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Blog di bezzifer

L’avere cura di noi e degli altri, di ciò che siamo insieme, dato che in questo mondo siamo tutti intersecati, intrecciati nello stesso ordito, e ciascuno di noi è anche gli altri e gli altri sono ciascuno di noi – “diversi corpi, stessa mente” dice il buddismo.

5 Maggio 2017 , Scritto da bezzifer

Il Medioevo di questi anni

Risultati immagini per Rodolfo il Glabro, monaco di Cluny

Non viviamo l’epoca di Rodolfo il Glabro, grazie al cielo ma soprattutto grazie a noi, umani, che abbiamo saputo lasciarci alle spalle buona parte del nostro peggio, ciò che appunto chiamiamo inumano e che invece è purtroppo parte del nostro essere, contro cui non dobbiamo mai smettere di combattere: la violenza contro il più debole, la legge del più forte, nessuna idea di un destino comune.

Fenomeni che riesplodono, o rischiano di riesplodere, quando le cose vanno male: quando la società diventa più povera, quando ciascuno pensa solo a salvare se stesso (e vuole farlo da solo), quando ciascuno si sente oggetto di violenza e vessazione da parte di qualcuno più forte e quindi trasforma in oggetto di violenza e vessazione chiunque veda più debole.

Ed è difficile non vedere come questi siano i segnali del tempo che viviamo: lontanissimi, certo, da quelli di Rodolfo il Glabro, ma sempre più lontani anche da quelli assai più recenti in cui si era capito che il destino di ciascuno è legato a quelli di tutti.

Il tutto contro tutti, il rancore diffuso, il non fidarsi di nessuno, il votare a dispetto sono connotati dell’oggi.
Che è successo? Forse dovremmo provare a mandare indietro il nastro e riconsiderare quello che abbiamo fatto.
Penso che la pubblica opinione sia una brutta bestia . Basta poco per portarla su terreni infidi, incerti.
La generazione della guerra e della ricostruzione si è estinta quasi del tutto.
Quelli nati nel dopoguerra con i valori di allora oggi sono anziani ( etiam ego ) .
I capi famiglia di oggi sono nati negli anni ottanta ( già c’era Craxi, la Milano da bere, drive in, ecc) con valori più orientati al consumismo, all’arrivismo, al trasformismo. Con Berlusconi la frittata è fatta.
Oggi abbiamo : sul piano politico tre fazioni in lotta tra loro, sul piano sociale, una collettività sotto la pressione della crisi economica che non vuole finire e della immigrazione di massa dall’Africa in crisi. Sono tempi bui con pochi punti di riferimento.
Per quanto mi riguarda, resto ancorato all’Europa, alla Costituzione, alle istituzioni della nostra Repubblica, al PD, a Papa Francesco, alle nostre buone tradizioni culturali ( tra queste il volontariato e l’accoglienza) e familiari ( tra questi la solidarietà e la buona cucina) .
Non sono pessimista come predica il grullo , ma un po’ preoccupato si .

Con i dovuti distinguo siamo certamente immersi in un moderno medioevo,non arriveremo al cannibalismo,almeno spero,ma i rapporti umani e la socialità diventeranno sempre più complicati. Il fenomeno migratorio secondo me accelera questo processo degenerativo,arginarlo pare impossibile,però se sarà provato che alcune Ong si mettono d’accordo con gli scafisti,direi che chiudere questo schifo a me pare più che legittimo.

Mi auguro che le prossime generazioni possano uscire da un tunnel così pietoso,tra interessi finanziari, e populismi senza senso,risultano talmente di scarso interesse che l’apatia e il disinteresse siano l’unica svolta logica.PURTROPPO,il maiuscolo è necessario.

C’è un’analisi storica e una riflessione sui nostri tempi. In qualche modo esse sono separate dalla stretta attualità, sulla quale si può parlare ( e già tanti lo fanno ) e sproloquiare, e suggerire, e giustificare e continuare a sparare all’impazzata, confermando involontariamente il pessimismo del BM. Va bene che non si deve solo guardare in alto, altrimenti si sbatte; ma si sbatte anche guardando solo in basso.Aggiungo, per dovere di obiettività, che la riflessione e l’analisi sul tempo di oggi non indica amici e nemici, buoni e cattivi, colpevoli e innocenti. E invece questo andrebbe fatto. L’effetto collaterale è che non c’è più in giro chi almeno provava a ricordarci che siamo tutti uguali.

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