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Blog di bezzifer

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Ogni tanto una buona notizia.

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Austria, Van Der Bellen è il nuovo presidente.L'ecologista si è aggiudicato per la seconda volta il ballottaggio dopo l'annullamento del precedente per irregolarità nel voto postale. Il suo rivale, l'ultranazionalista Norbert Hofer, ha ammesso la sconfitta e ha annunciato la sua candidatura alle elezioni politiche.

Bel segnale, questo dei vicini,alpini, dell'Austria..Nazione alpina, più benestante di altre che si esprime per un Governo della civiltà.

Un esempio per l'Europa.

Prima buona notizia della giornata, speriamo non sia l'ultima e che Salvini e compagnia piangano ancora! Ennesima grande lezione di un Paese che purtroppo non è Italia.

Salvini avrà la schiuma alla bocca e penso che faccia meglio, come gli ha suggerito Bossi, a lasciare le sue aspirazioni di leadership nazionale a persone più serie e limitarsi ad occuparsi della secessione del Lombarduccio-Venetuccio. Che questa vittoria sia di buon auspicio per noi.

Addio muri e per Salvini Il bel Danubio blu di Strauss . erò bisogna dire che Hofer ha perso con classe... non solo si congratula ma chiede a tutti gli Austriaci di essere uniti e di lavorare assieme... e non conclude con lo sfascio ma: Es lebe unsere Heimat Österreich.

Sarebbe magnifico se domani chi ha perso,dicesse siamo tutti italiani,lavoriamo,insieme per la nostra Nazione,ma dato che siamo quelli dei 100 campanili,quelli dei vaffa day a tutti meno a presenti e sostenitori,che non dialoghiamo con un antagonista ,ma l'interlocutore è un nemico,ricominceremo come 48 ore fa .

Abbiamo una via d'uscita ? credo di si ignoriamo tutti i talk de La7 ,nessuno escluso,e quelli di Fininvest che sono solo ansiogeni dove c'è prevaricazione ,dove chi urla più forte ha la compiacenza dei conduttori ! facciamo crollare lo share e forse si potrà parlare !

Tutti i paesi , che noi Grandi Italiani crediamo politicamente " fascisti " o per dirla meglio alla Salvini ... si dimostrano molto più avanti di noi , popolo di cialtroni e di politici arruffoni e ignoranti che tendono a prenderci per i fondelli in qualsiasi occasione.

Riusciremo a mandarne una buona parte di questi nullafacenti a coltivare i campi o a mungere le mucche con un Referendum Popolare ???

IO MI AUGURO DI SI BUONA SERATA.

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Che votiate SI o NO, per favore andate a votare, l' occasione è troppo importante per lavarsene le mani.

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Referendum, il giorno della verità. Alle 12 affluenza al 20%, il Nord traina il Sud.

Bel segnale che l'affluenza aumenti. La partecipazione al voto è di per sè un messaggio verso la Politica: ci siamo e vogliamo contare.

Il nord ha la maggioranza dell'elettorato 27mln su 46mln Piu vota il nord piu possibilità ha il Sì

Affluenza del 20% circa alle ore 12 .

Al referendum costituzionale del 2006 l’affluenza fu del 10,1% alle 12, con un finale del 52% Bisogna aspettare il dato delle 19 perché nel 2006 si votò in piena estate, mentre oggi stiamo alle porte dell’inverno.

Quindi può essere che parecchia gente, specie al Nord, abbia anticipato l’ora in cui andare a votare visto che il buio arriva prima. Se il trend si mantiene costante, a questo giro l’affluenza finale può arrivare minimo al 60%

Se l'affluenza fosse più alta al centro nord DICONO potrebbe avvantaggiarsene il sì. Nel sud, il no è decisamente più avanti nei sondaggi.

MA:Non c'e nessun metodo di campionamento o di rilevazione che sia in grado di provare che l'affluenza in questa o in quella parte del paese, favorisca questo o quello schieramento. Si arriverà almeno al 70% se non di più.

A chi giova, non si sa di certo i sondaggi già poco affidabili vengono cancellati completamente.

Questo referendum è l'esame di maturità dell'Italia: o si entra tra le più avanzate democrazie occidentali, o si resta al palo in un sistema fermo da oltre cinquanta anni. Dipende tutto da noi, e, se preferite, da un puro, semplice atto di buon senso, il SI sulla scheda referendaria.

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Il problema è che non tutti sanno che è l'accoppiata carta filigranata/ matita ad essere indelebile. Non sanno cosa inventarsi per non accettare una eventuale vittoria del SI

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Referendum, denunce in alcune zone d'Italia sulle matite cancellabili. A Catania, Napoli, Isernia e Vibo interviene la Digos, Salvini denuncia su Fb,lo imita Piero Pelù che denuncia su Fb: "La matita che mi hanno dato per votare era cancellabile"

Patetici, che sentano l'odore dell'aria che cambia? Il Ministero ha chiarito e facciamola finità. Piero Pelù oltre che cognome, nome e numero della scheda avrebbe potuto scrivere il titolo del nuovo disco...alla pubblicità non si guarda in bocca...inoltre chi parla di brogli avrebbe dovuto, come me e altre migliaia di scrutatori e rappresentanti di lista (di tutti i partiti) lavorare nei seggi per capire che questa bufala non stà in piedi. 

Chi parla di brogli dovrebbe essere condannato a fare lo scrutatore (gratis) alle elezioni successive. Solo chi non ha mai messo piede in un seggio può pensare che durante lo scrutinio ci siano agenti segreti armati di gomma, che indisturbati si mettono a cancellare, senza lasciare alcuna traccia, le schede elettorali.

Sarebbe una pena sicuramente rieducativa nel piano spirito della nostra costituzione. Per fare una cosa del genere è necessario che tutti i componenti di un seggio e i rappresenti di lista siano contemporaneamente per il Sì o per il no, disonesti fino al midollo e incuranti del rischio che corrono se beccati.

Vi racconto un segreto, oltre agli scrutatori, estratti a sorte e quindi sia per il Sì che per il No, ci sono i rappresentanti di lista per il Sì e quelli per il No che assistono alle elezioni e allo spoglio per certificarne la regolarità.

Insisto solo chi non ha mai messo piede in un seggio può pensare che sia possibile organizzare brogli del genere su larga scala. Sicuramente qualche scrutatore demente riuscirà a far annullare qualche scheda a lui scomoda, ma che quelle annullate in questo modo siano più del No che del Sì è tutto da vedere. Il complottismo ottenebra le menti.

