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Blog di bezzifer

Ora o si di decidere il futuro dell’Europa o si sparisce.

3 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Si avvicina il momento delle scelte per gli europei. E gli attori del processo fanno le proprie mosse, da cui dipende il futuro di tutti noi, che come cittadini contribuiremo in modo decisivo a determinare.

La Commissione Juncker ha pubblicato un Libro bianco sul Futuro dell’Europa in vista del Consiglio Europeo del 25 marzo a Roma in occasione dei 60 anni dei Trattati di Roma che crearono la Comunità Economica Europea. Al Consiglio Europeo di Bratislava i Capi di Stato e di governo si sono impegnati a lanciare a Roma una Dichiarazione solenne che delinei il percorso futuro dell’integrazione europea. Non sarà ancora il momento delle scelte concrete, ma dell’individuazione del possibile percorso.

Tra il 2017 e il 2019 si definirà forse una volta per tutte il corso dell’integrazione europea. Tra il 2017 e 2018 si voterà in Francia, Germania e Italia. In Francia e in Italia la vera posta in gioco alle elezioni è l’uscita dall’Unione e quindi l’esistenza stessa dell’UE. Vi sono infatti forze politiche che chiedono l’uscita dall’Euro. Secondo i trattati l’Euro è la valuta della UE, e l’Unione monetaria è “irreversibile”. Ma l’art. 50 prevede la possibilità che un Paese seceda dall’UE in quanto tale. Se Grillo e Salvini in Italia avessero insieme una maggioranza parlamentare, l’Italia uscirebbe dall’UE. Basta un voto parlamentare , e i referendum sui trattati internazionali sono esplicitamente vietati dalla Costituzione. Sarebbe una sorta di suicidio collettivo per l’Italia, ma il nostro dibattito politico si concentra piuttosto sulla divisione dell’atomo a sinistra. Dopo questo ciclo elettorale ci sarà qualche anno senza elezioni nei maggiori Paesi dell’UE e dell’Eurozona (la Spagna ha votato l’anno scorso). Se in Francia e in Italia prevarranno le forze europeiste si aprirà una finestra di opportunità per decisioni importanti, da concretizzare in tempo per le elezioni europee del 2019, per rilanciare l’Europa e il suo ruolo nel mondo, dotandola dei poteri necessari a rilanciare l’economia e l’occupazione e a garantire la sicurezza interna ed esterna. È questa la scadenza e il percorso indicato dalla Commissione nel proprio Libro Bianco, che si impegna ad accompagnarlo con cadenze precise e con proposte dettagliate volte a rafforzare la dimensione sociale dell’Unione, a completare l’Unione economica e monetaria, a governare e proteggere dalla globalizzazione, a realizzare una difesa europea, e relative al futuro delle finanze e delle risorse europee.

Va riconosciuto che il primo a posizionarsi è stato il Parlamento Europeo con l’approvazione a febbraio di tre rapporti che nel loro insieme costituiscono le proposte del Parlamento per il futuro dell’UE, fondate su una chiara strategia. Il Rapporto Bresso-Brok individua tutti i passi che possono essere fatti nel quadro dei Trattati vigenti. È una sorta di sfida ai governi se-dicenti europeisti: queste cose possono essere fatte subito, serve solo la volontà politica. Il Rapporto Verhofstadt indica invece i passi necessari a rafforzare l’Unione e a metterla in condizione di rispondere alle richieste di sicurezza e benessere dei cittadini europei, ma che richiedono una riforma dei Trattati. Il Rapporto BerèsBöge riguarda la creazione di un bilancio dell’Eurozona, ovvero come procedere con l’Europa a più velocità  considerando l’Eurozona come il nucleo integrato da rafforzare, e l’UE il cerchio più largo.

Il Libro Bianco della Commissione rilancia in qualche misura quella strategia. Inizia richiamando la visione federalista di Altiero Spinelli e del Manifesto di Ventotene. Analizza le sfide che l’Europa ha di fronte – sul piano geopolitico, della difesa, dei mutamenti demografici, economici e climatici, delle diseguaglianze sociali – e mostra che richiedono una maggiore integrazione europea e un’Unione in grado di agire più efficacemente all’interno e all’esterno. Poi, prudentemente, offre 5 diversi scenari della possibile evoluzione dell’UE nei prossimi anni, che di fatto però aiutano a comprendere la necessità di una maggiore integrazione, eventualmente a più velocità.

Sia i Rapporti del Parlamento che il Libro Bianco della Commissione segnalano di voler aprire a Roma una fase di ascolto, un grande dibattito che dovrà avere luogo in tutti gli Stati membri e in collaborazione con il Parlamento europeo e i governi e parlamenti nazionali per coinvolgere la società civile europea, sapendo che si avvicina l’ora delle scelte per l’Europa.

Commissione e Parlamento con le loro proposte lungimiranti e ragionevoli cercano di spingere l’Unione oltre la crisi, ma si scontrano spesso con egoismi nazionali di corto respiro. Hanno però dalla loro parte gran parte della società civile europea. Ormai oltre 500 intellettuali europei hanno firmato l’Appello per una rifondazione dell’UE (disponibile nelle varie lingue e aperto a ulteriori adesioni su www.marchforeurope2017.eu) e migliaia di persone sono attese alla Marcia per l’Europa che si terrà a Roma il 25 marzo. Nell’ora delle scelte tocca ai cittadini europei far sentire la propria voce per dare ai leader politici il coraggio e la forza di rilanciare i valori e la visione di Ventotene e dei Padri fondatori.

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