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Blog di bezzifer

Grecia: sì o il no

30 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

SE VINCERA' IL SI'
Il "Sì" alla proposta dell'ex Troika - per quel che valgono i sondaggi della scorsa settimana - pare essere l'esito più probabile del referendum. Il 70% dei greci vuole rimanere nell'euro. E il 57% è disposto a farlo anche a costo di mettere la firma del governo sotto un accordo difficile da digerire.
Cosa succederà se questo sarà davvero l'esito? Il premier Alexis Tsipras, che pure fa campagna per il no, è stato chiaro: "Rispetteremo la volontà dell'elettorato, anche se io non sono un uomo per tutte le stagioni", lasciando intendere che potrebbe dimettersi. Un secondo dopo la proclamazione della vittoria del sì, dunque, dovrebbe prendere l'aereo per Bruxelles e formalizzare l'ok della Grecia alle proposte rese pubbliche da Jean-Claude Juncker un paio di giorni fa: nuovi tagli alle pensioni, obiettivi rigidi di avanzo primario, una dura riforma fiscale, tagli alle spese militari, privatizzazioni e liberalizzazione del mercato del lavoro. I creditori a quel punto dovrebbero sbloccare gli aiuti necessari per saldare i debiti di Atene: l'ultima tranche da 7,2 miliardi del piano di assistenza da 240 miliardi e gli 11 miliardi nel fondo salva banche. Quanto basta per rimborsare gli 1,6 miliardi di prestiti già scaduti dell'Fmi e i 7 circa dovuti alla Bce tra luglio e agosto.
Non è detto però che tutto fili così liscio. Anzi, gran parte degli osservatori disegna scenari differenti. La prima cosa da capire, in teoria, è se la proposta su cui votano i greci sarà ancora sul tavolo il 6 luglio. In teoria, infatti, scade domani alla chiusura del programma di aiuti, anche se la scelta di Juncker di renderla pubblica fa pensare che Bruxelles sia disposta a tenerla in vita almeno fino a domenica. Il vero problema è la tenuta di Syriza davanti a un risultato di questo tipo. Le riforme chieste dalla Troika dovrebbero infatti essere approvate in Parlamento per sbloccare i finanziamenti. E - con tutta la buona volontà di Tsipras - pare molto improbabile che l'ala più radicale del suo partito sia disposa a votarle turandosi il naso. Lo stesso ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha ammesso che con la vittoria del sì sarebbe forse necessario "riconfigurare il governo".
Gli esiti più probabili potrebbero quindi essere due: Tsipras si rende conto di non avere i voti in aula e dà le dimissioni convocando le elezioni. Si parla già del 26 luglio (vanno fatte entro un mese). La Costituzione gli consente a questo punto di scegliere lui i candidati di Syriza tagliando fuori i contrari al compromesso. Il partito del premier del resto è ancora in testa a tutti i sondaggi. Tanto che l'opposizione, in questo caso, potrebbe coalizzarsi in un cartello pro-euro per conquistare il premio di maggioranza.
L'altra ipotesi è quella di un governo di unità nazionale. L'ex premier Antonis Samaras l'ha già chiesto a Tsipras, sostenendo che né lui né il rivale dovrebbero farne parte. Il presidente del Consiglio potrebbe tentare un esecutivo d'emergenza senza coinvolgere il centrodestra, ma accontentandosi dei voti di To Potami e del Pasok (17 e 13 rispettivamente). Ma forse non basterebbero. Il governo Syriza-Anel ha una maggioranza di 162 su 300. L'ala radicale della sinistra contra 30-40 deputati e Anel 13. Pare quindi difficile un governo di unità nazionale senza i voti del centrodestra di Nea Demokratia, ipotesi indigesta per Tsipras.

SE VINCERA' IL NO
Il "no" parte svantaggiato nel referendum di domenica, malgrado il governo - con mossa accorta - abbia posizionato la casella "Oki" (no in greco) sopra quella del "Nai" (sì) sulla scheda elettorale in stampa in queste ore. Le conseguenze di una vittoria del no, dicono in molti, rischiano di essere molto più complesse da gestire. Il premier Alexis Tsipras ha detto che un esito di questo tipo gli darebbe il mandato per respingere al mittente il compromesso e presentarsi a Bruxelles per negoziarne uno migliore forte del risultato referendario. Resta da vedere se a quel punto troverà qualcuno seduto dall'altra parte del tavolo. Molto probabilmente no.
La Troika potrebbe considerare il no come la chiusura dei negoziati. Non solo non riaprirebbe le trattative, dunque, ma chiuderebbe definitivamente il suo programma obbligando la Bce a staccare la spina dei finanziamenti ad Atene, sospendendo le linee di credito d'emergenza che negli ultimi mesi hanno tenuto in vita il paese. A quel punto lo stato senza soldi non potrebbe rimborsare i creditori e per riaprire le banche sarebbe costretto a battere una moneta propria. Le ipotesi sul tavolo al riguardo sono due: o una valuta parallela che tenga in corso (pur svalutandosi del 30-40%) l'euro, o la dracma, segno dell'addio definitivo alla moneta unica. Le conseguenze sociali ed economiche (fallimento e nazionalizzazione delle banche, choc sull'economia) sarebbero tragiche e facili da immaginare. Specie per un paese che ha già perso il 27% del Pil in cinque anni d'austerity. L'Europa, dicono in molti non starebbe a guardare. Anzi. Potrebbe a quel punto intervenire con prestiti d'emergenza, ma il danno sarebbe però fatto. E probabilmente irreparabile.
La domanda da un milione di dollari (che potrebbe cambiare radicalmente questo scenario) è se il presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos, uomo del centrodestra di Nea Demokratia, assisterà da semplice spettatore a questo cupio dissolvi. Il ruolo di capo dello Stato in Grecia è quasi solo simbolico. Pavlopoulos ha però in mano un'arma micidiale: le sue dimissioni. "Non sarò mai il presidente di un paese che esce dalla moneta unica", ha detto con chiarezza. E se desse le dimissioni, ci sarebbe una conseguenza immediata: il paese andrebbe entro un mese alle elezioni. Scompaginando le carte e riaprendo i giochi. Anche se a quel punto si andrebbe al voto senza alcuna rete di protezione finanziaria da parte della Ue.
Gli osservatori ellenici sono convinti che in caso di vittoria del no, siano proprio le dimissioni del capo dello stato la soluzione più probabile. In entrambi i casi, però, per la situazione sociale nazionale sarebbe uno stress fortissimo: i controlli di capitale rimarrebbero sicuramente attivi. I tetti ai prelievi idem. E nel caso di elezioni rimarrebbe il dubbio sui chi andrebbe a vincerle. Syriza è in testa nei sondaggi. Pasok e Nea Demokratia non sono stati capaci di rinnovarsi dopo aver portato il paese al crac nel 2010. E all'orizzonte resta sempre l'incubo di Alba Dorata, malgrado i vertici del partito neonazista siano in gran parte agli arresti domiciliari. Chrysi Avgi viaggia in questo momento nei sondaggi (che ne hanno sempre sottostimato il peso elettorale) attorno al 6% e alle ultime elezioni è stato il terzo partito del paese.

