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Blog di bezzifer

Una parola, anzi due: CIALTRONI PARASSITI!!!!

19 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

 

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Vitalizi, gli ex consiglieri regionali scrivono alla Camera: “Non toccate il privilegio. È un diritto legittimo”Il prossimo 31 maggio comincerà l’esame della proposta di legge che riforma l’accesso agli assegni per gli ex politici. Un ddl che per il Coordinamento nazionale di consiglieri ed ex consiglieri regionali ha “un’unica finalità: sanzionare un’intera classe politica “. Gli ex amministratori locali invitano dunque i deputati a colpire “la Presidenza della Repubblica e la sua Struttura, la Corte Costituzionale e la sua struttura, la Magistratura di ogni ordine e grado, l’Avvocatura dello Stato”. Persino i giornalisti.

Una diffida bella e buona, a metà strada tra l’ingiunzione e un volantino propagandistico, è stata inviata dagli ex consiglieri regionali italiani alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati e ai capigruppo della Camera. Una lunga lettera per dire che i vitalizi non si toccano, che i diritti acquisiti sono intangibili, che nessuno si sogni di cambiare con una legge il trattamento economico a favore di chi ha svolto funzioni pubbliche nelle Regioni italiane. Insomma una difesa a tutto tondo, inviata perché il prossimo 31 maggio comincerà l’esame della proposta di legge – il primo firmatario è il deputato del Pd Matteo Richetti – che vuole riformare il regime degli assegni che spettano ai politici dopo la fine del mandato.

La levata di scudi parte dal Veneto, ma coinvolge tutti gli ex amministratori italiani che si riconoscono nel Coordinamento Nazionale della Associazioni di consiglieri ed ex consiglieri regionali e di ex deputati delle Assemblee Regionali. Questo esercito di politici ha come presidente il padovano Aldo Bottin, democristiano che fu a capo della giunta regionale del Veneto nel biennio 1994-95, prima dell’avvento di Giancarlo Galan.

“Questo è giuridicamente, moralmente ed eticamente inammissibile”. Continuare a pagare le tasse per mantenere questi sciacalli a vita invece è “giuridicamente, moralmente ed eticamente AMMISSIBILE” immagino. Se una Legge dello Stato li ha coperti di soldi, un’altra Legge dello Stato può riparare a questo spreco di denaro dello Stato, smettendo di pagare troppo profumatamente chi suda soltanto sotto la lingua e non produce quasi niente per lo Stato.
Certo che da Enti decentrati che con una certa frequenza hanno ottenuto il favore delle cronache per le oculate e coerenti richieste in rimborso per spese poi definite “pazze”, questi ultimatum lasciano basiti.Lo scollamento di costoro dalle situazioni economiche delle persone normali (che sono poi quelle che mandano avanti la baracca) è ormai totale. Non siamo maturi per decentrare leggi di spesa senza controlli e speriamo che si ponga rimedio visti i disastri.
Non mi pare che lo stesso criterio sia stato applicato alle pensioni già maturate degli italiani. Senza contare che, per esempio, i dipendenti pubblici che vanno in pensione – 5 anni dopo quanto originalmente previsto -, la liquidazione la percepiscono DOPO DUE ANNI DALLA DATA DEL PENSIONAMENTO, e la pensione comincia ad arrivare mediamente dopo 5/6 mesi…Sono diritti stra-acquisiti, ma se poco poco uno è rimasto solo e non ha soldi da parte, fa in tempo a perdere la casa e morire di fame, aspettando che i gozzovigliatori seriali quei diritti li rispettino.Ormai resta più solo che prenderli a legnate…
Quando questi parassiti hanno varato la Legge Fornero facendo milioni di poveri in un colpo solo, allora andava bene, vero? I diritti acquisiti non si possono toccare solo quando intaccano la Casta, quando invece riguardano il popolino tutto si può fare e si può giustificare, lì non vi sono diritti acquisiti e comunque non contano niente…. se un Dio c’è spero si ricordi di Voi….. mentre quando vi saranno le elezioni spero che il popolo vi stronchi una volta per tutte!!!!!
PS:Cari Consiglieri regionali, il VITALIZIO non è un DIRITTO LEGITTIMO, ma un PRIVILEGIO USURPATO. Lo dice la nostra Costituzione all’ART. 69: “I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge”. Il vocabolario Treccani dà una definizione di indennità: “4. Per estens., denominazione talvolta data all’intera retribuzione, soprattutto nei casi in cui è corrisposta a persone non legate da un rapporto d’impiego: per es., l’i. parlamentare, corrisposta ai deputati e ai senatori per l’esplicazione delle loro funzioni”. Quindi NON AVETE DIRITTO NEMMENO ALLO STIPENDIO figuriamoci alla pensione e a tutti gli altri benefici. La funzione di parlamentare deriva da un mandato elettivo e non è configurabile come un rapporto di lavoro pubblico: non c’è nessun contratto di lavoro tra Stato e parlamentare, nessuno vi ha assunti. La pensione la definite “vitalizio” proprio perché non rientra nella disciplina del Diritto del Lavoro.

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