Un seggio è composto da un Presidente, tre scrutatori scelti per sorteggio, un segretario. Poi possono assistere a tutte le operazioni di voto e di scrutinio i rappresentanti di lista. A fine delle operazioni di voto il Presidente organizza le operazioni di scrutinio. Prima cosa le matite utilizzate per il voto vengono riposte in una busta e spedite assieme alle schede non utilizzate all'ufficio elettorale. Poi inizia lo spoglio.

Ecco adesso ditemi complottisti come si può fare a cancellare il voto su una scheda e mettere la croce sul quadrato opposto. Tenuto conto che tutti i membri del seggio penalmente responsabili della regolarità delle operazioni. Da ultimo i seggi in questo referendum sono 61.551. Dunque cari complottisti, a cominciare da Piero Pelù, fatevi una camomilla e studiate un po' la storia dei meccanismi elettorali.

Ancora vaccate per chi non sa perdere.. dopo tutte le bufale di questi giorni, questa ci mancava..! non smetto di ridere :D ragazzi, avete una grande fantasia, vediamo domani cosa ti viene in mente, magari i marziani che complottano contro il No. Siete grandi! la vita è un complotto!

Tipico di chi sa che perderà ..... cercano di delegittimare i potenziali vincitori in questo caso il si ,parlandodi irregolarità e brogli, a pelu bisognerebbe dargli il nobel dato che ha scoperto che le matite sono cancellabili..... in realtà è la carta delle schede che fa si che il segno sia indelebile anche se cancellato con la matita.i grullini sono un spasso... bisognerebbe richiuderli in un circo.

Questi sono i mezzucci di questa parte politica, falsi allarmi di broglio pre elettorale durante il voto per avere un minimo di visibilità visto che i loro "elettori" non li hanno in nota. Una pena infinita.

NON CI RISPARMIANO NEPPURE L'ULTIMA (?) COGLIONATA.In un seggio di Palermo (?) evidenziata da uno "scrutatore grulliota" la presenza di un LILLIPUZIANO DENTRO UN'URNA. Lo hanno scoperto con i RAGGI X. Era tutto indaffarato a cancellare la "crocetta sul NO" e a metterne un'altra sul SI'. Fatta una verifica anche a Roma dove, nelle urne, hanno trovato I TOPI che rosicchiavano le schede: SOLO QUELLE COL NO per renderle NULLE. I ritardi causati in mattinata dagli elettori (grullioti) presentatisi al seggio con la GOMMA si sono aggravati nel pomeriggio da altri elettori (sempre grullioti) che prima di votare hanno cercato di fare uscire allo scoperto i topi col FORMAGGIO CHE SI ERANO PORTATI DA CASA. PostScriptum - Grande scoop del Falso Quotidiano del mitico strasbaglio-cacasenno: domani in prima pagina le interviste di un lillipuziano e naturalmente di un topo. Pare abbiano dichiarato di ESSERE PAGATI DAL PD.

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Secondo me chi a un referendum costituzionale non vota nel merito ma condizionato da fattori esterni non adempie al suo dovere di cittadino

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Referendum, votiamo per l'Italia e per l'Europa. La crisi italiana aggiunge una sorta di disfacimento all'analoga crisi europea. Il peggio si aggiunge al peggio.

Per me sembra che Scalfari, nel tempo, ha sempre spiegato con chiarezza il suo pensiero. Tra l'altro, le opinioni su argomenti difficili e complessi possono a volte anche richiedere il loro tempo per essere formate in modo definitivo. Ma quello che ho sempre colto è la chiarezza e l'onestà degli argomenti di Scalfari.

Ne viene fuori che chi critica e contesta sempre Scalfari sono persone che non ragionano col suo metro di giudizio, cioè col ragionamento, con dietro però una necessaria dose di cultura. Ma, sempre, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. “Il demerito che ce e che ci accompagna …. a cominciare soprattutto dai 5 Stelle, è stato quello di aver trasformato il referendum in un'ordalia pro Renzi o contro di lui”.

Caro Scalfari, per chi non l’avesse ancora capito il problema vero nell'Italia di oggi è proprio questo, perché nel reale, referendum a parte, si tratta proprio di scegliere tra Grillo e Renzi anche se tanti fanno finta di niente. Il vero pericolo di questo periodo risiede proprio in questa diatriba a cui tanti altri dovrebbero prestare attenzione, perché se Grillo arrivasse al potere l’Italia con i suoi tanti problemi sarebbe davvero rovinata.

Chi dice NO anche assomigliate a Di Maio con la differenza che Di Maio legge e non capisce , presumo che ascolta anche la TV, legge e ascolta ma non capisce. Ma vogliamo finirla di sparare al vento discorsi senza senso???? legga, anzi leggete bene voi grillini.Il referendum e' una cosa  le domande sono chiare mentre fare la guerra a questo governo e a Renzi e' un'altra.

Scalfari ha scritto un perfetto articolo che pero' non arrivera' mai ad una certa categoria di persone.Gli ignoranti.... Veltroni (vi prego di leggerlo) spiega molto bene perché questa è una modesta riforma, specie in confronto alle ben più radicali tesi dell'Ulivo. Questo di oggi è il punto di equilibrio a cui si è potuti arrivare nelle date condizioni politiche. Meglio niente che qualcosa? A voi pare una scelta poco utile. La politica è l'arte del possibile.

Per i sogni c'è la notte, o la letteratura. Noi cittadini non siamo esperti di diritto, eppure dobbiamo giudicare le conseguenze politiche del nostro voto. I tecnici, peraltro divisi nei giudizi, possono valutare i modi nel dettaglio. Noi cittadini dobbiamo dare un giudizio politico.

Il mondo ci guarda (piaccia o meno, è la globalizzazione) e giudicherà se siamo un Paese immobile o un Paese vivo che scommette sul futuro.

Usare il cervello e non la pancia significa questo: quale beneficio viene alla collettività dal mio voto? Auguri e buon voto.

In attesa di capire cosa sia l'Europa dei popoli, solidale e democratica con modernità e progresso, più rappresentatività etc etc , Vi chiedo cosa intendono fare quegli dei spiritosi NO HA PRESCINDERE a conciliare questi bei propositi con 2300 miliardi di deficit da finanziare. O quello non conta e non va ripagato? Ho paura che in un mondo globalizzato anche VOI dovrete accettare qualche compromesso. Oppure preferite costruire un bel muro e inaugurare un bel periodo di autarchia. C'è chi nel passato l'ha fatto. Si concluse con 20 milioni di morti.

CON UN SI  invece è esattamente il contrario. Perché con una sola Camera la maggioranza politica voluta dagli elettori ha la possibilità di dispiegarsi e operare con maggiore tempestività ed efficacia, come in tutte le democrazie evolute. E, ancora, per l'introduzione del referendum propositivo, da tutti invocato, sul quale il Parlamento dovrà, e non soltanto potrà, esprimersi.

