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Blog di bezzifer

Ma chiamare la neuro no?

22 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

Veni vidi web, Casaleggio nel suo ultimo libro vede un futuro con supermercati rasi al suolo e rieducazioni forzate.http://www.huffingtonpost.it/2015/12/21/casaleggio-veni-vidi-web_n_8854402.html?utm_hp_ref=italy#comments

A giusto:La neuro sara' rasa al suolo, ad ogni persona verra' installato un chip peppiniano, se questo andra' in tilt verra' immediatamente sostituito.....non avere paura, c'e' posto anche per te sul pianeta Gaia!

E probabile che il giornalista abbia fatto una selezione delle affermazioni più strambe, trascurando delle cose ragionevoli che certamente ci saranno anche nel libro, però, dando pure per scontata una ricerca della affermazioni più "curiose" tra quello che dice Casaleggio, sono sicuro che quello che viene riportato tra virgolette si trova realmente nel libro; e mi basta per giudicarlo.Percio come gia detto.Non so se questo articolo e' un classico esempio di estrapolazione dal contesto o un sunto fedele, resta il fatto che miscela buone idee(diciamo per brevità i risultati) ,in alcuni casi condivisibili, ed il perché esistano, ed igrassino, certi problemi: per esempio ottima idea eliminare gli ipermercati ma un loro perché ce l'hanno in quanto il " cittadino" e' "costretto" a risparmiare e in più casi di quanto si pensi servono a socializzare . L'interactive leader e' una figura straordinariamente interessante...ma esiste già!!! ed è prevista dall' art 67 della costituzione( la piccola differenza e' che si riferisce alla Nazione e non alla pubblica opinione). Ed è paradossale che proprio chi auspica l'avvento di questa figura voglia abolire il famigerato articolo costituzionale la cui sistematica e totale non applicazione ha provocato danni incalcolabili. Ovviamente c'è dell'altro ma mi sono limitato a commentare l' articolo. Si e' vero non ho letto il libro ne ho intenzione di acquistarlo, rischierei di "aiutare" Casaleggio a sforare i cinque milioni di introiti...poi che faccio? Me lo porto a casa e lo rieduci a suon di yoga?

Però non potete lamentarvi delle interpretazioni maliziose degli scritti di Casaleggio, se voi non fate altro che starvolgere quello che dicono e fanno i vostri avversari politici. Che pretendete , licenza di menare botte a tutto spiano per voi, e trattamento con i guanti bianchi da parte degli altri? Aspetto i commenti di qualche simpatizzante M5S (se ce ne saranno), per capire se anche nel M5S c'è qualcuno che comincia a preoccuparsi della salute mentale del loro guru.

Però, a pensarci bene, se le previsioni di Casaleggio le prendono sul serio, ed in futuro pensano davvero che non ci saranno i leader, perché non cercare di anticipare il futuro, prepensionando Grilllo e Casaleggio?

Questo, con questa visione del futuro, di tipo neo autoritario è l'ispiratore di un movimento che una parte cospicua degli italiani vogliono portare al governo del Paese. Tempi ancor peggiori degli attuali ci attendono.

Comunque niente di strano, in tanti libri di fantascienza si parla di una società basata su grandi utopie come quella dell'uguaglianza dei cittadini sino alla abolizione del denaro, come anche del contrario, sta a noi decidere quale è la scelta migliore per il cittadino.

Il problema è che in Italia, gli autori di fantascienza fondano dei movimenti politici insieme a dei comici, e ci sono milioni di persone che li seguono. Vi sembra un problema da poco?

E in questo movimento ci sono anche i furbi che non hanno mai lavorato in vita loro e si facevano pagare i contributi dai cittadini. E il bello è che c'è anche chi li vota.

Se non amassi l'Italia e non avessi qui i miei interessi mi augurerei una rapida ascesa del M5S e poi mi godrei lo spettacolo... come Fantozzi: divano, birra e rutto libero.

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Ragazzi, quanto è dura ammettere che qualche volta Renzi ha ragione.

21 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

Alla luce del rischio ingovernabilità dopo le politiche nel Paese iberico, il premier sottolinea come, con la nuova legge elettorale, in Italia è stato "cancellato ogni balletto post-elettorale: ci saranno un vincitore e una maggioranza in grado di governare". Voto spagnolo nuovo segnale "all'Europa dell'austerità"

Cos'ha detto di falso? ha semplicemente detto che prima l'Italia aveva governi che cambiavano perchè nessun partito aveva la maggioranza. La Spagna rischia di trovarsi in questa situazione... L'Italia con l'Italicum puo avere un governo stabile...

La Consulta pose quattro rilievi importanti che l'Italicum rispetta e va anche oltre: 1) Premio di maggioranza non eccessivo (Italicum è del 15%) 2) Stabilire un minimo congruo di % per averlo al 1° turno (Italicum è minimo 40%) 3) Liste piccole con candidati riconoscibili (l'Italicum è andato oltre: liste piccole e di genere) 4) Rappresentanza (l'Italicum è andato oltre il Mattarellum e il Porcellum fissando la soglia al 3%). Con il ballottaggio gli italiani votano due volte, chi vince avrà necessariamente oltre il 50% dei votanti e chi non voterà avrà poco da lamentarsi.

