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Blog di bezzifer

Cervelloni lavapiatti.

26 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Bravo Poletti, finiamola con la lagna dei cervelli in fuga

Anche in Italia ci stanno giovani che ce la fanno e soprattutto non fuggono all’estero: quasi tre milioni di under 30 che lavorano nella creatività, nuove tecnologie, digitale e servizi. Pace e amen. Speriamo che la discussione sui cervelli italiani che fuggono dall’Italia termini qui. Sfogliamo le cifre. Ci sono 40 mila giovani che nel 2015 sono “emigrati” all’estero. Dobbiamo farci su la litania, comoda, giusto per fare un po’ di drammone, all’italiana, che è in atto una fuga di cervelli?

Poletti veramente aveva parlato di QUALCUNO CHE CONOSCEVA LUI che era meglio non avere fra i piedi (han trasmesso la frase integrale) non di tutti coloro che sono emigrati all’estero.
E’ passata (come per tante altre cose) la narrazione di comodo che consente di vendere giornali, di sputare insulti, ecc…Concordo che Poletti non doveva comunque dire quella frase anche se la pensava, perchè è un Ministro del governo. Ma da lì ad attribuirgli significati diversi ce ne passa…. anzi, ci passa un oceano di incultura, incapacità di ascolto, ricerca sistematica della gaffe altrui per la quale sputare sentenze, ecc. Cioè tutto il becerume che purtroppo ci sta travolgendo.

Approvo pienamente.E sono anche abbastanza stufo di sentire questi a lamentarsi e facciamola finita , non ha detto niente di straordinario e offensivo, ma qui viviamo di questo e a sentire le gole ululanti grulline apriti o cielo!

E ha detto “..alcuni giovani”… e sinceramente… HA RAGIONE! … che poi la disoccupazione giovanile in Italia sia troppo alta è un’altro discorso di cui il Ministro ne è consapevole.

Alcuni giovani nullafacenti convinti che fuori dall’Italia ci sia il Paradiso terrestre effettivamente è un bene che se ne siano andati.Appunto!E Si fatevi la domanda. Secondo voi all’estero ci vanno quelli che hanno qualche speranza di lavoro grazie ad una loro professionalità ben acquisita o “scalzacani qualunque?). E mi scuso con qualsiasi migrante laureato o meno. Sa cosa significa emigrare ?

Ma dove vivete ? probabilmente sempre attaccati alla tv che di queste stupidaggini riempie la testa,conosco figli laureati con 110 e lode che hanno iniziato facendo il metalmeccanici e tutti gli amici universitari hanno trovato un lavoro qualcuno all’estero altri in italia come è in tutto il mondo, in Giappone tantissimi ingegneri lavorano alle catene di montaggio non vivete crogiolandosi in un mondo che non c’è più siete pieni di livore .

Parlando con un laureato ITALIANO all’estero mi dice tranquillamente che
– il 90% dei suoi colleghi non è laureato;
– molti dei laureati non fanno il lavoro per cui ha studiato;
– la maggioranza di oro è andata all’estero anche se avrebbe avuto l’occasione di lavorare in Italia;

Si chiama mondo globalizzato. E il lavoro sotto casa lo si trova se ci si accontenta. Se si vuole di più l’esperienza estera è necessaria.

Peccato che il lavapiatti a Milano lo fai in nero, sottopagato o se sei fortunato precario. All’estero, almeno, ti danno delle tutele e uno stipendio, a pari mansioni, molto più alto.

A Londra o a NYC il lavapiatti non è in nero, viene pagato tutti i mesi e riesce a sopravvivere. A Londra o a NYC se non paghi le tasse o i dipendenti ti fanno chiudere, non ti mandano 7 giorni ai servizi sociali.Sta tutto qui il lavoro al estero dei ragazzi ITALIANI.Si è vero che molti a Londra fanno solo i camerieri, la differenza è che lì hanno un regolare contratto e li pagano tutte per le ore che fanno

In questi luoghi  LONDRA O NYC se non funzioni (LAVORI), sei fuori dalla mattina alla sera. Mio nipote ha lavorato a londra per quasi un anno: pedalare e se non ti adegui al sistema, ciao caro, sotto un altro. L’esperienza vissuta è stata utile proprio per questo. Per rendersi conto di come funziona il mondo. Al più possiamo dire che se vali, in questi posti, sei riconosciuto, a differenza dell’Italia, dove questo magari non sempre si avvera.

Tra la prima e la seconda guerra mondiale gli italiani emigrati sono stati 20 milioni. Migranti economici in cerca di lavoro. I giovani che partono con o senza laurea comunque migranti economici sono; economici come quelli che vengono dall’Africa, a parte quelli che vengono dai teatri di guerra. Noi non vogliamo gli Africani e il Regno Unito con la Brexit non vuole nemmeno gli Europei. Chi si muove all’interno dell’Europa non dovrebbe essere considerato migrante. Da queste considerazioni si dovrebbe cominciare a ragionare serenamente.

