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Blog di bezzifer

L’EURO:Doveva rompersi, ora è troppo forte.

30 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #ECONOMIA

 


L'euro e' forte perché' lo vuole la Germania. Non e' altro che un marco camuffato  La politica dei tassi e della liquidità da immettere nel sistema la decide la Germania tramite la Bce, che e' telecomandata dai tedeschi. Draghi e' infatti più  tedesco dei tedeschi. E la politica che stanno facendo i tedeschi, con l'euro forte, con tassi alti (negli stati uniti hanno il tasso di sconto a 0) e con regola capestro (fiscal compact ecc..) e' quella di deindustrializzare l'italia per favorire la manifattura germanica. (C'e' un accordo tra francia e Germania su questo. Ed e' quello che sta avvenendo e quegli inetti dei politici italiani (Tutti) o non lo capiscono (la maggioranza proprio perché  mediocri ed inetti) o lo sanno (pochi) ma coltivano solo il loro orticello.ORA. Avere una moneta forte normalmente avvantaggia un paese divoratore di materie prime importate. Per quanto riguarda le esportazioni, una grossa percentuale delle nostre è in ambito euro, e quindi l'effetto è neutrale. Per le altre, l'apprezzamento dell'euro può essere contrastato con l'abbattimento dei costi (non della manodopera, che pesa dal 6 all'otto percento del prodotto finito) impropri: costi della burocrazia, tasse e sovrattasse, vincoli bancari troppo stretti. La prova di quanto dico è la Germania, la più grande esportatrice di manufatti fabbricati con manodopera molto più cara della nostra. PERCIÒCredo che più che preoccuparsi perché l’euro è forte, dovremmo considerare perché la nostra economia (italiana, meno per quanto riguarda i paesi più avanzati dell’UE) continui ad essere debole, nonostante le opportunità che una valuta “forte” avrebbe potuto permette: acquisti di materia prima e bene intermedi a prezzi più bassi, spinta e incentivo alla innovazione di processo/prodotto, crescita delle imprese attraverso l’acquisizione di imprese estere, risparmio di interessi su titoli pubblici sottoscritti da investitori esteri, riduzione di costo del finanziamento per imprese che si finanziano sui e/o attraverso mercati internazionali. Questo tutto quello che avremmo potuto sfruttare e fare se operi con una valuta rafforzata, soprattutto se ti confronti con paesi avanzati e industrializzati, sovvertendo quello che per molto tempo è stato un meccanismo (svalutazione competitiva) che più che rafforzato alla fine ha indebolito il sistema economico e produttivo. Comprendo che i vantaggi non possono essere colti con azioni e/o manovre di breve periodo, ma credo che il processo sia stato rimandato per troppo tempo, sostituendo la svalutazione con la disoccupazione per rimanere “competitivi”.Serve avere le idee chiare sulla realtà economica nazionale e mondiale, con le conseguenti misure da intraprendere per uscire dalla Crisi. L'Italia ha le risorse "umane" non solo per uscire dalla Crisi ma persino per ritagliarsi un posto di prima fila nell'economia mondiale: per raggiungere questi risultati bisogna puntare tutto, ..non solo durante le emergenze, sulla competenza e sull'efficienza in ogni "snodo" della vita del Paese.. una vera rivoluzione per la società italiana! Non ci sono alternative a questa rivoluzione(cambiamento politico-culturale), poiché il mondo in pochi anni è totalmente mutato ad una velocità impressionante ed ogni "minuto" che passa continuando in questo nostro masochistico ed asfissiante immobilismo politico e sociale ci costringe a divenire sempre più poveri materialmente e culturalmente, cioè sempre di più un insignificante Paese alla deriva senza ritorno!

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Dalla crisi non si uscirà finché non avremo capito dove andare:La soluzione quindi, come chiunque capisce, non è economica, è politica.

30 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 



 Dalla crisi non si uscirà finché non avremo capito dove andare.Serve un progetto di mondo (si legga: ideologia) e, al momento, questo manca. Ovunque.Il problema principale, a mio parere, è proprio il cercare un esempio da seguire in tutto e per tutto.Non sono le persone che cambiano il futuro, ma le idee che in esse risiedono che fanno la differenza! Purtroppo l'ipocrisia capitalistica della società odierna fa credere ai giovani che un'idea mal sfruttata (ad uso personale) sia inutile, quando invece è proprio la condivisione di esse a determinare il nostro futuro!.Ho visto la fiction su Olivetti, sono andato a leggermi qualcosa su di lui...ho molto ammirato questo personaggio, un vero Grande in tutti i sensi, e sono convinto che ci vorrebbero più imprenditori come lui per risollevare le sorti del nostro paese.Ma oggi gli imprenditori che tanto si lamentano, sarebbero disponibili a mettere in pratica delle idee come quelle di Olivetti sul sociale?,non credo perchè sono interessati esclusivamente al proprio profitto e guadagno, ad arricchirsi anche a scapito del lavoratore, che viene sempre più privato dei diritti anche a causa loro. gli imprenditori di oggi non hanno alcun interesse a far stare bene anche i loro lavoratori, non collegano il benessere del dipendente con quello dell'azienda.A questo punto però rimane aperta una questione, "Che fare?".
Nel '500 l'Italia venne affondata da una pletora di signorotti e dai loro cortigiani ("vil razza dannata" scriveva Francesco Maria Piave), oggi sta accadendo la stessa cosa con una serie di guru, padroni delle ferriere e delle menti e padroni delle tessere che occupano tutti gli spazi di potere e, con i loro accoliti, succhiano tutte le risorse, come gli afidi. Un'arma però i giovani ce l'hanno, anzi ce l'abbiamo, ed è la democrazia rappresentativa della nostra costituzione basata sui partiti. Bisogna sporcarsi le mani, fare politica, iscriversi nei partiti, o farne di nuovi se si è capaci, diventarne maggioranza e fare le scelte giuste. Stare lì a piangere o seguire chimere populistiche non serve a nulla.