Leggo commenti secondo i quali con il 27 o 30% dei voti grazie all'Italicum si ottiene la maggioranza assoluta. Buffo mi risultava il 40% al primo turno o il 50% + 1 al ballottaggio.

Questi geni dei grillini si lamentano per l'Italicum, che premiando il partito e non la coalizione è l'unico sistema elettorale con cui potrebbero governare, anche con il 20% del 50% del 32% se si coalizzano con altri partiti ma loro vogliono il 51% e per averlo devono avere un premio bulgaro per Governare al primo turno? Forse è più comodo crogiolarsi nei propri travasi di bile e sfogarsi con un linguaggio violento ed offensivo dietro l'anonimato di una tastiera piuttosto che prendersi la responsabilità di fare scelte di Governo.

La costituzione è il nostro faro! Sempre! Dice che si vota ogni 5 anni, se c'è maggioranza?? E allora non ammorbate più,...aspettate 5 anni,.oggi c'è maggioranza con PdC votata, come costituzione dice dal parlamento! Nel 2012 abbiamo già votato!Ora 2017, si spera! E quando ci sarà l'Italicum,.spero ogni 5 anni,..invece che ogni due mesi come prima, in una gran abbuffata di tanti partitini!

L'Italicum e' buono perche' permette a qualcuno di vincere e governare. Il fine massimo delle elezioni non e' garantire a tutti i concorrenti un posto, ma di mettere all'opera il processo decisionale, che deve essere efficiente, altrimenti le istituzioni vanno in putrefazione e si sviluppano contropoteri extraistituzionali che cominciano a fare le veci di quelli istituzionali paralizzati. La rappresentativita' delle istanze sociali, inoltre, non e' data solo dal fatto di avere un seggio al Parlamento - la societa' e' molto piu' ricca e variegata di quanto possa esserlo il Parlamento, perfino se avessero rappresentanza in esso 1000 partiti. In realta' molti italiani TEMONO un processo decisionale efficiente, perche' si vedono come perdenti eterni e quindi preferiscono interdire invece che costruire. Ma cosi' la loro situazione non puo' che peggiorare

Turigliatto ,ve lo ricordate? Quello che rompeva giorno e notte con Prodi! Molti ragionano ancora così! Tanto che poi venne PDL-LEGA che disastrarono l'Italia nel 2011! Oggi molti, ancora con quel modo di ragionare,..il credere che i soldi crescano sugli alberi, bacchette magiche e altre stupidaggini! La ricchezza prima si cerca di generarla poi si distribuisce come fa Renzi! Per non ritrovarci coi disastri poi,.che sfocia nelle batoste per tutti! L'Italicum da la possibilità in modo chiaro di governare! Altro è fuffa!

In GRULLOPOLI chiedono, invocano, pretendono, le dimissioni di Renzi. C'è tuttavia un passaggio che precede le dimissioni: che il Governo sia sfiduciato dal Parlamento, e questo le opposizioni non sono ancora riuscite ad ottenerlo. Quando ci riusciranno, si potrà parlare di elezioni, naturalmente se Mattarella deciderà di sciogliere le Camere. Fino ad allora, gridare Renzi dimettiti! è inutile, è solo una manifestazione di inconsistenza di incompetenza di ignoranza di rabbia e di impotenza. Renzi può continuare a governare tranquillo.

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Bienvenidos a Italia: LA SPAGNA scopre ingovernabilità

21 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

http://www.repubblica.it/static/speciale/2015/elezioni/spagna/

Mariano Rajoy al bivio: patto con il nemico storico Psoe oppure intesa con il partito anti-casta Ciudadanos?

Dopo 40 anni fine del bipartitismo. Crollo di popolari e socialisti. Podemos è 3°. Iglesias: ‘Cambia tutto’
Il premier: ‘Cercherò di formare governo’. Ma serve un miracolo. Re Felipe nel ruolo inedito di mediatore

La matematica non è un'opinione: 123+40=163 Ne servono 176. Non c'è storia.
L'unica è una "Grosse Koalition" (Popolari+Socialisti) alla tedesca. O è la palude. O si rivota.

Trovare un accordo con il PSOE e modificare la legge elettorale, fare un Italicum come vuol fare Renzi in modo da rendere governabile la nazione, le ultime elezioni in Francia ma sopratutto la Groose Koalitione in Germania dovrebbero insegnare qualcosa, il PD di Renzi ha visto giusto, la nazione va governata, altrimenti chi ci rimette non è Rajoy o Renzi .

