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Blog di bezzifer

L'abbiamo scampata bella ! Dopo 50 anni che manteniamo la Fiat l'Europa improvvisamente si sveglia e se la prende con Lussemburgo per aiutini di stato

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

L'abbiamo scampata bella ! Dopo 50 anni che manteniamo la Fiat l'Europa improvvisamente si sveglia e se la prende con Lussemburgo per aiutini di stato

Apple e Fiat, Commissione Ue accusa: “Aiuti di Stato da Irlanda e Lussemburgo”

I due Paesi sono accusati di aver favorito le due aziende con aiuti di Stato. L'inchiesta "è tuttora in corso, nessuna decisione nel merito è stata ancora presa", ha fatto sapere ieri il portavoce del commissario alla concorrenza Joaqui Almunia, in merito alla procedura che riguarda il Lingotto, ma oggi è stata pubblicata la versione formale della decisione di aprire l'inchiesta che era stata annunciata a giugno

Incredibile: Apple è da QUALCHE anno che fa questi giochini e nessuno se ne è mai interessato, adesso che FIAT ha impostato un architettura low tax i tedeschi subito alzano il dito. 100% c'è di mezzo VolksWagen. Se non diventiamo compatti e nazionalisti questi ci affondano...MA La cosa è semplice: se irlanda e lussemburgo hanno fatto condizione di tassazione agevolate SOLO per Apple e FIAT allora sono aiuti di stato, se invece è la loro normale tassazione le UE deve semplicemente stare zitta (mi piace la concorrenza a corrente alternata).C'è di mezzo la Germania, ci potete scommettere. Ci vogliono togliere tutto il tessuto industriale e venire qui per mangiare pizza, bere birra e possibilmente tromb.re.

Ma.Secondo me se riuscissimo a valorizzare "TUTTO" il nostro patrimonio artistico al meglio, senza nessuna mafia coinvolta anche solo di striscio, ritornare a coltivare i luoghi dei nostri vecchi ( che servirebbe a tenere il territorio in sicurezza, non servono grandi opere, ma la manutenzione continua che facevano un secolo fa! Va sempre bene ricordare il bambino olandese che infila il dito nel buchino della diga finché non arrivano a ripararlo!), l'Italia diventerebbe il giardino d'Europa!
E nessuno avrebbe bisogno di essere costretto in fabbriche che ti uccidono. Tenerne solo il minimo indispensabile, quelle in cui serve la nostra bravura e competenza, certo bisogna insegnare ai giovani la responsabilità e perché no, anche un po' di umiltà e adattamento.Viviamo su un tesoro e lo lasciamo andare a ramengo, non credo esista un paese più cretino, avessero in America un decimo di ciò che abbiamo noi... Potremmo far pagare tedesco la qualita come ce la fanno pagare li con i loro prodotti tecnologici avanzati e mi fermo.

L'ipocrisia europea che va a cercare i paradisi fiscali alle Cayman o in Nuova Caledonia, per poi continuare a discutere, discutere, discutere, discutere, da anni senza esito sulle troppo diverse legislazioni fiscali dei paesi aderenti.L'Irlanda? e che vai a toccare una delle poche economie in crescita?Il Lussemburgo? Lussemburgo chi ?E' sempre stata, francamente, una zona franca, molto franca.Ci sarà sempre una europa di serie A ed una di serie B se i paesi non definiranno una politica fiscale UNITARIA, una politica del lavoro UNITARIA, una difesa UNITARIA...e potrei continuare!!.Se la FIAT dovesse restituire tutti gli aiuti di Stato all'Italia, probabilmente questo varrebbe assai più di una manovra!!!!!Speriamo ci pensi l'Europa!.Anche Google pare sia sotto la lente d'ingrandimento ... Che "strano", e tutti i geni che dicevano che andava tutto bene e tutto era legale il modo di operare di queste aziende, con sedi in paradisi fiscali de facto, dove sono ora?.

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IO Adotterei altri criteri per il loro stipendi più o meno come quelli dei procacciatori d'affare e soltanto se andranno in porto... le modalità e le specifiche son da guardarsi in ogni esperienza lavorativa di tutti gli altri cittadini che si fanno il cul. davvero.

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

IO Adotterei altri criteri per il loro stipendi più o meno come quelli dei procacciatori d'affare e soltanto se andranno in porto... le modalità e le specifiche son da guardarsi in ogni esperienza lavorativa di tutti gli altri cittadini che si fanno il cul. davvero.

Cottarelli: “Limite a rinnovo dirigenti per evitare rendite di posizione”

Il commissario alla spending review: "Avere una rotazione effettiva è un principio del buon management". Intanto l'ufficio di presidenza della Camera taglia gli stipendi ai dipendenti: tetto a 240mila euro

Cottarelli, perché non denuncia il numero eccessivo di dirigenti, e la loro incompetenza,nella pubblica amministrazione?non tema di opporsi alle loro iniquità. E tenga conto che anche gli ex , ormai inutili, ci costano molto più di quel che valgono. Grazie se farà un buon lavoro.

Lo stipendio medio di un manager della P.A è di 500.000 euro. Mi spiegate perchè ha un tale stipendio quando nel resto d' Europa sono meno della metà e i risultati non ci sono mai ? L' Italia è il paese di Bengodi e la politica ha contribuito molto con i suoi politicanti a sprecare miliardi di euro per tenere in piedi i loro baracconi e per riempirsi le tasche oltre a gonfiare i loro conti in banca, da generazioni, DC, PC, PSI, FI ecc..ecc Vi siete spolpati e spartiti l ' Italia ora venite a chiedere sacrifici. Siete tutti da processare.I nostri illusionisti continueranno a fare le loro cose come sempre, mi chiedo e ci chiediamo, ma che cosa sanno fare di tanto speciale i manager pubblici per meritare tanti soldi? Piangono sempre miseria e si ritengono svantaggiati, perché non guardano qualche volta in basso anzichè avere lo sguardo fisso verso l'alto.Il limite dei mandati dovrebbe essere normale per evitare incistamenti e troppo potere. I 240.000 euro sono una assurdità in un paese in mutande come il nostro. Poi, avete mai sentito qualcuno di questi "dirigenti" cacciato via per manifesta incapacita? Mai davvero, e dato che non è possibile che siano tutti e sempre dei fuoriclasse, che senso hanno allora cifre del genere?.Queste cose dovevano essere fatte 20 anni fa,con la cosiddetta seconda repubblica, ora che i buoi sono scappati si cerca di far vedere che si cambia,servono decine miliardi non milioni,e lo dico anche agli amici del M5S che la menano con la rinuncia dei rimborsi elettorali,quando il fabricato è in fiamme servono i pompieri,non un secchio di acqua.Tetto ai mandati, tetto alle retribuzioni, Tutto ciò che è pubblico deve avere una parola chiave come stella cometa: LIMITE! Altrimenti politici, manager e varie altre specie stanziali, metteranno in atto tutti i mezzi per non essere sostituiti. Se si predica mobilità, questa deve valere per tutti, nessuno escluso!.Renzi,il lezzo del pantano Istituzionale è ubicato vicino al suo uscio presso il palazzo del potere che occupa.

