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Blog di bezzifer

Guarda guarda, questo Scafarto è una vecchia conoscenza di Travaglio (che infatti lo difende)

11 Aprile 2017 , Scritto da bezzifer

Il direttore del Fatto minimizza il primo falso e censura il secondo

Il capitano del Noe di Napoli Giampaolo Scafarto, da ieri messo sotto inchiesta dalla Procura di Roma con l’accusa gravissima di aver manipolato gli atti dell’inchiesta Consip che coinvolge anche Tiziano Renzi, è una vecchia conoscenza di Travaglio e del Fatto: è sua, infatti, la famosa e famigerata intercettazione della telefonata fra il comandante interregionale della Guardia di Finanza Matteo Adinolfi e Matteo Renzi, nel corso della quale l’allora segretario del Pd esprimeva un giudizio critico sull’allora presidente del Consiglio Enrico Letta.

Quell’intercettazione faceva parte di un’altra fantastica inchiesta della Procura di Napoli, dedicata alla metanizzazione dell’isola di Ischia e subito sparata sui giornali con inevitabile contorno di nomi tanto illustri quanto del tutto estranei all’indagine: Massimo D’Alema e i suoi vini, un certo numero di deputati del Pd che avevano ricevuto in modo del tutto lecito un finanziamento elettorale dalla Cpl Concordia, Luca Lotti e naturalmente Renzi.

L’inchiesta, ovviamente, è finita nel nulla, dopo che le conversazioni in questione erano state trasferite a Roma in un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati destinato all’archiviazione.

Ma al Fatto, come è ben noto, delle inchieste, e soprattutto dei risultati che queste portano, non interessa un bel nulla: tutta l’attenzione di Travaglio e dei suoi voyeur giudiziari è concentrata sullo sputtanamento degli innocenti, purché famosi e del Pd.

Su quella telefonata – intercettata e pubblicata abusivamente, perché senza alcun rapporto con l’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia – i diffamatori seriali del Fatto costruirono una delle loro abituali campagne di fango: esattamente come hanno fatto con il “caso Consip”, di nuovo grazie allo zelante lavoro del capitano Scafarto.

E’ dunque ovvio che oggi il Direttore di Bronzo cerchi in tutti i modi di occultare la clamorosa notizia dell’indagine su Scafarto, esibendosi in una sperticata difesa del malaffare e dell’imbroglio: “A lume di naso – scrive il Travaglio – è improbabile che un ufficiale esperto come Scafarto [esperto, come abbiamo visto, in intercettazioni che non hanno rilievo penale ma tornano utili per sputtanare Renzi, ndr] abbia intenzionalmene messo in bocca a Romeo le parole di Bocchino”.

Al lume del naso di Travaglio è invece “più probabile l’errore materiale: sempre spiacevole, ma umanamente comprensibile in quell’enorme mole di elementi da esaminare”.

Sì, avete letto bene: il povero Scafarto, sommerso dalle carte da lui stesso prodotte e in gran parte del tutto inutili (se non per infangare qualche innocente dal cognome famoso), s’è confuso e, poverino, in un’informativa ha scritto che Alfredo Romeo avrebbe incontrato Tiziano Renzi, mentre invece è stato Italo Bocchino ad incontrare – per motivi politici, quand’era parlamentare, in tutt’altro contesto – il figlio Matteo.

Abituato a manipolare e a omettere come il suo amico del Noe di Napoli, Travaglio poi si dimentica dell’altra, forse persino più grave, accusa a Scafarto: quella di essersi inventato una presunta “attenzione” dei servizi segreti – notoriamente alla dipendenza della presidenza del Consiglio, cioè di Renzi – per le indagini che stava svolgendo rovistando nella spazzatura di Romeo.

Tutto falso: la presunta Jeep dei servizi segnalata dall’occhiuto Scafarto apparteneva – come gli stessi carabinieri avevano subito verificato – ad un signore colpevole soltanto di abitare a due passi dalla sede romana della Romeo Gestioni.

Su questo il naso di Travaglio – più lungo di quello di Pinocchio – non ha nulla da commentare: e così il Direttore di Bronzo semplicemente evita di parlarne, censura la notizia e si rifiuta di segnalarla ai suoi pochi lettori.

Ma noi lo perdoniamo: da un cameriere della Casaleggio Associati srl non ci si può aspettare molto di più.

Lasciamolo sereno sguazzare nel suo elemento preferito, il fango, in compagnia dei suoi amichetti provvisoriamente a piede libero. Purtroppo per il Fatto, l’Italia è piena di magistrati e di carabinieri per bene.

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Tom 04/12/2017 07:54

Magari sarebbe il caso di indicare che è un articolo di Rondolino