Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
Blog di bezzifer

Post recenti

Ha fatto la voce grossa, gli è arrivato un treno sui denti. adesso si è calmato e parla politichese come tutti gli altri.

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

La terza via di Varoufakis e del suo Diem25: “Un new Deal europeo, siamo pronti per le elezioni”“

La scena politica italiana sta collassando, tutti si dividono e si moltiplicano. Ma l’Italia ha pensatori politici sofisticati, abbiamo cominciato a parlare con alcuni di loro… Tuttavia non vogliamo parlare solo con la sinistra, ma anche con i liberali e con chi condivide la nostra determinazione di dare all’Europa una sostanza di progresso”.Cosi dice Yanis Varoufakis alla sede della stampa estera a Roma, subito dopo la conferenza stampa di presentazione del prossimo passo del suo movimento Diem25: un ‘New deal’ per l’Europa, con proposte “concrete” per presentarsi poi alle europee del 2019 e – perché no – anche alle politiche in Italia l’anno prossimo. Né col Pd,  ma nemmeno con il M5s: “Penso sia opaco”

Ne sentivamo la mancanza! Non bastano i tanti (troppi) politici autoctoni, dobbiamo importarne anche dall’estero! Prima la Lista Tsipras ora anche questo!
Ma per favore!Mi piacerebbe sapere a chi si riferisce quando parla di pensatori politici sofisticati. Spero non si stia riferendo a Gennaro Migliore o ad Ernesto Carbone o a quello che va sempre in tv la mattina alla 7 a sparlare di qualsiasi argomento dello scibile umano, tal Andrea Romano. In ogni caso di casini qua ce ne sono gia abbastanza. Di gente che parla o ha parlato del nulla senza combinare nulla anche. Direi che può bastare cosi.Gente come Varoufakis è sempre brava a disegnare bei scenari, con i soldi degli altri. Purtroppo alla fine i soldi finiscono ed i debiti rimangono sulle spalle dei giovani e dei più deboli.Tanto quelli come Lui possono sempre andare all’estero o campare con quanto hanno già accumulato.Ma ancora diamo peso alle opinioni di questo pericoloso estremista?

Mostra altro

Se a 13 anni si compiono certi misfatti vuol dire che si è abbastanza maturi anche per essere puniti. Il mondo è cambiato ed è giusto che anche le leggi vengano adeguate

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Tredicenne violentato da undici minorenni: tre dei presunti colpevoli minori di 14 anni. A scoprire il fatto la madre. Un ragazzino di 13 anni è stato costretto a subire violenza sessuale da parte di un gruppo di 11 minori, di cui tre non ancora quattordicenni. Il fatto è avvenuto a Giugliano, nel napoletano. A ricostruire la vicenda sono stati i carabinieri della locale Compagnia, dopo la denuncia della mamma della vittima. Per otto presunti responsabili è disposto l’accompagnamento in comunità. Gli episodi di violenza sarebbero stati diversi: l’ultimo nel gennaio scorso.

Altrimenti:Si potrebbe dire ugualmente il contrario, che se certi reati bestiali si commettono anche da adulti, allora anche gli adulti non sono abbastanza maturi, almeno abbastanza da essere veramente responsabili delle proprie azioni.Ogni volta che sento o leggo i discorsi di uno psicologo (o sedicente tale) il mio parere sulla psicologia peggiora.

E per i giudici il ragazzino doveva urlare forte forte per essere creduto fino in fondo no?
Anzi, doveva farsi un selfi durante lo stupro.

Fosse per me:Innanzitutto tolgo a tutti i genitori la patria potestà per evidente e manifesta incapacità educativa. E se qualcuno di questi genitori avrà anche il coraggio di giustificare il figlio, oltre alla patria potestà, gli tolgo il diritto di essere libero. Nel senso che lo sbatto direttamente alla Cayenna (le carceri italiane sono troppo confortevoli) e me ne dimentico

I ragazzi sono lo specchio delle loro famiglie dai ratti non possono nascere che dei ratti, mi spiace molto usare un paragone cosi’ spregevole, un essere umano quando viene al mondo é come la plastilina e viene modellato da quel che riceve dall’esterno, nessun bambino ha in sé il disprezzo di un altro essere umano, questo gli viene instillato dall’esterno ed essendo un terreno vergine e fertile la malerba attecchisce e ha subito solide radici,é una asserzione troppo azzardata e pericolosa!, la famiglia assente o che scodella figli come i ratti é una della cause primarie, le cattive compagnie fanno parte dell’assenteismo familiare, come detto tempo fa e ripeto ancora, azzardo un 70% di terrestri che fanno figli perché é una pulsione e perché cosi’ va il mondo ma loro non hanno nessuna idea, ne prima ne dopo, di cosa significhi essere genitore.

