Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
Blog di bezzifer

Ma la colpa è sempre di chi lavora o di chi ha lavorato.

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Ma la colpa è sempre di chi lavora o di chi ha lavorato.

STO CITANDO un’analisi compiuta dalla Banca dei Regolamenti Internazionali,la quale afferma dati alla mano che nei quindici anni precedenti il 6-7% del PIL è stato trasferito dal monte salari/pensioni a rendite e profitti.Per essere chiari si tratta di un valore annuale di circa 100 miliardi di Euro (o equivalenti in Lire negli anni precedenti all’introduzione della moneta unica europea), i quali in un quindicennio cubano per circa 1500 miliardi di euro.

E’ una cifra sbalorditiva. Sorge spontanea la domanda: dove sono finiti? Vista l’arretratezza del nostro settore industriale (e non solo),possiamo dire con certezza che queste risorse depredate ai ceti lavorativi,non sono stati usati per accrescere la produttività del paese. Ma la colpa è sempre di chi lavora o di chi ha lavorato.

ORA fin quando il “posto fisso” è consentito in tutti i settori della pubblica amministrazione e fin quando il posto fisso è quanto garantisce ai giovani la possibilità di crearsi una famiglia, contrarre un mutuo per sostenere le urgenze e i fabbisogni connessi, non si vedono le ragioni per le quali chiunque in possesso dei necessari requisiti non debba aspirarvi.

Compito primario di uno Stato democratico dovrebbe essere quello di incentivare la formazione delle famiglie, di impedire il decremento demografico che in un società civile è l’indice primario di decadimento generale: creare le condizioni, quindi, che il posto di lavoro sia quanto più possibile stabile, insieme ad una retribuzione minima ma garantita a tutti coloro che non riescono a entrare nel mondo del lavoro non per loro colpa.

Chi non vuole capire o non è in grado di capire che l’interesse del paese è innanzitutto combattere la disoccupazione, il precariato, la sottoccupazione; garantire il posto fisso ai meritevoli, non relegarlo nell’incertezza, non ritenere che l’instabilità e la flessibilità (una parola nebulosa) siano accettabili in un quadro di giustizia sociale e di progresso civile: questi devono essere i criteri, gli obiettivi, per fare uscire questo paese da una così grave crisi.
Di questo vi è, e vi era, bisogno ( sono le vere e indispensabili “riforme”) prima delle intese con Berlusconi e delle diatribe inutili contro la Camussi e prima delle esibizioni alla Leopolda.
Questo errore di prospettiva – significativo dell’incapacità politica di affrontare questa crisi che è anche una crisi di valori – ricadrà sui lavoratori, segnerà una sconfitta storica per la sinistra, la vanificazione di tante lotte e sacrifici, ma anche la fine del renzismo, con quel che di peggio o di meglio seguirà.

Mostra altro

Grillo che parla di mafia con “una sua morale” offende le vittime

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Grillo che parla di mafia con “una sua morale” offende le vittime

Beppe Grillo ha perso semplicemente la bussola. Il movimento cinque stelle poteva rappresentare un cambiamento, ma solo se avesse detto sì a un governo Bersani. La contestazione fine a se stessa non serve a nulla. Oggi è solo squallore. E ogni volta che il comico e in Sicilia, non fa altro che offendere la vostra terra che la mafia la combatte, tutta. Non c’è mafia buona.

«La mafia aveva un codice, una sua morale. Non metteva bombe nei musei e non scioglieva i bambini nell’acido, poi è stata corrotta dalla finanza ». Già, la teoria della mafia nobile, di sani principi, quale argine alle ingiustizie perpetrate da uno Stato tiranno, la conosco bene. E aggiungo purtroppo. Purtroppo perché sono nato e ho vissuto in un territorio devastato dal potere dei clan, vecchi o nuovi che siano e lì mi sono scontrato spesso con questa leggenda o depistaggio sociale che dir si voglia. Un indottrinamento che i padrini e i loro complici hanno promosso per far passare l’idea che le mafie altro non sono che associazioni costituite per proteggere il popolo, risposta organizzata a ingiustizie e prepotenze antiche. Le parole di Beppe Grillo sono deliranti, qualunquiste, violente. Offendono le vittime incolpevoli, i bambini ammazzati senza pietà, le donne sterminate dall’acido e dalla lupara di quella mafia che, secondo Grillo, dovrebbe avere un suo codice, una sua morale. Vi invito a guardare l’intervista all’inviato di Repubblica Attilio Bolzoni e a leggere l’articolo di Lirio Abbate, e non avrete più dubbi sulla carneficina di ragazzini compiuta dai clan.