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Cosa sarebbe successo se al posto di Tsipras ci fosse stata Alba Dorata o comunque un governo non di sinistra che voleva fare una politica diversa?

30 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

Quello che è successo in Grecia non è molto diverso da quello che è successo in Italia
Speculazioni di Borsa, agenzie di rating criminali, giochini dei prestiti dalla Bce alle banche private, grandi banche d'affari americane che truccano i conti per far entrare in Ue paesi poveri come l'Iitalia o la Grecia per poi fregarli, ministri delle finanze scelti dal Fm, Papademos come Padoan o l'attuale Presid. dele cassa depositi e presti, una fitta rete di inganni per depredare un paese.In Italia, grazie al modo criminale con cui dx e sx hanno amministrato le nostre finanze ci ritroviamo con un debito pubblico spaventoso,di 2000 miliardi,uno dei più grandi del mondo e, grazie a gente come Tremonti,Monti,Letta o Padoan,solo di interessi paghiamo ogni anno 100 miliardi.E con Renzi ogni mese il debito aumenta di 10 miliardi.Se ogni Stato potesse avere i soldi direttamente dalla Bce invece che dalle banche private,se cioè fosse la Bce a comprarci i titoli di stato,il debito pubblico crollerebbe. E s ei derivati fossero messi fuori legge, anche meglio! Oggi ci tassano e spremono solo per arricchire le banche!.E' un giochino programmato per mandare in fallimento gli Stati. Ieri l'Argentina o alcuni stati asiatici o africani, oggi la Grecia, domani l'Italia.

Ma in democrazia rappresentativa io eleggo Tizio perchè si faccia carico dei miei problemi. Se non può fare quello che mi ha promesso (vale il 99% delle volte, perchè la realtà è più complessa di una campagna elettorale), deve arrangiarsi per darmi il risultato più vicino a quanto stabilito.
Non chiedere a me come risolvere i miei problemi. Secondo il greco medio può valutare i pro e i contro di entrambe le soluzioni? Fare forecast economici? Se io ho eletto dei tizi è perchè spero ne capiscano più di me o siano più informati.

Ora diciamo la verità, il referendum per cui voteranno i GRECI è un referendum che fa una domanda che riguarda le tasse.Un referendum del genere in Italia non è costituzionale (già... la nostra costituzione più bella del mondo è antidemocratica?).Possiamo fingere che non sia così, ma il quesito questo chiede.... e se questo referendum è l'apoteosi della democrazia, perché allora non si fa un referendum sulla disponibilità degli europei a dare ulteriori soldi alla Grecia? Noi siamo democratici di serie B?.No, la verità è che la solidarietà sociale non si mette a repentaglio, non si spinge un parte del popolo contro un'altra, se si vuole mantenere una qualche forma di unità.Nessuno si sogna di chiedere a noi se aiutare la Grecia e nessuno si dovrebbe sognare di chiedere ai Greci se accettare determinate condizioni, come se le condizioni le potesse scegliere una minoranza.Se Tsipras volesse fare una cosa veramente democratica doveva chiamare le cose con il loro nome: volete rimanere nell'unione europea?.Teniamo presente che queste condizioni non sono li perché la UE si è svegliata male una mattina, sono li perché Tsipras non sa come finanziare la sua politica e chiede all'europa di farlo.

Secondo Sapir (economista francese.

Ma dove sono finiti i famosi economisti italiani sul tipo del plurilaureato Giannino?).

Se la Grecia venisse considerata in default dal Fm, tutti i buoni del tesoro emessi dal governo greco e detenuti da diversi organismi cesserebbero di avere valore contabile. In realtà tutti gli operatori finanziari sanno che parte del debito alla fine sarà pagato in un contesto di “riconciliazione” con il paese che fa default. Ma un default porta sempre ad una considerevole perdita di valore dei titoli di Stato, una perdita tra il 50 e l’80 %. Per la Grecia su un debito totale di 315,5 miliardi di euro, 141,8 miliardi sono detenuti presso il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (ESFS), 52,9 miliardi stanno presso prestiti bilaterali con altri paesi dell’Eurozona, 27 miliardi sono nei depositi della Banca Centrale Europea, e 25 miliardi presso il FMI.Come la Bce ha sospeso l’ELA (Emergency liquidity assistance) si apre la corsa agli sportelli. Il governo greco allora potrebbe essere costretto a nazionalizzare (almeno temporaneamente) alcune banche o annunciare una chiusura delle banche fino a che la situazione non si sarà chiarificata. Ci sarà anche bisogno di introdurre dei controlli sui movimenti dei capitali, sul modello di ciò che fu fatto a Cipro nel 2013. Tuttavia si deve anche sapere che la sospensione dell’ELA verrebbe percepita ad Atene come l’equivalente di un’espulsione dall’eurozona o, in breve, come l’equivalente di un’aperta dichiarazione di guerra (i leader greci sanno benissimo che l’Eurogruppo e la BCE hanno intrapreso una silenziosa ma ugualmente spietata guerra contro di loro fin dal giorno delle elezioni).Ricordiamo che il patto su cui si basa l'Ue prevede che a ogni riunione partecipino TUTTi i membri, mentre la riunione appena fatta che ha condannato la Grecia è stata fatta senza di lei e dunque è illegittima.

