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Blog di bezzifer

Padoan: I nostri problemi nascono a Bruxelles e Francoforte. Alimentano il populismo.

18 Gennaio 2017 , Scritto da bezzifer

Il ministro dell'Economia italiano, alle prese con la richiesta di una manovra correttiva, attacca le istituzione europee dal palco del World economic forum sostenendo che sono la causa della "delusione" della classe media. Poi lo scontro con la numero uno dell'Fmi Christine Lagarde: "Le riforme richiedono tempo". "È compito dei politici trovarlo"

Dieci e lode a Padoan. Non solo è un ottimo tecnico e ministro, ma è stato in grado anche di fare un'ottima e chiara disamina di quanto siano miopi lassù a Bruxelles e a Francoforte. Altre persone hanno ovviamente già aspramente criticato l'austerità ma pochi con la lucidità e la preparazione del professore. Quando certe cose vengono dichiarate da chi ha autorevolezza, competenza e credibilità, andrebbero prese molto seriamente.

Cito altri media su affermazioni contemporanee a quelle di Padoan:"Non possiamo dare la sensazione che in un mare in tempesta l’Ue si muova con un piccolo cabotaggio e adotti una sorta di flessibilità a corrente alternata: molto rigida sui decimali dei bilanci e molto ampia sulle questioni fondamentali come la questione migratoria».Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Berlino con la cancelliera Angela Merkel. E cito le sue parole visto che sul MEDIA certe cose esistono ma altre NO.

E' l'ennesima volta che Padoan mi piace.In effetti i problemi dell'Italia nascono dalla Bce, anche se a Berlino cercano di alzare cortine fumogene, facendo intendere che Draghi sta aiutando l'Italia ( In realtà sta facendo ciò che vogliono loro che altrimenti non ne avrebbero permesso nemmeno l'elezione).
Fanno intendere che i tassi bassi aiutano i conti pubblici dell'Italia ( e loro sanno benissimo che ciò che risparmiamo per il taglio dei tassi lo versiamo come perdita sui derivati),massacrando così il nostro sistema creditizio che era l'unica cosa che poteva competere in UE con quello della grande Germania ( la cui riunificazione ha rappresentato la madre di tutti i nostri sbagli) ed inoltre hanno aiutato moltissimo i conti loro ( tedeschi)che non ne avevano affatto bisogno.La Bce con la politica monetaria dei tassi bassi e del QE ( accomodante?) ha accomodato l'America, impedendo una fuga dei capitali verso l'Europa nel momento della crisi dei subprime, creando in Europa una crisi di fiancheggiamento, per evitare la fine del dollaro.L'Italia aveva bisogno dell'Europa, non della Bce , nè di Draghi.Di quest'Europa ne facciamo volentieri a meno e se questo lo vogliono chiamare populismo,si accomodino pure che non è la guerra delle parole quella che ci interessa. L'AUSTERITA' HA PROVOCATO DANNI IRREPARABILI?
Tantissimi l'hanno riconosciuto e nessuno si è assunto la responsabilità dei danni....IRREVERSIBILI.
Oltretutto,l'intransigente Schauble,intende continuare su questa linea.Oggi,è lecito pensare che i cittadini siano più bravi degli economisti, perchè sulla loro pelle hanno compreso che l'austerità non ha prodotto alcun beneficio,anzi..........! E Padoan, non è il solo,si meraviglia del populismo?
Ci manca forse che i cittadini scendano in piazza ad APPLAUDIRE gli economisti?Video su Google:"Gregor Gysi,dibattito sul pacchetto di aiuti alla grecia".Riassumendo: le elites mondiali sono preoccupate che chi lo sta prendendo in quel posto (classe media, lavoratori in generale) se ne stia sempre più accorgendo e infine reagisca. Non vogliono rimuovere le cause (loro stessi e le loro idee sbagliate) ma gli effetti (la consapevolezza che ci stanno rovinando e la consapevolezze che sono LORO quelli da incolpare). Che gente odiosa. Quanto malessere serve ancora ai cittadini per smetterla di votare i partiti europeisti pataccari?

Poi:E' chiaro che senza riforme e l'andazzo italiano degli ultimi quaranta anni e il No referendario ha ricacciato l'talia nel pantano e ha bloccato lde riforme, ma ciò non vuol dire che per colpa del No l'Italia si deve impiccare all'austerity eurocratica e alle clausole obbligatorie. Anzi il governo deve proseguire sulla strada della riduzione delle tasse a famiglie e imprese, degli investimenti pubblici e della riforma della burocrazia. lo ripeto perchè ne sono convinto e già qualche cosa si è letta questa mattina sui giornali (vedi intervista a Prodi sul RdC): il no al referendum è la causa principale del ritorno alla debolezza del sistema Italia in EU. La conseguenza logica e che pagheremo salato il risultato solo ed esclusivamente perchè il 60% ha voluto dire no a Renzi mentre il motivetto di salvare (ipocritamente) la tanto bella Costituzione era lo specchietto per le allodole. La conseguenza? Oltre ai pesci in faccia dell'EU avremo un senato baldanzoso, delle province ringalluzzite e delle regioni non ne parliamo. Così ha voluto l'italiota il 4/12/2016

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