La burocrazia ha ridotto l'Italia alla fame corresponsabile tutta la partitocrazia da cui prende gli ordini. Ci chiediamo se sia ancora ammissibile parlare di meriti e di stipendi di questa categoria di accattoni responsabili del disastro economico-Istituzionale in cui ci troviamo. Ci vorrebbe una moria per salvarci da questi famelici farabutti abili manipolatori del potere a fini personali. Egregio li butti fuori tutti dai palazzi delle Istituzioni senza preavviso altrimenti si troverà incagliato al potere immenso che rappresentano.La burocrazia in Italia è organica alla massoneria ed ai poteri forti,altrimenti non si spiegherebbero gli stipendi stratosferici e le carriere professionali raggiunte senza meriti. Il potere reale ha bisogno di idioti dediti alla cieca obbedienza e nella burocrazia ve ne sono ad iosa.240.000 €. a dei mentecatti con l'amico o il parente influente?? .Ed i ns. giovani capaci, laureati e con tanta voglia di far bene, o fanno i disoccupati, o fanno le valige!!

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Disoccupazione giovanile al 44,2% ad agosto. Nuovo record negativo nei dati Istat

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

Disoccupazione giovanile al 44,2% ad agosto. Nuovo record negativo nei dati Istat

Nel nostro Paese chi prova a realizzare una idea imprenditoriale, è visto dalla burocrazia come una specie di delinquente che vorrebbe trarre vantaggio dal'ingenuità dei consumatori e imbrogliare le istituzioni, e per questo è continuamente e scrupolosamente controllato e sanzionato da innumerevoli "autorità competenti" che interpretano le decine di migliaia di leggi e norme a loro discrezione, e come se non bastasse potenti corporazioni spesso aiutate dagli stessi "controllori", cercano in tutti i modi di rendergli il lavoro piuttosto difficile, i risultati non possono che essere: disoccupazione, tantissima corruzione, pochissimi benestanti ricchissimi e tantissimi disperati abituati non a pretendere il "diritto" al lavoro ma il "posto di lavoro".Cosa serva? abbattimento tasse sul lavoro e oneri sociali ai fini irap rendere deducibile il costo del lavoro costringere il sistema paese a pagare i clienti al max in 60gg costringere il sistema bancario a dare prestiti alle aziende virtuose rendere veloci le beghe burocratiche per i lavori di ristrutturazione no nuovo cemento ma recupero del cemento esistente incentivare il turismo in modo serio dopo di che publico e privato stesso tipo di contratto.. chi lavora male a casa e amen con buona pace di sindacati e difensori dei fancazzisti.

Be ma questa cosa sorprende solo chi dormiva. E' dagli anni 80, gli anni degli "yuppie" per chi si ricorda il termine, che era evidente che il mercato del lavoro era totalmente effimero. Maastricht non migliorava le cose: una caterva di parametri tutti macroeconomici da rispettare (nessuno politico: della costitusione europea da quanti decenni nessuno sente più parlare?) ma nonostante fossero tutti parametri macroeconomici mancava l' occupazione, che pure era parametro macroeconomico classico anzi classicissimo (da Keynes in poi, ma non solo).
Nessun obbligo di rispettare soglie occupazionali, solo soglie creditizie. Per cui in realtà i parametri di Maastricht non erano economici, si può essere più specifici: erano finanziari.
Dato il disinteresse cosa si pensava di stare costruendo, che basi si si pensava di stare gettando quando fin dall' inizio dichiaratamente della occupazione non gliene importava niente a nessuno?

Tuttavia anche in assenza dei parametri di Maastricht si sarebbe verificato il problema. Maastricht non lo determina, ne è solo un sintomo.
L'economia non può reggere ritmi di crescita infiniti e perpetui, ma certamente non li reggerà senza occupazione. Dovremo abbassare l'asticella delle aspettative. E intanto metterci bene in testa che non è la finanza che fa l'economia, ma l'occupazione che fa e la finanza e l'economia perchè se non produci salari, in banca che ci metti?
L'unica politica macroeconomica sensata è proprio quella che è mancata, quella occupazione-centrica.

Il mercato del lavoro peraltro è intasato a livelli drammatici da nepotismi di ogni genere (consociativistici e non), una vera e propria selezione avversa del talento, fenomeno pervasivo e gravissimo della cui portata e impatto ci accorgeremo, come abbiamo fatto per l'occupazione, solo fra altri 40 anni.

Il mondo del lavoro, è tutto sbagliato. E sì, ne sono responsabili ovviamente anche i sindacati perchè non è che se il mondo del lavoro va così male loro possono tirarsi fuori negando qualsiasi responsabilità.
Non ne verremo fuori mai più, il punto di non ritorno è stato raggiunto, e ogni società (e certo non unicamente quelle "occidentali") basata su corruzione e nepotismo infrange gravemente le dinamiche occupazionali. Ma siccome rispetto alla occupazione qualcosa si è pur disposti a fare, ma nessuno sara mai disposto a fare niente in merito a corruzione e nepotismo perchè ammetterli impica una chiamata di correità troppo diretta, non ne verremo mai più fuori. Il figlio del medico fa il medico quello del notaio il notaio quello dell' imbianchino l'imbianchino e quello dell' ambasciatore il politico. Ma la selezione del talento efficiente in questo contesto come può avvenire? Non avviene. E questo promuove la corruzione, perchè la gente fa il lavoro che gli capita non quello per cui ha passione genuina.

Dobbiamo abbassare le aspettative, e rassegnarci che le prossime generazioni saranno più povere di quelle di 50 anni fa. E più povere di molto. E questo innescherà altra corruzione.

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Fabbriche senza padroni: la risposta operaia alla crisi

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

Fabbriche senza padroni: la risposta operaia alla crisi

Che cos'è un'impresa recuperata dai lavoratori?