Aggiunge Sapir (economista francese):

2 opzioni: La Grecia può decidere di requisire la Banca Centrale Greca e costringerla a emettere euro, violando i trattati fondamentali dell’Unione Economica e Monetaria. Non è impossibile che Tsipras arrivi al punto di fare questo. Più probabilmente cercherà di creare le condizioni perché la responsabilità dell’uscita dall’euro venga presa dalla Germania e dall’Eurogruppo.
Oppure il governo greco emette certificati di pagamento per mezzo del suo Ministero delle Finanze, per pagare le pensioni e i salari dei lavoratori pubblici, ma anche per stabilizzare le banche. Verrebbero espressi in euro. Il governo greco dovrebbe garantire che siano “a corso legale” in Grecia. Questa soluzione è già stata considerata ed è ispirata a ciò che fu fatto dall’Argentina all’inizio degli anni 2000. Tuttavia nel corso di poco tempo si stabilirebbe un tasso di cambio tra i “veri” euro e i certificati di pagamento. I negozianti greci e le aziende accetterebbero questi certificati solo a condizione che vengano riconosciuti di valore minore rispetto ai “veri” euro. Inoltre, i certificati di pagamento sostituirebbero rapidamente i “veri” euro. Potrebbe durare qualche settimana, ma poi La situazione di una coesistenza di due valute, cioè euro e certificati di pagamento, sarebbe piuttosto instabile. Potrebbe durare alcune settimane. Alla fine si deve tornare all’euro (e la BCE dovrebbe ricominciare con l’ELA) oppure il governo greco dovrebbe prendere il controllo della Banca Centrale Greca, stabilire le condizioni di finanziamento di questi “certificati di pagamento”, e infine ridenominarli “dracme”.

Si dice in modo molto chiaro che l’Ue ha deliberatamente attaccato la Grecia per farla fallire.
Non si tratta di finanze e di economia. Si tratta di POTERE.
Il programma imposto 5 anni fa dal Fm, dalla Bm e dalla Commissione europea è stato abissale, ha aumentato a dismisura il debito, ha fatto crollare del 25% il PIL del paese. Non c’è mai stata nella storia una depressione così deliberata e con conseguenze così catastrofiche, nemmeno una guerra avrebbe portato al 60% di disoccupazione giovanile.
La Troika ha affondato la Grecia come fece con l’Argentina senza mai prendersi la responsabilità delle sue azioni e sta ancora chiedendo che la Grecia di raggiungere un avanzo primario di bilancio (al netto degli interessi) del 3,5% del PIL entro il 2018! Un obiettivo che è una sentenza di condanna totale. Non è la Grecia che rifiuta l’Europa, è l’Europa che ha rifiutato la Grecia. Ma il Fm se ne frega della sofferenza umana della popolazione in questi 5 anni! Sia chiaro che nulla delle enormi quantità di denaro prestata alla Grecia è andata ai Greci. Si sono pagati i creditori del settore privato - comprese le banche tedesche e francesi. Cifre enormi sono servite solo a salvare i sistemi bancari di questi paesi. Il punto non sono i soldi ma costringere la Grecia a sottomettersi. Dove sta allora, in questo gioco di potere, la democrazia? Ora Tsipras chiede democraticamente al suo popolo di scegliere, Ma quando mai l’Ue, la Commissione europea, il Fm o la Bm hanno chiesto ai popoli di scegliere? L’Unione europea non è mai stata democratica. E la maggior parte dei governi europei è entrata nell’Ue senza chiederlo ai loro popoli. Quando la Svezia ha chiesto al suo popolo, gli Svedesi hanno risposto di no. Oggi l’Ue è l'antitesi della democrazia. Si ordina la fine del governo di Tsipras perché è di sx. Il sì e il no oggi sono entrambi rischiosi. Un sì significherebbe depressione quasi senza fine. Un no aprirebbe una possibilità di riprendere il destino nelle proprie mani.

Questa è l’Ue. Un pentola in ebollizione senza una valvola di scarico, della quale gli euro-burocrati si servono per portare avanti le proprie ambizioni. Così si arriva al punto di rottura, per non aver saputo ‘trovare un compromesso’. Un non senso, per una labirintica Ue che del compromesso ne ha fatto la sua bussola.

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Quando i potenti che hanno in mano le nostre vite - non capiscono

30 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

ISIS, RAGAZZI ESALTATI, VIOLENTI ma che sognavano e sognano la restaurazione di un emirato islamico...COSA SOGNANO I LIBERAL-RAMMOLLITI del pensiero unico occidentale? Un'auto da corsa? Una barbie? Un posto al sole?

CI MANCANO IN EUROPA DEI TRADIZIONALISTI che sognino la restaurazione di una società tradizionale: viva e no virtuale che riparta dai nostri valori ancestrali: le comunità etnoligusitche, le lingue regionali, gli usi e i costumi, i mestieri socialmente utili(e non lo sviluppo fine a se stesso),riunioni di cittadini che dettino l'agenda politica(non la partitocrazia), la preservazione dell'ambiente e il ruralismo (anzichè stiparsi in malsani monolocali metropolitani), la famiglia e i sessi (e non le"coppie sessuali"), il legame con la propria terra (anziche fare i cervelli, o i disperati,infuga),l'autoconsumo(anzichè il consumismo)

Quando i potenti che hanno in mano le nostre vite - non capiscono - oppure per qualche convenienza fanno finta di " snobbare qualsiasi gruppo fanatico in azione " per me anche chi imbratta i muri e monumenti è da considerarsi terrorista - ... invece dicono che sono solo ragazzi che si divertono... annoiati.. dal troppo lavoro ? troppo studio ? o forse per la mancanza dei loro " bravi " genitori ??Questa è gente che non conosce ne democrazia e ne diritti umani, è gente che per un Dio che viene rappresentato da qualche imam con poco cervello, imbraccia il fucile e dichiara guerra a chi non la pensa come loro.

La loro forza pare impressionante, anche se alla fine sono militarmente più o meno al livello di Hezbollah, non di più.Il fatto è che utilizzano i media e la violenza in una maniera che attira gli spostati e gli emarginati di tutto il mondo arabo sia in Maghreb che in Europa.
Basti vedere quel folle che ha tagliato la testa al suo capo e si è fatto un selfie con la testa e la bandiera dell'Isis. Un semplice malato mentale che però ha trovato giustificazione alle frustrazioni nella religione.Che sia una forza più diabolica che religiosa, per quelli che ci credono, è assodato.Detto questo la sua forza è dovuta a due semplicissimi fattori.
1) la politica estera imbelle dell'amministrazione Obama che ha di fatto abdicato al suo ruolo di "sceriffo del mondo" lasciando campo libero alle potenze regionali del Medio Oriente.
2) il supporto economico e logistico delle intelligence e delle elites di svariati paesi islamici.
Ricordiamoci che i popoli islamici hanno un concetto di nazione embrionale, basano la loro vita istituzionale su logiche confessionali e di clan.
Dunque all'interno della stessa nazione, dal Pakistan all'Iraq, alla Turchia convivono differenti correnti politicoreligiose che utilizzano Daesh per i loro sporchi fini (e loschi traffici). E poi l'uso delle donne... nulla attira gli emarginati, i reietti, i miserabili delle periferie come il miraggio di poter guadagnarsi l'ambito premio carnale dopo la riuscita di una battaglia o di un attentato.