Se un politico non sa decidere quale alleanza è bene fare nell'interesse del Paese, non è, a mio parere, un politico lungimurante e capace. Bersani ha perso non ha fatto alcun Governo perchè è caduto nel medesimo poblema. In politica ci sono avversari non nemici, e se è vero, come dovrebbe essere VERO che governerebbero per il bene della Nazione la soluzione non è impossibile. Purtroppo mettono sempre al primo posto gli interessi del partito e quelli propri elettorali! Con la differenza che Bersani pagò due volte la non-vittoria.Prima con la presidenza del consiglio chinando per l'ennesima volta il capo davanti a Napolitano e Berlusconi dando il via libera a Letta.Poi con la guida del PD. E come "ciliegina", col disfacimento della coalizione di centrosinistra voluta dagli elettori e grazie alla quale godeva di un sostanzioso premio di maggioranza, mandando SEL all'opposizione.

Rajoy al contrario manterrà una e l'altra, nonostante venga da un calo fortissimo di consensi.

CERTO:Bersani ha pagato un gravissimo errore strategico. L'errore è stato quello di accettare di votare la fiducia al governo Monti, invece di andare al voto, vincere le elezioni (nemmeno Bersani, nemmeno il PD tutto sarebbero riusciti a perderle, quelle elezioni...) e prendere il mano il destino del paese. Però, probabilmente per mancanza di statura politica e di coraggio (tendente alla vigliaccheria...) si è preferito appoggiare il governo dei "tennici", votando tutte le riforme che i "tennici" proponevano. Questo è stato l'errore di Bersani, questo il motivo del "palo" preso a Febbraio 2013.

OK: In quell'occasioni Bersani e il PD non seppero o non vollero opporsi alla decisione di Napolitano, che fu il solo e unico artefice del goevrno Monti. Inoltre il clima dell'epoca ce lo ricordiamo tutti: Italia allo sbando secondo tutti i trombettieri di regime, spread oltre i 500 punti, il paese sull'orlo del baratro, Monti unica ancora di salvezza, un bombardamento mediatico 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Un partito conformista e piccolo borghese quale il PD non poteva che allinearsi.

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21 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

I) L'unione fa la forza nel senso che è stato il GRUPPO che ha reso possibile la sopravvivenza dell'homo sapiens' nella lotta contro le altre specie di animali.
Nel tempo presente occorre, invece, non legarsi ad un pezzettino di umanità -il NOI-.
Infatti se il SINGOLO non si sente abbastanza forte, si forma il GRUPPO, che non per nulla è la più sicura fonte di conflitto.
Non parlo del raggrupparsi per un maggiore sviluppo di sè su di sè, ma del gruppo che eserciterà la forza dell'unione nei confronti di altri gruppi.
II) Per un liberale il CONFLITTO è positivo in quanto sa che la civiltà è mediazione in virtù di un'etica del dialogo razionale priva di alcuna pretesa di infallibilità, che propugna l'auspicabilità di comportamenti pratici incentrati sulla disposizione al confronto e alla comprensione reciproca. Per il materialista Marx -il maggiore erede dell'idealismo hegeliano- è la società capitalistica borghese che crea la CONTRADDIZIONE, ossia separazione da intendere come mediazione impossibile.

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RENZI UGUALE A BERLUSCONI BENE SPERIAMO PER L' ITALIA CHE DURI VENTANNI COME BERLUSCONI.

21 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

Niente da aggiungere che non sia stato già detto: Comunque, il bello è sempre vedere la diversità di opinioni! Come tanti altri, l'Italia è sempre un paese spaccato in due (senza tenere conto dei tanti "indifferenti"). In conclusione, io sono per la continuità tra i due, specie se si guarda al "realizzato"! e carcare di radrizzare questo splendido paese,chi ulula critica sbraita non fa altro che confermare il modo di porsi di una politica ipercritica a prescindere a cui non andrebbe bene nemmeno un premier scelto da essa stessa. Si risponde a una critica comunque pacata usando un linguaggio tipico della destra più becera insistendo ripetutamente sullo sdraiato per delegittimare l'avversario.Probabilmente chi critica scrive seduto sul letto del fachiro. Solita politica perdente, autoreferenziale, snob, a pancia piena. Critica all'infinito, terrorizzata dal fatto che possa avvenire l'utopia desiderata perché non saprebbe più che criticare.

Ma a voi non viene mai il dubbio che possiate sbagliare e che qualche volta abbiano ragione gli altri, coloro che la pensano diversamente da voi? Il radicalismo, il fondamentalismo che possono sconfinare a seconda dei casi nell'anarchismo o nel nichilismo sono il retroterra culturale che ha portato a tante sconfitte, a tutte le divisioni, ad un ideologismo conservatore che nulla ha capito delle novità sconvolgenti e delle loro deleterie conseguenze

Solo una mente devastata da astio ideologico arriva a mettere sullo stesso piano Renzi e Berlusconi. L'unica similitudine tra i due, come dice giustamente Serra, è che Renzi come Berlusconi parla troppo incautamente di ottimismo della volontà (ma anche su questo va fatta chiarezza: mentre il pregiudicato lo faceva per propaganda, Renzi invece, per senso dello Stato). Lo fa come se ignorasse il ritardo sovrastrutturale del Paese dal moderno per l'umanesimo cattolico che si ritrova nel diffidare di qualisasi processo di trasformazione dell'esistente che nell'inconscio collettivo è sovrastorico. Inoltre, la diversità di Renzi da Berlusconi è l'assenza di quell'anticomunismo che aveva fatto convergere su Berlusconi dell'esordio in politica tutti i reazionari d'Italia e quelli che lo usavano come sedicente modernità, e per questa ragione lo sta vedendo trionfare sull'uomo politico possessore di un abnorme impero mediatico, fenomeno unico in Europa, grazie al quale assurgeva ad una sorta di deus ex machina totalitario un po' come nei Paesi populisti dell'America Latina. Per tale motivo la richiesta di dimissioni di Renzi è pretestuosa e infondata nonchè funzionale all'inconcludente e inaffidabile populismo grillino.