Le stragi di innocenti sono cominciate ben prima che la mafia si trasformasse in holding finanziaria. Già, perché è da sempre, da molto prima di sedersi ai tavoli dell’alta finanza, che i clan erano portatori di una cultura corrotta, violenta, distruttrice. Caratteristiche che poi hanno applicato al mercato, in un sistema che premia il più furbo, chi, nella giungla della concorrenza, riesce a raggiungere per primo il traguardo armato d’arroganza e sfregio delle regole.

La trasformazione genetica non può però farci dimenticare il sangue, il dolore, gli abusi, i sequestri, le esecuzioni, che hanno permesso ai clan di trasformarsi in società per azioni. Dobbiamo anzi ricordarlo per non rendere vano il sacrificio di chi ha perso la vita per mano di quella mafia. Consiglio a Beppe Grillo di andare in Calabria, nella Locride o nell’entroterra siculo, a Niscemi se preferisce, e incontrare i familiari delle vittime, quelle meno conosciute però, di ascoltare quelle storie raccontate con parole semplici e terribili, toccare con mano di che pasta è fatta la mafia. E anche lì troverà conferme che le mafie non hanno mai avuto un codice morale se non le loro leggi sanguinarie , che hanno sempre agito per interesse personale, per accumulare ricchezze sulle spalle e sulla pelle degli onesti, sperando sempre di non pagarne il prezzo.

La stessa ferocia praticata da sempre nella gestione dei territori e nell’uso-abuso della vita delle persone applicata oggi all’economia è l’arma vincente che ha permesso a padrini ignoranti di diventare ricercati interlocutori per lucrosi affari. Così sono riusciti a entrare nei salotti della politica e della finanza. Certo, raccontando queste cose non si raggiunge la pancia delle persone. Manipolare la realtà attraverso slogan ad effetto ti assicurano le prime pagine. E poi Beppe Grillo lo sa, sono sicuro, che troverà un bel numero di persone disposte a sostenere la sua tesi. Di certo in alcuni ambienti la sua analisi sarà piaciuta molto.

Mostra altro

GRNTILONI: Auguri per un lavoro proficuo, specialmente in questo periodo di gravi situazioni internazionali.

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

GRNTILONI: Auguri per un lavoro proficuo, specialmente in questo periodo di gravi situazioni internazionali.

Chi è Paolo Gentiloni, nuovo ministro degli esteri

Eletto deputato con la Margherita, è già stato al dicastero delle comunicazioni dal 2006 al 2008

Sulla soglia dei 60 anni, Paolo Gentiloni Silveri torna a fare il ministro, questa volta dalla prestigiosa sede della Farnesina. Gentiloni arriva agli esteri dopo essere stato alle comunicazioni nel secondo governo Prodi, dal 2006 al 2008.Un ministro di origine nobiliare, discendente da una famiglia di conti. La sua esperienza politica inizia nel Partito di unità proletaria per il comunismo, ma inizia la scalata ai vertici istituzionali dal comune di Roma, dapprima come portavoce del sindaco Francesco Rutelli, poi come assessore con deleghe al Giubileo, alle relazioni internazionali e al turismo: un’esperienza importante accumulata nella Capitale negli anni di preparazione del Giubileo.

Segue Rutelli anche nell’esperienza della Margherita, sotto le cui insegne viene eletto deputato nel 2001. Nel 2005 diventa presidente della commissione per i servizi radiotelevisivi. Per la Margherita è il responsabile della comunicazione, nonché organizzatore di una delle esperienze di maggior successo di quel partito: i Big Talk, occasioni di confronto tra la politica e tecnici esperti di diversi settori.

Risale a questo periodo anche l’intreccio di relazioni politiche internazionali forti, soprattutto con dirigenti democratici americani e i blairiani del New Labour.

Nominato ministro delle comunicazioni da Romano Prodi nel 2006, al suo nome è legato un disegno di legge di riforma del sistema radiotelevisivo che non ha mai visto la luce, nonostante l’urgenza che da più parti era avvertita per un intervento in quella direzione.

Più recentemente, Gentiloni ha partecipato il 7 aprile 2013 alle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra a sindaco di Roma. Si ferma, però, solo al 15 per cento, finendo terzo dietro a Ignazio Marino e David Sassoli.

È stato tra i primi parlamentari a sostenere la corsa di Matteo Renzi ai vertici del Pd, pur essendo rimasto finora escluso da incarichi sia di partito che di governo.