Si deve fare terra bruciata intorno a loro. Come? ci sono vari metodi, e bisogna usarli tutti se serve.Altrimenti andra sempre peggio molto in peggio anche perchè noi occidentali non facciamo nulla e loro vogliono espandersi.

All'IS (prima si chiamava ISIS =stato islamico d'irak e siria. Ora più "semplicemente" iS = stato islamico. Vuol dire che non vogliono più limitarsi al solo irak e siria, ma vogliono espandersi). Dicevo, la guerra la fai lì, dove è stato proclamato l'IS. Poi ci sono le succursali in vari paesi. Si stanno organizzando persino in india. Non sarà una guerra lampo, ma se non li fermiamo adesso, state tranquilli che tra qualche anno, quando saranno ben più potenti, non potremo più scrivere i ns.spot.

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La terza via del premier:E GIU CRITICHE A NON FINIRE.

30 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

Matteo Renzi e il suo "diversamente sì" per il referendum di Atene.

Non sono d'accordo con Renzi su un profilo basso e non sono d'accordo sul come i giornali presentano la questione tipo "i burocrati che ammazzano la Grecia" ...lasciamo quetse cretinate al pacco Quotidiano e compagnia cantante.Altra cosa: c'e' questo referendum e che votino. Punto. Se sono intelligenti si tengono l'euro, cadra' il governo e magari la Grecia riprendera' a crescere, come stava succedendo prima che arrivasse il salvatore della patria. Se non vogliono mettere in discussione il loro modo di vivere si tengano la dracma. Tanto c'e' poco da fare, se in una popolazione prevale il conservatorismo, non c'e' volonta' di cambiare l'UE potra' fare tutti i memorandum che vuole e saranno tutti disattesi. Da questo punto di vista ben venga il referendum ...e l'europa sopravvivera'. E' la Grecia che se va, non la Germania...

Tornando alle critice verso RENZI.E dite.Renzi pronuncia un "diversamente si" al referendum greco. Per me si puo' togliere il si, lui e' solo un "diversamente". Anzi, forse neanche questo, e' il nulla, non conta nulla, come non contano nulla quelli del suo governo e la mogherini. Viene sbertucciato tutti i giorni, gli passano sopra come un carrarmato comunicandogli le decisioni europee (quando lo fanno), non lo invitano da nessuna parte a decidere qualcosa e lui fa il "diversamente". Incredibile. Tsipras, e' di uno spessore totalmente diverso, anche se magari non ci riuscirà ma e' li per fare gli interessi dei greci, questo soggetto non eletto da nessuno in italia e' messo li' solo per fare gli interessi esteri. Il bello e' che lo dicono anche quelli del Pd.

Per quanto mi riguarda Tsipras non fa gli interessi dei Greci ma i suoi interessi, ha sparato proclami ai quattro punti cardinali che la troika è morta, ha presentato piani pensando di essere il più furbo con il suo ministro del tesoro, ha fatto la sceneggiata andando in Russia pensando di impressionare, quando hanno capito che non gli veniva dato più spazio ha messo la palla in corner inventandosi il referendum, se questo è uno statista !!

Ancora con sta stupidaggine che Renzi non è stato eletto, è il Presidente del Consiglio, la Costituzione non prevede la sua elezione, deve essere nominato dal Presidente della Repubblica e deve ottenere la fiducia delle Camere, tutto questo è avvenuto e c'è ancora, se è così incapace esiste la via maestra che la Costituzione mette a disposizione cioè la sfiducia, fino ad ora nessuno si è sentito di utilizzare questo strumento perchè è più comodo urlare offendere ma chi glielo fa fare di mettersi in gioco veramente, finirebbe la cuccagna della poltrona in Parlamento.

E come ho detto voi criticate ma siete incapaci di proporre una alternativa più valida, quidi voi criticate a prescindere, siete incapaci o vi vergognate di fare delle scelte.
Probabilmete siete delle persone capaci di criticare il suo dentista, in modo vago ed accodandosi alla pubblicità, ma incapace di valutarne e sceglierne un altro, coscientemente e con la sua testa.
Forse siete delle persona che critica il pilota dell'aereo, ma incapace di assumersi la responsabilità di scegliere un sostituto, voii vorrestee cacciare il pilota dell'aereo ed allo stesso tempo lasciarlo senza pilota, naturalmente non considerando il fatto che senza un pilota un aereo è destinato a schiantarsi uccidendo tutti i passeggeri, voi compreso, ammesso che fosse su quell'aereo.Strano che i commentatori anti Renzi, a prescindere, siano anche incapaci di proporre un solo nome alternativo, incapaci anche di proporre un partito alternati al PD.Ma probabilmente non dipende dal fatto che sono dei ballisti di professione, ma forse dipende dal fatto che si vergognano di chi sostengono, esattamente come di solito facevano i sostenitori di Berlusconi.Non siate timidi e vergognosi rendete pubbliche le vostre alternative miracolose.

A proposito mi auguro di leggervi anche lunedì 6, qualunque sia il risultato del referendum, e mi aspetto che plaudiate il popolo greco qualunque scelta faccia.

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CHE LECCA CULO «Se vince il no? Dovremo forse dire addio all’euro». «Il sì? Non saremo noi ad attuare austerità». Alexis Tsipras alla televisione greca ieri sera.

