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Blog di bezzifer

«Ecco come vi abbasserò le tasse»

29 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #ECONOMIA


 
Perfetto stile liberista imposte indirette e meno imposte dirette così salta l'equità data dalla progressività (meno male che Veltroni ha detto che Monti è un uomo di sinistra così sono più tranquillo)
Il PD non è che ha qualche cosa da dire? non è che guarda un po' cosa fa il Partito Socialista Francese? ops, scusate ma quelli del PSF sono estremisti peggio di Bertinotti.Monti è chiaramente "liberal-destroso" non capisco questa voglia del PD di tirarlo dalla sua parte!! O perlomeno può trovare giustificazione solo perchè il partito è ormai definitivamente schierato su posizioni reazionarie!! Monti è uomo di Berlusconi e quindi sono convinto che alle prossime elezioni si andrà ancora con l'ammucchiata!! Sembra una soluzione strampalata ma vedrete che troveranno il modo di presentarla in modo da potere essere digerita (all'inglese direbbe il vampiro Monti) bene dagli "Italioti" !!!.Ecco vi abbasserò i pantaloni  :come nella prima manovra,con la quale abbiamo preso a chi a meno, abbiamo soddisfatto l'esigenza di far cassa ,prendendo a chi ha meno, ma sono tanti e quasi diciamo "nulla " a chi ha tanto.Visto che la cosa funziona mettiamo in atto la stessa trovata con l'abbassamento delle tasse dirette e alzando quelle indirette,cosi di nuovo si ottiene che :chi ha poco(ripeto e sono tanti)pagheranno singolarmente uguale a quelli che hanno tanto e il gioco continua all'infinito come è sempre stato .Bisogna convincere la massa che è giusto, ma non dovrebbe essere difficile con l'aiuto della "sinistra".L’Italia che Monti progetta è nel segno dell’iniquità. Come dicono quasi tutti, giocare sulle tasse indirette vuol dire ipotizzare carichi UGUALI PER TUTTI. Uguale peso fiscale per la pensionata e per il banchiere. Uguale aggravio per l’onorevole e per la cassiera. Uguale onere per chi ha un reddito da fame e per chi evade o guazza nella ricchezza. L’agire sulle tasse indirette è una carognata, perché appunto fa pagare a tutti in maniera uguale. È la stessa idea di Berlusconi, che voleva ridurre le tasse dirette e spalmare su TUTTI ciò che lui avrebbe risparmiato. Ed è uno schiaffo alla progressività prescritta dall’art. 53 della Costituzione, di cui Napolitano è il supremo garante.Poi qualcuno si offende se questo governo viene definito di destra. Capisco che può infastidire perché chiama in causa chi lo sostiene, ma di fronte all’evidenza è sciocco mettere la testa sotto la sabbia oppure fuorviare con argomentazioni fragili o con slogan triti.Nessuna fiducia a chi non ha voluto fare la patrimoniale, perche Berlusconi ha detto non si fa, che vuole continuare a comprare F16 e che pensa che aumentando la benzina e mandando la gente in pensione con la fame possa risolvere le cose. E il Pd che dà il suo consenso!!!! Transazioni finanziarie tassate? No. Legge con le banche Svizzere, per i 200 miliardi trafugati? No. Tetto agli stipendi alti? No. I capitali scudati poteva tassarli al 30%. La Severino che guadagna 500 milioni di vecchie lire al mese è la vergogna della nostra nazione. La gente che non può pagare il mutuo o le multe, o l'IVA viene distrutta dalla Gerit. Quale fiducia? Perchè non impedisce i licenziamenti?, perchè non fa assumere i precari? cominciando dai pubblici uffici, il comune, le scuole, gli ospedali, rinnovando i contratti ai dipendenti pubblici? Con un pensiero criminale si pensa che i più poveri, deboli e derelitti si elimineranno da soli?.E bravo Monti, fai esattamente il contrario di quello che dovevi fare! Infatti le tasse dirette sono proporzionali alla ricchezza e il più ricco paga percentualmente di più del più povero, mentre le tasse indirette sono uguali per tutti (vedi l'IVA: 21% uguale per tutti) e quindi si avvantaggeranno ancora una volta i ricchi. Perchè non chiediamo al "genio" Veltroni se questo governo fa una politica di Sinistra o di destra? Bisogna mandare Monti a casa il più presto possibile se no la Grecia ci aspetta dietro l?angolo.

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«Ehi pecorella, vuoi sparare?»

