancora deve capire qualche concetto base di una parola che si scrive DEMOCRAZIA. Credo che Renzi possa non essere simpatico a tutti ( ma il voto alla riforma non è un concorso per eleggere Mister Simpatia) e la sua proposta che ha superato l'iter democratico per giungere al referendum, è l'unica cosa seria di cui possiamo oggi disporre in Italia. Votiamo SI e CAMBIAMO, almeno un po', questo Paese immobiie.

GRULLI E COMPAGNIA DEL NO PER LO STATUS QUO.

E quale sarebbe la filosofia giusta? Quella del proporzionale? Quella dei soldi a pioggia per pagare la gente per stare a casa? Quella del non pagare il debito? Quella della decrescita felice? O più semplicemente quella del Vaffa...? No me lo dica lei SOSTENITORE DEL NO A PRESCINDERE. Ho sentito DiMail che esponeva i suoi motivi per votare no...ecco sono ancora più convinto di votare SI!!! Siete vergognosi. Se Renzi fa A sbaglia perché doveva fare B, se poi fa A diventa incoerente e quindi doveva fare B e via di questo passo. Più o meno come quello che ha detto di essere disponibile per un governo di scopo per poi smentire il giorno dopo, oppure come quello che faceva il passo di lato e poi non lo ha fatto...questi sono esempi di coerenza mentre Renzi no...bravi continuate così che andate bene...pittosto a Roma? Oltre ad aver detto no alle olimpiadi come siete messi? Tutto bello, bello, bellissimo?Voi ci con la costituzione scherzate tutti i giorni...dite di proteggerla andando in moto e poi parlate di premier non eletto, volete che i parlamentari siano fedeli al voto degli elettori quando sulla costituzione si parla di assenza di vincolo di mandato...e voi siete quelli che sulla costituzione non scherzano? Per favore fate più bella figura a tacere. Ma vi volevo chiedere se avete la precisa cognizione di quello che significherebbe il vostro ultimo rigo per le nostre Famiglie e per il ns. Paese nel 2016: Non siamo qui a giocare e non son più i tempi di una volta quando pur nel disastro di un governo all'anno e magari destromane il paese che aveva il lavoro per andare avanti, sopravviveva lo stesso.

Oggi senza la grande politica di SX Democratica Moderata Riformatrice Europeista PD il disastro è già annunciato in partenza e non è solo un modo di dire. Quanto a Renzi , qualsiasi altro al suo posto , all'infuori naturalmente di Sibilia Salvini Luigino e le Sindachine, altro che un po' di lucidità...

AUGURANDIVI I Cordiali saluti CONCLUDO DICENDO:Com'è giusto, la priorità va alla riforma costituzionale, molto più importante dell'Italicum. Penso però che Salvini, Grillo, D'Alema, Brunetta, Bersani, ecc. non presenteranno alcuna loro proposta praticabile di legge elettorale - salvo quella proporzionale, via sicura verso l'ingovernabilità e il caos - e rifiuteranno tutte le modifiche dell'Italicum che verranno da Renzi, di sui vogliono solo la fine.
Se vincerà il no, Renzi non potrà che dimettersi, e allora vedremo quali piani alternativi avranno preparato le destre fasciste e il duo Bersani-D'Alema.

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Dai ora veniteci a raccontare che il petrolio estratto da ieri (giorno dell'aumento dei prezzi) tra qualche giorno sarà nelle pompe già raffinato e pronto all'uso! Tutte cazzate. Se tra qualche giorno arrivano gli aumenti non sarà certo per il costo del petrolio aumentato. Il carburante fatto con il petrolio a prezzo superiore ci metterà un bel po ad arrivare ai nostri distributori.

29 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

Chi esulta e chi no dopo l’accordo Opec sul petrolio.

Il vertice informale dell’Opec tenutosi in questi giorni ad Algeri si chiude con un accordo raggiunto in extremis, cercando di impostare per il futuro un difficile e complicato compromesso per il mercato del greggio tra i due principali player del cartello: l’Iran e l’Arabia Saudita.

Quando le speranze erano ormai ridotte al lumicino, ieri il primo a dare la notizia di un possibile accordo era stato il delegato libico, Mossa Elkony, dopo una giornata caratterizzata dalle chiusure della Repubblica Islamica, particolarmente restia a lanciare un ramoscello d’ulivo all’acerrimo nemico saudita. Ed è per questo che la prima bozza di documento finale stilato dall’Algeria parlava timidamente di una riduzione di soli 10 milioni di barili al giorno. Un risultato al ribasso.

L’INTESA IN SINTESI Al contrario, seppur manca l’ufficialità e la ratifica a livello politico, i negoziati algerini si sarebbero chiusi con un patto che potrebbe fare la differenza. Dopo 8 lunghi di inazione, infatti, l’Opec avrebbe deciso di far scendere il tetto della produzione dai 33,2 milioni di barili del mese scorso a 32,5 milioni di barili. Non è molto, ma si tratta di un segnale più politico di mercato, soprattutto a quegli attori come gli Usa o la Russia che vorrebbero vedere l’Opec azzoppato.

