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Blog di bezzifer

Perfino Il Fatto s’imbarazza per la performance di Casaleggino da Lilli

8 Aprile 2017 , Scritto da bezzifer

Doveva essere la consacrazione mediatica del Nuovo Leader, la presentazione al pubblico adorante del Figlio assurto al trono del Padre, l’epifania del Capo illuminato che illumina le masse: e invece il debutto televisivo di Davide Casaleggio a Otto e mezzo è stato un completo disastro.

A cominciare dagli ascolti: il Casaleggino ha raccolto un misero 5,56% che lo colloca mezzo punto sotto la media consolidata del programma e al 120° posto (su 169) nella classifica delle puntate più viste.

Persino il Fatto, l’intrepido house organ della Casaleggio Associali srl, è rimasto perplesso e se l’è cavata con un imbarazzato richiamino in prima pagina e una mesta cronachetta a pagina 5 il cui titolo – “Il debutto da leader di Casaleggio jr.: ‘Il capo è Grillo’” – ha l’involontario sapore di una colossale presa in giro.

Eppure l’epifania del Figlio era stata preparata con grandissima cura e attenzione.

Rocco del Grande Fratello, il capo della comunicazione grillina, aveva scelto il salotto buono di Lilli Gruber e, per rendere più frizzante lo spettacolo, aveva inserito nel cast Domenico De Masi e Gianluigi Nuzzi: il primo ha appena completato una ricerca sul futuro del lavoro pagata dalla Casaleggio Associati srl, che lo stesso De Masi illustrerà al convegno di domani a Ivrea in memoria di Casaleggio padre; convegno la cui organizzazione è stata affidata alla Visverbi Visfacti, l’agenzia che rappresenta tra gli altri anche Nuzzi (che a Ivrea sarà uno dei moderatori dei dibattiti) e che è di proprietà della moglie, Valentina Fontana.

In questo ritrovo fra amici (“il campo non è dei più ostili”, scrive pudicamente il Fatto), dove la domanda più aspra riguardava la passione del Figlio per gli sport estremi e quella, ereditata dal Padre, per gli scacchi, la personalità del Casaleggino è emersa in tutto il suo fascino: allegro come un paracarro, ha dispensato pillole di saggezza (“Dobbiamo investire di più sull’innovazione”) e analisi acute (“Vedo la democrazia rappresentativa in forte crisi”), ha respinto ogni ruolo nel Movimento 5 stelle (“La mia società non se ne occupa”) e ha scansato ogni domanda vagamente politica, per esempio sull’espulsione a Genova della candidata sindaca vincitrice delle comunarie (“Il tema esula da questa trasmissione”).

Lo “spottone” al M5s – la definizione è di una spaesata Gruber, vistosamente pentita di aver accettato una tale pietosa messinscena in cambio delo scoop della prima apparizione televisiva del Figlio – si è concluso mestamente come mestamente era cominciato. “Sarà molto raro vedermi in tv”, ha promesso il Casaleggino. E Lilli ha tirato un sospiro di sollievo.

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