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Blog di bezzifer

Se i “numeri catastrofici sulla giustizia” sono tali , bisogna che i responsabili ne facciano ammenda, ne evidenzino le pecche e, soprattutto, ne rendano conto a qualcuno.

25 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #GIUSTIZIA

 


Che tristezza quest’apertura dell’anno giudiziario. Stessi numeri catastrofici sulla giustizia. Stesse facce incapaci di indicare una via. Stesse ricette per il futuro. Vedrai che lo contesteranno.
La prima «stessa faccia incapace di indicare una via», giusto per fare nomi e cognomi, sarà la ministra della Giustizia Paola Severino Di Benedetto che anticiperà l’inaugurazione dell’anno giudiziario con le sue comunicazioni alla Camera dei deputati e al Senato, a norma del regio decreto 30 gennaio 1941 n. 2 come modificato dalla legge 25 luglio 2005 n. 150.
Il 17 gennaio 2012, alle ore 10.30 nell’aula di Montecitorio e alle ore 16.30 nell’aula di palazzo Madama, diagnosticò le maggiori carenze dei binari su cui corre in Italia il treno a vapore dei processi e su cui giacciono abbandonati i vagoni delle carceri. Solo tre esempi: (a) a carico dello Stato, vale a dire a carico di noi contribuenti e non certo a carico dei singoli magistrati, 46milioni di euro per errori giudiziari; (b) in condizioni inumane e degradanti nelle carceri 66mila e 897 detenuti; (c) la corruzione e l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco. E rimedieremo e rimedieremo e rimedieremo, con equilibrio e pacatezza rimedieremo e rimedieremo e rimedieremo, disse allora senza indicare una terapia a largo raggio e affidandosi piuttosto a vaghe speranze e pii desideri di rinnovamento. E si sa, il medico pietoso fa la piaga cancrenosa.
Bene: la responsabilità civile diretta dei magistrati, anche grazie alle gambe tese e alle grugnite bocche del sindacato Anm, è stata spedita in soffitta, e il decreto svuota carceri si è rivelato un flop, e la legge sull’anticorruzione, che nemmeno il falso in bilancio e l’autoriciclaggio di denaro sporco è riuscita a prevedere e sulle due specie di concussione ha pasticciato tanto da confondere almeno una con elementi tipici della corruzione, un altro flop ancora.
Che faranno il nuovo Parlamento e il nuovo governo in tema di riforma dell’amministrazione della giustizia e della somministrazione della pena e della lotta alla corruzione?
Impossibile prevederlo. È possibile invece prevedere che il Trio Monti & Casini e Fini, i famosi moderati dal Vaticano benedetti, freneranno le molte intenzioni progressiste di Bersani probabile futuro presidente del Consiglio con Vendola e la Camusso messi da parte per un ammodernato compresso milazziano. Che forse durerà poco, forse quanto durarono in Sicilia i governi di Silvio Milazzo, dal 1958 al 1960, qui intendendosi che il nuovo Silvio Milazzo sarà di fatto quel Mario Monti che non più adatto a passeggiare con eleganza nella city dei sogni suoi più non sognati è diventato generale con elmetto e armi spianate in mezzo a trincee fangose e sanguinanti,
Un tecnico della politica, quel Mario Monti, che durante il suo mandato di presidente del Consiglio è andato silenzioso alla scuola di Carl von Clausewitz e ha imparato con profitto l’arte della strategia militare e della guerra, e a cui la stanca ripetizione e farsesca del prossimo anno giudiziario farà da buona sponda per niente fare a favore del corretto funzionamento dell’amministrazione della giustizia e della depenalizzazione dei reati meno gravi e dello sfoltimento delle pratiche nei tribunali civili e dei carcerati sequestrati e torturati e delle guardie penitenziarie che per la tortura dei carcerati si torturano fino a suicidarsi.
Se i “numeri catastrofici sulla giustizia” sono tali , bisogna che i responsabili ne facciano ammenda, ne evidenzino le pecche e, soprattutto, ne rendano conto a qualcuno.
Non si comprende come la Procura ed il Tribunale di Bolzano riescano con le stesse leggi italiane a far sì che il processo si svolga in tempi ragionevoli, mentre in altre parti d’Italia l’irragionevolezza dei tempi lunghissimi si accompagni alla lentezza e all’inerzia dell’azione penale e costituiscano nocumento per le vittime che vedono giungere a prescrizione processi che trovano i responsabili solo dopo molti anni.
Bisognerebbe innanzitutto che tutti i processi che giungono in prescrizione fossero attentamente sottoposti a controllo per capire “CHI-COME-QUANDO e PERCHE’ “ ha causato il rallentamento dell’iter giudiziario, in modo da debellare quel “cancro patogeno” che fa sì che l’IN-giustizia italiana, condannata più volte dalla Suprema corte europea, sia posta al 160° posto nel mondo.
“ Secondo la classifica “Doing Business 2013” della Banca Mondiale, con il primato negativo di 1.210 giorni l’Italia si colloca al 160° posto, sui 185 paesi analizzati, per la durata di una normale controversia di natura commerciale. La Germania è al 5° posto, gli Stati Uniti al 6°, la Francia all’8° e il Regno Unito al 21°. In questa classifica diventata punto di riferimento per gli investitori internazionali, l’Italia è persino battuta dall’Iraq al 141° posto. Riusciamo a stento a superare l’Afghanistan che si colloca dopo di noi al 164° posto. Per secoli l’Italia è stata considerata la culla del diritto moderno, oggi ne rappresenta la tomba. Operatori del diritto e classe politica e dirigente non hanno mai compreso appieno l’importanza che riveste il funzionamento della giustizia civile per la crescita economica e le misure urgenti e indifferibili che occorrono attuare immediatamente.”
A tale proposito ritengo ancora una volta riproporre il discorso del Pm dottor Profiti, per l’apertura dell’anno giudiziario nel 2012.
