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Blog di bezzifer

Mossa intelligente direi! Mi auguro aderiscano in molti: per le casse del fisco e per contribuire a far rinsavire gli inglesi

9 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Entra in vigore la flat tax, la norma per attirare in Italia i Paperoni stranieri. Il Governo punta a intercettare i delusi dalla Brexit. Emiri, imprenditori facoltosi, calciatori, cantanti. Per il fisco sono high net worth individual, cioè persone con un patrimonio netto alto, mentre nel linguaggio comune, più semplicemente, sono chiamati Paperoni. Abituati fino ad oggi a vederli soprattutto all’estero, potrebbero presto scegliere l’Italia, portando con sé la loro ricchezza diretta e non. Chi ci spera per primo è il governo italiano che con l’entrata in vigore della flat tax punta a raccogliere almeno una parte di quel deflusso finanziario provocato dalla Brexit che modificherà gli equilibri della grande ricchezza in Europa.

In Europa si sta da anni combattendo una guerra fratricida e silenziosa, senza l’utilizzo di armi o spargimento di sangue, ma fatti di sconti, aliquote ridotte ed accordi fiscali per attrarre (e sottrarre) capitali, grandi patrimoni e holding dei grandi gruppi mondiali.

La flat tax per i neo residenti è forse il primo piccolo segnale che dà il nostro Paese in questa competizione che ci ha visto per troppo tempo soccombere inermi, sotto i colpi soprattutto di Irlanda, Regno Unito ed Olanda.

Anche se va molto di moda il termine, non si tratta propriamente di una flat tax ma di un tributo capitario (essendo fisso per tutti indipendentemente dal reddito prodotto) di 100.000 euro per ogni neo residente in Italia, compresi cittadini italiani residenti all’estero, con la possibilità di estendere l’applicazione anche i familiari pagando 25.000 euro per ognuno di esso.

Unico requisito stabilito è che potrà usufruire di questa tassazione solo chi è residente all’estero da almeno 9 periodi d’imposta negli ultimi 10 anni che precedono l’applicazione.

Prima del versamento dell’imposta va però presentata un’istanza all’Agenzia delle Entrate che una volta verificato il dettagliato questionario richiesto, autorizza o meno il neo residente a versare l’imposta fissa.

E’ chiaro che questo provvedimento presenta molti profili di criticità e di incompatibilità sia con la nostra Costituzione che prevede l’uguaglianza (anche fiscale) di tutti i cittadini e stabilisce il principio di capacità contributiva, sia con gli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia ma quella che stiamo affrontando è una battaglia da anni senza esclusione di colpi e per colpa della crisi economica una guerra anche per la sopravvivenza.

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