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Il terrorismo non ha a che fare con la religione. Falso

21 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

L'idea che la religione non abbia niente a che fare con il terrorismo, o addirittura che terrorismo e religione si escludano a vicenda, si basa su un'immagine sentimentale e idealizzata della religione stessa. Religione infatti non implica pacificità, mansuetudine e mitezza. Religione non significa fiaccolate, preghiere per la pace e tenersi per mano. Le religioni annunciano la verità, la sola, unica e completa verità. Le religioni sono quindi per loro natura intolleranti. Devono esserlo, il contrario contraddirebbe la loro logica.

Si deve spazza via una diffusa ipocrisia usata come alibi per giustificare e protrarre un infinito potere ancora nel prossimo futuro, quello che è sempre stato di tutte le religioni, specie, appunto, quelle monoteiste, più integraliste di tutte. E' vero, infatti, che là dove non c'è -guarda caso tra le popolazioni più primitive- un solo dio ma svariate divinità, esse incarnano una sorta di relativismo oggettivo ( ripartendosi il potere tra loro, di fatto sottraendoselo l'una con l'altra). A mio parere poi un dio assoluto fa il pari con il principio caro ai sistemi monarchici di un un uomo solo al comando. Così ci si dovrebbe affidare al mito di un padre sì, autoritario ma benefico, il quale compenda in sé ordine e benevolenza, in una sorta di fede cieca e insindacabile a cui tutti devono piegarsi.Il Rinascimento, specie nell'arte, dove singole personalità dall'alto ingegno hanno rimesso al centro della società l'uomo come individuo cosciente , capace di ribellarsi -Galilei- a schemi cristallizzati nei secoli a spezzare la catena. L'ILLUMINISMO ha poi esteso questo aspetto fino a farlo divenire, con la ragione, coscienza collettiva. Ed è da qui che bisogna ripartire.

Sarà vero e falso. Vere le considerazioni sulle religioni, specie quelle monoteiste, sulla loro rigidità che non ammette negoziabilità, salvo quando è costretta dalla forza (riforma, illuminismo, romanticismo, liberismo, socialismo) a mediare con il potere. False le considerazioni sulla relazione tra conflitti e religioni: i conflitti fondano la loro ragione su interessi molto materiali e poco spirituali, usano oggi la religione per dare una veste ideal popolare alle loro ambizioni di conquista e saccheggio (come del resto in passato gli ideali di patria, libertà o emancipazione di classe). In questo senso è strano che proprio un tedesco non ne veda l'aspetto strumentale quando la propria storia, più di altre, a partire dalla riforma, passando per la Heimat fino al nazional socialismo, è fatta di queste tragiche e strumentali connessioni. Le ragioni della storia sono scritte da classi dirigenti ciniche e ipocrite. La narrazione popolare riconduce le tre grandi religioni monoteiste ad uno stesso dio (Adamo, Abramo, Mosè), fosse vero, agli occhi di un agnostico, apparirebbe un ben strano dio, mentre l'irriducibile contrasto che racconta la guerra al terrore, sempre agli occhi dell'agnostico, appare ben mitigato dalle dorata convivenza che le rispettive classi dirigenti vivono nei paradisi tecnologici del Bahrain, Hatar, Emirates, Oman, Saudy Arabia. Come dire: cè un mondo fatto di soldi che non conosce religioni ma le mantiene vive agli occhi dei popoli per continuare a far soldi.

Ecco perche ogni religione (non solo quella teistica, ma anche quella ateistica), contenga in sé i germi del fanatismo e dell'intolleranza è fuor di dubbio. Ogni religione, proprio in quanto "religione" e non solo "fede", è esposta al perenne rischio della degenerazione. Ecco perchè vi è bisogno, altrettanto costantemente, non tanto di "combattere" contro le religioni, quanto piuttosto di potenziare in ogni corrente religiosa la componente della fede. In una parola: vi è bisogno di enfatizzare la componente della “spiritualità,“ dal momento che “l’impegno spirituale” possiede gli strumenti per fornire uno dei più efficaci antidoti al pervertimento della religione.
In quanto alla "religione di Gesù di Nazareth", non si può proprio dire che Gesù abbia fondato una religione, così come è del tutto arbitraria l'interpretazione del versetto di Matteo, secondo la quale Gesù inciterebbe quasi alla violenza. Le parole di Gesù fanno riferimento al dissenso, al rifiuto, alle divisioni che il suo messaggio inevitabilmente avrebbe provocato, alle persecuzioni cui sarebbero andati incontro i suoi discepoli. E Gesù, oltre tutto, proclamava un messaggio di liberazione dal giogo della religione e morì vittima di quest'ultima.
Infine, un piccolo appunto alla traduttrice: la frase "La religione liberale e del dialogo che viene praticata alle nostre latitudini è una religione superata " suona strana e risulta poco comprensibile. Meglio sarebbe tradurre: la religiosità liberale e del dialogo ... è conseguenza del superamento della religione.

