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Blog di bezzifer

PER LE GENERAZIONI FUTURE LA SOVRANITA’ dei popoli DEVE ESSERE PSICOLOGICAMENTE ASSOCIATA AL MALE.

10 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

“Curiosamente, invece, i globalisti neoliberisti (pazzi furiosi)”sosterranno che, rifiutandoci di associarci con coloro che potrebbero distruggere i nostri valori, siamo noi che violiamo i loro diritti”.
Ci dice Brandon Smith : “VEDETE COME FUNZIONA L’IMBROGLIO ORITO DAI MEMBRI i del “NWO”?”.
I globalisti neoliberisti (figli di buona donna)”sfruttano la parola “isolazionismo” per infangare i sostenitori della sovranità nazionale agli occhi della pubblica opinione”,
e invece “non bisogna vergognarsi dell’isolamento quando principi quali la libertà di parola e di espressione o il diritto all’autodifesa vengono messi in discussione da quattro cialtroni straricchi”.
Inoltre, “non c’è nulla di sbagliato nell’isolare un modello economico prospero da altri modelli insoddisfacenti”, anche perché, al contrario,” imporre a un’economia di mercato libero decentralizzato di “ADOTTARE UN’AMMINISTRAZIONE FEUDALE ACCENTATRICE” attraverso un governo e una banca centralizzati finirà per distruggere il modello”.
Così come “IMPORTARE MILIONI DI PERSONE MIGRANTI”i con differenti valori per rinvigorire una “nazione» non è altro che “una ricetta sicura per il disastro totale”.
In un mondo senza barriere, continua Smith, si potrà solo eliminare una cultura per sostituirla con un’altra: “Questo è quello che vogliono ottenere i globalisti neoliberisti pazzi furiosi”.
E’ lo scopo vero dietro le politiche delle “frontiere aperte” e della globalizzazione neoliberista – annichilire il confronto delle idee, così che l’umanità finisca col pensare di non avere altra opzione all’infuori della “RELIGIONE DELLE ELITE DEL POTERE GLOBALE del “NWO”.
” Lo scopo ultimo dei globalisti neoliberisti “non è di controllare i governi”, che sono solo uno strumento, bensì “ottenere un’influenza psicologica totale”, onde conquistare definitivamente “il CONSENSO VOLONTARIO DELLE MASSE( con l’aiuto dei socialisti mondialisti) alle loro castronerie niente affatto culturali “.
“Le élite sostengono che la loro idea di una “singola cultura mondiale è il pilastro fondamentale dell’umanità”, e che non c’è più alcun bisogno di confini perché nessun principio è più importante di questo”.
“Fino a quando i confini, come concetto, continuano a esistere, ci può sempre essere la possibilità di separare ideali diversi che competono con la filosofia globalizzatrice neoliberista “:
“e questo non è accettabile per le élite del “NWO”.
“Oggi, con l’affermarsi dei movimenti anti- globalisti neoliberisti , la tesi portata avanti dal ‘mainstream’ è che i “populisti” (sovranisti) rappresentano una classe spregevole e ignorante, sono elementi pericolosi che minacciano “la pace e la prosperità” provenienti dalle sapienti mani globaliste neoliberiste” .
“Ancora una volta, Carrol Quigley predice questa propaganda con decenni di anticipo, quando discute la necessità di “rimanere all’interno del sistema” per cambiarlo, anziché combattere contro di esso, e parla della “classe medio-bassa” definendola “spina dorsale del fascismo del futuro”.
E spiega: “I membri del partito nazista in Germania venivano per lo più da questa classe di contadini”, alla quale associa “i movimenti di centro-destra” degli Stati Uniti.
“I globalismi neoliberisti , continua Smith, hanno avuto mano libera sulla maggior parte dei governi mondiali per almeno un secolo, se non di più”.
“A seguito della loro influenza, abbiamo avuto due guerre mondiali, la Grande Depressione, la Grande Recessione che non è ancora finita, troppi conflitti regionali e genocidi perché possano essere contati, e la “SISTEMATICA OPPRESSIONE DEI LIBERI IMPRENDITORI”i, degli inventori e delle idee, al punto che soffriamo ormai di stagnazione sociale e finanziaria”
Curioso: “I globalisti neoliberisti sono rimasti al potere a lungo, ma la colpa delle numerose crisi avvenute negli ultimi 100 anni viene data all’esistenza dei confini”.
“I campioni della libertà “vengono definiti inqualificabili populisti e fascisti”, mentre i globalisti neoliberisti si sottraggono a ogni accusa”.
“Non esiste uno straccio di prova che confermi l’idea che la globalizzazione neoliberista , l’interdipendenza e la centralizzazione funzionino davvero”, insiste Smith.
Per capirlo, “basta esaminare l’incubo economico e migratorio presente nell’UE”.
Quindi, i globalisti neoliberisti “sosterranno che il mondo non è abbastanza centralizzato”, cioè diranno che “ci vuole più globalizzazione neoliberista , non meno, per risolvere i problemi del mondo”.
“E questa è una affermazione espressa da menti malate ! ”
Nel frattempo, “ I PRINCIPI DELLE SOVRANITA’ NAZIONALI DEVONO ESSERE DEMONIZZATI” storicamente”.
” Intollerabile, infatti, la stessa esistenza di diverse culture”:
“Per le generazioni future la sovranità deve essere psicologicamente associata al male”.
Vogliono un mondo in cui “il principio di sovranità sia considerato così aberrante, così razzista, così violento e insidioso che chiunque si vergognerebbe di averlo sostenuto”.
E’ una vera “prigione mentale unica per autentici dementi”, ed è “il luogo dove i globalisti neoliberisti vogliono portarci, ossia al manicomio reale”.
Ribellarsi? Per Smith, è possibile solo col volontariato, costruendo “una spinta verso la decentralizzazione, la localizzazione, l’indipendenza e la vera e reale produzione(ma non di inutili e dannosi robot!).
Meglio avere i confini, se lasciano l’individuo “libero di partecipare a qualsiasi gruppo sociale che desidera o che si crede composto da individui migliori -per lui -che desidera salvaguardare le libertà per tutti”, nell’ambito di “UNA SOCIETA’ SEMPRE NON COSTRETTA AD ASSOCIAZIONI FORZATE”.
Ma Smith non è ottimista:
“Questo sforzo richiederebbe enormi sacrifici e una battaglia che probabilmente durerebbe per una generazione”.
L’unica sicurezza è “COMBATTERE con le idee”:
“Possiamo solo mostrare che il mondo dominato dai pazzoidi globalisti neoliberisti -in cui viviamo oggi- è chiaramente destinato alla catastrofe”.
“Occorre un esercito politico per sterminarli tutti politicamente”.

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