Aggiungo.Se in Italia non esiste la meritocrazia è colpa di Poletti o del ITALIANO?
A sinistra SINISTRA, nel sindacato, nella scuola, nel pubblico impiego, la meritocrazia è vista come fumo negli occhi. Lì troverai sempre qualcuno che dirà che non si possono lasciare indietro gli altri… (scuola), che non è giusto dare premi ai più bravi ma vanno “equamente” distribuiti (pubblico impiego)….. I Sindacati su questo han fatto fallire qualsiasi tentativo di premiare i più bravi.
La meritocrazia da noi non passa perchè implica essere giudicati e agli italiani non piace esserlo.
Su questa cosa non si può dire “governo ladro” ma solo fare un bel “mea culpa”…il contrappeso alle dichiarazioni di Paoletti è questo articolo..ne sarà contento il Ministro che almeno una sola voce si è elevata a Suo favore.Accetto tutto e specialmente su questo***:Meno male c’è la generazione dei genitori e dei nonni, il welfare straordinario dell’Italia, che continua a coprire i buchi dei giovani alla ricerca di un lavoro che di preciso nemmeno loro sanno qual è. Un manager di successo come Andrea Guerra dice al ventenne di non scegliere l’azienda famosa o lo stipendio ma cercare di capire con chi lavora, scelga il maestro. L’esperienza, quindi. Una recente indagine svolta su mille universitari italiani esprime una tendenza contraria: “Lo stipendio e le opportunità sono più importanti del sentirsi appagati”** Io scrivo per cognizione di causa,un mio nipote dal età di 20 anni ,ora ne ha 35, lavora all’estero,ha le stesse difficoltà che ci sono in Italia a trovare lavoro,quando ne perde uno, e di perdite per vari motivi ne ha avute tante. Ma gli piace vivere all’estero,attualmente vive in una capitale europea ,perchè all’estero non c’è la guazzabbugliatrice di vita che in qualsiasi città d’Italia c’è. Dice lui in Italia è uno schifo burocratico,tutto scartoffie e amici degli amici,devi possedere per forza un auto in quanto i servizi pubblici fanno schifissimo,sanità a code infinite,scuole per i figli che insegnano solo il dialetto(esagero) e non una lingua straniera già da piccola età.In Italia è ritornato diverse volte a lavorare,ma poi se n’è scappato,sia per l’ambiente di lavoro aumm aumm sia per l’invivibilità nella città,dove i servizi sono carentissimi…dice che tornerebbe solo se trovasse un posto in Italia ..ai confini,Svizzera,Austria,Francia… In sintesi si va via dall’Italia,sia per mancanza di lavoro,che di pura e semplice vivibilità….credo.

Abbiamo il brutto vizio di pensare che sia sempre qualcun d’altro a dover risolvere i nostri problemi.
mai un commento che, ad esempio, spieghi come hanno fatto gli altri paesi a mantenere la tripla A nel rating internazionale , che strade abbiano seguito i nostri competitors per fronteggiare il post-fordismo e adeguare il welfare …anche a scuola – per la mia esperienza di persona “impegnata” – specie dalle medie, si diseducano i nostri ragazzi ad essere responsabili delle proprie azioni, l’orientamento scolastico scarsamente finanziato e lasciato in mano a coraggiosi proponenti, l’orientamento professionale lasciato in mano alle regioni, i rapporti scuola – lavoro che stentano ad allacciarsi … i danni materiali agli immobili ed alle attrezzature che si esita a far pagare a chi li ha vandalizzati, scioperi ed occupazioni non si sa bene per quali ragioni, scuole senza una vera autonomia economica , che non aprono il pomeriggio per consentire una qualche forma di doposcuola a chi non ha “spazio” o “atmosfera” a casa per studiare … dibattiti iniesistenti, supportati sola dalla polemica, cosi da avere una certa eco a fini magari di effimera notorietà o di vantaggio elettoralistico .Logica vorrebbe che si producessero ANCHE tribune politiche su problemi ad evidenza nazionale, continuiamo a pagare il canone per trasmettere “Affari tuoi” (con tutto il rispetto per il bravo conduttore e gli ascoltatori chi vogliono farsi intrattenere da simili spettacoli).Una mia conoscente che fa la ricercatrice in Fisica all’Università di Londra mi dice che quando legge certe scemenze sulla stampa italiana capisco tante cose sul perchè questo paese va così male!!! …….. nessuno dei ragazzi all’estero in fuga con il loro brillante cervello rimpiange quello che sta facendo e dove lo sta facendo (anzi sono tutti entusiasti di tanta apertura intellettuale) ma noi adulti ci siamo mai posti il problema del perchè non gli abbiamo dato la possibilità di fare la stessa cosa con la stesso entusiasmo in Italia???? perchè una figlia per lavorare in un ambiente cosmopolita e intellettualmente stimolante è dovuta andarselo a cercare a Londra??? nelle università italiane questi contesti di giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo non si possono formare????? …… e non vado oltre per non diventare volgare.

POI ARRIVA IL COMICO CHE PROMETTE HA TUTTI IL REDDITO DI CITTADINANZA,E IL GIOVANE SCANSA FATICHE NON ASPETTAVA ALTRO,E STA LI A FARE UN CAZZO E LAMENTARSI CHE DEVE ANDARE AL ESTERO PER TROVARE UN LAVORO CONGRUO AL LORO MODO DI VIVERE DA MANTENUTI. PERCHE IN ITALIA LA TERRA E BASSA E SI FA FATICA HA PIEGARE LA SCHIENA.A LONDRA NO.

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