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Cominciamo a leggerla questa (benedetta) Bibbia

20 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

Se da un patto stipulato tra un popolo e un Elohim chiamato Yhwh il quale per secoli non ha fatto altro che massacrare gli abitanti di quei territori che gli interessavano per affidarli ai discendenti di Giacobbe (Israel) popolo che gli era stato affidato, e ne costruiamo una religione e un Dio misericordioso che di misericordioso non aveva nulla, perchè ci stupiamo oggi delle atrocità commesse dall'Isis che non fa altro che mettere in pratica tutto ciò che Yahweh ordinava ai suoi. Beninteso: nella Bibbia non si parla assolutamente di monoteismo; in quei libri abbiamo a che fare con la monolatria giacchè tutti conoscevano gli altri Elohim, colleghi di Yahweh con i quali gli ebrei spesso lo tradivano ma, essendo un Elohim geloso, li uccideva senza pietà. Cominciamo a leggerla questa (benedetta) Bibbia per capire finalmente la montagna di falsità costruita intorno ad essa e tutte le fesserie che la Chiesa Cattolica ci racconta da duemila anni per tenere al guinzaglio i nostri piccoli cervelli.

Vero e falso. Vere le considerazioni sulle religioni, specie quelle monoteiste, sulla loro rigidità che non ammette negoziabilità, salvo quando è costretta dalla forza (riforma, illuminismo, romanticismo, liberismo, socialismo) a mediare con il potere. False le considerazioni sulla relazione tra conflitti e religioni: i conflitti fondano la loro ragione su interessi molto materiali e poco spirituali, usano oggi la religione per dare una veste ideal popolare alle loro ambizioni di conquista e saccheggio (come del resto in passato gli ideali di patria, libertà o emancipazione di classe). In questo senso è strano che proprio un tedesco non ne veda l'aspetto strumentale quando la propria storia, più di altre, a partire dalla riforma, passando per la Heimat fino al nazional socialismo, è fatta di queste tragiche e strumentali connessioni. Le ragioni della storia sono scritte da classi dirigenti ciniche e ipocrite. La narrazione popolare riconduce le tre grandi religioni monoteiste ad uno stesso dio (Adamo, Abramo, Mosè), fosse vero, agli occhi di un agnostico, apparirebbe un ben strano dio, mentre l'irriducibile contrasto che racconta la guerra al terrore, sempre agli occhi dell'agnostico, appare ben mitigato dalle dorata convivenza che le rispettive classi dirigenti vivono nei paradisi tecnologici del Bahrain, Hatar, Emirates, Oman, Saudy Arabia. Come dire: cè un mondo fatto di soldi che non conosce religioni ma le mantiene vive agli occhi dei popoli per continuare a far soldi.

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Ma cos'è la Destra, cos'è la Sinistra?

20 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

Ripensando alla canzone di Gaber, a me, non so a voi, sorge spontanea, oggi, più che mai. la domanda: Ma cos'è la Destra, cos'è la Sinistra? Per me, sono due facce identiche della stessa medaglia, che fingono di bisticciare, in pubblico, davanti al popolo bue di sudditi, poi, dal Transatlantico alle telefonatine casalinghe,ed agli sms tra parlamentari e governanti vari, appartenenti ai apparenti due schieramenti, si mettono ben d'accordo sul da farsi; e soprattutto, su quello che non deve farsi.
E noi, poveracci, loro elettori convinti, che continuiamo a suonarcele, sui blog, sui mass-media, ad infervorarci, a scaldarci, nel corso dei teatrini di dibattiti in TV, ipocriti e falsi, convinti che ci siano ancora, appunto, una Destra, annacquata, ed una Sinistra, che meno mancina di così non può essere.
Renzi,Grillo,Di Maio,Di Battista,Bersani,Fassina ,Berlusconi, Boschi, Santanché Salvini Meloni. il nano Hop Frog, tutti vetrini colorati dello stesso caleidoscopio, che pare offrire sempre nuove meravigliose visioni, ma sempre con la medesima composizione, che cambia posizione ad ogni rotazione del balocco, per grandi e piccini.

