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Blog di bezzifer

Dall’Assemblea di Articolo 1 attacchi a Renzi, avvisi Gentiloni e il perenne obiettivo di colmare gli spazi a sinistra

2 Aprile 2017 , Scritto da bezzifer

Gli scissionisti iniziano da dove avevano concluso, attaccando Renzi e il Pd.

“Il Pd è diventato Pdr, partito personale e pigliatutto, con dentro tutto e il contrario di tutto. Non mi meravigliano alleanze strane, arriverà presto l’alleanza con Silvio Berlusconi alla quale diciamo di no. La data del voto in ogni caso la sceglie il Presidente della Repubblica non Matteo Renzi”. Da queste parole di Roberto Speranza, pronunciate a Napoli durante la prima Assemblea di Articolo 1 Mdp, si evince come il Pd sia ancora in testa agli ex compagni di viaggio, che ormai da quasi due mesi hanno deciso di lasciare il partito e formare insieme ad alcuni ex Sel il nuovo movimento.

Speranza continua l’attacco volendo far capire le differenze che ci sono state in questi anni tra il gruppo dirigente e gli scissionisti: “Parliamo dei problemi delle persone, parliamo di lavoratori, parliamo a chi non ha capito il Jobs Act, parliamo a quel popolo che è andato a votare al referendum delle trivelle e si è sentito dire ciaone, un insulto. E’ una stagione dell’arroganza che dobbiamo chiudere, basta con la politica dell’arroganza”

Un attacco frontale che fa capire le distanze tra i due soggetti politici, anche in vista delle prossime amministrative. L’ex capogruppo Dem chiude in qualche modo al Pd, ma tende la mano a Giuliano Pisapia, che ha mandato un messaggio, affermando che quella è anche casa sua perché “l’obiettivo che abbiamo è lo stesso e riguarda la possibilità che l’Italia riparta con un centrosinistra ampio. Se quello è l’orizzonte io sono convinto che le nostre strade si incontreranno molto presto”.

Un ringraziamento speciale da parte di Speranza è andato a Bersani e D’Alema, che secondo il leader di Articolo 1  ci hanno messo “un supplemento di generosità. Vi ringrazio per il coraggio della battaglia politica ma anche per la generosità in un tempo in cui è naturale che la nuova generazione stia avanti nella costruzione di un nuovo soggetto”.

Anche Massimo D’Alema, a margine dell’Assemblea, parla del suo ex partito e di Matteo Renzi a cui lancia un affondo: “Renzi non può impedirci di fare politica, è un diritto sancito dalla Costituzione. Questo movimento è gestito da persone più giovani, noi diamo una mano”. E poi afferma che dopo il Congresso del Pd “molte persone guarderanno a Mdp, dove finalmente si colma il vuoto lasciato dal Pd a sinistra”.

Anche Pier Luigi Bersani parla di Matteo Renzi, secondo l’ex segretario del Pd “il Congresso fatto in questa forma serve solo a dare di nuovo un mandato a Renzi per fare quello che vuole per i prossimi tre quattro anni“, poi conferma l’intenzione di discutere con il M5s: “Io preferisco il centrosinistra, poi parlo con tutti e i Cinque stelle facciano quello che vogliono. Se vogliono stare sempre soli, io sono disposto a discutere. Se loro non sono disposti va bene così”.

Sulla legge elettorale sono tutti d’accordo: i capilista bloccati devono sparire. Arturo Scotto conferma che i parlamentari di Mdp sono “pronti a votare il Mattarellum. Temiano però che ci sia un trucchetto, quello di lanciare il Mattarellum e farselo bocciare, sarebbe molto grave. Il Pd deve assumersi una responsabilità”.

Anche sul Governo il coro unanime: sosteniamo Gentiloni, ma ci ascolti e non tiri a campare.

Poi c’è il capitolo de Magistrisaccolto dall’Assemblea e disponibile al dialogo, ma non ad un’alleanza: “Abbiamo fondato un movimento politico che si chiama Dema e siamo sempre interessati al dialogo, è il sale della democrazia. Ma il nostro movimento è stato creato per costruire un’alternativa popolare, politica, sociale economica e culturale che metta insieme rivoluzione, radicalità, affidabilità di governo e anche innovazione”.

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