Un'impresa recuperata dai lavoratori è un'impresa a gestione collettiva dei lavoratori. Allo stesso tempo, però, con quest'espressione si è soliti riferirsi a un processo, più che a uno stato di cose, a un processo che è in molti casi tuttora in corso di svolgimento. Un'impresa autogestita dai lavoratori deriva infatti generalmente da un'impresa precedente che era un impresa capitalista della quale quei lavoratori erano dipendenti. Fra l'altro, il gruppo dei lavoratori non necessariamente rimane lo stesso nel corso di questa trasformazione. Molte imprese recuperate sono occupate, ma non tutte lo sono per forza. La maggior parte di esse, inoltre, si trasformano in cooperative dei lavoratori ma, anche qui, non stiamo parlando di una regola che non ammette eccezioni, dal momento che esistono Ert che non si sono costituite in cooperativa.

Come si è arrivati al movimento delle imprese recuperate dai lavoratori in Argentina e in che modo esso si è sviluppato a partire dai drammatici eventi che il paese ha vissuto alla fine del 2001?

In realtà, in Argentina esistevano delle imprese recuperate dai lavoratori anche primadella crisi del dicembre 2001. Ce n'erano già alcune che si erano formate, in condizioni difficilissime, negli anni dell'egemonia assoluta del menemismo e del neoliberismo. La crisi del 2001 ha più che altro fatto da moltiplicatore di casi di questo tipo, oltre a dare il là a tutta una serie di manifestazioni di solidarietà attorno alle imprese recuperate che hanno cominciato a far parlare di “movimento” delle imprese recuperate stesse. La grande differenza fra l'Argentina e altri paesi, infatti, non consiste nella presenza o meno di imprese recuperate dai lavoratori ma nel fatto che in Argentina queste sono state all'origine di un vero e proprio movimento. Non saprei dire quanto esso sia stato forte ed efficace, ma di sicuro è stato molto visibile, molto capace di esercitare una pressione anche sul potere politico soprattutto nei primi anni, e cioè nel 2002, 2003 e 2004. Quando poi la situazione economica del paese si è stabilizzata, nel movimento sono comparse delle divisioni, delle fratture, per cui oggi non c'è un solo movimento ma varie organizzazioni che includono imprese recuperate. Di fatto si tratta per lo più di divisioni fra dirigenti politici, che coinvolgono meno la base dei lavoratori, eppure sono presenti. Va anche detto che, nonostante questa frammentazione, il movimento è cresciuto molto e ci sono oggi molte più imprese recuperate e gestite dai lavoratori di un tempo.

Che ruolo ha svolto nel movimento delle imprese recuperate argentine la solidarietà sociale che si è creata intorno ad esse? Mi riferisco soprattutto al rapporto con la comunità e con il quartiere circostanti, ma anche a quello con altri movimenti sociali e, perché no, con i consumatori, visto che un'impresa vive solo se c'è qualcuno che ne compra i prodotti...

Questo è un aspetto fondamentale, perché nessuna impresa è stata “recuperata” dai soli lavoratori. Un ruolo importantissimo ai fini del recupero e della messa in produzione è stato sempre svolto dalla solidarietà sociale e dalle mobilitazioni che si sono create attorno all'impresa stessa. Nel 2001 questo era molto evidente: ad interagire con le Ert c'erano le assemblee popolari di quartiere, il movimento dei piqueteros, il movimento studentesco eccetera. C'era un ampio movimento di solidarietà che ha avuto un ruolo imprescindibile nel far vivere alcune esperienze. I casi più famosi sono quelli della Zanon e della Chilavert ma lo stesso è successo in molte altre circostanze. Col passare del tempo, e col mutare della situazione del paese, tutto ciò è un po' cambiato. Oggi c'è più solidarietà, ad esempio, tra imprese recuperate, e più solidarietà verso quest'ultime da parte di altri tipi di movimenti comunitari, in alcuni casi anche da parte del potere politico e da parte dei sindacati, che inizialmente non vedevano di buon occhio il fenomeno.

Tuttavia, questo è solo un lato della questione. L'altra faccia della medaglia è data da una situazione odierna nella quale i lavoratori di una fabbrica recuperata sono in grado spesso non solo di ricevere solidarietà ma anche di darla. Negli ultimi anni si sono andate formando delle attività di solidarietà che partono dalla fabbrica e che rappresentano in qualche modo un'evoluzione della solidarietà ricevuta precedentemente dalla comunità. È così che, nello spazio fisico dell'impresa, vengono create iniziative, ad esempio centri culturali, scuole popolari eccetera, che non rispondono a un logica di razionalità economica, che non servono cioè a creare reddito per i lavoratori dell'impresa, ma che vengono comunque considerate da quest'ultimi come una parte essenziale dell'impresa recuperata. Per quanto riguarda invece il ruolo dei consumatori, la questione è un po' diversa perché, in generale, le imprese recuperate non producono per la vendita al dettaglio ma per il consumo intermedio, cioè per la distribuzione, anche se esistono esempi isolati in cui si fa vendita al dettaglio e anche in questo caso si è instaurato un rapporto di solidarietà con chi compra per far vivere l'impresa.

Un altro aspetto importante è quello della forma che assume la proprietà dell'impresa gestita dai lavoratori. Storicamente si danno vari esempi: cooperative (la cui esistenza isolata nel mercato capitalistico pone com'è noto dei problemi), imprese che lottano per essere nazionalizzate mantenendo però il controllo operaio sulla produzione, semplici imprese “di Stato” eccetera...

In realtà il tema della proprietà non passa per la forma cooperativa. La cooperativa è una forma legale che viene adottata per consentire all'impresa di essere un soggetto che ha un suo status giuridico nei confronti dello Stato. Il problema della proprietà, invece, nasce dal fatto che la maggior parte delle imprese recuperate dai lavoratori erano anteriormente imprese in fallimento ma proprietà di alcuni capitalisti, per cui c'è un procedimento legale in corso per stabilire di chi sia la proprietà che, di fatto, è soggetta a disputa. La cooperativa dei lavoratori spesso non ha ancora ereditato la proprietà, perché in genere questa è oggetto di una battaglia legale e c'è in corso una mobilitazione per l'espropriazione, ovvero una campagna di pressione affinché il Congresso espropri l'impresa per ragioni di utilità pubblica e la dia ai lavoratori stessi. Ma si tratta di un processo che, nella maggior parte dei casi, è lungo ed è tuttora in corso, per cui la proprietà delle imprese recuperate è spesso in una situazione di ambiguità giuridica: i lavoratori spesso hanno il controllo dell'azienda, la usano, ma non ne sono ufficialmente proprietari.

Il tema della proprietà è separato da quello del rapporto fra cooperativa e mercato. È vero che se la cooperativa detiene la proprietà ha anche accesso a linee di credito che altrimenti non ha; d'altro lato, se la cooperativa non detiene la proprietà, è in uno stato di precarietà giuridica permanente. Ma il problema del rapporto fra cooperativa e mercato è un altro problema.

Qual è il senso dello slogan “occupare, resistere, produrre”?