29 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #AMBIENTE


 
Ancora c'è chi difende le vere pecorelle.Il carabiniere che vi piaccia o no ha dimostrato di avere due palle giganti.La vera pecorella è quel ragazzotto ingenuo e codardo che sapeva benissimo che nessuno avrebbe mai accettato la sua stupida provocazione. Probabilmente nemmeno sapeva perchè stava là visto il profilo e la faccia più da grande fratello che da no tav. Premiamo il carabiniere Non sono per la violenza, ma quando ho visto in televisione quella scena ho pensato a quel povero ragazzo che subiva tale provocazione e mi sono chisto se io fossi nei suoi panni come avrei reaggito? Poi ho ammirato la compostezza e la fredezza di quel carabiniere che certamente non era li' per sua volonta' ma in quel momento stava lavorando per guadagnarsi il pane. Non sono loro i responsabili dei disordini ma i loro capi STRPAGATI da noi (vedi il capo della polizia Manganelli) che sono i veri responsabili. A quel carabiniere che ha subito tale provocazione e insulto gli dico" SEI da ammirare e di esempio per tanti come te che onestamente svolgono, loro malgrado quel lavoro " Dovresti essere premiato per la tua professionalita' GRAZIE.Non è questione di TAV o NO-TAV è prima di tutto una questione di educazione e rispetto. Secondariamente chi se la prende con le forze dell'ordine in quanto tali non ha veramente capito nulla del problema. Finchè la Val di Susa sarà in Italia dovrebbe sottostare alle leggi dello stato, i Valsusini sono Italiani opppure hanno cittadinanza straniera? La Tav è stata approvata da tutti i governi e da tutti i colori, se vogliono i comitati di cittadini possono parlare con le istituzioni e cercare di convincerle delle loro ragioni, ma attentati, barbuti che insultano carabinieri e occupano strade e autostrate non si possono più tollerare, e aggiungo che la TAV è un megaprogetto che passa per tutto il nord Italia e gli unici che protestano sono i Valsusini......come mai a Brescia non protestano, Milano Bologna Torino non protestano ma la "splendida" val di Susa si...Se in Italia poche migliaia di persone si fossero opposte alla realizzazione di molte opere ... noi saremmo in pieno medioevo. I vari trafori, le autostrade, i viadotti, le linee ferroviarie, le circonvallazioni vero che hanno portato a dissesti e danni ma con quali ritorni economici, di lavoro, di tempi ecc. ... cosa sarebbe l'Italia senza autostrade? cosa senza le linee ferroviarie? Negli anni '50/'60 quando si partiva da Milano per andare in Puglia si impiegava il doppio delle ore che si impiegano adesso sia con la macchina che con il treno .. per ottenere benefici di trasporto cose e persone si sono perforate montagne, fatti disboscamenti e buttato cemento ... non doveva essere fatto? Sono state costruite centrali elettriche, aziende petrolchimiche, incrementato l'approdo delle navi nei porti, riclassificatiori, inceneritori, discariche ... per cosa .. secondo voi? Certo gli abitanti della Val di Susa (quelli civili e non i delinquenti) hanno le loro ragioni ... però non dicono no a tutto il resto, autostrade, ferrovia, energia elettrica, gas .. un pò come i napoletani ... che creano spazzatura ma la vogliono buttare nelle case degli altri... un pò troppo comodo.

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Un club esclusivo di una certa età

