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Blog di bezzifer

Condivido, a patto che siano gli italiani a fare, per primi, il proprio dovere e la politica a essere seria e responsabile, lasciando perdere le liti da asilo mariuccia.

5 Febbraio 2017 , Scritto da bezzifer

Italia convinta (o illusa) di stare nell’Europa che corre. Gentiloni si schiera con Merkel. Alfano, diverse velocità già in atto.

“In una Unione a 27 paesi è utopico che tutti possano avanzare con gli stessi tempi e obiettivi. Un gruppo può fare da avanguardia politica e procedere in modo più spedito per raggiungere nuovi obiettivi comuni, quali difesa, sicurezza economica, lotta alle disuguaglianze e sostegno ai giovani” spiega alla Repubblica il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi. “Questa è da tempo la posizione dell’Italia. Ora condivisa anche dalla cancelliera tedesca, fin qui assai prudente sul tema. Ci fa piacere. È un’ottima notizia. E vorremmo che diventasse anche un impegno ufficiale, preso da tutti i paesi dell’Unione, il prossimo 25 marzo a Roma, per i sessant’anni del Trattato. Non sarà facile, ma ci stiamo impegnando al massimo per questo. L’Italia è sempre stata al centro dell’iniziativa europea. E del resto l’agenda dell’ultimo vertice di Malta è stata dettata completamente da noi, dalla Libia ai flussi migratori. Il problema non è trovarsi nel gruppo di testa, ma avere paesi troppo timorosi di riformare l’Europa”.

La difesa farà da apripista, come spiega il ministro Roberta Pinotti al Messaggero. “La Difesa europea va rafforzata non solo per avere una maggiore autonoma capacità, ma anche perché, se i diversi Stati europei parlano voci diverse all’interno della Nato, questo impoverisce la loro possibilità di incidere. È fondamentale anche per la strategia difensiva della Nato che l’Europa parli una sola voce”. […] “Noi abbiamo bisogno che il nucleo di Paesi che si è mosso con più forza verso la Difesa comune, cioè Italia, Francia, Germania e Spagna, elabori cooperazioni rafforzate che portino ancora più avanti le decisioni assunte”.

Scrive Angelino Alfano sul Corriere della Sera. “In Europa le diverse velocità, i cerchi concentrici e la differenziazione nelle diverse accezioni, sono già una realtà. Il tema, quindi, non è “se”, ma come e in quali tempi fare i conti con questa realtà. Dei 28 Stati membri dell’Unione Europea, solo 19 adottano l’euro. La libera circolazione nell’area Schengen riguarda solo 26 Paesi europei, di cui 22 della Ue e 4 associati. Quanto alla difesa e sicurezza comune, 28 Stati aderiscono alla Nato (di cui 26 europei), mentre 57 Paesi partecipano all’Osce e 47 al Consiglio d’Europa. Chi si è concentrato solo sull’Unione in questi anni, ha forse guardato solo a una parte della realtà”

“Giusta la mossa di Berlino, via le zavorre. Ma l’Italia deve stare nel convoglio veloce” afferma Enrico Letta in un’intervista al Corriere della Sera “Che Angela Merkel rilanci l’Europa a diverse velocità è un fatto importante, una mossa utile e coraggiosa. La buona notizia è che la proposta venga dalla Germania, il Paese fin qui più immobilista, quello che non voleva toccare nulla e ora invece si muove per la prima volta in una logica di discontinuità. Berlino sembra capire che la mera difesa dell’esistente porta alla distruzione di tutto. La Brexit e Donald Trump costituiscono una doppia minaccia esterna esistenziale e l ‘Europa deve cambiare passo e direzione” spiega l’ex premier, secondo cui l’Italia “deve giocare da protagonista come allora. È una nuova sfida perché dobbiamo stare nel convoglio più veloce, meritarci il ruolo di locomotiva insieme ai Paesi fondatori”. Certo, per Letta “è evidente che la confusione, l’incertezza politica che stiamo raccontando all’esterno non aiuta. L’idea che l ‘Italia sia un Paese nel quale non si sa bene in prospettiva chi comandi, dove l’instabilità istituzionale sia strutturale, è un grave handicap. Dobbiamo fare una grossa analisi di coscienza collettiva e capire che siamo nuovamente in una fase dove si riscrivono le classifiche”.

Tutto bellissimo MA! a patto che siano gli italiani a fare, per primi, il proprio dovere e la politica a essere seria e responsabile, lasciando perdere le liti da asilo mariuccia.Come in classe. Il gruppetto dei primi banchi è arcistufo di aspettare i bulli rissaioli che tutto hanno in testa fuorchè studiare. Una cosa è aiutare i compagni in difficoltà, altra cosa è perdere tempo con gli sfaccendati. Verrà il giorno degli esami e allora anche Draghi ci scaricherà. Italia indifendibile.

