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Blog di bezzifer

Il solito articIl solito articolo immaginario della solita, si fa per dire, giornalista. Prima dice che Renzi dice e poi accusa che Renzi ha tetto e per finire sostiene che Renzi dirà!olo immaginario della solita,

25 Aprile 2017 , Scritto da bezzifer

Renzi si appoggia su Macron: “Io ho salvato il Pd”

L’ex premier cura contatti tra sinistra e destra, domani a Cavriglia, venerdì a Bruxelles. Ma dopo le primarie, sfida all’Ue e al governo. Di Angela Mauro.

Se di ‘tristezza’ si deve parlare, egregia Mauro, si dovrebbe rivolgere lo sguardo indietro, al tradimento del Referendum e a ‘quel’ brindisi vile e spudorato.
Se ci fosse un MACRON di riflessione, il resto, con scissioni e veleni, non è che da prendere come un RINNOVAMENTO, quindi SERENITA’.
E non sarà certo un Calenda qualsiasi, sintetizzatosi nel limite del twitter, a costringere nessuno in un angolo: nell’angolino c’è esso a cinguettare.
Un suggerimento: non date i numeri, please.

Oggi Gori, il sindaco di Bergamo ha scritto che se non ci fosse stato Renzi il pd sarebbe stato a livello dei socialisti francesi, e francamente piu che una opinioni e’ una realta’. Renzi raccolse un partito avviato alla agonia guidato da Bersani e da parole d’ordine che in Europa hanno fatto il loro tempo. Detto questo le primarie PD che vengono presentate dalla direttora e i suoi sgherri topolino e la Mauro come una cosa triste stanno invece riscaldando gli animi degli iscritti e degli elettori, e se per qualcuno prendere centinaia di migliaia di voti da parte di cittadini in carne e ossa nel bel mezzo di un ponte festivo, in un paese dove un signore con 352 voti oggi e ‘ vicepresidente della camera e aspirante premier (ex aspirante direi),e’ una cosa triste, le consiglierei di andare dA un buon medico.Al contrario gli ultimi sondaggi di istituti rispettabili vedono di nuovo il pd avanti ai pentastellati e credo che da qui ad alcuni mesi e’ un divario che vedrem allargarsi,piu’ i 5s si trovano a dover fare proposte al posto di insultare e piu dicono scemenze che pagano pesantemente e Di maio in questi ultimi due giorni ha battuto tutti i records delle minchiate.

Gli sfigati grillini, poveri dementi carne da macello della setta Grillo Casaleggio, non sapendo cosa dire fare scrivono si fa per dire commenti, ms invece di ragionare col cervello ragionano con quello che hanno il sedere.

Voi GRULLI vive di trasposizioni della realta’. Qui se ci sono degli adepti sono quelli della setta di Genova, io fortunatamente faccio parte ancora di quelli del pensiero libero e democratico anche , quando questo vi assicuro costa tanto ma preferisco vivere da cittadino libero all’interno di un progetto ce mi permette di dire e scrivere quello che voglio, senza avere il timore di essere buttato fuori per lesa maesta’. Poi, vedete si commettono anche degli errori, ma l’importante e’ saperli riconoscere e ripartire avendo la onesta’ intellettuale di sapere che costruire e’ molto piu’ difficile di distruggere, richiede molta fatica, tempo, e idee ma dopo po e’ molto bello riuscirci.

PS:– Raccogliamo i cocci della politica sconfitta.
Alla fine dobbiamo ammetterlo: ce lo siamo meritato. Loro, i francesi, per i cinque anni bruciati nella fiamma del nulla da Holland, un vanitoso incapace. E dall’ingordo Fillon, che assumeva mogli, figli e nipotini a carico dello Stato. E dal Sarkozy, le cui disavventure erano bastate a cancellarlo dall’affollato manipolo di candidati. Noi, gli italiani, sempre pronti a fondare un grande partito per distruggerlo. E se parliamo di sinistra, sempre disposti a fondarne poi cento, che neanche messi insieme valgono una cicca. Uno sguardo in giro nel resto dell’Europa ci conferma che le cose per i partiti politici vanno malino quasi ovunque. Tempo addietro, quando meno te lo aspettavi, saltò fuori un ragazzotto, un toscanaccio pieno di energie, che esperto del gioco delle carte, si elevò ad “asso pigliatutto”. Ci riuscì per mille giorni. Fece cose buone, e cose sbagliate. Mise nei posti critici persone giuste e persone sbagliate. Era Matteo Renzi, e dalla accozzaglia di farabutti che lo avversarono, fu costretto a uno stop. Da allora sono passati più di tre anni, e lo squadrone che lo contrasta è sempre sul chi vive, anche se ormai è frantumato in corpuscoli inerti. E oggi, all’improvviso, a un passo dalle Alpi che ci dividono, la Francia acclama un altro ragazzotto capace, che ormai viaggia spedito verso una probabile conferma. Sarà lui a rappresentare la Francia in casa sua e nei consessi internazionali. Anche lui è bravo. Non urla, ma convince. Ha di fronte due nemici pericolosi: una donna energica, che rappresenta il populismo di essenza più che fascista, e la realtà di un paese importante, spaccato esattamente a metà, come un melone cantalupo, che apri per vedere se è maturo. Si chiama Emmanuel Macron, e credo che al ballottaggio il prossimo 7 maggio ce la farà. E allora è fatta, in Italia torna Renzi, e in Francia vince Macron. Andiamoci piano. Non è così scontato, per l’uno e per l’altro. Ci vorrà un po’ di tempo per confermare vincitori e vinti. Nel frattempo anche a Parigi, come accade da noi, cominciano a circolare pettegolezzi e stupidaggini. Soprattutto perché il trentanovenne probabile presidente ha sposato la sessantaquattrenne sua insegnante al liceo. Non è un disastro, ma comunque offre qualche piccolo appiglio ai maldicenti. Pensate cosa avrebbero detto se fosse capitato il contrario, scoprendolo con una moglie di sedici anni. “Allora vincon tutti”? – direbbe Bersani. No. E’ la politica, che è ridotta in cocci. In Francia come in Italia. Con i socialisti d’Oltre Alpe scesi dal 28 al 6 percento. Se questa non è una disfatta trovatemi voi una migliore definizione. E da noi? Bè. Questa sarà un’altra storia.

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