Si tratta di uno slogan che in realtà il movimento delle imprese recuperate ha ripreso dal movimento dei sem terrabrasiliani. La sua virtù sta nel fatto che riesce a sintetizzare il momento iniziale del processo di recupero: prima l'occupazione, per evitare che vengano portate via le macchine, per evitare che il luogo di lavoro cessi di fatto di esistere; poi la fase di resistenza, perché molto probabilmente dopo l'occupazione ci sarà un tentativo di sgombero, un tentativo repressivo da parte della polizia; e poi infine, per far vincere veramente la resistenza, si tratta di far funzionare l'impresa, di produrre e di dimostrare che produrre si può anche senza il padrone. Si tratta di tre momenti successivi, che tuttavia si possono dare anche simultaneamente: ci sono diverse imprese recuperate in cui si è occupato lo stabilimento cominciando subito a produrre e allo stesso tempo tentando di resistere. Nella realtà, quindi, i tre momenti possono essere separati o congiunti, dipende dalle circostanze.

Che rapporto intrattiene il movimento delle imprese recuperate dai lavoratori con il sindacato?

Il problema del sindacato rispetto al movimento delle Ert consiste nel suo percepirsi tradizionalmente come l'organizzazione che rappresenta i lavoratori contro i padroni, o comunque come un'istituzione che svolge un ruolo di intermediazione. Tuttavia, qui il padrone non c'è... Senza il padrone, il sindacato tradizionale perde interesse a una situazione in cui sembra superfluo. Anche per questo alcuni sindacati, inizialmente, si sono opposti alle imprese recuperate. Ce ne sono poi stati anche altri che hanno invece capito meglio la situazione e hanno cercato di integrare – e allo stesso tempo di contenere – i lavoratori all'interno delle rispettive organizzazioni, riconoscendo contemporaneamente di aver a che fare con cooperative senza padrone. Ad ogni modo, si tratta di una relazione conflittuale, perché le imprese recuperate mettono in discussione molte cose, e una di queste è proprio il sindacato.

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Fondi europei, il grande spreco dell’Italia

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

Fondi europei, il grande spreco dell’Italia


Il Presidente eletto della prossima Commissione Europa, Juncker, ha annunciato un ambizioso piano di intervento da 300 miliardi di euro in tre anni per rafforzare la competitività dell’Unione e stimolare gli investimenti per lavoro, crescita, occupazione. Un progetto importante, del quale si conosceranno le linee guida nei primi tre mesi delgoverno Juncker, e che sarà realizzato attraverso la Bei, Banca Europea degli Investimenti, e probabilmente con il Meccanismo Europeo di Stabilità.

Il piano Juncker andrà ad aggiungere risorse a quelle già previste dagli strumenti classici, quali i fondi strutturali nelle loro diverse coniugazioni. La misura, quindi, dovrebbe avere un effetto concreto e d’immediato impulso per quelle aree in sofferenza economica e sociale come il Sud di Italia.

Il problema però nasce quando ci si sofferma a riflettere sul come i nostri amministratori potrebbero gestire i fondi, qualora, malauguratamente, essi dovessero essere affidati all’amministrazione e al management nazionali. La speranza è che il meccanismo preveda invece una coordinazione centralizzata della Commissione con la Bei e con gli altri organi preposti.

Perché è desolante leggere che dei 28 miliardi di euro stanziati da Bruxelles per l’Italia, per il periodo 2007-2013 per la realizzazione degli obiettivi di occupazione, competitività ed eliminazione del divario sociale, sono stati spesi appena la metà, e che quindi 14 miliardi e 390 milioni di euro non sono stati finora neanche impegnati dalle autorità italiane competenti.

Se tali fondi, pari a circa l’1% del PIL italiano del 2013, non saranno utilizzati entro il 31 dicembre 2015, l’Unione Europea non sarà più vincolata ad erogarli per il periodo 2014-2020 e potrebbe in ogni caso rivedere le stime delle somme necessarie all’Italia per le manovre strutturali fondamentali quali appunto investimenti, occupazione, infrastrutture e altro. Lo rivela uno studio Eurispes, che ha comunicato i risultati allarmanti sull’impiego dei fondi nel nostro Paese.

L’Italia, quindi, fa fatica a spendere i fondi europei mentre il paese langue e il Sud della penisola arranca in uno stato economico e sociale pauroso. Le regioni meridionali, alle quali sono destinate la maggior parte di quei fondi, non hanno saputo spenderli, semplice, chiaro e netto.

Del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr), è stato utilizzato soltanto il 42,78%; del Fondo Sociale Europeo (Fse) soltanto il 59,53%. Eppure le necessità erano tante, impellenti, urgenti, sotto gli occhi di politici, amministratori di ogni livello e appartenenza politica.

Un fatto che lascia allibiti, se si considera la fame di risorse che ha il Sud d’Italia e l’impellenza di riportare a galla intere città e regioni e farle uscire dalla strettoia della disoccupazione e del disagio sociale. La cattiva gestione italiana dei fondi europei era stata in realtà già segnalata nel 2012 dal Commissario alle politiche regionali Johannes Hahn.

Con questi fondi, al Sud si sarebbe potuta realizzare una rivoluzione economica copernicana. Università, centri di ricerca, ospedali, infrastrutture, iniziative produttive di ogni genere. A Taranto, si sarebbe potuto investire in nuovi settori alternativi alle monocolture dell’acciaio e del petrolio, oltre che nelle urgenze quali le strutture sanitarie importanti per la cura delle patologie generate dall’inquinamento industriale. Quando in un paese, in una regione, si incide sull’assetto strutturale profondo, si creano le condizioni per cambiare volto alla società. I fondi di coesione sociale e di sviluppo regionale europei erano e continuano ad essere un serbatoio ricchissimo al quale attingere, per far uscire dal cono d’ombra di una crisi profonda soprattutto gli italiani del Sud.

Ma lo stacco incredibile tra amministrazione che gestisce i progetti e operatori che potrebbero richiederne l’utilizzo condanna i cittadini e ipoteca il loro futuro. L’incapacità da parte della classe dirigente del Paese ad elaborare visioni e realizzare piani di ampio respiro rappresenta il fallimento di un intero sistema, in cui nepotismo e clientelismo sono diventanti strumenti attraverso i quali scegliere e formare i dirigenti e i politici che governano. Ci troviamo oggi con rappresentanti inetti, corrotti, impreparati, alla meglio confusi e con una classe formata alla scuola del compromesso e del laissez faire, responsabile di aver allargato il divario che esiste tra il Paese e altre realtà europee, tra il Paese ed il futuro.