Mi fanno schifo chi ignorano completamente l’orrendo trauma che deve aver vissuto questo BAMBINO e fanno addirittura delle battute. I mostri che lo hanno violentato e seviziato mi ci gioco le p..le che sono tutti parteneopei doc, come quell’altro che si era ‘divertito’ con un altro giovane disabile con la canna del distributore. Altro che ‘dare una lezione’, a questi e ai loro genitori non faranno niente come al solito, ma spero che la famiglia del bambino non stia a guardare e ad aspettare con le mani in mano il NULLA della ‘giustizia’ all’italiana. Non oso immaginare cosa avrei fatto io se una cosa simile fosse capitata a mio nipote. ‘Azione culturale’?? Questi non sono esseri umani e nemmeno animali, questi sono delle bestie, dei mostri sociopatici che vanno resi inoffensivi isolandoli o eliminandoli dalla società prima che facciano, se possibile, qualcosa di peggio.MA:Se non hanno ancora 14 anni non gli possono fare nulla, grazie alla legge italiana, e al buonismo cattolico che cerca sempre di influenzare la politica con la sua dottrina di perdonare sempre e comunque

Mostra altro

Ti suonano alla porta!Ci sono la Taverna e la Manfuso. Chi fai entrare? fare la scelta ma sarebbe risultata …. sessista non ce scelta.Qui grulli avete ragione.

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Sara Manfuso dopo l’intervento a Otto e Mezzo: “Contro di me attacchi sessisti. Non mi candido. Ma Renzi rappresenta la sinistra moderna”

C’è chi l’ha chiamata la “nuova Boschi”, chi si è concentrato sul suo legame con il deputato ex Pd Alfredo D’Attorre, chi ancora sulla sua fede renziana. “Tutte considerazioni che prescindevano totalmente dalle riflessioni esposte”. Sara Manfuso parla dopo il suo intervento alla trasmissione televisiva Otto e Mezzo, su La7, denunciando “un dilagante sessismo in rete e su certi organi di informazione”. Manfuso è una ex modella, laureata in filosofia e alla guida di una associazione che promuove i diritti delle donne. Al momento non sta pensando di candidarsi in politica, dice all’HuffPost. Ma vuole dare il suo “contributo alla comunità con le competenze di cui dispongo”, smarcandosi dalla figura di ‘fidanzata di D’Attorre’: “Di Alfredo non parlo più”.

Il suo “esordio” televisivo alla trasmissione Otto e Mezzo non è passato inosservato. Sui social le sono state rivolte diverse critiche e soprattutto giudizi incentrati sul suo aspetto fisico, mentre è stato tralasciato il contenuto del suo intervento. 
Anche il sessismo dilagante sulla rete e tipico di un certo modo di fare “informazione” non sta passando inosservato. Tante le manifestazioni di solidarietà e di apprezzamento che sto ricevendo, anche dal mondo della politica. L’irritazione che ho avvertito inizialmente si è subito trasformata nella volontà di esprimere con ancora maggiore convinzione le mie idee, senza paura.

Quello che non condivido sono altri  pensieri sessisti e maschilisti di grillini e scissionisti sulle donne non militanti( con loro) perche sono.

L'immagine può contenere: una o più persone, sMS e spazio all'apertoRispettando alle grilline pecorone…..
Ed ecco perche quella del PD e la sinistra piu moderna : quote rosa applicate, la legge sul femminicidio, sui diritti civili, sul dopo di noi.

Sara Manfuso ad Otto e Mezzo oltre ad essere brava e bella è riuscita in ciò che non è riuscito a Renzi: ammutolire Civati, far cadere la dentiera a Sallusti e soprattutto far sentire del tutto inutile il ricorso al tocco e ritocco estetico alla Gruber. Persona intelligente ed equilibrata, ma purtroppo in questo paese ormai c’è una deriva educativa e culturale imbarazzante.

Mostra altro

Lo squadrismo dei grillini? Il Fatto si è distratto,I grillini in realtà hanno votato per il mantenimento dei vitalizi

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

In Parlamento il Movimento 5 stelle si è reso protagonista di una serie di atti eversivi di inaudita gravità, estrenei e ostili alla civiltà democratica, fermamente condannati da tutti i gruppi politici e dalla presidente della Camera Laura Boldrini.