 La soluzione quindi, come chiunque capisce, non è economica, è politica.

Purtroppo dagli'attuali "governanti", oramai ridotti a soli figuri, perché ancorati all'unica necessità di salvaguardare solo la loro sopravvivenza, non giunge alcun esempio da seguire. I cittadini sono "ostaggi della paura", anche se  va detto essi non sono sempre giustificabili, avendo contribuito a "salvaguardare" i propri persecutori: votandoli.
Aggiungo, per tornare ai fondamentali, che occorre rispettare quel patto che ci tiene tutti insieme tra diversi che non si ritengono nemici, quel patto sociale per il quale siamo tutti uguali, per il diritto e per la conseguente giustizia ,è necessario quindi e quanto prima, fare Giustizia,prima di pensare di nuovo di condividere una cosa in comune, o alla ricostruzione di questo paese devastato da pochi ricchi delinquenti benedetti da preti altrettanto delinquenti,altrimenti non se ne esce proprio. 
C'è l'esigenza, più che prioritaria, di rivedere a tutto tondo il modo di gestire l'Italia. Serve coraggio, grande coraggio. Ognuno cerchi il proprio e, con esso, sconfigga il timore di cambiare un vecchio modo di pensare, dimostratosi dannoso ... nei fatti.
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L'EQUITA' deve partire da voi della Corte dei Conti , altrimenti è tutto fumo negli occhi , per noi , per VOI non cambia un bel NIENTE ....DATE L'ESEMPIO

30 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #ECONOMIA

 


Il Ministero dell'Economia,quindi il governo letta in primi e La Corte dei Conti ad inizio Luglio hanno relazionato sulla mancata riscossione della maggior parte delle imposte messe a ruolo dal 2000 al 2012.Su 807 MILIARDI NE SONO STATI INCASSATI SOLTANTO 69. Ma,come se nulla fosse successo,hanno continuato a parlare di soluzioni per ridurre il debito basate su nuove tasse e altri tagli ai servizi sociali,il tutto SEMPRE e PRINCIPALMENTE a carico dei ceti medi e popolari,ovvero di lavoratori dipendenti e pensionati.Premesso che la maggior parte delle INGENTI imposte non riscosse è dovuta da POCHI e FACOLTOSI soggetti fiscali,com'è possibile che un Governo degno di tale nome si dimentichi di attuare un provvedimento di emergenza ed uno strutturale per eliminare questo GRAVE fenomeno?.Ma stiamo scherzando? Si tratta di cifre pari a metà PIL,due quinti del Debito,e non si fa nulla?.In italia c'è chi viene condannato per evasione e pensa che ha pagato tante tasse che evadere è giusto.In Cina c'è chi è condannato all'ergastolo per corruzione.In italia c'è chi gli vengono sequestrati 250 milioni di beni e poi patteggia a 25 milioni e due anni di galera che non se li fa grazie all'indulto. Allora caro Saccomanni non sono un economista ma anche un bambino capisce che se in italia si patteggia al 10% allora i corrotti ce ne saranno sempre e lo stato dei 180 miliardi di evasione al max ne recupera il 5%. Se si processano i reati di corruzione per direttissima e entro max un anno si arriva a una condanna e se non paghi fai la fine del cinese.Beh anche un bambino capisce che i corrotti o spariscono o muoiono in galera.... con 180 miliardi e beh caro Saccodanni ti potresti divertire a prendere misure sul lavoro. Ma poi mica i soldi li possiamo togliere a te e ai tuoi amichetti?.Idem con corruzione
l'unico modo per trovare i soldi è mettere in galera a vita chi ruba.... si sa che in italia la sola corruzione ti porta via 60 miliardi di euro  ma secondo me se si processano i reati per corruzione per direttissima e entro max un anno si arriva al terzo grado di giudizio in cui uno se è condannato a pagare tira fuori i soldi e salda il dovuto o fa la fine del cinese.... beh secondo me questi 60 miliardi escono.....I poveri aumentano perché regna ingiustizia inciviltà e regresso! In realtà lo Stato intero a cominciare dalla politica non sono all'altezza del loro dovere! .Bisogna ricuperare i soldi portati all'estero dalle mafie nazionali, internazionali e degli immigrati, dal terrorismo sopratutto islamico e sue reti di crimine organizzato, ma anche da chi ha guadagnato e guadagna molto o moltissimo dissanguando l’Italia! Bisogna lanciare Lavoro Per Tutti! Bisogna risanare e ricostruire il paese intero e combattere la povertà, le malattie eccetera! Bisogna rispettare e difendere la legge fondamentale : Dignità umana è inviolabile! Ma la corruzione si nasconde dappertutto ed è più facile che un cammello attraversa la cruna di un ago! O Patria mia, che di catene hai carche ambe le braccia, senza l’Elmo di Sci pio china la testa! Se io fossi il Capo dello Stato, Pro Patria Semper!.