29 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA


 
E non vi è alcun dubbio, anche se apparentemente sembrerebbe che la vera casta non sia quella politica, come potrebbe essere il contrario? Sono i politici che fanno le nomine di usl, fiere, ospedali, municipalizzate e cosi anche a livello nazionale è la stessa cosa, quindi assodato questo ed assodato che ad ogni nomina corrisponde sempre un tornaconto economico ai partiti ( dicono ) per me sono solo tornaconti personali, dato che abbiamo visto in questi anni quanto sono stati capaci di rubare i nostri politici. Detto questo non possiamo sempre lamentarci di questi politici visto che li votiamo noi. Sono sicuro che fra un anno gli Italiani ritorneranno a votare le stesse persone e gli stessi partiti. Siamo un paese da terzo mondo.Una persona che lavora per lo stato(collettività) dovrebbe essere mossa anche da un sentimento di solidarietà. Per questo dovrebbe avere un unico incarico (svolto al meglio) ed un unico stipendio (non stratosferico) e nemmeno il cumulo pensione o stipendio ( o una o l'altro).Ci sarebbero allora posti di lavoro maggiori ed un ricambio continuo. Semplice vero ? Forse troppo semplice.1) I nonnetti , almeno quelli che sicuramente godono anche di una bella pensione , devono lasciare ogni incarico operativo. 2) Di sicuro fra i loro sottoposti c'e uno o più giovani che per serietà e preparazione possono prendere il suo posto Per cui : fora di ball e largo ai giovani !.PERCHE' le cose stanno così. Le "vecchie generazioni" hanno portato il Paese da una situazione semidistrutta del dopoguerra ad un benessere diffuso: mi pare evidente che la nuova situazione non potesse essere nè uniforme nè equa: sarebbe spettato alla generazione successiva il "mettere ordine ed equità" nella società. E invece i "giovani" di vent'anni fa hanno preferito cantare "meno male che Silvio c'è" DELEGANDO la gestione ad un "vecchio" (tutt'altro che saggio!) e BEVENDOSI le fregnacce sulla "libertà e l'anticomunismo"! ed ora, dopo quasi vent'anni, si svegliano e si sorprendono che il Territorio frana, che il Debito pubblico è a 1.900 MLD, che il lavoro manca, che le aspettative promosse dalla TV sono fasulle, etc...etc... GIOVANI DOVE ERAVATE?...FORSE IN DISCOTECA!!! Guardate agli immigrati, o ai cinesi: si fanno il m....così, non guardano alla fatica, SI SBATTONO! oggi è tempo di ricominciare da capo: non ci sono EREDITA' DA DISTRIBUIRE, occorre conquistarsi potere e posizioni, come è sempre avvenuto in questo mondo!.Purtroppo L'Italia è governata da burattini in mano ai poteri forti, tutti ricattabili per le loro imprese più o meno pulite,i giovani non avranno mai spazio in queste lobbi fino a che non diventeranno ricattabili anche loro. Per questo non ci sarà mai un vero ricambio:Faccio in nome Lidia Undiemi al posto di Monti avrebbe già risolto il problema Italia tanto per citare un esempio,e tanti altri giovani capaci, ma no, abbiamo messo un banchiere a risolvere la crisi generata dalle banche, siamo bravi.Le cose in Italia si sono messe in maniera tale che il primo capopopolo che avrà il coraggio e la capacità di mettersi alla testa di una nuova "Marcia su Montecitorio e Palazzo Madama" in maniera assolutamente pacifica (almeno nelle prime apparenze) si renderà conto che dietro di lui ci saranno centinaia di migliaia di persone (specie di giovani "bamboccioni" o "sfigati") che lo seguiranno per chiedere conto direttamente alle persone fisiche che ci hanno abbindolato e affossato negli ultimi anni e che si abbeverano continuamente al nostro sangue dei loro stipendi e delle loro malefatte. I tribunali saranno immediati e, ahi loro!, anche le sentenze che penso saranno tutte uguali.

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Salva l'Italia crepando

29 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO


 
Decreto semplificazioni»: il governo Monti non poteva trovare un modo migliore per indicare il decreto legge 5/2012. Infatti serve, tra le altre cose, a semplificare la vita dei padroni come garantisce l'art. 14. 
Come è noto è la burocrazia (oltre all'articolo 18) a tarpare le ali alle imprese e a tenere lontani gli investimenti stranieri. Troppi controlli e troppi controllori. Prendiamo le norme sulla sicurezza sul lavoro: sarebbe meglio, anzi è meglio sostituire le lungaggini concertative dei decreti attuativi con un semplice confronto delle associazioni imprenditoriali. Già, che c'entrano i sindacati con la sicurezza sul lavoro? Che c'entrano i delegati operai addetti specificamente alla difesa della salute psicofisica dei lavoratori? E poi, volete sapere come dovrebbero intervenire i «controllori»? Con una «collaborazione amichevole con i soggetti controllati, al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità». Magari facendo una telefonata amichevole prima di un'eventuale ispezione. Non basta ancora: il decreto stabilisce la «soppressione o riduzione dei controlli sulle imprese in possesso della certificazione del sistema di gestione della qualità o altra appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate». D'ora in poi basterà aver messo le mani su un certificato per non avere rotture di scatole in azienda.
È l'opposto di quel che chiedono i pm torinesi che hanno istruito i processi esemplari contro la ThyssenKrupp per il rogo che ha ucciso 7 operai metalmeccanici e contro l'Eternit per la strage di migliaia e migliaia di lavoratori e cittadini. 
Servirebbe una razionalizzazione del lavoro che coinvolge diverse istituzioni e soprattutto una professionalizzazione delle equipe che si occupano di sicurezza sul lavoro e ambiente. Dunque più investimenti, un maggior coordinamento e, secondo Raffaele Guariniello, una sorta di superprocura nazionale perché «i reati contro la sicurezza sul lavoro non sono di serie B rispetto ai reati delle mafie».La risposta del governo Monti, invece, prefigura una deregulation dagli effetti devastanti per chi lavora, secondo la filosofia che mette i profitti al di sopra di tutto, anche della vita di chi lavora. Gli operai svuotati di soggettività e diritti diventano pura appendice delle macchine, variabili dipendenti del mercato. La sicurezza costa, è un lusso che in tempi di crisi non ci si può più permettere. Bisogna essere rapidi, snelli, riducendo al minimo i controlli che fanno perdere tempo e soldi. 
Grazie a questa filosofia ogni anno in Italia muoiono più di mille lavoratori, una cifra impressionante che nel 2011 è tornata a crescere. È il prezzo del lavoro inteso come generosa concessione dei padroni che bisogna pagare, perché meno si disturba il manovratore più si produce ricchezza e tutti stanno meglio.
Per fortuna sono arrivati i professori al timone della nave con il progetto «salvaitalia». Se poi gli italiani crepano sul lavoro, facciamocene una ragione. O forse no.