Gli squadristi grillini hanno dapprima interrotto la seduta (stava parlando il ministro Galletti), poi hanno preso d’assalto con urla, spintoni e insulti l’Ufficio di presidenza mandando un paio di commessi in infermeria, e infine hanno assediato il palazzo di Montecitorio convocando una masnada di esagitati aizzati da Di Maio e altri gerarchi.

Il motivo? L’Ufficio di presidenza della Camera aveva approvato una direttiva (proposta dal Pd) che taglia i vitalizi degli ex parlamentari imponendo un “contributo di solidarietà” che, a regime, farà risparmiare alle casse di Montecitorio 2,5 milioni di euro l’anno.

I grillini, che volevano invece limitarsi ad innalzare a 67 anni l’età pensionistica dei deputati in carica (i vitalizi, com’è noto, sono stati aboliti già nel 2012), senza però intaccare le rendite degli ex parlamentari e senza portare alcun risparmio, sono rimasti spiazzati e hanno risposto con la violenza, l’insulto, l’eversione.

Se però leggete il Fatto di oggi, non troverete una riga di condanna per quanto accaduto. Anzi, non troverete proprio l’accaduto.

Il titolo di prima pagina è una colossale menzogna: “Il Pd si rimangia le promesse e vota per salvare i vitalizi”. Ma i vitalizi non ci sono più da cinque anni, il Pd non soltanto non si è rimangiato nessuna promessa ma ha ottenuto un taglio di 2,5 milioni all’anno, e i grillini hanno votato contro (e dunque hanno votato a favore del mantenimento integrale del vitalizio per gli ex parlamentari).

Il titolo corretto, se al Fatto esistesse la correttezza, sarebbe stato un altro: “Il M5s cerca di salvare i vitalizi, non ci riesce e per ritorsione assalta il Parlamento”.

Ma a Travaglio e ai suoi squadristi grillini della verità non importa nulla. Il disprezzo per la democrazia parlamentare che li contraddistingue non ha precedenti nella storia repubblicana e somiglia invece molto da vicino al fascismo delle origini.

Chissà se Pier Luigi Bersani (ed Enrico Letta, che sul Corriere di oggi tenta goffamente di giustificarlo) si rendono conto di ciò che sta accadendo in Italia, e della responsabilità che si stanno assumendo di fronte alla storia.

Mostra altro

E’ Travaglio il fan più acceso del “Bersani 2.0″

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Che l’idea del compagno Pier Luigi Bersani di correre in soccorso della Casaleggio Associati srl, nel caso in cui alle prossime elezioni ricevesse l’incarico per formare un nuovo governo pur non disponendo della maggioranza assoluta dei seggi, sia un’idea a dir poco bizzarra, lo hanno subito capito persino i compagni rivoluzionari di “Articolo Uno”, il partitino che raccoglie alcuni transfughi del Pd (fra cui lo stesso Bersani) e di Sel.

Ora però che la proposta è stata accolta, vidimata e rilanciata dal paraguru della Casaleggio, il  compagno Marco Travaglio, in un solenne editoriale brillantemente intitolato “La mucca e il grillo”, possiamo tirare un sospiro di sollievo: pensavamo fosse una sciocchezza, e invece è puro avanspettacolo.

Il rapporto fra Bersani e Travaglio/Casaleggio Associati merita un breve approfondimento.

Quando l’ex segretario del Pd ebbe un malore e fu ricoverato in ospedale, un gran numero di grillini si precipitò ad augurargli la morte sui social: la classe, si sa, non è acqua.

Nell’indignazione generale, Travaglio si distinse per un inno all’odio: “Questa storia dei politici da amare – scrisse allora – è una follia ricattatoria introdotta dal berlusconismo, che deve finire. Ogni cittadino dev’essere libero di amare, odiare o ignorare i politici, senza che nessuno si senta autorizzato a chiedergliene conto”. Chiarissimo.

Ora i due vanno d’amore e d’accordo: di recente sono apparsi fianco a fianco a Cartabianca – l’ennesimo programma grilloide, questo però pagato coi soldi del canone –, teneri e solidali nel dare addosso a Renzi fra i sorrisini compiaciuti della conduttrice: del resto, per l’ex smacchiatore di giaguari l’intesa “con questo Pd” è impossibile (e chi la vuole?), mentre il M5S rappresenta “l’argine alla deriva populista e nazionalista” – che è un po’ come sostenere che il Big Mac sia l’argine al colesterolo.

Entusiasta del “Bersani 2.0 non più liberalizzatore”, il compagno Travaglio oggi lo rilancia come interlocutore privilegiato della Casaleggio per due motivi: il primo – non ridete – è che il M5S è di sinistra (non “di centro”, come sostiene il compagno Bersani 2.0, che certamente rettificherà al più presto), tanto è vero che – ho detto di non ridere! – la Raggi “ha formato a Roma la giunta più di sinistra che si sia mai vista negli ultimi 20 anni in una metropoli d’Italia”.

