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Blog di bezzifer

MAURO omette che la globalizzazione ha aumentato le disuguaglianze a dismisura, quelle che prima venivano definite opportunità e sogni oggi sono mete irraggiungibili per chi appartiene alla massa popolare anche borghese. E’ tutto crollato non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale. Pochi possono studiare, pochissimi possono pensarla diversamente dal pensiero unico dominante che si esplicita con parole come crescita, consumo, produttività. Ma non si può crescere in eterno e tutti lo sanno, ma fanno finta di nulla. E’ un modello politico economico destinato a lasciare solo macerie e infelicità. E questo non vuol dire stare con Trump, che non cambierà un bel nulla.

1 Febbraio 2017 , Scritto da bezzifer

L’Occidente che va in minoranza.Il presidente Usa è il capofila di una nuova cultura su cui si fonda un tentativo di nuovo ordine mondiale. E il pensiero politico liberale si avvia a non essere più maggioritario.

Caro Mauro, ogni volta mi stupisco sempre positivamente della profondità e obiettività  delle sue analisi. Uno dei motivi per cui vale ancora la pena di leggere Repubblica.Aggiungo solo una considerazione.

Il futuro, che è già presente, di un popolo sempre più informato e connesso è ineluttabile, poiché va di pari passo con il progresso tecnologico e sociale.Il popolo in mancanza di rappresentatività si sta progressivamente trasformando in soggetto politico autonomo, che tuttavia ha ancora bisogno di rappresentanza nelle istituzioni.Sta tutto qui il paradosso dei nostri giorni. Qualcuno ha pensato di risolvere il problema dando il contentino agli elettori, facendo il populista in campagna elettorale, salvo poi tradire il mandato elettorale. Questo gli elettori lo capiscono e sono pronti a dirigere altrove il loro voto alle successive elezioni. La sinistra deve fare una bella autocritica.

Un’analisi che condivido appieno nella sua spietata semplicità e ne apprezzo  la chiarezza espositiva.Avrebbero dovuto,o dovrebbero, leggerla i vari capi partiti tradizionali italiani ed europei. Ma forse non sono, o meglio, non sono stati interessati ad intercettare le sensazioni ed i bisogni del popolo che non vive nei salotti bene e nelle comparsate televisive.E allora, se i governi vivono in un mondo diverso da quello dei bisogni del popolo, se lo scostamento dello 0,2% richiede interventi che non sono richiesti con la stessa urgenza per il 40% di disoccupazione giovanile, e tutti i se a cui assistiamo da anni, ecco che prevale la logica dell’arroccamento, fuori tutti quelli che non sono come noi, che non la pensano come noi, che non pregano come noi, etc.La storia dice che dopo questa fase segue la fase dell’aggressione verso l’altro. Spero che in questo la storia non si ripeta.

Ecco perche esprimo il mio apprezzamento per questo editoriale di Mauro: la migliore spiegazione che  mi sia capitato di leggere sulla motivazione che dai più viene chiamata ‘ populismo ‘. Mauro giustamente individua il germe del fenomeno sia nella crisi economica sia nel terrorismo islamico che ormai ci minaccia in casa nostra. Le migrazioni sono la mosca cocchiera di tale infezione della società occidentale, essendo stato l’ingresso massiccio di musulmani negli ultimi venti anni il vettore della violenza jihadista in Francia , in Inghilterra ,  in usa , in Spagna , in Belgio e in Olanda .Aggiungo io, la sinistra globalista  ha commesso un errore storico nel favorire tale ingresso e nel sostenere le ragioni multiculturali oltre la soglia della decenza.

Però mi chiedo se la spiegazione non sia più facile di quello che sembra. Le trascrivo un colloquio dal film Quarto Potere del 1941 di Orson Welles, forse il miglior film di sempre, su cui un giorno mi piacerebbe una sua riflessione… Sottolineo 1941.Lei è un vecchio che pensa in termini di nazioni e popoli, non vi sono nazioni, non vi sono popoli, non vi sono russi, non vi sono arabi, non vi sono terzi mondi non c’è nessun ovest. Esiste un solo, un unico sistema di sistemi, uno vasto, immane, interdipendente, intrecciato, multivariato, multinazionale, dominio dei dollari, petrodollari, elettrodollari, multidollari. È il sistema internazionale, valutario, che determina la totalità della vita su questo pianeta… Non esiste una America e non esiste una democrazia, esistono solo grandi gruppi finanziari.

PERCIO’:Bella analisi,ma poi? La domanda dovrebbe essere ” puo’la democrazia occidentale,continuare a svilupparsi e a dare benessere e liberta’ai suoi cittadini? La risposta a mio avviso e’SI!,Se,si capisce una cosa,il malessere che porta questi personaggi come Trump al vertice di Paesi come gli USA,nasce dalla pessima ( voluta?) globalizzazione,che ha realizzato una cosa ” terribile”, globalmente ha prodotto piu’ricchezza anche in Occidente,ma l’ha concentrata in pochissime mani,e il capitalismo liberale,”vive” solo se si ridistribuisce su piu’strati sociali questa ricchezza,non se là si accumula,quindi le conseguenze sono: disoccupazione,aumento del debito,crollo della produzione industriale,un serpente avvitato su se stesso.E’da qui che si deve ripartire,non c’è altra strada,altrimenti il prossima passo sarà una guerra!

Quello che sta avvenendo rappresenta il fallimento delle idee progressiste, che, manipolate da un falso liberismo e da una globalizzazione asservito agli interessi delle grandi lobby mondiali e non più al servizio dei cittadini ha creato tutte queste reazioni, che giustamente, non vanno considerate come derive fasciste, ma come una reazione dei cittadini alla finta libertà e democrazie cui sono stati asserviti. Il non effetuare l’analisi che Mauro fa, comporterebbe veramente il rischio di una deriva autoritaria. Dispiace che i giornalisti, troppe volte nel passato, asserviti agli stessi poteri, non siano stati capaci di intercettare e descrivere ciò che stava avvenendo nel mondo reale e di cui solo in parte prendono coscienza oggi.

Si deve avere un occhio proteso al futuro, per affrontare temi come questi…Neanche Trump, ce l’ha: in questo è solo un utile idiota nelle mani dell’ideologia conservatrice-populista.I politici di questa generazione l’occhio lo hanno puntato alle elezioni più vicine..Quelli italiani poi, oltre alla predetta limitazione, ne hanno un’altra nella lettura, comprensione e adozione delle regole democratiche esistenti…Il risveglio della sinistra, senza una scissione netta dall’esistente, non ci sarà mai e laddove avvenisse, sarebbe una sparuta minoranza come è sempre stata.
Il vero, grande e drammatico tema, è l’ignoranza diffusa, la scolarizzazione culturalmente inutile e improduttiva. È la mancanza di civismo inteso non solo come ‘buona educazione’ (che già sarebbe qualcosa di positivo), ma come mancanza totale di conoscenza e funzionamento del ruolo civico nella società democratica.

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