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Blog di bezzifer

Boom del debito, nuova recessione e altre 7 cose che stanno per succedere.PAROLA DEGLI ESPERTI

24 Gennaio 2017 , Scritto da bezzifer

L’era Trump che si è appena aperta potrebbe segnare la fine della globalizzazione, il lungo ciclo economico (avviato, ironia della sorte, proprio nell’era di Bill Clinton) e probabilmente segnerà l’avvio di un nuovo mondo “multipolare”, fatto da e di piccole unità locali di diverso peso e potere.

Succederà davvero? Quali saranno le conseguenze? Ci sarà un colpo di coda dell’economia per come l’abbiamo conosciuta negli anni ’90 e 2000? Crolleranno i traffici commerciali? Si tornerà al protezionismo? Scoppierà una nuova guerra con i computer usati al posto delle bombe?

A queste domande ha risposto il Credit Suisse Research Institute che ha rilasciato uno studio  “Getting over Globalization”  che ipotizza che cosa succederà da qui ai prossimi mesi nel mondo post globalizzaizone. Molti sono i fronti aperti, dal commercio (avviato, almeno per ora a una chiusura di piazze e confini)  fino al debito ( che potrebbe inasprirsi tornando ai livelli pre-crisi) fino all’immigrazione, ai fronti di guerra e ai cyberattacchi.

Ecco i dieci fronti caldi dei prossimi mesi

1) Commercio

A questo punto è quasi impossibile che si arrivi alla ratifica del TPP (Trans Pacific Partnership) l’accordo commerciale tra USA,Giappone, e paesi asiatici e,  dall’altro lato, del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra gli USA e UE.

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Al posto dei patti commerciali transnazionali, probabilmente, nei prossimi mesi o anni vedrà la luce un nuovo standard, basato su un crescente ostruzionismo commerciale dalle conseguenze imprevedibili. Difficile che si torni al mondo  chiuso pre globalizzazione, ma altrettanto difficile che si continui sulla strada del libero scambio. Probabilmente si arriverà a un compromesso, a una inedita mitigazione.

NOTA: La prima delle previsioni del Credit Suisse si è avverata, dato che proprio ieri (23/1) Trump ha annunciato l’uscita dal TPP…

2) Debito

Se dopo la crisi, per accelerare la ripresa, i tassi sono stati drasticamente ridotti, ora le cose potrebbero cambiare. E le conseguenze essere pesanti. La Banca dei Regolamenti Internazionali BRI avverte giustamente che i livelli di indebitamento mondiale sono attualmente più elevati di quelli del 2007 e che la risalita dei tassi potrebbe mettere sotto pressione società e Paesi che in questi anni si sono esposti finanziariamente.

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3) Immigrazione

A migrant, who hide his face, holds a banner reading “We want freedom to pass the border” as he faces Italian police officers, on the rocks on the shoreline on September 30, 2015 at the French-Italian border in Ventimiglia. The camp of around 50 people at Ventimiglia — the town which became a flashpoint at the start of Europe’s migrant crisis earlier this year — was cleared because its occupants were using electricity and water without paying for it, a police spokesman said. Some 30 migrants and 20 Italian activists, who had been warned ahead of the evacuation, moved to the coastal rocks before dawn to be well clear once police arrived at nearly 6:30am, Italian deputy police chief Giuseppe Maggese said. AFP PHOTO / VALERY HACHE (Photo credit should read VALERY HACHE/AFP/Getty Images)
 

Stavolta, almeno in parte (vedi questione muro con il Messico) Trump non c’entra: l’immigrazione è una faccenda locale che riguarda i singoli flussi,da e per i singoli Paesi. Almeno per quel che riguarda noi, costituisce probabilmente il tema politico più scottante in Europa, quello su cui, davvero, l’unione continentale, rischia di sgretolarsi  a meno che non si arrivi a una posizione e a una politica comune.

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4) Un’altra recessione

Probabile. Molto probabile, secondo gli esperti, anche se per ora nessuno sa né quando né come arriverà. Secondo gli analisti svizzeri a provocarla saranno gli elevatissimi livelli del debito e i bassi margini aziendali in Cina combinati con la ripresa statunitense che inizia ad assumere vigore.

5)  Guerra

Monitoraggio radar, su una nave della marina indonesiana, durante un pattugliamento nel Mar Cinese del Sud. Tra le tensioni del Mar Cinese Meridionale, Indonesia continua a rivendicare la sua sovranità sulle isole Natuna. Ulet Ifansasti / Getty Images
 

I fronti caldi ci sono e sono sparsi per il mondo. Particolarmente inquiete sono le acque del mar della Cina (dove si concentrano decennali contese tra Cina e Giappone) a cui si affianca l’apertissimo fronte siriano, tempesta perfetta della diplomazia moderna. Inoltre nessuno ha ancora idea di quale direzione prenderà la politica estera di Trump e di come si regoleranno i rapporti tra Russia, America e Europa.

6) Cyberattachi

Un supporter di Anonymous,davanti alla Casa Bianca, Washington, DC. SAUL LOEB/AFP/Getty Images

cyberattacchi ai danni di aziende sono oggi piuttosto comuni, ma per ovvi motivi si sente parlare molto meno degli attacchi perpetrati agli Stati da parte di altri Stati.

Secondo l’istituto svizzero potrebbe essere semplicemente una questione di tempo prima che una di queste aggressioni abbia risvolti imprevisti o provochi una risposta vigorosa.

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7) La fragilità delle Banche Centrali

esiste la possibilità che l’economia sia mandata a gambe all’aria da un incidente a livello di Banca centrale, magari con una mossa improvvida di politica monetaria. Tra le Banche ‘sorvegliate speciali’ c’è la Bank of Japan che da tempo prova a stimolare eccessivamente l’inflazione, con un conseguente rally dello yen.

8) La fine del consumismo

Traino dell’economia da più di quarant’anni e pilastro della globalizzazione il consumismo potrebbe presto andare in soffitta, con buona pace dei Paesi emergenti che ne hanno da poco scoperto le lusinghe. A chiudere i cordoni dello shopping e dei consumi potrebbe essere la combinazione tra le difficili condizioni del mercato del lavoro in alcuni Paesi (nel 2015 i consumatori in Russia, Sudafrica e Turchia si sono detti pessimisti o comunque meno ottimisti circa le loro prospettive reddituali), le crescenti disuguaglianze a livello patrimoniale e un assottigliamento della classe media e del suo potere di acquisto.

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9) Istituzioni sovranazionali

L’ipotesi è che alcuni singoli stati, forti della loro posizione di potenza geopolitica o economica, cedano alla tentazione di ignorare le leggi e gli accordi (politici, commerciali, economici, giuridici, eccetera) internazionali, rompendoli del tutto, e quindi tornado a un mondo molto simile a quello di prima del 1945, oppure violandoli in singoli casi.

10) Summer is coming: come cambierà il clima

MOHAMED ABDIWAHAB/AFP/Getty Images

Dopo esserne stata una delle principali cause, la Globalizzazione, negli ultimi anni, sembrava essere diventata una delle principali chiavi per fermare o invertire il cambiamento climatico.

Ora le cose potrebbero cambiare. Il 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato e una ripetizione di queste temperature potrebbe mettere in difficoltà molte imprese agricole e filiere alimentari, con conseguenti crisi umanitarie.

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