Quanto possa essere utile il no alla costruzione di un'Europa solidale e democratica, non ne vedo francamente il motivo. Semmai, vedo un punto a favore dell'antieuropeismo, alla stregua di Grillo e Salvini. Chi vota no conferma ( più o meno consapevolmente) di volere un Paese fermo, ingessato dalla cattiva politica che fa del FALSO la sua arma preferita. Vuole un Paese inchiodato dalla BUROCRAZIA , vuole un Paese che vuole rimanere in un assetto istituzionale valido 70 anni fa e che scambia la Democrazia con il diritto di BLOCCARE lo sviluppo civile della nostra società. Con i no, non si ricostruisce un bel NULLA. Si distrugge....senza saper ricostruire. Cosa possono ricostruire INSIEME i Grillo, i Berlusconi, i Salvini?...Solo un mare di baggianate e di guai per tutti noi. Ancora non li conosciamo o facciamo finta di non conoscerli?

AGGIUNGO:Non dimentichiamo che il voto condizionerà il futuro della Sanità in Italia che è stata tanto malgestita dalle regioni.Il bilancio della sanità (maggiore dell'80% del bilancio regionale)è stato utilizzando dalla CASTA pensando in modo preminente alla propria carriera politica. I suggerimenti e i protocolli presentati da prestigiose società scientifiche mediche sono stati per lo più accolti dal Ministero della Salute che ha effettuato Decreti Ministeriali e trovato accordi in sede di Conferenza Stato Regioni, ma poi l'attuazione si è quasi sempre fermata o fortemente rallentata a livello delle singole regioni, con conseguenze tutte negative: mantenimento di sprechi inutili, mancata innovazione delle strutture(il Prof Veronesi ripeteva sempre che abbiamo gli ospedali più numerosi e vecchi di Europa)aumento della disparità assistenziale tra regioni e cittadini di diverso censo.

Il voto di pancia contro il voto di ragione. Riformisti contro populisti. L'europa nonostante l'Europa. Il Sì, nonostante Renzi. Il problema di oggi è votare consapevolmente sulla riforma, pensando che non è perfetta ma che è comunque un passo in avanti che non determina alcuna deriva autoritaria. Che chi accusa di deriva autoritaria sono due proprietari di partito, grillo e berlusconi, che hanno poco titolo a parlare di pericoli democratici.

Renzi ha sbagliato all'inizio e questo peserà inesorabilmente, ma è anche un'ipocrisia dire che è stato personalizzato il voto: se anche Renzi non l'avesse fatto, col No vincente, l'avrebbero in ogni caso fatto i suoi molteplici e multiformi avversari, perchè il loro unico obiettivo è mandarlo a casa.

Se vincerà la pancia non succederà nulla di tragico, ma sarà una vittoria del populismo. Bisogna saperlo. E non ne verrà nulla di buono.

PS: Finalmente e' arrivato il gran giorno del referendum.Un grazie a Renzi per aver portato gli italiani a votare: sara' comunque una grande momento.Il clima fa paura, ma credo che nel 1948 fosse ancora peggio.

Vincera' il NO sicuramente e spero che Renzi mantenga la sua promessa e si dimetta (NB: io ho votato SI' e mi sarebbe piaciuto che gli italiani approvassero questa riforma, ma cosi' non sara': pazienza la politica non e' l'orizzone ultimo della persona umana.

Le cose alla fine cambiano comunque...).

Dimettendosi dara' un senso alla sua azione e forse potrebbe avere un futuro in politica (benche' Renzi - come purtroppo quasi tutti i politici italiani - sia un eccellente tattico ma non un eccellente stratega, e senza strategia e' facile che l'azione politica diventi mero galleggiamento, specie se si e' all'opposizione).

Se rimane brucia quello che ha fatto e non avra piu' il mio consenso

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Votando si , io sono sicuro che questi cambiamenti ci saranno.

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Referendum.Siamo all'epilogo di una spaccatura senza precedenti a sinistra, che va oltre il voto di oggi

Il Paese é diviso? Ma é già dal referendum sulla Repubblica che il Paese si divide. Si é diviso in molte altre occasioni ed é normale dividersi in un Paese democratico. Di che cosa ci si scandalizza?. Ed a proposito di quelli come la Ferilli che dicono che, a differenza di oggi, un tempo i politici si rispettavano, è rimasto celebre il proposito annunciato da Togliatti nella piazza romana di San Giovanni, alla vigilia delle elezioni politiche del 18 aprile 1948, di “cacciare a calci nel sedere” l’allora presidente del Consiglio. I bei tempi antichi non erano molto diversi dagli attuali. Nulla di nuovo sotto il sole.

Certo era ora che i conservatori di sinistra venissero fuori confermando che tra riformismo e vecchiume una parte della cosiddetta sinistra, in particolare quella comunista e veteromarxista si schierasse con il suo alleato naturale e cioè la destra!!!!!!!!!!!!!!!

Ma dopo il pentapartito , mani pulite e 20 anni di Berlusconismo inconcludente , io penso sia ora di dire basta a decenni di inciuci e coalizioni casiniste su tutto. Inoltre Il bicameralismo paritario è un'anomalia tutta italiana che ,insieme alle province, spero venga superata proprio oggi !
#IoVotoSI

Votando si , io sono sicuro che questi cambiamenti ci saranno.

 

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Lo scontro in Siria a che punto è.

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Nel momento in cui scriviamo, gran parte di Aleppo Sud è stata ormai liberata dall’Esercito arabo siriano di Bashar Al-AssadJaish Al-Fatah, che collabora con al Al-Nusra, la “sezione” siriana di Al-Qaeda, è stato ormai estromesso dai distretti meridionali di Aleppo e da gran parte delle periferie di quella città. Ma continua a tenere Idlib. Jaish Al-Fatah è, peraltro, un’organizzazione “ombrello” di jihadisti che lotta contro gli sciiti ma non necessariamente contro l’Isis.