Mostra altro

Non è Salvini che fa cose attraenti ma è grillo che fa cose orrende e Salvini pesca nell'elettorato grillino

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Non è Salvini che fa cose attraenti ma è grillo che fa cose orrende e Salvini pesca nell'elettorato grillino

Salvini ha poche idee, magari criticabili, ma chiarissime per un certo elettorato italiano. Grillo ha molte idee, magari buone, ma assolutamente confuse. E' ora che Grillo decida che cosa dev'essere il Movimento. Giusto essere post-ideologico, né di destra né di sinistra, ma il problema è che il M5S è spaccato ha un elettorato che è moderato, di centro, centro-destra, anche di destra più i delusi del PD che se sono delusi è perchè non ne possono più dell'ideologia piddina post Renzi fatta di chiacchiere, buonismo e politiche inconcludenti. Mentre gli attivisti sul blog e il grosso dei parlamentari sono di estrema sinistra e credono che il M5S sia una succursale di Sel. Grillo deve risolvere questo equivoco. O cerca i voti degli elettori e torna a vincere o cerca di accontentare la base e i suoi parlamentari e va al 2%.

E i santi e puri GRULLI M5S mi vengono a dira.A volte penso che Beppe avrebbe dovuto aspettare a presentare il movimento alle politiche. L'opinione pubblica non era ancora pronta o comunque lo era parzialmente, quel tanto che è bastato per spaventare i partiti tradizionali che non vogliono allentare le loro grinfie sul potere massonico/mafioso su cui campano bellamente da decenni, da destra a sinistra.

Ma come non era pronta l'opinione pubblica!? il 25% è stato un risultato straordinario, incredibile, inimmaginabile, ha portato il 5S ad essere la prima forza in Italia, ha avuto la possibilità di tenere per le @@ la casta, AVEVA VINTO! io mi chiederei invece quali sono state le cause che hanno portato a questo apparente ridimensionamento.Secondo me i punti principali sono stati due ma non solo: una totale mancanza di autocritica che sarebbe stata utile per crescere(solo analizzando gli errori con umiltà si evolve), e gli sproloqui di Grillo che hanno portato le persone più "moderate" a darsela a gambe terrorizzate, facendo il gioco di Renzi. Mettiamoci anche l'allineamento alle idee della Lega e delle forze no-euro e nazionaliste, mettiamoci ancora l'immagine che è venuta fuori con le espulsioni in stile "leniniano" fatte per "p.s:", e il fatto che ormai le decisioni vengono prese al massimo da due/tre persone senza consultare più nessuno....se si fosse fatta un'analisi delle cose, volta per volta, correggendole, adesso sicuramente staremo qui a parlare d'altro.

Salvini e Grillo sono due patacche, ma vince il primo perché almeno dice sempre le stesse cose.L'M5s di Grillo il mattino si allea con il nuclearista convinto Farage, a pranzo si unisce alla protesta con SEL, alle 4 prende il tè e vuol dialogare con i tagliateste dell'ISIS, poi cena con CasaPound e Fratelli d'Italia, infine va a letto con la Lega Nord per far tornar la Lira.Dietro le proteste ed i piagnistei continui di Beppe ed i suoi "ragazzi meravigliosi" c'è il vuoto pneumatico, la ricerca continua di cavalcare il malcontento popolare senza la benché minima idea di come risolvere i problemi.Leggetevi la storia di Masaniello e poi ditemi se Grillo non ha fatto lo stesso.....siamo nella fase dell'impazzimento, come Masaniello, si sta coprendo di ridicolo in continuazione. Renzi dorme tranquillamente e intanto il PD e il centrodestra si stanno organizzando per dividersi il malloppo anche a livello regionale......il m5s è morto grazie ai suoi capi.

SALVINI:Gioca con gli umori e le paure del popolo...prima il nord e dopo il sud, prima gli italiani e poi gli immigrati, prima i cattolici e poi i mussulmani....slogan efficaci per far abboccare il popolo.
Il trattato di Dublino, che prevede che un immigrato deve rimanere nel paese dove mette piede per primo, lo ha firmato anche la lega, ma per il cittadino italiano è così bello sentir dire "via gli immigrati" che gli basta questa frase per sentirsi soddisfatto...pazienza se poi la lega ha contribuito a farli rimanere nel primo paese in cui arrivano e si sa che l'italia è la porta di ingresso, per l'europa...ma loro poverini non ci erano arrivati!!!.Quello che ha sempre fatto: cavalcare l'immigrazione come fenomeno assolutamente negativo, salvo che poi quando è andato al Governo con Berlusconi fare le più grandi sanatorie per regolarizzare i clandestini entrati, non essendo, al pari delle altre forze politiche, in grado di avviare rimpatri e respingimenti di sorta. E contribuendo così a far arrivare sempre più gente disperata nel nostro Paese che, notoriamente, non è in grado di ospitare decentemente più nessuno, nemmeno gli stessi italiani.

