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Blog di bezzifer

Tra eutanasia e aborto , qui in in Italia non ci stá il diritto di scelta , si nasce schiavi e si muore schiavi in questa Nazione.

2 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Aborto, donna si rivolge a 23 ospedali per potere interrompere la gravidanza.E’ la storia di una 40enne di Padova, già madre di due figli. A raccontarla è Il Gazzettino. “Mi negavano la disponibilità nei modi più disparati: non ce la facciamo, siamo già al limite, non riusciamo a stare nei tempi, ci sono le vacanze, sono tutti obiettori”

Credo che questa vicenda sia davvero assurda, sintomo che i contorti meccanismi di uno stato che non è capace di darsi delle regole semplici e chiare, non consentono ai cittadini di esercitare i propri diritti e favoriscono la tendenza di strutture pubbliche di andare contro le leggi vigenti… fossi stato al posto della signora che ha vissuto tale disavventura, ai primi rifiuti mi sarei ripresentato il giorno successivo accompagnato dai carabinieri.Viene da chiedersi se mai qualcuno pagherà (sono molto scettico) per tali torti e per aver reiteratamente violato le leggi vigenti… La sanità pubblica dovrebbe in oltre tutelarsi da tutti quei medici e personale paramedico che obiettano in corsia, ma che magari praticano l’interruzione di gravidanza in strutture private a pagamento, non è forse lecito pensare che dovrebbero essere cacciati dall’ordine?

L’obiezione di coscienza è un diritto moralmente inalienabile, ma… dovrebbe essere illegale per definizione; come era un tempo per l’obiezione al militare – che poi ha ingiustamente mantenuto il nome “obiezione” quando è diventata una semplice opzione di servizio civile (per quanto un’ opzione con alcuni svantaggi, contrariamente a questo caso). Altro esempio è l’obiezione fiscale, arma nobile e coraggiosa nel giusto contesto… ecco, proviamo a rendere legale l’obiezione fiscale, vediamo cosa succede.

Ma voi ce lo vedete un medico specialista in medicina trasfusionale obiettore perché testimone di Geova? O cardiochirurghi che non utilizzano valvole biologiche di derivazione suina o bovina (sì, esistono ancora) perché musulmani o indù?

Ora immaginiamo una cosa.Tutti i medici, sui cartellini attaccati al bavero, sui biglietti da visita, sulla carta intestata, sulle ricette e sulle targhe alla porta dello studio hanno scritto il loro nome, la professione e “OBIETTORE” se obiettore.

Immaginato un’altra cosa.Tutte le donne che credono nel diritto di scelta sanno anche scegliere il medico adatto al loro diritto di scelta.

Immaginato una terza cosa.Un medico, diciamo ginecologo, “obiettore” denunciato per aver praticato l’aborto in forma privata. e quindi licenziato dall’ospedale per “Falso in atto pubblico” e per “omissione di obblighi professionali”; licenziato senza la liquidazione e con richiesta di risarcimento danni da parte dell’ospedale.

Sono profondamente convinto di una cosa:Il diritto che si alimenta esclusivamente della soppressione del diritto di altra persona non è un diritto bensì una infamità.
Rispetterei l’obiettore se l’obiezione si esercitasse sul proprio privato; ma così non è.
E l’alta percentuale di obiettori dice chiaramente che non è un problema di coscienza bensì un problema di “squadra”. O meglio “anch’io ho diritto di lavorare”.Ed ecco una contraddizione: in casi del genere io mi sento di “obiettare”. Posso, vero?

E in un contesto simile si pretende di fare una legge sul “fine vita”?
Con Jose Mario Bergoglio che viene messo in minoranza dalla Curia, e confessa che ” ha la sensazione che il suo pontificato sarà breve, 4,5 anni ”
Lui sa di che cosa sta parlando. Obiettori per l’aborto, super obiettrori per il fine vita.
Ora per le elezioni prossime forse una legge farsa si farà. Ma come per l’aborto, che bisogna procurarselo nel privato, per il suicidio assistito , o qualcosa di simile, bisognerà pagare per entrare nelle strutture private o tornare a valicare le Alpi verso la Svizzera.

PS:La solita doppia morale del nostro paese. Una legge che non viene applicata per principi dei benpensanti. In nome di questi pregiudizi secolari si nega un diritto alle donne. Ma in che paese viviamo? In che oscuro paese medievale? In questi giorni mi ha colpito anche il caso sull’eutanasia. E l’Italia rimane sempre zitta o accusa. Basterebbe semplicemente essere umani e non indottrinati dalla religione che ci incatena a paure e pregiudizi arcaici. Italiani la vita è adesso. Basta con il rimandare tutto a una ipotetica vita ultraterrena. Viviamo con umanità e sensibilità qui e ora!

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