Sempre l’Eas di Assad ha liberato del tutto ben sedici sobborghi di Aleppo, mentre le forze antijihadiste attaccano ancora alcuni distretti, tra i quali Karam al-Tarab e Amiriyah per mettere definitivamente in sicurezza Aleppo e, da lì, avanzare in direzione di Idlib, tenuta ancora dai jihadisti.
Naturalmente, le Forze di Bashar Al-Assad devono anche contrastare duramente l’espansione dei militari turchi che si muovono nel Nord della Siria. Le Forze Aerospaziali Russe continuano poi i loro bombardamenti nella provincia di Hama. E, infine, l’Esercito siriano di Assad combatte contro l’Isis nella zona est dell’area di Homs. Ecco, questo è un primo quadro della situazione di questi giorni. Ma alcuni militanti pro-turchi, sostenuti dall’esercito di Ankara, hanno attaccato i curdi dell’Ypg e l’Eas nel villaggio di Azrak, vicino alla zona di Aleppo. Turchi e membri dell’Ypg curdo si sono scontrati anche a Sheik Nazir, Qert Weran, Oshali. I turchi, insomma, continuano a creare fasce di protezione in favore anche dell’Isis, che può utilizzare il fianco turco per coprirsi dall’Eas e dai curdi dell’Ypg.

Questo è, in sostanza, il quadro militare turco, curdo e jihadista dell’area della grande Siria.
Ma, è bene ricordarlo, Putin ha approvato, il primo dicembre scorso la nuova dottrina strategica della Russia. Questo cambia molte cose.
Vediamo cosa dice: Mosca non accetta un’espansione a Est della Nato, sostiene gli accordi per una riduzione bilanciata degli armamenti e non accetta nel modo più assoluto il “global missile defense system” che gli americani dovrebbero perfezionare entro il 2020. Insomma, si tratta di una dottrina che ha un obiettivo: rendere progressivamente multipolare l’equilibrio strategico globale. Mosca, peraltro, non accetta nessun tentativo di pressione da parte degli Usa e si riserva di rispondere militarmente ad azioni militari ritenute non amichevoli.
Per la Siria, infine, l’obiettivo della Russia è quello di costituire una vasta coalizione internazionale, da definire in ambito Onu. Alla base di questa coalizione dovrebbe esserci la lotta esplicita contro il jihad e l’accettazione, da parte di tutti, di una Siria unita, indipendente e integra.

La parte, molto importante, sulla politica dei media la studieremo a parte, in un prossimo documento.

Quindi, sul terreno militare siriano, successi dell’Eas e dei suoi alleati russi e iraniani ad Aleppo Nord, mentre gli aerei di Mosca bombardano le retrovie dell’Isis e ne hanno ridotto grandemente la massa operativa e i materiali. Se quindi le forze aeree russe continueranno a condurre le loro operazioni, l’Eas di Bashar Al-Assad potrà premere vittoriosamente su Idlib a nord e su Raqqa ad est.

Dopo la rottura del fronte jihadista nel nord-est della sacca di Aleppo, le difese dei “ribelli” moderati, come li chiamano gli americani, dovrebbero cadere a breve.
Malgrado le numerose azioni dei turchi, le risposte aeree dei siriani sostenuti dai russi non hanno però permesso ad Ankara di realizzare il suo vero obiettivo in Siria, ovvero la creazione di una enclave turca tra Raqqa, Manbij e al Bab; naturalmente in funzione antiturca. Una postazione che gli analisti europei ritengono, lo vedremo in seguito, “irrilevante”. E, tra poco, sarà eliminata la sacca jihadista nel Ghouta occidentale, la vecchia oasi vicino alla quale fu fondata Damasco, area dalla quale molti jihadisti partiranno come “profughi” verso la puerile Europa.

E ora, dato politico e strategico fondamentale, entrano nel quadrante siriano le forze egiziane. Il motivo è semplice: Al-Sisi ritiene, giustamente, che ogni affermazione jihadista in Siria sia una minaccia vitale per l’Egitto. Gli Usa sostengono da sempre la Fratellanza, basta leggere il dettagliatissimo volume di Ian Johnson, A Mosque in Munich del 2010. L’altra e unica alternativa, per Al-Sisi, era quella di rivolgersi alla Russia. Splendida , nella sua inanità, la strategia degli Usa di trattare con il fondamentalismo islamico e di abbandonare di fatto la storica amicizia con gli stati del Maghreb e con l’Iraq, paese “liberato” pochi anni fa.
Ora, quindi, l’Egitto si inserisce nel quadrante siriano, dalla parte dei russi e dell’alleanza di Bashar Al-Assad con l’Iran, un paradosso religioso infraislamico che ha una sua perfetta logicità strategica.

Sottolineare troppo le differenze di religione nell’Islam ci fa dimenticare l’estrema praticità, per non dire il cinismo, delle élites politiche arabe e islamiche.
Qualche settimana fa una delegazione egiziana di alto livello era arrivata in Siria per discutere delle operazioni che le forze egiziane dovrebbero compiere sotto il comando russo e siriano. Alcune fonti sostengono che elicotteri e aerei egiziani siano già dislocati presso la base di Hama. E l’Egitto, lo ricordiamo, ha un accesso autonomo via mare alla Siria. Le due “Mistral” che la Francia aveva costruito per la Russia e che non le ha potuto vendere, sono state poi vendute all’Egitto. Saranno queste due navi, non vendute alla Russia dato il regime restrittivo attuale degli scambi con Mosca che, ironia della sorte, andranno a combattere in Siria a favore della Russia e di Assad, grazie all’idiozia europea e all’incapacità di tutta l’Europa di pensare strategicamente. Ognuna delle due fregate francesi da “proiezione e comando” può ospitare un battaglione di 900 uomini con tutte le loro attrezzature. Si verrebbe quindi a costituire una situazione in cui una brigata, protetta dalla forza aerea russa, è del tutto autonoma e può operare liberamente sul territorio siriano, essendo peraltro dotata di elicotteri d’assalto, sempre russi. Le forze egiziane, quindi, sarebbero il vero “game changer” della guerra siriana, perché anche le brigate di Hezbollah e i “volontari” iraniani hanno bisogno del supporto e della logistica siriana. Gli egiziani possono quindi svolgere da soli le loro operazioni in Siria, coordinandosi con i russi e le forze di Bashar Al-Assad.

Sul piano numerico, le cose per gli iraniani in Siria stanno così: 4000 iracheni e 4000 sciiti inviati direttamente dalla repubblica sciita, coordinati da 400 operativi dei Pasdaran di Teheran.
Hezbollah ha poi inviato dal Libano 2000 elementi delle loro forze speciali, unità “Ridwan”.
In questa particolare contabilità, i 4000 militari egiziani rappresenterebbero un notevolissimo aumento di efficacia militare e operativa. Naturalmente, l’Egitto non potrebbe essere impedito da alcuno dalla partecipazione alla guerra siriana, dato che forze e uomini passano dal canale di Suez. Il che rappresenta un vero e proprio ricatto anche per i Paesi che finanziano e sostengono il jihad, dato che il loro petrolio passa pur sempre dalla linea d’acqua egiziana.
Questa nuova composizione delle forze antijihadiste permetterebbe quindi un rapido e possente attacco su Raqqa, che sarebbe definitivo e chiuderebbe i giochi in Siria, salvo qualche “scampolo” di jihad a sud. Inoltre, Trump non ha più nessuna intenzione di sostenere i jihadisti “buoni” e “moderati” e quindi il gioco della Turchia e dei sauditi potrebbe finire ben presto. E’ finita l’era Obama, che puntava unicamente all’eliminazione di Assad e non riteneva una minaccia reale il jihad, che peraltro, stranamente, operava sempre più spesso con armi “made in Usa”.