30 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer


Il referendum greco di domenica prossima è certo uno snodo cruciale per il futuro di tutta l'Unione europea. Che sia di portata storica non lo credo.Non ritengo che una costruzione diabolica, pervasiva e sofisticata come l'Unione europea possa crollare con un referendum, tanto più di un paese periferico come la Grecia.La frazione dei falchi guidata dal governo tedesco sapeva quello che faceva quando, il 25 giugno —mentre l'accordo sembrava al mondo cosa fatta vista la indecente proposta del governo greco— e messe in un angolo le colombe, avanzava il suo ultimatum. Sapeva che Tsipras non avrebbe potuto accettarla per quanto era crudele. Per rovesciare il governo greco i falchi dovevano tirare la corda ed avevano messo nel conto che si sarebbe potuta spezzare. Com'è avvenuto.La spietata durezza dei falchi guidati da Berlino fa ora apparire Tsipras e Varoufakys come cavalieri coraggiosi e intrepidi paladini del popolo greco. Ahimé non è così. I due non perdono occasione per dire che sono stati costretti a rompere il negoziato e quindi ad indire controvoglia il referendum; che essi non desiderano l'uscita dall'euro né riprendersi la sovranità monetaria; essi dicono anzi che una vittoria dei NO li aiuterà a riaprire il negoziato ed a salvare l'Unione europea.Che vada a finire in questa maniera non è affatto escluso. E' del tutto possibile che Tsipras, confortato dal consenso dei cittadini, tornerà a Bruxelles (con l'aiuto di Obama) con il capello in mano a mendicare un... "accordo onorevole" di sudditanza.Ciò non giustifica la posizione settaria e francamente infame del Partito comunista greco (Kke) per cui occorre votare scheda bianca. Ben al contrario!

Occorre che la vittoria del NO sia schiacciante, e che lo sia con un alta percentuale di votanti.
Una vittoria piena del NO sarebbe un colpo comunque letale non solo ai falchi euro-tedeschi ma farebbe barcollare l'edificio eurocratico.
Per questa vittoria occorre la più vasta ed urgente mobilitazione, un fronte il più ampio ed unito.
Una vittoria risicata, quindi debole, è il risultato che Tsipras preferisce, poiché giustificherebbe la sua ostinata ricerca di un nuovo compromesso con gli euroligarchi.

Il fronte degli euristi, Junker in testa, allo scopo di terrorizzare i greci, ha mobilitato la sua potente corazzata mediatica per dire che il vero oggetto del referendum è se restare o uscire dall'eurozona, Tsipras da parte sua sta disperatamente tentando di dire il contrario, chiede una proroga del piano di aiuti, e insiste che il quesito è per rispondere con un NO o con un SÌ alla proposta-diktat della troika del 25 giugno. In effetti questo sta scritto sulla scheda che i greci troveranno ai seggi.Ognuno di noi deve a maggior ragione fare la sua parte per la vittoria del NO. Una consistente vittoria al referendum, a causa del carattere pusillanime dei generali alla sua testa, non metterà al riparo il popolo greco, ma almeno arresterà momentaneamente l'avanzata del nemico e, ci auguriamo, consentirà molto presto di sparare sul Quartier generale, nella speranza che sia smentita la triste massima che "ogni popolo ha il governo che si merita".

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Certo, questa eurozona sa fallendo miseramente. Ma le soluzioni non sono quelle di Tsipras...

30 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

Finalmente allo scoperto.L'EUROPA MONETARIA Europa di burocrati!

SERVE L'Europa come entità politica perche attualmente non esiste ,e fanno tutti i cechi?
Questa è una buona notizia per chi la sà vedere, la sovranità di un paese calpestata da chi detiene i poteri forti ;quelli delle banche,dei capitali e degli speculatori.
La democrazia al contrario, non più quella del popolo ma quella dei mas-media e dell'informazione corrotta manovrata dalle Lobbys di speculatori e affaristi.Ma non passerete,questa volta no,il vostro questa volta è un gioco troppo sporco.Via le Banche dal governo di tutti i paesi,la demcrazia è del popolo non deglii speculatori. E' solo un entità geografico economica , si fonda su una moneta ed è guidata da bce , fondo monetario e ministri economici, il parlamento non ha nessun potere effettivo . Per cui si può dire che è una dittatura essendo guidata da persone e enti non eletti ( Draghi nominato come tutti i governatori delle banche centrali, La Gard nominata e i ministri economici nominati ) In effetti chi decide è ispirato dalle banche centrali che sono private , dalle cancellerie dei paesi più forti economicamente e dal fondo monetario ! Hanno imposto a tutti in costituzione il pareggio di bilancio ( mai deciso dai cittadini ) regole sull'economia con parametri fissi, impongono misure economiche mai votate dei cittadini col ricatto del debito , ditemi in questo quadro dove è la democrazia , quanto contano le scelte di chi va votare ??????? Ormai siamo ridotti a sudditi , e la cosa peggiora ogni giorno , basta guardare le piccole cose, esempio ultima..... vogliono i tedeschi imporci di fare i formaggio con latte in polvere da importare da loro, ci hanno rimproverato di usare troppo latte fresco .... arriveranno ad imporci anche a che ora andare al gabinetto e quanta carta igienica usare..... questa è la L' Europa , io preferisco mangiare pane e cipolla ma libero !

Alla UE non interessa un accordo con Tsipras che da questo accordo uscirebbe vincente .A loro interessa cacciare il governo Tsipras e ,fondandosi sulla paura ,instaurare un governo servo della Merkel e della BCE ,prono ai loro voleri.Tsipras non deve passare perché costituirebbe un esempio nefasto ,catalizzatore delle spinte euroscettiche .Per questo Juncker sta facendo un vero e proprio comizio.Sotto la spinta della paura purtroppo il sì alla UE vincerà ,Tsipras sarà costretto a dimettersi e la situazione sarà normalizzata sulla pelle dei Greci grazie anche alla viltà di governi come quello italiano servi dei poteri forti.

La fine della Grecia non si fa in uno o due anni di mala gestione .... Si fa perché sono anni che ci fregano ... Grillo e Salvini sono conseguenze della devastante azione politica di destra e sinistra insieme a fare il teatrino per anni ...Tsipras e' un ricattatore, vuole pagare le pensioni e tutto il resto con i soldi degli altri. Troppo facile fare debiti e poi rifutarsi di onorarli. Parla come se la colpa dei loro problemi sono delle banche e loro poverini non possono fare quello che desiderano. Una domanda a quelli che fanno il tifo Tsipras che succede se tutte le Nazioni indebitate seguono l'esempio della Grecia che succede ? Tutte le banche devono chiudere con una depressione mai vista al mondo , ci ammazziamo l'uno con l'altro.