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Decadenza B:Facciamo il punto della discussione e vediamo di capirci.

30 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 


Facciamo il punto della discussione e vediamo di capirci. “Sovrano” propriamente detto è, secondo la definizione di Schmitt, basata sull’esistenza del conflitto insanabile tra “auctoritas” e “potestas”, colui che decide lo “stato d’eccezione” cioè la possibilità di violare le regole o di instaurarne di nuove, violando la cosiddetta “legalità democratica”, quella cioè definita e sancita dalla Costituzione. La giustificazione principale che il Sovrano adduce ai suoi sudditi è che tale pratica gli è imposta da uno stato di necessità, altrimenti detto “emergenza”. L’emergenza è in effetti il combustibile che fa girare il motore dello stato d’eccezione. Quello che detta la Costituzione, e cioè che la sovranità appartiene al popolo, è una solenne turlupinatura. Il popolo infatti per cambiare le regole deve passare attraverso i suoi rappresentanti in parlamento. Se i rappresentanti in parlamento appoggiano il sovrano “pro tempore”, il popolo non conta una beata mazza almeno fino alle successive elezioni.
Quando un sovrano pro tempore rispetta le regole, si sottopone alla legge ed al giudizio della pubblica opinione, e se colto in fallo si dimette o viene liquidato con procedura prevista dalla Costituzione, non è un sovrano, è un semplice governante. Per la buona ragione che il vero sovrano, essendo al di sopra e non al di sotto delle regole, non si dimette e non si fa dimettere. Questo nel nostro ordinamento è possibile: è possibile cioè volgere democraticamente leggi, sentenze, e persino elezioni a proprio favore, per impedire di essere liquidato.
Questo è propriamente quello che è successo in Italia negli ultimi vent’anni. Il fenomeno Berlusconi non è l’unico esempio nella storia d’Italia di sovranità “out of the rules”, come direbbe Chomsky (al quale peraltro dobbiamo le 10 regole auree per il controllo sociale mediante la mistificazione della realtà). Anche Craxi lo è stato, e lo è stato per 40 anni un intero partito, la Democrazia Cristiana. “Sovrani”, non propriamente dittatori, nel senso che hanno avuto cura di mantenere un certo rispetto per le istituzioni sì da rendere più morbido l’effettivo strapotere.
Si può argomentare che però il regime democristiano alla fine è crollato, che Craxi è dovuto fuggire e che Berlusconi dovrebbe a breve essere espulso dalla vita politica. Vero, però ogni volta che un regime (al di sopra delle regole) cade – e lasciamo perdere le ragioni – ne nasce uno peggiore, che Berlusconi è inciampato da imbecille su un reato di frode fiscale come Al Capone, e che comunque il dopo Berlusconi probabilmente ci regalerà un nuovo sovrano al di sopra delle regole,speriamo di no.

(ammesso che non ce l’abbia già regalato, e non faccio nomi).

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Decadenza Berlusconi, caos in giunta

29 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 


No alla richiesta di stop presentata dal Pdl dopo le motivazioni sull'interdizione della Corte d'appello di Milano. La decisione finale sulla scelta tra voto palese o segreto sarà votata probabilmente domani mattina. Proteste dei grillini che chiedono di inserire subito la questione nei lavori dell'assemblea, ma l'aula vota contro