A Taranto, con i 14 miliardi di fondi europei o anche con una parte di essi, se ci fosse stato un Sindaco o un Presidente di Regione talmente arditi da presentare progetti per quella somma inutilizzata e tuttavia disponibile, forse si sarebbe potuti uscire dall’eterno ricatto Ilva/no Ilva e scegliere delle alternative.

I fondi europei, coniugati con una visione politica nuova, rinnovata, diversa, potrebbero generare incredibili opportunità proprio nel Sud, trasformando Regioni come la Puglia, la Calabria, la Basilicata in laboratori economico-sociali a cielo aperto e liberando le stesse dalla schiavitù verso gruppi petroliferi e siderurgici che continueranno sempre ad avere vita facile, fino a quando costituiranno le uniche alternative per l’economia di regioni povere.

Parte dei fondi non spesi, alla luce della Risoluzione del Parlamento Europeo del 21 maggio 2013 sulle strategie regionali per le aree industriali in declino dell’Unione Europea, rappresenterebbero garanzia di attuazione del “piano di azione” per Taranto, che abbiamo illustrato al Presidente del Parlamento Europeo qualche settimana fa. Essi potrebbero costituire l’input di un cambiamento strategico generale, che darebbe sostegno al processo per la riconversione di un’area industriale in decadenza come quella di Taranto. Che questa spinta alla concretizzazione del piano venga direttamente dalle istituzioni europee, perché tra Taranto e l’Europa c’è purtroppo di mezzo la politica italiana, c’è di mezzo un Governo ed una Regione che sembrano non saper immaginare un futuro diverso per la città.

Abbiamo immaginato le alternative per far ripartire Taranto e con essa Brindisi, Reggio Calabria, Potenza, Cosenza, Messina, Caserta, Isernia.

Taranto, laboratorio perfetto, simbolo del fallimento della vecchia politica, simbolo di rinascita.

Taranto, ancora una volta, emblema della sfida che l’Europa dovrà affrontare su temi quali la coesione sociale, la lotta alla povertà e al degrado, la partecipazione democratica di tutte le regioni alla vita dell’Unione, il rilancio dell’occupazione e il rafforzamento del mercato interno.

Il Sud ha diritto ad un futuro nuovo. L’Europa può costituire il grimaldello per scardinare legami e vincoli retaggio del passato finalizzati a mantenere lo status quo.

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Non salvate il compagno Bertinotti e neppure il suo staff!

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

Non salvate il compagno Bertinotti e neppure il suo staff!

Camera, corsa contro il tempo per salvare lo staff di Fausto Bertinotti presidente

Il Collegio dei Questori ha proposto di mettere a disposizione dei gruppi parlamentari i sei dipendenti dell'ex terza carica dello Stato. Come? Inserendoli nell'Allegato B. Che doveva essere chiuso e man mano abbandonato e invece è stato riaperto

Leggendo quet'articolo semlice più esaustivo dei tanti dibattiti politici e delle troppe promesse fatte da chi ci governa come da chi dissente, una cosa è evidente: tutto cambia, in questo paese, perchè nulla cambi..io aggiungerei soprattutto per i soliti privilegiati per la quale l'esistenza o meno dell'art.18 gli è deltutto indifferente, infondo basta conoscere le persone giuste...E intanto noi comuni mortali scanniamoci pure sull'art.18, sul berlusconismo, sulla sinistra ecc...ecc...Mantenere lo staff di un mantenuto , parolaio e salottiero di sinistra che verrà ricordato solo per aver fatto cadere il governo Prodi e aver spianato la strada al regime di Berlusconi aprendo ad un ventennio che ha messo in ginocchio l'Italia? Quelli andrebbero mandati via a calci nel sedere come l'inutile capo a cui rendevano i loro servigi; un esercito di parassiti come ce ne sono a sinistra e a destra nel Parlamento e che continuano a vivere sulle spalle di un paese che sta disgregandosi inseguendo problemi inutili come l'art. 18.

Credo proprio che In Italia i nostri cari politici non hanno ancora digerito il concetto che la politica non deve essere nè un ufficio nè un area di collocamento SPECIALE e che una volta scaduto il mandato (parlo di quello effettivo.... ovvero di quello ricevuto dai cittadini e non dai partiti come succede oggi in questo Paese grazie alle leggi fatte dai soliti "furbacchioni") ognuno si dovrebbe guadagnare da vivere cercandosi un suo lavoro.
Perché ancora ci deve essere in Italia gente speciale ?
e perché deve esistere oltretutto nella politica a spese del contribuente ?

Ogni tanto veniamo a sapere qualcosa di incredibile! Dieci anni dopo la carica di presidente della Camera si ha diritto a un ufficio di segreteria con sei dipendenti a disposizione! Sei dipendenti!!! Si potrebbe conoscere qual'è stata l'attività di questa segreteria in questi dieci anni? A favore di chi?
Inoltre c'è da considerare che questa segreteria ce l'hanno ancora Irene Pivetti, Luciano Violante, Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini e ce l'avrà per altri dieci anni l'attuale Laura Boldrini. Buona spesa.

Situazione a dir poco kafkiana...Probabilmente non abbiamo la minima idea di quello che avviene nei meandri dei palazzi del potere...a volte pensiamo che questo o quel personaggio sia finalmente sparito dalla scena politica in quanto non se ne sente piu' parlare o perche' non lo si vede piu' nei talk show televisivi ma poi scopriamo che e' ancora li' in questa o quella commissione, in questa o quella sottocommissione...oppure, come Mastella, nel parlamento europeo....
Il festino continua....

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Uber sotto assedio: tassatori e tassinari

