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Blog di bezzifer

Landini, sei solo chiacchiere e distintivo, come tutti i sindacalisti.

4 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Landini: “Non mi interessa la sinistra, serve una nuova cultura del lavoro”La sua università è stata la fabbrica. I suoi punti di riferimento provengono dal mondo sindacale e hanno le sembianze di Giuseppe De Vittorio, Claudio Sabattini e Bruno Trentin. Per lui il vero nodo è soltanto uno: il lavoro. “Bisogna ricostruire un pensiero nel quale il lavoro torni ad essere il perno centrale per un nuovo modello fondato sulla giustizia sociale”.Nella sua stanza un dipinto con scritto “C’è chi dice NO”, sotto una poesia di Bertolt Brecht.

Adesso Renzi parla di “lavoro di cittadinanza” rispolverando il pensiero del sociologo Luciano Gallino. Un passo in avanti o rimaniamo sempre indietro visto che nel resto d’Europa si parla di reddito di cittadinanza? Bisognerebbe ricordare a Renzi che senza diritti non c’è cittadinanza nel lavoro e quindi che la prima operazione da fare è cancellare il Jobs Act. Poi, visto che lo si cita, bisognerebbe anche ricordare a Renzi che Gallino non ha mai contrapposto un piano per il lavoro con un intervento pubblico alla possibilità di introdurre un reddito minimo o un reddito di dignità. Le due cose non sono contrapposte, questo è l’errore che si sta facendo nel nostro Paese.

Coraggio dell’Utopia per un futuro di progresso, cultura e conoscenza.Questo è il contenuto del progetto di fabbrica e comunità di Adriano Olivetti.E’, mi pare, il momento di rinnovare questa idea d’impresa. I lavoratori non possono rimanere intrappolati tra luddismo e pauperismo. Il lavoro o è finalizzato a una vita dignitosa dentro e fuori dalla fabbrica che riesca a far sì che i lavoratori siano anche Cittadini, oppure diventa qualcosa d’altro che fa vivere bene solo chi lo sfrutta.

Ma no, c’è già Landini primo ministro in pectore, che ha scoperto che per risolvere il problema della disoccupazione basta dare il lavoro a chi non ce l’ha. E lui (non io) sa come farlo: “con le lotte e la mobilitazione” e un bel po’ di slogan stantii urlati al vento. Basta munirsi di un po’ di bandiere rosse, fischietti di ordinanza e bidoni-tamburo, poi passeggiare per le strade ed, eventualmente, fare un bel concerto a piazza San Giovanni. Sono di rigore i cappellini con il logo della CGIL-pensionati e il pranzo al sacco. Insomma un’allegra scampagnata, preferibilmente di sabato. Per i più acculturati c’è anche una poesia di Bertolt Brecht e, in sostituzione dell’abrogata “Bandiera Rossa”, la solita “Bella ciao” per una nuova Resistenza ai fascisti del 1945, scomparsi settantadue anni fa! Ah, se ci fosse ancora Baffone, lui sì che li sapeva fare i piani quinquennali…

E Infatti: “Bisogna fornire risposte concrete a chi ha timore di rimanere disoccupato o di finire a vivere sotto i ponti. Ci vogliono fatti concreti, non più parole” Così parlò Landini, il Salvatore della Patria.
E quali sarebbero i “fatti concreti”? Il famoso “piano straordinario per il lavoro”, che sarebbe come dire: siccome ci sono molti disoccupati, bisogna dargli un lavoro, così non ci sono più disoccupati, “per ridare il Paese ad una cultura del lavoro” (?). E’ incredibile che nessuno abbia mai pensato ad una soluzione così “concreta” ed ovvia: per eliminare la disoccupazione, basta dare un lavoro a chi non ce l’ha! In aggiunta, per non farsi mancare niente, Landini ha un’altra bella idea “concreta”: difendere, oltre ai lavoratori dipendenti, anche i lavoratori autonomi e le partite IVA, come i tassisti per esempio, e (perché no?) i professionisti, gli artigiani e i commercianti.
Per far questo basta creare un nuovo soggetto politico, nel quale unire tutte le categorie (neo o post proletarie?), che evidentemente non potrebbe che chiamarsi “Partito del Lavoro” e per il quale (l’intervistatore a questo punto commenta: “ride”) è pronto a mettersi a disposizione “per una sfida di rinnovamento”. Ghe pensi mi!
Come ha potuto sospettare l’intervistatore che un “sindacalista” che dice queste cose sia un “furbo”? A meno che non volesse dire che è uno che non vende neanche parole (altro che fatti concreti!), ma solo fumo all’ingrosso e al minuto…

Landini: “Occorre un piano straordinario per il lavoro, che affronti anche il problema di un ruolo pubblico nel lavoro di cura e di manutenzione del territorio, in cui lo Stato possa svolgere un ruolo di soggetto di ultima istanza sul lavoro, ma questo non è sostitutivo né alternativo a un possibile reddito di dignità o reddito minimo. Anche perché per poter reggere un reddito minimo, che deve essere naturalmente a carico della fiscalità generale, è chiaro che bisogna puntare a un obiettivo di piena e massima occupazione”.
A parte il fatto che tutto quello che ha dichiarato Landini è solo aria fritta e non tiene minimamente conto della situazione reale in cui ci troviamo e del peso insostenibile del debito pubblico, l’unica cosa che si tocca con mano è che sta proponendo un formidabile aumento delle tasse per finanziare un fantastico “piano straordinario del lavoro”, che sarebbe per di più “non alternativo né sostitutivo” (e sarebbe quindi complementare) ad un possibile “reddito di dignità o reddito minimo” a carico della “fiscalità generale” (cioè noi)! Per esempio: una forte patrimoniale su immobili, aziende, risparmi ecc., e l’aumento dell’IVA al 40%. E infatti Fratoianni e Sinistra Italiana l’hanno detto chiaro e tondo. Naturalmente questo brillante programma attirerà a più non posso i capitali esteri per investire in Italia e spingerà quelli italiani a restare tranquillamente qui per farsi spennare per amore della Patria e dell’Umanità dolente. Immagino che anche Bergoglio sarebbe d’accordo e venderebbe immediatamente tutte le proprietà della Chiesa per finanziare il programma di Landini, rinunciando anche all’8×1000.

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