Il secondo motivo, più ficcante del primo, è che Bersani non conta nulla: “Rappresenterebbe una forza – scrive il paraguru – molto più piccola e meno concorrenziale e minacciosa” del Pd del 2013 (quello appunto bersaniano) che tentò invano – l’Italia è un Paese fortunato – di fare un governo con Grillo. Prosit.

Mostra altro

La risposta alla lettera di Beppe Grillo indirizzata al Pd: “L’ultima volta che ti sei aggrappato ai sondaggi era il venerdì prima delle Europee 2014: sappiamo bene come è finita”

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Caro Beppe, invece di insultarci non scappare e vieni in tribunale.

Caro Beppe Grillo,nella tua vita sei sempre scappato nei momenti chiave. Scappato, fuggito, sparito. Sei fatto così, non solo in politica.
Oggi dal tuo blog insulti migliaia di persone del PD che stanno facendo un congresso bellissimo, parlando di lavoro, di ambiente, di futuro, di giustizia, di periferie, di innovazione.

Noi siamo nei circoli a parlare e a votare, in tanti. Non su uno yacht o su un blog, con uno solo che decide. Noi siamo per la democrazia che decide dal basso, tu decidi per tutti imponendo sanzioni a chi non la pensa come te. L’ultima volta che ti sei aggrappato ai sondaggi era il venerdì prima delle Europee 2014: sappiamo bene come è finita.

Ti chiediamo solo una cosa, noi del PD. Non scappare ancora, come hai fatto in passato e fai adesso con la ridicola storia del blog. Non nasconderti.  Accetta la nostra sfida, caro Beppe. E vieni in tribunale. E vediamo chi ha ragione e chi torto. Non fuggire come un coniglio, come sempre. Prenditi le tue responsabilità. Ti aspettiamo. E vediamo chi griderà stavolta onestà onestà onestà.

Mostra altro

Ecco la posizione ufficiale del M5S su banche, euro, migranti, Russia e Turchia. Il punto della situazione sulle priorità del movimento di Beppe Grillo e Luigi Di Maio dopo la presentazione del libro a 5 stelle sull’Europa

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Vista la contraccambiata simpatia, non poteva mancare certo la Russia nel libro sull’Europa scritto dal MoVimento 5 Stelle in vista della cerimonia per i 60 anni dei Trattati di Roma in programma nella città eterna sabato prossimo . Il documento – che delinea il posizionamento dei pentastellati su un tema cruciale come il futuro dell’integrazione europea – è stato presentato ieri all’associazione della Stampa estera dal vicepresidente della Camera e candidato in pectore alla presidenza del Consiglio Luigi Di Maio, insieme ai deputati Riccardo Fraccaro e Sergio Battelli, alla senatrice Michela Montevecchi e alle euro-parlamentari Rosa D’Amato e Laura Agea.

LE SANZIONI DA ELIMINARE

Nel paper il movimento fondato da Beppe Grillo ha messo nero su bianco l’obiettivo di stabilizzare i rapporti con Vladimir Putin: “Rimozione immediata delle sanzioni alla Russia, che provocano perdite ingenti all’economia degli Stati membri e in particolare alle piccole e medie imprese“. Non l’unico riferimento esplicito al Cremlino, a proposito del quale si parla, inoltre, nella parte del documento relativa al budget europeo. Tra le misure che i pentastellati chiedono di attuare compare, infatti, anche “l’abolizione dei finanziamenti destinati alla propaganda Ue“, di cui – secondo i cinquestelle – fanno parte le attività volte a sostenere “la moneta unica” o quelle dirette a screditare “la Russia”Nonostante si moltiplichino da Mosca attacchi diretti o indiretti contro Bruxelles.

I RAPPORTI CON TURCHIA E LIBIA

Ad avviso del movimento, dovrebbero essere riviste in blocco anche le relazioni in corso tra Europa e Turchia: “Cancellazione integrale dell’accordo sui migranti firmato con Erdogan“. Un Paese verso il quale il giudizio pentastellato è durissimo: “Viola i diritti umani e anche gli accordi commerciali“. Eppure, utilizzato dall’Unione europea per cercare di tamponare l’emergenza migranti a suon di miliardi di euro. In questo contesto si inserisce anche la strategia che sta portando avanti l’Italia in Libia: qualche giorno fa Paolo Gentiloni ha ricevuto a Palazzo Chigi il primo ministro libico Fayez al-Sarraj.”Ma è un governo fantasma, non legittimato dai cittadini“, ha tagliato corto Di Maio, per il quale la strada per la pacificazione di Tripoli è necessario che passi dall’impegno di Paesi terzi privi di specifici interessi economici in Libia: “Noi siamo poco credibili visto che lì abbiamo il petrolio“.