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

Uber sotto assedio: tassatori e tassinari

Quale sarebbe la colpa di chi partecipa in questa nuova avventura della Uber e che meriterebbe simili aggressioni? La colpa non è quella di truffare il prossimo, non è nemmeno quella di attentare alla sicurezza di chi riceve il servizio. La colpa sarebbe quella di aver proposto un nuovo e più efficiente modo di trasportare le persone, liberamente da un luogo ad un altro e di farlo meglio rispetto a chi ha una licenza di stato per trasportare le persone.Che paese civile è il nostro! Costituito da uno stato che punisce chi fa innovazione e una classe mafiosa di cittadini che difende i propri privilegi arrivando anche alle mani!.Aggiungo anche: il mestiere di tassista è a bassa professionalità e basso investimento; ciò significa che moltissimi soggetti potrebbero dedicarvisi. Questo il motivo dell'ostinazione della corporazione nel creare barriere fittizie all'entrata di competitori.Certo che, se in tanti anni una piccola lobby l'ha fatta franca, c'è poco da sperare per battaglie molto più impegnative.Aggiungo qualcos'altro. Una licenza non è una proprietà privata; quando scade viene riconsegnata all'ente che l'ha rilasciata. In Italia invece le amministrazioni comunali hanno lasciato che le licenze fossero oggetto di libero (e caro) mercato. Dunque anche le amministrazioni sono responsabili oltre al neo-tassinaro che al momento di "acquistare" la licenza doveva essere consapevole che ciò era pratica anomala, dunque accettandone il rischio.E' la solita storia della guerra fra poveri scatenata dallo stato ladro e fallito che dopo aver rubato, fingendo di regalare e proteggere, non può che agire illegittimamente violando le libertà altrui per mantenere lo status quo creato artificialmente. I tassisti, verso cui non ho alcuna antipatia, salvo che per i violenti, dovrebbero prendersela con se stessi per aver accettato ( ma faceva comodo?) un mercato drogato e ultra tutelato....quando si lamentano delle tasse ( che pare molti tassisti evadano e fanno non bene, BENISSIMO), costo della benzina incluso, dovrebbero pensare che la loro categoria contribuisce a questo sistema e vi partecipa per mezzo di rappresentanti, spesso prezzolati, che hanno usato la forza di una lobby non per difenderne l'autonomia, cosa legittima, ma per imporne, attraverso la statalizzazione della professione, un potere di contrattazione fasullo, perchè proprio licenze e lo stato che le controlla, gli hanno resi schiavi. Vendere l'anima al diavolo ha sempre un prezzo...e prima o poi il conto va pagato.Se in Italia non siamo capaci di imporre qualcosa ad una lobby come quella dei taxisti (i taxisti!!!!), figuratevi se un parlamento pieno di avvocati muoverà un dito per ridurre il numero e la durata delle cause civili.

L'origine di tutti i problemi italiani: la mancanza nel nostro popolo di una mentalità diffusa di stampo moderno e liberale. Spero che dopo l'abolizione dell'articolo 18 venga finalmente l'ora delle liberalizzazioni e della guerra all'evasione fiscale, anche se ci credo poco. Per il momento guardo con atteggiamento divertito, ma a tratti anche rattristato, quelle commedie all'italiana in cui si cerca di fermare il progresso perché non si vuole alzare il deretano e mettersi a lavorare per migliorare il proprio futuro.Il problema e' che gli Italiani sono culturalmente allergici alla libera concorrenza e alla meritocrazia. La vicenda dei tassinari e' solo un esempio incredibile e ridicolo di tale allergia, che si manifesta pero' in tutti i campi economici. Il declino italiano e' purtroppo l'effetto inevitabile di quell'atteggiamento culturale,è molto scorretto anche non ricordare che le centinaia di corporazioni che ci sono in Italia danneggiano i consumatori, che hanno diritto a scegliersi la prestazione per loro più conveniente senza essere strozzati da chi non ha mai seriamente e con impegno lavorato in vita sua, oltre che ad impedire la giusta mobilità sociale che dovrebbe essere naturale in ogni società democratica. Altro che complotti pluto-giudo-masso-e chi più ne ha più ne metta di poteri occulti intergalattici e altre cavolate del genere. Le uniche vere lobby che operano in Italia sono le corporazioni e gli ordini professionali, che dovrebbe solo essere aboliti, come già fatto in gran parte del mondo civile.

Gli unici che devono prender coscienza del loro fallimento sono i parassiti appartenenti al ceto politico-burocratico italiano, che per mantenere i loro immensi privilegi hanno portato la tassazione a livelli sovietici, il debito pubblico a livelli stellari, la burocrazia a livelli infernali. Quando l'Italia fallirà, sapremo perfettamente i nomi e i cognomi dei responsabili.

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Complimenti... se rubo una mela mi danno di più... MA dai vergogna... grazie a questa pena i "facoltosi e porci" se la rideranno.

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

Complimenti... se rubo una mela mi danno di più... MA dai vergogna... grazie a questa pena i "facoltosi e porci" se la rideranno.

Baby prostitute Parioli: via libera dei pm al patteggiamento di 4 clienti

Un anno di reclusione, con sospensione condizionale, ed oltre mille euro di multa: questa la pena concordata con la Procura. I quattro sono accusati di prostituzione minorile. Proseguono gli accertamenti dei pm sugli altri indagati, tra i quali ci sono Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini, e Nicola Bruno, figlio del parlamentare di Forza Italia

La nostra è una giustizia terribile solo quando indaga, utilizza il carcere preventivo, sbatte i presunti colpevoli sulle prime pagine. Poi quando ti condannano è una pacchia. Il Cav passa a salutare i vecchietti una volta alla settimana, questi pagano il corrispettivo di una serata con minorenni, a quello che ha fatto fuori un bar con la macchina avevano ridato la patente dopo un incidente mortale. E' paese cattolico, grande indignazione morale e nessuna responsabilità individuale.Nel nostro Ordinamento giuridico i processi sono disciplinati da due diversi criteri,a seconda che si tratti di processi civili o processi penali. Per quelli civili si applica il principio "iuxta probata et alligata" ,per quelli penali,invece,vige il principio del "libero convincimento" del giudice,che ha un AMPIO POTERE DISCREZIONALE".Ecco,quì sta il "guasto" del nostro sistema giudiziario. A mio avviso bisogna ridurre di molto questo "potere discrezionale" che,soprattutto in questi ultimi tempi, i giudici hanno dimostrato di mal utilizzare. Bisogna,sempre a mio giudizio,creare nuove norme che "obblighino",in costanza di particolari elementi", ad applicare una determinata norma,senza alcun potere di giudizio "discrezionale".Mi duole constatare,di solito,un ECCESSIVO BUONISMO da parte dei magistrati,sia requirenti che giudicanti,da un po di tempo a questa parte.Ma mi chiedo pure? se questi signori hanno figlie o nipoti, se si rendono conto dell'assoluta assenza di rispetto verso queste ragazzine, che vedendo impuniti i loro "sfruttatori" non capiranno e si sentiranno ancora piu' umiliate. Per questi comportamenti ci vorrebbero pene severissime!!! L'ha capito perfino la chiesa...e' realmente una vergogna.

ORA più che deprecare le condanne dei Giudici, che si limitano ad applicare la legge, la cui pena è stabilita dal codice modificato ed aggiornato dai politici che NOI eleggiamo, mi concentrerei sulla possibilità di linciare sta gente a livello morale, etico... dove lavorano questi ? Chi sono? Hanno delle mogli, dei figli?... facciamo una riflessione su questo. Bolliamoli. Condanniamoli noi come società. Tanto sta storia che per pagare le pene di un crimine si finisce in galera, s'è capito che è preistoria.