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Lost in “sinistra”.

29 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA


 
Caro Veltroni sei di destra, non è ne una offesa e nemmeno un merito, è solo una costatazione. Dire “santuari del no”, non è meno offensivo di dire: “esponente di una destra colta in loden”. L’idea del “loden” è effettivamente volgare, come è volgare “santuari” e se Vendola ha ragione nel dire che Veltroni è di destra, sbaglia nell’offendere. Non serve quella sinistra che si distingue solo perché le spara grosse; infatti a me non piacciono nessuno dei due.Nel meritò però Vendola ha ragione, Veltroni è di destra. E’ stata di Veltroni l’idea del “partito leggero”, è stata di Veltroni l’idea di mettere il nome nel simbolo di partito e spingere verso una democrazia plebiscitaria e antipartitica. Sempre di Veltroni l’emarginazione della sinistra come dice giustamente Mussi sempre e comunque radicale. E’ Veltroni che parla di “santuari” del no prostrandosi a Marchionne. Sempre di Veltroni è l’idea di attaccare le posizioni del PD filo PSE. Se oggi siamo dove siamo, molto lo dobbiamo a Veltroni e ai suoi amici di Repubblica. In Italia si tende a associare destra con fascismo, esiste anche una destra democratica e antifascista, e non è colpa di Vendola se Veltroni ha scelto quest’ultima. Esiste poi una destra perniciosa che si è insinuata ovunque, senza che noi ce ne accorgessimo, anche SeL (ad esempio) soffre di leadrismo, mette il nome di Vendola sul simbolo.Oppure Grillo vissuto da molti come uno di sinistra, per non parlare di Travaglio. Molte sono le destre a sinistra. Anche nella lotta interna la PDS (altro esempio) si è sempre pensato che Veltroni fosse il “moderno” e d’Alema “l’antico”, Veltroni fosse il “buono” e d’Alema il “cattivo”, Veltroni fosse “l’innovatore” e d’Alema il “conservatore, quello dell’apparato” in realtà Veltroni era quello di destra e d’Alema quello di sinistra, ma siccome Veltroni si inginocchia sempre e comunque al Corriere e a Repubblica (e anche per questo è di destra) egli ha goduto di una stampa migliore.In questi anni abbiamo vissuto una sbandata di “chiacchiere” che ha colpito tutti (MA PROPRIO TUTTI). Siamo stati a contare le prostitute di Berlusconi, a contare i votanti ai gazebo, i capelli di Bersani, i metri della barca di d’Alema, ma abbiamo dimenticato la politica, adesso che B. non c’è più, ci tocca parlare di articolo 18, di capitalismo finanziario, di crisi produttiva, di salari, di contrazione dei consumi, cosicché le parole del primo decennio del XXI secolo appaiono per quello che sono.Si Signori, è tornata la politica, e con essa la destra e la sinistra.

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Il bastone e la CAROTA

29 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA

Qual è, oggi, la ricompensa terrena – al Paradiso ci pensa Celentano, io non sono abbastanza informato sull’argomento – per il calvario di manovre e strette? Evitare di cadere nel precipizio non può bastare come incentivo, anche perché fino a quando non ci si casca dentro non si capisce quanto faccia male, come non lo capiscono quelli che invocano addirittura il “default”, il fallimento nazionale, come soluzione. Quello che nessun leader politico serio, lasciamo perdere i clown, gli imbonitori, gli opportunisti e i rubagalline che si spacciano per uomini e donne politici, osa dire, è che oggi si è costretti a correre sempre più forte per restare fermi dove si è. Quando va bene, ma proprio bene. Fermi dove siamo ora è incomparabilmente meglio, da un punto di vista di ciò che possediamo materialmente, di quello che i nostri genitori avrebbero anche solo potuto sognare.