Ma nel caleidoscopio ce pure il popolo.Si perché agiamo contro i nostri desideri? Sarebbe davvero un bel dibattito.Penso che sia perché abbiamo paura. I nostri desideri non sono sempre a portata di mano o realizzabili. Molto spesso neppure noi sappiamo a fondo quali sono. Ma se ci interroghiamo e lo scopriamo riusciamo poi a superare tutte le barriere che troviamo sulla nostra strada se appena proviamo ad esaudirli? E poi non tutti i desideri sono esaudibili. Ci sono regole, leggi, etica, morale, libertà individuali e collettive che pongono limiti. Tutte cose che impongono alcuni comportamenti e ci condizionano. Succede anche che andiamo contro i nostri desideri perché pur considerandoli attuabili abbiamo paura che soddisfarli possa essere lesivo dell'immagine che ci siamo costruiti di noi stessi, nel tempo. Con la quale dobbiamo fare i conti per non doverci accusare di incoerenza.Eppure se potessimo superare le catene che ci legano a troppe consuetudini radicate e riuscissimo a ritrovare l'entusiasmo della fanciullezza e a tuffarci in nuove esperienze senza avere paura di perderci, senza sentirci inadeguati ad affrontare certe situazioni ma ritrovassimo quella sensazione di poter conquistare il mondo, il mondo ci apparirebbe nuovo fiammante e non ci farebbe paura.Se il treno va all'incontrario dovremmo trovare il coraggio di andare con lui per scoprire dove ci porta. Potrebbe essere un bel posto.

- Civiltà fascista gennaio 1936 - Indro Montanelli
“Ci sono due razzismi: uno europeo – e questo lo lasciamo in monopolio ai capi biondi d’oltralpe; e uno africano – e questo è un catechismo che, se non lo sappiamo, bisogna affrettarsi a impararlo e ad adottarlo. Non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può. Non si deve. Almeno finchè non si sia data loro una civiltà… non cediamo a sentimentalismi… niente indulgenze, niente amorazzi. Si pensi che qui debbon venire famiglie, famiglie e famiglie nostre. Il bianco comandi. Ogni languore che possa intiepidirci di dentro non deve trapelare al di fuori“.

- Corrriere della Sera, 5 luglio 1941 – Curzio Malaparte:
“Basta spingersi nei quartieri poveri (di Jassy) per rendersi conto del pericolo sociale che rappresenta la enorme massa del proletariato giudaico. E’ infatti dai miseri tuguri di quei quartieri che sono partite le prime fucilate contro i soldati”

- Corriere della Sera, 11 giugno 1939 – Paolo Monelli:
“(Gli ebrei) appaiono tutti uguale, come i cinesi, come i negri, come i cavalli, adeguati agli incroci consanguinei, dall’eguale vita, dagli uguali squallidi orizzonti. Non si capisce la ragione di questo darsi d’attorno per tutta la giornata, di questo affaccendarsi senza tregua. Sono miserabili, tengono stretti i loro quattrinelli nella pezzuola o nel pugno. Sono un inesausto serbatoio, questi ghetti polacchi. Ogni anno di ebrei ne emigrano a decine di migliaia, invadono il mondo, eppure son sempre più numerosi. Sono oggi quattro milioni, prolifici e straordinariamente resistenti nonostante le miserabili condizioni di vita.
La Polonia paga oggi il filo di una politica troppo accogliente per secoli.”
- Corriere della Sera, 1 novembre 1938 – Guido Piovene:
“Recensione del libro di Telesio Interlandi (Fondatore e direttore “Difesa della Razza”) “Contra Judeos“:
“Si deve sentire d’istinto, e quasi per l’odore, quello che v’è di giudaico nella cultura.
Gli ebrei possono essere solo nemici e sopraffattori della nazione che li ospita. Di sangue diverso e coscienti dei loro vincoli, non possono che collegarsi contro la razza ariana. L’enorme numero di posizioni eminenti occupate in Italia dagli ebrei è il risultato di una tenace battaglia“.

- La Provincia Granda, 4 agosto 1942 – Giorgio Bocca:
“Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?”

- Aldo Moro 1943 (Articolo citato “Storia Illustrata, gennaio 1998, pag.45):
“La razza è l’elemento biologico che, creando particolari affinità, condiziona l’individuazione del settore particolare dell’esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo della particolarità dello stato”

- Santa Miliazia (settimanale), 11 febbraio 1939 – Benigno Zaccagnini
Articolo: “Problemi razziali: il meticciato” – “La razza può considerarsi come un termine intermedio tra individuo e specie, cioè fra due termini opposti, intendendo la specie, nel suo significato biologico, come la somma di tutti gli individui capaci di dare fra loro incroci fecondi“.

- Roma Fascista (settimanale), 24 settembre 1942 – Eugenio Scalfari:
“Gli imperi moderni quali noi li concepiamo sono basati sul cardine “razza”, escludendo pertanto l’estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti“.
Ecco come si può vivere felici e contenti, evolvendosi da zenith a nadir, nel corso di nostra vita. Non dimentichiamo che Mussolini era un fervente socialista, così come Bombacci.

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Prega chi ti pare, purché odi il capitale.

20 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

"Lo stato deve essere una casa per tutti indipendentemente da come la pensino i singoli cittadini"? E se un cittadino è comunista, o semplicemente intollerante della fortuna altrui, e rimane offeso dal vedere lo stato garantire ai ricchi il godimento dei loro privilegi?

E se è razzista, e rimane offeso dall'essere attorniato di negri e mezzi negri?

E se è monarchico, e rimane offeso dal veder dispiegate simbologie repubblicane?

