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Blog di bezzifer

Sulla la strage di Berlino:Sono i morti di (Angela) Merkel. Molto dura se non sciacalla la leader di Afd, Frauke Petry.

20 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Frauke Petry attacca Angela Merkel per la strage di Berlino: "La Germania non è più sicura"

Dopo la strage di Berlino, la destra tedesca si fa sentire conto Angela Merkel. L'eurodeputato, Marcus Pretzell, esponente di Alternativa per la Germania (Afd), nel land della Renania del Nord-Westfalia, ha accusato la Cancelliera e la sua politica migratoria per l'attentato contro il mercatino di Natale nella capitale: "Sono i morti di (Angela) Merkel", ha scritto in un tweet.

"Quelli che commettono questi attacchi predicano l'odio - ha detto -. Non li vogliamo. Quando reagirà lo Stato tedesco? Quando fermerà questa maledetta ipocrisia? Sono i morti della Merkel".

Le parole di queste persone sono incivili e spesso irragionevoli nelle soluzioni proposte, ma si fanno carico dell'angoscia - comprensibile e non ingiustificata - di molti di noi (tutti?). Allora mi chiedo (ma è domanda retorica) perché la legittima paura dei cittadini non venga ascoltata e lenita con serie misure da quelle forze politiche che dovrebbero avere gli strumenti culturali per farlo civilmente. Perché ci stanno con la loro negligenza abbandonando alla barbarie di destra? Non è sufficiente la barbarie islamica?

Una domanda:A voi fa meno impressione rimanere sotto un camion guidato da un TEDESCO drogato, rispetto ad un camion guidato da un musulmano svitato? Bisogna smetterla col dividendo elettorale sfruttando la paura. Questo non è buonismo: è logica elementare! Ovviamente ciò al netto di eventuali omissioni da parte dell'intelligence.Per le stesse testine di M...A dei sovra citati ITALIANI,i dati ISTAT dicono che in Italia nel 2015 ci sono stati quasi 3.500 morti per incidenti stradali; cifra di un paio di ordini di grandezza superiore a quella dei morti per terrorismo nell'intera storia italiana.Con o senza terrorismo, nessuno è sicuro se non di morire. Prima o poi ...E chi fa delle distinzioni che non servono a nulla. Il reato di omicidio stradale, finalmente introdotto nel nostro ordinamento, vi dovrebbe suggerire che in fondo tutta questa gran differenza non ci dovrebbe essere neanche sul piano giuridico. Ma il punto, che voi vi rifiutate di vedere, è un altro: perché voi avete 1000 volte più paura dei terroristi rispetto alla paura di mettersi in viaggio in auto (o, semplicemente di attraversare la strada ...) se la vostra probabilità di rimanere coinvolti in un attentato è di molto inferiore a quella di rimanere coinvolto in un incidente automobilistico mortale?

Il mio messaggio è chiarissimo, per chi lo vuole intendere, e non ha niente a che vedere con ciò che voi sostenete. Io parlo di "percezione del rischio". Ovvero, sto semplicemente sostenendo che, numeri alla mano, nonostante sia di gran lunga più probabile rimanere coinvolti in un incidente mortale che non in un attacco terroristico, il panico che la stampa e "certa" politica cercano di indurre nella gente, è del tutto immotivato.
Che il terrorismo sia una seria minaccia è fuori da ogni dubbio. Che ciò debba condizionare le nostre vite e, peggio ancora, la nostra agenda politica, è del tutto fuori luogo. Personalmente non mi faccio incantare dagli sciacalli che tentano di speculare, per fini politici, sui morti per terrorismo.