Fermi dove siamo dal punto della società e del diritto è un punto così basso che i nostri genitori neanche nei loro incubi l’avrebbero immaginato.Dobbiamo correre ma per ricostruire l’Italia da un punto di vista civico e sociale.Siamo ancora fermi alla “questione morale” di berlingueriana memoria.
Abbiamo perso troppo tempo rincorrendo le varie CAROTE senza accorgerci che in una società ignorante e ingiusta arriva il momento in cui arriva il prepotente che ti porta via la CAROTA e tu resti senza niente, da solo.La ragione sta invece nel fatto che MONTI come tutti i politici che si sono succeduti a capo nel nostro sciagurato Paese (ma anche di quasi tutti gli altri) non aveva alcuna visione politica. Era un mandato, uno messo lì da qualcun altro e doveva svolgere un compito e non ha importanza che i mandanti fossero organizzati (gomblotto) o raccogliticci (i partiti italiani vecchi e nuovi). La visione politica è il dove vorremmo andare, quale progetto di felicità abbiamo.Mi rendo conto che il mondo si è enormemente complicato e che quindi qualsiasi visione è di assai difficile applicazione, ma è anche vero che si sono affinati nostri strumenti.Il peggior gomblotto è una classe dirigente salita al potere in base a coincidenze e tempeste di potere, una classe che difende interessi che forse domani saranno cambiati perché nel nostro mondo il potere è effimero (e per questo così rapace). Resta che la CAROTA ce la dobbiamo avere e dobbiamo lottare per conquistarla. Un’Europa fatta di consumi sostenibili, di un sano equilibrio tra potenti grandi aziende e creative piccole e medie aziende, di banche che si occupano della crescita del territorio nel quale operano, i politici che lavorano, ben pagati, per il bene comune, di giustizia diffusa, di benessere diffuso, di forte attenzione per la cultura e l’informazione, di democrazia reale insomma non è un’utopia irraggiungibile. Cerchiamo di lavorate tutti per questo.
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COSI' BECERI IGNORANTI, LEGGERI E SPREGIUDICATI NEL DIRE E NELL'AGIRE. DAL DOPOGUERRA NON SI RICORDA DI PEGGIO

28 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #LAVORO

 
Mai come in questo tristi mesi i lavoratori, le donne, i giovani e i precari pensionati stanno perdendo la fiducia di un qualche cambiamento che possa migliorare la loro condizione sociale. Il governo Monti appare abissalmente lontano dai loro problemi e dal prendere in considerazione, anche minima, le loro istanze e esigenze. Egli, come i suoi ministri passera e Fornero, non guarda allo stato reale del paese e ai bisogni dei soggetti sopraelencati. Guarda invece a piazza affari, alle richieste e suggerimenti degli operatori di borsa, finanziari e bancari. Rapresenta in sostanza la nuova borghesia parassitaria, molto estesa in Italia, che privilegia il mercato del denaro, fine a se stesso, che passa da una tasca all'ltra dei cinici speculatori che se lo intascano senza che un solo euro venga investito produttivamente. Nessun posto di lavoro verrà creato da questo governo e il degrado sociale e la miseria nelle nuove generazioni cresceranno.In realtà vogliono farci discutere ed arrabbiare per queste cose che sono importanti, ma molto meno di altre, così ci tolgono le energie e quando dovremmo veramente rompergli la faccia, non lo facciamo. Loro sono fascisti e ancora nessuno glielo dice in faccia. Perchè avete paura di dirgli siete dei fascisti e per questo criminali e antidemocratici. Svendete i diritti e la democrazia con la scusa della crisi?.E la medaglia dell'odio ideologico su una faccia Marchionne sulla seconda faccia Fornero.
COSI' BECERI IGNORANTI, LEGGERI E SPREGIUDICATI NEL DIRE E NELL'AGIRE. DAL DOPOGUERRA NON SI RICORDA DI PEGGIO.Non è una novità: Santa madre chiesa e Padroni (che si fanno chiamare industriali ma che pretendono aiuti dallo stato come la chiesa) hanno sempre mirato all'ignoranza, al divieto della cultura, alla non crescita della coscienza individuale e collettiva, alla schiavizzazione del lavoratori (alla quale stiamo tornando) alla precarietà del lavoro per poter meglio ricattare e costringere chi ci sta a starci con le loro regole aguzzine. L'errore semmai è stato fatto dalle sinistre e dai sindacati che hanno dato per scontate certe conquiste di diritto positivo nel lavoro e civili nella società (come aborto e divorzio sui quali la chiesa contrattacca da tempo con la spietatezza che gli è consona). E non solo hanno sbagliato ad accettare i primi ro.co.co di Tiziano Treu nel governo D'Alema, ma hanno sbagliato a credere che quelle tipologie di lavoro fossero una semplice concessione tattica. Furono invece l'inizio della fine.In verità, dopo 50 anni di lavoratori con tante idee, molte delle quali imboccate da paraculi con troppe idee buone solo per loro, era inevitabile che si arrivasse a questo.Come al solito, non ce l'ho tanto con gli imbecilli liberisti Terminator del Pianeta, quanto con i cretini che hanno imbottito la testa della gente con ideologie del cazzo.Se ci fossimo limitati al giusto, ossia gambizzare e magari appendere a un albero qualche stronzo capitalista ogni tanto, inquinatore, assassino, balenicida, sfruttatore di m&rda, senza troppo fare teorie dei massimi sistemi, non saremmo arrivati mai a questo; ma, si sa, il Popolo è coglione e allora ... tienti 'sti sindacati e 'sti capitalisti. Una volta dicevano che la cgil fosse la cinghia di trasmissione del PCI italiano, questo partito era dalla parte dei lavoratori,Berlinguer andava davanti ai cancelli della fiat per sostenere la lotta dei lavoratori,il sindacato ,avendo un partito forte e determinato alle spalle,difendeva salari e diritti,ora la cgil ha alle spalle un partito,il pd,balcanizzato che trova la sintesi solo nella spartizione di posti potere nel sottobosco della politica,fa finta di indignarsi e poi sostiene in maniera acritica e servile il governo che e'al servizio di chi nega anche i diritti costituzionali piu'elementari.