 Ormai ci siamo coperti di ridicolo.... 
Esiste un paese al mondo in cui un pregiudicato con sentenza definitiva da più di 3 mesi è ancora a piede libero? Esiste un paese al mondo in cui un pregiudicato siede in parlamento? 
Chi se ne frega della decadenza, tanto è interdetto quindi prima o poi deve lasciare, basta perdere tempo con questo personaggio...A prescindere dalla retroattività della legge Severino , anche solo da un punto di vista morale, un politico condannato da tre gradi di giudizio non dovrebbe neanche esistere politicamente e farsi semplicemente da parte; come catalogare tutti quelli che continuano a farsi rappresentare da un politico che per primo dovrebbe essere al di sopra di qualsiasi sospetto e rispettare le leggi e non farsele su misura? Se lui riesce ad attirate ancora tanta ammirazione devo dedurre che lui è di una intelligenza fuori del comune e per quelli che lo votato.....beh trovate voi la definizione più adatta...
Le motivazioni della sentenza sono molto dure, una persona normalmente civile si ritirerebbe dalla vita politica con grande vergogna, invece il personaggio dotato di una grande faccia tosta cerca in tutti i modi, incurante del ridicolo, di salvarsi dal carcere. La cosa più grave è che una parte del parlamento lo segue!!! Per quanto riguarda il voto palese o segreto , io non sono d'accordo a cambiare il regolamento. Che sia segreto!!! Se lo salveranno saranno tutti colpevoli di fronte agli italiani e al mondo intero.I giudici del Tribunale di Milano, l'hanno definito "delinquente socialmente pericoloso"; cos'altro ci si aspetta, da un individuo amorale, senza dignità; se ne avesse appena, appena proverebbe vergogna, si seppellirebbe. E' un disonesto al quale non deve essere concesso di restare nel Parlamento che ha trasformato in un rifugio d'indagati e peggio, questo per salvare i suoi interessi personali e d'azienda, non esiterebbe un secondo ad affossare l'intero Paese. Ma quando lo si sbatte in galera, nonostante l'età.Retroattività e non retroattività il buon senso e la legge più importante di tutte che dice che il bene della Patria viene dopo quello dei singoli, ci impone di cacciare Berlusconi e le sue "signorine" dal Parlamento italiano e metterli in luogo sicuro dove non passano più nuocere alla Nazione, al buon senso, al buon gusto, alla civiltà in generale.
cazzo tutto ruota attorno ad un "personaggio" condannato che se non avesse l'immunità dovrebbe stare gia' al "gabbio" o similari Può una Nazione stare nell'impasse e lasciare che il paese vada a rotoli (e già lo é) per stare a discutere, cianciare,rimandare alle calende, decisioni che possono essere prese in poco tempo dato che sono fatti acquisiti. 
Ma allora è proprio vero quello che mi ha detto il mio ortolano: "" ...... so' tutti lerci, io non mi fido più di nessuno di questi e non andrò ,più, nemmeno a votare !...."" Sfiducia totale di quel 40% che diserterà le urne, certamente !.Vorrei tanto capire come si possa ancora dare credito a questa classe politica. Vengono presi con le mani nel sacco e dopo pochi mesi di inattività si ripresentano come se niente fosse o come se fossero vergini da peccati ma allora ci prendono proprio per fessi. 
Forse hanno ragione loro però perchè in tutti questi anni di falsa politica e di soli interessi personali, come popolo non siamo riusciti a mandarli via. Siamo allo sbando e loro ci mandano ancora più a fondo. NON SI DIMETTONO MAI. 
E" passato un mese dalla richiesta della Commissione di espellere B.dal senato . La richiesta doveva avere valere immediato .Stiamo ancora discutendo se il voto in aula deve essere segreto o no . Il pregiudicato continua a ricattare tutto e tutti . La grazia gli è dovuta per i suoi grandi meriti di statista e deve essergli offerta in dono su un piatto d'argento . Arriveremo a Maggio con le rose e saremo ancora così .Quando finirà questo strazio ? Chi ha detto che la legge è uguale per tutti , o quasi ?.Ora in termini generali, il voto segreto su questioni di questa natura, ha una logica e un senso; in questo caso lo ha perso del tutto, ed è quindi meglio fare le cose alla luce del sole.Berlusconi ha talmente caricato di significato la sua permanenza al senato, gli ha dato un tale valore simbolico, al punto di rischiare di minare alle radici lo stato di diritto, che mi sembra giusto, anche se fosse una cosa eccezionale, e ad personam, che tutti ci mettano la faccia.Ora visto che se ne sonno sentite tante.. specialmente sulla coscienza.. allora se la coscienza è pulita non devono esserci problemi a votare palesemente...a meno che.....(dubbio..) tutto il fumo sollevato dal pdl/fi per il voto segreto, non nasconda la segreta voglia di abbandonare il caimano, per lo meno da parte di qualcuno.. cosi di fronte a tutti, costoro risulterebbero immacolati. da questa gentaglia c'è da aspettarsi di tutto.. fermo restando che a scanso di equivoci , per me il pregiudicato deve togliersi dai co---oni in quanto è un delinquente.
Questa storia mi ricorda le trattative di pace dopo la guerra del Vietnam : persero mesi a decidere come dovessero essere posizionati i tavoli ! Basta per favore , votate e non pertateci più i santissimi con i delinquenti in parlamento !.