L’EMERGENZA MIGRANTI

La Libia, però, rimane comunque un interlocutore privilegiato, anche perché è da quello Stato che parte il maggior numero di migranti alle volte delle coste italiane. “Non possiamo diventare il campo profughi d’Europa“, ha tuonato Batelli nel corso della conferenza stampa. Per impedirlo il MoVimento 5 Stelle propone una serie di soluzioni, a partire dalla revisione del Regolamento di Dublino e delle politiche d’asilo: “La redistribuzione in tutti gli Stati membri dei richiedenti asilo arrivati in Italia deve essere obbligatoria ed automatica: non bisogna aspettare che l’Italia – o altri Stati membri di frontiera – arrivino al collasso e si trovino in uno stato d’emergenza“. E per chi dovesse rifiutare di dare il suo contributo, dovrebbero essere introdotte sanzioni anche dure. In un’ottica di cooperazione internazionale, i pentastellati si sono schierati a favore dell’embargo sulle armi nei confronti degli Stati mediorientali e africani e contro eventuali operazioni di destabilizzazione. Inoltre, sì convinto alle “sanzioni per le multinazionali che violano i diritti umani nei Paesi terzi” e all’abolizione “di ogni forma di finanziamento diretto e indiretto ai produttori di armi“. La logica di fondo rimane sempre la stessa: creare le condizioni politiche, economiche e sociali affinché i migranti decidano di partire in percentuali assai minori di quelle attuali. “Si dovrebbe inoltre prevedere il rimpatrio per gli stranieri detenuti nelle nostre carceri in modo che scontino la pena nei loro Paesi d’origine“, ha commentato ancora Di Maio, che sulla questione ha lanciato un’accusa nettisima a Bruxelles: “La mancata distribuzione per quote dei migranti è il più grande fallimento dell’Unione europea: gli Stati membri non sono stati in grado di prevedere alcuna forma di solidarietà“.

I DISTINGUO SULLA DIFESA COMUNE

In linea di principio il movimento è favorevole, ma al rispetto di alcune precise condizioni. La prima e fondamentale è che l’eventuale esercito europeo abbia “come esclusiva finalità l’utilizzo in missioni di peacekeeping“, con la garanzia di non diventare “strumento di operazioni militari finalizzate al perseguimento di interessi economici e commerciali dell’Ue o dei suoi Stati membri“. Inoltre, il M5S chiede che le spese sostenute per la difesa unica europea non siano replicate a livello nazionale, in modo da “reinvestire i risparmi nel sociale“.

IL FUTURO DELL’EURO

I pentastellati hanno poi ufficializzato la loro posizione a proposito della moneta unica. “Se dovessimo andare al governo, proporremmo un referendum consultivo sull’euro“, ha dichiarato Di Maio. Che ha spiegato anche il meccanismo che dovrebbe portare all’indizione della consultazione: “La strada è quella di una legge costituzionale con cui prevedere l’istituzione del referendum“. Una soluzione da estendere a tutti gli Stati dell’Eurozona che – ad opinione del vicepresidente della Camera – consentirebbe di rafforzare la moneta unica: “Continuerebbero ad adottarla, finalmente su base volontaria, solo i Paesi realmente favorevoli“. Contestualmente Di Maio ha sottolineato la necessità di sottoporre a revisione i trattati, in modo da introdurre specifiche procedure attivabili dagli Stati che intendano eventualmente abbondare l’euro.

UN PIANO B PER L’ITALIA

Quanto alla tempistica di questo referendum sull’euro, Di Maio ha chiarito di voler portare avanti il progetto fin dall’inizio della prossima legislatura. Il primo provvedimento di un ipotetico governo a cinquestelle sarebbe però rappresentato – ha dichiarato – dal reddito di cittadinanza. Nel frattempo, da qui al 2018 – quando si svolgeranno le politiche in Italia – di acqua sotto i ponti è destinata comunque a scorrerne parecchia in Europa, a partire dalle presidenziali francesi del mese prossimo. Un appuntamento il cui esito potrebbe cambiare le sorti del Vecchio Continente, soprattutto nel caso di una vittoria di Marine Le Pen: “Il governo sta preparando un piano B sull’euro in vista del voto in Francia? Se dovessero prevalere le forze contrarie alla moneta unica, noi che cosa faremmo? Qual sarebbe, in quel caso, la nostra posizione?“.