“Dentro di Noi” il discorso di Profitti
In rappresentanza dei magistrati italiani il 30 gennaio 2010 ho alzato con orgoglio la Costituzione italiana a testa alta e con la schiena dritta.
In rappresentanza dei magistrati italiani ho confessato, il 29 gennaio 2011, la nostra eversione a difesa di quella Costituzione.
È arrivato oggi il momento, finalmente, di poter e dover guardare dentro di noi.
Dentro di noi abbiamo già trovato e troveremmo ancora non solo i collusi con i potenti, i venduti al miglior offerente, ma anche chi semplicemente s’inchina alle chiamate del politico, anche se quel politico offende la nostra dignità o getta fango su chi, come noi, ha giurato fedeltà alla Costituzione.
Dentro di noi abbiamo già trovato coloro che intendono il proprio ruolo, la propria notorietà, la propria carriera, la propria nomina a Presidente o a Procuratore non come un servizio, un’assunzione di responsabilità ulteriore, ma un motivo di prestigio personale, di sfoggio d’importanza ed autorità, per ottenere piccoli o grandi vantaggi negli esercizi commerciali o nelle località turistiche, nell’utilizzo delle auto di servizio o del personale dell’amministrazione.
Dentro di noi troveremmo talvolta la nostra incapacità a confrontarci con l’altra faccia dell’indipendenza: la responsabilità. Quella responsabilità che imporrebbe l’utilizzo scrupoloso delle scarse risorse, di seguire l’esito dei processi, il numero di coloro che, prima arrestati, sono stati poi assolti ed hanno quindi ingiustamente sofferto privazioni della libertà personale. Non per censurare o sanzionare, ma per registrare anomalie, per migliorarsi e per sapere ammettere i nostri errori, eventualmente chiedendo scusa. Quella responsabilità che imporrebbe di valutare il nostro lavoro più sulle conciliazioni tra i contendenti che non sulle pubblicazioni delle nostre sentenze nelle riviste giuridiche, sentenze che fanno sfoggio di erudizione molto spesso fine a se stessa.
Dentro di noi abbiamo già trovato per anni violazioni delle convenzioni sui diritti umani e del diritto comunitario da parte dei giudici di merito, da parte della Cassazione. Un ritardo culturale per il quale nessuno ha chiesto scusa, neanche chi, ai vertici della giurisdizione, quelle violazioni delle pronunzie delle corti europee ha perpetrato.
Dentro di noi troveremmo ancora sentenze nelle quali leggere che «in claris non fit interpretatio», che «ubi lex voluit dixit ubi noluit tacuit», nelle quali s’individua senza incertezze la volontà del legislatore o la sicura ratio della norma. Parole e formule magiche che rendono il nostro dire un linguaggio per pochi, perché di chiaro ci sono solo i nostri pre-giudizi da essere umani e da cui, con quelle formule, dimostriamo solo di non saperci liberare; perché nessuna legge è chiara, nessun linguaggio astratto s’incastra automaticamente alla vita che dobbiamo giudicare. Dovremmo umilmente ammettere che quello che oggi ci pare essere l’applicazione più ragionevole, domani potrebbe non più esserla, che quando cerchiamo di adattare la legge ai fatti potremmo essere condizionati dal nostro vissuto, dalla nostra cultura, dai nostri ideali, di cui non dobbiamo aver paura, ma che dobbiamo avere il coraggio di esternare se vogliamo veramente essere indipendenti e responsabili.
Dentro di noi troveremmo coloro che privano della libertà personale con motivazioni apparenti, fatte solo di pagine e pagine di frasi dette da altri, che dimostrano abilità nel trasferimento dei caratteri da un file ad un altro, con le stesse sottolineature, lo stesso grassetto, lo stesso corsivo, dall’informativa di polizia giudiziaria all’ordinanza di custodia cautelare, alla sentenza.
Dentro di noi troveremmo chi ci fa vergognare di portare la sua stessa toga, coloro che urlano e strepitano, che utilizzano le sentenze per denigrare gratuitamente il lavoro dei colleghi, coloro per cui l’udienza è solo un loro palcoscenico, che non si mettono mai nei panni del cittadino imputato, che non si rendono conto di cosa vuol dire essere giudicato. Troveremmo coloro che vogliono non solo giudicare il singolo caso, ma impartire precetti di vita o dare lezioni di professionalità, che non si preoccupano di limitare i disagi di chi rende il servizio di testimone e che mai adotteranno l’unico atteggiamento consono a qualsiasi magistrato, quello per cui non siamo per definizione migliori di chi stiamo giudicando, qualunque cosa egli possa aver commesso, e che giudicare un’azione, una serie di condotte, non ci dà alcun diritto di giudicare la vita delle persone.
Dentro di noi troveremmo un autogoverno che non sempre è capace di liberarsi dai vincoli di amicizie e di appartenenza, a discapito del bene della magistratura, a svantaggio dei cittadini. Rialzerei ancora la Costituzione, oggi, a nome della magistratura italiana, a testa alta e con la schiena dritta, perché quello che di male abbiamo visto dentro di noi non è stata e non è, per fortuna, la magistratura italiana, fatta in prevalenza di passioni, ideali costituzionali, sacrificio, umiltà ed ammissione dei propri errori. Quella testa, però, ogni tanto vale la pena abbassarla, non di fronte al potente, ma per guardare dentro di noi, per non peccare di superbia, per sapere chiedere scusa, perché dobbiamo imparare a guardare anche ciò che di noi non ci piace. Quando la rialzeremo, quella testa sarà in grado di stare più in alto di prima.
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Gli F-35...significa che oltre 430000 italiani dovrebbero devolvere la loro intera quota di PIL all'aquisto di questi !aquiloni tecnologici": non vi sembra un po' troppo?

