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Blog di bezzifer

Non è che in giro ci sono ancora troppi Romeo (italian style), Cantone. E’ che nella politica ci sono troppi ladri, troppi incompetenti, avventurieri, arraffoni, delinquenti a vario titolo e per varie interposte persone …. Se i politici corrotti e infami fossero messi in galera sine die, senza benefici, patteggiamenti, terzi gradi di giudizio, prescrizioni (regole peraltro scritte da loro – sic!!!) e con l’obbligo di restituire 10 volte il mal tolto (intaccando anche i patrimoni familiari) vedresti come diminuiscono di brutto i Romeo!!!!!

13 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Raffaele Cantone: “La corruzione nasce dalla politica, in giro ci sono troppi Romeo” “La politica continua a occuparsi di gare e appalti. La corruzione nasce qui.”Credo (che di Romeo, ndr.) ce ne siano tanti, ma io sono tranquillo, e sono sicuro che gli eventuali tentativi non vanno da nessuna parte”. Lo afferma in un’ intervista a Repubblica il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone che sui politici sotto inchiesta dice: “Si valuti, a prescindere dagli interventi giudiziari, se sono compatibili con ruoli di responsabilità per il Paese”.

E’ un titolo orrido-e falso-in prima pagina. E il FuffaPost che fa? Lo riprende. Anzi fa peggio: mette in bocca a Cantone parole mai pronunciate.La giornalista fa la domanda:
Quanti Romeo ci sono in giro che cercano di circuire Cantone?
“Credo ce ne siano tanti, ma io sono tranquillo, e sono sicuro che gli eventuali tentativi non vanno da nessuna parte”.
Ridicoli gli zombies 5stelle: non hanno niente di cui accusare Cantone eppure sbavano insulti vergognosi.Cantone fa quel che può. L’errore è stato contrabbandare la sua nomina come una panacea contro la corruzione. I politici o gli amministratori nulla possono senza la connivenza dei dirigenti o dei funzionari. Questi ultimi possono anche senza l’avallo della politica. Raramente si sente parlare di funzionari e dirigenti inquisiti e tanto meno condannati.

Troppi Romeo o troppi politici corrotti? In ogni caso, al di la’ della persona, c’e’ da chiedersi a cosa e’ servita e serva l’ANAC. La politica fuori dagli appalti? Parole al vento, gli appalti sono la principale fonte di “autofinanziamento” di molti politici ed amministratori.In effetti l’intervista, al di là della sicurezza apparente nel tono di Cantone, fa emergere la preoccupante inadeguatezza del sistema nel prevenire gli episodi di corruzione.
C’è sempre una giustificazione valida nelle parole di Cantone, ma la sostanza è che non riesce a fare nulla di veramente efficace per contrastare la corruzione.

Assolutamente d’accordo che i magistrati non possano essere valutati da una parte politica.Non arrivo comunque a pensare che Anac sia oggi, nel suo insieme, al servizio di una parte politica. Mi fermo a valutare l’inefficacia sostanziale del suo operato in termini di lotta alla corruzione.Su Raineri, sappiamo come tutta la vicenda fu inquinata dal ruolo ambiguo dei consiglieri – sembra fossero gli estensori materiali della richiesta di parere a Anac – che Raggi stessa ha definito come “suoi errori”.

In realtà, all’istituzione dell’ANAC si è accompagnata una nuova normativa anti corruzione, che avrebbe dovuto rendere molto più incisivi i controlli preventivi.Ad esempio, la normativa sui conflitti d’interesse è, almeno in teoria, molto restrittiva.Ma i risultati sono, come è sotto gli occhi di tutti, assai modesti.Purtroppo non mi meraviglia perchè un contrasto efficace si può avere con una normativa che renda sconveniente a livello penale la commissione della corruzione.Bisogna spezzare il legame che rende processualmente conveniente al corrotto e al corruttore coprirsi a vicenda, visto che entrambi commettono il reato.

Soluzione drastica:Chi per primo fra corruttore e corrotto si pente e va dalla magistratura ad autodenunciarsi e restituisce il guadagno illecito che ha avuto….non deve essere punito.Così voglio vedere chi vorrà commettere il reato visto il timore di “fidarsi” dell’altro, il quale potrebbe lasciarlo nei guai da solo con la magistratura.

Un discorso chiaro, sia sulle potenzialità del fenomeno ‘corruzione’ che in politica non meraviglia più nessuno in ambito di appalti e consimili, sia nella posizione di Romeo che ha già superato indenne processi e ricorsi al T.A.R.

Resta il fatto che l’operato del Procuratore Pignatone ha finalmente lasciato a stecchetto tutta la ‘fauna’ famelica di ‘reputation killer’ che con soap opera e gossip, per decenni, hanno fatto il bello e il cattivo tempo a tutto vantaggio dei becchi di ferro, pronti a negare se stessi prima ancora del popolo che gli si affidava. Ora sarà la Magistratura ad emettere sentenze, non i giornali di ‘tendenza’.Non è certo il momento di nutrire illusioni, però davvero la mossa di Pignatone restituisce un buon motivo per rispolverare la possibilità di sperare.

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