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Blog di bezzifer

SCALFARI:Matteo Renzi e l’ho trovato molto cambiato da come avevo interpretato allora la sua politica. Abbiamo parlato sia dell’Europa sia della società globale sia dell’Italia e della sinistra italiana ed anche del governo Gentiloni che rappresenta soprattutto il Partito democratico chiamato renziano dopo la scissione di Bersani e dei suoi compagni di strada.

19 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Cosa pensa Matteo Renzi della sinistra in Italia e in Europa.L’ex premier si dedicherà a riformare il partito soprattutto nella sua struttura territoriale. Ma nel frattempo studierà un modello di Pd che persegue quello impostato da Veltroni al Lingotto di oltre dieci anni fa: riformatore e soprattutto europeista.

Scalfari dopo aver in un certo senso catechizzato Renzi, non v’è più alcun dubbio: o Renzi o le “deluge”. Tempo ha impiegato, ma ha capito. A sinistra al momento non c’è altro leader. E’ inutile fargli la lotta, come in passato, i soliti noti, hanno fatto con Veltroni, Rutelli, ecc…. Se vogliamo vincere il populismo di Grillo e Salvini, bisogna sostenere solo ed esclusivamente il Pd. Non ci sono alternative e non c’è tempo per studiarne altre in ambito politico. Spero solo che il governo Gentiloni faccia le cose ed in tempi rapidi e non vivacchia. Altrimenti avremo lo stesso epilogo del dopo Monti.

E’ vero: le rivoluzioni più importanti della storia sonno state supportate da movimenti culturali e ideologici: la rivoluzione francese dalle idee dell’illuminismo, di Diderot e Voltaire, la rivoluzione russa dal comunismo di Marx, Engels, Lenin. Naturalmente in un contesto di grave crisi sociale e politica. Il populismo di Grillo e di Salvini trae origine dalla protesta in una situazione di crisi economica sociale  politica, ma manca di una base fondamentale (si tratta di fondamenta) culturale e ideologica e anche politica nel caso di Roma.  A Renzi, che fa bene a provare a crescere culturalmente e politicamente per poter divenire uno statista migliore, consiglio di aggiungere alle sue letture tre saggi di Federico Chabot: L’Italia contemporanea, Storia dell’idea d’Europa e l’idea di Nazione: sono datati, non tutto è per attuale situazione , ma sono formativi.

C’è poca lungimiranza nei politici di oggi, e a sinistra in particolare. Ci si divide “anche se fondamentalmente la si pensa allo stesso modo”, come direbbe il Guzzanti-Bertinotti di qualche anno fa, e si perde di vista il vero problema centrale, l’unico grande turning point dei prossimi anni: vogliamo puntare a diventare uno stato cuscinetto sotto l’influenza del Putin o del Trump di turno, o unirci, noi paesi europei, per mantenere il nostro diritto all’autodeterminazone e alla democrazia? Questa l’unica vera linea di divisione politica, non la politica economica, i voucher, il referendum costituzionale, i residui di altre ideologie novecentesche ormai morte e sepolte. Europeisti oppure antieuropeisti: si scelga dove stare!

Quello che manca è una classe intellettuale che sappia all’accorrenza essere guida, consigliera e punto di riferimento della politica. Oggi disponiamo solo di qualche buon giornalista che però (spesso anche per loro colpa) non sono percepiti come indipendenti, qualche filosofo come cacciari, troppo polemico e scontroso per essere punto di riferimento, il sempre arzillo ma ormai datato(nelle idee non nello spirito) rodotà. Il resto è deserto. Intanto chi fa tendenza sono personaggi come crozza, dove i politici amano farsi deridere e ci ridono pure, i T.S. tv dove solo si urla e ci si offende reciprocamente, i v. sgarbi vari perché fanno audience. Alla fine sembra tutto una buffonata senza soluzione. Non meraviglia che in questo deserto gli unici a farsi strada siano personaggetti come gruillo e i salvini. ne è la prova il cav., passato di moda da quando ha smesso di strillare.

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