Ma fate attenzione non è la lega che supera il M5S, è proprio la figura di Salvini ad avere un gradimento maggiore, e questo è comprensibile per diversi motivi: Salvini ancora non ha fatto nessuna alleanza formale con berlusconi (potrebbe farla in futuro, ma ora è difficile che lui si prenda le colpe dei danni fatti da berlusconi con la lega di maroni e bossi).Salvini inoltre sa come uscire vittorioso da ogni duello in tv, non si lascia distruggere facilmente, è ferrato su alcuni argomenti e punta tutto su quelli, non si disperde su temi secondari che potrebbero essere "divisivi", inoltre ha capito come cavalcare problemi a cui gli italiani sono molto sensibili, primi tra tutti i costi sociali di una immigrazione incontrollata, e la trappola della perdita di sovranità monetaria; ultimamente ha sposato anche molte tesi che hanno già condotto Marine le Pen ad una popolarità sorprendente soprattutto nella classe operaia. non dimentichiamo infine il referendum sulla legge fornero.Insomma, possiamo essere d'accordo o meno con quello che dice Salvini, ma non c'è dubbio che mediaticamente ci sappia fare. e lo dico con rammarico, perchè il M5S invece fatica molto a far capire se e come stia crescendo, sono spesso in ritardo di analisi rispetto agli eventi, si fanno travolgere dal fuoco dei media (ovviamente ostili).

Mostra altro

Facile previsione al centro nord la lega supererà,e non di poco, il m5s e Berlusconi con FI tornerà ad essere il 2° partito d'Italia

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Facile previsione al centro nord la lega supererà,e non di poco, il m5s  e Berlusconi con FI tornerà ad essere il 2° partito d'Italia

Secondo la rilevazione effettuata per Agorà, la fiducia nel leader della Lega sorpassa per la prima volta quella nei confronti dell'ex comico.

Poveri grillonzi, non riescono a capire perché gli italiani li stanno schifando sempre più.Loro che sono onesti e tutti gli altri delinquenti. MA PERCHÉ?

FORSE SONO SCHIFATI da una moltitudine di persone che non hanno mai concluso niente nella loro vita, e che nel default troverebbero un alibi ai loro insuccessi personali. Non votano per il Cassandro di Genova , perché Lui ed i suoi seguaci tifano per lo sfascio.Ora mettetevi pure tutti a piagnucolare rosicare in un angolo, perché l'Italia è nelle difficoltà che ha sempre trovato la forza per risollevarsi!

Sono entrati nelle stanze dei bottoni con la promessa di cambiare tutto, quello che hanno privilegiato invece è stata un'ossessione smodata per lo streaming, il ricalcolo compulsivo degli scontrini che neanche Dustin Hoffman in Rain Man, molte dichiarazioni controproducenti, epurazioni varie, click-baiting sul sacro blog (almeno qualcuno ci ha guadagnato), alleanze politiche deleterie e il mantenimento dei due guru come capi assoluti a dispetto del fatto che il movimento stia affondando come il titanic.Bella roba, e pure Salvini vi supera... Salvini.... no, non ho altre parole.Grillo e la buffonata dell'intervista a pagamento.Niente intervista a Radio Capital e Servizio pubblico, che pure avevano versato i soldi richiesti da Grillo.E' proprio vero che la colpa del disastro è degli italiani. Salvini, Grillo. Ma vi sembrano soggetti a cui affidare un Paese? Voi li vorreste come gestori della vostra famiglia?.Dopo la "stronzata" sulla MAFIA detta dal COMICO ! A uno come SALVINI piace vincere facile vero !!!!!! Però ai LEGHISTI dell'ultimo minuto direi: Avete già dimenticato i diamanti di BELSITO, IL TROTA, LA ROSY, tutte personcine x bene vero, che hanno RUBATO SOLDI PUBBLICI MEMORIA CORTA VERO !!!!!!!! Ops dimenticavo voi siete LOMBATRD. Come si possono effettuare sondaggi seri quando gli intervistati guardano solo la TV? Infatti, i sondaggi, servono solo a CREARE il consenso. E' un altro strumento di controllo delle masse, perchè a nessuno piace perdere. E così si annullano tutti i misfatti, le inefficienze, le ruberie, gli accordi segreti, l'incapacità, la tracotanza di chi deve essere spinto in alto. Ricordare serve solo a creare dolore. Povero paese senza memoria.

Povera Italia:
40% per xenofobi e neoliberisti qualunquisti (Salvini & il grillo);
40% per sinistra riformista (Renzi);
15% per la destra berlusconiana; non siamo messi bene.