Tsipras avesse avuto la schiena dritta avrebbe detto direttamente NO al piano, senza tirare in ballo il "popolo sovrano". Se vince il no al referendum, avrà la risposta per EU/BCE/FMI. Se vince il sì, avrà la risposta per tutti quelli che l'hanno votato ed ai quali aveva promesso fischi, mentre arriverebbero i fiaschi. Così saprei governare pure io... E, "stia sereno", con la dracma la grecia finirà con le pezze al sedere molto in fretta, perché il problema della Grecia non è sostenere con le esportazioni il PIL, aumentando il commercio VERSO l'estero grazie alla svalutazione della moneta, ma far ripartire l'economia interna, eliminando clientele e corruzione varia e squilibri monetari e di spesa (il sistema pensionistico greco copre con i contributi solo il 53% della spesa pensionistica ed assistenziale, il resto ce lo mette lo Stato con versamenti diretti). Ritornando alla Dracma i debiti in euro (mutui compresi) rimarrebbero in euro, mentre gli stipendi sarebbero in dracme. L'argentina ha già svalutato due volte e nonostante le materie prime di cui dispone (gas e petrolio, per dirne due...) non hanno cavato un ragno da un buco. La Grecia, che tutto ha meno che materie prime, avrebbe problemi ben maggiori. E non si può continuare a stampare carta moneta all'infinito...

Certo, l'eurozona sa fallendo miseramente. Ma le soluzioni non sono quelle di Tsipras...

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Un appello alla stampa responsabile.Perché non recensire ogni giorno i siti web virtuosi e segnalare quelli che spacciano bufale? Un servizio al pubblico sempre più necessario

29 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

La tesi di Eco è un tema molto rilevante nella società contemporanea e cioè la voce della gente, o del popolo, che entra nei media per commentare stigmatizzare condannare assolvere o anche solo per provocare; ma quanti intellettuali e giornalisti usano i media per loro 'opinioni' spesso non provate o anzi già confutate da dati storici scientifici e logici? dunque prima occorre parlare delle fonti delle notizie e poi analizzare il tasso di 'imbecillità' dei lettori; basterebbero due esempi, a mio parere: il primo è una notizia reale o presunta tale; guerra in Libia, o meglio la distruzione della Libia, da parte degli eserciti occidentali; nei primi giorni proprio Repubblica diede la notizia che vi erano stati diecimila morti, notizia sconfessata dopo da dati più realistici (ma ci sono analoghi casi nella storia); da quale fonte era presa la notizia?.Ma mi pare che dei Protocolli dei Sette Savi di Sion si parlasse molto prima dell' avvento dei social media. E un certo Gustave Flaubert descriveva le disavventure di due brav'uomini (molto sull'imbecille a dire il vero) che si abbeveravano a ogni fonte di carta stampata ignari della temibile sorte toccata alla loro sorellastra Emma Bovary, avvelenata da troppi romanzi di chick-lit. Quanto alla capacità critica dei giornali, tremo al pensiero di far recensire l'affidiabilità di siti a persone che han pianto la more di "Mandela padre dell'apartheid", o che han testimoniato come Bocelli abbia cantato "Oh mio babbino caro" dall'Andrea Chenier quando questa è un'aria per soprano tratta dal Gianni Schicchi di Puccini. Di imbecilli,ahimè, son piene anche le redazioni. Non è una questione di etica dell' informazione, è solo una questione di statistica. Perciò quello che dice Umberto Eco a proposito dell'imbecillità nella rete è assolutamente vero. Per certi versi, e per certe persone, internet è diventata quello che un tempo era la televisione: se una notizia, una tesi, una versione dei fatti è lì sopra, allora è necessariamente vera. Basta pensare alle bufale sulle scie chimiche, alle teorie pseudo-economiche e pseudo-politiche di Beppe Grillo, le quali una volta lanciate in rete vengono riprese da centinaia e migliaia di seguaci, pronti a prenderle per buone senza sottoporle alla benché minima - e talvolta assai semplice - verifica.Ma sono da considerare "imbecilli" anche Bush quando affermava che l 'Iraq aveva le armi di distruzione di massa e causando una guerra "inutile" con migliaia di morti , o Mussolini quando diceva che i greci ci odiano e portò inutilmente alla morte migliaia di soldati italiani , o Hitler che convinse i tedeschi che gli ebrei erano il male del mondo e portò alla rovina dell' Europa con milioni di morti , o Berlusconi quando disse che i ristoranti erano pieni mentre gli italiani morivano di fame , o Renzi quando disse che gli italiani sono ricchi e non vogliono spendere i loro risparmi ? Come possiamo ben vedere i veri imbecilli non sono quelli che sul web diffondono notizie false ma i potenti che con le loro bugie portano intere nazioni alla rovina appoggiati da tutti gli organi di stampa e televisione .Vero gli imbecilli abbondano tant'è che partiti antipopolari raccattano il voto popolare...l'accento vorrei porlo sugli imbecilli politici che non posso evitare in quanto con il loro voto imbecille determinano politiche imbecilli che influiscono su di noi tutti....ad Eco chiederei anche la soluzione per evitare questa distruttiva forma di imbecillità pericolosa non facilmente scansabile come quella sui social.Non è facendo recensioni di siti alla "trip advisor" che si risolverà il problema degli "imbecilli", ma agendo su un uso più consapevole di questi strumenti di libertà e su un innalzamento del livello culturale che deve partire proprio dagli organi di stampa, ridotti per lo più a dispensatori di notizie sensazionalistiche per non parlare delle vicende politiche. Chi decide che una frase apparentemente imbecille, in realtà non sia più vera di una scritta in punta di pennino?

Se La Repubblica o Il Corriere avessero una sezione di sconsigli per la lettura, sarebbe difficile resistere alla tentazione di andare a leggere di che si tratta.

Ma la rete è ormai diventata un labirinto dove si sa solo il punto di ingresso. Più che un filtraggio io vedo di buon occhio quello che fanno i siti "seri" cioè indicano altri siti dove approfondire.
Credo, comunque, che il modello migliore sia "Wikipedia" dove alla base c'è l'indicazione della fonte utilizzata per fornire un contenuto e gli altri utenti (che si sono a loro volta qualificati) possono correggere, con la citazione della propria fonte.Il rischio è una informazione elitaria per una elite.Se invece si parla di notizie giornalistiche o pettegolezzi, data l'elevata volatilità di un contenuto sul web, allora c'è posto per tutti: qualcuno si delizierà nella lettura di articoli, come questo di 5-600 parole e altri infileranno un "like" alla didascalia del selfie di Dudù.