La vita rovinata di una ragazzina vale mille euro e un anno patteggiato; il condono esteso anche agli sfruttatori di bambine. Ricordiamocelo quando torneremo, se ci torneremo, a votare, ricordiamo che la politica di questo paese quantifica in mille euro il futuro sgretolato di ragazzine plagiate e costrette a buttarsi via con l'induzione e la seduzione, col miraggio dei soldi facili.La prostituzione in età adulta è un dramma culturale, è aver reso un'attività normale perché conviene ad entrambe le parti, chi esercita e chi paga per avere quello che si potrebbe avere anche gratis.
Ma quella minorile è sempre violenza, un uomo adulto che approfitta del suo ruolo, della potenza del denaro per comprarsi i favori di ragazzine incoscienti e che per nulla, per nulla sanno quel che fanno altrimenti non lo farebbero, è un criminale.

L'evoluzione umana, la civiltà passano anche per saper modificare quelle abitudini che forse un tempo erano quasi necessarie. Oggi nessuna donna si prostituisce per bisogno, nella società cosiddetta civile. Lo fanno perché è un'attività che rende col minimo impegno. Niente a che fare con le donne che si prostituivano in tempo di guerra per mettere un piatto di minestra davanti ai figli. E non mi sento per nulla moralista quando dico che se una segretaria, la commessa, la parrucchiera guadagnassero quanto la prostituta, andrebbero a fare tutte il mestiere e la professione. Perché prostituirsi non è per niente un lavoro come un altro, ce l'hanno fatto diventare per luogo comune finché la gente non ha creduto che vendere una competenza, la fatica delle braccia fosse uguale a vendere un tanto al chilo la prestazione sessuale.

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Direzione PD D'alema e Bersani d'accordo adesso possiamo dormire tranquilli . Finalmente la sinistra ha due leader nuovi e vincenti. Era ora che si vedessero facce nuove , creative, vincenti e simpatiche. Ci mancavano davvero.....un sacco

30 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

Direzione PD D'alema e Bersani d'accordo adesso possiamo dormire tranquilli . Finalmente la sinistra ha due leader nuovi e vincenti. Era ora che si vedessero facce nuove , creative, vincenti e simpatiche. Ci mancavano davvero.....un sacco

Art. 18, Renzi spacca la minoranza Pd"Li ho spianati,operazione riuscita".Il premier esulta dopo il voto in direzione. La partita si sposta a Palazzo Madama, dove i dissidenti potrebbero far mancare i voti. Con il pericolo di elezioni anticipate. Ma anche di perdere la poltrona.

Onestamente mi faccio una domanda.
Bersani è stato ministro più volte (indimenticabile la storica calata di braghe con i tassisti e i farmacisti davanti alle pretese e finte liberalizzazioni tanto lenzuolate !!!) e segretario del PD vincendo le primarie; è in politica da molti anni ma alla fine ha preso uno sganassone storico non riuscendo a sconfiggere realmente il (finto) odiato nemico che pure era in ginocchio alle ultime elezioni politiche grazie alla peggiore campagna elettorale di sempre.Per incorniciare la sua carriera politica si è rivolto piagnucolando indecorosamente al M5S non avendo neanche il coraggio di proporgli un governo insieme, ben sapendo che il suo sponsor unico D'Alema era già pronto alle larghe intese garantite da Marini (vecchi e fidato amico) come PdR tanto che alla fine si è dovuto mestamente mettere da parte.Ora mi domando: ma quando un uomo politico prende coscienza di essere al tramonto della propria carriera politica e decide di mettersi onorevolmente da parte ?? evidentemente l'attaccamento alla poltrona è una malattia che investe tutti, tanto a destra quanto a sinistra e non risparmia il decoro personale di nessuno.Che tristezza !!

Dalla vostra descrizione di Renzi, traggo la conclusione che il Segretario del PD, nonché PdCM è un extraterrestre, insomma non è dei nostri, anzi no è proprio degli altri(sic!!) e chiedete a Bersani di mettersi alla testa di una scissione per rinverdire i fasti del "sol de l'avvenir", io non vi conosco e posto in riferimento a cosa avete scritto e detto, la sostanza è siccome il mondo è brutto sporco e cattivo, ritiriamoci in buon ordine, costruiamo qualcosa a nostra immagine e somiglianza e se gli italiani, ci lasciano in minoranza perenne che si " fottano" ( scusa il francesismo, ma è per rendere meglio l'idea). Vi informo che Lenin non cacciò i mosceviti ( minoranza) fino a quando questi non divennero minoranza, e voi dalla minoranza vorreste cacciare la maggioranza, che film avete visto? Io capisco tutto, la difficoltà a rapportarsi con il mondo che cambia, la difficoltà a vivere la quotidianità, la difficoltà di interpretare i nuovi valori, esempio: è di sinistra manifestare e combattere per un'aria pulita? ripeto capisco tutto, ma quello che non capirò mai è " siccome è un gioco che non conosco fa schifo" forse, dico forse, è scaduto il vostro tempo di comprendere, perciò se proprio dovete, delegate qualcuno in vostra rappresentanza.

D'Alema, Bersani, Damiano...ma basta con queste vecchie baldracche da bordello che si spacciano per verginelle...sono 20 anni che stanno sulla scena e se stiamo con le pezze al .....sono i maggiori responsabili...fuori, il vostro tempo è finito!

Finita la Direzione: 130 per Renzi (80,6%), 20 per Bersani, D'Alema, Civati, D'Attorre (12,4%), 11 astenuti (Speranza, Cuperlo?). La cena dei veleni di Baffino ha partorito un topolino. Le cose sono solo due: o la Direzione Centrale è un luogo di frivolo trastullo, una sinecura vociante, oppure un Segretario, la cui relazione/proposta viene approvata dal 80,6% della Direzione, è pienamente legittimato a svolgere il suo mandato. Poiché nessuno ha tappato la bocca e la presenza al restante 20%, se questo fa piedino coi sindacati, con De Bortoli, con Grillo o con ... Scanzi , siamo in presenza, non di una legittima necessaria minoranza, ma di squallidi sabotatori interni. Una proposta: perché non fate come Gianfranco e Angelino?

Forza Bersani, forza D'Alema. Consumate lo strappo. Andatevene se volete. Ci fate solo un piacere. E non dimenticatevi Civati e tutti i vostri amici mi raccomando. Non siete stanchi di battaglie perse? 20 anni di "nostre" sconfitte mentre per voi invece era sempre festa.

Mi piacerebbe da morire vedere nascere da una scissione un nuovo partito di sinistra fatto da Bersani, D'Alema, Cuperlo, Marini, Chiti, Bindi, Fassina, Civati...... chissà che successone elettorale !!!.

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Prima bocciatura di Diego della Valle dall'estero dopo la sua disponibilità a "scendere" in politica: gli analisti della banca Santander bocciano le Tod's!