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Nuovo stile Fiat. C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole anzi, d’antico.

28 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA


 

Ho iniziato a leggere l’Unità nel 1972 e nel 1974, o giù di lì, mi sono iscritto al Partito presentato da un amico-compagno. Durante la militanza nel Pci ho fatto anche il diffusore, ogni domenica mattina ci trovavamo in sezione per dividerci le strade del quartiere e si faceva la diffusione a domicilio arrivando anche a 200/ 250 copie.
E’ stato il mio giornale sino al 1990 e poi sono passato a Repubblica quando mi sono reso conto che la sinistra storica andava dividendosi discutendo sul sesso degli angeli dimenticando la lezione di Gramsci che non per niente aveva chiamato il suo giornale L’ Unità, un obiettivo ed un impegno.
Ho conosciuto immigrati dal sud e dal nord, immigrati in cerca di un lavoro a Milano o a Sesto San Giovanni, che hanno imparato a leggere con l’Unità e si sono fatti una cultura, la coscienza di classe l’avevano già nella coscienza quella che oggi si chiama Dna.
Il circolo e la sezione erano pieni di compagni che leggevano il giornale, caffè, sigaretta, brioche ed almeno un’ora di lettura poi si discuteva o si faceva una partita a carte se non c’erano iniziative in ballo.
Questa era la forza dell’ Unità intesa come giornale, qualcuno ci aggiungeva anche il Manifesto ed anni dopo Liberazione, Carta e così via.
Non so quante copie venda Liberazione, so del Manifesto in crisi ma, se dovessimo misurare la democrazia con le testate dei giornali direi che siamo al top, abbiamo più giornali che lettori.
Nel 1994, quando ho sentito il profumo, ammaliante, della P2 sono tornato a leggere l’Unità per cercare un riferimento che mi mantenesse lucido e coerente nel contrastare l’avanzata della P2 che nel frattempo da associazione illegale e condannata dopo la costituzione della Commissione della Anselmi era andata al governo ed aveva riesumato i fascisti che sino ad allora erano ritenuti impresentabili.
Il tutto grazie a Berlusconi, tessera P2 N° 1816 ed ai suoi complici, avvocati, compari di bisbocce e di traffici di affari ma in modo particolare esperti in evasione fiscale e nella propaganda deviante.
Certo non potevo leggere l’Avanti per tenermi aggiornato in fatto di piduisti era più invaso del Corriere della sera di Di Bella.
Pochi giorni fa in due stabilimenti Fiat, la Marelli è della Fiat, hanno proibito l’esposizione dell’Unità nella bacheca del sindacato e sentire un ex sindacalista come Carniti dichiarare: Nuovo stile Fiat, mi ha fatto capire come mai la sinistra, come la intendo io, sia caduta così in basso.
La Fiat è sempre stata così, Marchionne è solo l’ultimo dei manager che tenta di estromettere il sindacato dalla fabbrica e di azzerare i diritti dei lavoratori come ha sempre fatto la Fiat durante il fascismo e dopo la liberazione, Valletta era molto peggio di Marchionne e che Carniti da ex sindacalista non se lo ricordi è un fatto gravissimo perchè senza memoria si perde la strada, si viaggia a fari spenti in cerca di sorprese anti democratiche.
Pensate che l’Unità veniva diffusa clandestinamente in fabbrica anche durante il fascismo e dovremmo preoccuparci per un divieto di esposizione in bacheca?
Ok, anche se è antidemocratica la posizione della dirigenza Fiat potrebbe essere l’occasione per comprarne qualche copia in più, so che costa 1,20 euro ma si potrebbe comprarne una copia in due e leggerla a turno, sarebbe più utile e serio che farsi fotografare mentre si legge l’Unità per qualche giorno e poi tornare a Repubblica o il Corriere, spero non a Sorrisi e canzoni o i quotidiani del piduista.
