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Blog di bezzifer

Ed è curioso che, nel suo viaggio alla Silicon Valley, Renzi non abbia maturato un po’ di interesse verso il dibattito e gli esperimenti in merito che avvengono proprio da quelle parti

3 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

“LA DIFESA DELLE SOVRANITA’ ED IL RIPUDIO TOTALE DELLE POLITICHE DI BRUXELLES”.
“La Marine le Pen a Coblenza ha approfittato del vertice per dichiarare che “il patriottismo non è la linea politica del passato ma quella del futuro” ed ha aggiunto di voler esplicitamente salutare il 2017 come l’anno della “FINE DELL’EUROPA”.
“Ci dice Marco Della Luna che saranno in pochi a rimpiangere questa Europa tecnocratica e dei banchieri (Bankster)che ha imposto assurde politiche “neoliberiste di austerità”, che ha impoverito i lavoratori e le famiglie mentre ha decisamente fatto aumentare i profitti dei potentati finanziari transnazionali.
Tanto meno si rimpiangerà l’uscita del gruppo di tecnocrati europei i quali si sono inchinati ed hanno assecondato tutte le peggiori politiche decise da” Washington dell’Amministrazione Obama”, dalle sanzioni alla Russia alla destabilizzazione dei paesi come Libia e Siria ed al favoreggiamento esplicito dei gruppi terroristi jihadisti che adesso Trump dichiara di voler combattere prioritariamente.
Si vedrà se alle parole seguiranno i fatti.”
“Da notare che la sta guadagnando terreno presso tutti i popoli d’Europa, tanto che lo stesso Junker, uno degli oligarchi della UE, ha consigliato sommessamente di evitare i referendum per l’uscita dalla UE perché il risultato sarebbe sempre “funesto” per la UE.
La distanza fra l’ “OLIGARCHIA TECNOCRATICA di BRUXELLES “ ed i popoli europei si è enormemente accresciuta, ed i tecnocrati della UE sembrano vivere ormai” FUORI DELLA REALTA’ “ mentre maneggiano i loro algoritmi di bilancio e discutono di manovre dello 0,05/o 0,06%.
I principali esponenti delle grandi corporations (multinazionali), grandi banche, politici, giornalisti e “pseudo intellettuali”, consultati a Davos per esprimere un loro parere sulle nuove prospettive mondiali, hanno manifestato profonda preoccupazione davanti alla “POSSIBILE DERIVA DEL MONDO OCCIDENTALE” che si riteneva agganciato definitivamente al “PROCESSO di GLOBALIZZAZIONE NEOLIBERISTA”.
Si sapeva anche a Davos quale era la posta in gioco:
“la scommessa di creare “UN MONDO GLOBALIZZATO ,UN GRANDE MERCATO UNICO MULTICULTURALE “e omologato, “DOMINATO dalle grandi corporations e dalle entità finanziare transnazionali.”
“D’altra parte non era mai stato nascosto quale era l’ “OBIETTIVO FINALE” e per ottenere questo andavano bene i processi di destabilizzazione di paesi del Medio Oriente-Africa e Asia, le grandi migrazioni verso l’Europa con sostituzioni di popoli, l’imposizione di una “NUOVA CULTURA MONDIALISTA” sradicata dalle credenze ed identità nazionali.
Qualche cosa tuttavia non ha funzionato ed a Washington è salito alla Casa Bianca un presidente che parla di un cambiamento radicale alla politica USA in “senso NAZIONALISTA E PROTEZIONISTA ”, uno che per la prima volta “CHIAMA A PROTEGGERE I POSTI DI LAVORO ED I DIRITTI DEI LAVORATORI SALARIATI “, quelli si cui le “SINISTRE GLOBALISTE NEOLIBERISTE “ non si curano più, mentre in Europa si risvegliano i partiti nazionalisti che lanciano un appello a riconquistare la sovranità in sintonia con quanto proclama la Russia di Putin , l’Ungheria di Viktor Orban e la Polonia di Andrzej Duda.
“IL LEADER CINESE COMUNISTA neoliberista A DAVOS”.
Il paradosso sta nel fatto che, per la prima volta, i “LEADERS GLOBALISTI NEOLIBERISTI “ ammettono che il loro nuovo modello è rappresentato dalla Cina di Xi Jinping, battezzato “l’anti-TRUMP” dalla stampa occidentale ed acclamato a Davos con il suo sermone in difesa delle “CONQUISTE DELLA GLOBALIZZAZIONE” che hanno consentito alla Cina di diventare una superpotenza industriale ed economica;
nessuno spazio per parlare di come, con quali costi sociali, la Cina sia arrivata a conquistarsi la sua posizione.
“Si capisce che per i “GLOBALIZZATORI NEOLIBERISTI ” riuscire a livellare i salari occidentali al “ LIVELLO CINESE” significa moltiplicare i profitti e le possibilità di business.”
Nessuno fa più le pulci alla Cina in quanto ai “diritti umani” o al tipo di regime del partito unico, ” IL BUSINESS in Occidente viene al di sopra di tutto” e risulta molto più comodo indicare lo zar Vlady Putin come tiranno, visto che con lui non c’è possibilità di intesa ed anzi la Russia si erge a difesa delle tradizioni e delle “SOVRANITA’ degli STATI NAZIONALI” , dimostrandosi pronta ad intervenire dove questa sia minacciata dal nuovo ordine americano e globalista neoliberista .
A Davos è comparso per l’ultima volta anche il vice di Obama, Joe Biden, il quale non ha resistito a sparare un’altra delle sue bordate:
“difendere a tutti i costi l’ “ordine internazionale neoliberale” da quelle forze che pretendono di disintegrare l’Europa e per questo dobbiamo mantenere il nostro appoggio ad una Europa unita, libera e pacifica”.
“Mentre Joe Biden diceva la sua sull’Europa pacifica, nello stesso momento stavano sbarcando in Polonia migliaia di mezzi corazzati, artiglierie, missili e truppe USA per accerchiare i confini della Russia e difendere l’Europa dalla “minaccia russa”.
“Ecco l’ultimo regalo all’Europa “libera e pacifica” fatto dall’Amministrazione Obama”.

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