29 Settembre 2014 , Scritto da bezzifer

Prima bocciatura di Diego della Valle dall'estero dopo la sua disponibilità a "scendere" in politica: gli analisti della banca Santander bocciano le Tod's!

Nel paese dove tutti sono CT della nazionale é logico che ognuno si senta capace di fare il presidente del consiglio........nessuno oramai pensa più a far bene il proprio mestiere, tutti si buttano nella politica, tutti vogliono amministrare per il bene del paese ma non c'é nessun Cincinnato nella piazza e infatti tutti i contendenti confondono i loro interessi con quelli del paese. berlusconi é stato il più fulgido esempio e della valle lo vuole seguire.Potrei dire che non è tutto oro ciò che luccica. Ad ogni modo personalmente non ho niente in contrario a che Diego scenda in campo. Certamente giudicheremo dalle proposte che fara, ma ad ogni modo qualche idea uno se la può fare già, almeno sul carattere della persona per quello che fino ad ora a detto e fatto. Ecco, circa quanto ha detto mi ha più volte lasciato spiacevolemente sorpreso per le sue numerose sparate contro gli Agnelli, Marchionne, Le FS ed il suo ex-amminstratore Moretti, ora anche Renzi. Non tanto perché forse non possa avere anche ragione, cosa che comunque per me è tutta da dimostrare, ma per i modi impropri usati che non possono certo essere quelli di un politico. Ci stiamo liberando appena ora da un personaggio ingombrante come Berlusconi, che perlomeno era pur sempre simpatico: non vorrei ritrovarmi con una sua copia peggiore.Sulla riforma del lavoro.No una legge così non è stata fatta ! Ma mi permettete di contraddire la vostra conclusione ovvero che per questo " la sinistra, questo PD, è asservito alla destra ... e inganna il popolo italiano ". Voi continua a cadere vittima della solita favola tanto cara alla "vecchia" sinistra italiana, ma completamente fallace, ingannevole e fuori dalla realtà. Questa favola consiste nel crede al "corno dell'abbondanza" e che quindi per stare tutti bene, con una casa ed un reddito minimo garantito di 1000 euro al mese ( non molto, ma neppure pocchissimo), non è necessario lavorare, ma è sufficiente solo un atto di buona volontà: basta che il governo e la maggioranza del parlamento lo voglia e il sogno si avererà. Ecco vede questa è solo una favola né più né meno come quella di Cenerentola e di Bianca Neve. Più della sinistra oggi questa favola c'è la racconta Grillo, l'ultimo cantastorie ... il nuovo che avanza. Che la cosa sia una favola è presto spiegato con semplici numeri: a fronte di una popolazione di oltre 60 milioni d'individui solo circa 23 milioni sono attivi e meno di 20 a tempo pieno. Per semplicità diciamo che oggi, grosso modo, una persona che lavora ne deve campare già altre 2 oltre se stessa ! Ma se anche ci fossero le risorse, quanto voi proponete di pagare ad un disoccupato è paragonabile allo stipendio di un normale operaio ! Ma chi rimarrebbe a lavorare e perché ?.Ma Renzi... ha fatto molto in pochi mesi, ma tutto viene dimenticato in fretta, in Italia.... : la Riforma del Senato, l'Abolizione delle Province (politiche), l'istituzione delle Aree metropolitane, il taglio dell'Irpef per i bassi redditi , con 1000 euro all'anno in più in busta paga, il divorzio breve, diminuito l'IRAP per le aziende del 10%, 5 miliardi di euro, il taglio dei maxi stipendi ai Manager Pubblici, il taglio dei permessi sindacali, il Decreto 66 Poletti, del lavoro, che ha permesso l'accesso a 120.000 nuovi posti di lavoro.... e adesso sta facendo: la Riforma della scuola, la Riforma della Pubblica Amministrazione, Il Jobs act la Riforma Fiscale, ecc. ecc.....cari Gufi l'attivita' imprenditoriale e' molto diversa da quella politica. Un imprenditore, nel suo piccolo, e' un monarca, prende le decisione, fa, spende. Un politico invece deve sempre mediare, cercare compromessi. E' come se un giocatore di basket passasse a giocare baseball. Michel Jordan, asso dei Chicago Bulls, ci provo', ma deluse. L'unica possibile eccezione, e' se un imprenditore diventa sindaco, come Bloomberg a new York, perche' e' una realta' politica dove il sindaco ha molti poteri.Ma in questa Italia, il cui popolo è , a dir poco violentato, nella politica scende molto spesso gentaglia di ogni specie. Se tutto va bene atttori, cantanti, donne diciamo particolari,ecc ecc.Una delle grandi tragedie è che i posti, gli incarichi, gli impieghi ecc si danno solo per raccomandazione. Nelle banche come si danno i posti???Così siamo rovinati.Tutto ciò che viene fatto è per rubare o per abbagliare il popolo.

In questa Italia, il cui popolo è , a dir poco violentato, nella politica scende molto spesso gentaglia di ogni specie. Se tutto va bene atttori, cantanti, donne diciamo particolari,ecc ecc.Una delle grandi tragedie è che i posti, gli incarichi, gli impieghi ecc si danno solo per raccomandazione. Nelle banche come si danno i posti???Così siamo rovinati.Tutto ciò che viene fatto è per rubare o per abbagliare il popolo.in questa Italia, il cui popolo è , a dir poco violentato, nella politica scende molto spesso gentaglia di ogni specie. Se tutto va bene atttori, cantanti, donne diciamo particolari,ecc ecc.Una delle grandi tragedie è che i posti, gli incarichi, gli impieghi ecc si danno solo per raccomandazione. Nelle banche come si danno i posti???Così siamo rovinati.Tutto ciò che viene fatto è per rubare o per abbagliare il popolo.in questa Italia, il cui popolo è , a dir poco violentato, nella politica scende molto spesso gentaglia di ogni specie. Se tutto va bene atttori, cantanti, donne diciamo particolari,ecc ecc.Una delle grandi tragedie è che i posti, gli incarichi, gli impieghi ecc si danno solo per raccomandazione. Nelle banche come si danno i posti???Così siamo rovinati.Tutto ciò che viene fatto è per rubare o per abbagliare il popolo.in questa Italia, il cui popolo è , a dir poco violentato, nella politica scende molto spesso gentaglia di ogni specie. Se tutto va bene atttori, cantanti, donne diciamo particolari,ecc ecc.Una delle grandi tragedie è che i posti, gli incarichi, gli impieghi ecc si danno solo per raccomandazione. Nelle banche come si danno i posti???Così siamo rovinati.Tutto ciò che viene fatto è per rubare o per abbagliare il popolo.

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