24 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 



 La sparata di Bersani tira via ai partiti della sinistra estrema uno dei loro principali argomenti elettorali, nessun stupore che ora tutti, da Di Pietro, ad Ingroia, cerchino di dimostrare di essere sempre stati più realisti del re. D'altra parte l'F35 non è piu ormai solo un programma militare volto a sostituire degli aerei vecchi, un investimento industriale e tecnologico dall'orizzonte temporale di 30/40 anni, una scelta strategica volta a mantenere viva l'industria aeronautica italiana, ma semplicemente un argomento elettorale, un vitello grasso da immolare sull'altare per spostare voti.
Beh... sulle spese militari, da quello che ho capito, si può dire tutto e il contrario di tutto. Già il governo Prodi, se non sbaglio, aveva ridotto il "numero" degli F35 perchè, in effetti, non servono ma allo stesso tempo ha dovuto crescere la spesa militare che, in poche parole, non ha modificato la situazione. Chiaramente si deve rispondere ad accordi e scambi internazionali che prescindono dall'effettivo utilizzo degli armamenti. Altrimenti non si spiega perchè, come si viene a sapere dall'aiuto promesso alla Francia sul Mali, l'Italia metterà in campo (in aria) i famosi Drone "Aeromobile a pilotaggio remoto". Chi ha comprato i "Drone"? Che utilizzo difensivo hanno? Per fare delle "foto" mi sembra una spesa eccessiva, vista l'alta tecnologia dei satellitari attuali! Pertanto più che il numero degli F35 o dei Drone, c'è da rivedere la spesa militare in generale.E' di qualche giorno fa la notizia che Aermacchi e GE collaboreranno per partecipare alla gare per il T-X... il nuovo addestratore per l'aviazione degli USA in sostituzione degli oltre 400 T-38 oggi in servizio... sarebbe uno scambio industriale equo se riuscire a piazzare qualche centinaio di M346 negli USA in cambio di 90 F-35...La realta pero dice che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" Art. 11 della Costituzione.
Anche se la Costituzione non si esprime chiaramente in proposito, lo Stato italiano riconosce il diritto alla propria autodifesa in caso di aggressione esterna. Tale diritto si estrinsecò nell'adesione alla NATO, alleanza diifensiva che avrebe agito in caso di aggressione anche ad uno solo degli stati membri da parte dello schieramento avversario, noto come Patto di Varsavia.
Come è noto, non vi fu mai alcuno scontro tra le due alleanze; l'equilibrio del terrore garantì il mantenimento di una "pace armata" che durò fino all'implosione dell'URSS ed al conseguente scioglimento del Patto di Varsavia.
A quel punto non c'era più alcun motivo che l'Italia rimanesse in una alleanza , a parole difensiva, in assenza di un "nemico" e di conseguanza ne sarebbe dovuta uscire ed i sitemi d'arma di cui avrebbe dovuto dotarsi avrebbero dovuto essere di natura strettamente difensiva,, quali aerei intercettori, aerei da attacco al suolo in funzione anticarro come il modello A10 americano, sistemi missilistici terra aria quali quello fornito dagli USA ad israele e solo a lui. Ma la vocazione imperiale degli USA impose il mantenimento dell'alleanza agli stati membri trsformandola da "argine allo strapotere militare convenzionale dell'URSS e dei suoi alleati" in un organo di polizia internazionale dedito "alla salvaguardia della  pace nel mondo e nella lotta al terrorismo ed agli stati canaglia che lo ospitano sul loro territorio e/o ne sono finanziatori", leggesi: gli avversari e i terroristi ve li indico io e voi venite con me, a a dare copertura legale e  supporto militare ad iniziative unilaterali che rispondono ai miei interessi.
Va bene. Dobbiamo stare nella NATO per forza. Ma potremmo starci come ci sta la Germania, rivendicando la propria autonomia decisionale nel partecipare alle missioni. Ma, come si diceva una volta, l'Italia è la Bulgaria del'Occidente e la scelta (o meglio, l'imposizione) dell'F35 lo.dimostra.
Qualuno mi spieghi che se ne fa l'Italia di un caccia bombardiere di connotazione totalmente offensiva.  Dobbiamo fare la guera a qualcuno?
In più, costa un botto e nemmeno funziona.
Ma lo dobbiamo comprare per forza. E per trovare i soldi li togliamo ai pensionati da 900 € al mese.

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E' così che siamo, convinti che la vita sia solidarietà e non elemosina, lavoro e non sfruttamento, regole e non liberismo sfrenato a vantaggio di pochi, giustizia non vendetta e repressione

24 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 

Bersani scommette a sinistra con Vendola e Tabacci. Con Monti distanza siderale: troppi attacchi alla Cgil.


Sinceramente non mi dispiace questa svolta. Vorrei fare un po' di considerazioni, comunque. 
La prima riguarda il fatto che Bersani (assieme alla coalizione), dopo l'eccezionale risultato che il PD tutto ha conseguito alle primarie (e lasciatemelo dire, dando una lezione di civiltà e democrazia a tutti gli altri partiti italiani), ha fatto bene a restare un po' in disparte, attendendo le mosse degli altri e completando senza troppe tragedie le liste (di nuovo grazie alle primarie per le liste). La seconda riguarda le mosse degli ultimi giorni: il gioco dei centristi montiani è ormai scoperto, attaccano soprattutto a destra, ma puntano ai centristi che potrebbero votare per la coalizione di CSX. Il gioco di Berlusconi è, come diceva ier sera Renzi, "vendere per tre mesi la speranza". Bene fa quindi Bersani a proporre temi molto spinosi (gli F35 - e su questo punto non sono d'accordo, ma tant'è - il salario minimo, altre cose "di sinistra") che possano disinnescare le critiche della sinistra estrema (ripeto, quella il cui contributo è stato determinante per mettere in mano a Berlusconi l'Italia per 10 anni e rotti) ma che siano accettabili da tutti quelli che abbiano un minimo di sale in zucca: questo lascia aperta la porta ad eventuali collaborazioni post-elettorali. Con Ingroia, ma anche con il centro. Certo, la grana MPS solleverà confusione mettendo in mano al minculpop di SB alcune formidabili armi (secondo me, gli attacchi possono essere facilmente respinti al mittente, con poche ed argomentate parole).E Finalmente cominciamo a ragionare.In un Paese dove vivono 8 milioni di persone in povertà relativa, con un elevato livello di disoccupazione e milioni di persone che il lavoro neanche lo cercano più, era ora di mettere le questioni sociali al centro dell'attenzione politica.Io penso che i temi che interessano la maggior parte dei cittadini siano il lavoro,la salute,l'equità, il futuro dei figli.Le forze politiche si devono misurare su questi temi e fare proposte credibili e non vendere solo fumo.Il tema delle alleanze,se pur importante,assume un aspetto secondario rispetto al programma di una coalizione,in quanto è sul programma che si dovranno cercare le convergenze,non sulle simpatie personali o le convenienze del momento.Il fatto che il centrosinistra sia compatto attorno ad un programma condiviso che guarda ai veri problemi dell'Italia è un buon segnale e marca la differenza nei confronti di quelle forze politiche sedicenti moderate che,nascondendosi dietro questo aggettivo,vogliono continuare a difendere e rappresentare la parte più retriva ed impresentabile della politica e dell'economia del Paese.NON
Dimenticando che, in questo modo, le estreme sinistre, mai contente, potrebbero avere meno argomenti contro la coalizione PD+SEL. A meno che (e ripeto un concetto che mi è molto caro) non si siano talmente affezionate ai gazebi montati fuori da Montecitorio e Palazzo Madama da preferire di vedere di nuovo al governo SB e Bossi/Maroni, assieme a Monti/Casini, senza nemmeno un contrappesino del PD. Sì, lo so, sono cattivo. Ma ancora non m'è andata giù la genialata di Bertinotti fatta 14 anni fa e rotti.Bene ha fatto Bersani a puntualizzare
in modo deciso e perentorio che la coalizione questa è e questa rimane anche dopo il voto.Bravo pure Vendola con le sue sottolineature.Monti, sono sicuro, gioca queste carte per accattivarsi le simpatie dei cosiddetti "moderati",
consapevole che nel dopo voto è impensabile spaccare le rispettive coalizioni, perché probabilmente ci sarà bisogno dell'apporto di tutti, nessuno escluso.E' come se Bersani dicesse a Monti : ""Posso trattare con te soltanto a condizione che tu molli UDC e FLI"" : una cosa assurda.E' così che siamo, convinti che la vita sia solidarietà e non elemosina, lavoro e non sfruttamento, regole e non liberismo sfrenato a vantaggio di pochi, giustizia non vendetta e repressione, in poche parole "DI SINISTRA E ORGOGLIOSI DI ESSERLO"Avanti così, senza paura e a testa alta.
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Per non dimenticare. Destra e sinistra esistono ancora, eccome se esistono.