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Il valore dell’equità

29 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 


Ho visto un film. E chi se ne frega direte voi. Vero, se non fosse che il regista è Robert Reich, ex ministro del Lavoro di Clinton e oggi professore di Economia a Berkeley. Si intitola «Inequality for all» (diseguaglianza per tutti) ed è nelle sale americane dal 29 settembre. Avete letto bene: nei cinema di quello strano Paese proiettano una pellicola che parla di economia e di società, di politica insomma. La tecnica è quella di Michael Moore, con l’autore che gira per gli States a mostrare quello che non va dal punto di vista sociale. Cammina per Wall Street, passa sotto i grandi palazzi del potere che conta, quello economico, mostra tabelle e grafici, va nei sobborghi e nelle periferie, entra negli ospedali pubblici e nelle scuole statali, che non sono la stessa cosa delle cliniche private e dei licei più esclusivi. È un film di denuncia, ma anche di proposta. Perché il messaggio è chiaro: siamo il Paese più ricco del mondo, dice Reich, ma questa ricchezza è nelle mani di pochi, pochissimi. E quel che è peggio, c’è un partito a Washington che fa di tutto perché le cose restino così. Se vogliamo cambiarle dobbiamo rimboccarci le maniche, ora e tutti. Fine del film? Niente affatto, perché le immagini viste in sala (o su un computer, basta scaricarlo) continuano appena esci dal cinema. Sono le code alle mense, sono le fabbriche chiuse, sono i cartelli to rent o for sale davanti a case che nessuno riesce a comprare o affittare.
Non ci vuole molto a capire che quei fotogrammi, cartelli a parte, sono gli stessi che vediamo ogni giorno da noi. E non potrebbe essere altrimenti. Italia e Stati Uniti sono i Paesi industriali con il più alto indice di Gini, un coefficiente che misura il livello di diseguaglianza di un Paese: più alto l’indice, più ampia la differenza tra redditi alti e redditi poveri. In America è intorno al 40, in Italia è più basso, 32, ma è il più alto d’Europa. Dal 2009 a oggi questo indice ha cominciato a crescere, mostrando con i numeri quello che avevamo fiutato col naso: che la crisi ha impoverito la classe media e aumentato la distanza tra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno. Un esito inevitabile? Niente affatto: in Germania lo stesso indicatore è in calo dal 2007.
Il guaio è che le diseguaglianze sociali ed economiche, quando sono così elevate, non sono solo inaccettabili (certo, anche questo) ma sono anche negative dal punto di vista economico. Nel suo ultimo libro Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia, non usa giri di parole: «La disuguaglianza uccide il Pil». Perché quando la ricchezza si concentra nelle mani di pochi, la macchina economica si ferma. Secondo una classifica della Banca mondiale, tra i 50 Paesi con il più alto Pil procapite, i più ricchi sono quelli che hanno anche un maggiore livello di eguaglianza: prima la Norvegia, terza la Danimarca, quarta la Svezia, sesta la Finlandia. E l’Italia? Non pervenuta. Perché è vero, come diceva Berlusconi premier, che «gli italiani sono ricchi, con un rapporto tra ricchezza delle famiglie e Pil di 6 a 1, maggiore che negli altri Paesi europei», ma come per i polli di Trilussa c’è chi ha tutto e chi niente: il 45% di questa grande ricchezza appartiene infatti solo al 10% dei cittadini, mentre il 50% meno ricco ne possiede solo il 10%. Un paradosso, ovviamente, ma non certo l’unico. Lo scrive Nicola Cacace nel suo bel libro «Equità e sviluppo»: siamo il Paese più vecchio del mondo (età media 45 anni) con la disoccupazione giovanile più alta d’Europa (oltre il 30% contro il 20% europeo); siamo il Paese europeo con meno laureati eppure abbiamo il più alto livello di laureati disoccupati o sottoccupati. E siamo un Paese «congelato» perché da tempo la scuola non è più quell’ascensore sociale di cui si è favoleggiato a lungo: oggi solo il 10% dei figli di operai diventa professionista, mentre il 45% dei figli di medici sono medici, di architetti sono architetti, di ingegneri sono ingegneri. Una paralisi sociale, ingiusta moralmente ma pericolosa strategicamente: perché è anche da questa immobilità che nascono le resistenze del Paese a lanciarsi lungo nuove strade e nuovi mestieri.
Che fare? Gli esperti indicano tre strumenti, tre cacciaviti con i quali assemblare un Paese diverso o quanto meno all’altezza dei tempi: arrestare il declino demografico; favorire l’innovazione; redistribuire più equamente il reddito. Sono questi i quadri che premier, ministri e segretari di partito dovrebbero appendere nel proprio studio. Perché è da questi quadri e da queste cornici che dovrebbero discendere le politiche di risanamento economico e sociale, prima ancora che finanziario.
C’è un ultimo punto. Il 75% dell’occupazione dei cinque maggiori Paesi industriali – Usa, Giappone, Germania, Francia e Gran Bretagna – viene dai servizi (turismo, trasporti, istruzione, cultura, ecc.) mentre in Italia si arriva a fatica al 68%. E se cominciassimo proprio da qui? Sette punti in meno corrispondono a due milioni di occupati, calcola Cacace. Non sarebbe il caso di fare, seriamente, quello che gli altri Paesi stanno facendo da tempo e meglio di noi? Certo, bisognerebbe puntare sui giovani aiutandoli a formarsi, prepararsi e magari inventare nuovi mestieri e nuovi servizi.
Già, i giovani. La frase più citata degli ultimi dieci anni recita che senza giovani non c’è futuro: altrove è la linea guida di qualunque piano di sviluppo nazionale, da noi sembra un epitaffio di Spoon River.

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Custodia cautelare e Carceri sovraffollate?