LA NUOVA MAPPA DOPO L’ACCORDO.A pagare il conto più salato, secondo la proposta presentata dall’Algeria, dovrebbe essere il colosso saudita, principale fautore della politica di prezzi bassi di questi anni, che vedrà la produzione scendere di circa 400 mila barili, seguito da Emirati Arabi (circa 150mila barili in meno) e Iraq (circa 130mila in meno). Libia e Nigeria conserverebbero le quote attuali, mentre l’Iran, il più resistente all’idea di congelare la produzione con l’obiettivo di tornare ai livelli pre-embargo, verrebbe in sostanza accontentato con un piccolo incremento, pari a circa 50mila barili al giorno.

COSA SUCCEDE IN ARABIA SAUDITA.La riduzione della produzione saudita in realtà coincide con una fase storica che vede il Regno ingaggiato in una sfida per la diversificazione dell’economia. Il Principe ‘riformista’ Salman si è infatti da mesi imbarcato in una difficile stagione di cambiamenti economici che, partendo dalla privatizzazione di un gigante del petrolio, la compagnia energetica nazionale SaudiAramco, dovrebbe arrivare a rendere Riad meno dipendente dal petrolio. Questo anche per contrastare le mire di egemonia regionale di Teheran. Gli ayatollah sono arrivati ad Algeri facendo la voce grossa, strappando alla fine un risultato che comunque gli consente di aumentare i piani di espansione industriale e tecnologica dell’industria estrattiva, il vero tallone d’achille dell’economia iraniana. Soprattutto grazie ai nuovi contratti petroliferi, dovrebbero presto arrivare nella Repubblica una serie di investimenti delle compagnie petrolifere internazionali.

LE PROSSIME SFIDE PER L’OPEC.Ora però per dell’Opec resta la sfida più difficile, quella che potrebbe farlo nuovamente piombare in una fase di stallo: la ripartizione delle quote tra i vari membri. La decisione è stata saggiamente spostata al prossimo vertice che si terrà a Vienna a novembre. Ma è chiaro che sarà a quel tavolo che si giocherà la contesa per il predominio del mercato del

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Certo che più che un "cavaliere" sul l'elefante .... mi sembra un equilibrista che si sta Barca-menando in modo molto furbesco. Ma una volta nella vita una posizione chiara no eh ?

29 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

Non eccitate l'elefante sul referendum.

Due parole animano questo pro-memoria sul referendum costituzionale. Sentimento e ragione.Il sentimento. La decisione di noi italiani sul referendum costituzionale sarà dettata, come sempre avviene - si pensi al recente referendum britannico - dal sentimento, ossia da un processo cognitivo istintivo, non da una ricerca approfondita delle "ragioni": a guidarci sarà il convincimento emotivo circa le conseguenze per la nostra vita dell'uno o dell'altro esito. Qui a contare saranno due considerazioni assai diverse. Una riguarda le "conseguenze per gli anni a venire" di modificare (come proposto) o di non modificare la Costituzione. L'altra riguarda le "conseguenze del mattino dopo" sulla guida del paese, proprio mentre in Europa e nel mondo monta tempesta. http://www.huffingtonpost.it/fabrizio-barca/elefante-cavaliere-referendum-_b_12245140.html?utm_hp_ref=italy.

Caro Barca, Lei che non crede ai profeti perchè perde tempo a profetare sulle conseguenze del si o del no? Pensi piuttosto a fare la scelta giusta, a Lei e a tutti gli elettori si chiede solo questo, non di essere degli indovini.

Un politico di lungo e qualificato corso quale Lei è sa benissimo che l'"ecumenismo pedagogico" a cui Lei aspira con queste Sue riflessioni hanno bisogno di un tempo che non c'è più. Questo è il momento della scelta, di decidere quale delle due opzioni è la meno rischiosa, se è mai giusto votare una legge imperfetta, quando non sbagliata, se l'astensionismo "attivo" non sia, più che un ossimoro, una maniera per favorire inconsapevolmente apparati organizzati e finanziati. Insomma, abbiamo due mesi per approfondire, ma, poi, o di qua o di la. La vita è sempre una questione di scelte e la politica qualifica quelle scelte e non c'è alcun bisogno che elefanti o cavalieri s'incazzino.

Questa volta Fabrizio Barca, che adoro, invece mi delude, chiunque vinca intanto non è la stessa cosa, e chi vince non ascolterà chi si è astenuto. Ahimè tocca scegliere o un SI o un NO. D'altronde è un referendum!!