L’Ue, poi, ha pubblicato un nuovo documento sul quadrante siriano, dal titolo “il primo test di Trump: la politica europea e l’assedio di Aleppo”.
Purtroppo, dicono gli analisti dell’Unione europea, il presidente Assad è ancora lì, e quindi non è possibile non accettare la sua presenza politica.
Allora, per gli analisti dell’Unione, occorre digerire l’amara pillola di accettare Assad ancora al potere, come se loro potessero mandarlo via da li, figuriamoci. E come se il jihad fosse una operazione irrilevante.

Infine, se la Turchia rimane interessata al suo corridoio settentrionale, per contrastare i curdi, dice sempre l’Ue, non dovrebbe dare più moti fastidi per mettere in piedi una vaga, roboante, inesistente “transizione”, che dovrebbe essere gestita dalle mosche cocchiere europee. Ma la Turchia, lo sappiamo bene, vuole il suo corridoio per innescare una seconda lotta contro i curdi e Assad, il che non è poi un fatto così innocuo come lo disegna la strategia dell’Unione europea. Chi vince non va al tavolo delle trattative, che serve ai perdenti per ridurre i danni.
Quindi non si capisce bene chi dovrebbe partecipare alla “transizione” diretta, ohimè, dagli europei.
Allora, in finale, gli estensori della analisi dell’Unione europea ritengono che, proprio oggi, l’Europa debba riprendere la politica siriana di Obama: fare qualsiasi brutto accordo per poi far cessare le violenze e aiutare il popolo siriano.
Bene, ma i brutti accordi peggiorano la situazione e poi, come la mettiamo con i jihadisti: sono loro i colpevoli del disastro siriano o lo sono invece i russi e il “tiranno” Assad?
Sembra che l’UE non faccia ancora i conti con la guerra santa che, peraltro, non starà certo a sentire le richieste “umanitarie” di Bruxelles.
Ennesima prova di inanità europea, mentre, dice Putin, basterebbe togliere per tre mesi gli aiuti europei a Erdogan che il suo regime crollerebbe.
Certamente l’Unione europea non farà niente di tutto questo. Non farà.

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Il patrimonio personale di Fidel Castro. Ecco i dettagli. Ma come diceva Marx, “il comunismo non priva l’uomo della libertà di appropriarsi del frutto del suo lavoro. Lo priva della libertà di schiavizzare gli altri per via di queste appropriazioni”.

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Tra i figli e i nipoti di Fidel Castro è in atto una guerra per l’eredità politica. Il leader della rivoluzione cubana, tuttavia, ha lasciato anche un’eredità economica. Un patrimonio non indifferente che gli ha permesso di piazzarsi tra i primi 10 capi di Stato più ricchi del mondo, al di sopra della regina Elisabetta II, del principe Alberto di Monaco e del dittatore della Guinea Teodoro Obiang, secondo la rivista Forbes.

L’INCHIESTA DI FORBES

La rivista americana specializzata si era dedicata alla fortuna di Fidel Castro nel 2006, poco dopo l’annuncio del ritiro dalla presidenza per motivi di salute. All’epoca, aveva calcolato che il patrimonio del leader socialista ammontasse a 900 milioni di dollari, senza tenere conto di tutte le case di proprietà, il cui elenco è sempre stato nascosto per motivi di sicurezza. La risposta del governo cubano è stata dura: aveva detto che avrebbero querelato Forbes “per l’infamia”, ma poi la denuncia non è mai stata formalizzata.

“VITA STRAVAGANTE E IPOCRITA”

Dopo la morte di Fidel Castro, il 25 novembre scorso, Forbes ha ripreso l’argomento con un articolo a firma di Keith Flamer, intitolato: “Dieci sorprese a proposito della vita stravagante di Fidel Castro”. “Anche se non abitava in un grande palazzo, e non ci sono strade con il suo nome, Castro viveva in un modo molto più stravagante e ipocrita di quanto volesse far sapere al mondo – si legge su Forbes – . Il leader della rivoluzione cubana non conduceva una vita modesta. Il patrimonio netto personale di Fidel Castro era di 900 milioni di dollari nel 2006. Molti soldi per una persona che vive all’interno di un sistema di razionamento socialista. Il lusso faceva parte della quotidianità. Paranoico sulla sua vita personale, le residenze di Castro erano top secret”.

LE IMPRESE DI FIDEL

Secondo Forbes, la fortuna di Fidel Castro è aumentata soprattutto dal 2003 al 2006. Fino al 2003 aveva 110 milioni di dollari. Due anni dopo, 550. “Pensiamo che lui abbia il controllo economico di una rete di compagnie dello Stato che include Cimex (automobili, immobili), negozi piccoli e Medicuba, che vende vaccini e altri prodotti farmaceutici prodotti a Cuba”, ha spiegato Forbes. Altri fonti indicano che i conti di Fidel sono stati alimentati dalle imprese controllate dal Consiglio di Stato: Cubalese (società che fino al 2009 forniva servizi e personale alle ambasciate a Cuba) e il Palazzo delle Convenzioni”. Sarebbe questo l’unico modo per aver accumulato quella cifra.

LE RIVELAZIONI DELL’EX MINISTRO

Secondo l’ex ministro dell’Industria cubano, Arturo Guzmán Pascual, la fortuna di Fidel è di 1,2 miliardi di dollari. In un’intervista all’emittente Mega Tv di Miami, l’ex funzionario del regime cubano – oggi esiliato negli Usa – ha detto che la “Cassa del Comandante Capo” è il fondo che riceve più risorse nello Stato. Ce ne sono, poi, altre due: una gestita dal Consiglio di Stato (in mano a Raúl Castro) e un’altra per coprire le necessità della società e del ministero dell’Economia. “Quest’ultima è quella che riceve meno denaro”, ha dichiarato Guzmán Pascual. Secondo lui, Fidel Castro ha conti per 200 milioni di dollari in Svizzera.