E se è animalista vegano, e rimane offeso dal veder consumare carni animali a mensa?

E se è islamico tradizionalista, e rimane offeso dal vedere donne che non portano il burka?

E se è femminista, e rimane offeso dal vedere donne che portano il burka?

E se è cristiano tradizionalista, e rimane offeso dal fatto che si insegni la teoria dell'evoluzione?

E se è un partigiano dell'ISIS e rimane offeso dal sentirlo vituperare in continuazione?

sui muri dovrebbe stare scritto: "Qui vige la democrazia. Lo Stato vi rispetta tutti ugualmente".

E se uno è aristocratico, o monarchico, o anarchico, o stalinista, o fascista o teocratico e non si ritiene "rispettato" da quella specifica forma di governo che è la democrazia liberale borghese?
Ammettiamo poi che fosse possibile realizzare la metafisica boriana del rispetto fra gli esseri umani. Forse il pregiudizio umanista che le sta alla base sarebbe meno arbitrario di un qualsiasi altro principio ordinativo?
Ugualmente miope è l'idea che il radicalismo islamico sia una specie di finta ideologia perché attinge militanti fra i mezzi disperati. Quasi ogni religione o ideologia militante (a partire da cristianesimo e socialismo), nel corso della storia, ha attinto la propria militanza di base fra gli ultimi della terra, più ottusi, più facili da fanatizzare e senza nulla da perdere. Forse i crociati bestemmiatori e sterminatori erano più cristiani, o i minatori analfabeti degli scioperi ottocenteschi più marxisti, di quanto gli attentatori odierni siano islamici? Pensate che i primi discettassero esegesi bibliche e i secondi citassero passi dal Capitale? La forza di un'Idea si misura nella sua capacità di suscitare immagini mitiche (sia a carattere religioso, sia secolarizzato) sufficientemente intense da mettere in forma masse umane altrimenti amorfe e, così, spingerle ad esercitare la violenza e affrontare il martirio.

Il fatto che la cultura del rispetto sul qule costruire un faticosa pacifica convivenza ( personalmente non sono per lo stato ateo, non ho in mente di rifare il partito di Enver Hoxha, sono per uno stato realmente separato dalla religione ) venisse fatalmente travisata in una idea di tolleranza verso l'intollerabile o in una beatificazione del capitalismo, come se il mio discorso non fosse stato più che chiaro in tal senso, lo davo abbastanza per scontato.Sono discorsi che ultimamente vanno abbastanza "di moda".
Ma fatevene una ragione: il fatto che la sinistra abbia svaccato non è un motivo per rivalutare come di sinistra le fondamenta ideologiche delle destre radicali.
A questo mondo c'è seriamente chi intende combattere il capitalismo arroccandosi nella medesima roccaforte identitaria dentro la quale si muovono molto a proprio agio i fondamentalisti di Comunione & Fatturazione, Opus Dei, Compagnia delle Opere?
Accomodatevi pure, andate e combattete il capitalismo in forza della stessa identità di un don Giussani. Io prima rido amaramente e poi diserto.
Perchè questa è sempre stata niente altro che la falsa battaglia che gli sfruttatori vogliono che combattiamo, perchè non mette affatto in discussione la loro posizione.
Ed è inutile prenersela con me a tal proposito, perchè lo aveva detto già Marx con chiarezza assoluta.Chi la vuole mettere in questi termini, quindi, se la prenda con lui e ne tragga le conclusioni politiche.
La laicità non è affatto un valore neutrale: è stato necessario tagliare la testa a Re, sfruttatori ed alti prelati per conquistarla! le immagini "mitiche". Ma per piacere. La mitopoiesi del passato in un minestrone che rimanda al ricordo di una società armonica ed organica, priva di contraddizioni, fandata su antiche tradizioni garanti di un ordine e di una gerarchia naturale, è il fondamento ideologico delle destre estreme, dei fascismi, dell'ideologia volkish del nazismo.
La fede è una rispettabilissima pulsione di chi la prova, ma chi ha bisogno di miti sta su un piano diverso e ricerca simili feticci perchè non ha né testa, né cuore, né forza di volontà, né autodisciplina e né coglioni - mi si permetta - per perseguire i propri obiettivi in forza di umanesimo e razionalità. E la liberazione attraverso il martirio delle masse altrimenti "amorfe"....
Il popolo va si certamente in parte rappresentato in parte guidato ed educato, ma il mondo non è fatto di imbecilli. A meno che non si creda nella superiorità dello spirito di qualche eletto. Ma che discorso evoliano del cacchio! Chi ha questo tipo di paradigmi di pensiero secondo me non dovrebbe pretendere di insegnare come combattere il capitalismo, dovrebbe semplicemente fare l'atto di coerenza di iscriversi a Forza Nuova. ]

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Eutanasia, parla una malata terminale: Domani vado a morire in Svizzera prima che il male mi divori.