Statisticamente un campione può essere rappresentativo.Nel grafico del sondaggio
http://www.istitutoixe.it/2014...
Da aprile ad oggi Beppe Grillo ha avuto un drastico calo di popolarità.
Le cause, a noi commentatori della domenica, sono arcinote ma purtroppo sembrano non esserlo ne a Beppe ne al suo fantomatico staff.
Chiunque si interrogherebbe sul PERCHE' del calo di consensi e cercherebbe una strategia differente. Invece no.
Persevera su scelte politiche assurde, su epurazioni all'olio di ricino, su twit assurdi e frasi sconnesse.Se ha perso la bussola dovrebbe fermarsi e ritrovarla. Secondo me il suggerimento "più migliore" che mi sento di dare a chi ancora crede nel m5s è :
- OBBLIGATE LA CASALEGGIO (SE PROPRIO LA VOGLIONO TENERE LORO) DI FARE UNA PIATTAFORMA WEB AUTONOMA, EFFICIENTE, CERTIFICATA CHE SANCISCA UNICAMENTE IL VOLERE DEGLI ISCRITTI. I CITTADINI ISCRITTI DEVONO POTER PROPORRE ARGOMENTI DA VOTARE, ESSERE VALIDATI IN TEMPI RAGIONEVOLI (MASSIMO 7 GG), ESSERE CERTI CHE I LORO VOTI NON SIANO MANIPOLATI E AVVISATI DI VOTAZIONI CHE SI DEVONO TENERE PER ALMENO 48 ORE CONTINUATIVE.
Sarebbe un primo passo verso un rinnovato entusiasmo, verso quella democrazia dal basso che hanno sempre dichiarato e mai attuato. Un entusiamo che mi sembra stia scemando verso una cocente delusione.

Mostra altro

Se questi hanno mandato in rovina i loro partiti come possono avere i requisiti per governare un paese? Vi fareste operare da un chirurgo con all'attivo decine di pazienti morti?

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Se questi hanno mandato in rovina i loro partiti come possono avere i requisiti per governare un paese? Vi fareste operare da un chirurgo con all'attivo decine di pazienti morti?

"Partiti spa" sull’orlo del fallimento: senza fondi pubblici buco di 80 milioni.Il finanziamento statale è sceso dai 290 milioni del 2010 ai 40 di quest’anno. Raddoppiano i contributi dei parlamentari, il due per mille non decolla

Ottima notizia sapere che la "Partiti S.p.A." è prossima al fallimento! Questa "associazione a delinquere" che è diventata la vecchia partitocrazia deve sparire al più presto!

Addio ai diamanti, agli investimenti in Tanzania, agli uffici da 100 metri quadrati per una sola persona, alle cene a base di caviale, aragoste e tartufo, ai convegni in cui si parlano solo addosso, ai pregiati regali di fine anno agli amici, ai rimborsi folli per spese personali, alle migliaia di persone impiegate solo per favorire parenti ed amici, ai cartelloni faraonici di propaganda per le elezioni, ai milioni dil lettere ed opuscoli inviati alle famiglie italiane per raccattare qualche voto e tanto altro ancora. Se il 50% delle famiglie italiane vive con circa 1.000 euro al mese tanto darei a ciascun politico. Se ci vive una famiglia puo' anche viverci un politico da solo. Temo comunque che ci sarà una sanatoria a spese dei contribuenti per ripianare i debiti accumulati.

Si potrebbe commentare con un chi la fa l'aspetti o chi di finanziamenti ferisce di finanziamenti perisce, ma forse ora i partiti cominceranno a capire cosa vuol dire quando i comuni mortali non riescono ad arrivare alla fine del mese o essere in ristrettezze economiche e chissà che non giovi anche a migliorare le loro capacità politiche e di relazione con i loro elettori.

Il denaro pubblico ai partiti era una cosa giusta e sacrosanta se questi avessero fatto l'interesse dei cittadini sia dal punto di vista della salvaguardia dei diritti sia dal punto di vista dei servizi. E' chiaro che se questa retribuzione è servita a mettere le mani nel "cassetto" svuotandolo perchè è questo il significato del 130% di debito sul PIL) allora il patto va rotto e immediatamente e guardare altrove. Non sono fiducioso nella prospettiva futura perchè la rappresentanza passerà in mano ai lobbysti, questo è e deve essere chiaro a tutti. Occorre tuttavia prepararsi a costruire la contromisura ad iniziative come quella del finanziere Serra che è l'astro nascente e l'esempio eclatante della rappresentanza 3.0. Se la sinistra esclusa dal fenomeno Renzi vuole capire...bene altrimenti sarà l'ennesimo dissolvimento di una parte della sinistra.

Senza finanziamento pubblico, i partiti politici impareranno a camminare da soli, magari alcuni spariranno , altri opteranno per la fusione tutti impareranno che non sono più "mantenuti" e dovranno rivedere le quote di partecipazione diretta costi per sedi e altre spese apesso allegre insomma dovranno introdurre lo stesso cambiamento che hanno imposto allo stile di vita degli italiani solo che per loro il cambiamento avverrà con flessibilità ,morbidamente in più anni invece che drasticamente come per i comuni cittadini,disoccupati,esodati,pensionati,licenziati.