Perciò è necessario avere la visione complessiva dell’organizzazione dello Stato. La questione non riguarda solo i parlamentari. Quando i tedeschi si rifiutano di accollarsi debito con Eurobond il ragionamento è semplice: “riorganizzatevi come tutti gli altri e dopo ne riparliamo!”. Non sono disponibili a pagare auto blu a vita e pensioni di 25-30 mila €/mese a 18 presidenti emeriti della Corte Costituzionale perchè fanno staffetta ogni 4-5 mesi. E’ difficile dar loro torto.

I tratti folcloristici possono avere il loro peso, ma rimane marginale. Ciò che pesa nel confronto tra paesi nell’ambito UE, è l’organizzazione e l’efficienza dello Stato nelle sue varie articolazioni. Quando si parla di efficenza entra in causa il rapprto costi/benefici. Qualche confronto con gli altri paesi, per non tirarla per le lunghe: I Parlamentari hanno stipendio doppio. I Magistrati hanno stipendio doppio. Ambasciatori e Consoli stpendio doppio.Governatore Banca D’Italia stipendio doppio. Governatori e consiglieri Regioni stipendio doppio. Dirigenti dei dipartimenti Ministeriali stipendio doppio e si potrebbe continuare.. Tutto questo in cambio di che cosa?… paradossalmente di meno efficienza rispetto agli altri!
E’ un andazzo insopportabile e sarebbe ora di finirla. Siam tutti d’accordo?..mah!

Impossibile amare i tedeschi, ma rendere loro quello che è loro bisogna. Dopo 5 anni dalla fine della guerra, con i due paesi distrutti, la Germania era meta dei nostri migranti e non viceversa. Dopo i terribili anni 70 noi ci siamo messi a sperperare, loro no. All’inizio degli 2000 erano una palla al piede ed hanno rivoluzionato il loro mondo. Noi, nel frattempo, cosa abbiamo fatto oltre che a vietare il fumo nei bar? Guardiamo in noi stessi e chiediamoci: se mezza Europa ci tratta da pezzenti e l’altra metà ci irride è solo colpa degli altri? Tutti matti e noi sani?

PS:Da quello che si è sentito, parrebbe auspicarsi una maggiore integrazione di alcuni paesi (in linea di massima, quelli appartenenti alla zona euro), che condividono, almeno in teoria, i principi fondatori dell’unione, e che si dovrebbe realizzare in una difesa comune, politica estera comune, maggiore integrazione dell’intelligence, ecc., marginalizzando quei paesi che sono contro a tale impostazione, primi fra tutti quelli del blocco di Visegrad.
Poi, è vero, c’è il gravissimo problema della Grecia, tutto ancora da risolvere…
Non credo però che la Germania pensi e si possa permettere un euro a due velocità, perchè ciò consisterebbe nella fine dell’euro stesso ed, a seguire, dell’unione europea..
Sotto cosiddetta la linea Sigfrido Portogallo, Spagna, Cipro, Italia (ora che non c’è più la Gran Bretagna, noi rappresentiamo la terza economia dell’Unione dopo Francia e Germania), Grecia, probabilmente Slovenia e, a questo punto, anche la Francia.
Chi rimarrebbe nell’euro oltre alla Germania? Pochi paesi, economicamente e demograficamente di secondo piano, i quali rischierebbero, per giunta, di finire per essere da lei stritolati..
Di fatto l’euro del nord coinciderebbe con un nuovo marco, con tutto quello che ne conseguirebbe in termini di apprezzamento della valuta nei confronti del resto del mondo e, soprattutto, degli altri paesi dell’ex area euro (qualli al di sotto della c.d. linea Sigfrido), i quali finirebbero per diventare più competitivi nei confronti della Germania sul mercato comunitario ed internazionale, ma con meno risorse per acquistare da lei.
E che ne sarebbe degli altri paesi (Finlandia, Olanda, Belgio, paesi baltici) che, a traino dell’euro tedesco, si troverebbero di fatto dipendenti e legati a doppio filo alla Germania e, per giunta, con una moneta altamente valutata di cui, però, non avrebbero il controllo….
Senza contare che, poi, la Germania vedrebbe venir meno la maggior parte dei contributi dei paesi del sud europa (contributi ad oggi assolutamente rilevanti) a favore delle economie emergenti dei paesi dell’est, che di questi contributi hanno fatto il volano delle loro economie, e che sono mercati privilegiati per la Germania stessa.
Il futuro non è quindi così semplice nè così scontato.
Più facile un rafforzamento politico dell’area euro, con o senza Grecia.
Comunque, se son rose fioriranno…Penso che ogni commento, oggi, non abbia senso.
La Germania, la Francia e, forse, l’Italia hanno importanti scadenze elettorali e i candidati cercano di solleticare la pancia del proprio elettorato.
Mi auguro che, come per Cameron, alla fine non siano cotretti a prendendere atto di ciò che accade.
Per l’Italia, il problema è il nostro debito pubblico, la corruzione e l’evasione fisacle, e di questo non possiamo imputare la Germania.
Cerchiamo di trovare una soluzione a questi problemi e torneremo a essere un paese che merita di essere rispettato, altrimenti ci meritiamo di non esserlo.

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