TUTTE LE CASSE DELLO STATO

Nel libro “La vita occulta di Fidel Castro” di Juan Reinaldo Sánchez e Axel Gyldén (Ariel, 2014), gli autori spiegano che a Cuba Fidel “è l’unica persona che può disporre di tutto, appropriarsi di tutto, venderlo, regalarlo. Solo lui può autorizzare la creazione (o chiusura) di un’impresa dello Stato, nell’isola o all’estero. Riunite in conglomerati, tutte le società nazionali sono amministrate come imprese private sotto il controllo di tre istituzioni principali: il ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (Minfar, diretto dal fratello Raúl fino al 2008), il ministero degli Interni (Minint) e il Consiglio di Stato. È Fidel che ne nomina i responsabili e li revoca”.

TUTTE LE CASE DI CASTRO

Juan Reinaldo Sánchez è stato guardia del corpo di Fidel per più di 17 anni. Nel libro scritto insieme al giornalista Axel Gyldén fa un resoconto delle proprietà: “A La Habana il Comandante (oltre alla proprietà di Punto Cero) ha sei residenze: la casa di Cojímar, dove ha vissuto dopo la vittoria della Rivoluzione nel 1959; la casa della strada 160, nel distretto de La Playa, molto lussuosa; una terza riservata agli appuntamenti di galateo: la casa di Carbonell, nel quartiere Unidad 160; un’adorabile casa a Santa María del Mar, stile anni ’50, vista mare e accanto all’albergo Trópico (nel municipio di La Habana del Este). Infine, due case provviste di rifugi antiaerei per la famiglia Castro in caso di guerra: la casa di Punta Brava (dove la moglie Dalia visse nel 1961 prima di convivere con Fidel) e la casa del Gallego, molto vicino a Unidad 160”.

TRA YACHT, CAVALLI E PISCINE

Ma non solo, Sánchez sostiene che nella provincia di Matanzas Fidel Castro possiede altre due residenze estive: al nord ha una casa a Varadero, con vista mare. Nel sud è proprietario de La Caleta del Rosario, nella famosa Bahia de Cochinos. Lì c’è un porto con lo yacht Aquarama II e il resto della flotta privata del Comandante. “A est, in provincia di Ciego de Ávila, Fidel ha un’altra casa sull’isola di Turiguanó, vicino al centro turistico di Cayo Coco […] In provincia de Camagüey, sempre a est, ha una piccola tenuta a San Cayetano. Fidel non va a cavallo, ma ne possiede alcuni. Un’altra casa, chiamata Tabayito, sempre a Camagüey, è nascosta dentro un complesso di cui fanno parte altre case riservate ai membri del governo. Infine, conosco la casa chiamata Guardalavaca, in provincia di Holguín, e due case a Santiago di Cuba: una casa nella via Manduley (di due piani e un cortile) e un’altra con piscina, all’interno del complesso del ministero degli Interni”.

Un patrimonio immobiliare non da poco. Ma come diceva Marx, “il comunismo non priva l’uomo della libertà di appropriarsi del frutto del suo lavoro. Lo priva della libertà di schiavizzare gli altri per via di queste appropriazioni”.

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Verità e bugie sulla riforma “divisiva” della Costituzione

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Provvisto addirittura di una “cassa” di confezioni di un farmaco che si prende per i bruciori di stomaco, Beppe Grillointende usarla tutta per sé, pur avendo diagnosticato come “grave” nella principale piazza di Torino la situazione “neuro gastrologica” dell’intero Paese. Egli dovrebbe sentire l’obbligo di distribuire a iosa quel medicinale ai suoi elettori, da lui stesso invitati a votare non con la testa ma con la “pancia” nel referendum sulla riforma costituzionale. Invitati cioè a fare un’indigestione tossica di rabbia e di odio verso tutto e tutti: il solito Matteo Renzi, paragonato ad una “scrofa ferita”,  gli altri partecipi del fronte del sì e persino quanti si sono mescolati con i pentastellati nel fronte del no.

Parlo naturalmente, a quest’ultimo proposito, dello “psiconano” Silvio Berlusconi, come lo chiama ancora Grillo, del leghista Matteo Salvini, dei giuristi con troppa puzza sotto il naso, secondo lui, e persino di quel Pier Luigi Bersanisbeffeggiato ferocemente quando  corteggiò, tre anni fa,  le cinque stelle per ottenerne l’aiuto alla nascita del primo governo di questa diciassettesima legislatura. Governo che l’uomo di Bettola chiamò comicamente “di combattimento”, per quanto minoritario: tanto comicamente, in concorrenza con il corteggiato Grillo, che al Quirinale Giorgio Napolitanosobbalzò dalla sedia e lo fermò. L’incarico e la nomina passarono ad Enrico Letta all’insegna delle larghe intese, poi ristrettesi per la decadenza para-giudiziaria di Berlusconi dal Senato, decisa a scrutinio addirittura palese, militarmente palese.

Fa una certa impressione sentire adesso lamentare il carattere “divisivo” della riforma costituzionale sotto procedura referendaria da Grillo: dopo tutto quello che lui e i suoi fanno ogni giorno, anche di notte, per esasperare i rapporti politici, proponendosi come i campioni o titolari dell'”onestà, onestà, onestà “, a parte le firme “copiate”, per non dire rubate, quando debbono presentare le liste dei candidati. E sbattendo tutti gli altri in galera per ora metaforicamente, in attesa e nella speranza di farlo poi davvero col soccorso giudiziario, che purtroppo non è mancato in anni neppure tanto lontani ad una certa sinistra sconfitta dalla storia ma ugualmente ambiziosa. Dalla quale Grillo ha ereditato, o alla quale ha politicamente rubato, l’abitudine, anzi il vanto di proclamare la “diversità” morale, se non addirittura antropologica, del suo movimento rispetto a tutti gli altri partiti, con i quali non a caso è contrario ad accordarsi. E con i quali, come si è visto nella campagna referendaria, non vuole confondersi neppure quando se li trova casualmente schierati con lui sulla stessa barricata: in questo caso, su quella del no alla riforma targata RB.

RB sono le iniziali naturalmente di Renzi e della Boschi, la giovane, pure lei, ministra che ne ha gestito il lungo percorso parlamentare. E che ha l’aggravante, secondo i suoi più maleducati critici o avversari, di essere bella, e per giunta ancora nubile, oltre che figlia dell’ex vice presidente della dissestata Banca Etruria.

Su questa storia, o leggenda, della riforma costituzionale arbitrariamente “divisiva”, perché varrebbero solo le Costituzioni e relative modifiche fatte o condivise da tutti, o quasi, bisognerebbe decidersi a dire la verità, per brutale che sia. È una bufala, che si grida più in malafede che buona fede. Anche chi la canta così, su versanti opposti, ha fatto il contrario quando ne ha avuto l’occasione. E lo dico per verità, non per fantasia o bugia. Debbono riconoscerlo tutti, comunque abbiano già votato o intendano votare nel referendum in corso mentre scrivo.

