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Blog di bezzifer

La priorità è la ripresa economica ma soprattutto riduzione delle disparità sociale.Non contestare il direttorio UE a due.

24 Giugno 2017 , Scritto da bezzifer

Emmanuel Macron e Angela Merkel insieme in conferenza stampa dopo il Consiglio Ue per consolidare l’asse franco-tedesco sulla nuova Europa.Consuetudine con Sarkozy, interrotta con Hollande, la cancelliera ha parole di apprezzamento per il nuovo presidente francese.

Il direttorio a due c’è stato anche con Hollande,c’è SEMPRE stato. È state inclusivo dell’Italia solo con DE Gasperi agli inizi. Poi l’Italia è sempre stata troppo instabile per essere inclusa nella leadership Europea. È sempre stata “l’ultimo dei grandi” (dove per Grandi si intende Francia e Germania). Qualche volta Prodi nel 96-98 e Renzi sono riusciti a fare dell”Italia il terzo pilastro (vedi vertici trilaterali a berlino/ventotene/parigi nel 2016). Però poi sono caduti e han lasciato il posto a governi ancora più fragili. Invece Berlusconi, che al contrario è durato tanto, ha sempre snobbato l’UE fino al punto di rifiutare lui stesso gli inviti per entrare nel gruppo di contatto Europeo sull’Iran o quello dei paesi fondatori nel 2005.Consiglio su questo di leggere Sergio Romano, Francesco Paolo Fulci e i documenti dello IAI.

Sarebbe ingenuo ed irrealistico pensare che l’Europa possa esistere senza un forte blocco di base a cui gli altri, volenti o nolenti, si trovano ad aderire. Dal punto di vista dell’immagine è però deleterio che i cittadini europei siano indotti proprio da un’esibizione del genere ad attribuire a quei due soggetti tutte le manchevolezze che invece sono uniformemente diffuse in tutti i paesi dell’Unione, solleticando i nazionalismi ancora molto forti. Pare proprio che la Brexit non abbia insegnato niente a questi signori.

Avanti così. Certamente la priorità assoluta è in questo momento la difesa. La Francia possiede l’unico esercito europeo dotato di armamenti moderni, la Germania non può invece organizzarne alcuno, visti i trattati del ’47. Ma, lavorando di concerto, soldi e tecnologie tedesche possono iniettare nuove energie nell’esecito francese, facendone di fatto il nucleo fondante di una difesa europea nuova di zecca. In quanto tale non soggetta ad alcuna delle limitazioni di cui Italia e Germania ancor oggi soffrono.
Un esercito comune non solo consentirebbe ai Paesi membri larghe economie di scala, ma sarebbe il primo passo verso un ridimensionamento dell’impegno NATO, oggi svantaggioso per l’Europa sia in termini di costi economici che per l’impossibilità di incidere su politiche sempre più lontane dai nostri interessi e dimensionate sulle nuove strategie atlantiche.

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