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Blog di bezzifer

E dopo mesi passati a citare, tutti eccitati, le classifiche di RSF oggi i grillini si scagliano contro. E’ bastato il solito post della Casaleggio Associati per invertire la rotta.

27 Aprile 2017 , Scritto da bezzifer

Le classifiche sulla libertà di stampa hanno senso? In quella del 2017 l’Italia ha recuperato 25 posti nonostante gli attacchi contro la stampa del M5S, dice il rapporto: perché?

Risultati immagini per Le classifiche sulla libertà di stampa hanno senso

RSF chiede un parere ai professionisti di mestiere, è un gruppo con una buona partecipazione su base internazionale, ne fanno parte diversi giornalisti autorevoli e, di conseguenza, la sua classifica è la più famosa. Fino a ieri era oro colato, non dimentichiamolo.

Una classifica della libertà di stampa è piuttosto difficile, diversi parametri sono complessi da misurare. Certo, classifica soggettiva ma comunque interessante, secondo me, di come percepiscono il proprio paese alcuni specialisti che lavorano nel campo dell’informazione. Buffo però che tutta questa contestazione di validità emerga proprio in concomitanza con la citazione di Grillo: tra l’altro i 5S erano già stati citati in precedenza da RSF.

Qualche settimana fa RSF era un punto di riferimento, ora no. Quelli ad essere ridicoli siete voi grillini ignoranti e il vostro bispensiero. Non avete una testa per pensare quindi prendete a prestito quella di Peppe. Aldilà dell’affidabilità del metodo di RSF (di cui si discute da anni), c’è una cosa particolarmente divertente: M5S e attivisti hanno spesso usato il 77° posto in classifica come pretesto per poter attaccare giornali, media, politici, presentatori e quant’altro, scaricando loro la totalità delle colpe, salvo oggi ritrovarsi come parte sostanziale del problema con tanto di menzione speciale.Chissà come cambierà il loro atteggiamento, adesso.

“Il rapporto cita esplicitamente Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle tra gli autori di queste minacce” ovvero come trollare il capo dei troll.

Il rapporto parla di “delegittimazione” del giornalismo. Non è che il M5S ha minacciato direttamente i giornalisti; ma che ha usato la sua ENORME influenza sul pubblico (ricordo, primo/secondo partito in Italia con un bacino di milioni di “spettatori”) per smuovere l’opinione pubblica contro i giornalisti in sé, non contro il loro lavoro. Il blog di Beppe Grillo aveva una rubrica che si chiamava “Giornalista del giorno” dove si mettevano alla gogna i giornalisti perché avevano, secondo loro, detto cose sbagliate/esagerate sul M5S: non era un rubrica di fact-checking, ma un vero e proprio pubblico ludibrio che scaldava gli animi ed incitava i lettori contro tali persone.

E! Da una veloce ricerca su Google saltano fuori, a caso, alcuni episodi che, secondo me, corrispondono a minacce nemmeno tanto velate:
– «Faremo i conti con i Floris e i Ballarò e le altre trasmissioni, tipo quelle di La7…» (2013)
– “Questo orrendo trio (giornalisti, politici e industriali) va giudicato attraverso un processo popolare, mediatico che inizierà dopo le elezioni europee. Sarà fatto in Rete dove verrà ricostruito un castello virtuale con le celle individuali, ognuna con la sua targhetta. (…) Ci saranno le liste, le prove e i testimoni di accusa come in processo. Per ogni persona ci sarà un cittadino che articolerà i capi di accusa. Alla fine gli iscritti certificati al M5S potranno votare per la colpevolezza o l’innocenza” (2014)
– “Buttati a mare con una pietra al collo”. (il senatore del M5s Michele Giarrusso dalla sua pagina Facebook rivolto al giornalista della Tgr Sicilia Davide Camarrone” (2016)
– senza dimenticare la rubrica-gogna “il giornalista del giorno” su Beppegrillo.it.

Insomma, a volerle cercare un po’ se ne trovano, di minacce…Chiunque abbia gli occhi aperti riesce a identificarle.Gli esponenti del M5S hanno detto pubblicamente innumerevoli volte che quando saliranno al potere i giornalisti che hanno osato contraddirli la pagheranno cara.

MA ! Vedo molta indulgenza verso le “critiche di Grillo”: Vi ricordo che i parlamentari a 5S vanno in TV solamente se si possono intervistare da soli. Nessun confronto, nessun dibattito. Certo, loro si giustificano dicendo che la stampa è di regime e quindi non ha senso farsi intervistare da qualche giornalista fazioso. Questo però vuol anche dire che, da qui a non si sa quando, finchè loro riterranno la stampa faziosa si sottrarranno al confronto e alla critica. Mi sembra una posizione piuttosto pericolosa.
Il secondo punto sono i modi della critica di Grillo e degli eletti 5S: la minaccia è praticamente sempre presente e allude a scenari futuri in cui “tapperanno la bocca”, “daranno aria”, “si dovranno cercare un lavoro vero”.Dai dai che siete primi nei sondaggi nonostante tutto e finalmente ci cacciate.

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