La fotografia di questa dichiarazione ci illumina, ci chiarisce la situazione, lui ex ministro in uno dei tanti governi frutto di elaborate alchimie di bilancini dovuti alla mancanza di una politica autorevole e legittimata, oggi si mostra come un intellettuale romantico, come già Bertinotti ex sindacalista che di giorno proclamava lotte di classe e di sera frequentava i salotti chic, lo status quo è l'ideale, perchè prendere decisioni perchè schierarsi, affannarsi litigarsi, non svegliate, non eccitate l'elefante, in fondo cosa ci manca, e che saranno mai 2000 o 3000 miliardi di debiti, i giovani senza lavoro, ebbè sono mantenuti dalle famiglie hanno più tempo per sollazzarsi, non svegliate il cane che dorme, e non eccitate il manovratore, dobbiamo avere il tempo per la poesia, per ammirare i tramonti, e non scordatevi di strapagare i ministri e continuare a versargli i lauti vitalizi. Bertinotti quello che guadagna se lo è meritato ha lavorato come un negro per difendere i lavoratori, e i disoccupati? o mamma mia sempre sta storia dei disoccupati, che si arrangino in fondo è anche colpa loro se non hanno risorse, forse non hanno studiato abbastanza, e poi perchè di mestiere non si sono messi a difendere i lavoratori, guarda la Camusso che carriera, Cofferati, D'Antoni, Marini, Epifani, Benvenuto Polverini, Rosi Mauro,etc,etc i loro esempi non hanno insegnato niente, Bonanno è andato in pensione con uno stipendio da industriale, non rompete i maroni non svegliate l'elefante. Tutti bravi a carico dello stato, avessero lavorato un giorno da agricoltori, fabbri, industriali, solo e sempre funzionari dello stato, quello stato che si è mangiato tutto anche il futuro dei suoi figli.

Ricordiamoci che era un ministro del governo Monti

Comunque se vince il Si, come spero, c'è molto da fare. Se invece vince il NO non si capisce cosa si possa fare se non chiudere per un certo lungo periodo la discussione sulla riforma della Costituzione.

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In guerra muoiono anche i bambini, che novità... quindi basta guerra ll'isis?nessuno ci crede ai bambini morti sotto le bombe, come nessuno ci crede che Aleppo e' famosa per essere la "citta' dei mille ospedali pediatrici"

29 Settembre 2016 , Scritto da bezzifer

Guerra in Siria. Unicef: "Ad Aleppo quasi 100 bimbi uccisi". Lo sfogo del Papa. Russia accusa Usa: "Fermare intervento è terrorismo"

Pare ci siano più ospedali ad Aleppo che in tutta la Germania l'alternativa è che gli ospedali di Aleppo siano indistruttibili tra l'altro l'ultimo video dei "ribelli moderati" (aka isis) sul presunto bombardamento di un presunto ospedale è esilarante....quello che ride non accorgendosi di essere inquadrato è fantastico.Premesso che non è Aleppo ad essere sotto assedio ma solo un quartiere ancora in mano agli jihadisti, forse il parroco argentino dovrebbe rivolgere un appello agli americani affinchè la smettano di fornire armi ai foreign fighters jihadisti che hanno occupato la Siria (i locali sono la minoranza della minoranza).Ci sono due categorie di (presunti) esseri umani che sfruttano i bambini siriani: I fanatici religiosi, che li usano come scudi umani, e i "giardinieri" che lavorano per la "libera" stampa occidentale, che li usano per la loro propaganda. In entrambi i casi a loro conviene che i civili siano impediti di lasciare il teatro dei combattimenti.

Sono i fanatici islamici che impediscono ai civili, bambini e non, di fuggire dalle zone di combattimento. Hanno bisogno di loro come scudi umani e per fornire materiale di propaganda alla stampa e ai politici occidentali.
Più rapidamente i fanatici religiosi saranno liquidati, più rapidamente torneranno a vivere Aleppo e le altre zone della Siria ancora in mano a fanatici... come succede nel resto della Siria.

Per fare cessare la strage basterebbe che gli USA la finissero di fornire armi all'ISIS e che questi la smettessero di nascondersi fra i civili impedendo loro di lasciare Aleppo!
Fino a quando l'ISIS vinceva della loro strage quotidiana di civili non interessava nessuno come a nessuno interessano oggi le stragi in Yemen sotto le bombe a grappolo dell'Arabia Saudita gentilmente fornite da USA, UK e anche dalla Pinotti non ne parla. ONU due pesi due misure! Sono 15 anni che gli Usa commettono crimini di guerra in Afghanistan, Irak, Libia, Somalia….E crimini contro l’umanità in combutta coi loro complici israeliani e con i sauditi: proprio in questi mesi partecipano (con gli inglesi) al massacro della popolazione in Yemen.

Sono stati i criminali di guerra e golpisti americani,europei, israeliani e nato ha rifornire di armi i terroristi e a violare la tregua, la Russia deve appoggiare militarmente Assad e aiutarlo a riconquistare le alture del Golan e uccidere i terroristi filo americani,europei e israeliani.

Pare che la stampa e media in genere non riescano più ad essere tanto convincenti con gli zombie italiani. Gli zombie stanno riprendendosi la loro anima ed allora si che saranno c. acidi !

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