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Blog di bezzifer

Il cinismo del web arriva prima dei soccorsi:L’hotel Rigopiano? (Chiuso definitivamente).

19 Gennaio 2017 , Scritto da bezzifer

La ricerca su Google della struttura travolta dalla valanga: «Ci risulta che l’attività Hotel Rigopiano sia chiusa a questo indirizzo»

Hotel Rigopiano, Farindola, Provincia di Pescara: «Chiuso definitivamente». Una semplice ricerca su Google lascia senza fiato. Quell’albergo schiacciato da una montagna di neve tra le cime abruzzesi la rete lo ha già archiviato. Ha, sì, lasciato uno spiraglio («se così non fosse ti invitiamo a segnalarcelo»); ma intanto l’efficienza dell’algoritmo ha decretato, a una manciata di ore dalla catastrofe, la fine di quella struttura che aveva nelle sue stanze fra le venti e le trenta persone, tra cui dei bambini. Prima ancora che i soccorsi arrivassero in quella maledetta conca sfigurata dalla valanga. Prima che qualcuno spiegasse che cosa davvero è successo dentro alle stanze dell’hotel, nella reception, in quella «magica oasi della felicità», come si legge nelle recensioni su Tripadvisor.

ATTIVITÀ CHIUSA

Mentre la colonna di soccorsi arrancava nella neve, a piedi e con gli sci, gli elicotteri sorvolavano il fronte della slavina, riprendendo la massa di detriti trascinata dalla valanga, e i siti di tutto il mondo facevano rimbalzare le drammatiche foto dell’hotel, qualcuno, o qualcosa, aggiungeva una fascetta rossa nello spazio dedicato agli avvisi commerciali, nella parte destra della schermata delle ricerche di Google. Per dire che «adesso l’attività è chiusa».

SOCCORSI

«Resort di lusso incastonato tra le montagne della catena del Gran Sasso, circondato da pendii boscosi. Un edificio in stile chalet con vista panoramica, a 26 km dal monastero cistercense di Santa Maria Casanova. Piscina, giardini, campi da tennis, spa, palestra». La descrizione incanta; quello che stride è la sentenza scritta sul web. Non dà conto dell’ansia, delle ricerche febbrili, della speranza. Il motore di ricerca mette le mani avanti: «l’attività da oggi è chiusa». Stessa cosa su Booking.com: «Ci dispiace, ma al momento questa struttura non accetta prenotazioni sul nostro sito». Il cinismo (o l’efficienza?) della rete, insomma, è arrivato prima. Più veloce e spietato della cronaca, che racconta ancora di un’umanità al lavoro, che scava con le mani, attenta a qualunque possibile residuo segnale di vita.

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