24 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 

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Donato alla città di Milano il monumento dedicato a Roberto Franceschi. Il bocconiano al servizio dei lavoratori, l’esatto contrario di Monti, vittima della polizia che sparava, o spara, ad altezza d’uomo.

Di famiglia borghese ed antifascista Roberto era uno studente della Bocconi con ottimi risultati e sin dai tempi del liceo aveva aderito al Movimento studentesco.
Erano i tempi in cui il capitalismo si dedicava alla produzione per muovere l’economia, più tardi si dedicò alla speculazione, e Roberto ebbe la geniale idea di far partecipare i lavoratori, motore dell’economia, alle assemblee studentesche dato che ne erano coinvolti direttamente.
Ovviamente l’idea non piacque al rettore che, dopo aver autorizzato diverse assemblee aperte, decise di dare un taglio al connubio tra produzione ed economia, l’unione tra studenti e lavoratori diventava un pericolo come sempre quando la mente collabora con il braccio.
Roberto aveva 21 anni ma idee forti e precise che riporto dal sito della Fondazione Roberto Franceschi:
Dopo la maturità, conseguita con il massimo dei voti, si iscrive alla facoltà di Economia politica presso l’Università “Luigi Bocconi” facendosi subito notare per la vastità del sapere, per la serietà e l’impegno non solo in campo culturale ma anche in quello sociale e politico. All’Università Bocconi è uno dei leader del movimento studentesco che cerca di arginare l’insorgere di quella mentalità che voleva l’attività politica prioritaria rispetto all’impegno culturale e la ricerca della via facile nello studio, convinto che l’essere dalla parte degli sfruttati significa mettere a loro disposizione il meglio della ricerca scientifica.

Convinto che essere dalla parte degli sfruttati significa mettere a loro disposizione il meglio della ricerca scientifica.
Si deve avere un Dna predisposto, una intelligenza superiore, ma l’ Università Bocconi non produce solo tipi alla Monti votati alla finanza parassita ed alle banche, ma anche altissime figure etiche e morali che anche a 21 anni possono essere d’esempio ed insegnare agli adulti.
Dice la cronaca, io dico la Storia:

La sera del 23 gennaio 1973 era in programma un’assemblea del Movimento Studentesco presso l’Università Bocconi. Assemblee di questo tipo erano state fino ad allora autorizzate normalmente e non avevano mai dato adito a nessun incidente e, nel caso specifico, si trattava dell’aggiornamento di una assemblea già iniziata alcuni giorni prima; ma l’allora Rettore dell’Università quella sera ordinò che potessero accedere solo studenti della Bocconi con il libretto universitario di riconoscimento, escludendo lavoratori o studenti di altre scuole o università. Ciò significava vietare l’assemblea e il Rettore informò la polizia, che intervenne, con un reparto della celere, intenzionata a far rispettare il divieto con la forza.
Fonte: Fondazione Roberto Franceschi Onlus.

Ne nacque un breve scontro con gli studenti e i lavoratori e, mentre questi si allontanavano, poliziotti e funzionari spararono vari colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo.
Lo studente Roberto Franceschi fu raggiunto al capo, l’operaio Roberto Piacentini alla schiena. Entrambi caddero colpiti alle spalle.
Come a Reggio Emilia il 7 luglio del 1960.
Per anni l’ informazione  di regime capitalista ci ha raccontato che la polizia sparava in aria per dispergere i manifestanti, come disse dario Fo erano loro che saltavano in aria per essere colpiti.
Ieri la Fondazione Roberto Franceschi ha donato alla Città di Milano il monumento commissionato dal Movimento Studentesco in memoria di Roberto.
L’opera, un enorme maglio d’acciaio commissionato dal Movimento Studentesco, nacque da un confronto tra diversi artisti, coordinati dal designer Enzo Mari, e venne posto sul luogo dell’uccisione nel 1977.
Molto interessante, per chi è un sincero democratico, leggere interviste e storia di Roberto Franceschi in questo link, da aprire con adobe.
Per non dimenticare. Destra e sinistra esistono ancora, eccome se esistono.