Massimo D’Alema si è vantato di avere rinunciato, d’accordo con l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi, ad approvare con i voti del solo centrosinistra, quello dell’Ulivo, la riforma gestita come presidente dell’apposita Commissione bicamerale e contestata all’ultimo momento da Berlusconi, come al solito. Ma l’Ulivo era tanto diviso al suo interno che il governo Prodi cadde dopo pochi mesi.

Due anni dopo, mica tanto più tardi, l’Ulivo occasionalmente ricomposto, con Giuliano Amato a Palazzo Chigi succeduto allo stesso D’Alema, che a sua volta aveva voluto succedere a Prodi, varò una riforma del titolo quinto della Costituzione, riguardante le competenze delle regioni e i loro rapporti con lo Stato, con una maggioranza risicatissima, di soli due voti, se non ricordo male. Una maggioranza rispetto alla quale quella raccolta in Parlamento da Renzi per la sua riforma è stratosferica.

Servono anche a riparare agli errori di quella riforma, riconosciuti dalla stessa sinistra e tradottisi in un colossale contenzioso fra governi e regioni davanti alla Corte Costituzionale, le modifiche ora sottoposte alla verifica referendaria degli elettori. Chi lo nasconde è politicamente disonesto, a dir poco.

D’Alema, in verità, ha detto o ha cercato di sostenere di non avere personalmente condiviso il passaggio parlamentare di quella sbagliatissima riforma del titolo quinto, voluta dalla sua parte politica per corteggiare l’elettorato leghista mentre Berlusconi e Umberto Bossi stavano alleandosi di nuovo, dopo la rottura autunnale del 1994. Ma via, D’Alema, sarebbero bastati due compagni senatori della sua corrente, o come altro vogliamo chiamarla, per impedire che quella riforma fosse approvata. Cerchiamo di essere seri e di non prenderci in giro. Allora valse evidentemente una disciplina di partito ora rifiutata perché nel frattempo sono cambiati gli umori e gli interessi politici dell’ex presidente del Consiglio, che vive comprensibilmente male la stagione della rottamazione, rozza come tutte le rottamazioni che si fanno, anche quando non vengono chiamate così.

Silvio Berlusconi non è meno disinvolto, per non dire peggio, di D’Alema. Di loro Renzi non ha poi tutti i torti, diciamo la verità, quando parla ironicamente di una coppia la cui relazione è nascosta alle rispettive famiglie. Che invece ne sono al corrente e la vivono con grande e inconfessabile disagio.

Ora anche l’ex Cavaliere lamenta il carattere “divisivo” della riforma RB – diventato peraltro tale quando lui, per ritorsione contro l’elezione di Sergio Mattarella, al Quirinale rovesciò a torto o a ragione il tavolo allestito con Renzi al Nazareno l’anno prima – dimenticando i numeri parlamentari e politici della sua riforma costituzionale. Che, ancora più incisiva di quella di Renzi, perché risultavano aumentati davvero i poteri del presidente del Consiglio, sino a dargli le chiavi delle elezioni anticipate, fu approvata nel 2005 dal solo centrodestra, peraltro col dissenso dichiarato di quasi la metà del partito dell’allora presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. E bocciata l’anno dopo da un referendum capeggiato dall’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

A quella campagna referendaria contribuì – va detto onestamente pure questo – l’allora giovanissimo presidente della provincia di Firenze Matteo Renzi. Sì, proprio lui, non un omonimo dell’attuale presidente del Consiglio. Che ha cercato di giustificarsene con argomenti debolucci: quasi gli stessi che adesso usano contro di lui gli avversari. Fra i quali – ahimè – lo stesso Berlusconi in un paradossale scambio delle parti, indicativo del marasma politico in cui si sta celebrando in questa prima domenica di dicembre un referendum che avrebbe fatto felice Pinocchio, con un naso ancora più lungo del solito.

 

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Signore e signori, oggi offriremo firme e piazze false per tutti, senza distinzione di censo alcuno, e per finire pizze false sempre per tutti. Firmato il capocomico.

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Referendum "Torino piena stasera per dire No". Ma è la foto di Piazza della Signoria a Firenze. Poi le scuse.

FALSARI SEMPRE IN OGNI OCCASIONE "GRANDE ONESTA,,

Beh, il blog di Grillo ha spacciato per piazza M5S anche la visita del papa, qualche tempo fa. Niente di nuovo sotto il sole.D'altronde anche sul profillo della Raggi c'era una foto della folla, ma non quella che riempiva la sua piazza, ma di un concerto rock in Romania. 
Sembra che siano un po confusi.... Poi pacificamente l'hanno ammesso loro stessi, infatti, dopo aver tergiversato un po', si sono scusati dicendo che erano stanchi e per questo hanno confuso le foto. ( tipo le e-mail di Di Maio.)

Questo non è un errore, è una loro abitudine di far vedere moltitudini di gente facendo delle montature. In questo caso è una cosa voluta senza rendersi conto che la Piazza della Signoria era facilmente riconoscibile. Questa non è democrazia questo è imbroglioare le persone ingenue (che ce sono molte e Grillo e Casaleggio lo sanno) Tipico modello dell'adepto 5 stelle.

Troppo evidente perchè si possa parlare di mala fede, fra l'altro bisogna evidenziare che fra fiorentini e livornesi non è mai corso buon sangue, la bufala non sarebbe mai potuta passare inosservata, allora cosa è successo, la risposta è ovvia, si è trattato di un pasticcio, purtroppo è noto che stiamo parlando di incapaci, i soliti improvvisati, non capiscono le mail sbagliano i moduli per la raccolta delle firme, per rimediare si improvvisano falsari, si preoccupano delle scie chimiche, dei cip sottopelle, le congiure dei frigoriferi, il campionario è infinito, secondo il New York Times hanno vinto la classifica mondiale di ballista dell'anno, l'anno assegnata al prode Di Ballista, ci dobbiamo accontentare per il momento questo passa il convento.