29 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA



Devo dire che c' è molta disinformazione sulla custodia cautelare. Molti ,politici e media, fanno comparazioni con altri paesi...ma questo non può essere fatto per il semplice motivo che in tutti i paesi del mondo si è definitivi in primo grado, mentre da noi si deve arrivare al terzo grado di giudizio ( e a volte neanche basta) ecco perché tanti imputati. Quindi tutto ciò  falsa i dati, noi siamo in linea con gli altri stati se avessimo leggi simili . Chi è preso in flagranza di reato, tipo una rapina, cosa facciamo lo mettiamo in libertà fino alla cassazione? Un omicida ? Uno che ti entra in casa la notte e lo riconosci, che facciamo lo teniamo in libertà fino alla cassazione (8-10 anni).Detto ciò  sono d'accordo con l'espulsione degli stranieri , anche se a rigor di logica dovremmo tenerli in custodia cautelare fino a sentenza definitiva prima di espellerli...
Ma ci poniamo ancora questi quesiti? E' chiaro che occorre creare l'emergenza per giustificare gli indulti; questo consente a tutti quelli che si sono "impadroniti" dell'economia italiana, che riescono a protrarre la sicura condanna con i vari gradi di giudizio, a farla franca e non andare mai in prigione... Il risultato è che chi ha spacciato un po' di erba o fatto piccole truffe da poche centinaia di euro, sta in carcere, coloro che hanno sottratto milioni di euro alla popolazione, rubando anche il futuro delle nuove generazioni, sono felicemente seduti sugli scranni più alti.
Parliamo delle carceri Italiane, certo non sono un modello di civiltà, però in confronto alle carceri dove molti di questi stranieri starebbero nei loro Paesi..sono alberghi di lusso, ma a noi popolo "civile" sta bene cosi, al posto di far valere gli accordi con i Paesi da cui provengono..continuiamo a tenerceli al modico costo di circa 300 euro al giorno! Questo l'ho letto su un giornale..che poco più sotto l'articolo, riportava una pubblicità di un Hotel di Riccione, che offriva pensione completa 50 euro al giorno! Allora mi son detto, ma non sarà il caso di mandarli in ferie questi..visto quando risparmieremmo, o no? Ok, scherzi e battute a parte, il problema, è serio, ma non saranno questi che attualmente ci governano che potranno risolverlo, visto la totale insipienza (o volutamente) in merito alle norme ed accordi esistenti che non si attuano..bisognerebbe mettere dentro chi ci governa e buttare la chiave!.PERCIÒ Questa è la dimostrazione che le carceri vengono lasciate affollate per avere la scusa periodicamente di fare indulti, amnistie, svuota carceri che non servono ai detenuti che tornano dentro dopo poco, ai cittadini di cui viene messa a rischio l'incolumità, ma servono solo ai soliti politici e amici degli amici che periodicamente finiscono indagati, condannati, rischiano il carcere ecc. Ormai ci sono arrivati pure i bambini.Con questo miliardo risparmiato si poteva evitare l'aumento dell'IVA.Comunque siamo un paese dove la giustizia la si fa in base a dei calcoli economici è a tutti gli effetti un paese dove il diritto langue.
La sicurezza della pena è alla base del vivere in società, pena l'anarchia, per cui chi ha commesso un reato da 4 anni di galera deve scontare quei 4 anni sia per il bene futuro dello stato, sia per un senso di giustizia nei confronti della vittima del reato, costi quel che costi mantenerlo in carcere garantendogli i diritti fondamentali.Riguarda agli extracomunitari detenuti per reati, prima scontino tutta la pena in Italia, poi vengano rimpatriati fino ai paesi d'origine, infine diffidati dal rimettere piede in Italia pena l'arresto e ulteriore nuovo rimpatrio.Non è una questione di soldi.

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D'Alema fa finta di non avere inteso i chiarissimi punti programmatici di Renzi,con un'intervista che rivela disperazione

29 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 



 

Massimo D'Alema ironia su Matteo Renzi: "Come Virna Lisi, con quella bocca può dire ciò che vuole"


E D'Alema è come l'ometto Bialetti. L'importante è parlare, parlare e ancora parlare.Senza rendersi conto che ha perso da tempo ogni credibilità e riesce a stare ancora in giro grazie a quelle nicchie di potere che un partito disastrato come il Pd riesce ancora a concedere.Renzi sarà Virna Lisi, ma D'Alema e Cuperlo sono dei conservatori. Vogliono il partito identitario dei lavoratori dipendenti che si deve alleare con altri 4/5 partitini rappresentanti di altre corporazioni ben piazzate nella società. Quale misera fine per che voleva cambiare la sociietà: morire democristiani, ma con la propria bandierina in mano.Purtroppo ,questo paese di "tengo famiglia" gli starà dietro alla grande. Precari, giovani, talentuosi e tenaci sono avvertiti: la grande muffa che si stende su questo paese non molla e cercherà di fagocitare ogni cosa che si muove.Che tristezza, una volta D'Alema era almeno un fine analista politico, anche se alle analisi corrette seguiva una prassi oscura.Ora è evidentemente un capobastone in procinto di essere rottamato, che si appella ai tanti Tafazzi che fanno riferimento al PD per cercare in extremis di evitarlo.Lui e il suo clone giovane, Cuperlo, del quale non si sa nulla salvo un'oscura carriera da apparatnik nelle pieghe di qualche federazione del PD.Senza carisma, senza idee visibili, tante chiacchiere e dare addosso a Renzi sui dettagli, guarda il dito e si perde la luna.Purtroppo, la pancia conservatrice del PD è ancora a favore dei fini dicitori e dei parolai, e attribuisce a Renzi questo copione, laddove invece a mio parere c'è un primo tentativo pragmatico di concretezza.Ma è ovvio che una classe politica di perdenti, che vengono ricompensati per prassi con posti da amministratore di utilities locali o di membri dei CDA delle municipalizzate quando vengono trombati alle elezioni, si opponga alla rottamazione dello spreco.E' proprio questo loro 'core business' che va interrotto, con grandi risparmi di spesa.E certo che dovranno tornare a lavorare, hai visto mai?.Si può essere non d'accordo con Renzi tutto è possibile, e poi Virna Lisi era uno schianto, e pure di destra magari capisco quindi le simpatie D'alemiane sorta di bicamerale fra generi), ma certo l'ultimo che dovrebbe criticarlo è D'Alema insieme ai ruderi del 'vecchio' (e non parlo solo anagraficamente) Pd. Si tratta solo di grande -penosa- invidia. Nell'era della comunicazione uno come lui dovrebbe solo stare zitto visti poi i suoi... 'successi' politici che ci hanno portati alla rovina. E' soprattutto grazie a quelli come lui se Berlusconi ha avuto sempre tappeti rossi e ogni tipo di 'prego si accomodi'. Stia zitto almeno, e voi giornalisti perché non ve lo dimenticate lui e i suoi amici? Ogni volta che risvegliate dalla catalessi quei tipi lì noi perdiamo voti. Abbiate pietà. E voltiamo pagina sennò vince ancora il 'malato' pregiudicato.CARO D'ALEMA:Sinceramente, questa battuta sulla bocca è mal posta ! Che non sia nel punto focale dei propri pensieri, Renzi, a Massimo D'Alema, è abbastanza chiaro , ma che ci sia , anche, una piccola punta di acredine è a mio avviso, altrettanto chiaro. Vediamo lei ha avuto responsabiltà di governo, ha avuto anche nei primi tempi degli anni 90 la Presidenza della bicamerale ma , certo non per sua responsabilità, quella commissione non approdò a niente. Abbiamo, o ha, fatto tesoro di quello ? Vero, quello che dice, non si può pensare di andare da soli, l'unico che lo teorizza è Grillo. Su alcune cose si può essere d'accordo ma, vivaddio, c'è la freschezza della novità, c'è un fatto straordinario nei nostri politici , parla a braccio, che poi si debbano approfondire alcuni temi siamo d'accordo, ma se vuoi giocare a poker puoi lasciare o vedere il bluff . E' una scelta quella che si deve fare.ORACoi fatti sei messo un po male Caro D'Alema, hai fallito come leader, hai fallito come Premier, hai fallito come esponente di spicco della sinistra, hai avuto solo il merito di resuscitare più volte Berlusconi, in prima persona e ora attraverso Napolitano di cui sei apprezzato consigliere  Meglio le parole di Renzi, poi se vince lo vedremo all'opera con i fatti. sarà difficile che faccia peggio di te.
D'Alema fa finta di non avere inteso i chiarissimi punti programmatici di Renzi,con un'intervista che rivela disperazione rispetto all'avanzata di un leader che travolgerà sia le resistenze all'interno del partito,sia - alle elezioni politiche - la destra.