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MPS. Siena epicentro della campagna elettorale. Domani ci piomba Grillo, venerdì Giannino. Nervi tesi tra Pd e montiani

24 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 



 Credo che una storia concreta come il fatto MPS possa solo fare del bene alla campagna elettorale del PD e così riprendere i suoi temi e parlare di se.Prima veniva ignorato, ora parlano del PD.
Mi sembra che sia semplice difendersi partendo anche da ALITALIA che ha sicuramente mangiato soldi.
Vedo che prudentemente PDL non attacca direttamente.ORA SI SCOTTANO TUTTI!
Vendola mi è sempre più simpatico.Vuoi vedere che sale dal 5 al 10%.
POI Questo scandalo cade a fagiolo: il Grillo non poteva sperare di meglio per cercare di invertire l'emorragia di voti che il SUO PARTITO sta subendo.
Tutti sono bravi a dire " Piove , governo ladro". Tutti sono bravi a demolire tutto e tutti. Il problema è costruire e come costruire , con quali materiali e con quali e quanti soldi. Chiedere il mutuo alla banca, alla finanziaria o all'usuraio? Questi semplici meccanismi non li vedo nelle filippiche di Grillo. I masaniello sono ricordati solo come arruffapopolo e non come costruttori di civiltà o di nuove forme governative.
Grillo ha ragione: la sinistra ha commesso molti errori con la "gestione implicita", fatemela chiamare così, dell'MPS.
Ciò con toglie che di fronte alla molto più ampia corruzione e alla gestione truffaldina e dilettantesca dello stato fatta dal centro destra, Grillo sceglie di attaccare quasi esclusivamente a sinistra.
Grillo con le sue scelte e le sue ragioni sta dimostrando quello che è: un uomo di destra, che attacca sempre la sinistra. Non c'è niente di male, per quanto mi riguarda. Le critiche servono sempre. Penso tuttavia che questa sua posizione, non sia condivisa da buona parte dei grillini. Vedremo cosa succederà quando arriveranno in parlamento.
Per me destra e sinistra esistono, eccome.Li distingue la visione di società a cui tendere. Il concetto di stato e di servizi, l'estensione della sfera di intervento pubblico, l'accessibilità a servizi come scuola e sanità, l'apertura al diverso, l'attenzione all'ambiente e allo sviluppo sostenibile, l'importanza delle regole, l'aiuto ai più deboli, e così via.
Vv posso persino dire che quando Bersani dice che non intende rimuovere il vincolo di bilancio, inopinatamente votato a stragrande maggioranza, dice una cosa di destra.
Non mi interessano le persone, mi interessano le cose che dicono, e cerco di classificarle secondo schemi esemplificativi, come fanno tutti.Destra e sinistra, per me, sono schemi esemplificativi ancora validi: importantissimi per capire la natura delle proposte, delle leggi, e dell'azione di governo.
Oppure si vuole credere alla fandonia che il mondo si divide in riformatori e conservatori? Chi lo fa, è solo per dire che le proprie riforme sono legittime, e quelle degli altri rappresentano il vecchio.
nessuno dei partiti "cosiddetti" moderati avrà le palle per fare scelte coraggiose. io ho deciso per chi voterò...e l ho fatto guardando in che situazione si trova la mia ITALIA.E VOTERO PER UN ITALIA GIUSTA DOVE LA POLITICA DICE LA VERITA' 

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Certo che noi italiani siamo buffi, non trova? Noi non discutiamo di politica, noi diventiamo fan. Si ricorda i fan-atici sostenitori di Coppi e gli altrettanto fan-atici sostenitori di Bartali?

23 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 



 La stessa cosa possiamo rilevare fra i sostenitori di un cantante o di un attore.
Quando Celentano cominciò la sua carriera, quante discussioni fra i sostenitori del bel canto, che si esprimeva principalmente con Claudio Villa, ed i sostenitori degli “urlatori”!
Solo che quei “fanatismi” si fermavano alle discussioni da bar, mentre invece i “fanatismi” nella politica ci hanno cambiato la vita, sia che lo volessimo o no.
E così abbiamo avuto quasi un ventennio di berlusconismo, che ci ha cambiato la vita e non certo in meglio, ma che per i suoi fan era un “unto del signore” mandatoci sulla terra per “salvarci” da un non ben definito “comunismo”, che non esiste più nemmeno a Cuba.
E, come se non bastasse, abbiamo anche il vezzo di etichettare chi non la pensa come noi, con epiteti abbastanza spesso offensivi e quasi mai rispondenti alla verità.
Mi sovviene che dei sig. Beelusconiani,e certamente se lo ricorderanno? Mi etichettò subito come Komunista con la K, ed io avevo un bel dire che mai ero stata estremista, nè da una parte, nè nell’altra, perchè la loro convinzione era più forte dell’evidenza o delle mie parole.
Sarei tanto curioso, adesso, di sapere quale etichetta mi appiopperebbero, visto che sono contrario a Monti, proprio come il suo idolo Berlusconi.
Così, quando nasce un nuovo partito o un nuovo movimento, si parte lancia in resta a demolirlo, stroncarlo senza pietà, prima ancora che abbia dimostrato alcunchè.
A nulla vale far notare che, numeri alla mano, quello che ci raccontano quelli già esistenti sono spesso panzane senza valore, per i fan i loro idoli hanno sempre ragione, e se non l’hanno ora, l’avranno domani.
Peccato che si sia già sperimentato col berlusconismo che le panzane di ieri lo sono anche oggi, ma non c’è nulla da fare, chi crede lo fa con integralismo totale, senza la pur minima briciola di critica.
Io non lo so se questi nuovi partiti, questi nuovi movimenti, e mi riferisco a Grillo, Ingroia, Fratelli d’Italia, Fermare il declino e altri potrebbero essere la risposta al disastro di questa crisi, quello che so di sicuro è che chi ci ha governato fin qui non ha fatto nulla per migliorare lo stato delle cose, anzi ha fatto fin troppo per peggiorarle.Un poco mi dispiace di non essere anch’io fan di qualcuno, avrei tanti problemi in meno, perchè, essendo io contrario all’astensione, mi trovo ora a non aver uno straccio di partito da poter votare, non dico con convinzione, ma almeno con una piccola parte da poter condividere, per apporre una croce da qualche parte.
Mi sento politicamente orfano, e non è un bel sentire.
Il ritorno del buffone mi costringe a tornare a votare per il PD; il partitino dei riciclati di Ingroia contribuira’ a far ritornare il peggior PdC degli ultimi 50 anni.Ingroia e i suoi (speriamo) 4 gatti saranno utili per il ritorno.Con un futuro governo Berlusconi la rivoluzione civile e la lotta alla mafia sara’piu’ facile.In realta’ si tratta di una discarica di rottami della politica che somiglia tanto alla “sinistra arcobaleno”, manca solo Pecoraro Scanio; o c’e’ anche lui?E Turigliatto?,Ma“Sono Ingroia, Di Pietro, De Magistris, Paolo Ferrero (e l’uscita dall’euro), Bonelli, Diliberto, Bertinotti ecc. i primi uomini che si fanno avanti nella piazza? Sono loro il nuovo che avanza… le istanze del Quarto Stato ?”, non so se esiste ancora realmente il Quarto Stato…per quanto riguarda i personaggi che si elencato tenderei a non confondere i vari Bertinotti, Diliberto, Bonelli con Ingroia…quest’ultimo ha dedicato la sua vita a reprimere la mafia ed è persona di grandissimo coraggio e valore (ora stanca di una vita difficile), gli altri citati diciamo che non hanno modificato niente nella storia di questo paese, hanno solo un bell’eloquio e sono stati sempre seduti belli e comodi sulle loro poltrone, facendo anche danni politici come Bertinotti (Cfr. governo Prodi del 1996-97)…che paghiamo da 15 anni…ormai siamo alla caccia al tesoro, all’assalto alla diligenza, alla conquista della fortezza.Possiamo tranquillamente affermare di essere piombati in un nuovo medioevo più squallido del precedente per l’assenza di un afflato spirituale, con nuovi crociati alla ricerca del nuovo Graal, che questa volta consiste in una coppa ricolma di danaro pubblico che consenta di scialacquare alle spalle dei gonzi che si lasciano tartassare. Ogni pretesto è buono, ogni ideologia può servire ancora allo scopo anche se logora, purchè permetta l’ingresso nella nuova Gerusalemme, nel nuovo Paradiso che è diventato il Parlamento.
Il bagliore del dio Danaro ormai offusca ogni coscienza, ogni valore; e lasciamo pure che i soliti speranzosi, rabboniti da qualche sapiente promessa, si aspettino che questa fase possa presto passare. In realtà dovrà passare tanto tempo e solo la Storia stessa potrà fornire la soluzione, … e mi si accusi pure di essere un eracliteo.