E’ il principio di libertà che conta ma il principio di libertà non è propaganda è azione di ognuno di noi e se ritieni che vada difeso vai a comprare l’Unità in edicola. Dico l’Unità perchè  è l’Unità che hanno proibito di esporre in bacheca.
Se fossi un lavoratore della Marelli, della Fiat, comprerei a mie spese  una copia di Libero o del Giornale e la esporrei in bacheca per vedere l’effetto che fa.
Smettiamola con questa solidarietà pelosa ed a tempo, se riteniamo che il giornale vada difeso andiamo a comprarlo in edicola come faccio io, specifico che non faccio l’abbonamento per via del fatto che comprare il giornale per me è un rito al quale non rinuncio mai nemmeno quando sono in ferie.
A questo proposito racconto due aneddoti. Tanti anni fa sono andato in vacanza a Narro, i miei avevano una casa lì che adesso è di mio fratello.
IL paesino è in alta Valsassina e l’unico negozio del paese, che vende di tutto e quindi anche i giornali che arrivavano con l’autobus, non aveva l’Unità solo Corriere, Giorno ed i soliti settimanali di gossip.
Chiesi al negoziante se si poteva avere una copia dell’Unità ed il tipo, che allora era democristiano e poi è diventato leghista, mi rispose stizzito che l’Unità non la leggeva nessuno e lui di procurarne  una copia non ci pensava nemmeno, se vuole vada giù a Taceno  che c’è l’edicola.
La piccola discussione attirò l’attenzione dell’autista dell’autobus che portava la decina di giornali ordinati  dal negoziante  e si offrì di portarmi lui personalmente una copia dell’Unità. Mi chiamò immediatamente compagno, te la porto volentieri mi disse, almeno non faccio il viaggio per niente.
La stessa cosa mi successe in un villaggio a Vieste dove c’erano anche i giornali tedeschi ma non l’Unità ed in quel caso fu l’ortolano del villaggio che si offrì di procurarmi il giornale. Non solo, l’ortolano era un grande estimatore di Giuseppe Di Vittorio ed ogni giorno prendemmo l’abitudine di scambiare due chiacchiere commentando i fatti della giornata, tra l’altro ogni volta che facevo la spesa mi faceva sconti esagerati, indecenti, ma questo lo fece dopo che seppe che ero un “suo” compagno.
Nel campeggio di Castiglione della Pescaia non ho mai avuto il problema, l’Unità era presente con più di cento copie al giorno ed immaginate come sono rimasto, decenni dopo, nel sapere che a Castiglione c’è una amministrazione di destra.
Il lavaggio del cervello era arrivato anche in Toscana.
Come ho già raccontato in un post ho partecipato a decine di riunioni con casa madre, la Fiat, ed una volta mi presentavo con il giornale in tasca e solo in una occasione un ispettore Fiat mi disse: ma tu ti presenti alla riunione con l’Unità in tasca?
A casa mia ognuno legge il giornale che vuole risposi.
Detto questo l’Unità deve camminare con le sue gambe, va bene mettere in risalto che certe decisioni sono un attacco alla democrazia, sempre che vengano colte dalla massa del popolino distratto dalla televisione, ed a rendere più forte l’Unità non sarà certo la propaganda che, anche oggi, è in prima pagina del mio giornale.
Lo dico con affetto, sono altre le strade per sostenere il giornale e la più semplice ed immediata è andare all’edicola più vicina.
La Fiat non vuole l’Unità in bacheca? E noi ne compriamo una copia a testa, ce la infiliamo in tasca con la testata bene in vista, vorrei vedere se passano al sequestro come durante il fascismo.
L’iniziativa della copia individuale l’hanno proposta ieri, con buoni risultati, non resta che andare avanti ed ampliarla senza dimenticare che lo potrebbero fare anche meglio il giornale che Antonio Gramsci ha fondato nel 1924.