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OMOFOBIA:Un giorno i nostri figli o forse i loro figli si chiederanno che razza di gente viveva in Italia nel 2013

29 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 

La prima è la rassegnazione. E’ la posizione di chi pensa che, in fondo, di morti e di suicidi ce ne sono tanti e che l’omofobia esiste in ogni Paese, anche nei più avanzati, e che quindi vi è sempre una vittima del sistema. Chi la pensa così non ha difficoltà ad ammettere che il bullismo esiste e che è difficile contrastarlo, che la legge rappresenta sempre un’arma spuntata e che ciò che è necessario cambiare è la cultura. E farlo è estremamente difficile.La seconda reazione la rabbia, ed è il genuino sentimento di chi è intimamente convinto che sia possibile cambiare, anche se chi è arrabbiato solitamente fa fatica ad individuare con lucidità gli strumenti per affrontare il problema.La questione è in verità molto semplice, e la sua soluzione sta in una terza via: queste morti vanno evitate.
Il mio pensiero va al ragazzo, ogni giovane che decide di farla finita, per qualsiasi ragione lo faccia, è la dimostrazione del fallimento di questa società che vuole omologare e non riconosce la diversità, non solo sessuale, anche di colore o di pensiero o di abbigliamento. il mio secondo pensiero va all'imposizione da parte dello stato di leggi che regolamentano ciò che deve essere una libera scelta, partendo dall'inseminazione artificiale, passando per una libera vita di coppia (ogni tipo di coppia) e finendo con l'eutanasia. Ci sono troppi fondamentalisti che pensano di dirigere le nostre vite ed è ora di dire basta e di mandarli tutti a casa (per non dire altro).Ma come al solito mi tocca sentire una quantità di fesserie davvero imbarazzante. Certo come no, un ragazzo di 21 che si suicida è meno importante di un imprenditore che si trova alla rovina, così come lo è un migrante che affoga in mare al largo delle nostre coste.Ma che razza di paese è quello che divide persino i morti in categorie di importanza? .Proprio non capite la violenza insita nel considerare l'omosessualità una malattia, al pari della pedofilia o di un comportamento criminale? .Nel portare una persona a considerarsi sbagliata, malata, cattiva? Provate, ogni tanto, a mettervi nei panni degli altri; a immaginare un mondo alla rovescia in cui è l'eterosessualità ad essere considerata devianza, malattia e peccato. E ad essere fortemente discriminati per questo. Inoltre, e qui mi riferisco direttamente a red baron e chi la pensa più o meno come lui, la libertà di pensiero si deve fermare li dove comincia la scienza e il rispetto dei diritti umani. Infatti tutto ciò che è stato detto nel convegno sono tutte fesserie pseudo-scientifiche, se non proprio deliri da demente tipo il paragone con la necrofilia e via discorrendo. Mi fa ancora più paura poi, la richiesta di interventi del legislatore contro i "comportamenti omosessuali". Che significa? che posso essere perseguito in quanto omosessuale? è una richiesta talmente ambigua da mettere i brividi, visto le innumerevoli strade che lascia aperte al legislatore per trovare una soluzione alla questione. Vi ricorda qualcosa. o qualcuno, in particolare?.Gli italiani stanno invecchiando a vista d'occhio... e finché non ci sarà una RISCOSSA CULTURALE potente e detonante da parte dei giovani e anche degli adulti nella nostra società, quei poveri ragazzi e ragazze che, a prescindere dall'identità sessuale sono autentici talenti, sono energia pura come tutti, verranno continuamente chiusi nell'ombra fino ad eclissarsi. Possiamo fare tutti i moralismi che vogliamo, ma finché non si sterrerà con forza una cultura centrata sul talento individuale, cioè sul fatto che una persona VALE A PRESCINDERE dagli orientamenti sessuali, perché sa fare qualcosa, sa DARE un contributo importante a tutti, resteremo sempre fermi al solito punto... senza mai evolverci.Io continuo a credere che se uno Stato affermasse senza reticenze,senza se e senza ma che siamo tutti uguali di fronte alle leggi punendo,si',punendo chi afferma il contrario, sarebbe un grande passo avanti. Se nelle scuole si insegnasse che i gay sono uguali agli altri, se nei comuni si facessero matrimoni,se le pensioni di reversibilità ,le eredita' ,ma anche le adozioni,avessero le stesse regole per tutti, forse nel giro di una generazione l'essere omosessuale non susciterebbe nessuna reazione in nessuno.E anche la Chiesa cattolica ha le sue colpe in questo,non basta dare comprensione,non giudicare: comunque l'omosessualità  resta un peccato.In paesi come il Canada, una discriminazione ,qualunque, viene perseguita dallo Stato.E la gente comincia a non fare più  caso se sei gay o no....certamente meno che una generazione fa....e quando la mia generazione sara' passata non ci sara' nessuno che ne farà  un problema...anche uno Stato può  fare una rivoluzione,incruenta e che non toglie niente a nessuno, ma da a chi non ha .
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La PARABOLA del Grillo : dal FRINIRE al RAGLIO quotidiano..