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L’unica cosa che vorrei, oggi come oggi, è che la bottiglia dei vari Tafazzi questa volta sia piena di acqua ghiacciata. Sia mai che serva a qualcosa.

23 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 

Non so come sopravviva la passione per questo teatrino dell’informazione politica ripetitiva e noiosa con i soliti riti di chi ancora segue Ballarò, Servizio Pubblico, Porta a Porta e scusate se ne dimentico qualcuna tanto non si perde niente.
Nemmeno la satira diverte più, difficile inventarsi battute nuove quando la realtà supera di molto la fantasia, penso che persino uno come Flaiano sarebbe  in difficoltà nel buttare giù una sceneggiatura divertente.
Penso che i sondaggi del giorno, del momento, abbiano valore zero dettati dall’ultimo titolo on line o da chi ancora si indigna perchè Berlusconi accusa la magistratura rossa per la milionesima volta.
Per screditare i sondaggi, i sondaggisti, gli opinionisti, i presenzialisti televisivi basti ed avanzi quando davano Renzi per favorito, vincente sicuro.
Se fosse vero che centrodestra e centrosinistra sono alla pari, mi riferisco solo ai partiti che con il porcellum hanno la possibilità di entrare in parlamento, confermerebbe quello che sostengo da oltre vent’anni e cioè che il problema non sono i politici eletti ma quelli che li eleggono, siamo noi che eleggiamo i degni rappresentanti dell’italiano medio che non fa notizia ma fa ancora più schifo di chi fa notizia, è su tutti i giornali.
Non offendetevi la mia è solo una considerazione politica che non vuole tenere conto delle migliaia di polemiche che coinvolgono tutte le liste e tutti i partiti, nessuno escluso.
Polemiche costruite ad arte per fare un polverone che, forse, scomparirà dopo le elezioni  quando sarà tardi per ognuno di noi per renderci conto di avere sbagliato per il semplice fatto che ragionando in questo modo non ci sarà nessun vincitore e tutto continuerà come prima.
Non siamo cittadini ma siamo tifosi schierati ed ognuno di noi ha la sua bandierina da sventolare e la verità in tasca.
Leggo che molti cittadini si indignano, fanno l’autopsia, a qualunque frase dica Bersani, Monti, Ingroia, Vendola e così via dimenticando che nessuno avrà i voti e la forza per governare da solo.
E’ ovvio che in base ai risultati che usciranno dalle elezioni chi avrà un voto in più dovrà per forza cercare alleanze, sarebbe grave per me se tra gli alleati del prossimo governo ci fosse ancora il piduista.
Cosentino è a casa ma il problema non è risolto.
Lasciamo perdere i casi gravi alla Cosentino tanto non l’avrei votato ugualmente,  ci sono ancora Scilipoti, Razzi, Polverini, Gelmin
i ecc.ecc.
Non mi interessano le faide interne, non mi interessa la propaganda totalitaria che insiste nel far sembrare tutti uguali, strategia lanciata da Gelli che ormai è consuetudine culturale.
Non mi interessa la ricerca del pelo nell’uovo o l’autopsia che comunque trova qualcosa di sbagliato in tutti i candidati, in tutti i movimenti, in tutti i partiti o le discussioni generate dagli esclusi dalle liste.
Le uniche cose che le autopsie non rilevano sono gli ideali , le ideologie, la visione del futuro con una scelta di parte ben definita perchè ormai nessuno ha più ideali, utopie ed il capitalismo del libero mercato piace a tutti, chi più chi meno.
Come si fa ad appassionarsi alla lotta politica combattuta in questo modo?
Io non ci riesco e confesso il mio limite.
La lista dei candidati del piduista non mi appassiona, le conferenze stampa o i deliri del piduista ancora meno.
Gli esami finestra per vedere chi è senza macchia e senza aloni ancora meno.
L’unica cosa che vorrei, oggi come oggi, è che la bottiglia dei vari Tafazzi questa volta sia piena di acqua ghiacciata.
Sia mai che serva a qualcosa.

