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Blog di bezzifer

Il Marchese del Grillo in salsa antidemocratica…

21 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Scusate per l’accostamento, ma non vorrei offendere il grande capolavoro di Alberto Sordi dove un bonario e scherzoso ricco marchese romano giocava con i “poteri forti” facendosene beffa. Qui invece si parla di intenzioni, oramai non troppo celate, di un leader politico che ha come unico intento quello di prendere il potere e lo vuole tutto per se.

Il Golpe genovese, dove dopo tante parole e fuffa sulla democrazia che viene dal basso, ha rimosso la candidata che era stata eletta per metterci uno da lui preferito, ha scatenato un putiferio anche all’interno dello stesso movimento. L’accusa è quella di avere avuto troppi contatti con Pizzarotti (altro espulso) e che bisogna fidarsi di lui.

OGGI GRILLO ATTRAVERSO IL SUO BLOG HA DETTO CHIARAMENTE:

“Qui decido io, fotte una sega delle vostre opinioni, chi è con me mi segua e stia zitto, gli altri se ne vadano a formare un nuovo partito”

La situazione è paradossale, in particolare a pochi giorni dalla difesa in tribunale dove si è dichiarato estraneo al movimento, al blog e agli articoli in essi contenuti, ma non nuova per un uomo che non ha mai nascosto le sue reali intenzioni.

 Per capire la situazione basterebbe tornare indietro agli “albori” quando scrivemmo Il vero motivo per cui Pizzarotti fu allontanato dall’M5s (Leggi qui) e di come da allora non si è mai fatto scrupoli di allontanare chiunque non seguisse le sue indicazioni senza mai contraddirlo.

Pizzarotti è di fatto l’emblema del fallimento “democratico” di Grillo e di quanto la sua sete di potere sovrasti, e non di poco, gli interessi del paese che si dice pronto a difendere.

Sindaco eletto quando il M5s valeva meno di 0, capace di amministrare una città che ora funziona e lasciata in una situazione economica e organizzativa disastrosa dalla precedente amministrazione, non attaccato alla poltrona e sempre pronto ad un confronto con le opposizioni per risolvere i problemi e mai per affermare la propria superiorità.

La sua giunta è rimasta con Lui anche dopo la cacciata di Grillo ed è evidente che queste persone sono rimaste per senso del dovere visto che sono gli unici che hanno mantenuto le promesse di stipendi bassi dove il consigliere che prende di più (ed è un esterno al movimento) prende 4.880 euro al mese. Cose che a Roma per trovare qualcuno che prenda meno di 5.000 euro bisogna andare a trovarlo in qualche remota circoscrizione.

 

MA TORNIAMO ALLA GESTIONE M5S

Insomma, che sia simpatico o no, uno come Grillo se veramente volesse il bene del paese si circonderebbe di tanti altri Pizzarotti e non di tante Paola Taverna. Pianificherebbe un programma economico, un risanamento, una proposta di ristrutturazione del paese e invece lascia parlare liberamente i suoi solo quando si tratta di idiozie come scie chimiche e vaccini, nessuno può parlare di politica (quella vera) sempre che sappiano di che si parli.

“Circondati di coglioni per metterti in risalto”

E’ probabilmente questa la filosofia di Grillo, ben nota nella storia facendo delle similitudini di quando si sospettò (e i sospetti non furono pochi) Mussolini per aver eliminato Italo Balbo sabotandone l’aereo, quando questi iniziò ad interessarsi un pò troppo di politica e rischiava di offuscare l’immagine onnipotente del Duce stesso. Ma così anche Stalin, Hitler, i nord coreani e così via. Tutte le dittature TUTTE si sono essenzialmente assomigliate nell’avere un’unica guida, un’unica figura da adorare, un’unico capo che decide su tutto e tutti.

Eppure a me non sembra di esagerare paragonando Grillo a questi nefasti personaggi storici.

IL DILEMMA DEL GRILLINO MEDIO

Immaginate la classica situazione in cui lei è strainnamorata di lui, tanto da non vedere nemmeno un difetto, lo adora come un Dio e passa sopra a tante piccole cose che “tanto si possono gestire”. Gli da la propria vita, il proprio tempo, per lui rinuncia a tutto, si annulla perchè l’importante è esistere per Lui.

…E poi un giorno scopre che è un violento, che la tradisce, che non la considera, che fa i fatti suoi e che la usa solo quando può servire e poi la rigetta tra i panni sporchi tornando a fare ciò che vuole. Succede che avendo distrutto la tua vita non ce la fai a scappare, non ce la fai ad ammettere razionalmente di aver sbagliato e continui a seguirlo e a subire angherie…

Perchè questo esempio ? Credo sia lo stato umano del grillino medio in questo momento. Negherà con tutta la forza che Grillo non sia quello che abbiano sognato fino a ieri, anche se le evidenza fanno male. Potesse scapprebbe, ma non ne ha la forza. Non potrà mai ammettere davanti a se stesso di essere stato così stupido.

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