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Blog di bezzifer

NON PER DIFERDERE LA RAGGI MA QUESTA E:La feccia del giornalismo italiano in un click!

4 Febbraio 2017 , Scritto da bezzifer

Virginia Raggi sulla graticola. Travaglio: "Mascalzoni o coglioni". Feltri: "Vatti a nascondere". Ferrara: "Storia di un nulla"

RAGGI

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Mascalzoni o coglioni"

"Per un attimo, l'altroieri, abbiamo segretamente sperato che nelle 7 ore e più di interrogatorio i magistrati avessero finalmente incastrato Virginia Raggi in una grande storia di corruzione [...] Una bella tangente camuffata da polizza vita, sia pure di soli 33.500 euro, era un'ottima scappatoia per farla finita con gli errori, i collaboratori infidi, i nemici interni, i direttorii, i commissari grillini, i linciaggi a mezzo stampa e tv basati su invenzioni e panzane varie, le accuse per tutto quel che accade sotto il Cupolone (dalla pioggia ai licenziamenti di Sky). E, diciamolo, anche una riabilitazione dall'offesa più sanguinosa: quella di non saper fare niente, neppure rubare. Che in tempi di beatificazione di San Bettino, è un peccato mortale. Poi purtroppo [...] è giunta come fulmine a ciel serenola nota della Procura di Roma: nessuna nuova ipotesi di reato, nessuna rilevanza penale. [...] Dopo 420 e passa minuti sotto il torchio dei pm, il minimo che ci si possa augurare è che questi le abbiano contestato tutto il contestabile e che ora le facciano sapere le loro conclusioni: o la arrestano, o la lasciano stare. [...] Quindi peggio per Virginia: invece di tornarsene a casa, dovrà restare in Campidoglio e provare a governare Roma. Che poi è la peggiore delle condanne. [...] Restano in piedi tutte le questioni che anche ieri segnalavamo [...] non si governa una macchina complicata, anzi impazzita come il Comune di Roma, senza la necessaria autorevolezza. [...] Il M5S sbaglierebbe ad archiviare il caso Roma come fanno gli struzzi o come ha fatto Renzi dopo le sconfitte. [...] Il caso Roma ha cause profonde che non dipendono solo dagli errori della sindaca, ma anche dal deficit di trasparenza, democrazia interna e chiarezza sul processo decisionale del Movimento. [...] Il mondo che guarda a loro con interesse e simpatia, senza pregiudizi né anatemi, sempre più spesso si domanda perché mai noi siamo sempre condannati a scegliere fra mascalzoni e coglioni".

Giuliano Ferrara sul Foglio: "Storia di un nulla: Virginia Raggi"

"Con quella bellezza stanca da festa ginnasiale e quegli occhi inespressivi, Virginia Raggi ha la ventura di essere una storia che non si sa raccontare, che non ha capo né coda. È tutto così tremendamente banale. Nasce da una selezione posticcia, aperta ai cretini più che agli infiltrati, e a qualche molestatore di città immerso nella ordinaria corruttela romana. [...] Si afferma sindaca di un equivoco carrozzone municipale sulla scorta del connubio fra un vaffanculatore di provincia che ogni tanto viene a fare a Roma, in un albergo di passo o in un agriturismo alla vaccinara, un comico vertice a composizione variabile, col motociclista e o' guappo, in associazione con una modesta ditta privata e commerciale di business milanese illegale, che procede per comunarie e penali nella rete degli scherzi e dei troll. Tutto si mostra subito un brodo di colla acida e maleodorante. [...] Il vero delitto, cosciente o a insaputa di lei e dei suoi ridicoli corifei, è la gran perdita di tempo inflitta alla città e agli italiani" [...] "In fondo siamo il paese della Commedia all'italiana. È desolante questa storia che non si tiene, non fa piangere e non fa ridere, di una fatina imbambolata, nutrita di ambizioni sbagliate da loschi ambienti movimentisti e cabarettari, circondata da una congrega di derelitti".