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Altezzoso!Monti boccia tutti ma li avete visti i montiani al loro meeting.Montezemolo che non sapeva rispondere a semplici domande? Se poi aggiungiamo che nell'accozzaglia ci sono pure Fini e Casini

23 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 

Il presidente del Consiglio uscente e candidato premier con la lista che porta il suo nome, è contro tutti. Intervistato a Ballarò il professore ha criticato sia il leader del Pdl che il segretario del Pd pur assestando la staffilata più profonda nei confronti del Cavaliere: "Se vince lui sarà il disastro"


Monti, ti sei sfiduciato da solo, adesso vai in tv e ci vieni a dire che tutto quello che hai fatto è un male per l'italia e che tu dovresti essere la soluzione a quello che hai creato. Ma chi volete prendere per il c..o?
Ma che pensate che la gente è tutta fessa? Tu e il nano siete la stessa cosa, ipocrisia D.O.C. proprio. Tanto alla fine andate sempre a mangiare tutti insieme gomito a gomito nei ristoranti romani. E' finita la pacchia! La valanga sta arrivando.
Io ho avuto un prof. di matematica  che di matematica conosceva soltanto e per sentito dire i numeri relativi: a sua unica scusante devo ammettere che non proveniva dalla Bocconi ma quanto ad arroganza se ne fregava, quasi del Bocconiano; impegnato a bocciare gli altri e promuovere col massimo dei voti solo se stesso pur avendo riportato il massimo dei risultati negativi. Tipico delle menti bacate e dei tronfi farisei a 18 carati. Ma si accorgerà chi sono quegli strzoni di italiani quando lo bocceranno senza a pello con tutti 3 ed insufficiente in condotta.Cosa ha fatto di buono?.Sta distruggendo il tessuto sociale. Sta fermando l'economia interna. Si sta fermando tutto, te ne sei accorto o vivi su Titano? Ha massacrato quello che restava del pma, dei pensionati, del ceto opeario e medio.Invece da cominciare dall'alto ha cominciato dal basso. Esattamente come hanno fatto gli altri ne più ne meno.Un pavido, nient'altro. Protettore degli interessi di banche, multinazionali e padroni.Basta vedere chi gli foraggia la campagna elettorale.

 Altezzoso. ha intimorito il presentatore quando ha "osato" fargli domande scomode (vedasi il beauty contest).
Sinceramente le ragioni della discesa in campo di monti sono piuttosto evidenti: in sua assenza avremmo assistito ad un polverizzarsi dei consensi a destra, ed avremmo avuto un governo di sinistra con una forte maggioranza. Questo avrebbe consentito a Vendola di incidere sul governo e fare FINALMENTE delle politiche sul tema dell'economia e dell'occupazione che andassero contro la politica di svalutazione fatta in questi anni, che riducessero la precarietà, garantissero nuovi posti di lavoro, attraverso investimenti e un più forte ruolo dello stato a sostegno di giovani e imprese. monti, un uomo di destra, non voleva che accadesse.Credo che, contrariamente a quanto si sforza di predicare Monti (e sappiamo tutti perché), la salvezza del nostro Paese sia propio nel ritorno alle distinzioni nette di partito, dove destra, sinistra e centro, abbiamo ciascuna un'identità ben precisa e costituiscano un riferimento garantista e sicuro. Troppo comoda la marmellata mista, dove tutti sapori si confondono dentro un unico barattolo. Meglio vari sapori distinti, che possiamo anche mischiare, ma solo se vogliamo e comunque conservando le confezioni originarie.Prof. Monti, ma come fa, se non per ragioni di campagna elettorale, a non distinguere, mettendo tutti in egual misura tra i bocciati, B. e Vendola, conoscendo, perchè lei li conosce bene, i disastri dei vari governi del B. e i buoni, riconosciuti da piu' parti, risultati di Vendola a livello regionale? ma se lei rompe gli schemi, presentandosi come innovatore non considerando piu' destra e sinistra come valori e idee contrapposte ,ma allora sia innovatore fino in fondo e abbandoni anche queste schermaglie da clima elettorale e riconosca meriti e demeriti con franchezza. Tanto sappiamo gia' come finira' : o si allea non con chi vorrebbe ma con chi c'è nel centro-sinistra o, in breve ,si ritorna a votare. A meno che lei non abbia un asso nella manica, uno(?) ma che dico,almeno tre che tirera' fuori all'ultimo momento per guadagnarsi da solo la maggioranza dei seggi e guidare il paese in splendida solitudine. Con chi: Fini e Casini? ma le pare serio? Vale solo ricordare che il Centro, ovunque abbia governato, storicamente, non ha mai radicalmente cambiato la storia e la vita dei popoli. E noi ,come dice lei, di questo abbiamo bisogno.Se continua così, altro che ammaccatura nei confronti di Monti. Questo ormai sta sulle scatole a tutti gli elettori PD, e giustamente. Noi ci dissanguiamo a sinistra e lui con il suo stile da squalo della Goldman Sachs (certe abitudini non si perdono mai, vero professore?) continua a buttare sale sulla ferita. Se il personaggio è questo, inizio a pensare che sarebbe meglio mandarlo a quel paese e lanciarsi senza paracadute. Se abbiamo il 51% bene, altrimenti si prende lui la responsabilità di mandare il paese di nuovo alle elezioni. Non è che possiamo continuare a sopportare all'infinito. Mo basta

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INDESIDERABILI IMPROPONIBILI IMPRESENTABILI ma stanno tutti coll'anziano vizioso? VOI a proposito a quale categoria appartiene?