Certo I partiti svolgono una funzione pubblica, quella di consentire ai cittadini di "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" (articolo 49 della Costituzione). Tutte le grandi democrazie prevedono forme di finanziamento pubblico ai partiti - anche se certamente non nella misura ipertrofica a cui si era arrivati in Italia.

Mostra altro

Isis: può esistere un Islam moderato?

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Isis: può esistere un Islam moderato?

http://wrongdoers.wordpress.com/2014/09/12/mito-islam-moderato/

L'ISLAM di per se non può essere moderato in quanto NON prevede la tolleranza verso chi la pensa diversamente, punto e basta.
Quindi di conseguenza NO, un "vero" ISLAM non sarà mai moderato.

Tutta la storia dell'islam fin dalla sua nascita e diffusione e il corano stesso dicono chiaramente che l'islam non puo' essere moderato. Anzi cio' che fa l'isis è la vera attuazione dei precetti coranici. è un po' come la bibbia che molti credenti interpretano a loro uso e costume. quelli dell'isis almeno sono fedeli a cio' che gli impongono le loro idiozie.

Gli integralisti religiosi sono sempre esistiti, e noi ne abbiamo fatto le spese per piu' di mille anni tra repressioni e inquisizioni. Mi pare altrettanto ovvio che l'Islam, che ha 500 anni di meno, ne risenta ancora. Ma raccontare che sarebbero i "depositari" del vero Islam è una baggianata da paura.L'Islam ha disperatamente bisogno di qualcuno che separi il potere politico dal potere religioso e con buoni risultati anche per i cittadini e lo Stato, altrimenti continueranno a pensare che la moralità o l'etica sia una questione di tipo religioso e delegata ai preti e imam vari e non invece di civiltà. Per ora si riesce a farlo solo in Turchia e in Tunisia.Ma aggiungo che la moderazione non è dell'uomo e che in quest tempi in medioriente c'è tanto da dire soprattutto sulla politica USA di destabilizzazione che è passata sull'Egitto e si è arenata sulla Siria, ci sono le commistioni con l'Arabia Saudita, c'è la tentazione di creare tensione per mantenere alto il prezzo del petrolio favorendo così lo shale oil statunitense o magari le trivellazioni griliane, c'è l'accordo Usa-Uk con l'Iran sciita ed il disegno di consegnare anche l'Iraq al medesimo controllo diciamo ortodosso, c'è la voglia di destabilizzare le nazioni caucasiche, c'è la voglia di limitare lo strapotere energetico russo, c'è la voglia di imbrigliare l'autonomia politica di Pechino, etc etc.Diciamo che in questi anni di crisi, gli USA non hanno lesinato investimenti per alimentari movimenti di destabilizzazione nei territori del medioriente, dell'oriente asiatico, dell'Europa, è una strategia tipicamente democratica ma sempre orienta al profitto dei loro petrolieri e produttori di armi.

Da parte mia aggiungo che se "l'unica interpretazione possibile è quella letterale" - dal momento che il Corano è parola di Dio e quindi definitiva e immutabile rispetto ai testi precedente ebraici e cristiani - allora io, che il Corano ho letto e riletto, dico che vi sono passaggi contradditori con riferimento alla moderazione, che solo per esigenza di brevità evito di esplicitare. E' chiaro che la fede, quando diventa fanatismo e intolleranza, giustifica anche la violenza "a fin di bene" e ciò è avvenuto nel cristianesimo e avviene ancora oggi nell'Islam. Se si partisse dall'idea che il pensiero umano può evolvere, anche quando pretende di interpretare il pensiero di Dio, le cose sarebbero diverse anche nell'Islam.Ecco perche non può esistere un Islam moderato, esattamente come non può esistere un Cristianesimo moderato. La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo non è infatti un prodotto della cultura cristiana, ma della cultura europea di matrice greca riscoperta da umanesimo e illuminismo. In Europa la laicizzazione della società ha richiesto secoli per potersi compiere, mentre in Medio Oriente, con la parziale eccezione della Turchia, essa deve praticamente ancora iniziare. Fino a che anche il Medio Oriente non avrà avuto il suo illuminismo il problema del fondamentalismo islamico non sarà mai risolto.

Mostra altro

Ma torniamo sempre a : come crescere?

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Ma torniamo sempre a : come crescere?