28 Ottobre 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #ECONOMIA

 


La PARABOLA del Grillo : dal FRINIRE al RAGLIO quotidiano...
Non era più semplice andare in Trentino e ringraziore quei quattro gatti che ancora lo hanno votato???? 
E con l'occasione festeggiare con loro lo scampato pericolodel risultato da prefisso telefonico.
Al comico, la batosta elettorale trentina dovrebbe far rivedere i programmi futuri, solo un quarto dei voti precedenti, forse in un anno qualcosa di sbagliato è stato fatto, se tanto mi da tanto in trentino le uniche stelle che si guarderanno saranno solo quelle del cielo !.Dopo avere preso uno sberlone elettorale assieme al patacca la Biancofiore ha dichiarato;"Su queste tematiche abbiamo trovato sintonia di vedute e di linea con Beppe Grillo che in piazza a Bolzano ha fatto i nostri medesimi ragionamenti contro il sistema ingessato della Suedtirolervolkspartei . Il futuro pertanto per l'Alto Adige ma direi anche per l'Italia , non può che passare da un'alleanza con Grillo che alla fine altro non è che una Forza Italia post litteram perché nasce con le stesse dinamiche e finalità del nostro '94.Grilli, con cervelli da grilli, niente da dichiarare? Sputtanati anche dalla Biancofiore?.Ho letto che Grillo giudica un risultato "straordinario" l'aver ottenuto il 5,7% in Trentino e ben 1 (uno) consigliere provinciale. Ho finalmente capito a chi si ispira per queste dichiarazioni, a Saddam Hussein che proclamava di aver schiacciato gli USA mentre i carrarmati americani sfilavano alle sue spalle (ovviamente non da prigionieri!)."Noi non vogliamo andare al governo e Governare ma cambiare lo stato."Sono rimasto agghiacciato quando ho letto questa frase. E allora che ci stanno a fare là dove sono? Se fai delle proposte devi anche essere pronto a prenderti la responsabilità di attuarle. Facile strillare contro gli altri senza però poi prendersi la responsabilità di governare, so farlo anch'io, grazie tante!!! E' un comportamento davvero infantile e grave, nè più nè meno di quelli della casta!!!!!comunque assolutamente corretto: non si può decidere una legge in 4 o 5; troppi, decisamente troppi, meglio in uno o massimo due. Così come la decisione sull'impeachment smentendo le dichiarazioni di qualche giorno fa di una nuovissima deputata, ma tant'è nulla di nuovo. La storiella “mi hanno fatto vedere un po' di cose...dov'è il Transatlantico...la pallina...l'urna..cose infantili”, per altro già sentite all'inizio dell'epopea, dovrebbe evidentemente ridurre a cabaret un luogo istituzionale, forse ci riesce tranne che ovviamente per i grassi emolumenti, benefit e altro, quelle “cose” lì vanno bene in fondo siamo un Paese che strapaga i comici. Altra storiella quella del “non vogliamo governare” ricorda la favola, quella sì educativa, della volpe e l'uva.
Cosa ha detto Grillo?
a) sull'impechmeant ho deciso che decido io
b) sull'immigrazione ho deciso che deciderà un referendum che verrà fatto chissà quando (e cmq le percentuali da prefisso telefonico sono arrivate lo stesso), e i senatori possono prendere il loro provvedimento e metterselo da parte
c) sul governo ho deciso che non vogliamo governare, ma vogliamo cambiare lo Stato senza governo (?)
d) sul voto ho deciso che si vota come decido io quando decido io
e) se il PdR ci convoca dopo i nostri pianti ho deciso che se decido di non andare non è uno sgarbo.
La verità è che, ora come ora, non sono poi molti quelli che credono veramente al M5S di Grillo & C., nonostante la situazione politica sia veramente critica.E la responsabilità ricade, pressochè interamente, sulla gestione, tra il paradossale ed il disastroso, dei due leader dilettanti.

E questo INDIPENDENTEMENTE dalla posizione politica (oltretutto ambigua) assunta dai due..

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