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Monti avrebbe obbligato i partiti a candidare gente più capace e presentabile.

28 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #POLITICA


Si discuteva delle cose buone e meno buone che il governo dei professori, o tecnici, come preferite stia per mettere in campo per salvare la baracca, oltre al massacro dei pensionati e del proletariato.
Non entro nel merito delle opinioni che sono variegate ma una costante credo che al governo Monti la si debba riconoscere, massacrare i lavoratori, i pensionati, i diritti e tutto quello che dalla liberazione in poi viene regolarmente messo in campo dal sistema ogni volta che c’è una crisi, che il Paese si avvicina al fallimento come nel 1992.
Si salvano parassiti e banche e si massacra il popolino, sanità, servizi, insomma l’economia come la intendono alla Bocconi, l’università del capitalismo avanzato e parassita riconosciuta in tutto il mondo. Anche negli Usa.
Se il capitalismo fosse una religione potremmo dire che la Bocconi ne è uno dei santuari più famosi, un allevamento di manager e dirigenti capaci di massacrare la massa ed il proletariato come pochi.
La crema dell’economia borghese e parassita italiana dotata di una professionalità superiore alla media e tutto questo è indiscutibile, si può dire che Monti è di destra o al servizio delle banche ma non possiamo negare che sia dotato della virtù meno apparente di cui necessita un manager capitalista. Freddo come un chirurgo, preciso esecutore degli interessi dell’economia parassita e speculatrice.
Proprio perchè tecnico può arrivare ad essere feroce come pochi, oltre la P2 che ha governato negli ultimi anni, per il semplice fatto che i piduisti del Pdl, i fascisti riabilitati alla politica ed i leghisti attaccati alla mangiatoia hanno comunque degli elettori ai quali rendere conto, si fa per dire, e quindi impossibilitati a prendere decisioni nettamente impopolari anche per i loro fans.
Infatti la lega, dopo avere partecipato da protagonista allo sfascio economico, morale, etico e politico del nostro Paese improvvisamente si mette all’opposizione inventando un nuovo genere di parassita, double face, quello di governo e quello di opposizione.
Ma lasciamo perdere.
Ad un certo punto uno degli ospiti in studio ha avuto la brillante idea di fare questa considerazione: il governo Monti con il suo modo di agire professionale educato e corretto costringerà i partiti storici a candidare gente capace e preparata perchè, dopo Monti, certi ministri incapaci ed approssimativi, proposti dai partiti sarebbero inaccettabili per gli elettori di qualsiasi  partito.
Anche se non sono al governo ho pensato subito al Trota, alla Minetti, a Cota, Calderoli  ed altri esempi di impresentabili ed indecenti che sono stati imposti dai capi banda, anche a sinistra ovviamente.
Insomma Monti distruggerà lo Stato sociale, libererà l’Inps dal peso di pensionati alla minima che intralciano i lavori, massacrerà i diritti ma costringerà la politica ad alzare il livello dei loro rappresentanti, basta ministri incapaci altrimenti i partiti si avvierebbero alla scomparsa per emorragia elettorale.
In prima fila c’era la Gelmini non ho avuto l’impressione che abbia realizzato che stavano parlando di lei, anzi sembrava convinta che la cosa, tutto sommato, fosse utile anche al Pdl. Di certo le capacità delle concubine del piduista sono di altissimo livello, se si ricandidasse il postribolo sarebbe garantito e di alta qualità, potrebbe anche fregiarsi del Doc, Dop, Igp, insomma denominazione di origine garantita e controllata.

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«Segnali inquietanti Vogliono lavoratori senza idee»

28 Febbraio 2012 , Scritto da bezzifer Con tag #SOCIALE

 
Non è una novità: Santa madre chiesa e Padroni (che si fanno chiamare industriali ma che pretendono aiuti dallo stato come la chiesa) hanno sempre mirato all'ignoranza, al divieto della cultura, alla non crescita della coscienza individuale e collettiva, alla schiavizzazione del lavoratori (alla quale stiamo tornando) alla precarietà del lavoro per poter meglio ricattare e costringere chi ci sta a starci con le loro regole aguzzine. L'errore semmai è stato fatto dalle sinistre e dai sindacati che hanno dato per scontate certe conquiste di diritto positivo nel lavoro e civili nella società (come aborto e divorzio sui quali la chiesa contrattacca da tempo con la spietatezza che gli è consona). E non solo hanno sbagliato ad accettare i primi ro.co.co di Tiziano Treu nel governo D'Alema, ma hanno sbagliato a credere che quelle tipologie di lavoro fossero una semplice concessione tattica. Furono invece l'inizio della fine.

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