Ho trovato interessante il richiamo dei "giovani" PD ai "grandi" PD. Molti, troppi, colpi bassi sono stati dati in questi ultimi tempi.
I "giovani" parlano di "senso della comunità" perduto o da ritrovare... io penso invece che si tratti di qualcosa di molto più profondo. Le crisi, le grandi crisi come quella che stiamo vivendo(che interessa l'Italia, l'Europa e il rapporto tra Europa e mondo globale) ci mettono davanti ad un bivio.
Il bivio italiano, il bivio del PD in Italia e in Europa ci interroga su tutte le questioni che lei pone in primo piano.
Qui, voglio concentrarmi su un punto: lo Stato.
Che rapporto deve avere una sinistra socialdemocratica con lo Stato? Una concezione diversa dovrebbero avere la sinistra e la destra dello Stato. La sinistra, per così dire, un po' più pesante, la destra, un po' più leggera. Ma proprio per questo, perché penso che la sinistra debba avere tale concezione dello Stato, penso allo stesso tempo che essa, la sinistra socialdemocratica dovrebbe occuparsi e preoccuparsi di avere uno Stato più efficiente, che non butti all'aria quelle risorse statali. Per questo non ho trovato così scandalose le dichiarazioni di Serra alla Leopolda.(Forse provocatorie sì, radicalmente provocatorie sì - ma non sono forse le domande radicali quelle più importanti? Quelle che accendono il dibattito e ci appassionano?)
E allora: i politici e gli statali debbono o no essere al servizio(inteso in senso alto) dei cittadini in modo il più efficiente possibile?
Questa è una domanda che vorrei porre ai "giovani" del PD. Perché è anche per di qui per me che corre la differenza tra una socialdemocrazia moderna e un partito statalista qualsiasi magari di matrice greca..

Ma torniamo sempre a : come crescere?.Il job act,la legge elettorale,il nuovo senato,il fisco ecc.ecc.insomma tutte le riforme che si vogliono fare non poggiano sulle cause ,ma sugli effetti prodotti dall'esistente. Faccio un esempio:le spese della pubblica amministrazione vanno ridotte,ma le spese dello stato a favore dei cittadini (cioè tutti i benefici che eroga lo stato) sono proporzionate alla produzione dei beni ? .Voglio dire:il tenore di vita degli italiani è corrispondente alle entrate degli italiani?.Le paghe,le retribuzioni ....,per intenderci,sono adeguate alla produzione?.

Mostra altro

Ci vuole un casco di protezione

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

Ci vuole un casco di protezione

Gli avversari di Renzi sono riusciti a far sorgere un dubbio, lui deve smentirlo: il suo scontro è con gli apparati di potere, non con il mondo del lavoro, tanto più sotto i colpi della crisi.

Matteo Renzi non si fermerà, né rallenterà, né devierà dal proprio tragitto. Chi lo pensa, o insiste a chiederglielo, continua più che altro a non capire l’essenza del personaggio, che prevede aggiustamenti tattici e cambi di velocità ma sempre in un crescendo coerente con la concezione di una politica che non ammette la conservazione dell’esistente (buono, mediocre o cattivo che sia).

Detto questo, il premier si trova a dover perfezionare il messaggio. Perché, complici anche i dati di cronaca, per qualche momento è balenata l’immagine di una locomotiva Italia spinta a grande velocità dal capotreno mentre dietro alcuni vagoni oscillano pericolosamente e si avverte la possibilità di un deragliamento sociale.

La rassicurazione non è una tonalità comunicativa consueta per Renzi, che la assimila a perdita di dinamicità, freno rispetto alla sollecitazione a rimettersi in moto assumendo dei rischi.

L’incontro di ieri a palazzo Chigi con Landini e i suoi metalmeccanici aveva uno scopo immediato: rimediare a una giornata nera per l’immagine del governo, sanare una ferita. Operazione compiuta, anche grazie alla maturità del leader della Fiom. Conteneva però anche un messaggio più generale, non correzione ma completamento dell’aggressivo discorso della Leopolda: in Italia non c’è da piegare alcun ceto sociale né categoria, non c’è nessuno nel mondo del lavoro che deve pagare per lo sforzo collettivo di ripartire.

Renzi deve spiegarlo meglio, perché i suoi avversari politici sono riusciti a sollevare un dubbio in proposito: lo scontro è con gli apparati di potere, in ogni luogo e a ogni livello; nel sindacato come nel padronato; nel privato come nel pubblico; nelle professioni corporative come nell’amministrazione. Non coi lavoratori d’ogni genere, i quali a seconda dei casi possono aspettarsi di avere ridotte le tutele ed eventualmente i privilegi, ma non di essere scritti sulla lavagna dei cattivi di palazzo Chigi.

Lo slogan del governo antipopolare è grezzo, anacronistico, inverosimile se indirizzato a Renzi e Padoan. Ma non sarà neutralizzato da slogan opposti. Ci vuole applicazione ravvicinata, come fatto ieri per la vertenza Ast. E bisogna rafforzare gli strumenti di protezione variamente presenti nel Jobs Act e nella legge di stabilità: non tutti possono permettersi, come i ternani dalla testa dura, di battersi per il lavoro sotto una gragnuola di colpi.