Basta guardare Silvio B. detto il principale ispiratore che è anche il più solido alleato del M5S in questa batttaglia per il no.Se il disegno di berlusconi è affossare l'Italia, Berlusconi è alleato con il M5S per il NO, che conclusioni bisogna trarne? Io ne traggo solo una conclusione, che i pentastellini scrivono ma fanno fatica a concettualizzare quello che scrivono, l'analfabetismo funzionale di Di Maio è evidentemente un virus, "comici"? FALSARI a 5 Stelle. I comici dovrebbero almeno fare ridere, loro fanno piangere! ma al di là di offendere e di dire sempre "NO" nemmeno di fronte all'evidenza vi arrendete...ah capisco usando la pancia non si può andare oltre, credere, obbedire e combattere è la consegna del guru genovese...il cervello ovviamente è un'optional non incluso nell'offerta. Penoso!!! Grillo ormai è un comico fallito che nessuno andrebbe più a sentire , si è buttato sulla politica sapendo che un buon quarto degli italiani è analfabeta , sfigato e tendenzialmente fancazzaro e imbroglione per cui facendogli credere di essere forti e potenti e promettendo un po' di soldi senza lavorare li avrebbe catturati.

Tutta demagogia per acchiappare gli allocchi. Pensassero invece a governare bene i comuni roma in primis. Siete al servizio del "magnate" Grillo e della Ditta Casaleggio e c. che con la vostra credulità fa milioni a palate.BOCALONI:Credete quello che meglio pensiate sia giusto e lasciatevi bene atrofizzare allo sfinimento il cervello. Per il momento siamo ancora in democrazia. Almeno così dicono.

E questi celebrolesi mi contestano il sovra citato dicendomi:Pensi che questi sciocchi, hanno restituito più di 18milioni con tanto di copia mensile che attesta la veridicità tagliandosi gli stipendi ( senza fare referendum), girano senza scorta ne auto blu, propongono leggi per il cittadino e non contro questo e queste vengono puntualmente bocciate  sono proprio la peggiore delle specie in parlamento.CARI CELEBROLESI.Se avesso assunto la responsabilità di governare come gli aveva proposto Bersani, se avessero proposto una legge elettorale, se avessero partecipato alla stesura della modifica costituzionale, quei soldi potevano tranquillamente tenerseli con la benedizione dei cittadini, avendo fatto solo ammuina , tutti i soldi che si sono tenuti sono stati soldi sprecati. E questi ignoranti incompetenti vorrebbero insegnarci come si governa...!!!E 'sti imbranati SOLO BRAVI A FALSIFICARE vorrebbero governare l'Italia? Immaginatevi qualcuno come la Raggi  primo ministro, toccatevi i santissimi.5 stelle falsari e buffoni come sempre, siete oltre il ridicolo! O Semplicemente "dilettanti" allo sbaraglio.

Questi qui, se vanno al Governo, manderanno a bombardare pechino per fare guerra alla Colombia (pura ipotesi!). Probabilmente conoscono le piramidi per essere un bene architettonico finlandese e la nipote di Mubarak mai stata una delle bunga-bunga di silvio...

Se questa gente arriverà mai al governo nessuno potrà dire: non avevo capito, non c'erano i segni. I segni c'erano tutti.

 

 

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E VERO ANCHE CHE:Nell'epoca di internet il silenzio elettorale è un'ipocrisia. E ipocriti, se non peggio, coloro che si scandalizzano

4 Dicembre 2016 , Scritto da bezzifer

Giornate di mezzo silenzio elettorale.Tensione prima del voto, i due fronti si lanciano accuse fino alla fine.

A cominciare dalla vostra integerrima direttrice che interviene a gamba tesa a campagna elettorale conclusa. Brava Annunziata, tu si che sei un fulgido esempio di giornalista imparziale e credibile. La prossima poltrona dove, alla BBC?

Che rompano il silenzio i politici, da questi politici tutto ci si può aspettare, ma da una giornalista come l'Annunziata, è quanto di più meschino si possa immaginare. Dopo aver condotto dibattiti, è il suo ruolo, doveva tacere come tutti i cittadini. Invece ha fatto la sua sparata, senza contraddittorio e in un ruolo che non è il suo. Andrebbe espulsa dall'ordine dei giornalisti.

A proposito di mentire, ricordatevi delle firme false del pregiudicato, nonchè la falsa foto della piazza di Torino che in realtà è la piazza di Firenze con Renzi. Ma vi è rimasto almeno un pò di pudore? Ah ah ah ... ma voi del NO oggi siete un po' incazzatelli? cos'è che vi brucia? che, passato il referendum, finirete di prendere la paghetta dalla Casaleggio & Grillo Dissociati?

A voi Casaleggio non vi dovrebbe pagare.Non vi prendete neanche la briga di dire qualche idiozia, sempre a proporre le stesse due cretinate. E' chiaro che se fossero convincenti
avrebbero già convinto. Siete come i furbetti del cartellino, mangiapane a tradimento.

Voi la Costituzione o non l'avete mai aperta o non l'avete mai studiata sul come e sul perchè è stato scritta in quella forma così IMPERFETTA per quanto concerne la sua SECONDA parte che NON contempla i principi democratici FONDAMENTALI ma solo i meccanismi statali e burocratici per renderli attuabili. Ma comprendo che dopo decenni di ideologie fasciste e comuniste, craxiane, berlusconiane, dalemiani, grulliane in cui il dogma è sempre stato quello di tenete distante e ignorante il popolino dal proprio autonomo pensare, l'ignoranza becera, irresponsabile e populista andrà sempre più di moda, per questo sono POCO fiducioso della salvezza di quello che sarebbe anche il mio Paese.

Ecco a voi l'armata brancaleone del no (i rappresentanti della parte migliore del Paese):Fassina, civati, casapound, il comico panzone insieme a giggino o ripetente alias di mail, seguono brunetta col capo, nonno berluskaz, la meloni e fascisti vari, a dare man forte arrivano d'alema, bertinotti (quelli che fecero cadere Prodi), bersani e speranza, e il travagliato del F.Q., fine costituzionalista che pretende la fiducia sulle leggi costituzionali . Per finire, ciliegina sulla torta, salvini col suo ruspone alla ricerca dei diamanti. Ci aggiungerei, come gran finale, fini, pomicino, dini, de mita,gasparri e quagliariello. Ultimo arrivo mister monti, quello della legge fornero, ricordate? Il giorno dopo con questo bel gruppetto si farà una grande riforma costituzionale e l'Italia si salverà. Rimarremo nella melma per altri trent'anni. Per salvarci votate SÌ.

E un dovere MORALE votare SI per chi verrà DOPO di noi! Chi voterà NO resterà COMPLICE MATERIALE o diventerà anche solo complice MORALE delle forze MAFIOSE BUROCRATICHE che hanno distrutto economicamente ed ETICAMENTE questo Paese. Tutto il resto è IDIOZIA PROPAGANDISTICA POLITICA. In nome dei figli e dei nipoti maledirò fin da ora chi voterà NO perchè si dimostrerà NON amante di chi verrà DOPO di noi!!!

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