L’EUROPA E LE BANCHE

Alcune indicazioni sono arrivate anche in tema di banche, a proposito delle quali il movimento di Grillo si è dichiarato a favore “di un moderno Glass-Steagall Act basato sulla separazione delle attività di credito tradizionali da attività finanziarie speculative“. D’altro canto, i pentastellati ambiscono anche a smantellare “la procedura di bail-in, volta a scaricare le perdite bancarie su risparmiatori e correntisti“. Contemporaneamente dovrebbe anche essere reso più incisivo il ruolo della Banca Centrale Europea, chiamata a fungere “da prestatore di ultima istanza“. Con la possibilità, peraltro, “se necessario e senza limitazioni predefenite” “di acquisire titoli di Stato dei Paesi in difficoltà in misura sufficiente ad evitare l’insostenibilità del debito o costi eccessivi di finanziamento“. A tal riguardo, Di Maio ha pure invitato l’istituto guidato da Mario Draghi a mettere in campo maggiori controlli sulle banche: “Quelle italiane sono andate male non solo per colpa dei management, ma anche a causa del clientelismo dei partiti“. E qui il leader dei cinquestelle ha fatto partire una staffilata in direzione Partito Democratico: “Il partito che ha controllato Mps ha avuto anche il presidente della Commissione europea“. E cioè l’ex premier Romano Prodi.

LA MODIFICA DEL FISCAL COMPACT

Tra le altre misure economiche Di Maio ha invocato infine la modifica dell’attuale articolo 81 della costituzione, già riformato nel 2012 ai tempi di Mario Monti dopo l’approvazione del Fiscal Compact per recepire l’obbligo del pareggio di bilancio: “E’ in contrasto con altre parti della stessa Costituzione. Anche la Consulta con alcune sentenze lo ha riconosciuto e ha affermato che si può non rispettare se si tratta di garantire servizi essenziali ai cittadini“.

CONCLUSIONE:TANTE BELLE COSE CHE DAL DIRE AL FARE Cè DI MEZZO IL MARE, IN PIU DEL DOCUMENTO NON SI E VISTO COPPIA,CONFERMATA PURE DAI ALTRI ADETTI HAI LAVORI PRESENTI ALLA PRESENTAZIONE,CONFERMANDO CHE HANNO RICEVUTO QUINDICI FOGLI FOTOCOPIATI DI QUESTO FANTOMATICO LIBRO,INSOMMA LA SOLITA PRESA PER IL CULO GRILLESCA.

Mostra altro

A dettare l’agenda della politica italiana sono la mattina il vice presidente grillino della Camera Luigi Di Maio e la sera l’incompreso Bersani. Dio li fa e poi li accoppia.

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Persino Massimo D’Alema, che certo non si risparmia quando si mette in testa un obiettivo, com’è quello che lo accomuna a Pier Luigi Bersani di espellere dalla sinistra quell’intruso di Matteo Renzi, ha ritenuto di prendere le distanze dal compagno ora di Dp, sigla rovesciata dell’abbandonato Pd, nell’inseguimento di Beppe Grillo.

“Meglio soli” a continuare a sognare “il 51 per cento” dei voti, ha detto l’ex deputato di Gallipoli, piuttosto che offrire ai grillini dopo le prossime elezioni i voti che dovessero mancare per la fiducia ad un loro governo rigorosamente monocolore. E questo solo per togliersi la soddisfazione di vedere Renzi all’opposizione con gli odiati Silvio BerlusconiDenis Verdini e Angelino Alfano. Che ormai non si parlano più fra di loro, forse neppure per scambiarsi gli auguri di compleanno e simili, ma sono ugualmente accomunati da Bersani in quella “robaccia di destra” che minaccia la democrazia italiana. E di cui la famosa “mucca” penetrata nella sede del Pd, al Nazareno, ha potuto per mesi e mesi riempire corridoi e uffici senza che nessuno ne avvertisse la puzza: neppure il “tacchino” che vaga sul tetto dell’edificio.

Le metafore di Bersani sono ormai mitiche, come quelle delle bambole da pettinare e del giaguaro da smacchiare, ma gli sono servite a ben poco, visto che anche nel nuovo inseguimento di Grillo egli è riuscito solo a raccoglierne il dileggio, sino a rimediarsi la qualifica di “pugile suonato”. O un morso alla mano, secondo un titolo un po’ da canile dell’Unità, che il giorno prima se l’era cavata con una vignetta contro “le emozioni” troppo forti cercate dal deputato di Bettola.