20 Dicembre 2015 , Scritto da bezzifer

Dominique Velati, affetta da un tumore incurabile, il giorno prima di partire per laSvizzera racconta perché ha scelta la strada dell’eutanasia. “Per me – spiega la 59enne di Borgomanero (Novara) – ci vuole più coraggio ad affrontare la malattia e a fare lachemio. E’ una lotta impari. Ho avuto la possibilità di fare questa scelta, anche grazie aMarco Cappato e all’associazione Luca Coscioni“. Velati milita nel Partito radicale da trent’anni e nella sua vita si è sempre battuta per la libertà. Ha deciso di morire in Svizzera, per essere libera fino alla fine. A nove anni dalla morte di Piergiorgio Welby, che si era rivolto al presidente della Repubblica per chiedere il diritto a una morte dignitosa, in Italia non c’è ancora una legge sul fine vita. E questo nonostante oltre centomila cittadini e 200 parlamentari ne chiedano la calendarizzazione urgente. E agli italiani Dominique Velati dice: “Parliamone! Parliamone! Parliamone! La vostra vita vi appartiene, e quindi anche la morte. Perché averne paura?”

Che forza e che serenita! Quanto vorrei averla io il giorno che tocchera a me e soprattutto
come vorrei poterlo fare a casa mia come gli svizzeri. Purtroppo in Italia l'influenza della Chiesa è troppo forte e una decisione in questo senso al momento mi pare impossibile.Anche qui in Italia abbiamo una buona legge a scelta su l'eutanasia.....o ti butti da l'ultimo piano di un palazzone ....o da un cavalcavia di 30 metri ....o ti spari una pallottola da una p 38 ...oppure ci sono altre forme di suicidio creativo...e tutto questo ben di dio grazie alla chiesa.

Spesso mi domando come possa una Nazione come l'Italia che un Dio qualsiasi a fatto dono di TUTTO ,Personaggi Illustri Unici,Paesaggi Unici,Cultura ed Stili di Vita Vissuta che fanno la Storia, ci consideriamo una Societa' Civile ma allora domandiamoci come mai il Meglio Fugge ,nel mentre ci rendiamo partecipi di una ingiustizia Umanitaria accogliendo i disperati del mondo sapendo di non poter dare loro piu' di Tanto, il nostro vivere incivile si pesa pure nel non dare a chi ne è purtroppo toccato di sicura Morte la Possibilita' di darsi una SERENA e RICHIESTA Morte ,la Civilta' di un Popolo non è nella Costrizione del Malato ma la si trova nella liberta' di decidere la Propria Fine senza il Disumano sacrificio del male Incurabile che distrugge i Rapporti ed il proprio Credo , non è umano chiedere DIO fammi Morire x centinaia e centinaia di momenti di vita da Malato Terminale ma è Umano poter dire vi Saluto CIAO a Tutti...Dovra' pure arrivare il giorno in cui anche in Italia si potra' almeno decidere della propria MORTE di Malato INCURABILE.

Tutti per me dovrebbero per legge morire ovunque, per qualsiasi motivo e in modo indolore e senza che vi siano leggi che li puniscano la vita non è un dono, né ha carattere divino ma ha certamente qualcosa di speciale detto questo, la vita non ritengo appartenga alla società e al sistema ma unicamente alla persona stessa che se vuole può andarsene senza azioni assurde e piene di dolore ritengo che tutti possano andarsene senza dolore e facilmente nel sonno se vogliono spero che le leggi cambiano.

Solo chi si trova in quella drammatica situazione può decidere di accorciarsi l'agonia o meno,nella intervista integrale,la donna fino a settembre stava benissimo,ai primi dolori le successive analisi e visite la dura realtà. Affrontare la chemio per mesi e se fosse fortunata per alcuni anni lei non ce la fa,prima che il male l'avvolga e la consumi integralmente ha preferito chiudere nettamente con il suo dolore,fossi al suo posto e pensandoci bene avrei i brividi nel prendere una decisione,ed esiste anche il risvolto finanziario,andare in Svizzera per il fine vita costa circa 12mila euro,chiaramente non è una decisione che chiunque possa fare anche a livello finanziario.

Il personale rispetto alla decisione di Dominique.Ho provato dolore per questa signora per la quale non trovo parole adeguate e rabbia per quello che dobbiamo sopportare in questo paese, ultimo in Europa per i più elementari diritti civili dove la classe politica è sotto l'influenza della chiesa cattolica che da sempre vuole imporre i suoi principi a tutti, anche ai non cattolici. Ogni persona dovrebbe avere il diritto di disporre della propria vita e della propria morte secondo i suoi desideri.

Si vive come tutti sappiamo,combattere quotidianamente per sopravvivere al meglio per se e per i propri cari anche in questo caso quando va bene...!!! ma almeno la fine vita,possiamo sceglierla ognuno di noi con dignità,serenità e pace,si pace per se stessi,per i propri cari e per chi ha un pochino di rispetto per le decisioni altrui,,,Chi scrive,un tempo era Ateo totalmente,oggi sono credente ma a modo mio,non penso di far male a nessuno,tanti altri invece si che fanno male a me e a tanti che la pensano un pochino come me.Essere favorevole o meno all'eutanasia,non significa aver ragione o torto in rapporto a qualcosa ma solo essere rispettosi delle scelte di ognuno.

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