22 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

 

Il Pdl chiude le liste. E fioccano gli impresentabili. Ufficiale l'esclusione di Nicola Cosentino, accusato di collusione con la camorra casalese . In Abruzzo spunta Razzi. Richiesta di condanna per Fitto, capolista in Puglia . A Trieste c'è il condannato per millantato credito Giulio Camber. Capezzone, Bergamini, Brambilla confermati nelle liste. E tra i capilista c'è il "salvacasta" Lucio Malan . Mentre Dagospia rivela: candidati i testi a difesa del processo Ruby Simonetta Losi, moglie del pianista Danilo Mariani che si esibiva alle cene eleganti,e Bruno Archi .

la versione di Nicola Cosentino dopo il caos delle liste nel Pdl: "Angelino Alfano è un perdente di successo, io riferimento dei clan dei Casalesi? No è Bocchino" E poi si dice: "Io vittima di un complotto perché ho battuto la sinistra"

 

Le parole, meglio le affermazioni di Cosentino meritano risposte chiare. Le sue dichiarazioni non possono essere considerate solo uno sfogo con i suoi sostenitori. Le sue "accuse" nei confronti di Bocchino devono essere chiarite non solo in sede politica. La nostra classe politica da sempre esempi negativi. I politici si scagliano uno contro l'altro e lo fanno con accuse piuttosto pesanti. La moralità dei politici, tutti, deve essere una garanzia per i cittadini, per gli elettori. Non mi interessa in questo momento se alcuni sono esclusi altri no. Mi interessa i motivi per i quali sono cancellati dalle liste. Considerato che sino ad ieri ci hanno rappresentato in Parlamento. Non è la battaglia della maldicenza, è una situazione grave che deve essere chiarita. Se qualcuno sa che un politico è il tramite di organizzazioni malavitose, perchè non lo ha denunciato?.Non basta fare come i gatti, cioè farla e poi nasconderla.. perchè si sente sempre la puzza.Se oggi è impresentabile, lo era anche 5 anni fà, ma è stato difeso a spada tratta, quindi adesso non cerchiamo di scordarcelo, questo è un partito dove dietro la foglia di fico di un sedicente garantismo hanno trovato comodo giaciglio, corruttori, corrotti, e puttanieri , e chi più ne ha più ne metta!!.Mi meraviglio che ci sia ancora qualche persona perbene che lo vota.Ma forse non ci sono, e questo significa che in Italia le categorie di cui sopra sono almeno il 20% della popolazione.Mi ero illuso che la “disonestà intellettuale” da parte dello “sciancato di Arcore” (definizione sottratta a Capezzone) avesse raggiunto il limite, evidentemente non ho tenuto conto della riserva. Dunque, ora l’esclusione di Cosentino è colpa dei giudici politicizzati. Bene, GRANDE IMBROGLIONE! Perché i giudici politicizzati non hanno influito sulle candidature Berlusconi, Verdini, Fitto, Minzolini, Farina & Co.? Lei merita solo il disprezzo che è dovuto ai codardi che non hanno il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e la giusta dose di moralità per palesare la verità dei fatti. Io non condanno come non assolvo Cosentino, perché è un compito che compete alla Giustizia e, poi, sono certo che C. è molto più intelligente di lei e di quella corte di questuanti che la circonda, per capire da quale postazione è partito il “siluro”. Lei e solo lei, l'ossessione dei suoi sondaggi, la paura, prima ancora dei Giudici, siete quelli che avete condannato ed umiliato Cosentino. Ormai, lei appartiene alla politica dei cadaveri animati, quelli che si propiziano il futuro danzando con gli zombies. Soffro nel dover condividere la mia nazionalità di Italiano con lei, perchè io appartengo ad un'altra cultura.

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Un esempio dell’imprenditoria italiana che non ha bisogno di commenti. Oggi come oggi sono ancora peggio, ci manca solo che per cercare il salvataggio entrino le banche, le fondazioni.

22 Gennaio 2013 , Scritto da bezzifer Con tag #ECONOMIA


Quando nei mercatini dell’usato trovi una ceramica della Richard-Ginori la noti la differenza anche se non sono un esperto. Il capitalismo incapace di salvare l’ eccellenza di una fabbrica nata nel 1735.

Il marchio è apprezzatissimo in tutto il mondo, non c’è nobile o borghese che non abbia qualche servizio di ceramica della Riscard-Ginori, ma chiude perchè negli anni 70 sono arrivati ad investire nell’azienda i finanzieri, fior di finanzieri.
«Il declino è iniziato – dicono gli operai – quando i faccendieri e gli speculatori della finanza si sono sostituiti agli imprenditori capaci».
Dato che gli speculatori della finanza non sono interessati al prodotto, al marchio, alla sua storia e men che meno ai dipendenti avranno deciso di investire in Cina, nella Slovacchia, ovunque si possa fare profitto e pagare meno tasse.
Il capitalismo è passato dalla produzione alla speculazione ed investe in tutti i settori senza nessuna capacità produttiva o di conoscenza dei prodotti, del mercato con un unico interesse il profitto.
Ed il profitto lo fai anche con i piatti cinesi, con la ceramica da battaglia.
Mi spiace leggere del fallimento della Richard-Ginori.
Fu fondata da un imprenditore illuminato, perchè noi italiani abbiamo avuto imprenditori illuminati, geniali come ” il marchese Carlo Ginori che fondò la Manifattura di Doccia nel 1735 e poi l’industriale milanese Augusto Richard che nel 1896 la fuse col proprio gruppo), di maestranze e operai-artigiani che con le loro mani hanno creato il bello per anni”. (Corriere della Sera)
Mi ha addolorato ed incuriosito la notizia e ho letto l’articolo. Mi chiedevo come possa fallire un’azienda conosciuta il tutto il mondo da 278 anni ed ho trovato la risposta.
Negli anni 70 l’azienda è passata nelle mani di imprenditori della finanza, i migliori che offriva il paese a quesi temi.
Dice il Corriere: E’ come se fallisse non un’azienda ma un istituzione del Paese.
Due righe sotto si intuisce il motivo di un tale disastro anche di immagine.
Sempre dal Corriere: GLI ANNI DEL DECLINO – Basta guardare la lista dei proprietari della Richard-Ginori dagli anni ’70 ad oggi per capire dove stia una parte del problema: l’azienda è passata di mano dalla Finanziaria Sviluppo di Michele Sindona nel 1970 alla Sai di Salvatore Ligresti nel 1977; dall’acquisizione nel 1998 da parte della Pagnossin spa di Rinaldini fino al passaggio alla Starfin Spa nel 2007 (senza dimenticare i vari tentativi di speculazione sulla possibilità di edificare per un valore di almeno 30 milioni di euro, a scopo residenziale, nell’attuale area occupata dalla manifattura e sempre bloccati dal comune di Sesto Fiorentino).
Un esempio dell’imprenditoria italiana che non ha bisogno di commenti.
Oggi come oggi sono ancora peggio, ci manca solo che per cercare il salvataggio entrino le banche, le fondazioni.

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