A qualcosa comunque è servito l’ostinato ritorno di Bersani, se mai se ne fosse allontanato, all’inseguimento dei grillini, promossi addirittura ad un ruolo “di centro” nello scenario politico italiano: un centro attorno al quale tutto dovrebbe quindi muoversi, come fu una volta per la Dc e avrebbe potuto essere per il Pd, sempre secondo la versione di Bersani, se non gli fosse capitata la disgrazia non di perdere, o non vincere, le elezioni del 2013 ma di imbattersi in una prima e poi addirittura in una seconda, ormai scontata segreteria di Renzi: sempre lui, eternamente lui, ossessivamente lui.

E’ servita, l’ostinazione filogrillina di Bersani, a fornire altro carburante politico a Grillo, anche se, da buon figlio di benzinaio, l’ex segretario del Pd ritiene che il distributore frequentato dal comico genovese sia quello di Renzi, che pompa regali alle banche e ai ricchi proprietari di case, tutti immaginati ad abitare in appartamenti condominiali, anziché in ville regolarmente sottoposte all’Imu. Altri regali di Renzi alla fame di qualunquismo e di demagogia dei grillini sarebbero stati la difesa del ministro dello Sport Luca Lotti, coinvolto nelle indagini sugli appalti della Consip, e la partecipazione -col voto palese, inteso come sfrontato, di 19 senatori del Pd, di cui 15 collocabili nell’area renziana- al salvataggio di quel pericoloso criminale che sarebbe Augusto Minzolini dalla decadenza  parlamentare un anno e mezzo dopo una condanna definitiva per peculato alla Rai. Che però è stata condannata da un altro giudice a restituire all’ex direttore del Tg 1 i soldi da questi versati all’azienda volontariamente per saldare i conti che gli erano stati contestati.

Fior di giuristi si stanno ancora accapigliando sullo “scandaloso” salvataggio del senatore Minzolini. Poco ci manca che non venga reclamato lo scioglimento anticipato quanto meno del Senato per l’insopportabile offesa allo Stato di diritto, annessi e connessi, ma nessuno riesce a spiegare decentemente la logica di un sistema giudiziario –si fa per dire- nel quale si può essere condannati penalmente per un peculato negato in sede civile. Ma non fa niente. E’ sempre benzina -ragiona Bersani- che si mette nel serbatoio dell’automobile di Grillo, cui lui intanto -sempre Bersani- pulisce i vetri e controlla la pressione delle gomme.

Nel frattempo, per non parlare della nostra Roma blindata per la celebrazione dei 60 anni dei trattati europei, accadono nel mondo cose che potrebbero coinvolgerci ancora più di quanto già non lo siamo: da Washington a Londra, da Bruxelles a Berlino, dall’Aja ad Ankara e alle acque del Mediterraneo, dove continuiamo a raccogliere quotidianamente migliaia di immigrati che nessuno sa come sistemare. Ma le urgenze, le priorità, chiamatele come volete, della nostra politica e del nostro Parlamento sono altre.

Mostra altro

Concordo con Minniti. Libertà di manifestare pacificamente il proprio dissenso e le proprie idee, è un diritto e talvolta pure un dovere. A chi usa violenza inutile rispondere con …..fiori. Non si può fermare il vento con le mani (Seneca).

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Trattati di Roma, Marco Minniti al Messaggero: “Libertà di manifestare ma linea dura con i violenti”

“Siamo in una democrazia. Il principio, quindi, è libertà di manifestare le proprie opinioni, con un limite, la violenza”. Lo afferma il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un colloquio col Messaggero alla vigilia delle celebrazioni per l’anniversario dei Trattati di Roma.

Nessun dialogo con chi cerca solo di creare tensione e disordini: percorsi e iniziative sono stati concordati con gli organizzatori, “ognuno – spiega Minniti – ha scelto di andare dove voleva”. La minaccia è doppia, non solo le infiltrazioni dei cortei: dopo i fatti di Westminster anche a Roma “non si può sottovalutare nulla”. “Hanno colpito a Nizza durante una festa popolare, a Berlino durante il mercatino di Natale, a Londra il mercoledì, quando il Parlamento è in attività, con coltelli e mezzi di vario genere”, osserva.
Parola d’ordine, per il ministro, è “il controllo del territorio”. “Una risposta antica – dice – che è il sistema ancora più efficace di fronte all’imprevedibilità dell’atto”.