 
 

Vittorio Feltri su Libero: "Cara Virginia, vatti a nascondere"

"Virginia Raggi ci fa tenerezza. È diventata sindaca per disperazione. Non la sua ma quella dei romani che avrebbero votato chiunque, quindi anche lei, pur di togliersi dal Campidoglio gli arruffoni che vi avevano stabilito fissa dimora per motivi alimentari. La povera ragazza, non avendo capito lo spirito che aveva indotto gli elettori a sceglierla, si è convinta di aver conquistato lo scranno per meriti personali, ignoti a tutti, forse anche a lei stessa. [...] Coloro che ne hanno visto la faccetta pulita hanno provato simpatia per la candidata e l'hanno sommersa di suffragi. Ma sì, prendiamoci questa qui che almeno non sarà una ladra né una mafiosa. ed eccola sul trono municipale con l'aria smarrita e felice di una che abbia azzeccato la schedina del Superenalotto. I primi giorni furono di festa. [...] Adesso anche i compagni di partito la considerano una iattura e vorrebbero togliersela dai piedi. Succede sempre così: chi sale troppo in fretta e brucia le tappe, velocemente ricade nella polvere. Nella polvere adesso Raggi annaspa. [...] Non abbiamo vogla di impallinare per questa robetta suor Virginia, ma la preghiamo di andare a nascondersi. Una sindaca di questo genere non può essere al vertice della Capitale, le conviene tornare nell'ufficio legale a fare le fotocopie".

Allora, partiamo da Travaglio, il più ''benevolo'' nei giudizi:ho gia scritto ieri, in un mio post, cosa penso di lui. Un brillante analista ma troppo attaccato al suo ego ed agli sghei, tanto che alla fine sono questi elementi che prevalgono.
Feltri e Ferrara, sono dei transfughi rancorosi della sinistra antica, così, si sentono degli angeli vendicatori disposti a vendere l'anima -nonchè, la dignita- al miglior offerente. In sintesi 2 pezzenti.
Il Manifesto è un giornale bollito ancorato ad un'ideologia -versone salottiera- anch'essa bollita, che sopravvive solo grazie a contributi pubblici.

Un imprenditore quando sbaglia, perde mercato e ne paga le conseguenze direttamente sulle sue tasche.
Un dipendente quando sbaglia, fa pagare all'azienda i suoi errori ma qualche volta viene licenziato.
Un politico quando sbaglia, fa pagare alla collettività i suoi errori ma qualche volta non viene rieletto.

C'è però una categoria che non sbaglia mai: i giornalisti.
Quando sono onesti si limitano a raccontare i fatti (ma sono pochi).
La maggior parte pero spacciano le loro opinioni come se fossero fatti e riescono a fare dei danni incalcolabili..... Ma hanno sempre la ragione dalla loro parte perché per avere ragione è sufficiente sobillare i lettori contro quelli che in qualche maniera sono tenuti ad assumersi delle responsabilità (imprenditori, politici, lavoratori .....aggiungo anche i soccorritori, ecc,).
Ecco, gente come travajo sono di quest'ultima categoria, per me la peggiore.

La cosa che lascia veramente interdetti è che questi quacquaracqua, che una volta si facevano chiamare opinion leaders, non riescono ancora a capire che non li considera piu nessuno. Il caso eclatantissimo dell'elezione di trump in usa col 99% della stampa contro ne è il piu fulgido esempio. Ormai sono troppo sputtanati, sono troppo collusi col potere, sono troppo invischiati nelle storie politco-editoriali-imprenditoriali del loro editori per essere minimamente credibili. Il fatto che lo stesso Travaglio per non essere etichettato a torto come agit prop grillino si travesta da Sallusti la dice lunghissima sul clima che si respira nelle altissime sfere italiane. Sono tutti letteralmente terrorizzati dalla semplice idea che M5S possa andare al governo. E non per le sorti del popolo italiano, che di quello non gliene frega nulla a nessuno e peraltro peggio di cosi non possono andare. No per le loro personali e quelle dei loro editori. Il no alle olimpiadi, il no alla costruzione dello stadio come diceva Pallotta ha sconvolto tutti. Questi dicono no. Sono capaci di dire no a chiunque. Non abbassano la testa, non obbediscono agli ordini di industriali o palazzinari. Ecco perche fanno paura. E non hanno bisogno dei giornali per aumentare il loro consenso nel paese. Anzi lo aumentano nonostante la stampa. Quello che in ogni caso è inaccettabile è che il metodo boffo ormai sia diventano normale. Ecco la liberta di sputtanare gli avversari politici dei proprii editori di riferimento dovra essere stroncata con brutale determinazione. 

Infine una nota su quei poveracci che sono i seguaci del buffone genovese.
Si sono messi in politica pensando di potersi comportare come i peggiori giornalisti che ho appena descritto, ..... MA, alla prima occasione seria nella quale sono stati chiamati ad assumersi delle responsabilità, si sono svelati per quello che sono: IL NULLA ! ! !

 

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