Mi ribadite che ognuno si fa incantare da chi preferisce.Chi dagli sciacalli che speculano sui morti causa terrorismo, chi dagli sciacalli che speculano sui buoni sentimenti per portare avanti redditizi traffici di esseri umani a scapito del resto della popolazione.Ci sembra superfluo rammentare di nuovo i 12 miliardi di euro in quattro anni buttati per mantenere dei futuri, inintegrabili, disoccupati

Mi fa piacere che alcuni di voi concordiate sul fatto che è sciocco farsi incantare da chicchessia è bene fare alcune precisazioni:
1) Non so da dove voi abbia ricavato la cifra di 12 miliardi, ma ammesso anche fosse veritiera, vi ricordo che gran parte dello stanziamento proviene dalla UE.
2) L'Italia, con tutto il resto del mondo civile, è firmataria di ben precisi accordi internazionali di concessione di asilo politico a chi lo richieda e a chi ne abbia diritto. Tali accordi non sono a "geometria variabile" a seconda dell'interesse personale, 
pertanto vanno rispettati.
3) Il problema di distinguere chi ha realmente diritto all'asilo e chi no è terribilmente complesso, e comunque richiede prioritariamente l'accoglimento dei richiedenti; salvo eventuale futura espulsione per chi non ne ha diritto.
4) Accogliere i richiedenti, necessita di dotarsi di tutte le infrastrutture ed il personale per svolgere tale compito. E questo costa.
5) Chi ha truffato deve andare diritto in galera. C'è però tanta gente che lavora onestamente sul fronte dell'accoglienza, e che viene retribuita per tale lavoro.

Il discorso del camion era per me strumentale soltanto a far capire come stampa e politica, ciascuno per propri interessi, alterino sensibilmente la percezione del rischio nella gente.
Se è di gran lunga più probabile morire per incidente stradale che per mano terroristica, a rigor di logica bisognerebbe essere molto più preoccupati dei primi che non della seconda ...

Con questo non mi pare di aver sostenuto da nessuna parte che non valga la pena di combattere il terrorismo. Anzi, è l'esatto contrario. E' proprio il suo carattere destabilizzante, in termini di paura indotta nella gente, che va combattuto con fermezza.
Ma va parimenti combattuto lo sciacallaggio politico che si fa intorno ad esso, facendo credere alla gente di trovarsi di fronte a chissà quale pericolo imminente, quando un minimo di ragionamento logico dovrebbe indurre a non farsi prendere da panico del tutto immotivato.
Infine, se voi mi parlate di responsabilità politiche, vi ricordo che l'ac
cordo "Dublino II", che "scaricava" tutti i migranti sulle coste italiane, rendendoci nei fatti la frontiera d'Europa, fu firmato dal governo di centrodestra. E vi ricordo anche che quando Maroni era Ministro dell'Interno, diramava circolari che obbligavano i sindaci a prendersi in carico ciascuno le quote di migranti.
Il problema della migrazione è dannatamente complesso e bisogna che la smettano i pifferai magici di prospettare per esso soluzioni facili a portata di mano.

Visto che lei pone la questione in termini civili proverò a rispondere:

1) Le espulsioni sono una materia di enorme difficoltà sia amministrativa che diplomatica. Nel primo caso soprattutto per le identificazioni (prendere le impronte consente una identitificazione solo a posteriori, in caso di successivi controlli, ma non chiarisce la provenienza del soggetto). Nel secondo caso occorrono accordi bilaterali per il riaccoglimento nei paesi d'origine che spesso fanno difficoltà perché loro preferiscono un clandestino all'estero che fa rimesse di denaro a casa che un disoccupato in patria. Quind
i a meno di non scaricare i clandestini in mare è enormemente difficile rendere il provedimento d'espulsione efficace. Ah, ricordiamo anche che i rimpatri sono molto costosi...

2) Al di là dei problemi umanitari di una detenzione sine die per richiedenti asilo rimane il fatto che il pakistano di cui si parla poteva avere tutti i titoli, in teoria, per ottenere l'asilo, ma questo di per sé non garantisce che egli, prima o dopo il riconoscimento, non potesse diventare pericoloso. Spesso basta qualche video su Internet.

Al di là deli ululati degli sciacalli i problemi aministrativi, di intelligenze, investigativi, diplomatici non ammettono in questo campo (la sicurezza antiterrorismo) che un lento e paziente perfezionamento, basato su un costante monitoraggio della situazione, e non fornisce mai una soluzione definitiva e completa. 

La verità è che le le democrazie sono vulnerabili, e prendere voti con la paura è troppo facile per sperare che la gente ci rinunci. Le dittature al contrario si difendono abbastanza bene.

 

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