Dato il momento chiunque incappucciato o con un casco, in effetti potrebbe nascondere un fanatico dell’Isis; Quindi fermarlo in maniera preventiva è il minimo che si possa fare. Poi se invece dell’Isis si rivela essere un black block (o un antagonista) solo cavoli suoi, sarà solo uno in meno.

Spero solo che non succeda come al G8 di Genova dove i violenti vestiti di nero camminavano tranquilli per le strade, spaccando e sfasciando tutto quello che trovavano davanti a loro, e la polizia stentava ad intervenire perchè avevano avuto ordini precisi da Scaiola e dai vari ministri presenti, ad esempio Fini, poi infine ci fu l’ordine per la Diaz, e sappiamo tutti cosa successe. Non vogliamo che si ripetano queste vergogne !!!

Premetto che la libertà è al di sopra di tutto e tutti ma nel momento in cui qualche centinaio di scapestrati prende sopravvento sulla moltitudine l impiego Dell esercito con poteri di polizia sarebbe sacrosanto per poi non Dover piangere dopo…meditate gente e non serve esser di destra o sinistra si tratta di convivenza civile

Mostra altro

Preferisco DiMaio. Con l’Appennino candidata premier, si rischierebbe seriamente di superare il 50%…Haahaaaa cazzo mi piscio a dosso.

24 Marzo 2017 , Scritto da bezzifer

Torino, la “profezia” di Bruno Vespa: “Sindaca Appendino? Futura candidata premier del M5S”. Ma lei smentisce

Bisogna vedere se il.proprietario del marchio è d’accordo.E poi Di Maio che fa?
Poveraccio sono anni che lecca Grillo per fare lui il candidato Presidente del consiglio, mo arriva sta tizia? Poi gli tocca andare a lavorare.

Certo che non leggo ancora i commenti della vera base a 5 stelle: cosa mi dite ragazzi dell’immagine della Appendino con in mano il libro di Vespa ??Da osservatrice esterna penso sia davvero difficile da digerire per voi…Non è che mi fa la fine dell’infiltrato PIZZAROTTI ??a quando La Raggi con Sallusti ?..poveri 5 stelle contaminati dalle vecchie volpi…Pensano di andare al governo con il 30% quando neanche il 40% basta dato che al Senato non c’è il premio di maggioranza.Presto il premio di maggioranza scomparirà anche alla Camera per il proporzionale che tanto piace agli stellati.
Buona fortuna……ne avete tanto bisogno…..

Certamente la Appendino è una grillina “sui generis”, anzi direi che a stento la si possa definire grillina, e lo dimostra il fatto che partecipi alla presentazione di un libro di Vespa.

La Appendino è cento volte più furba della collega sindaca di Roma che è costretta a
ricorrere alle pose, ai proclami, alle sceneggiate per supplire alla sua incapacità.Si è trovata una città bene amministrata e invece di gettarsi in guerre ideologiche, fa soltanto qualche concessione alle frange più fanatiche dei suoi elettori che si bevono tutto e si accontentano di poco. Fa un piccolo accenno (ma soltanto un accenno) ad una possibile giornata di dieta vegana nelle scuole (che non si farà mai), nomina una No-Tav in una commissione in cui non conterà niente e non potrà fare danni. Fa contenti a chiacchiere i boccaloni più esagitati del suo movimento ma nella pratica continua la politica di Fassino.Non e cosi? Sfido chiunque a scrivere e dimostrare una sola cosa che abbia fatto questa decantata Appendino! Sta solamente tirando avanti all’ombra dell’ottima amministrazione Fassino,provare a chiedere nelle periferie,terreno,territorio e unico argomento con il quale questa nullità,fotocopia della bambolona imbambolata di Roma,ha vinto le elezioni.Prendetevi il tempo che volete,andate a curiosare nelle delibere comunali,e scrivete,scrivete i miracoli dell’Appendino! Si ,una cosa l’ha fatta:ha raddoppiato e in alcuni casi,triplicato il costo dei parcheggi. Ma per piacere!

Piace perchè è pragmatica e molto alla mano, non è moderata come molti fanno credere, al contrario è lei stessa che sa essere furba e attacca soltanto quando sa di essere nel giusto, negli altri casi invece fa vedere di stare al gioco perchè sa che facendo bel viso a cattivo gioco si riescono a intravedere meglio i punti deboli dell’ avversario, in modo che quando deve dire la sua, lor signori già sono per metà fregati.

Diciamo che per l’ Appendino vale il detto: “Con le buone maniere si ottiene tutto” ed è li che c’è la furbizia e l’ astuzia di questa ragazza, il che me la rende un gradino più intelligente di tutti i 5 stelle.

Mostra altro