Mostra altro

«Vado a salutare Maurizio»

31 Ottobre 2014 , Scritto da bezzifer

«Vado a salutare Maurizio»

Quel feeling del premier con il capo degli operai.

La ricerca di un rapporto diretto con la base dice molto dell'insofferenza di Renzi verso gli apparati. Ai suoi occhi la Camusso è il capo di un apparato, di una struttura tradizionale e un po’ incrostata da vecchi tic, mentre Landini è uno del popolo che mette il suo corpo, oltre che la testa, nelle lotte che fa: davanti ai cancelli, nelle piazze, persino negli scontri

«Vado a salutare Maurizio». Il 22 aprile Matteo Renzi era a bordo di una Frecciarossa e, saputo della presenza del capo della Fiom tre carrozze più in là, si alzò per andare a trovarlo. Perché gli è simpatico. Perché, come vedremo, gli è utile far sapere di questo feeling, e infatti ne informò l’Ansa. La ragione fondamentale è che il presidente del consiglio vede in Landini il rappresentante di persone, di operai «che si spaccano la schiena», come dice talvolta con espressione vagamente ottocentesca ma vera. Non di apparati. Per questo predilige l’interlocuzione con Landini, da cui pure lo divide moltissimo, nel merito: molto meglio di Camusso, che non a caso lo combattè duramente alle primarie perse con Bersani.

Certo, il fatto che Renzi abbia voluto prendere nelle sue mani la vicenda dell’Ast partecipando in prima persona alla riunione di ieri con i sindacati dei metalmeccanici certamente risponde all’esigenza, di “pulire” l’immagine delle manganellate e dunque di porsi come interlocutore di Landini e i suoi. Ma in realtà c’è una spiegazione più di fondo.

Che ha a che fare con l’idea che Renzi ha del rapporto fra governo e società: saltando la mediazione dei soggetti tradizionali, il premier si rivolge, fisicamente e politicamente, in modo diretto alle persone. In questo caso, agli operai. Probabilmente non gli dispiacerebbe, ove vi fossero le condizioni, di recarsi davanti ai cancelli di Terni, allo stesso modo con cui cerca il rapporto diretto con un’altra categoria che molto gli sta a cuore, gli insegnanti.

Questa ricerca di un rapporto diretto con la base dice molto della sua insofferenza verso gli apparati (e sappiamo quanto questo aspetto riguardi anche il suo stesso partito). Ai suoi occhi la Camusso è il capo di un apparato, di una struttura tradizionale e un po’ incrostata da vecchi tic, mentre Landini è uno del popolo che mette il suo corpo, oltre che la testa, nelle lotte che fa: davanti ai cancelli, nelle piazze, persino negli scontri. È uno che tratta nei luoghi veri, nelle fabbriche, non nella sala Verde.

E il leader Fiom è d’accordo sul fatto che il sindacato deve fare il sindacato, e deve farlo meglio, oltre i riti morti della concertazione.

Di qui la “chimica” particolare fra i due. Solo chi comprende questo si spiega come, all’indomani della furibonda e giustificata reazione del leader della Fiom durante i fattacci di piazza Indipendenza, sia stato possibile riunire allo stesso tavolo, fra gli stucchi di palazzo Chigi, il premier e gli altri rappresentanti del governo con quello stesso Landini che poche ore prima aveva inveito contro l’esecutivo, il suo capo, la Leopolda e quant’altro.

Eppure il clima è stato cordiale. Il presidente del consiglio con la cravatta rossa, il capo dei metalmeccanici Cgil che di rosso aveva il maglione, gli altri sindacalisti molto dialoganti, «abbiamo la testa dura», ha ironizzato il sindacalista Rosario Rappa indicando i punti di sutura sulla fronte.

Ma questa brutta storia dell’Ast di Terni Renzi l’aveva già presa in mano molte settimane fa, quando la trattativa si era bloccata ed aveva chiesto, lui, di avere qualche giorno in più. E nei giorni successivi, quando la cosa si era di nuovo arenata, era persino circolata la voce di una telefonata alla Merkel per sbloccarla.

Dinanzi al “giorno nero” del governo, inevitabilmente responsabile dei fatti di piazza Indipendenza, Renzi ha voluto reagire nell’unico modo che conosce: l’attivismo, l’interventismo personale, la ricerca di un rapporto, seppur mediato, con le persone. Basterà? Probabilmente no, ma sulla vertenza Ast il capo dell’esecutivo vuole portare a casa un risultato: sarebbe un bel tonico per il governo ed evidentemente una grande notizia per i lavoratori. Il tandem Renzi-Landini ci prova.

Mostra altro
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 20 > >>