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Perché l'Isis? l'Uomo è l'animale più pernicioso - e stupido! - per se stesso e per gli altri. Se ci metti la Religione allora è peggio, se mai possibile. La tolleranza deve avere le caratteristiche della reciprocità, altrimenti è sottomissione.

29 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

Secondo Freud, noi umani coltiviamo una irrefrenabile pulsione di morte, una tanatofilia invincibile, un innato bisogno di distruggere, di uccidere, di rivivere e di far rivivere al prossimo, secondo modalità sadiche e masochiste, le nostre esperienze di tristezza, di pena e di dolore, in una spinta impellente a morire e a far morire, legata al significato di Destrudo, fonte oscura ed archetipo di un'energia primigenia, distruttiva e negativa.

La “destrudo” è lo stimolo ad annientare, è l'essenza di Thanatos (pulsione di morte), è l'istinto aggressivo, presente in ogni individuo, finalizzato all'annichilimento ed alla dissoluzione, di sé stessi e degli altri.
Si desidera la distruzione dell'Altro da sé, in concomitanza con la propria, vedi la spinta al “martirio“ dei terroristi; l'Altro diviene l'icona, concreta e vivente, di ogni valore negativo, ed il suo annientamento assume la funzione di riduzione assoluta e radicale di ogni tensione individuale, il ritorno dell'essere raziocinante all'inorganico, nel disfacimento delle strutture dell'individuo e di ogni assetto sociale.

Questa mi pare l'eziologia dei misfatti dei terroristi islamici. Essi seguono un processo di esternalizzazione, che proietta su cose e persone ciò che non riconoscono come proprio, da abbattere con qualsiasi mezzo, quale incarnazione del Male Assoluto. Costoro reagiscono forse a personali e spiacevoli situazioni pregresse, attribuendone agli altri la causa, in un fenomeno paranoico di sfiducia nel prossimo, che qui si accoppia con un delirio mistico-riformista, non esclusivo dell'Islam, ma tipico delle religioni monoteiste. Sono personaggi che si ritengono "illuminati da Dio o da esseri superiori", convinti di possedere il segreto esclusivo della Trascendenza fideistico-politica, per cui si autoassolvono da ogni crimine, in quanto demiurghi di una volontà superiore.

La storia delle religioni è ricca di situazioni paranoiche simili, ad iniziare dalle convinzioni bibliche ebraiche, di costituire il Popolo Eletto di Dio, con il compito di ritagliarsi una Terra Promessa, comunque e dovunque, tra omicidi e genocidi. La teocrazia è sempre il pretesto, con la scusa di difendere una volontà divina, per un infantile ed infame desiderio di dominio oligarchico: Gott mit Uns! Qui, tutto quanto non è Islam, deve essere travolto e messo a tacere. Ma la tolleranza dell'intolleranza deve avere un limite, etico e razionale, per evitare che fuoriescano ed imperversino, per il mondo, i Mostri dell'Id. La libertà non deve essere confusa con il delirio di onnipotenza del paranoico. Non solo nella vicenda ISIS, si nasconde spesso una catena di orrori ed infamità, alle spalle dei cosiddetti "mostri" della storia ed alla loro disumanità.

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Chi vuole distruggere i timidi risultati della primavera araba Chi sarebbero “i soliti noti” che finanziano l’Isis? L’Arabia Saudita? La Turchia? Gli Emirati? O qualcun altro ancora? Ma perché nessuno su questa faccenda ha il coraggio di dire con chiarezza le cose come stanno?

29 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

Continuare a parlare di primavera araba... un'esclusiva quartapelle secondo me adesso si farebbe più figura (noi, l'europa...) a parlare di primavera tunisina la tunisia è un unicum nel contesto tragico delle cosidette primavere un'oasi che, sono d'accordo, andrebbe preservata, con tutti i mezzi quanto all'isis, si tratta di un fenomeno a metà strada tra il nazismo (la volontà omicida nei confronti degli sciiti e dei turisti, la distorta interpretazione dell'islam) e la mafia centro-sudamericana (con tanto di cupolone mefitico in arabia saudita o chissa' dove) queste sono le basi del fenomeno il punto di arrivo è la guerra aperta tra arabia e iran (vedi yemen) tutto il resto è chiacchiera..Sono dell'idea che nel secondo dopo guerra l'abortita borghesia araba abbia perso un'occasione storica e sia rimasta subordinata agli interessi delle vecchie potenze. Così quelle nazioni, un colpo di stato dopo l'altro, sono state coinvolte nelle infinite guerre per procura che le hanno fiaccate indebolendo ogni possibilità di dinamismo sociale ed industriale. La libia ad esempio, con tutte le sue preziose risorse, è sempre stata al centro degli appetiti britannici, francesi ed italiani (che appunto si sono scannati tra loro in una guerra silenziosa nondimeno cruenta: "dagli amici mi guardi iddio ché dai nemici mi guardo io"). Tra le pieghe di questo risiko machiavellico di pesi e contrappesi da vecchia ma efficace balance of power, si sono infilati nuovi o sopiti interessi, oggi come oggi incarnati nell'isis, ospiti indesiderati, forse, ma prevedibili.

Rimanendo terra-terra anche dopo una catastrofe naturale sempre rinasce nuova vita.Grazie al contributo consistente americano delle amministrazioni Bush e adesso di Obama siamo ritornati al livello che la terra e' piatta ed il sole e' Dio secondo questi pazzi scatenati assasini. L'italia era presa dai festini ...adesso raccoglie i cocci (morti e disperati)

L'ISIS è solo funzionale alla strategia del caos USA, che ancora non hanno digerito il diktat russo sulla questione siriana. Riguardo alle primavere arabe in genere, sono state tutte finanziate e sponsorizzate dalla Casa Bianca. La Tunisia era governata da un fiduciario USA eppure questo non è bastato a conservarlo ai vertici dello Stato. Gli americani non lo hanno ritenuto adeguato alle loro mutate aspirazioni.E temo che in realtà le mosse degli attentati in Tunisia avranno effetti molto nefasti.Il turismo verrà praticamente azzerato (o quasi), col risultato di tagliare totalmente il sostentamento di un paese che non ha altre fonti di reddito. La gente, ancora più impoverita (già non è che se la passasse molto bene), diventerà preda ancora più facile degli estremisti, che sembrano molto bravi ad irretire. Soprattutto (inspiegabilmente) ragazzi. Mah...E' chiaro che all'occidente va benissimo anche l' ISIS che sarà, per il nuovo presidente repubblicano USA, dopo Saddam e i talebani, il nuovo bersaglio mobile per scatenare un'altra guerra. Sempre che nel frattempo non ci siano altre "torri" che dovrebbero essere abbattute... Allora non sarà guerra per la democrazia, ma per vendetta. Storia già vista ma in pochi, dopo oltre 15 anni, la ricorderanno.Le guerre in afghanistan e iraq sono molto oscure, le rivoluzioni in nord africa pure, la siria perchè è filosovietica.Ricordate la canzone dei mondiali del 2010? finiti i quali iniziarono gli scontri in nord africa? la canzone waka waka? traducetela e commentate le parole * Il testo è una canzone popolare camerunese, intitolata Zangaléwa. Fa parte delle marce dei soldati.Veniva utilizzata dalla banda militare Camerun Golden Sounds nel 1986.

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GRECI.Quelli che ‘la democrazia trionfa (ma anche no)’

29 Giugno 2015 , Scritto da bezzifer

Governi grechi di destra, hanno truccato i conti per entrare nell'euro, l'europa delle destre che attualmente detiene il potere, detta le condizioni, (anche all'Italia) i partiti di destra italiani sono i più fieri antieuropeisti, e pigliano voti.Se le suonano e se le cantano, dando la colpa ai padri (fondatori dell'Europa) di sinistra.E i boccaloni abboccano.Un p'ò come a Roma, dove il partito di Alemagno scende in piazza a manifestare contro Marino.
Quello che manca è la dignità di tacere.

Vorrei aggiungere che la corsa ad entrare nella moneta unica dell'Euro è stata fortemente voluta dall'Italia e altri paesi pesantemente indebitati , dalla prospettiva di riduzione del tasso di interesse sul debito, che c'è stato e ha inizialmente, portato benefici a Governo, Aziende, cittadini e ancora oggi assolve a questo scopo. In quella occasione questi vantaggi sono stati vanificati dalla volontà del governo di utilizzare quella piccola ricchezza per lo spreco e la corruzione, utili per il consenso. L'Unione Europea e l'Euro hanno di recente evidenziato tutte le loro carenze e mancanze, rispetto al progetto originario pensato (ma mai applicato!) da alcuni velleitari europeisti 70 anni fa . In occasione del caso greco che in quello italiano, la UE ha confermato di essere interessata soltanto ai soldi degli europei (Grecia) ma non ai problemi degli europei (Italia). E per perseguire questo scopo, influenza e,spesso, decide anche la formazione dei governi degli Stati europeicon problemi di debito. Una vera asfissiante tutela!.Credo che sia necessario decidere molte cose, se vogliamo tenerci l'Europa. Se mancano decisioni importanti che cambino il rapporto con la Commissione, gli altri Stati e la struttura di governo dell'Europa siamo destinati alla servitù dell'Euro e alla povertà. Forse, a quel punto, bisognerà pensare ad un altra drastica soluzione.Perche il problema è politico non economico dato che bastano aggiustamenti fiscali per risolvere il problema. Siccome ci sono gli "er naaaazionalisti" del nord (con un tasso di disoccupazione basso ok...) allora questi aggiustamenti non si fanno. Il solito discorso che si potrebbe fare per l'Italia: in Italia il problema è politico, non si effettuano riforme strutturali che in ogni caso bisogna fare. E' una questione anche da "er naaaazionalisti" e markettari in quanto si pensa che alla fine ci se la cava lo stesso perchè ce lo abbiamo più lungo dei tedeschi. Molti addirittura pensano che se Svalutiamo tutto si risolve.La soluzione sarebbe quella che auspicano i favorevoli all'€ e cioè un parlamento europeo dotato di vero potere legislativo? Non è quello che si presuppone il Rapporto sul completamento dell'Unione economica e monetaria?

Il problema non è l'euro ma l'europa che non si decide (e forse non si deciderà mai) a fare il passo del europa politica.Se ci fosse la ben che minima verità scientifica nelle tesi ANTIEURISTE (si dice così?) dei gurù Bagnai e Borghi, non solo la grecia farebbe bene a tornare alla dracma ma anche il nostro meridione dovrebbe tornare al ducato!

Se a qualunque differenza di produttività economica e efficienza amministrativa corrispondesse una moneta dovremmo tornare alle signorie! Le soluzioni facili sono imbrogli - qua si vende l'imbroglio che la svalutazione sana qualunque problema....La realtà è diversa e molto semplice... la crisi in europa morde dappertutto euro o non euro! dappertutto crescita di prezzo dei generi alimentari, dappertutto merci cinesi, ecc.Ma se qualche paese del sud ci mette la corruzione politica, fisco estremamente iniquo, privilegi e privilegiati è ovvio che poi deve affamare il popolo.I greci se la devono prendere con le proprie ingiustizie sociali, con le proprie classi dirigenti del passato e con tsipras e varufakis che hanno venduto loro cieche speranze....

Io sono convinto che questo Referendum sia una trovata geniale, la sola idea riuscita di Tsipras oltre a riaprire la televisione. Mi spiego.

Tsipras ha in qualche mese devastato l’economia Greca in modo assolutamente perfetto: corsa agli sportelli dal primo giorno (tanto c’è l’ELA, che gli frega...), la timida, ma incoraggiante ripresa soffocata, la Grecia nuovamente in recessione, i Titoli di Stato che la Grecia era tornata ad emettere ad interessi ragionevoli ora completamente fuori mercato, ridotti a carta straccia, le agenzie di rating che da un cauto ottimismo sono passate al pessimismo più nero, un contratto capestro con la Russia per un gasdotto di cui la Grecia non ha bisogno, che non porterà alcun introito alle casse greche, e che la Grecia dovrà ripagare, ritorno dell’assistenzialismo clientelare più sfacciato, la stagione turistica compromessa, il rischio che il default non possa essere evitato nemmeno in caso di vittoria del “sì”, ...; il tutto senza che la promessa lotta all’evasione ed agli sprechi si concretizzasse. Un capolavoro assoluto.

Ora comunque vada questo referendum lui vincerà. Se vincerà il no, rimarrà attaccato alla sedia anche dopo aver portato il sua Paese alla tragedia. Se vincerà il sì il prossimo Governo si troverà di fronte ad una situazione disperata e forse ingestibile e lui fra qualche mese potrà tornare alla carica con la sua retorica.

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